mercoledì 19 dicembre 2012

Bucs-Rams, sfida tra nobili (molto) decadute


Una decina abbondante di anni fa, tra la fine degli anni '90 e i primi anni '00, la sfida tra Tampa Bay e St. Louis era il confronto al vertice per eccellenza nell'ambito della NFC.

I Rams vinsero il Super Bowl nella stagione 1999 perdendo poi la finale nel 2001, i Bucs salirono sul tetto del mondo nel 2002, e tra queste due squadre si ricordano numerose sfide al vertice, tra cui proprio la finale NFC '99 vinta con molte polemiche dai Rams (con la famosa ricezione che avrebbe cambiato l'esito del match, e non ritenuta valida dagli arbitri, effettuata del WR dei Bucs Bert Emanuel) e poi un epico monday night nel 2000, con una particolare - estemporanea quanto efficace - giocata rimasta nella storia, realizzata dal QB Shaun King e dal RB Warrick Dunn, che a meno di due minuti dal termine diede ai Bucs la spinta per vincere quella partita. Questa incredibile giocata la potete gustare al minuto 3:27 del video che vedete qui sotto...  




Una dozzina di anni fa, Bucs-Rams era anche "attacco" (St. Louis) contro "difesa" (Tampa Bay), con "the gratest show on turf" guidato da Kurt Warner, Marshall Faulk e Isaac Bruce contro la impenetrabile difesa architettata da Monte Kiffin, e composta da campioni assoluti del calibro di Warren Sapp, Derrick Brooks, John Lynch, Simeon Rice e un giovane prospetto interessante, un certo Ronde Barber...

E andando indietro negli anni fino al 1979, quando i Rams erano ancora la squadra di Los Angeles, le due squadre si scontrarono sempre in una finale di NFC, persa dai Bucs – che pure la giocarono in casa – con il punteggio di 0-9.

Oggi Rams e Bucs rappresentano – già da alcuni anni, ormai – due team deboli, due "nobili decadute" guidate entrambe da giovani QB (Bradford e Freeman) che non sono però fino ad ora riusciti a condurre i rispettivi team fuori dalla mediocrità dei bassifondi NFL.

Sarà interessante vedere se in questa partita i ragazzi di Schiano, reduci da due batoste clamorose quali i brucianti e pesantissimi KO con Phila e New Orleans, riusciranno a rialzare la testa e a mettere in campo quello che oltreoceano chiamano "pride", ossia orgoglio.

Stando alle ultime prestazioni, il termine in questione non fa parte del vocabolario di nessuno dei 53 uomini a roster di Tampa Bay. La partita con St. Louis è davvero l'ultima occasione per dimostrare attaccamento alla maglia, voglia di reagire, e - appunto - "pride".

Non ci sarebbero scuse se i Bucs dovessero replicare l'ennesima prestazione immonda, al livello delle ultime due. Mi auguro che la cosa sia ben chiara nelle teste di tutti, a partire dal nostro HC; anche perché ne avrei, sinceramente, piene le tasche di trascorre tre ore della domenica sera a guardare la mia squadra presa a pallate da qualsiasi avversario...

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