sabato 26 dicembre 2020

I Bucs vincono a Detroit e dopo 13 anni è tempo di PLAYOFF!

Espugnando Detroit con il netto punteggio di 47-7, al termine di una partita dominata dal primo all'ultimo snap, finalmente i Tampa Bay Buccaneers ritornano ai playoff, dopo 13 lunghi, interminabili, anni di attesa, caratterizzati da sconfitte cocenti e delusioni in serie, oltre che da casse di Maalox consumate any given sunday dai tifosi in red and pewter!  

Il match di stasera non ha avuto storia, i Bucs hanno strapazzato i Lions privi di quasi tuto il coaching staff (causa Covid) nonché del QB Stafford, infortunatosi ad una caviglia dopo pochi snap. Tampa Bay ha in pratica chiuso l'incontro dopo un solo quarto, con Tom Brady e buona parte dei titolari che nel secondo tempo hanno seguito ila partita dalla sideline, dato che la W era già stata, di fatto, acquisita.

Questa sera Tom Brady ha  infranto il record di franchigia per TD passa lanciati in una stagione, cancellando quanto fatto da Winston lo scorso anno, così come Mike Evans ha scritto un nuovo record per quanto riguarda i TD pass ricevuti nell'arco di un campionato, superando un primato di cui era peraltro già detentore.

Per il resto, la partita con i Lions come si è detto non ha avuto storia, e si è capito fin dalle prime giocate che i Bucs di stasera erano scesi in campo determinati e intenzionati a chiudere i conti il prima possibile, molto simili a quelli brillanti e vincenti ammirati nel secondo tempo di Atlanta la scorsa settimana.

Adesso ci sarà un match di "allenamento" con i Falcons domenica prossima, e poi, nel weekend successivo, i Bucs scenderanno in campo a gennaio per un wild card game di playoff, vedremo contro quale avversario.... fa quasi impressione, parlare di playoff, dato che l'ultimo incontro di postseason risale al gennaio di 13 stagioni orsono, in un match casalingo perso contro quei NY Giants che poi vinsero il Super Bowl proprio contro i Patriots di Tom Brady.

Playoff... se l'ultima apparizione è datata 2007, l'ultima W in posteason risale addirittura alla notte magica di san Diego, il Super Bowl vinto contro i Raiders. Dato che l'appetito vien mangiando, dopo avere agguantato i playoff non sarebbe male un aggiornamento anche la voce "W", che nel mese di gennaio manca proprio da quel lontano e dolcissimo 26/01/2003...    

domenica 20 dicembre 2020

Rimonta vincente dei Bucs, espugnata Atlanta

Vittoria in rimonta per i Bucs, che espugnano Atlanta con il punteggio di 31-27 al termine di una partita dall'andamento decisamente particolare. 

Nel primo tempo, infatti, i Falcons hanno letteralmente dominato, chiudendo avanti per 17-0 e dando l'impressione di essere loro la squadra ad un passo dai playoff, non certo i Bucs, inconsistenti in attacco e impalpabili in difesa per tutti i primi 30 minuti di gioco.

Poi, dopo l'intervallo, riecco i Bucs esplosivi e dirompenti ammirati purtroppo solo a tratti in questo campionato.

Dopo la pausa Brady ritorna quello dei bei tempi andati, Evans e Godwin guadagnano yards importanti, e la difesa inizia a mettere sotto pressione Ryan e a limitare in maniera importante il gioco aereo avversario.

Il terzo quarto fa segnare un parziale di 21-7 per Tampa Bay, che nell'ultimo quarto sorpassa Atlanta con un bel TD "Brady to Brown" di 46 yards, e l'ultimo disperato tentativo dei Falcons di convertire un 4 e 16 quasi dalla propria endzone non va a buon fine. Vittoria per Tampa Bay e playoff ormai ad un passo.

Difficile, come spesso accade in questa stagione, commentare le partite dei Buccaneers. Dopo un primo tempo davvero pessimo la squadra tornata in campo non sembrava più la stessa; Tom Brady, che per i primi 30 minuti era parso un ex giocatore, impreciso e quasi timoroso di testare nel profondo la secondaria di Atlanta, nella ripresa non ha sbagliato un colpo, perfetto e implacabile a trovare i suoi WR. 

E anche la difesa, che nel primo tempo aveva concesso di tutto a Ryan, nella seconda parte del match lo ha messo a terra più volte rendendogli ogni giocata davvero molto complicata.

Evidentemente i Bucs 2020 sono così, una squadra che ha sicuramente molto talento ma che purtroppo riesce ad esprimerlo solo a tratti. Adesso bisogna cercare di vincere le rimanenti due partite, non impossibili, contro Lione e nuovamente Falcons, dopodiché, dopo ben 13 anni, proveremo l'ebbrezza di scendere in campo nel mese di gennaio.

Chiaramente, nei playoff non sarà possibile - pena l'eliminazione immediata - avere un approccio soft come quello di stasera, perché gli avversari che incontreremo saranno di ben altro spessore rispetto ai Falcons di oggi o ai Vikings di sette giorni fa, per citare un'altra delle tante partite "double face" dei Tampa Bay Buccaneers edizione 2020. 

domenica 13 dicembre 2020

Superati i Vikings, importante W in chiave playoff

I Bucs tornano alla vittoria, ed il successo per 26-14 contro i Minnesota Vikings rilancia la squadra di Bruce Arians verso i playoff, dopo i passi falsi con Rams e Chiefs.

Non è però stato facile conquistare la vittoria, e la partita di stasera ha avuto un andamento abbastanza particolare...

In primo luogo, se il kicker di Minnesota non avesse sbagliato tutto lo sbagliabile (3 FG su 3 e 1 XP su 1) forse adesso commenteremmo un esito differente, così come abbastanza inusuali sono stati i tre preziosi punti segnati da Succop nel finale di primo tempo a tempo scaduto, in seguito ad una interferenza fischiata alla difesa di Minnesota su un "Hail Mary" di Brady lanciato da metà campo.

E ancora, la difesa dei Bucs - la migliore contro le corse - oggi ha concesso molto ai RB avversari, Cook in primis, soprattutto ad inizio partita, quando l'attacco dei Vikings sembrava inarrestabile. Infine, una delle giocate decisive è stato il TD pass lanciato da Brady per Miller, un missile da 48 yards dalla percentuale non proprio altissima di realizzazione...

Insomma, una partia dall'andamento non lineare, con i Bucs che sono riusciti a spuntarla anche grazie ad alcuni episodi favorevoli (non capita spesso un klicker avversario come il Bailey di oggi), spesso poco brillanti in attacco ma comunque in grado di mettere in piedi le giocate decisive per agguantare una vittoria di capitale importanza in ottica postseason, anche perché un'altra sconfitta casalinga avrebbe avuto conseguenze alle quali è meglio non pensare...

W importante, si diceva, ma occorre elevare il rendimento del gioco, sia da parte dell'attacco che della difesa, perché per battere Atlanta (due volte) e Detroit sarà necessario trovare continuità nel gioco offensivo e concedere meno nelle retrovie, altrimenti sarà sempre una sofferenza anche con avversari che - sulla carta - possono sembrare "battibili".  

Tra le note tecniche da segnalare l'esclusione del RB Fournette, dando così maggiore spazio a Jones, a cui si è alternato il redivivo McCoy, autore di alcune buone giocate. La difesa, alla distanza, è riuscita a mettere in difficoltà Cousins, atterrato per 5 volte, e la giocata finale di JPP (fumble provocato e ricoperto) ha mandato in onda i titoli di coda  a un match ostico, sicuramente più complicato di quanto non dica il risultato finale.

Adesso ci sono due trasferte consecutive, Atlanta e Detroit, prima di chiudere in casa ancora con i Falcons. Speriamo che i ragazzi di Bruce Arians mantengano alta sia la guardia che la concentrazione, perché pensare di essere già ai playoff e prendere sottogamba i prossimi impegni (e il rischio c'è, contro squadre già tagliate fuori dai playoff) sarebbe l'errore più grave che Brady e soci potrebbero commettere.

lunedì 30 novembre 2020

Bucs sconfitti anche dai Chiefs, si complica la strada per i playoff

Secondo KO consecutivo in casa per i Bucs, superati dai Kansas City Chiefs con il punteggio di 27-24.

Non tragga però in inganno il risultato finale, di soli 3 punti a favore dei Chiefs, uno "score" che farebbe pensare ad un match in equilibrio e combattuto. 

Purtroppo, non è stato così. 

Mahomes e compagni hanno letteralmente dominato il primo quarto - chiuso avanti per 17-0 - archiviando di fatto la partita, dopodichè si sono limitati a controllare il match, senza che i Bucs dessero mai l'impressine di poterlo riaprire sul serio.

Tampa Bay ci ha anche provato a rifarsi sotto, ma nei momenti cruciali Brady ha continuato a sparacchiare intercetti, anche se finalmente ha azzeccato qualche completo sul profondo, e il gioco su corsa è stato per l'ennesima volta utilizzato poco e male, vanificando la serata di un Ronald Jones in discreta vena.

Che dire della difesa? La secondaria, peraltro priva del CB con più talento (Jamel Dean, out per concussion), è stata smembrata dal duo Mahomes-Hill, e a poco serve azzerare il gioco su corsa degli avversari se poi si concedono loro praterie infinite...

Adesso i Bucs devono cercare di vincere le rimanenti partite, e se anche gli avversari che andremo ad affrontare sembrano abbordabili, sono convinto che sarà tutt'altro che facile portare a casa 4 W, contro Minnesota, Detroit e soprattutto Atlanta, che ieri ha disintegrato i Raiders.

Nell'ultimo quarto Brady ha sistemato un po' le sue statistiche, ad ogni modo il confronto con Mahomes è stato abbastanza impietoso: da un lato forse il miglior QB attualmente presente in NFL, abile nei passaggi quanto decisivo ad andare a prendersi le yards necessarie su corsa nei minuti finali del match per chiudere i down. Dall'altro un vecchio drago, che è stato un giocatore immenso ma che oggi gira a un cilindro in meno rispetto a chi era un bambino quando Tom festeggiava il primo anello. Le leggi del tempo, purtroppo, non risparmiano nemmeno le leggende.

martedì 24 novembre 2020

La difesa tiene in partita i Bucs, ma alla fine la spuntano i Rams

Nonostante una generosa prestazione del reparto difensivo, che in tutti i modi ha provato a tenere in piedi una baracca assai cigolante, alla fine sono stati  i Los Angeles Rams a festeggiare nel Monday Night, espugnando il RJS con il punteggio di 27-24.

Purtroppo è mancato quasi del tutto l'apporto del reparto offensivo, ed in particolare quello da parte di colui che dovrebbe esserne la guida, cioè Tom Brady. 

Quella contro i Rams credo sia stata una delle prestazioni più opache della sua stellare carriera, non tanto per le statistiche, negative ma non certo scandalose, quanto perché Tom non ha mai dato l'impressione di andare a prendersi la partita, nemmeno quando nel drive finale aveva tutto il tempo per orchestrare l'ennesima rimonta vincente; non siamo abituati a vederlo sbagliare nell'intero arco del match tanti passaggi per lui semplici, mancando il WR designato non di poco, e non trovandone praticamente mai uno nel profondo.

E se Brady non gira, purtroppo non basta una difesa che soprattutto nel secondo tempo ha limitato il pericoloso attacco dei Rams. O vogliamo chiedere a JPP e compagni non solo di recuperare palloni ma anche di mettere punti sul tabellone?

No, alla fine il risultato di Bucs-Rams è onesto, e a vincere è stata la squadra che, pur disputando una partita a strappi, alternando belle giocato a errori gravi, ha comunque dimostrato una compattezza ed una fluidità maggiore rispetto ai grigi (in tutti i sensi, a partire dalle uniformi) avversari.

Peccato per questa sconfitta, anche perché domenica arriveranno a Tampa i campioni in carica, i Kansas City Chiefs, squadra di ben altro spessore rispetto ai "normali" Rams affrontati ieri. 

Speriamo di rivedere un attacco guidato da un Brady a livelli più consoni alla sua carriera e soprattutto ci auguriamo che quello imboccato da Tom nelle ultime settimane (l'orrenda prestazione con i Saints, il brutto match nei monday night con Giants e Rams) siano destinati a rimanere episodi sporadici; e soprattutto, che per il più grande QB di tutti i tempi non stiano iniziando a scorrere i titoli di coda.

domenica 15 novembre 2020

Riparte la corsa verso i playoff, espugnata Charlotte


Non è stato facile per i Bucs scrollarsi di dosso la netta sconfitta rimediata nello scorso Sunday Night contro i Saints, e per metà partita, contro i non irresistibili Panthers, Brady e soci hanno fatto fatica, riuscendo comunque ad andare all'halftime in parità, con il punteggio di 17-17, anche se quasi sempre indietro nel punteggio e costretti a rincorrere Carolina.

Poi, nel secondo tempo, si sono rivisti i Buccaneers scoppiettanti in attacco e determinati in difesa, ammirati contro Packers e Raiders, e per i Patnhers non c'è stato scampo.

La partita è stata letteralmente spaccata in due dalla corsa di 98(!) yards di Ronald Jones, una cavalcata trionfale conclusa con il TD più lungo nella storia dei Bucs.

Carolina ha cercato senza successo di tornare in partita, ma Tampa Bay ha preso il largo senza più voltrsi indietro, ed il punteggio finale di 46-23 la dice lunga su come i Bucs abbiano davvero dominato il terzo ed il quarto periodo del match di questa sera.

Tom Brady è tornato a giocare ai suoi livelli abituali, disputando un'ottima partita senza alcuna sbavatura e coinvolgendo molto e bene tutti i suoi principali ricevitori (Godwin, Evans e Brown), ma l'MVP di giornata non può che essere Ronald Jones, che ha dato il via alla fuga dei Bucs con la sua inarrestabile galoppata da una endzone all'altra.

Ci voleva proprio questa netta e bella vittoria, dopo la sudata W contro i Giants ed il pesantissimo KO di sette giorni fa. Adesso la strada per i playoff, con un record di 7-3, si fa di nuovo praticabile, e le prossime due partite, entrambe in casa, contro avversari di alto livello quali Rams e Chiefs ci potranno fornire ulteriori indizi sull'effettiva consistenza della squadra e su quali potranno essere le reali ambizioni di questi Tampa Bay Buccaneers edizione 2020, splendidi in alcune circostanze, imbarazzanti in altre...

lunedì 9 novembre 2020

Partita da incubo per i Bucs, per i Saints è tutto troppo facile

Quella tra Tampa Bay e New Orleans doveva essere l'equilibrata sfida tra le due principali contendenti alla vittoria nella NFC South, e invece si è rivelata un massacro da parte dei Saints ai danni dei Bucs, asfaltati in casa propria con il pesantissimo punteggio di 3-38.

La prestazione negativa nel monday night di sette giorni fa, conclusa con una sofferta W ai danni dei modesti Giants, era dunque qualcosa di più grave di un semplice campanello d'allarme, e se con i NYG era bastato un filo di gas per vincere, con i Saints non c'è stata proprio mai partita, un dominio assoluto dal primo all'ultimo minuto per Brees e soci.

Malissimo Brady, che oltre a sparacchiare intercetti a casaccio non è mai riuscito a trovare un ricevitore sul profondo, accontentandosi dei passaggini a Jones da 2 yards, quando non è stato placcato dai difensori avversari. Male anche l'OL, e non basta l'assenza - per quanto grave - di Marpet a giustificare una prestazione così mediocre da parte di un reparto sin qui ottimo.

Male tutto l'attacco, in cui Evans da troppe partite si limita a fare la controfigura di se stesso e dove le corse non hanno prodotto alcun risultato, anche perché mai utilizzate (4 tentativi, record negativo NFL), nonostante il gioco aereo non funzionasse per nulla.

La difesa per un po' ci ha provato, recuperando due fumble, ma anche la "D" ha fato moltissima fatica e ha subìto di tutto, da parte di un attacco fluido e preciso come quello diretto da Breees.

E' difficile commentare una partita in cui ha giocato una sola squadra e l'altra, purtroppo, in campo proprio non si è vista.

Speriamo sia stato solo un passaggio a vuoto, anche perché le prossime partite prima del "bye" sono molto impegnative (Panthers in trasferta, Rams e Chiefs in casa) e giocando come ieri - o come 7 giorni fa a Meadowlands - non credo se ne potrà vincere nemmeno mezza.

Forse dopo le roboanti vittorie contro GB e LV c'eravamo montati tutti un po' troppo la testa. Bene, anzi, malissimo: adesso è il caso di tornare con i piedi saldamente ancorati a terra, rimboccarsi le maniche, e tornare a giocare a football, a differenza di quanto (non) accaduto nelle ultime due partite.

martedì 3 novembre 2020

Quanta fatica per i Bucs, per superare i modesti Giants

 

I Bucs espugnano Meadowlands, imponendosi sui modesti New York Giants con il punteggio di 25-23, e chiudendo la prima metà di stagione con un brillante record di 6-2; è solo la terza volta nella storia del club (era già accaduto nel 1979 e nel 2002) che dopo 8 partite sono ben le 6 W conquistate.

Le buone notizie, però, direi che finiscono qui. 

Contro un avversario mediocre, i Bucs hanno acciuffato la vittoria quasi per inerzia, grazie soprattutto agli errori del QB avversario Daniel Jones, i cui due intercetti sono stati decisivi per spingere i Bucs alla rimonta ed al sorpasso.

Lo stesso Jones ha poi guidato New York ad un passo dal pareggio, e se gli arbitri non fossero stati benevoli con Tampa Bay "rimangiandosi" una flag già lanciata in campo ed annullando una penalità sanzionata a Winfield sul tentativo di conversione da due punti di NY, forse oggi il record dei Bucs sarebbe diverso...

Male l'attacco, poco fluido, in cui Ronald Jones non si è più visto dopo il fumble convertito in TD dai Giants, e dove si è vista quanto sia pesante l'assenza di Chris Godwin, considerato il momento di non particolare brillantezza dell'altro fuoriclasse a livello di WR, Mike Evans.

Per fortuna la difesa, nonostante qualche amnesia, ha messo a segno giocate importanti, consentendo a Succop di mettere il pallone più volte tra i pali (4/4 per il kicker di Tampa Bay) e a Brady di imbastire due drive conclusi con altrettanti TD pass.

La squadra che ieri è scesa in campo contro i Giants, se mai arrivasse ai playoff verrebbe spazzata via all'istante. Ma così come non credo fossero i "veri" Bucs quelli che hanno strapazzato nell'ordine Packers e Raiders, spero non lo siano nemmeno quelli visti ieri sera, grigi e opachi, nonostante le fiammanti divise rosse, praticamente identiche a quelle dei lontani giorni di gloria dei primi ani 2000.

Domenica prossima, test-verità per Brady e soci contro i New Orleans Saints di Drew Brees. Anche i Saints stanno giocando male e vincendo, vediamo che cosa accadrà nel sunday night in scena al RJS, dopodiché avremo forse un'idea più chiara di quelle che possono essere le reali e concrete ambizioni dei Buccaneers per questa stagione 2020.

lunedì 26 ottobre 2020

Difesa super e un ottimo Brady, così i Bucs hanno sbancato Las Vegas

Era una partita insidiosa quella di Las Vegas, contro un avversario in crescita guidato dalla sideline da una nostra cara vecchia conoscenza, coach Jon Gruden.

E invece i Bucs tornano in Florida dopo avere vinto con pieno merito e dando una convincente dimostrazione di forza, anche se con un punteggio che punisce forse in maniera eccessiva la squadra in silver and black.

Lo score di 45-20 farebbe pensare a un monologo dei Bucs, invece Las Vegas non solo ha aperto per prima le segnature, ma nel terzo quarto è arrivata a stretto contatto con Tampa Bay, grazie alle "solite" distrazioni che ben conosciamo, tipiche dei "vecchi" Buccaneers.

Due brutte penalità consecutive, infatti, oltre ad annullare un intercetto ai danni di Carr, avevano dato ai ai Raiders la spinta per rifarsi sotto nel punteggio e all'inizio del quarto periodo il match era tutt'altro che deciso.

Poi, negli ultimi 15 minuti di football, i Bucs hanno ingranato la quinta, messo la freccia e superato Las Vegas senza più guardarsi indietro... oltre ad una difesa davvero superba, in cui Devin White si conferma a livelli eccelsi e il rookie Winfield sembra tutt'altro che una matricola senza esperienza, è salito in cattedra il QB più forte della storia NFL, Mr. Tom Brady, che ieri ha confezionato una prova magistrale: TD pass  a profusione, oltre 350 yards, errori zero o quasi, insomma un vero e proprio "clinic" di cosa dovrebbe fare un QB di altissimo livello (compreso il "tuffo" per un TD).

Chiaramente non è il caso di esaltarsi troppo e adesso sarà interessante vedere con che approccio, nel monday night in programma a Meadowlands lunedì prossimo, i ragazzi di Arians scenderanno in campo contro i modesti Giants. Fino all'anno scorso, i "vecchi" Bucs sarebbero scivolati su questa "buccia di banana", chissà che i Bucs edizione 2020 non si confermino invece un team "vero", e dunque attenti anche non farsi sorprendere da avversari che sulla carta appaiono ampiamente alla portata.

Un record di 5-2 fa davvero impressione, proprio non ci eravamo più abituati.... speriamo che tra una settimana si possa festeggiare un'altra W, per quella corsa ai playoff che sembra stia diventando un possibilità sempre più concreta, se la squadra manterrà gli attuali livelli di gioco.

Poi andranno migliorate tante cose, Mike Evans deve essere più coinvolto così come ci auguriamo che il nuovo arrivo (Antonio Brown) non porti scompiglio nello spogliatoio. Ma il vento, a Tampa, quest'anno sembra soffiare nel verso giusto, speriamo continui così ancora a lungo...

lunedì 19 ottobre 2020

Dominio dei Bucs, travolti i Packers per 38-10


La sfida tra Buccaneers e Packers doveva essere il confronto tra due dei più grandi QB della storia NFL, Brady e Rodgers, ma alla prova del campo il protagonista assoluto e indiscusso del match di ieri è stato il reparto difensivo di Tampa Bay, che a partire dal secondo quarto ha letteralmente dominato la partita ribaltando un incontro che per i Bucs era iniziato tutt'altro che nel verso giusto. 

Green Bay era infatti partita forte, subito avanti nel punteggio per 10-0 e l'impressione di un match che sarebbe diventato molto complicato peri ragazzi di Bruce Arians. E invece, sul 10-0 e possesso, ecco arrivare la giocata che ha cambiato il volto del match: Jamel Dean intercetta Rodgers e vola in endzone, ribaltando l'inerzia del match a favore dei Bucs.

Pochi secondi, e arriva il secondo intercetto, con il QB dei Packers evidentemente frastornato per la precedente pick-six, dato che gli intercetti lanciati da Rodgers in carriera (e ancor di più quelli convertiti in TD) sono davvero pochissimi. 

Da qui in avanti, è un monologo dei Bucs. La difesa continua a martellare, l'attacco è chirurgico nel mettere sul tabellone punti importanti, e sino alla fine della gara c'è una sola squadra in campo, quella in whirte and pewter.

Prestazione della difesa, si diceva, di assoluta eccellenza, con una linea sempre precisa nel mettere pressione su Rodgers (placcato a ripetizione, dopo che i Packers avevano concesso sin qui solo 3 sack!), la coppia di LB David-White a ergere un muro insuperabile e la secondaria alla sua  migliore prestazione da un decennio a questa parte.

Soprattutto, è stata una partita che i Bucs hanno giocato in maniera estremamente disciplinata: Zero turnovers, zero sack concessi e soprattutto zero penalità... l'unica flag (lanciata a Suh per fallo su Rodgers è stata compensata da un intentional grounding dello stesso Aaron). E soprattutto le zero yards di penalità hanno fatto davvero tutta la differenza per portare in fondo una vittoria così bella e rotonda.

Bene in attacco l'intesa tra Brady e Gronk (era questione di tempo, perché i due ritrovassero la chimica dei tempi di Boston) e molto bene Ronald Jones, alla terza partita consecutiva sopra le 100 yards. Viene da chiedersi come mai, nel suo anno da rookie, Koetter lasciasse a marcire Jones sulla sideline, considerato che il ragazzo sta mostrando qualità molto interessanti, come ad esempio continuare a guadagnare preziose yards anche dopo i primi colpi ricevuti dai difensori avversari.

Per i Bucs è ora in programma un altro match complicato, in trasferta a Las Vegas conto i lanciatissimi Raiders dell'ex coach Jon Gruden. Certo che se la difesa continua a giocare  come ieri sera, se non altro dovranno sudare e non poco, i nostri avversari, per strapparci la W...

venerdì 9 ottobre 2020

Penalità, infortuni, errori e sviste arbitrali: Bucs KO a Chicago

Finisce male il Thursday Night per i Bucs, con la sconfitta di misura per 19-20 a Chicago contro i non irresistibili Bears.

E' stata una prestazione offensivamente mediocre da parte di entrambe le squadre, con attacchi opachi e poco produttivi, un match molto "vecchio stile" dominato dalle difese, e con tante penalità (oltre 100 yards di penalità per i Bucs, cosa davvero inammissibile).

Purtroppo Tampa Bay deve registrare un altro grave infortunio dopo quello di O.J. Howard: infatti il DT Vita Vea si è fratturato la caviglia e ha chiuso in anticipo la stagione; nello spazio di cinque giorni i Bucs hanno perso per infortunio le prime scelte sia del draft 2017 (Howard) che del 2018 (Vea).

Gli infortuni sono connaturati al football, ma perdere due titolari giovani e di talento in meno di una settimana è davvero una brutto colpo, considerato anche che Mike Evans sta giocando su una gamba sola e che Chris Godwin fatica a riprendersi dai suoi problemi fisici (e Fournette anche ieri, in pratica, non ha giocato).

Decisive per la sconfitta sono state le oltre 100 yards di penalità, oltre a una linea offensiva che ha faticato moltissimo contro l'aggressiva difesa dei Bears. Purtroppo è evidente che Donovan Smith sta diventando un problema, così come Jensen è troppo nervoso e commette falli personali a ripetizione (che costano 15 yards di penalità ciascuno), e se Brady non viene protetto in maniera adeguata dalla OL cala il sipario su un attacco già pesantemente limitato dai tanti giocatori di spicco infortunati.

A tutto questo, aggiungiamo alcune sviste arbitrali: ne parlo perché si è trattato proprio di errori tecnici, abbastanza inediti per le zebre professioniste della NFL. 

Al di là del TD (regolare) negato a Ronald Jones, mi ha colpito la chiamata di un "roughing the passer" ai danni di Barrett, una fischiata tecnicamente sbagliata dato che Shaq in pratica è entrato in contratto con Foles quando il QB dei Bears aveva ancora la palla in mano (o aveva lanciato da mezzo decimo di secondo). Barett, evidentemente, doveva smaterializzarsi per evitare la flag... e comunque, con analogo metro arbitrale, ai difensori dei Bears avrebbero dovuto chiamarne una decina di simili infrazioni, dato che Brady è stato colpito più volte a palla ampiamente lanciata. 

Insomma, a Chicago non ne è andata una per il verso giusto, ma nonostante questo i Bucs hanno seriamente rischiato di vincere, cedendo per un soffio proprio su filo di lana. Adesso per Brady e soci ci sono alcuni giorni di meritato riposo, in vista dell'impegno (quasi proibitivo, sulla carta) del prossimo turno, contro i lanciatissimi Green Bay Packers.

domenica 4 ottobre 2020

Bucs, rimonta con vittoria contro i LA Chargers

A meno di un minuto dall'intervallo, con il punteggio di 24-7 a favore dei Chargers e con il pallone in possesso di L.A., forse in pochi avrebbero scommesso sulla possibile vittoria finale dei Bucs.

Invece, un fumble dei Chargers e un successivo TD di Tampa Bay appena prima dell'halftime ha in pratica riscritto la storia del match, ridando fiducia a Brady e soci e incrinando le certezze della squadra ospite, che dopo il 7-0 iniziale dei Bucs aveva infilato in scioltezza 24 punti consecutivi.

Oggi la partita ha seguito un copione opposto a quello delle altre partite viste fin qui; primi due quarti decisamente opachi (a parte il drive iniziale) e secondo tempo brillante e produttivo per i Bucs, da entrambi i lati del campo. 

L'attacco, nonostante le assenze di Godwin e Fournette a cui nel corso del match si è aggiunta quella del RB McCoy (e anche Howard è uscito nel finale per problemi - sembra gravi, purtroppo - al tendine d'Achille), ha messo a segno numeri importanti, con le 111 yards corse da Jones e le 369 lanciate da Brady (con 5 TD pass).

La difesa, a parte qualche grave amnesia della secondaria che ha concesso a Los Angeles troppi big plays (comprensivi di TD), nel secondo tempo ha però limitato il QB rookie Herbert, e i Chargers dopo i 24 punti segnati nei primi due quarti sono stati limitati ai 7 del secondo tempo.

Una vittoria sofferta, complicata, e una partita che a tratti sembrava del tutto compormessa ma che invece i Bucs sono riusciti a riacciuffare e a condurre fino in fondo, arpionando un W - la terza consecutiva -  molto importante. 

Brady, dopo un primo tempo in cui si era limitato a passaggi sulla corta distanza, nella ripresa ha lasciato partite lanci lunghi a profusione, per l'inatteso Scotty Miller, il solito Mike Evans e qualche bel lancio è stato preso anche da Howard (una sola ricezione, ma importante, sia per Gronk che per Brate). Nota di merito per il rookie Tristan Wirfs, OL che ha giocato proprio bene in protezione di Brady, con la sicurezza di un veterano di lungo corso e che davanti aveva Joey Bosa, non proprio l'ultimo dei DE.

Bene così, godiamoci la testa della NFC South e speriamo che gli infortuni che hanno colpito giocatori importanti (Godwin, Fournette, McCoy, Howard) non siano particolarmente gravi. Quando a un certo punto anche Mike Evans, colpito duro a una caviglia, è andato negli spogliatoi per ulteriori controlli abbiamo sudato freddo... poi Mike è tornato, i Bucs hanno iniziato a giocare sul serio e adesso ci godiamo la terza W di fila, non proprio un'abitudine dalle parti della baia di Tampa...

lunedì 28 settembre 2020

A Denver prestazione poco brillante ma comunque vincente

I Bucs espugnano Denver imponendosi con il punteggio di 28-10, al termine di una partita sempre condotta da Brady e soci e portata fino in fondo senza grandi affanni.

E' stato un match non particolarmente brillante quello disputato dai Bucs, soprattutto da un punto di vista offensivo, e per Tampa Bay si è ripetuto quanto visto, in attacco, nelle precedenti gare: un buon inizio, con un attacco fluido in grado di chiudere primi down e di mettere punti sul tabellone, ed una seconda parte di match più opaca e decisamente meno brillante, in cui anche la O-line ha fatto fatica a difendere il proprio QB e con le corse sempre poco produttive. 

Ad ogni modo, se l'attacco ha mostrato luci e ombre, ottima è stata invece la prestazione del reparto difensivo. Occorre riconoscere che a Denver mancavano giocatori importanti, a partire dal QB titolare, ma la "D" dei Bucs è stata davvero la protagonista del match. 

Sack, intercetti, solo 10 i punti concessi agli avversari. Con una difesa in grado di tenere a questi livelli, l'attacco può anche concedersi lunghe pause, come accaduto contro i Broncos, senza mai mettere in discussione il risultato finale.

Si è rivisto Gronkowski, cercato a più riprese da Brady con discreti risultati, mentre è uscito per infortunio il WR Chris Godwin; speriamo non sia nulla di serio, perché a livello di WR la profondità nel reparto è minima e tolti Evans e Godwin ci sono solo comprimari.

Vittoria importante perché vincere a Denver non è mai facile e perché il record diventa positivo, e un 2-1 fa comunque morale. Chiaramente però il livello dei Bucs deve crescere, e anche di parecchio, perché contro avversari più impegnativi degli attuali modesti Broncos, difficilmente si potrà vincere con un filo di gas in attacco lasciando alla difesa tutto il peso di condurre in porto il match.

domenica 20 settembre 2020

Vincono i Bucs, ma quanta fatica per superare Carolina

I Bucs centrano la prima vittoria stagionale superando i Carolina Panthers con il punteggio di 31-17, ma il largo scarto nel punteggio finale non deve ingannare. 

Dopo un primo tempo perfetto concluso avanti per 21-0, Brady e soci hanno iniziato il secondo tempo nel peggiore dei modi, proprio con un intercetto di Tom che ha spianato la strada al tentativo di rimonta di Carolina.

I Panthers hanno preso coraggio e si sono rifatti pericolosamente sotto nel punteggio, arrivando ad una sola segnatura di distanza. A chiudere il match è stata una giocata da fuoriclasse del RB Leonard Fournette, che con una corsa di 46 yards conclusa in endonze ha messo il sigillo alla W di Tampa Bay.

Partita a due volti, si diceva. Benissimo il primo tempo, con un attacco fluido caratterizzato dall'ottima intesa Brady-Evans e una difesa attenta e brava nel provocare turnovers.

Bucs non pervenuti però nel secondo tempo, in cui è venuto meno l'apporto del reparto offensivo, incapace di guadagnare primi down costringendo la difesa a rimanere troppo a lungo sul terreno di gioco. Proprio la difesa, con l'intercetto di Carlton Davis, ha ridato fiducia ai Bucs, che dopo il rassicurante FG di Succop hanno messo in ghiaccio la W con la corsa vincente di Fournette.

Ricordato che era assente quello che è forse il ricevitore più affidabile a disposizione di Brady (Chris Godwin, alle prese con i postumi di una concussion rimediata a New Orleans), i Bucs portano dunque a casa la prima W stagionale, doppiamente importante perché ottenuta contro i rivali di Division di Carolina. 

L'attacco deve però trovare maggiore continuità, perché non è sufficiente giocare ad alto livello solo per 30 minuti, così come sulle corse devono arrivare guadagni più rilevanti, dato che anche oggi, come domenica scorsa con i Saints, raramente si è andati oltre un guadagno superiore alle solite 2/3 yards per portata (a parte la giocata fenomenale di Fournette che ha chiuso il match).

La difesa ha disputato una buona partita, con la linea abile nel mettere Bridgewater in costante pressione e una secondaria che finalmente si è distinta nell'intercettare il QB avversario. Da menzionare la prestazione del rookie Winfield, safety alla seconda partita tra i Pro ma in grado di tenere il campo come fosse un veterano di lungo corso.   

Forse dopo un primo tempo perfetto ci eravamo illusi un po' tutti che sarebbe stata una passeggiata e invece abbiamo anche rischiato di perderla; speriamo che questa sofferta vittoria si traduca in una importante iniezione di fiducia per Brady  & co. che domenica prossima saranno attesi da un match complicato, la trasferta a Denver contro un avversario che ha perso le prime due partite stagionali. 

lunedì 14 settembre 2020

Bucs travolti dai propri troppi errori, W ai Saints

E' durata solamente un quarto, il primo, la partita pressoché perfetta che noi tutti speravamo di vedere da parte dei Bucs.

Invece, dopo un primo drive eccellente orchestrato da Brady e concluso con un TD dello stesso Tom, i Bucs si sono progressivamente disuniti, hanno iniziato a commettere quei soliti errori (gravi e decisivi) che alla fine fanno tutta la differenza possibile tra una W e una L.

Penalità sanguinose sia in attacco (Vea e quella conversione regalata di un quarto down) che in difesa (le troppe PI che hanno tenuto in vita i Saints), intercetti mancati (ah, se Dean avesse preso quel pallone lanciato da Brees che gli è passato tra le mani), gli inevitabili pasticci dello special team (un FG bloccato, un kick-off "muffed") e pure un paio di intercetti tra cui una pick-six (Tom, tu quoque...)... ebbene tutti questi episodi hanno deciso l'esito del match.

New Orleans (a mio avviso tutt'altro che brillante, ieri sera) ha fatto il suo compitino, limitando erorri e sbavature e approfittando a  piene mani dei regali gentilmente offerti dalla banda Arians. 

Poi è chiaro che senza uno straccio di preseason la chimica è tutta da trovare tra Brady e i suoi bersagli, così come vanno migliorate le corse dove raramente si è guadagnate più delle solite misere due, tre yards.

Spiace per la difesa, punita oltremisura dai 34 punti subiti, perché il front seven mi pare di livello decisamente alto, mentre la secondaria ha confermato i suoi limiti, soprattutto di inesperienza, dato che il reparto di CB e S è davvero molto (forse troppo) giovane.

Archiviata la prima, eviterei di fare drammi e inizierei a pensare subito al prossimo match. Contro i Panthers - ieri sconfitti a domicilio da Las Vegas - i Bucs hanno a disposizione solo la vittoria. Iniziare la stagione con due sconfitte consecutive contro avversarie di Division vorrebbe dire mettere in pericolo la stagione dopo nemmeno due partite...

domenica 13 settembre 2020

Tampa Bay Buccaneers, inizia oggi la missione playoff!


I Tampa Bay Buccaneers iniziano oggi la stagione 2020 con un obiettivo molto chiaro e preciso da raggiungere: quello di agguantare i playoff e di tornare a giocare a football anche nel mese di gennaio, sperando di recitare un ruolo non di semplice comparsa in quella postseason che si concluderà con il Super Bowl n.55 (che, tra l'altro, si disputerà proprio al Raymond James Stadium...).

La squadra costruita da Licht e Arians non ha particolari basi per il futuro nè progettualità a lungo termine. E' stata architettata per ottenere tutto adesso, affidandosi al QB più vincente degli ultimi vent'anni, che nonostante i 43 anni suonati ha deciso di rimettersi in gioco lontano da Boston per un ultimo guizzo e per chiudere la carriera con una missione ben più difficile di rivincere l'ennesimo anello con i Patriots, e cioè riportare in alto i Bucs dopo davvero tanto, troppo tempo.

L'ultima apparizione di Tampa Bay in  un match di postseason risale infatti al 6 gennaio 2008, quando i Bucs vennero sconfitti in casa piuttosto nettamente in un Wild Card Game dai New York Giants, che avrebbero poi vinto il Super Bowl proprio ai danni degli strafavoriti New England Patriots di Tom Brady (che quell'anno erano arrivati ai playoff con l'incredibile record di 16-0).   

A quell'ultimo campionato che portò Tampa ai playoff, il 2007, sono seguite 12 stagioni più o meno fallimentari, in cui vorticosi avvicendamenti di giocatori, capi allenatori e relativi coaching staff non hanno mai prodotto risultati degni di nota.

Adesso sono arrivati i veterani di lungo corso che sanno come si fa ad arrivare fino in fondo, da Tom Brady al suo "socio" Gronkowski, passando per l'ultima acquisizione Leonard Fournette, senza dimenticare i tanti giocatori di esperienza che i Bucs annoverano tra le proprie fila, da Mike Evans a Lavonte David passando per Suh e Barrett.   

E' una scommessa che ci può stare quella dei Bucs edizione 2020, del resto dopo un decennio abbondante di batoste l'idea di affidarsi a Tom Brady (con tutto quello che ne consegue) è un'idea un po' pazza ma tutto sommato anche affascinante. 

Se la scommessa sarà vincente, potremo finalmente ridurre i consueti consumi domenicali di Maalox; male che dovesse andare, non sarà altro che l'ennesima stagione perdente, quantomeno in grado di riportare in Bucs in "prime time" ed al centro dell'interesse generale, Tra parentesi, la jersey di Brady è la più venduta dell'intera NFL ed è un peccato che per le prime partite il RJS sarà chiuso al pubblico, perché un sold-out - dopo anni e anni di spalti semivuoti - sarebbe stato sicuro al 100%.    

Vediamo cosa succederà a partire da questa sera, con una delle partite più impegnative dell'intero campionato, la trasferta a New Orleans in casa dei Saints guidati da un altro vecchietto terribile, Drew Brees. 

Comunque vada, come sempre.... GO BUCS!!! 

venerdì 11 settembre 2020

Buona lettura con la "Media Guide" edizione 2020

Ormai quasi ci siamo, manca davvero poco al kick-off di New Orleans di domenica 13 settembre. E per ingannare l'attesa, non c'è niente di meglio che la (come sempre) colossale "Media Guide", una vera e propria "bibbia" in cui è possibile trovare ogni possibile dato statistico relativo ai Tampa Bay Buccaneers. 

Cliccando su questo LINK, sarà possibile consultarla o scaricarla, in versione .pdf.

Per gli appassionati di statistiche è un "must" ma la "Media Guide" si rivela una lettura interessante per qualsiasi tifoso, essendo in grado di soddisfare ogni curiosità sulla nostra squadra. 

Anche per l'edizione 2020 ci sono oltre 500 pagine (e più di 50 MB) non solo di dati e cifre ma anche di informazioni e di tutto quanto riguarda la Storia della squadra, dalle origini ad oggi.  

giovedì 10 settembre 2020

C'è anche Devin White tra i "Capitani" per la stagione 2020


Sono stati ufficializzati nei giorni scorsi i nomi dei "Capitani" dei Tampa Bay Buccaneers per la stagione 2020, scelti sulla base di votazioni effettuate dagli stessi giocatori.

Due i rappresentanti per l'attacco (Tom Brady e Mike Evans), due per la difesa (Lavonte David e Devin White) e due per lo Special Team (Kevin Minter e Bradley Pinion).

Tra tanti veterani, quali Brady ma anche Evans (quarto anno consecutivo da Capitano per Mike)  e David (alla settima stagione di fila con la "C" ricamata sul petto) spicca il nome di un giovane, il 22enne Devin White, LB al secondo anno di NFL.

Scelto con la pick n.5 al draft 2019, White ha impiegato solo pochie partite per imporsi come uno dei giocatori più importanti e talentuosi nel cuore della difesa dei Bucs. Oltre alle evidenti qualità tecniche, devono essere emerse anche notevoli doti di leadership all'interno dello spogliatoio, se i suoi compangi di squadra hanno voluto premiarlo con questo importante riconoscimento nonostante un solo campionato disputato alle spalle.

mercoledì 9 settembre 2020

Practice Squad, spicca il nome del QB Josh Rosen


Tra i sedici giocatori che compongono la Practice Squad dei Bucs, spicca un nome, quello del QB Josh Rosen. Nel 2018, dunque davvero pochissimo tempo fa, Rosen era stato scelto al primo giro del draft con la pick n.10 overall dagli Arizona Cardinals. Oggetto l'anno successivo di una trade con Miami, Rosen è stato scaricato anche dai Dolphins e giunto al suo terzo anno di NFL, con poche partite giocate alle spalle, eccolo pronto ad unirsi ai Bucs, sia pure solamente come membro della Pracice Squad, la squadra delle riserve. 

Evidentemente la possibilità di allenarsi con Tom Brady e Bruce Arians, e la concorrenza non proprio spietata a livello di QB di riserva alle spalle di TB#12 (Blaine Gabbert e Ryan Griffin) hanno indotto Rosen a firmare per la PS di Tampa Bay. Una mossa a mio avviso interessante, considerata la giovane età del ragazzo e il talento mostrato ai tempi del college. In caso di necessità, potrebbe essere una possibile alternativa ai - come detto - non eccelsi rincalzi di Brady attualmente presenti nel roster dei 53.

Da segnalare, sempre per quanto riguarda la Practice Squad, che non sono invece stati rifirmati gli elementi forse più attesi, e cioè il RB Ogunbowale (destinato a Jacksonville) e il kicker Matt Gay (a cui è stato preferito un altro kicker, Greg Joseph). L'altro rookie che era stato tagliato e aggregato alla practice squad, il RB Raymond Calais,  ha invece firmato per i Rams, trovando spazio in prima squadra. 

domenica 6 settembre 2020

Definito il roster dei 53 giocatori per la stagione 2020

I Bucs hanno definito la composizione del roster dei 53 giocatori che inizieranno il campionato 2020. Tra i tagli più rilevanti, da segnalare quello del kicker Matt Gay, a favore del vetrano Ryan Succop, e di due RB: Dare Ogunbowale (giocatore lo scorso anno ha ricoperto un ruolo importante nello special team) e del rookie Ray Calais scelto al settimo giro dell'ultimo draft.    

La safety Justin Evans, che da quasi due anni non gioca a football a causa di un infortunio al piede, è stato invece inserito nella PUP list, il che consente ai Bucs di prendersi ancora due mesi di tempo prima di decidere se tagliarlo o reinserirlo nel gruppo.  

Nelle prossime ore verrà definita anche la composizione della "practice squad", in cui confluiranno molti dei giocatori appena tagliati, a meno che non nel frattempo vengano acquisiti da altre squadre.

Di seguito, ecco dunque i nomi dei 53 elementi che andranno ad iniziare la stagione 2020 per i Tampa Bay Buccaneers. Nei prossimi giorni, come di consueto accade alla vigilia del campionato, è probabile che si verificheranno ulteriori manovre di assestamento per meglio definire la composizione del team.

Quarterbacks (3): Tom Brady, Blaine Gabbert, Ryan Griffin

Running Backs (3): Ronald Jones, LeSean McCoy, Ke'Shawn Vaughn

Wide Receivers (7): Mike Evans, Chris Godwin, John Hurst, Tyler Johnson, Jaydon Mickens, Scotty Miller, Justin Watson

Tight Ends (4): Antony Auclair, Cameron Brate, Rob Gronkowski, O.J. Howard

Offensive Linemen (9): Alex Cappa, Joe Haeg, Ryan Jensen, Ali Marpet, John Molchon, Donovan Smith, Aaron Stinnie, Josh Wells, Tristan Wirfs

Defensive Linemen (6): Khalil Davis, Will Gholston, Rakeem Nunez-Roches, Patrick O'Connor, Ndamukong Suh, Vita Vea

Outside Linebackers (5): Shaquil Barrett, Quinton Bell, Cam Gill, Anthony Nelson, Jason Pierre-Paul

Inside Linebackers (4): Jack Cichy, Lavonte David, Kevin Minter, Devin White

Cornerbacks (5): Carlton Davis, Jamel Dean, Parnell Motley, Sean Murphy-Bunting, Ryan Smith

Safeties (4): Andrew Adams, Mike Edwards, Jordan Whitehead, Antoine Winfield

Specialists (3): Bradley Pinion (punter), Ryan Succop (placekicker), Zach Triner (long-snapper)

venerdì 4 settembre 2020

Si avvicina il kick-off: nuovi arrivi e tagli inattesi per i Bucs


Si avvicina il kick-off della stagione 2020, un campionato che sarà per forza di cose "atipico" e condizionato da quel virus che ha così profondamente sconvolto gli ultimi mesi in tutto il mondo...

Intanto l'NFL ha annullato del tutto la preseason, da molti considerata "inutile" anche se in realtà le amichevoli precampionato avevano una loro utilità per valutare in particolare i giocatori meno conosciuti e per verificare la chimica di squadra tra nuovi arrivi e vecchia guardia.

E a Tampa le cose sono cambiate davvero tanto, anzi tantissimo, nel corso della offseason 2020...

L'arrivo di Tom Brady rende inevitabilmente i Bucs tra le squadre al centro dell'attenzione, a maggior ragione dopo gli innesti di altri veterani dall'illustre passato e - si spera - dall'altrettanto brillante futuro come il TE Rob Gronkowski e i due RB LeSean McCoy e Leonard Fournette.

E' evidente come i Bucs abbiano cercato di acquisire talento, soprattutto offensivo, per costruire intorno a Brady una squadra in grado di raggiungere subito i playoff. Del resto, considerata l'età di TB#12, non è che di tempo a disposizione ce ne sia molto, per centrare l'obiettivo di riagguantare quella postseason che per i Bucs è un miraggio da quasi quindici anni...

Poi, visto che parliamo dei Bucs, non mancano le scelte quantomeno bizzarre, come quella di tagliare il kicker Matt Gay (draftato nel 2019 al quinto giro, dunque un giocatore sul quale si era puntato molto) a favore del veterano Ryan Succop, kicker dalla robusta carriera ma reduce da seri problemi fisici... ad ogni modo, dopo il celebre caso Aguayo, altra pick di un certo valore per un kicker completamente sprecata...

I Buccaneers esordiranno domenica 13 settembre a New Orleans, e sarà già una partita importante tra i favoriti della Division (New Orleans) e una sfidante che finalmente inizia l'avventura con ambizioni di un certo tipo (giocare a gennaio) e non con l'obiettivo di evitare l'ultimo posto nella NFC South... e la sfida tra i due QB Brees e Brady, tra i più grandi quarterback di sempre, varrà da sola il prezzo del biglietto (o del gamepass!).

Buon campionato a tutti e... GO BUCS!

venerdì 8 maggio 2020

Ufficializzato il calendario 2020, ecco quello dei Bucs

E' stato ufficializzato la scorsa notte il calendario di preseason e regular season 2020 (sempre ammesso che la stagione possa disputarsi regolarmente...).
Di seguito - per quanto riguarda i Tampa Bay Buccaneers - ecco date e avversari della stagione 2020 (in maiuscolo le partite interne):

Preseason
Day
Date
Opponent
Time
Aug. 13-17
at Pittsburgh
TBD
Sat.
Aug. 22
vs JACKSONVILLE
8:00 PM
Aug. 27-30
vs TENNESSEE
TBD

Sept. 3-4
at Cleveland
TBD

Regular Season
Day
Date
Opponent
Time
Sun.
Sept. 13
at New Orleans
4:25 PM
Sun.
Sept. 20
vs CAROLINA
1:00 PM
Sun.
Sept. 27
at Denver
4:25 PM
Sun.
Oct. 4
vs L.A. CHARGERS
1:00 PM
Thurs.
Oct. 8
at Chicago
8:20 PM
Sun.
Oct. 18
vs GREEN BAY
4:25 PM
Sun.
Oct. 25
at Las Vegas
8:20 PM
Mon.
Nov. 2
at NY Giants
8:15 PM
Sun.
Nov. 8
vs NEW ORLEANS
8:20 PM
Sun.
Nov. 15
at Caroilna
1:00 PM
Mon.
Nov. 23
vs L.A. RAMS
8:15 PM
Sun.
Nov. 29
vs KANSAS CITY
4:25 PM
Sun.
Dec. 6
bye
1:00 PM
Sun.
Dec. 13
vs MINNESOTA
1:00 PM
Sun.
Dec. 20
at Atlanta
1:00 PM
Sa/Su
Dec. 26/27
at Detroit
TBD
Sun.
Jan. 3
vs ATLANTA
1:00 PM

Si fa sentire l'effetto "Tom Brady", dato che i  Bucs saranno impegnati in "prime time" per ben cinque volte tra Thursday, Sunday e Monday Night, come non accadeva dai tempi del Super Bowl. A differenza del 2019, raramente quest'anno le partite dei Bucs inizieranno alle 19:00 ora italiana; molto spesso giocheranno alle 22:25 oppure nel cuore della notte, quando appunto saranno impegnati in  "prima serata".

Si comincia in trasferta a New Orleans e poi in casa con un'altra rivale di Division, i Panthers. Il "bye" è previsto solamente a inizio dicembre, mentre la terza rivale della NFC South, Atlanta, sarà affrontata solamente nell'ultimo scorcio di stagione, nella terzultima ed ultima partita.

E' stato rilasciato anche il calendario di preseason, o meglio quelle che saranno le squadre contro cui giocheranno i Bucs, visto che sono ancora da definire giorni e orari di queste partite, tranne il derby con i Jaguars previsto per il 22 agosto, la prima volta in assoluto di Tom Brady in versione "Red and Pewter" al Raymond James Stadium.

venerdì 1 maggio 2020

Winston firma per i Saints, estensione di un anno per O.J. Howard


I Bucs hanno esercitato l'opzione che consentiva loro di estendere di un anno il contratto del TE O.J. Howard, che  dunque è ora legato a Tampa Bay sino alla stagione 2021 compresa.

Scelto al primo giro del draft 2017, Howard non ha mai fornito il rendimento che era lecito attendersi da una pick n.19 overall, nonostante grandi doti tecniche e fisiche. Speriamo che la competizione a livello di TE con Gronkowski e Brate lo induca a migliorare e a salire di livello, come detto non sono le qualità a mancare all'ex giocatore di Alabama.

Saluta invece la Florida un'altra ex prima scelta dei Bucs, il QB Jameis Winston, che ha deciso di accettare l'offerta (al minimo salariale, poco più di un milione di dollari) dei New Orleans Saints. Dunque l'ex prima scelta assoluta del draft 2015 ricoprirà il ruolo di backup di Drew Brees, sperando di ripercorrere le orme di Bridgewater, lo scorso anno QB #2 a New Orleans e oggi strapagato titolare a Carolina.

Nonostante tutto, in bocca al lupo a Jameis, giocatore per così dire "bipolare", in grado di passare con disinvoltura estrema da un intercetto ritornato in endzone a un TD pass da 60 yards, e che non ha reso mai banali (anche se raramente in senso positivo) le nostre domeniche sportive in questi ultimi cinque anni...

domenica 26 aprile 2020

Il draft si conclude con gli arrivi di Johnson (WR), Davis (DT), Russell (LB) e Calais (RB)

Nell'ultima giornata del draft, i Tampa Bay Buccaneers hanno acquisito le seguenti matricole:

- Round 5 (161 overall): Tyler Johnson WR, Minnesota
Occorreva trovare un terzo WR dopo la perdita di Perriman, e Tyler Johnson, da Minnesota (stesso college della seconda scelta Winfield), potrebbe rivelarsi davvero una scelta azzeccata. Il ragazzo ha ottimi numeri, e trovarlo ancora a disposizione al quinto giro potrebbe essere stata un discreta fortuna. Meno veloce di Perirman ma con mani affidabili, speriamo che il rookie da Minnesota si riveli un valido bersaglio per Brady, alle spalle dei due indiscussi WR titolari Evans e Godwin.

- Round 6 (194 overall): Khalil Davis, DT, Nebraska
Per dare profondità alla linea offensiva, che in free agency ha perso Carl Nassib e Beau Allen, è stato scelto Khalil Davis, DT da Nebraska. Chiaramente non si tratta di un giocatore in grado di fare la differenza, ma potrebbe rivelarsi utile a livello di rotazioni, per concedere qualche snap di riposo ai titolari.

- Round 7 (241 overall): Chapelle Russell, LB, Temple
Due seri infortuni allo stesso ginocchio, nel 2016 e nel 2017, non hanno impedito a Russell di portare a termine una più che discreta carriera universitaria. Si spera che Russell possa non solo dare profondità al reparto dei LB  ma anche rivelarsi utile per lo special team.

 - Round 7 (245 overall): Raymond Calais, RB, Louisiana-Lafayette
Con l'ultima scelta del draft i Bucs, dopo Vaughn, hanno chiamato un altro RB. Calais, giocatore molto veloce, potrebbe rivelarsi prezioso come ritornatore di punt e kick-off, oltre che per essere impiegato nello special team.

Infine, sono già stati firmati dai Bucs numerosi rookie "undrafted"; ecco quelli con cui è stato trovato un accordo:
- Reid Sinnett, QB, San Diego
- Josh Pearson, WR, Jax. St. 
- John Hurst, WR, West Ga.
- John Molchon, OT, Boise State
- Nick Leverett, OL, Rice
- Zach Shackelford, C, Texas
- Nasir Player, DL, ETSU
- Cam Gill, OLB, Wagner
- Michael Divinity, LB, LSU
- Javon Hagan, S, Ohio
- Parnell Motley, CB, Oklahoma
- Benning Potoa'e, DL, Washington
- Travis Jonse, WR, Montana State

sabato 25 aprile 2020

Draft, 2° e 3° round: presi Winfield (S) e Vaughn (RB)


Dal secondo e dal terzo giro del draft arrivano a Tampa la safety Antoine Winfield (da Minnesota) e il RB Ke'Shawn Vaughn (da Vanderbilt).

Entrambi i reparti, secondaria e RB, necessitavano di rinforzi, dunque le due chiamate dei Bucs sono condivisibili; anche la chiamata di un RB al terzo giro ci può stare, considerato che in questo draft (a differenza di quanto accade di solito) sono stati molti i RB chiamati prima della scelta di Tampa Bay al terzo giro, e rimandando la chiamata di un RB al 5° o 6° round c'era il concreto rischio di non trovare più portatori di palla di un certo calibro.

Antoine Winfield, scelto al secondo giro con la pick n.45 overall e figlio di quel Winfield che ha giocato per 14 anni nel ruolo di cornerback in NFL (e che in carriera ha intercettato anche Tom Brady), era uno dei principali prospetti nel ruolo di safety in questo draft, e averlo preso rappresenta a mio avviso una buona chiamata.

Il reparto delle safeties, considerate le sempre precarie condizioni fisiche di Justin Evans il cui rientro è tutt'ora un'incognita, aveva bisogno di almeno un innesto importante e non sarebbe una sorpresa ritrovare Winfield nel ruolo di titolare sin dalla week 1.

Anche a livello di RB serviva un nuovo giocatore per sostituire Barber, e la decisione dei Bucs è caduta su Ke'Shawn Vaughn (terzo giro, pick n.76 overall). A Vanderbilt il ragazzo ha fatto vedere cose molto interessanti e sebbene Vaughn non fosse tra i RB più quotati di questo draft, Arians e Licht hanno puntato su di lui, considerata la versatilità di questo giocatore abile non solo a correre ma anche a ricevere la palla fuori dal backfield, dunque un'arma preziosa soprattutto nei terzi down.

Ai Bucs, senza scelte al quarto giro, rimangono al momento quattro pick: una al quinto giro (161 overall), una al sesto (194 ov.) e due al settimo (241 e 245 ov.).   

venerdì 24 aprile 2020

Draft, trade up per i Bucs che scelgono l'OT Tristan Wirfs


Con la prima scelta del draft 2020, i Tampa Bay Buccaneers hanno deciso di rinforzare la linea offensiva scegliendo l'OT Tristan Wirfs, da Iowa.

Per draftare Wirfs, Licht e Arians hanno fatto trade up con San Francisco, passando dalla scelta n.14 a quella n.13. Per scalare una posizione, i Bucs hanno mandato ai '49ers una quarta scelta, ricevendo un settimo giro.

Sacrificare un quarto giro per scalare di una sola posizione non è proprio una decisione del tutto indolore, speriamo ne sia valsa la pena dato che Wirfs, sula carta, rappresenta un ottimo upgrade per la OL, soprattutto di quel lato destro che era decisamente da puntellare.

Vediamo adesso come proseguirà il draft dei Bucs; se era abbastanza scontata la scelta di un uomo di linea offensiva per il primo giro, sarà interessante osservare per i prossimi round, in particolare il secondo  il terzo, se GM e HC decideranno di rinforzare la secondaria oppure l'attacco, con un WR (un altro bersaglio per Brady) oppure un QB da far crescere proprio all'ombra di Tom.

mercoledì 22 aprile 2020

Il TE Rob Gronkowski ai Bucs!


A poche ore dal draft, i Bucs concludono con i New England Patriots una trade decisamente importante. A Tampa arriva il TE Rob Gronkowski ed una settima scelta, in cambio ai Patriots va una quarta scelta.

Nonostante nel 2019 non abbia giocato a football, Gronkowski rimane uno dei TE più forti di sempre nella storia NFL; un po' come per Brady, bisognerà vedere se Gronk avrà la voglia e le motivazioni giuste anche a Tampa, in un ambiente che non è quello di Boston, abituato a vincere e primeggiare.

Gronkowski comunque è ancora abbastanza giovane (classe 1989) e speriamo possa ricostituire quella magica accoppiata che i tifosi dei Patriots ricordano ancora con gli occhi lucidi: Brady to Gronk... touchdown!

Una mossa interessante, questa di ripescare Gronkowski, vediamo se la scommessa di Licht e Arians pagherà i dividendi sperati... noi ce lo auguriamo! E speriamo anche che dall'imminente draft possano arrivare rinforzi importanti, ad iniziare dalla linea offensiva e dalla secondaria, i reparti che maggiormente necessitano di robuste iniezioni di talento.

martedì 7 aprile 2020

Bucs, svelate le nuove (si fa per dire...) uniformi


I Bucs hanno svelato quest'oggi le nuove uniformi, destinate a mandare in pensione le onestamente brutte divise indossate dal 2014 al 2019.

Parlare di "nuove" uniformi forse è un po' eccessivo, visto che sostanzialmente si tratta della riproposizione di quelle utilizzate dal 1997 al 2013, a partire dai numeri (per fortuna siamo tornati a quelli classici).

Delle precedenti uniformi è rimasto, in pratica, solo il logo sul casco, dato che anche per la "griglia" dei caschi si è tornati al nero, abbandonando la tonalità cromata. 

La vera novità riguarda le uniformi "alternate", che da "all red" diventano "all pewter". Personalmente il "pewter" non lo gradisco granché come colore (che poi stiamo parlando di un grigio scuro, eh), soprattutto questa tonalità così "pesante" mi attrae davvero poco, e tutto questo "grigiore" continuo a chiedermi cosa c'entri con la calda e assolata Florida...

Dunque niente "orange" (se non un leggero richiamo nei numeri e nella striscia sui pantaloni) e niente riproposizione dei "throwback game", dato che i caschi sono rimasti pewter e dato che un'assurda regola NFL vieta di cambiare gli "helmets" nel corso della stagione. Niente caschi bianchi, niente throwback, peccato.

Che dire delle nuove uniformi?

Sicuramente un bel passo avanti rispetto alla precedente versione 2014-19, ma anche - a mio avviso - una bella occasione persa. Si poteva osare qualcosa di più anziché rifugiarsi in uno schema già visto e così simile a quello di altre squadre NFL, si poteva pensare ad esempio ad un utilizzo sia pure parziale del'arancione - il colore originario dei Buccaneers - oppure si potevano reintrodurre i white helmets, per accontentare i "nostalgici" e per regalare qualcosa di nuovo ai tifosi.

Si è preferita la minestra riscaldata, il ritorno alle uniformi con cui vincemmo il Super Bowl, e tutto sommato va anche bene così, considerate le maglie inguardabili degli ultimi sei anni.

Rimane, come dicevo, una discreta occasione sprecata, e questo un po' mi dispiace.

giovedì 26 marzo 2020

Rifirmato Ndamukong Suh, ristrutturato Cameron Brate


Non si è fermata con l'arrivo di Tom Brady la free agency dei Bucs. Sono parecchi i movimenti registrati - sia in entrata che in uscita - a One Buc Place, andiamo ora a soffermarci su quelli più rilevanti.

Iniziamo dai giocatori free agent che hanno lasciato Tampa. Il WR Breshad Perriman, autore di un ottimo finale di stagione, ha siglato un contratto con i New York Jets, mentre il RB Payton Barber giocherà per le prossime due stagioni con i Washington Redskins. Nei giorni scorsi si erano accasati altrove anche i DE Beau Allen (ai Patriots) e Carl Nassib (ai Raiders). 

Chi invece rimarrà a Tampa in seguito ad una significativa ristrutturazione contrattuale è il TE Cameron Brate. Il suo contratto era decisamente troppo alto, ma pur di rimanere a Tampa (a ricevere i passaggi di Tom Brady), Brate ha deciso di accettare una robusto taglio al suo ingaggio, per cui le sue mani (affidabili, soprattutto in endzone) saranno tra i bersagli di TB per la stagione 2020. 

Tra i free agent rifirmati dai Bucs, spicca il nome di Ndamukong Suh, che oggi ha stipulato un contratto annuale per 8 milioni di dollari. La sua importante conferma si aggiunge - oltre a quelle di Shaq Barrett, "taggato" alcuni giorni fa e di Pierre-Paul, tra i primi a rifirmare per Tampa - a quelle di giocatori per così dire "miniori" ma utili per dare profondità ai rispettivi reparti, come ad esempio il LB Kevin Minter, il DT Nunez-Roches, la S Andrew Adams, i due TE Auclair e Hudson e il WR Bryant Mitchell

venerdì 20 marzo 2020

I Tampa Bay Buccaneers ufficializzano l'arrivo di Tom Brady!

La notizia era ampiamente nota da alcuni giorni, ora è arrivata anche l'ufficialità. Tom Brady, il fuoriclasse vincitore di 6 Super Bowl con i New England Patriots, è il nuovo QB dei Tampa Bay Buccaneers.

Nei prossimi giorni ci sarà tempo per soffermarsi sui "dettagli" di questo accordo biennale da 25 milioni a stagione garantiti, destinati a crescere con importanti incentivi, e su quale numero di maglia vestirà Tom, anche se sembra scontato che Chirs Godwin, attuale "proprietario" del #12, gli cederà il numero); oggi però, tutto lo spazio è per l'ufficializzazione dell'arrivo di TB a... TB!

Nonostante i suoi 43 anni e una carriera che si avvia ormai alla conclusione, "Brady ai Bucs" è comunque una notizia clamorosa, e non c'è dubbio che dal punto di vista mediatico l'arrivo del #12 sia una vera e propria bomba.

Vendita di magliette e di abbonamenti al RJS sono assicurati, ma al di là di questo è la mentalità stra-vincente la dote più importante che Tom porterà con sè in Florida.

Nella sua carriera Brady di partite ne ha perse davvero pochissime, e sono curioso di vedere se questo "arzillo" 43enne riuscirà a scuotere in senso buono un ambiente "depresso" come quello di Tampa, dove perdere le partite (spesso in malo modo) e chiudere la stagione con un record negativo era ormai diventata un'abitudine a cui un po' tutto l'ambiente si era, passivamente, rassegnato.

E poi sarà bello, almeno due volte a stagione, vedere le sfide tra mostri sacri del calibro di Tom Brady e Drew Brees, tra i QB più forti di sempre  dell'NFL. 

Detto questo, non  sarà l'arrivo di Brady a trasformare i Bucs da "team barzelletta" a "Super Bowl contender", credo però che il sei volte Campione del Mondo porterà a Tampa molto entusiasmo, rianimando un ambiente che aveva bisogno di essere scosso ed elettrizzato.

Adesso Licht e Arians dovranno costruire una OL di primissimo livello per proteggere Brady nel miglior modo possibile; sarebbe un delitto avere firmato un giocatore simile e non tutelarlo adeguatamente. 

Nel frattempo, è stato firmato il 27enne Joe Haeg, ex Colts, discreto "jolly" della OL, utile per dare profondità a un reparto che - ribadisco - dovrà essere rinforzato a dovere, a partire dal draft, da parte di GM e HC.

mercoledì 18 marzo 2020

Tom Brady ai Bucs, ormai è fatta


Ormai è fatta: Tom Brady sarà il QB dei Tampa Bay Buccaneers per la stagione 2020. Tra qualche ora i Bucs annunceranno la firma sul sito ufficiale, e così saranno ufficializzati tutti i dettagli di questo importante accordo. 

Si tratta di una decisione molto "forte": Brady è stato per un ventennio il miglior QB dell''NFL ma gli anni sono ben 43. Chiaramente, ingaggiando Brady non c'è nessun progetto a medio-lungo termine, si punta a combinare qualcosa di buono (il ritorno ai playoff) nell'imminente stagione 2020. Non ha senso, data l'età, pensare oltre. 

Arians e Licht puntano tutto su Brady, al quale non mancheranno i bersagli importanti (Evans, Godwin, O.J. Howard) ma che dovrà essere tutelato e protetto dalla linea offensiva, che bisognerà rinforzare non poco considerata la scarsa mobilità di Tom.

Che altro dire... se Brady fosse arrivato a Tampa dieci - ma anche cinque - anni fa, sarebbe stato davvero un colpo memorabile. A 43 anni, i dubbi e le perplessità non mancano, speriamo che GM e HC abbiano preso la decisione giusta...