lunedì 17 dicembre 2012

I Bucs a NO, ovvero: come disonorare una maglia

L'espressione di Freeman la dice lunga, sul momento
che sta attraversando il nostro quarterback...
Il male oscuro (grave, gravissimo) che ha colpito i Bucs non concede tregua: dopo la prestazione indecente contro Philadlephia, quando siamo riusciti a perdere contro una non-squadra come gli Eagles di quest'anno, è arrivata ieri una delle prove più orrende ed inguardabili degli ultimi anni, era-Morris compresa, quando partite simili ai limiti dell'osceno erano all'ordine del giorno.

Al di là della sconfitta, anche a New Orleans - come otto giorni fa vs Phila - è stata disonorata la maglia, perché è venuto meno il minimo sindacale di impegno, cattiveria, rabbia e voglia di lottare, tutti elementi che devono costituire uno standard al di sotto del quale una squadra di Professionisti non può permettersi di scendere.

Purtroppo, invece, simili scempi continuano ad essere all'ordine del giorno anche con Schiano e con un coaching staff integralmente nuovo, il che impone attente riflessioni su quello che dovrà essere il futuro di questa squadra.

A New Orleans il nostro attacco doveva affrontare quella che è - cifre alla mano - una difesa colabrodo, la peggiore dell'NFL. Risultato? Dopo 17 anni i Saints non hanno permesso agli avversari di segnare neanche un punto, Freeman ha giocato la peggiore partita da quando è in NFL (peggio ancora di quanto fatto vedere quest'anno a Dallas e nel primo tempo vs Phila), Martin ha fatto una fatica enorme a guadagnare due-tre yards a portata, mentre Williams e Jackson hanno iniziato a ricevere palloni inutili a partita ormai finita, solo per mettere a posto le statistiche.

A questo, si aggiunga il nervosismo che per forza di cose serpeggia nella squadra, con Freeman furioso con Jackson per l'intercetto, imputandogli evidentemente di avere corso una traccia non corretta, e con il LB Hayward e il coach Cox che vengono addirittura alle mani, e meno male che qualcuno alla fine li separa....

Insomma, sta andando tutto a rotoli, ed ormai l'ultimo posto nella division è ad un passo, visto che i Panthers sono in grande forma e hanno ottime possibilità di vincere le ultime due partite, superando così i Bucs che – stando così le cose – ho molti dubbi che possano ottenere una W in uno dei rimanenti due incontri, domenica prossima vs St. Louis e il 30 dicembre ad Atlanta.

Quello che spiazza, e che lascia esterrefatti e interdetti, è il modo in cui i Bucs sono crollati, in maniera tanto fragorosa quanto inattesa. Eravamo arrivati ad un record di 6-4, belli carichi e con la prospettiva di giocarci un posto per i play-off. E invece, dopo la rocambolesca W in overtime a Charlotte è arrivata prima la sconfitta di misura con i Falcons, poi quella abbastanza netta con Denver (anche se all'halftime i Bucs conducevano), infine l'indegna prestazione con gli Eaglels e per ultimo lo 0-41 di ieri, ma il divario avrebbe potuto essere maggiore se Brees nel finale non fosse stato panchinato.

Apprestiamoci dunque a finire per l'ennesima volta una stagione nel peggiore dei modi, ricalcando quanto già visto ai tempi di Gruden (2008) e Morris (2011), per restare agli esempi più recenti.

Non resta che verificare se a questa squadra sia rimasto un briciolo di orgoglio o se vedremo nuovamente in campo per le ultime due partite gli stessi smidollati dell'ultimo mese. Dopodiché, bisognerà fare attente valutazioni a partire dal giocatore più importante e che adesso è nell'occhio del ciclone più di ogni altro, Josh Freeman. Nei prossimi giorni riprenderemo l'argomento, e mi soffermerò a lungo sul nostro QB, per ora mi limito a segnalare che il suo contratto prevede solo un'altra stagione, per cui nella prossima offseason bisognerà decidere se prolungarglielo o se salutarlo (senza troppi rimpianti?) e imboccare una nuova strada.  

Nel frattempo, che cerchi di onorare i nostri colori almeno nelle ultime due partite, questo gruppo di incapaci che definire "squadra" mi pare eccessivo, dopo le ultime due allucinanti esibizioni... 

1 commento:

  1. Star hai detto tutto, non c'è altro da aggiungere.

    Seguirò con interesse le prossime frasi su Freeman, e dato per assodato che l'anno prossimo sarà ancora con noi per via del contratto (a chi lo potremmo tradare adesso???), a Tampa bisognerà riflettere seriamente su cosa fare.

    La cura Schiano è servita per metà stagione, la cura Sullivan è peggio della malattia, Freeman mi lascia senza parole, non capisco quanto sia colpa sua e quanto sia colpa del playcalling.

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