martedì 24 novembre 2020

La difesa tiene in partita i Bucs, ma alla fine la spuntano i Rams

Nonostante una generosa prestazione del reparto difensivo, che in tutti i modi ha provato a tenere in piedi una baracca assai cigolante, alla fine sono stati  i Los Angeles Rams a festeggiare nel Monday Night, espugnando il RJS con il punteggio di 27-24.

Purtroppo è mancato quasi del tutto l'apporto del reparto offensivo, ed in particolare quello da parte di colui che dovrebbe esserne la guida, cioè Tom Brady. 

Quella contro i Rams credo sia stata una delle prestazioni più opache della sua stellare carriera, non tanto per le statistiche, negative ma non certo scandalose, quanto perché Tom non ha mai dato l'impressione di andare a prendersi la partita, nemmeno quando nel drive finale aveva tutto il tempo per orchestrare l'ennesima rimonta vincente; non siamo abituati a vederlo sbagliare nell'intero arco del match tanti passaggi per lui semplici, mancando il WR designato non di poco, e non trovandone praticamente mai uno nel profondo.

E se Brady non gira, purtroppo non basta una difesa che soprattutto nel secondo tempo ha limitato il pericoloso attacco dei Rams. O vogliamo chiedere a JPP e compagni non solo di recuperare palloni ma anche di mettere punti sul tabellone?

No, alla fine il risultato di Bucs-Rams è onesto, e a vincere è stata la squadra che, pur disputando una partita a strappi, alternando belle giocato a errori gravi, ha comunque dimostrato una compattezza ed una fluidità maggiore rispetto ai grigi (in tutti i sensi, a partire dalle uniformi) avversari.

Peccato per questa sconfitta, anche perché domenica arriveranno a Tampa i campioni in carica, i Kansas City Chiefs, squadra di ben altro spessore rispetto ai "normali" Rams affrontati ieri. 

Speriamo di rivedere un attacco guidato da un Brady a livelli più consoni alla sua carriera e soprattutto ci auguriamo che quello imboccato da Tom nelle ultime settimane (l'orrenda prestazione con i Saints, il brutto match nei monday night con Giants e Rams) siano destinati a rimanere episodi sporadici; e soprattutto, che per il più grande QB di tutti i tempi non stiano iniziando a scorrere i titoli di coda.

domenica 15 novembre 2020

Riparte la corsa verso i playoff, espugnata Charlotte


Non è stato facile per i Bucs scrollarsi di dosso la netta sconfitta rimediata nello scorso Sunday Night contro i Saints, e per metà partita, contro i non irresistibili Panthers, Brady e soci hanno fatto fatica, riuscendo comunque ad andare all'halftime in parità, con il punteggio di 17-17, anche se quasi sempre indietro nel punteggio e costretti a rincorrere Carolina.

Poi, nel secondo tempo, si sono rivisti i Buccaneers scoppiettanti in attacco e determinati in difesa, ammirati contro Packers e Raiders, e per i Patnhers non c'è stato scampo.

La partita è stata letteralmente spaccata in due dalla corsa di 98(!) yards di Ronald Jones, una cavalcata trionfale conclusa con il TD più lungo nella storia dei Bucs.

Carolina ha cercato senza successo di tornare in partita, ma Tampa Bay ha preso il largo senza più voltrsi indietro, ed il punteggio finale di 46-23 la dice lunga su come i Bucs abbiano davvero dominato il terzo ed il quarto periodo del match di questa sera.

Tom Brady è tornato a giocare ai suoi livelli abituali, disputando un'ottima partita senza alcuna sbavatura e coinvolgendo molto e bene tutti i suoi principali ricevitori (Godwin, Evans e Brown), ma l'MVP di giornata non può che essere Ronald Jones, che ha dato il via alla fuga dei Bucs con la sua inarrestabile galoppata da una endzone all'altra.

Ci voleva proprio questa netta e bella vittoria, dopo la sudata W contro i Giants ed il pesantissimo KO di sette giorni fa. Adesso la strada per i playoff, con un record di 7-3, si fa di nuovo praticabile, e le prossime due partite, entrambe in casa, contro avversari di alto livello quali Rams e Chiefs ci potranno fornire ulteriori indizi sull'effettiva consistenza della squadra e su quali potranno essere le reali ambizioni di questi Tampa Bay Buccaneers edizione 2020, splendidi in alcune circostanze, imbarazzanti in altre...

lunedì 9 novembre 2020

Partita da incubo per i Bucs, per i Saints è tutto troppo facile

Quella tra Tampa Bay e New Orleans doveva essere l'equilibrata sfida tra le due principali contendenti alla vittoria nella NFC South, e invece si è rivelata un massacro da parte dei Saints ai danni dei Bucs, asfaltati in casa propria con il pesantissimo punteggio di 3-38.

La prestazione negativa nel monday night di sette giorni fa, conclusa con una sofferta W ai danni dei modesti Giants, era dunque qualcosa di più grave di un semplice campanello d'allarme, e se con i NYG era bastato un filo di gas per vincere, con i Saints non c'è stata proprio mai partita, un dominio assoluto dal primo all'ultimo minuto per Brees e soci.

Malissimo Brady, che oltre a sparacchiare intercetti a casaccio non è mai riuscito a trovare un ricevitore sul profondo, accontentandosi dei passaggini a Jones da 2 yards, quando non è stato placcato dai difensori avversari. Male anche l'OL, e non basta l'assenza - per quanto grave - di Marpet a giustificare una prestazione così mediocre da parte di un reparto sin qui ottimo.

Male tutto l'attacco, in cui Evans da troppe partite si limita a fare la controfigura di se stesso e dove le corse non hanno prodotto alcun risultato, anche perché mai utilizzate (4 tentativi, record negativo NFL), nonostante il gioco aereo non funzionasse per nulla.

La difesa per un po' ci ha provato, recuperando due fumble, ma anche la "D" ha fato moltissima fatica e ha subìto di tutto, da parte di un attacco fluido e preciso come quello diretto da Breees.

E' difficile commentare una partita in cui ha giocato una sola squadra e l'altra, purtroppo, in campo proprio non si è vista.

Speriamo sia stato solo un passaggio a vuoto, anche perché le prossime partite prima del "bye" sono molto impegnative (Panthers in trasferta, Rams e Chiefs in casa) e giocando come ieri - o come 7 giorni fa a Meadowlands - non credo se ne potrà vincere nemmeno mezza.

Forse dopo le roboanti vittorie contro GB e LV c'eravamo montati tutti un po' troppo la testa. Bene, anzi, malissimo: adesso è il caso di tornare con i piedi saldamente ancorati a terra, rimboccarsi le maniche, e tornare a giocare a football, a differenza di quanto (non) accaduto nelle ultime due partite.

martedì 3 novembre 2020

Quanta fatica per i Bucs, per superare i modesti Giants

 

I Bucs espugnano Meadowlands, imponendosi sui modesti New York Giants con il punteggio di 25-23, e chiudendo la prima metà di stagione con un brillante record di 6-2; è solo la terza volta nella storia del club (era già accaduto nel 1979 e nel 2002) che dopo 8 partite sono ben le 6 W conquistate.

Le buone notizie, però, direi che finiscono qui. 

Contro un avversario mediocre, i Bucs hanno acciuffato la vittoria quasi per inerzia, grazie soprattutto agli errori del QB avversario Daniel Jones, i cui due intercetti sono stati decisivi per spingere i Bucs alla rimonta ed al sorpasso.

Lo stesso Jones ha poi guidato New York ad un passo dal pareggio, e se gli arbitri non fossero stati benevoli con Tampa Bay "rimangiandosi" una flag già lanciata in campo ed annullando una penalità sanzionata a Winfield sul tentativo di conversione da due punti di NY, forse oggi il record dei Bucs sarebbe diverso...

Male l'attacco, poco fluido, in cui Ronald Jones non si è più visto dopo il fumble convertito in TD dai Giants, e dove si è vista quanto sia pesante l'assenza di Chris Godwin, considerato il momento di non particolare brillantezza dell'altro fuoriclasse a livello di WR, Mike Evans.

Per fortuna la difesa, nonostante qualche amnesia, ha messo a segno giocate importanti, consentendo a Succop di mettere il pallone più volte tra i pali (4/4 per il kicker di Tampa Bay) e a Brady di imbastire due drive conclusi con altrettanti TD pass.

La squadra che ieri è scesa in campo contro i Giants, se mai arrivasse ai playoff verrebbe spazzata via all'istante. Ma così come non credo fossero i "veri" Bucs quelli che hanno strapazzato nell'ordine Packers e Raiders, spero non lo siano nemmeno quelli visti ieri sera, grigi e opachi, nonostante le fiammanti divise rosse, praticamente identiche a quelle dei lontani giorni di gloria dei primi ani 2000.

Domenica prossima, test-verità per Brady e soci contro i New Orleans Saints di Drew Brees. Anche i Saints stanno giocando male e vincendo, vediamo che cosa accadrà nel sunday night in scena al RJS, dopodiché avremo forse un'idea più chiara di quelle che possono essere le reali e concrete ambizioni dei Buccaneers per questa stagione 2020.

lunedì 26 ottobre 2020

Difesa super e un ottimo Brady, così i Bucs hanno sbancato Las Vegas

Era una partita insidiosa quella di Las Vegas, contro un avversario in crescita guidato dalla sideline da una nostra cara vecchia conoscenza, coach Jon Gruden.

E invece i Bucs tornano in Florida dopo avere vinto con pieno merito e dando una convincente dimostrazione di forza, anche se con un punteggio che punisce forse in maniera eccessiva la squadra in silver and black.

Lo score di 45-20 farebbe pensare a un monologo dei Bucs, invece Las Vegas non solo ha aperto per prima le segnature, ma nel terzo quarto è arrivata a stretto contatto con Tampa Bay, grazie alle "solite" distrazioni che ben conosciamo, tipiche dei "vecchi" Buccaneers.

Due brutte penalità consecutive, infatti, oltre ad annullare un intercetto ai danni di Carr, avevano dato ai ai Raiders la spinta per rifarsi sotto nel punteggio e all'inizio del quarto periodo il match era tutt'altro che deciso.

Poi, negli ultimi 15 minuti di football, i Bucs hanno ingranato la quinta, messo la freccia e superato Las Vegas senza più guardarsi indietro... oltre ad una difesa davvero superba, in cui Devin White si conferma a livelli eccelsi e il rookie Winfield sembra tutt'altro che una matricola senza esperienza, è salito in cattedra il QB più forte della storia NFL, Mr. Tom Brady, che ieri ha confezionato una prova magistrale: TD pass  a profusione, oltre 350 yards, errori zero o quasi, insomma un vero e proprio "clinic" di cosa dovrebbe fare un QB di altissimo livello (compreso il "tuffo" per un TD).

Chiaramente non è il caso di esaltarsi troppo e adesso sarà interessante vedere con che approccio, nel monday night in programma a Meadowlands lunedì prossimo, i ragazzi di Arians scenderanno in campo contro i modesti Giants. Fino all'anno scorso, i "vecchi" Bucs sarebbero scivolati su questa "buccia di banana", chissà che i Bucs edizione 2020 non si confermino invece un team "vero", e dunque attenti anche non farsi sorprendere da avversari che sulla carta appaiono ampiamente alla portata.

Un record di 5-2 fa davvero impressione, proprio non ci eravamo più abituati.... speriamo che tra una settimana si possa festeggiare un'altra W, per quella corsa ai playoff che sembra stia diventando un possibilità sempre più concreta, se la squadra manterrà gli attuali livelli di gioco.

Poi andranno migliorate tante cose, Mike Evans deve essere più coinvolto così come ci auguriamo che il nuovo arrivo (Antonio Brown) non porti scompiglio nello spogliatoio. Ma il vento, a Tampa, quest'anno sembra soffiare nel verso giusto, speriamo continui così ancora a lungo...

lunedì 19 ottobre 2020

Dominio dei Bucs, travolti i Packers per 38-10


La sfida tra Buccaneers e Packers doveva essere il confronto tra due dei più grandi QB della storia NFL, Brady e Rodgers, ma alla prova del campo il protagonista assoluto e indiscusso del match di ieri è stato il reparto difensivo di Tampa Bay, che a partire dal secondo quarto ha letteralmente dominato la partita ribaltando un incontro che per i Bucs era iniziato tutt'altro che nel verso giusto. 

Green Bay era infatti partita forte, subito avanti nel punteggio per 10-0 e l'impressione di un match che sarebbe diventato molto complicato peri ragazzi di Bruce Arians. E invece, sul 10-0 e possesso, ecco arrivare la giocata che ha cambiato il volto del match: Jamel Dean intercetta Rodgers e vola in endzone, ribaltando l'inerzia del match a favore dei Bucs.

Pochi secondi, e arriva il secondo intercetto, con il QB dei Packers evidentemente frastornato per la precedente pick-six, dato che gli intercetti lanciati da Rodgers in carriera (e ancor di più quelli convertiti in TD) sono davvero pochissimi. 

Da qui in avanti, è un monologo dei Bucs. La difesa continua a martellare, l'attacco è chirurgico nel mettere sul tabellone punti importanti, e sino alla fine della gara c'è una sola squadra in campo, quella in whirte and pewter.

Prestazione della difesa, si diceva, di assoluta eccellenza, con una linea sempre precisa nel mettere pressione su Rodgers (placcato a ripetizione, dopo che i Packers avevano concesso sin qui solo 3 sack!), la coppia di LB David-White a ergere un muro insuperabile e la secondaria alla sua  migliore prestazione da un decennio a questa parte.

Soprattutto, è stata una partita che i Bucs hanno giocato in maniera estremamente disciplinata: Zero turnovers, zero sack concessi e soprattutto zero penalità... l'unica flag (lanciata a Suh per fallo su Rodgers è stata compensata da un intentional grounding dello stesso Aaron). E soprattutto le zero yards di penalità hanno fatto davvero tutta la differenza per portare in fondo una vittoria così bella e rotonda.

Bene in attacco l'intesa tra Brady e Gronk (era questione di tempo, perché i due ritrovassero la chimica dei tempi di Boston) e molto bene Ronald Jones, alla terza partita consecutiva sopra le 100 yards. Viene da chiedersi come mai, nel suo anno da rookie, Koetter lasciasse a marcire Jones sulla sideline, considerato che il ragazzo sta mostrando qualità molto interessanti, come ad esempio continuare a guadagnare preziose yards anche dopo i primi colpi ricevuti dai difensori avversari.

Per i Bucs è ora in programma un altro match complicato, in trasferta a Las Vegas conto i lanciatissimi Raiders dell'ex coach Jon Gruden. Certo che se la difesa continua a giocare  come ieri sera, se non altro dovranno sudare e non poco, i nostri avversari, per strapparci la W...

venerdì 9 ottobre 2020

Penalità, infortuni, errori e sviste arbitrali: Bucs KO a Chicago

Finisce male il Thursday Night per i Bucs, con la sconfitta di misura per 19-20 a Chicago contro i non irresistibili Bears.

E' stata una prestazione offensivamente mediocre da parte di entrambe le squadre, con attacchi opachi e poco produttivi, un match molto "vecchio stile" dominato dalle difese, e con tante penalità (oltre 100 yards di penalità per i Bucs, cosa davvero inammissibile).

Purtroppo Tampa Bay deve registrare un altro grave infortunio dopo quello di O.J. Howard: infatti il DT Vita Vea si è fratturato la caviglia e ha chiuso in anticipo la stagione; nello spazio di cinque giorni i Bucs hanno perso per infortunio le prime scelte sia del draft 2017 (Howard) che del 2018 (Vea).

Gli infortuni sono connaturati al football, ma perdere due titolari giovani e di talento in meno di una settimana è davvero una brutto colpo, considerato anche che Mike Evans sta giocando su una gamba sola e che Chris Godwin fatica a riprendersi dai suoi problemi fisici (e Fournette anche ieri, in pratica, non ha giocato).

Decisive per la sconfitta sono state le oltre 100 yards di penalità, oltre a una linea offensiva che ha faticato moltissimo contro l'aggressiva difesa dei Bears. Purtroppo è evidente che Donovan Smith sta diventando un problema, così come Jensen è troppo nervoso e commette falli personali a ripetizione (che costano 15 yards di penalità ciascuno), e se Brady non viene protetto in maniera adeguata dalla OL cala il sipario su un attacco già pesantemente limitato dai tanti giocatori di spicco infortunati.

A tutto questo, aggiungiamo alcune sviste arbitrali: ne parlo perché si è trattato proprio di errori tecnici, abbastanza inediti per le zebre professioniste della NFL. 

Al di là del TD (regolare) negato a Ronald Jones, mi ha colpito la chiamata di un "roughing the passer" ai danni di Barrett, una fischiata tecnicamente sbagliata dato che Shaq in pratica è entrato in contratto con Foles quando il QB dei Bears aveva ancora la palla in mano (o aveva lanciato da mezzo decimo di secondo). Barett, evidentemente, doveva smaterializzarsi per evitare la flag... e comunque, con analogo metro arbitrale, ai difensori dei Bears avrebbero dovuto chiamarne una decina di simili infrazioni, dato che Brady è stato colpito più volte a palla ampiamente lanciata. 

Insomma, a Chicago non ne è andata una per il verso giusto, ma nonostante questo i Bucs hanno seriamente rischiato di vincere, cedendo per un soffio proprio su filo di lana. Adesso per Brady e soci ci sono alcuni giorni di meritato riposo, in vista dell'impegno (quasi proibitivo, sulla carta) del prossimo turno, contro i lanciatissimi Green Bay Packers.

domenica 4 ottobre 2020

Bucs, rimonta con vittoria contro i LA Chargers

A meno di un minuto dall'intervallo, con il punteggio di 24-7 a favore dei Chargers e con il pallone in possesso di L.A., forse in pochi avrebbero scommesso sulla possibile vittoria finale dei Bucs.

Invece, un fumble dei Chargers e un successivo TD di Tampa Bay appena prima dell'halftime ha in pratica riscritto la storia del match, ridando fiducia a Brady e soci e incrinando le certezze della squadra ospite, che dopo il 7-0 iniziale dei Bucs aveva infilato in scioltezza 24 punti consecutivi.

Oggi la partita ha seguito un copione opposto a quello delle altre partite viste fin qui; primi due quarti decisamente opachi (a parte il drive iniziale) e secondo tempo brillante e produttivo per i Bucs, da entrambi i lati del campo. 

L'attacco, nonostante le assenze di Godwin e Fournette a cui nel corso del match si è aggiunta quella del RB McCoy (e anche Howard è uscito nel finale per problemi - sembra gravi, purtroppo - al tendine d'Achille), ha messo a segno numeri importanti, con le 111 yards corse da Jones e le 369 lanciate da Brady (con 5 TD pass).

La difesa, a parte qualche grave amnesia della secondaria che ha concesso a Los Angeles troppi big plays (comprensivi di TD), nel secondo tempo ha però limitato il QB rookie Herbert, e i Chargers dopo i 24 punti segnati nei primi due quarti sono stati limitati ai 7 del secondo tempo.

Una vittoria sofferta, complicata, e una partita che a tratti sembrava del tutto compormessa ma che invece i Bucs sono riusciti a riacciuffare e a condurre fino in fondo, arpionando un W - la terza consecutiva -  molto importante. 

Brady, dopo un primo tempo in cui si era limitato a passaggi sulla corta distanza, nella ripresa ha lasciato partite lanci lunghi a profusione, per l'inatteso Scotty Miller, il solito Mike Evans e qualche bel lancio è stato preso anche da Howard (una sola ricezione, ma importante, sia per Gronk che per Brate). Nota di merito per il rookie Tristan Wirfs, OL che ha giocato proprio bene in protezione di Brady, con la sicurezza di un veterano di lungo corso e che davanti aveva Joey Bosa, non proprio l'ultimo dei DE.

Bene così, godiamoci la testa della NFC South e speriamo che gli infortuni che hanno colpito giocatori importanti (Godwin, Fournette, McCoy, Howard) non siano particolarmente gravi. Quando a un certo punto anche Mike Evans, colpito duro a una caviglia, è andato negli spogliatoi per ulteriori controlli abbiamo sudato freddo... poi Mike è tornato, i Bucs hanno iniziato a giocare sul serio e adesso ci godiamo la terza W di fila, non proprio un'abitudine dalle parti della baia di Tampa...