lunedì 2 gennaio 2012

Game over

Finalmente, è finita. La stagione 2011 se ne va definitivamente in archivio, e la speranza è che l'ultima umiliante debacle rimediata ad Atlanta rappresenti la fine di una delle pagine più buie della storia dei Buccaneers. E il termine del campionato rappresenta quasi una liberazione, visto che ormai ogni match non solo era un appuntamento fisso con la sconfitta (ieri è arrivata la decima consecutiva...!) ma anche una vera e propria umiliazione per i nostri colori.

Ieri sera, quando a metà del secondo quarto i Falcons conducevano per 42-0 (!!!), ho temuto il peggio, ossia che Atlanta continuasse a spingere per riscrivere tutti i record possibili di una partita di football... per fortuna così non è stato, Ryan è finito in panchina prima ancora dell'intervallo, e Atlanta ha persino misericordiosamente concesso ai Bucs di mettere qualche punto sul tabellone.

Ma fino a quando Atlanta ha giocato sul serio, l'imbarazzo è stato molto forte. I Falcons segnavano rapidamente sette punti ad ogni possesso, mentre i Bucs non solo non guadagnavano nemmeno mezza yarda ma regalavano palla agli avversari dopo due o tre giochi: intercetti, fumble, errori di ogni tipo, per non parlare dalla pessima tecnica di placcaggio nel tentativo di limitare i giochi sulle corse di Atlanta... insomma, una galleria degli orrori mai vista in ormai tanti anni che seguo il football. Veramente una roba immonda, solo da vergognarsi.

Ora, va bene tutto, era una partita di fine stagione ed il risultato non contava più nulla ma sono l'approccio (molle, mollissimo...) e l'intensità (pari a zero) a lasciare a bocca aperta: per esempio, pur nell'ultima giornata di regular season altre squadre nella stessa situazione dei Bucs (i Rams) hanno comunque messo in difficoltà avversari ben più titolati (i 49ers). I Bucs no, mai, solo una umiliazione dietro l'altra e una batosta continua, da ottobre a gennaio.
Goodbye, Morris...
Ovviamente battuto, come da facile pronostico, il record dei punti subiti in una singola stagione, che resisteva dal 1986. Era sufficiente subire 25 punti per centrare l'impresa, che è stata raggiunta a inizio del secondo quarto; dopo circa 20 minuti di football i Falcons erano già infatti comodamente sul 42-0...

Adesso si volti pagina, e si inizi una nuova epoca partendo dal licenziamento di quell'incapace di Raheem Morris, il peggior allenatore di ogni tempo che abbia mai guidato i Bucs, e del suo impresentabile coaching staff. E che Morris se ne stia zitto per un po' di tempo e che taccia, una buona volta. Basta con le solite scuse puerili tipo “la squadra non era pronta...”. Ah no? Non era pronta? E a chi spettava il compito di prepararla e mandarla in campo ad affrontare l'avversario nel migliore dei modi, se non all'Head Coach nonché Defensive Coordinator?! Mah!

Per chiudere, un applauso a Ronde Barber, che ieri ha probabilmente terminato la sua avventura nel mondo NFL quantomeno nelle vesti di giocatore. La partita numero 225 in maglia Bucs (record all-time tra i giocatori di Tampa Bay) non è stata tra le più fortunate per lui, visto che oltre all'ennesima sconfitta, è arrivato per Ronde anche un infortunio al braccio che gli ha impedito di giocare il secondo tempo. Buona fortuna e in bocca al lupo dunque all'ultimo giocatore rimasto di quella squadra che nove anni fa, più o meno di questi tempi, sarebbe salita sul tetto del mondo onorando in ben altro modo la nostra maglia.

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