venerdì 12 ottobre 2012

Un futuro da Guardia per Trueblood?

Jeremy Trueblood
La collaudata coppia formata da Davin Joseph (Guardia) e Jeremy Trueblood (Tackle) avrebbe dovuto comporre anche quest'anno il lato destro della linea offenisva dei Bucs. Ma un serio infortunio nel corso della preseason ha chiuso con largo anticipo la stagione di Joseph, mentre Trueblood è stato "panchinato" per motivi tecnici, al punto che nello scorso match contro i Redskins Schiano lo ha inserito tra gli "inactive players".

Ma le cose, per Trueblood, potrebbero cambiare presto e anche a sorpresa. Coach Schiano lo ha infatto provato nel corso della settimana proprio nel ruolo di Joseph, ossia di Guardia, dato che il ruolo di RT pare ormai avere trovato un nuovo titolare in Demar Dotson.

Ma che cosa ne pensa il diretto interessato di questo possible (se non probabile) cambiamento di ruolo, che lo porterebbe a giocare in una posizione per lui inedita? Queste le parole di Trueblood, dal Tampa Bay Times:
"I've played a lot of years next to one of the best guards in the NFL, so I've picked up on a lot of things he's done over the years and just tried to do them," Trueblood said. "I mean, obviously I can't do it just like he does it, but just some of the little things I'm trying to do. So it's been pretty easy because of that. I mean, it's not easy. In my head it is, I've just got to translate it to my body and stuff like that. It's just a work in progress."

Per rimanere a Tampa, Trueblood aveva rinegoziato il suo contratto, finendo per accettare una discreta decurtazione dell'ingaggio. Riuscirà Jeremy "false start" Trueblood a riciclarsi ora nel ruolo di Guardia? Mah, speriamo che il suo amico Davin Joseph gli abbia dato qualche utile e prezioso consiglio, di sicuro queste "improvvisazioni" relative alla offensive line lasciano un po' perplessi...

Ecco invece che ne pensa coach Schiano, di questa "conversione" del #65 da Tackle a Guardia:
"Jeremy is a very intelligent football player who is very experienced," Schiano said. "So, I think he has a much better chance of grasping things in a short amount of time. His best buddy, Davin, has played guard next to him for a long time. Different scheme, yes, but they worked together on so many different things, I think he's got a good understanding. They all do. It's just going to be a matter of who we think the best choice is for this week."

giovedì 11 ottobre 2012

Un nuovo ingresso nel RoH: Paul Gruber

Paul Gruber
Negli anni scorsi, il "throwback game" (ossia la partita in cui i Bucs  indossano le uniformi  "originali" white & orange) e l'introduzione nel Ring of Honor di un grande ex Bucaniere del passato avvenivano nel corso dello stesso match.

Non sarà così nel 2012: questa domenica, in occasione della partita contro Kansas City, un nuovo membro entrerà a far parte del RoH dei Bucs dopo Lee Roy Selmon, John McKay e Jimmie Giles, mentre la partita contro i Saints del 21 ottobre sarà l'occasione per vedere Tampa Bay scendere in campo con le (meravigliose) uniformi "throwback", quelle con l'effigie del mitico Bucco Bruce sui caschi.

Ma veniamo al Ring of Honor e a colui che vi verrà introdotto questa domenica: si tratta del LT Paul Gruber, nome che ai più giovani dirà poco o nulla, mentre stiamo parlando davvero di un grande campione, il cui unico "torto" (se così vogliamo chiamarlo) fu quello di avere disputato buona parte della carriera in uno dei periodi peggiori della storia dei Bucs, a cavallo tra gli anni '80 e '90.

Arrivato a Tampa con la quarta scelta assoluta del draft del 1988, Gruber confermò le aspettative e si rivelò un ottimo giocatore, peraltro in un ruolo molto delicato e importante, quello di  left tackle. In pratica, il LT può essere considerato la principale "guardia del corpo" del QB, visto che nei giochi di passaggio spetta a questo giocatore proteggere il quarterback dai difensori che arrivano dal suo "lato cieco". Vinny Testaverde, Craig Erickson e Trent Dilfer furono coloro che usufruirono principalmente della "protezione" di Gruber. Il quale, in 12 anni di carriera disputata tutta quanta indossando una sola uniforme - quella, appunto, dei Tampa Bay Buccaneers - ha messo insieme cifre notevolissime, basti pensare alle 183 partite da starter, senza mai saltare un solo snap nei primi cinque anni da professionista.

Come detto, la prima parte di carriera vide Gruber impegnato con i peggiori Bucs di sempre, quelli che registrarono la rapida successione di Perkins e Williamson nei panni di head coach, con una squadra che nei primi sette anni di Gruber raggiunse sempre la doppia cifra alla voce "sconfitte". Poi, per Tampa Bay le cose iniziarono a migliorare, lentamente nel corso del quadriennio di Sam Wyche e in maniera netta con l'arrivo di Tony Dungy. Paul Gruber giocò sino al 1999 e dunque fece parte di quella squadra che nel 1997 riportò i Bucs ai playoff dopo ben 15 stagioni di assenza dalla postseason, nel primo anno in cui le uniformi Red and Pewter sostituirono quelle tradizionali orange and white.

E in occasione dell'ingresso di Gruber nel Ring of Honor, saranno presenti al RJS molti giocatori di quei Buccaneers del 1997: uno sarà impegnato addirittura nella partita (Ronde Barber) ma saranno presenti anche altri campioni che insieme a Gruber contribuirono a riportare Tampa Bay nell'elite del football NFL: Mike Alstott, Derrick Brooks e Shelton Quarles sono certamente i più famosi, ma per chi in quegli anni seguiva da vicino i Bucs anche i nomi di giocatori quali Errict Rhett, Donnie Abraham, Chadi Ahanotu, Horace Copeland, Brad Culpepper e Dave Moore provocheranno di certo più di un ricordo e tanta nostalgia...

E questi sono solo alcuni degli ex giocatori che presenzieranno all'introduzione di Gruber nel RoH; la speranza è che - per celebrare degnamente una simile ricorrenza - anche gli spalti del RJS possano offrire un degno spettacolo e siano (per una volta!) belli pieni, proprio come accadeva in quell'ormai lontano 1997, quando una squadra finalmente ritornata ad essere vincente riportò l'entusiasmo tra i tifosi, quando ancora si giocava all'Houlihan's Stadium (ve lo ricordate, "the big sombrero"?) e quando iniziò quella parabola ascendente dei Bucs che di lì a pochi anni sarebbe culminata nella "notte magica" di San Diego...

mercoledì 10 ottobre 2012

Il CB Gaitor in IR (ma potrebbe rientrare)

Il CB Anthony Gaitor
Il CB Anthony Gaitor non è certo un fuoriclasse, diciamo pure che si tratta di un modesto rincalzo e nulla più, ma visto che la secondaria dei Bucs - cifre alle mano - è tra le peggiori dell'intera NFL in quanto a yards concesse agli avversari nei giochi di passaggio, anche la perdita di un elemento di secondo piano è comunque da segnalare.

Anthony Gaitor è stato inserito in IR per un problema ai legamenti del ginocchio, ma la sua stagione - a differenza di quanto accade a chi finisce nella lista degli infortunati a lungo termine - non è però finita: Gaitor è stato infatti inserito nella "Injured Reserve-Designated for Return".

Da quest'anno, è previsto che ogni squadra possa mettere un giocatore (uno soltanto, nell'intero arco della stagione) in una IR per così dire temporanea, da cui cioè il giocatore possa essere ripescato e reinserito a roster, anche se non prima che siano trascorse sei settimane. Dunque, per il 2012 è Anthony Gaiotr il primo (e unico) giocatore di Tampa Bay a seguire questo inedito percorso.

Nel frattempo, il vuoto lasciato nel roster dei 53 da Gaitor è stato preso dal LB Cutrera, giocatore già visto in azione lo scorso anno e utile più che altro per lo special team.

lunedì 8 ottobre 2012

Contro KC è gia "must win game" per i Bucs

Jamaal Charles, RB dei Chiefs
Andata in archivio la settimana di "bye", da quest'oggi giocatori e coaching staff dei Bucs si ritroveranno a One Buc Place per riprendere la preparazione in vista dei prossimi impegni, a cominciare dal match di domenica prossima, quando al RJS arriveranno i Kansas City Chiefs.

E proprio quella con i Chiefs è, a mio avviso, è una partita molto importante per Tampa Bay. E' una partita da vincere, un "must win game", anche perché al RJS affronteremo un team di "pari livello", che non ha nulla di più rispetto a questi Bucs; se invece contro KC dovesse arrivare la quarta sconfitta consecutiva, temo che sarebbe un colpo molto duro da assorbire e dalle conseguenze nefaste, al di là della sconfitta in sè.

Ci sta di perdere contro Dallas e NY Giants, oggettivamente squadre più attrezzate, può essere al limite accettata (sia pure a denti stretti) la L con Washington, squadra di pari livello ma con un paio di giocatori molto interessanti (Griffin ma soprattutto il RB Morris) ma un eventuale KO anche contro i Chiefs sarebbe decisamente troppo...

Anche perché, rimanendo al breve periodo, le partite successive a quella con KC prevedono l'arrivo al RJS dei New Orleans Saints, squadra che sta entrando proprio adesso in grande forma e la vittoria in rimonta sui Chargers dimostra che Brees e compagni verranno a Tampa per non fare prigionieri, poi ci saranno due trasferte consecutive, a Minnesota contro una delle rivelazioni del campionato e a Oakland, da dove tradizionalmente è difficilissimo per i Bucs tornare a casa con una W.

E poi le vittorie danno fiducia a giocatori e serenità al coaching staff, tenendo lontane le polemiche e portando tranquillità all'ambiente, oltre a contribuire (e nel caso specifico dei Bucs non è un dettaglio) a riaccendere entusiasmo tra i tifosi e a (ri)portare gente allo stadio. Insomma, saremo anche solo alla quinta partita stagionale per Tampa, ma quella con Kansas City è una partita che sarebbe davvero molto importante vincere, per riprendere quel "contatto" con la W iniziato contro Carolina alla week #1 poi bruscamente interrottosi con le successive tre sconfitte consecutive.

Kansas City, si diceva, non è proprio una corazzata inaffondabile.... ma ha comunque giocatori pericolosi, tra tutti il RB Jamaal Charles, che domenica sarà il pericolo pubblico numero uno, da limitare ad ogni costo. A proposito di Charles, leggevo nei giorni scorsi che il ragazzo andò vicino ad essere scelto proprio dai Bucs, nel draft del 2008. Ma l'HC Gruden e il GM Allen decisero di bypassarlo e di andare, al secondo giro, su Dexter Jackson, KR/PR di Appalachian State poi rivelatosi un fiasco clamoroso. Certo che se in quel draft del 2008 fosse arrivato in Florida Jamaal Charles anzichè Dexter Jackson, la storia dei Bucs sarebbe stata inevitabilmente diversa, e forse il buon vecchio Chucky sarebbe ancora sulla nostra sideline...

venerdì 5 ottobre 2012

E' tempo di "bye", Bucs in ferie fino a lunedì

La grinta di coach Greg Schiano
Settimana corta, per così dire, in casa Tampa Bay; domenica infatti i Bucs riposeranno a causa del "bye" e dunque - da giovedì  a domenica - ci saranno quattro giorni di vacanza per la squadra, in attesa di riprendere gli allenamenti lunedì in vista delle prossime partite, a cominciare dal doppio impegno casalingo consecutivo contro Chiefs e Saints.

Dunque, tutti a ricaricare le batterie in preparazione dei prossimi dodici match. E queste, dal sito ufficiale, sono le parole di coach Greg Schiano, a proposito di questo lungo week-end di riposo:

“I don’t require them to do anything," said Schiano of his directions to the players for their Thursday-Sunday sabbatical. "I really would like them to relax and get feeling good again, get refreshed. We’ll have an extra day of preparation for Kansas City with Monday being a practice day and they’ll have the plan in their hand, at least part of it, before they normally would. A good two days before they normally would so that’s enough of an advantage for us. I think again, looking at the one game season of Kansas City then also as a head coach looking at 12 straight, we don’t want to get too far ahead of ourselves."

Quest'anno la settimana di "bye" è arrivata molto presto, dopo solo quattro partite. Ma a Coach Schiano la cosa non sembra dispiacere più di tanto:
"I’m not sorry that the bye is now," he said. "I think this group has gone incredibly hard from July 26th until now. That sounds like a long time ago, right? But they’ve busted their hump and this comes at a good time. Then we’ll have 12 straight, which will be good.”

In quanto ai giocatori, molti approfitteranno di questi giorni di "ferie" per ritornare dalle rispettive famiglie, come ad esempio Josh Freeman che per alcuni giorni tornerà nella sua hometown, quella Kansas City che sarà la prossima avversaria dei Bucs domenica 14 ottobre. 

Sempre da buccaneers.com, ecco pensieri e parole proprio del nostro QB, che saluta con piacere l'arrivo di qualche giorno di "stacco" :
“That’s why the bye week is built in," said Freeman of the welcome mental break. "For a lot of players it’s a physical break but for quarterbacks, especially in the first year in [a new] offense, that’s going to be it. You just kind of step back and reflect for a second, take a little time off and come back energized, ready to go.”

mercoledì 3 ottobre 2012

Firmato il TE Byham, tagliato il DE Charleston

Un nuovo arrivo in casa Bucs: il TE Nate Byham
Novità in casa Buccaneers: è di ieri la firma del TE Nate Byham, giunto alla terza stagione in NFL e arrivato in Florida dopo due anni di esperienza con San Francisco, che lo scelse al sesto giro nel draft del 2010.

Per fare posto a Byham, è stato tagliato un po' a sorpresa un difensore, il DE Jeff Charleston, che era stato messo sotto contratto appena sette giorni fa per rinforzare la linea difensiva, dopo il grave infortunio che aveva chiuso anzitempo la stagione di Adrian Clayborn.

Evidentemente Schiano è rimasto soddisfatto del rendimento di George Johnson e di Daniel Te'o-Nesheim, i due DE chiamati a rimpiazzare Clayborn contro i Redskins, certo è che con il taglio di Charleston la D-line è davvero ridotta al'osso, proprio da un punto di vista quantitativo.

Tornando a Byham, l'innesto di un nuovo TE nonostante a roster ce ne siano già tre (Clark, Stocker e Noble) fa ritenere che il CS non si particolarmente contento del rendimento offerto sino ad ora dal tiro sopra citato. In realtà, Dallas Clark ha quasi sempre risposto in maniera positiva le pochissime volte che è stato coinvolto; ma è probabile che le sue precarie condizioni fisiche non consentano un utilizzo massiccio e continuato del TE #44. In quanto a Stocker, il ragazzo si è visto pochissimo, solo due palloni ricevuti (uno dei quali, a Dallas, in endzone) per lui in quattro partite, mentre Noble è stato in pratica utilizzato solo in preseason.

Il ruolo dei TE nel football di oggi è molto importante, oltre a bloccare nei giochi di corsa i TE sono dei veri e propri ricevitori aggiunti, dunque bersagli in più per Freeman, che mai come adesso avrebbe bisogno di "target" affidabili su cui scaricare palloni in sicurezza nei momenti di difficoltà, quando cioè tutti i WR sono coperti o marcati stretti dai difensori avversari.

Difficile che Byham possa fornire un apporto rilevante all'attacco di Tampa Bay, speriamo piuttosto che, a proposito di TE, la salute consenta a Clark di rimanere in campo per il maggior numero di giochi possibili e che Stocker, su cui i Bucs avevano scommesso forte, salendo nello scorso draft per sceglierlo al quarto giro (104 pick overall) dimostri che il coaching staff aveva visto giusto puntando su di lui come TE del presente ma anche del futuro.  

martedì 2 ottobre 2012

Luci e ombre del primo quarto di stagione

I Tampa Bay Buccaneers edizione 2012
Una stagione di football, in un certo senso, è un po' come una partita, ossia "scomponibile" in quattro distinti quarti: della durata di quindici minuti ciascuno il singolo match, e di quattro partite la stagione...

Dunque il primo quarto di questo 2012 è ormai già in archivio, ed è quindi il momento dei primissimi bilanci; quelli veri e definitivi, ovviamente, si faranno alla fine, ma di sicuro gli spunti per alcune riflessioni non mancano nemmeno adesso, nonostante sia stato disputato solamente il primissimo scorcio di stagione.

Analizziamo rapidamente cosa è emerso da queste prime quattro partite, cosa funziona e cosa invece occorre migliorare affinché  i prossimi "tre quarti" di questo 2012 ci possano portare qualche soddisfazione in più  di quello appena concluso con un non particolarmente lusinghiero - ma tutto sommato giusto - record di 1-3...

ATTACCO
Sta facendo fatica l'attacco di Schiano, e l'offensive coordinator Sullivan non ha ancora trovato la ricetta giusta per far funzionare a pieno regime le armi che ha a disposizione, che proprio malissimo non sono. Per correre, Blount (massiccio e potente) e Martin (rapido e sgusciante) sono una coppia bene assortita, il punto è che Sullivan utilizza poco Blount (il miglior RB a roster) e male Martin, mandandolo a sbattere ripetutamente contro le linee avversarie, e chiamandogli di continuo quelle corse centrali che sembrerebbero più adatte per LeGarrette, troppo spesso invece dimenticato sulla sideline. In quanto ai WR, i due (presunti) "fuoriclasse" Mike Williams e Vincent Jackson, sono finora sembrati piuttosto discontinui, alternando qualche  entusiasmante big-play a errori banali, e soprattutto droppando un po' troppi palloni.  

JOSH FREEMAN
Discorso a parte merita il giocatore chiave di questi Bucs, Josh Freeman, giunto ormai alla quarta stagione tra i PRO. E' lui che deve far girare l'attacco, innescare i ricevitori, e sostanzialmente cercare di guidare la squadra alla vittoria. Se Josh non è in giornata è tutta la squadra a risentirne e difficilmente potrà arrivare una W... ed è emblematico, in tal senso, il match di Dallas, dove Freeman ha disputato la peggior gara della sua carriera, e dove nonostante un'eccellente prestazione della difesa i  Bucs sono usciti sconfitti.
Il primo quarto di stagione di Freeman è stato negativo, al di sotto dell aspettative che invece erano molto alte, anche perché il ragazzo si era presentato al training camp tirato a lucido, tonico e dimagrito, e questa doveva essere la stagione della sua consacrazione: nuovo coaching staff, penultimo anno di contratto in cui mostrare tutto il suo valore, per strappare il "contrattone" della vita nella prossima offseason. Se continua così, altro che contrattone... ma la stagione è ancora molto lunga, ci sono ancora 12 partite da giocare e dunque la speranza, come scritto altre volte, è che almeno a questo giro Raheem Morris ci abbia visto giusto e che Freeman si riveli davvero un "franchise QB".

DIFESA
Sebbene siano ancora molte le cose da registrare anche in difesa, è proprio in questo reparto che si sono viste le cose migliori. Soprattutto se ci fermiamo un attimo a ricordare che cos'era la difesa dei Bucccaneers lo scorso anno, in grado di battere tutti i possibili record negativi di franchigia (o quasi) ed offrendo "any given sunday" uno spettacolo indegno e inaccettabile da parte di un team professionistico. Schiano, coach con una solida reputazione "difensiva", ha mantenuto le attese allestendo in brevissimo tempo una D solida e dignitosa, grazie anche all'innesto di un paio di rookie davvero inteerssanti (David e Barron) mentre anche colui che fino a ieri era il  "desaparecido" per eccellenza, ossia Geraldone McCoy, sta dimostrando - aiutato da allenatori che sanno evidentemente fare bene il proprio mestiere - di non essere un mediocre bust ma un giocatore addirittura in grado di fare la differenza.

SPECIAL TEAMS
E' un membro dello special team l'MVP dei Bucs di queste prime quattro partite: Connor Barth sta giocando a livelli  "mostruosi", con una precisione impeccabile anche da distanze proibitive. Contro Washington, chiamato a mettere il pallone tra i pali dalle 57 yards (!), il nostro kicker non ha fatto una piega e ha infilato il difficilissimo FG; ed è grazie ai suoi calci perfetti che i Bucs sono rimasti in scia contro i Redskins, rischiando addirittura di acciuffare la W. Da migliorare invece - a livello di ST - i ritorni sia di punt che di kick-off, fino ad ora poco produttivi. Stupisce un po' la fretta con cui il rookie Micheal Smith è stato accantonato, visto che questo giocatore era ritenuto uno "specialista" proprio dei KO return...

IL "SECONDO QUARTO"
Le prossime quattro partite, ossia il secondo quarto di questo 2012, saranno in casa le prime due (contro Chiefs e Saints) ed in trasferta le due successive (Vikings e Raiders). Calendario tutto sommato abbordabile, contro avversari difficili ma alla portata di questi Bucs, anche se Minnesota sta attraversando un gran momento di forma e New Orleans è sempre un avversario temibile (ed espugnare Oakland non è mai facile)... però almeno un paio di W dobbiamo cercare di acciuffarle e al momento le due gare casalinghe paiono quelle più accessibili. Ritrovarsi a metà stagione a commentare un record di 3-5 sarebbe già un più che discreto risultato, mentre pensare di arrivare al giro di boa con un 4-4 mi pare, più che altro, un sogno (e dunque un qualcosa di non realizzabile)...

lunedì 1 ottobre 2012

Contro Washington una L amara ma giusta

Il K Connor Barth
Perdere per un FG all'ultimo secondo brucia sempre parecchio, inutile negarlo. Al tempo stesso però, bisogna riconoscere che i Bucs di ieri sera sono stati, per quasi tre quarti, assolutamente inguardabili, e se non ci fosse stato l'unico fuoriclasse di questa squadra a tenerli in vita (il kicker Connor Barth), la partita per i Redskins sarebbe stata poco più di un comodo allenamento.

Ma i centri perfetti realizzati da Barth, che ormai mette tra i pali di tutto, compresi i FG dalle 57 yards calciati con una sicurezza e una precisione incredibile, uniti agli errori del kicker dei Redskins (tre errori su tre tentativi per Cundiff, prima del FG della vittoria) hanno consentito a Tampa Bay di riportarsi sotto negli ultimi due quarti, e addirittura di iniziare in testa gli ultimi due minuti.

Cerchiamo ora di capire che cosa ieri non ha funzionato e per quale motivo i Bucs hanno meritato di perdere la loro terza partita consecutiva.

ATTACCO
Inguardabile, per quasi tre quarti addirittura peggio - se possibile - dello scempio visto a Dallas. Poi, negli ultimi venti minuti, a partita pressoché persa, finalmente Freeman ha iniziato a testare sul profondo la secondaria di Washington, che ha rivelato tutti i suoi limiti. E dunque, big plays per Jackson e Williams, con Freeman che esce finalmente dallo stato catatonico in cui ha giocato per più di metà partita e Bucs che riacciuffano la partita.

Ecco, appunto, Josh Freeman... a un certo punto, vedendolo sempre più spaesato e non in grado di combinare nulla di decente, ho pensato che non ci fosse proprio più nulla da fare, invece la rimonta finale farebbe sperare che i numeri, tutto sommato, il ragazzo ce li abbia e che sia ancora possibile recuperarlo per il football di alto livello; e viene dunque (inevitabilmente) da pensare che ci sia anche la responsabilità dell'OC nello scarso rendimento di Freeman.... perché, ad esempio, non chiamarli prima i passaggi sul profondo? Del resto si sapeva che i DB di Washington non erano certo il punto di forza dei nostri avversari di ieri; premesso che, anche nel finale, Josh stava combinando il disastro, e solo grazie a un intervento di Mike Williams è stato evitato l'intercetto che avrebbe chiuso la partita prima del calcio di Cundiff.

Ad ogni modo, se magari gli venissero chiamati giochi più vari e adatti a lui, qualcosa di discreto forse il nostro QB potrebbe ancora combinarlo... complessivamente, comunque, nonostante il finale in rimonta ancora più ombre che luci per Freeman, che pure ha mostrato alcuni confortanti segni di vita; aggrappiamoci a quelli e speriamo che siano di buon auspicio per il futuro... malissimo, invece il gioco su corsa: anche perché tenendo sulla sideline il miglior RB, è difficile combinare qualcosa di buono. E' inutile: Blount corre bene, segna anche un TD, ma Schiano proprio non lo vede e dunque andiamo avanti con Martin; questo, a mio avviso, è un errore del nostro head coach, che tra l'altro così facendo rischia di bruciare un rookie di belle speranze come Martin, al quale però non si può chiedere di caricarsi sulle spalle l'80% delle portate.

DIFESA 
Ieri, male anche la difesa: incapace di limitare le corse di Morris e Griffin, in difficoltà sui passaggi, e non in grado di tenere nemmeno nell'ultimo drive degli 'Skins, quando ha consentito a Washington di arrivare in raggio da FG senza opporre la dovuta resistenza. Nel secondo tempo la D, soprattutto sulle corse, ha fatto vedere anche alcune giocate interessanti, peccato che ormai i Redskins avessero già preso il volo nella prima parte del match, correndo a proprio piacimento nelle praterie lasciate libere dai nostri difensori.

PENALITA'
Troppe, alcune davvero sanguinose, e senza disciplina e applicazione alla fine si perdono le partite, c'è poco da fare. Quel placcaggio ritardato di Mason in endzone ai danni di Griffin, che ha trasformato un punt per gli 'Skins dalla 1 yard-line in un primo down per violenza non necessaria, grida ancora vendetta.... per non parlare della penalità che di fatto ci è costata la conversione da due punti, ossia la differenza tra giocarsela all’overtime e averla persa all’ultimo secondo per il FG di Cundiff.


Dunque, il primo quarto di stagione termina con un record di 1-3, che mi sembra onesto rispetto a quanto mostrato dai Bucs sul campo di gioco, sebbene in tutte e tre le sconfitte Tampa Bay se la sia giocata in pratica fino all'ultimo secondo. Ciò non toglie che di lavoro per Schiano e i suoi assistenti ce ne sia tanto, tantissimo: già le armi a disposizione dei Buccaneers non sono micidiali, ma se anche quelle poche che abbiamo le utilizziamo male (incredibile che Freeman abbia lanciato sul profondo solo a partita ormai quasi persa o che Blount reciti il ruolo di spettatore non pagante) allora prepariamoci a una stagione in cui magari non perderemo più la faccia come accadeva ai tempi di Raheem Morris, ma in cui di soddisfazioni ce ne toglieremo assai poche....sveglia ragazzi... e soprattutto, sveglia coaching staff!