lunedì 29 aprile 2013

Alla scoperta di Steven Means e Mike James

Il DE Steven Means e il RB Mike James
Sono stati 6 i giocatori scelti dai Bucs nello scorso week-end, a cui si sono aggiunti numerosi rookie "undrafted free agent" firmati dopo la fine del draft.

I commenti dei vari "analisti", circa il draft dei Bucs, non mi sono sembrati particolarmente negativi, e la cosa mi ha sorpreso non poco, visto che le scelte di Dominik e Schiano mi avevano invece lasciato abbastanza perplesso. Che dire, speriamo che gli "esperti" abbiano visto giusto, e che i rookie arrivati in Florida si rivelino sul campo in grado di onorare nel migliore dei modi l'uniforme Red and Pewter e soprattutto capaci di aumentare il tasso tecnico di un squadra che avrebbe un grande bisogno di inserire forze fresche e di valore.

Tra i 6 rookie approdati ai Tampa Bay Buccaneers, i meno conosciuti sono senza dubbio i due chiamati nella parte finale del draft, e cioè il DE Steven Means da Buffalo (scelto al quinto giro, con la pick n.147) ed il RB Mike James da University of Miami (sesto giro, pick n. 189).

Cerchiamo di approfondire la conoscenza di questi due nuovi arrivi, partendo proprio da Steven Means; al college Means ha giocato come Defensive End, distinguendosi per velocità ed abilità nel mettere addosso le mani al QB avversario. Un po' tutti gli analisti vedevano però questo giocatore come OLB, in ottica NFL. Stando invece alle prime dichiarazioni di Greg Schiano, Means giocherà anche con i Bucs nel ruolo di DE, proprio per sfruttarne la notevolissima rapidità; queste le parole del coach:
“He is going to be a defensive end where he lines up,” Schiano said. “He will have an opportunity to rush the passer.”

Mark Dominik, invece, si dice sicuro proprio relativamente alla capacità del ragazzo di mettere pressione sui QB; così il GM:
“He might be a little bit off of your radar but he was not off ours,” Dominik said. “We put a lot of time on him an put in a lot of resources on him and had a private workout with him. We believe he is a developing pass rusher. We think he has tremendous traits in that ability. Any chance you have to get a pass rusher, you don’t pass that up.”

Tra gli "highlights" di Means nella sua carriera universitaria, da segnalare come il ragazzo abbia fatto ottime cose nello special team, con ben cinque calci bloccati nel corso della sua esperienza al college. I 18,5 sack messi a segno lo posizionano invece al quarto posto nella storia di Buffalo in quanto a placcaggi del QB avversario.

Onestamente, credo che nessuno in Europa (ma pochi anche negli States, forse...) conoscessero questo giocatore prima che venisse draftato dai Bucs; che dire, speriamo che abbia ragione Dominik e che Means possa rivelarsi una gemma "nascosta" , o quantomeno una pedina utile per dare profondità al reparto dei DE e in grado di mettere a segno giocate importanti nello Special Team.

L'ultimo giocatore draftato dai Bucs è stato invece il RB di University of Miami, Mike James, peraltro originario proprio dei dintorni di Tampa. In seguito alla controversa trade che ha "regalato" Blount ai Patriots, James diventa in pratica il vice-Martin, visto che gli altri RB a roster sono il modesto veterano (ma soprattutto ex Rutgers University) Brian  Leonard e il secondo anno Michael Smith (che però nella stagione da rookie non ha mai visto il campo!).

Che tipo di RB è Mike James? Una delle sue principali caratteristiche è una discreta abilità non solo nel correre ma anche nel ricevere il pallone fuori dal backfield; di seguito, una descrizione del giocatore da parte di Mark Dominik, che paragona James a un ex RB che a Tampa ha lasciato ottimi ricordi, e cioè Earnest Graham:
“What makes Mike so special is he can play on first, second, third and fourth down, very dependable, very trustworthy. And out of all the respect in the world, an Earnest Graham type of player,” Dominik said. “Because I loved Earnest Graham and what he did for this organization. Mike’s a bigger, taller guy than Earnest, but Mike is selfless like Earnest and can really do a lot of different things.”

Speriamo che Mike James si dimostri all'altezza del compito, quando verrà chiamato a sostituire Doug Martin; chiaramente, nella prossima stagione Martin sarà destinato a giocare moltissimi down, ma in un ruolo come quello del RB, in cui acciacchi e infortuni sono all'ordine del giorno, è essenziale poter contare su riserve valide e affidabili. E proprio per questo non mi è piaciuta la decisione di Schiano e Dominik di liberarsi di Blount, giocatore di ottimo valore e perfetta "assicurazione" in caso di malanni del RB titolare, per rimpiazzarlo di fatto con un rookie che dovrà confermare tra i PRO le qualità (peraltro discrete, non certo eccezionali) mostrate al college. Anche perché non dimentichiamo che Mike James è stato il diciottesimo RB scelto al draft, ed il fatto che ben 17 giocatori siano stati chiamati prima di lui nel suo stesso ruolo, qualcosa - purtroppo - vorrà pur significare...

Nessun commento:

Posta un commento