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giovedì 7 gennaio 2016

L'esonero di Smith, mossa a sorpresa ma fino a un certo punto...

Sono rimasto abbastanza sorpreso – come gran parte dei tifosi Bucs, credo - dalla inattesa decisione dei Glazer di esonerare Smith, ma tutto sommato non mi strappo le vesti né credo si debba ritenerla una decisione poi così clamorosa. 

Anche perché, al loro posto, io avrei sollevato Lovie dall'incarico al termine dello scorso – ignobile – campionato in cui non solo i Bucs avevano ottenuto il peggior record degli ultimi trent'anni, ma erano state compiute dall’HC decisioni scellerate sia in offseason (la tragica free agency 2014) che nel corso del campionato (un solo esempio: l'incomprensibile gestione del QB con Josh McCown, il veterano scarso, preferito sempre e comunque a Mike Glennon, il giovane dal potenziale tutt'ora sconosciuto).

Per carità, massimo rispetto per Lovie Smith come allenatore ma per quanto fatto vedere a Chicago, non certo a Tampa. Vero che quest’anno si sono registrati miglioramenti in attacco, ma tutto ciò grazie a Winston e Koetter, che come sottolineato da altri sarà a mio avviso l’inevitabile prossimo HC ei Bucs e ad un rinato Martin (portato a Tampa da Schiano/Dominik e più volte ad un passo dalla trade sotto la gestione Smith/Licht).

Probabile che la decisione dei Glazer sia stata presa proprio per evitare che qualche altro team a caccia di un HC ci soffiasse Koetter, e sarebbe stato davvero negativo se Winston avesse dovuto ricominciare da capo con un nuovo OC. Per cui, chiamati in un certo senso a scegliere chi trattenere tra Lovie e Dirk penso che la Famiglia abbia optato per quest’ultimo, pur rimettendoci un bel po’ di dollari, dato che Smith è sotto contratto per altre due stagioni.

Poi è anche probabile che nella decisione dell’esonero abbia influito il tracollo di dicembre, a cui i Bucs si erano affacciati con un record di 6-6 e con un calendario favorevole. Le debacle casalinghe con New Orleans e Chicago, squadre senza più obiettivi, sommati a quelli esterni di St. Louis e Charlotte possono avere avuto il loro peso nella decisione finale, sommate – come si diceva – al tangibile pericolo di perdere Koetter.

In tutta onestà, in questo biennio Lovie ha portato sino in fondo solo un obiettivo: smantellare quel poco di buono che avevano lasciato Dominik-Schiano, liberandosi di fatto di tutti i giocatori portati a Tampa dal precedente duo HC-GM (e se Martin fosse stato “sano” e “tradabile”, probabilmente si sarebbe liberato anche del #22). Per il resto, ha gestito male due free agency, portando a Tampa o giocatori iperpagati e rivelatisi clamorosi flop (uno per tutti: Anthony Collins) o gli “scarti” di Chicago (da Conte – peraltro uno dei meno peggio – in giù).

In quanto alla decisione azzeccata di draftare Winston, beh, la decisione di portare Jameis a Tampa l’avrebbe indovinata anche chiunque di noi, dato che era pressoché unanime l’opinione che il ragazzo di FSU fosse il prospetto migliore in uscita dal college; semmai a Lovie (e a Licht) va riconosciuto – quello sì - il bel colpo di aver pescato Kwon Alexander al quarto giro, forse la cosa migliore che coach Smith ci ha lasciato in eredità.

Due parole, infine, per i commenti con cui – via twitter – vari giocatori hanno esternato il loro disappunto per il licenziamento di Smith e che per certi versi mi hanno ricordato quelli – pressoché identici – dei loro colleghi quando venne esonerato Raheem Morris. Ora, come ebbi modo di dire già all'epoca, se i giocatori ci tenevano tanto alla permanenza loro HC avrebbero potuto fornire sul campo un rendimento ben diverso da quello, quasi sempre insufficiente, esibito in questi due anni, e magari nell’ultimo mese anziché farsi prendere a calci nientemeno che da “squadroni” del calibro di NO, CHI, e STL, disputare l'ultimo scorcio di regular season con ben altro spirito, grinta e voglia di spaccare il mondo.

Credo che Lovie paghi anche il fatto di non essere riuscito a trasmettere alla squadra quel “fuoco sacro” che dovrebbe spingere i giocatori a scendere in campo con “il coltello tra i denti” sempre e comunque, dal primo snap di settembre all'ultimo di dicembre.

Se dopo due anni era stato esonerato Schiano con un record di 11-21 e con giocatori di livello inferiore (per non parlare delle 1000 avversità – non tutte a lui imputabili – verificatesi nel suo secondo anno di gestione), non credo ci sia poi da stupirsi così tanto se Lovie sia stato esonerato per avere vinto solo 8 partite perdendone 24 nel medesimo arco di tempo, mostrando un football mediocre soprattutto in difesa, settore in cui l’ex HC dei Bucs era ritenuto un vero Maestro.

Attendiamo, a  breve, la nomina del nuovo Head Coach, e se non dovesse essere Dirk Koetter, rimarrei davvero molto stupito. Ad ogni modo, e chiunque sarà, un grosso in bocca al lupo e comunque sarà difficile fare peggio di quanto combinato dai suoi fallimentari predecessori, da Morris a Schiano per finire a Lovie Smith...

Esonerato Lovie Smith!

La notizia dell'esonero di Lovie Smith, resa ufficiale sul sito dei Bucs poche ore fa, giunge abbastanza inaspettata; è vero che la squadra ha concluso l'ennesimo campionato con un record perdente, ma considerato che erano arrivate 6 vittorie (rispetto alle 2 del 2014) e che - soprattutto in attacco - si erano visti alcuni confortanti progressi, grazie anche all'arrivo del rookie Winston e del nuovo OC Koetter, si pensava che i Glazer avrebbero dato a Lovie un terzo anno di tempo e invece... e invece nulla di tutto ciò.

Smith è stato dunque sollevato dal suo incarico dopo solo due stagioni e con ancora due anni di contratto rimanenti; vedremo ora chi sarà il nuovo HC dei Bucs e quale la composizione del nuovo coaching staff. Confermato invece il GM Jason Licht. Ecco intanto, dal sito ufficiale, la dichiarazione del co-chairman Joel Glazer:

“After careful consideration, we informed Lovie that we have decided to make a change. I want to thank Lovie for his hard work and dedication to the Buccaneers during his time here. This decision was difficult on a variety of levels. I am disappointed that we were not more successful these past few seasons, but we are committed to doing what is necessary to give our fans the winning team they deserve.   As we move forward, General Manager Jason Licht will oversee the process for finding our next head coach.”

lunedì 2 novembre 2015

Kwon e Jameis, se il buongiorno si vede dal mattino...


Il match del Georgia Dome che pure ci ha regalato una gran bella soddisfazione (espugnare Atlanta dopo il 14-56 dell'anno scorso.... e chi se l'aspettava!) ha però lasciato anche un sapore un po' amaro in bocca, dato che solo in overtime siamo riusciti ad ottenere una vittoria che sembrava già ampiamente in tasca, una volta raggiunti i 17 punti di vantaggio; insomma, ieri sera abbiamo rivisto gli spettri di Washington ed il pericolo di regalare letteralmente agli avversari la W, proprio come era accaduto sette giorni prima con i Redskins, è stato davvero concreto.

Detto questo, va anche però sottolineato come una squadra con tantissime assenze (ieri il reparto dei ricevitori era praticamente azzerato) sia riuscita a portare a termine una piccola "impresa", e cioè andare a vincere contro ogni pronostico in un campo difficile come quello dei lanciatissimi Falcons.

E se alla fine i Bucs sono tornati in Florida con la W, grande, grandissima parte del merito va riconosciuta a due "matricole", due rookie che al loro primo anno da professionisti stanno tenendo in piedi la squadra, crescendo di rendimento partita dopo partita, e segno che forse qualche decisione azzeccata alla fine Lovie & Licht l'hanno fatta...

Kwon Alexander è il miglior difensore (veterani compresi) di Tampa Bay, dotato di una velocità notevolissima che gli permette di essere sempre il più rapido a placcare gli avversari, a maggior ragione in questo periodo in cui Lavonte David sembra invece avere perso un passo. E poi, a proposito del giocatore da LSU, occorre sottolineare il carattere che ha dimostrato di possedere questo ragazzo, che ha disputato una partita di tale eccellenza nonostante nella giornata di sabato Kwon abbia perso il fratello minore, tragicamente scomparso a soli 17 anni.

E se parliamo di carattere, che dire di Jameis Winston? Bello vedere questo rookie "arringare" e "caricare" i compagni sulla sideline (non solo i suoi coetanei ma anche veterani del calibro di Logan Mankins), e ancora più bello vederlo chiudere terzi down determinanti andando a pescare anche non proprio dei campionissimi quali il WR "tascabile" Humpries o il TE Cameron Brate per non parlare del TD che lo stesso Jameis è andato a segnare con una bella corsa.

Sta crescendo bene Jameis, e se è vero che dopo sole sette partite tra i PRO non dobbiamo farci prendere dall'entusiasmo e che questo ragazzo di errori classici "da rookie" ne commetterà ancora parecchi, l'impressione è che Winston ad un buon fisico e ad un ottimo braccio abbini anche quelle doti caratteriali (grinta, faccia tosta, sana cattiveria) essenziali per sfondare in NFL.

Kwon e Jameis, si diceva, a Tampa li ha portati Lovie Smith. E proprio a proposito del nostro HC non mancano le discussioni tra i tifosi, tra chi lo ritiene "bollito" e pronto per appendere le cuffie al chiodo e chi invece confida nel fatto che questo coach di lungo corso e dall'ottimo curriculum abbia ancora le capacità per risollevare le sorti della squadra.

Mi sembra opportuno, a questo proposito, dare risalto ai commenti molto articolati ed interessanti - che due tifosi dei Bucs nonché abituali frequentatori del blog "Freeman 80"  e "Buccaneer" - hanno lasciato nel post dedicato alla vittoriosa partita di ieri contro i Falcons.

Lascio dunque la parola ai due "colleghi di tifo" ed alle loro interessanti considerazioni a proposito dell'operato del nostro Head Coach. Buona lettura!

["Freeman 80"]
Dopo settimana scorsa ho cominciato a nutrire sentimenti piuttosto contrastanti per Lovie Smith. E da qui la mia disamina (tra l'altro confermata ieri).

Come è possibile avere una squadra incapace di chiudere partite già vinte e non fare nulla per cambiare la situazione? Come è possibile accettare la cosa con la "serenità" con cui la ha accettata Lovie?
A questo punto la mia sensazione è che Smith sappia di avere una squadra incompleta e abbia messo le mani avanti con la proprietà. Mi spiego meglio.

Quando è arrivato a Tampa la situazione era la seguente:
- Spogliatoio colmo di malcontento
- OL scarsa per rendimento, avanti con l'età, strapagata e con l'enorme incognita Carl Nicks.
- Parco Wr con VJ, Williams e il nulla.
- TE nulla cosmico
- RB con Martin costretto a fare mille portate
- Nessun vero QB
- Difesa incapace di mettere pressione e di coprire sui passaggi.
Con 2 offseason alle spalle, Lovie è riuscito a ricreare uno dei 2 lati del campo. Oggi abbiamo un attacco che è piu che decente ma soprattutto giovane e con grandi potenzialità. Per ottenere questo risultato Lovie ha investito 2 interi draft sull'attacco. Certo, ha cannato delle scelte (Zuttah, Collins, McCown tanto per fare dei nomi) e ha sciacquonato delle picks (Herron, Clay, Edwards).

Però è riuscito a fare alcune cose importanti:
- ha rifondato la OL costruendo una base solida
- ha trovato quello che potrebbe essere davvero il nostro franchise QB
- ha allestito un buon parco ricevitori con (oltre a VJ) Evans, ASJ, Murphy e sono pronto a scommettere su Bell per la prossima stagione.
- ha creato un solido duo di RB che unisce forza, velocità, agilità e capacità di ricevere fuori dal backfield.

Credo che Smith, non avendo abbastanza materiale, per rifondare contemporaneamente i 2 reparti, abbia pensato prima a rifare l'attacco che poteva essere molto piu in alto mare.
E credo che abbia intenzione di sistemare la difesa (soprattutto la secondaria) nella prossima offseason che potrà dedicare quasi interamente a quel reparto.

So che questi pensieri si potevano fare anche prima della stagione (bastava guardare chi si era preso e su cosa si era lavorato), ma quel che voglio dire è che credo che Lovie avesse un progetto a lungo termine avallato dalla proprietà. Che insomma fosse consapevole PRIMA di come sarebbe stata questa stagione. Cosa mi fa dire questo? Una serie di elementi.
1) Mentre rinnovava l'attacco, Lovie ha voluto in difesa giocatori che avessero gia giocato con lui. Pur sapendo che non sarebbero state risposte nel lungo periodo. Come quasi a voler tamponare alla meno peggio.
2) Lovie non sembra mai preoccuparsi di una difesa che PALESEMENTE si dimostra incapace di eseguire gli schemi. Come se lo sapesse. E sapesse che non è una situazione sanabile con questi giocatori.
3) Ieri sul quel 4&1, dove puoi scegliere se prenderti un rischio enorme o provare prudentemente a difendere un drive da come minimo 80 yds, sceglie di giocarsela con l'attacco dimostrando di aver piu fiducia li che nella difesa.
4) Lovie non mostra quella cattiveria e quella grinta di chi si sta giocando il tutto per tutto.
5) Lo spogliatoio pare essere completamente dalla parte del coach.

Se le cose stanno come penso, dopo 1 season e mezza, se doveste esprimere un giudizio sulla ricostruzione fatta da Smith, tenendo in considerazione le condizioni di partenza, che giudizio dareste?

Personalmente mi sentirei di dare un giudizio positivo ma non troppo.
Non boccerei senza appello perche appare evidente che l'attacco sia il migliore dal 2010. E con ancora grandi prospettive. Aver blindato McCoy e David, aver trovato dal nulla Kwon e Jacquies sono enormi meriti di Lovie. Ma...non sono mancate alcune scelte scellerate.

Scusate se sono stato magari confusionario. Se riuscite ad "interpretare" i miei pensieri, mi piacerebbe sapere la vostra opinione

["Buccaneer"]
Ti rispondo più che volentieri.

Con due offseason e due draft a prime scelte credo che molti HC sarebbero riusciti a tamponare ben più dell'attacco. Chiariamo, due draft tutto sommato ben fatti, ma scontati. Che Winston finisse a Tampa così come Evans l'anno scorso lo sapevamo mesi prima. La OL è andata avanti a esperimenti, hai citato non a caso Collins che ha fatto "il giro del tavolo" così come altri, altri nomi erano buoni giocatori e invece andavano tenuti.

Non credo che si possa sistemare un reparto abbandonando l'altro, tanto più che oggi ci vorrebbero due anni per sistemare la difesa ma sarebbero comunque due anni in cui le vecchie G andrebbero rimpiazzate e anche VJ è un'incognita data l'età.

La difesa: se è come dici tu allora ha sbagliato. Perchè tutto sommato la squadra di Schiano aveva un attacco osceno, ma la difesa faceva un'onesto giocare da metà classifica. Perchè smantellare tutto per portarsi i prepensionati da Chicago? Se sai già che non la sistemi per i prossimi due draft e non ci fai investimenti, allora non toccarla proprio, ed evita esperimenti rischiosi, vai avanti con quel che hai.

E aggiungo che si è tirato la zappa sui piedi, perchè se arrivi e parli di "squadra subito competitiva" il primo anno i tifosi te lo passano, il secondo no. Allora potrebbe anche essere un accordo a lungo termine con la proprietà, ma si doveva fare un altro parlare, perchè il RJS si sta svutando.

Alla luce di ciò non posso dare un voto positivo.

lunedì 26 ottobre 2015

Contro Washington un crollo grave e ingiustificabile

Lovie Smith ha sin qui allenato 22 partite dei Bucs, perdendone 18. Ora, al di là di queste cifre (impressionanti...), credo che il KO rimediato ieri a Washington meriti qualche riflessione e considerazione, perché un partita come quella di ieri, contro un avversario del genere, era veramente impossibile perderla.

Eppure Tampa Bay è riuscita anche in questa impresa: regalare la W a un team allo sbando come gli attuali 'Skins, peraltro decimati dagli infortuni e costretti - ben più dei Buccaneers - a fare ricorso a molte seconde linee.

I 24 punti di vantaggio sprecati ieri hanno fatto sfiorare ai Bucs un record negativo di franchigia (nel 1987 i Cardinals vinsero dopo che i Bucs erano stati avanti di 25 punti), ma al di là del dato statistico, occorre chiedersi come sia stato possibile perdere un partita praticamente già in archivio a favore dei nostri colori a metà del secondo quarto.

Il primo elemento che è possibile notare è che contro Tampa Bay qualsiasi avversario, in particolare i QB, diventano tutti dei fenomeni che non è possibile nè limitare nè contenere.

Cousins e Mallett, per citare due QB scarsi che abbiamo fatto sembrare fuoriclasse, o lo stesso Mariota dell'opener (che contro di noi sembrava un "marziano", e che poi è tornato ad essere molto più "umano"...), sono esempi lampanti di come soprattutto a livello difensivo ci siano tantissime cose che non funzionano; e dato che è lo stesso Lovie Smith da quest'anno a chiamare giochi e assegnamenti in difesa, oltre a svolgere le mansioni di Head Coach, mi pare che il responsabile principale dei tanti tracolli abbia un nome e cognome ben evidenti.

Anche perché un po' tutti - dal primo degli analisti all'ultimo dei tifosi - avevano evidenziato in offseason come non fosse stato adeguato il rafforzamento dei Bucs contro il gioco aereo avversario; l'unico a non accorgersene pare sia stato proprio Lovie, evidentemente sin  troppo convinto delle capacità dei troppi giocatori ex Chicago Bears che ha rivoluto con sè a Tampa.

Poi, ci sarebbe anche parecchio da dire sull'attacco (quel terzo e goal giocato in maniera assurda) e sullo special team (l'onside kick ricoperto da Washington, quando era abbastanza prevedibile che in  una situazione simile i Redskins avrebbero giocato il tutto per tutto), ma rimane la gestione della difesa il nodo cruciale su cui occorrerà intervenire in maniera pesante nel corso della prossima offseason.

Ormai (anche) questa stagione sembra compromessa in maniera irrimediabile, considerato anche il ruolino di marcia di Atlanta e Carolina, che viaggiano macinando una W dopo l'altra. Certo, non che ci si aspettasse che quest'anno i Bucs potessero lottare per una wild card, però rivedere "any given sunday" (o quasi) simili sconcertanti blackout è un segnale evidente che si sta lavorando male e che non ci sono segnali incoraggianti nè prospettive di crescita per il futuro.

Con tutto il rispetto per Lovie Smith, quella che vediamo in campo ogni domenica è una squadra allo sbando, senza la minima disciplina, bravissima solo a commettere penalità stupide e dannose e a rimettere sempre e comunque in partita gli avversari.

E poi questo football così "conservativo" è inutile giocarlo se non si ha una difesa all'altezza. Lampante il caso di ieri: quando Barth ha messo il FG del +6 lasciando all'attacco degli 'Skins due minuti per segnare il TD della vittoria, sapevamo tutti come sarebbe andata a finire. Perché se aspettiamo che sia questa difesa, e in particolare questa secondaria, a farci vincere le partite, beh, tanti auguri!

Dopo Morris (un giovane all'esordio) e Schiano (un veterano del college football), sta fallendo dunque anche l'esperimento Lovie Smith (un veterano NFL), e davvero a questo punto non ho la minima idea su chi sarebbe opportuno orientarsi per la scelta del prossimo head coach. Un po' tutti credo, eravamo contenti dell'arrivo di un coach navigato come Lovie, che a Chicago aveva fatto vedere un football non spettacolare ma redditizio e discretamente vincente. E invece, a Tampa il fallimento è stato totale, tanto che i Bucs attuali ricordano quelli di Raheem Morris, forse il peggior HC nella storia dei Bucs.

Speriamo, a partire dalla prossima partita di Atlanta, di perdere in maniera meno "ridicola" di come è accaduto ieri. Perché ormai, a parte qualche congiunzione astrale favorevole (la vittoria di New Orleans quest'anno o quella di Pittsburgh nel 2014), da questa squadra possiamo aspettarci solo delusioni cocenti e sconfitte più o meno assurde. Sembra davvero che nessun obiettivo sia precluso - negativamente parlando - ai Tampa Bay Buccaneers targati Lovie Smith...

sabato 1 agosto 2015

Inizia il TC e Lovie Smith nomina Winston QB starter

E' tempo di Training Camp, finalmente!

Nella giornata di ieri giocatori e coaching staff si sono ritrovati a One Buc Place, pronti ad iniziare gli allenamenti in vista dell'ormai imminente avvio della stagione 2015.

Iniziamo con alcune notizie direttamente dall'infermeria: due elementi di una certa importanza, sebbene riserve, e cioè il DT Akeem Spence (schiena) e il WR Louis Murphy (caviglia) risultano tra gli elementi alle prese con problemi fisici e dunque non in grado di allenarsi con i compagni.

Akeem Spence è stato inserito nella "physically unable to perform list", mentre Murphy si trova nella "non-football injury list" e potranno essere spostati nel roster dei giocatori attivi non appena recupereranno dai rispettivi infortuni.

Il primo giorno di Training Camp è stata anche l'occasione, da parte dell'HC Lovie Smith, di fare chiarezza su un punto relativamente al quale - chi sarà il QB starter dei Bucs nel 2015 - non è che ci fossero in realtà molti dubbi...

La prima scelta assoluta dell'ultimo draft - Jameis Winston - è stato ufficialmente nominato QB titolare per Tampa Bay, decisione inevitabile anche conoscendo la stima (modesta) che Smith nutre nei confronti di Mike Glennon.

Tratte dal Tampa Tribune, ecco le parole di coach Smith relative all'investitura di Jameis Winston:
"Winston will take the first reps (today), and we’re excited about that,” Smith said shortly after players reported to One Buc Place for the team’s 40th training camp. “We brought him here to be our quarterback and we feel like he’s ready to take this next step. He needs to move into that role right now, and we all feel good about him going there."

Lovie non sembra avere molti dubbi sul fatto che il prodotto di FSU sia pronto a scendere in campo da titolare sin dall'esordio in NFL:
"The mental part, the physical part and just being a quarterback in the NFL and taking all the criticism that goes with it — he’s ready for that," Smith said. "So, I feel good about this. We put Jamies through a process in the offseason, getting him limited reps and working him with both (the first and second teams). But eventually you have to put him in that (lead) position and just let him go."

Ovviamente contento il giocatore, che commenta così la "promozione" a QB starter:
"I’m so anxious to get started,” Winston said. “I’m not thinking about speed of the game or the intensity or anything like that, I’m just ready to play football."

Ma è chiaro che non sarà sufficiente il solo Jameis per cambiare volto ai Bucs; sarà necessario che anche tutti gli altri giocatori forniscano un contributo di gran lunga maggiore rispetto a quanto accaduto nello scorso campionato. Ancora Lovie Smith:
"Offensively, we have to do some things better, mainly running the football,” Smith said. “And defensively, we have to start the season the way we finished up (last year), and that’s playing a lot better defense than we did early on."

venerdì 29 maggio 2015

Lovie Smith, le prime impressioni su Jameis Winston

I primi allenamenti dei nuovi Bucs edizione 2015 si sono conclusi ieri a One Buc Place e sono stati l'occasione per l'HC Lovie Smith di vedere all'opera il giocatore-chiave scelto da Tampa Bay all'ultimo draft: il QB Jameis Winston.

Il rookie da Florida State University ha preso parte solamente a due dei tre giorni in cui si sono articolati questi primi allenamenti stagionali, dato che nella giornata di giovedì, insieme ad altri rookie, Jameis era in California per l'NFLPA’s Rookie Premiere, un evento riservato alle matricole appena entrate in NFL.

Ad ogni modo, i due giorni in cui Winston si è allenato con i compagni hanno permesso a Lovie Smith di valutare il processo di integrazione del giocatore con il mondo dei PRO, e le parole dell'HC dei Bucs lasciano ben sperare.

Ecco, tratti dal sito ufficiale, alcuni commenti di Lovie, partendo proprio da quanto di positivo mostrato da Winston nel corso degli OTA.
"We are seeing marked improvement, like it should be," Smith told the media on Thursday following the Bucs' OTA practice. "Going from the minicamp to now, he is feeling more and more comfort in the pocket. There is a lot you ask a rookie to do, but Jameis is picking it all up just like we thought he would right on schedule."

Come detto, giovedì Jameis non era presente all'ultimo giorno di questo primo appuntamento con gli OTA, e per questo motivo nella giornata di mercoledì ha lavorato con particolare intensità, e con risultati più che positivi; ancora Smith:
"Yesterday (Wednesday) was his best day," Smith said. "For him, it has been a lot of individual work, but having a chance this week for the first time to go against our best defense and things like that. Again, we have a long ways to go, but we like where he is right now."

Ma in particolare che cosa ha apprezzato l'HC dei Bucs di quanto mostrato da Jameis nella giornata di mercoledì? Ecco la risposta del coach:
"For a quarterback, (it’s) completing passes and knowing what to do," Smith continued. "We ask the guys to do a lot, some things on the line of scrimmage. He didn’t have his training wheels on or anything like that. We kind of threw him out there and he’s handled just about everything we have asked him to."

La prima settimana è dunque andata in archivio con risultati positivi, e con l'unica nota leggermente stonata relativa ad un lieve infortunio - nulla di preoccupante, per fortuna - al WR Mike Evans (hamstirng).

L'appuntamento con gli OTA è fissato per la prossima settimana: a partire dalla giornata di lunedì tutti di nuovo ad allenarsi a One Buc Place, per mettere le fondamenta di quella che speriamo possa essere una stagione in grado di regalarci qualche soddisfazione (e soprattutto qualche vittoria) in più rispetto alle ultime, deludentissime, annate...

mercoledì 25 marzo 2015

Lovie Smith "apre" a Jameis Winston

Se ieri era stato il co-chairman Joel Glazer a parlare con i media, oggi - sempre nel contesto del meeting dei proprietari dei vari team NFL - è stato il turno dell'HC Lovie Smith a rilasciare dichiarazioni ai giornalisti, soffermandosi in particolare sull'imminente draft.

Lovie, naturalmente, non si è sbilanciato più di tanto nemmeno oggi e del resto abbiamo imparato a conoscere bene il suo stile sempre molto "cauto" quando si tratta di rilasciare dichiarazioni; ad ogni modo, qualche cosa di interessante è comunque emersa, vediamo ora nel dettaglio quali sono stati gli argomenti affrontati dall'HC dei Bucs (dal Tampa Bay Times).

Come detto, la maggior parte delle domande è stata relativa al draft del prossimo 30 aprile, e quando è stato chiesto a Lovie se sarebbe sbagliato associare il nome di Jameis Winston ai Bucs, anziché quello di Marcus Mariota, il coach ha risposto così:
"No, I wouldn't say it's an erroneous assumption,'' Smith said. "I would say when people make that assumption, we haven't had the pro workout (for Winston) yet. But we've done a lot of research, have watched a lot of video and had both of them in and talked with them individually and had them on the board. But the process, the game isn't over yet. I think you can have a leader, but you have to let the game play out and we're doing that. We're excited about this final stage almost to decide exactly which direction to go.''

Smith ha fatto capire che sarà comunque un QB la scelta dei Bucs, e che è stato molto il tempo passato a "studiare" Marcus e Jameis ma anche quello trascorso insieme ai due giocatori, proprio per cercare di capire meglio doti e difetti di entrambi. Parola a Lovie:
"Odds are, we’re going to go a certain direction. But we don’t have to make this decision and you wait until you have to," Smith said. "We would feel very comfortable, though, picking one of the (quarterbacks)."

Loive si è poi soffermato in maniera specifica su Winston, sottolineandone doti tecniche e carattere da leader:
"Everything checks out on him, too ... the guy can complete every throw," Smith said. "A lot has been said about his football intelligence. He's just a leader.''

Ma il coach dei Bucs ha speso parole di elogio anche per Mariota, da alcuni criticato per un carattere all'apparenza meno combattivo e che ha invece fatto una buona impressione anche da questo punto di vista nella sua visita a One Buc Place:
"People say he's quiet. He hasn't been quiet around us. Bright, confident," Smith said. "Of course we know about his athletic ability. We've done a lot of research on him and he's going to be a good player in the league."

Tornando a Jameis Winston. Smith ha detto che le uniche critiche che può muovere al QB di Florida State riguardano l'aspetto fisico, o per meglio dire quello che potremmo definire il suo "stato di forma", tutti aspetti ampiamente migliorabili con la supervisione di un "training staff" come quello che i Bucs metterebbero a disposizione del giocatore.
"That's one part, you say 'What can improve?' Us getting him on proper nutrition. Lifting. Getting him in the weight room," Smith said. "When I say he's an immature athlete, he hasn't a chance to really develop his body. You say, 'Jameis, what are you least proud of?' He'll say, 'The 40-yard dash. I was embarrassed.'"

In conclusione, si può dire che il buon Lovie - come da suo carattere - non si è sbilanciato più di tanto, riservando elogi e parole di apprezzamento sia a favore di Marcus che di Jameis, ma certe sue affermazioni a proposito di Winston, ad esempio circa il suo presunto carattere problematico ("We feel comfortable who Jameis Winston is and what he will do in the future.") oppure sugli errori commessi dal ragazzo nel recente passato ("I believe in second chances.") fanno ritenere che possa essere proprio il QB da Florida State University la first pick overall dell'NFL draft 2015...

giovedì 19 febbraio 2015

La "testa calda" di Winston non spaventa Lovie Smith

E' iniziata la "NFL scouting combine" e nella giornata di ieri, ad Indianapolis, HC e GM delle varie squadre hanno rilasciato dichiarazioni e interviste ai numerosi giornalisti presenti.

Ed anche i "nostri" Lovie Smith e Jason Licht sono finiti sotto le luci dei riflettori, soprattutto in considerazione del fatto che saranno proprio i Bucs (a meno di trade down) ad aprire il draft di Chicago il prossimo 30 aprile, con la prima chiamata assoluta.

Come è noto, uno dei principali candidati per essere scelto con la first pick overall, il QB di FSU Jameis Winston, vanta nonostante la giovane età già numerosi problemi "off field", oltre ad una non indifferente "testa calda", tutte situazioni che fanno di questo giocatore un candidato per così dire "a rischio".

A precisa domanda, Lovie Smith ha però affermato che da parte sua non ci sono problemi a draftare Jameis con la pick n.1 e ad assegnargli di conseguenza il ruolo di "face of the franchise"; l'HC dei Bucs ha infatti rimarcato come Winston sia stato prosciolto dalle accuse di violenza sessuale risalenti al 2012, e ha detto che non c'è nulla che impedirebbe a Tampa Bay di draftare questo giocatore con la first pick overall, o quantomeno nulla collegato ai suoi problemi "off field".

Tratte dal Tampa Bay Times, ecco le parole di Lovie Smith:
“He’s been accused. Let’s talk about the elephant in the room,'' Smith said during a meeting with beat writers at the NFL scouting combine. "He’s been accused of a crime. There’s an allegation. He went through our court system. I have faith in our court system. He went through it. He went through the school justice system. He was cleared. He went through our court system and he was cleared. Exonerated. So what else can you do? I  would like to think that when people go through that, you wouldn’t bring that up the rest of your life on a young teenager, 20, 21-year-old, whatever ... you wouldn’t bring that up. That’s what we have to go on. We’ve done a lot of research. We’re going to do a lot more research on both guys. But from what I know right now, yeah, we’re okay with where he is.''

Nessun problema, dunque, per coach Smith circa la "testa calda" di Winston, probabilmente il tallone d'Achille del prodotto da Florida State University. In quanto a Mariota, sempre Smith ha sottolineato come anche il QB originario delle Hawaii sia sotto attenta osservazione, nonostante il tipo di attacco attuato da Oregon, così lontano da quello "classico" di un team NFL.

Circa poi i reati minori, chiamiamoli così, commessi da Winston (dal furto delle chele di crostaceo in un supermarket alle frasi offensive sempre a sfondo sessuale urlate al campus universitario), Smith non ha "perdonato" questa cattiva condotta ma ha detto che simili precedenti non costituiscono comunque una sorta di "death sentence". Eccole parole del coach:
“They’re bad decisions and, believe me, he’s been drug across the mud for them,'' Smith said. "They’re following him and that’s what should happen. The bad decisions I’ve made, they’re going to stay with you the rest of your life and yeah, he needs to stand up and no, we can’t have our guys doing that right there. I’d be disappointed in my sons or anybody else, like everyone is disappointed in him. I assume he’s going to say, “Hey, that was dumb and stupid of me to do that.’ Florida State reacted to that also. Those are bad. But to take somebody off, to say you’re not going to let them earn a living based on that, there’s got to be something a little bit more than that to do that.''

Smith ha inoltre sottolineato che non ci sarà nessun membro del CS diTampa Bay che sarà chiamato a svolgere il ruolo di "baby-sitter", nel caso in cui alla fine i Bucs dovessero draftare proprio Winston:
“No, we don’t want to be babysitters. I have kids myself,'' Smith said. "We’re going to give direction but we want to bring in men that are going to make good decisions. You have to have a commitment to the team and part of that is showing up and doing what you need to do. Especially the quarterback position. But at the same time, there’s a reason we have people in place in a lot of different reasons. We have a player development director and a part of my role is to be in that role a little bit, whether it’s father figure, head whatever, to set the pace on how you’re supposed to act and to  teach young men. I look at the head coaching position a little differently. I am involved and I do give advice and a lot of times it steps from coach to father figure.''

Infine, l'allenatore dei Bucs ha espresso la propria soddisfazione per poter assistere, nella giornata di sabato, alla sfida Mariota vs Winston, direttamente alla "combine" di Indianapolis, e a proposito dell'ex QB di Oregon, questo è il parere di Lovie:
"He’s big, he’s strong, he’s got a strong arm, he can make all of the throws that a quarterback is to make. We’ve seen him make those throws,'' Smith said. "He's athletic, he can buy time with his feet. The amount of interceptions he’s thrown, I know a lot of the passes he’s thrown are screens. But you can’t blame him for the system. That’s where he is, and they won a lot of games with that system. But a part of that system is throwing the ball also.''

lunedì 29 dicembre 2014

Lovie Smith, da ora in avanti vietato sbagliare

Con la sconfitta n. 14 su 16 partite (l'ultimo 2-14 risaliva al remoto 1986) si è finalmente concluso uno dei campionati peggiori nella quasi 40ennale storia dei Tampa Bay Buccaneers, che pure di annate storte in archivio ne possono contare parecchie...

La delusione quest'anno è stata molto forte, sia per il record finale che per la qualità del gioco, davvero troppo scadente, espresso dalla squadra nell'arco dell'intera stagione; nei prossimi giorni mi soffermerò nel dettaglio su free agency, draft e situazione contrattuale dei vari giocatori, oggi però vorrei spendere qualche parola a proposito di Lovie Smith.

All'Head Coach verrà sicuramente concessa una seconda occasione ma nel 2015 il buon Lovie dovrà condurre la squadra a ben altri risultati, essendo ormai in fase di esaurimento l'ampio "bonus" di cui godeva al momento del suo insediamento.

Nel mese di gennaio 2014, al momento della sua nomina come HC dei Bucs, la speranza (unanime) era che un allenatore referenziato, ricco di esperienza ad alto livello e pieno di buon senso come Lovie Smith fosse la soluzione ideale per lasciarsi alle spalle il deludente biennio targato Greg Schiano.

Purtroppo le cose sono invece andate peggio di quanto anche il più pessimista dei tifosi potesse prevedere, e ieri faceva proprio una gran tristezza vedere coach Smith, nell'ultima partita stagionale contro i Saints, togliere dal campo i giocatori migliori (da Mike Evans a Lavonte David) non a causa di infortuni ma per facilitare la rimonta degli avversari e garantirsi così l'ennesima sconfitta che voleva dire first pick overall al prossimo draft... probabilmente il punto più basso e umiliante raggiungibile da un allenatore.

Cercando di valutare le cose nella maniera più oggettiva possibile, credo sia abbastanza evidente che Smith abbia commesso molti errori, sia in fase di costruzione della squadra che nel nel corso della stagione, non riuscendo mai né ad invertire la rotta né a dare la sensazione di avere le idee chiare su come condurre la squadra fuori dalla spirale negativa fatta di sconfitte e prestazioni insufficienti. Ma la cosa peggiore di tutte credo sia un'altra: chiunque lavori commette errori e nessuno pretende da Lovie l'infallibilità, il fatto grave è non correggersi in corsa, o lasciare "incancrenire" una situazione negativa.

Emblematico, a questo proposito, il modo in cui è stato gestito il dualismo tra i QB; una volta evidente (eravamo a fine settembre) che questi Bucs non sarebbero andati da nessuna parte e che la postseason era un'utopia, non ha davvero avuto alcun senso rimettere in squadra McCown, un veterano dalla conclamata mediocrità, al posto di Glennon, un giovane al secondo anno il cui effettivo valore è tutt'ora ignoto, proprio a causa delle scelte dell'HC. Le giustificazioni addotte da Smith "McCown garantisce alla squadra maggiori possibilità di vittoria", reiterate dopo ogni sconfitta, sono davvero indifendibili, e le trovo ancora peggiori della cocciutaggine nel volere insistere con McCown.

Ma cominciamo dall'inizio: in pratica Smith e il GM Licht, una volta insediati, hanno scientificamente fatto tabula rasa di quanto aveva lasciato loro in eredità la precedente gestione Dominik-Schiano.

E' stato rilasciato Darrelle Revis, che l'anno precedente era costato una prima scelta, è stata completamente smembrata la linea offensiva (Penn, Jospeh, Zuttah, Larsen) e le chiavi della squadra sono state affidate a Josh McCown, strapagando un QB che in dieci anni di NFL aveva giocato da comparsa per 9 anni e mezzo e che a Tampa ha confermato i suoi (enormi) limiti.

La free agency è stata dispendiosa, ed i nomi portati a Tampa erano, sulla carta, decisamente interessanti; sia Collins che Dietrich-Smith erano unanimemente ritenuti due innesti molto importanti, e sarebbe decisivo capire perché entrambi abbiano reso così tanto al di sotto delle aspettative. Giocatori "sazi" e "imborghesiti" dal contrattone firmato in free agency oppure un CS incapace di far rendere al massimo gli elementi a disposizione?

Capitolo draft: bene Mike Evans al primo giro, interessante l'idea di puntare su Seferian-Jenkins al secondo round, decisamente censurabile la mossa di draftare un RB al terzo giro. Nessuno discute il valore di Sims, ma rinforzare un reparto già competitivo (quello dei RB, appunto) tralasciando voragini enormi (la OL in primis) è stato un rischio eccessivo, le cui conseguenze negative sono emerse in maniera lampante sin dalle amichevoli prestagionali.

Forse Smtih e Licht speravano di recuperare Carl Nicks, e per questo motivo al draft non hanno investito in maniera massiccia sulla OL limitandosi a scegliere due giocatori tutti da sviluppare come Edwards e Pamphile. Resta il fatto che questa gestione del draft, in cui la OL non è stata rinforzata a dovere, l'abbiamo poi pagata (con gli interessi) alla vigilia del campionato, quando cioè ci si è resi conto di avere una OL impresentabile e ci si è accollati il contratto pesantissimo di un veterano a fine carriera (Mankins) mandando a Boston un giovane interessante (il TE Tim Wright) più una quarta scelta. Decisamente un ottimo affare, dal punto di vista di Bill Belichik.

La trade con i Pats rientra nelle categorie delle "mosse della disperazione", quando ci si trova cioè con l'acqua alla gola e si è costretti ad accettare le condizioni dettate dalla controparte, una di quelle situazioni in cui si ha solamente da perdere ed in cui un GM e un HC di valore non dovrebbero mai andarsi a mettere. Per chiudere, va ricordata l'ultima mossa discutibile a livello di gestione dei giocatori, e cioè la svendita della pick n.7 assoluta del draft 2012 Mark Barron ai Rams in cambio di un quarto giro (più un sesto), proprio per "recuperare" la preziosa scelta al draft "regalata" ai Patriots nello scambio per Mankins.

Si pensava comunque, alla vigilia del campionato, che nonostante le evidenti lacune e i parecchi punti deboli questa squadra avesse le carte in regola per disputare una stagione dignitosa, che avrebbe migliorato il record dell'anno precedente (non si sognava certo un un 10-6 o un record vincente, ma c'era molta fiducia circa la possibilità di migliorare il 4-12 della precedente stagione), che si sarebbero visti nel corso dell'anno significativi passi in avanti, e che i frutti del lavoro di coach Smith e del suo staff avrebbero portato se non delle W quantomeno ad assistere a spettacoli decorosi e confortanti.

Ecco, poiché invece è accaduto l'esatto contrario, con una squadra che non solo ha perso sempre e comunque ma che ha anche giocato malissimo dalla prima partita di preseason sino all'ultimo match di regular season perso (intenzionalmente) con i Saints, è evidente che il contratto quadriennale (con opzione per un quinto anno)  siglato lo scorso gennaio tra i Glazer e Smith sia decisamente meno "blindato" rispetto a dodici mesi fa.

Personalmente avevo accolto con entusiasmo l'arrivo di Smith, che mi sembrava il coach più adatto a cui affidare le sorti della squadra dopo la controversa e negativa esperienza con Schiano. Al termine della prima stagione, in cui Smith ha avuto carta bianca per rifondare la squadra come preferiva, il giudizio sul suo operato non può che essere negativo, e lo dico al di là del record; non mi sono piaciute troppe decisioni né l'ostinazione con cui l'HC ha difeso per l'intera stagione alcune sue scelte palesemente sconclusionate.

Credo però sia giusto concedere a Smith la stagione del riscatto, dargli cioè la possibilità nel 2015 di dimostrare di non avere smarrito le tante qualità che gli hanno permesso di ricoprire per ben nove anni il ruolo di HC in una piazza difficile come Chicago. Sarà interessante, e questo lo vedremo a breve, capire anche in che modo Smith modificherà il suo coaching staff, a partire dall'ingaggio di un vero OC, figura chiave in ogni team e la cui mancanza nei Bucs ha inciso non poco, a mio avviso, sulla pessima annata,

Sarà cruciale la gestione di free agency e draft, e credo che Smith si giocherà buona parte del suo futuro sulla sideline dei Buccaneers proprio con la gestione della first pick overall; che di per sé è, al momento, un "tesoro" potenzialmente molto prezioso ma che solo se sfruttato nel modo appropriato potrà aiutare i Bucs a fare un salto di qualità importante. La storia, anche quella di Tampa Bay, insegna che non sempre (anzi!) la prima scelta assoluta è sinonimo di fuoriclasse e di giocatore in grado di risollevare da solo i destini di un team...

lunedì 15 dicembre 2014

Buccaneers, la mediocrità al potere

Mancano solamente due partite alla fine di questo campionato, che deve ancora emettere molte sentenze ma che ormai, dopo 14 partite disputate, un verdetto bello chiaro lo ha già ampiamente espresso: i nostri amati Bucs sono, purtroppo, una delle principali delusioni di questa stagione.

Al di del record pessimo, anche quella vista ieri a Charlotte è sembrata una squadra davvero mediocre, grigia ed opaca, in cui i giocatori si impegnano e ce la mettono tutta ma proprio non ce la fanno a uscire da quella spirale negativa che conduce inevitabilmente alla sconfitta.

Che sia un intercetto, un fumble, un errore della difesa che concede un big play all'attacco avversario, o uno svarione del Coaching Staff che non si accorge di avere schierato 12 giocatori anziché gli 11 consentiti, un modo per perdere il match la nostra squadra riesce sempre e comunque a trovarlo...

Delle ultime 36 partite disputate - tra gestione precedente ed attuale – Tampa Bay è riuscita nella non facile impresa di perdere per 29 volte. Si tratta di numeri che parlano da soli, e che rimandano ai cupi anni '80, quando per i Bucs "arancioni" guidati da Vinny Testaverde era già un successone arrivare alle 5 vittorie stagionali (proprio come adesso, insomma).

Ci vorrebbe il mitico Tonino Guerra inneggiante all'ottimismo, per riuscire a vedere il bicchiere mezzo pieno, perché dopo questa serie pressoché infinita di sconfitte, si fa proprio una gran fatica anche solo a immaginarla, l'uscita dal tunnel.

Ma al di là di "ottimismo" o "pessimismo", credo sia più interessante cercare di analizzare nella maniera più oggettiva possibile quello che accade in casa Bucs, senza lasciarsi influenzare da antipatie o simpatie - e soprattutto senza "preconcetti" - per questo o quel protagonista, allenatore o giocatore che sia.

Ad esempio, io continuo a reputare Lovie un allenatore importante, ma si può forse dire che Smith sia riuscito a trasmettere alla squadra quella "scarica elettrica" che trasforma un team che scende in campo armato solo di buona volontà e che si limita a fare il "compitino" (i Bucs visti ieri a Charlotte, per dire), in undici belve affamate di vittoria sempre e comunque, anche se in campo è costretto a entrare il terzo quarterback (i Cardinals di quest'anno, perché no)?

Discorso analogo per i giocatori, a partire dal QB: nulla di personale contro McCown, che è anche un ragazzo simpatico che ogni domenica viene gonfiato di mazzate dalle difese avversarie, ma ci rendiamo conto che abbiamo affidato le chiavi della squadra a un elemento che, se non commette intercetti a raffica, un modo per perdere un paio di fumble a partita lo trova sempre? Uno che a 35 anni non ha ancora imparato a come difendere il pallone quando un DL avversario sta per piombarti addosso con lo scopo evidente di strapparti l'ovale dalle mani?

McCown è un giocatore mediocre, come peraltro era già ampiamente emerso nei suoi primi dieci anni di NFL, e nel sottolinearlo mi limito a constatare i fatti; e quando coach Smith si ostina nel riproporre questo giocatore, raccontando la favoletta (triste) che con McCown in cabina di regia la vittoria è più probabile, il nostro caro HC ricorre ad un'argomentazione che trovo a dir poco imbarazzante se utilizzata da un vecchio drago del suo calibro, al solo scopo di difendere una decisione clamorosamente miope da lui avallata in offeseason, e mi riferisco al biennale da complessivi 10 milioni elargito, appunto, all'ex QB dei Bears.

Purtroppo, ed è un ulteriore dato di fatto oggettivo, siamo riusciti sinora a non vincere nemmeno una partita nella division più debole di ogni epoca nella storia NFL come la NFC South 2014, e addirittura abbiamo realizzato l'ancora più incredibile impresa di perdere 2 partite su 2 contro una squadra guidata da Derek Anderson, forse l'unico QB ancora più mediocre di McCown in tutta l'NFL.

Lovie, e me ne rammarico tantissimo considerata la fiducia con cui ho salutato il suo arrivo a Tampa, fin qui ci ha capito davvero poco, a partire da quando ha smantellato l'intera linea offensiva (da Penn a Joseph, da Zuttah a Larsen) senza avere le idee chiare su come sostituire i vari "epurati", per poi farsi prendere dal panico alla vigilia dell'opener mandando uno dei pochi giovani di talento che avevamo (il TE Tim Wright) più una quarta scelta a Boston in cambio dell'ormai prossimo alla pensione Logan Mankins.

Detto questo, credo comunque che sia giusto concedere a Smith e Licht una prova d'appello, sperando che tra offseason e draft i due ne indovinino qualcuna in più (fare peggio di quest'anno credo sia, statisticamente, impossibile) e riescano ad assemblare per il 2015 una squadra non dico vincente ma quantomeno competitiva. Tra l'altro nessuno credo pretenda i playoff o un ritorno ai fasti del recente passato quando Sapp e Brooks alzavano al cielo il Lombardi Trophy, ma che si torni sin dal prossimo campionato a lottare per un record intorno al 50% lo troverei doveroso, dopo l'ennesimo anno di...chiamiamolo "rodaggio"; o è chiedere troppo, il cercare di abbandonare il ruolo di team-barzelletta della lega e di avvicinarsi ad un record non più perdente (un 8-8, mica un 12-4)?!

giovedì 11 dicembre 2014

Lovie Smith conferma McCown come QB starter

A inizio settimana, dopo che a Detroit era andata in scena l'ennesima prova incolore del QB titolare Josh McCown, sembrava che Lovie Smith fosse possibilista circa l'ipotesi che nelle ultime tre partite della stagione a guidare l'attacco dei Bucs potesse esserci il redivivo Mike Glennon.

Un utilizzo del secondo anno da NC State avrebbe avuto un senso, cioè quello di dargli visibilità nell'ipotesi, molto probabile, che Glennon venga ceduto al termine dell'attuale campionato.

Permettergli dunque di mostrare le proprie doti e qualità, dopo averlo tenuto a marcire sulla sideline per buona parte del campionato, avrebbe potuto consentire a Tampa di strappare qualcosa di più del solito piatto di lenticchie (una pick al sesto o settimo giro) che di solito in situazioni di questo genere è il massimo che si riesca a strappare alle altre squadre.

E invece no, contrordine.

Ieri Lovie Smith ha fatto chiaramente intendere che il titolare indiscusso (e indiscutibile)
a livello di QB è (e sempre sarà) Josh McCown, nessuna possibilità per Glennon, il quale - se McCown non si fosse infortunato seriamente ad un dito nel match di Atlanta - quasi certamente quest'anno non avrebbe visto il campo nemmeno per uno snap.

La gestione dei QB è la cosa che più faccio fatica a capire, da parte di un coach esperto e navigato come Lovie Smith. Voglio dire: che McCown sia un mezzo bidone, beh, lo si è sempre saputo, visto che il buon Josh è un veterano con 12 anni di esperienza, che alle spalle può vantare una buona mezza stagione (lo scorso anno a Chicago) e tanti campionati mediocri, in cui al massimo gli veniva fatto ricoprire il ruolo di backup.

Glennon, invece, è un ragazzo al secondo anno tra i PRO il cui talento è ancora tutto da valutare; probabilmente non diventerà mai un fuoriclasse, ma sarebbe convenuto a tutti - e a Lovie Smith in primis - far giocare a Glennon il maggior numero di partite possibile, soprattutto una volta intuito che l'obiettivo playoff era destinato a fallire (cioè a fine settembre, anche se Smith solo lunedì scorso ha detto che era arrivato il momento di abbandonare l'obiettivo della postseason...).

Ribadisco quanto detto in altre occasioni: credo che Lovie voglia andare avanti con McCown in quanto è stato proprio lui a volerlo espressamente a Tampa e a fargli firmare un faraonico contratto biennale. Preferirgli Glennon, un "prodotto" di Schiano-Dominik, rivaluterebbe l'operato della coppia HC-GM che c'era prima e questo, evidentemente, è un qualcosa di inammissibile per Lovie.

Spiace constatare questo assoluto ostracismo da parte di Smith nei confronti di Glennon, e lo dico non perché io sia tifoso del simpatico Giraffone ma perché un simile atteggiamento è deleterio per la squadra e questo non va affatto bene. Purtroppo concetti quali "elasticità mentale" oppure "ammettere di avere preso una cantonata" sono del tutto alieni alla mentalità americana, e quindi avanti tutta verso il baratro, col QB scarso in campo e quello potenzialmente di valore a passeggiare avanti e indietro sulla sideline.

A meno che il diabolico Lovie non voglia a tutti i costi la first pick overall e allora  sì che avrebbe un senso tenere in campo McCown: Glennon, infatti, rischierebbe di condurre i Bucs ad almeno una se non a due W da qui a fine campionato...! Scherzi a parte (credo che neppure Joe Namath riuscirebbe a guidare questa derelitta armata brancaleone ad una W), speriamo che questo 2014 finisca in fretta, e soprattutto che free agency e draft siano gestiti con molto criterio e tanto buon senso dal duo Licht-Smith.

Un'altra stagione come quella attuale non credo che sarebbe tollerata dai Glazer, che una volta spendevano poco e perdevano tanto (erano gli anni di Raheem Morris, quando in free agency al massimo veniva acquisito un punter...) e che adesso invece hanno iniziato a spendere molto (vedi i faraonici contratti siglati un questi ultimi anni con i vari V. Jackson, Goldson, Collins, lo stesso McCown) riuscendo nella non facile impresa di continuare a perdere esattamente come prima, se non di più...!

lunedì 1 dicembre 2014

C'è qualcosa da salvare dei primi tre quarti di stagione?

Con la sconfitta di ieri sono andate in archivio le prime dodici partite della stagione 2014 e dunque, con i primi 3/4 di campionato alle spalle e con solo altre 4 partite da disputare, viene da chiedersi cosa sia possibile salvare (ammesso che qualcosa da salvare ci sia) di questa sin qui disastrosa annata.

Capisco che il termine "disastrosa" sia un po' pesante, ma i fatti parlano chiaro: al di là delle sconfitte, che pure sono tantissime, quello che sconforta è che domenica dopo domenica questa squadra non lascia intravedere nulla che possa far sperare in una inversione di tendenza.

Si sapeva che questo sarebbe stato un anno di "ricostruzione", con l'intero coaching staff rinnovato e con tanti volti nuovi anche tra i giocatori. E credo che nessun tifoso dotato di un minimo di buon senso chiedesse a Lovie e al suo staff una stagione da protagonisti o un posto ai playoff.

Però quando ogni domenica – nessuna esclusa – si vede in campo una squadra che non solo difende male e attacca peggio, ma che anche dal punto di vista della disciplina è in pianta stabile tra le squadre più fallose dell'NFL, raggiungendo anche limiti surreali come i 12 uomini schierati ieri in campo nell'azione decisiva del match, ecco, si fa fatica a guardare al futuro con un sia pur moderato ottimismo.

Ad ogni modo, da dove ripartire nel 2015?

Purtroppo di giocatori veramente importanti ne abbiamo solo una manciata (McCoy e David in difesa, i rookie Evans, ASJ e Sims in attacco) perché è noto che anche i pochi veterani di valore presenti a roster (Doug Martin e Vincent Jackson, i primi che mi vengono in mente) difficilmente faranno ancora parte della squadra nel 2015 considerato che Lovie ha cercato di liberarsene sino alla scadenza del termine ultimo previsto per le trade.

Posto che non ci sono dubbi - almeno per me - sul fatto che free agency e draft dovranno essere utilizzati per rinforzare innanzi tutto le due linee (in primis la OL ma anche la DL necessita di elementi di talento da affiancare a McCoy), coach Smith dovrà fare chiarezza su un'altra posizione chiave della squadra, quella del QB.

A Smith, è evidente, Glennon non piace affatto e dunque il giocatore verrà tagliato a meno che qualcuno non ci elemosini il solito piatto di lenticchie, ma ad ogni modo è lontano da Tampa il futuro del Giraffone. Più complessa la situazione di McCown, che ha confermato quanto già era noto a chiunque seguisse il football da qualche anno (giocatore mediocre, utile al massimo come backup) ma la cosa assurda è che anche per il 2015 il giocatore ha un contratto di 5,2 milioni di dollari, davvero uno sproposito.

Sono curioso di vedere come Smith risolverà la questione QB (acquisiremo il nuovo starter tramite FA o draft?) perché mi pare ovvio che non sia ipotizzabile la riconferma come titolare di McCown anche l'anno prossimo.

Sistemate le posizioni chiave (OL, DL e QB) bisognerà poi cercare di rattoppare alla meno peggio gli altri settori, perché non è che anche reparti come linebacker e secondaria, tanto per citare i casi più evidenti, non abbiano bisogno di rinforzi, anzi...

Insomma, dopo tre quarti di stagione si fa fatica a intravedere anche un tenue spiraglio di luce, alla fine del tunnel imboccato anche da questi Bucs "targati" Lovie Smith. Non ci resta che sperare che, dotandosi di un vero offensive coordinator e agendo con maggiore oculatezza nella prossima offseason evitando firme illogiche come quelle di veterani non solo di modesto valore ma anche a fine carriera (McCown) o trade dell'ultimo minuto spinti dalla disperazione più che da una sagace pianificazione (Wright + quarta scelta per Mankins) si possa intraprendere la strada giusta per uscire dalle sabbie mobili.

Una cosa però direi che è da sottolineare: nessuno gode di credito illimitato, per cui anche il buon Lovie Smith dovrà iniziare a far giocare a questa squadra un football decente, a partire dal prossimo campionato. Un anno di bonus lo si dà volentieri al buon Lovie, dubito però che l'ex HC dei Bears potrebbe uscire indenne da una stagione 2015 fallimentare come quella attuale. Auguriamoci dunque che l'anno prossimo sia – finalmente – l'anno del riscatto per i Bucs, perché un ulteriore fallimento porterebbe all'ennesima rifondazione, e sinceramente sarei anche un po' stanco di ritrovarmi sempre a discutere delle stesse cose: ormai, da quando ho aperto il blog tre anni fa, non facciamo altro che parlare di sconfitte, disastri, debacle e figure ridicole assortite....!

Che poi nessuno pretende i playoff o stagioni da 10 vittorie, ma solo di vedere un football decente, giocato da una squadra tosta che scende in campo – per tutti i 60 minuti – dando il 100% e con il classico "coltello tra i denti". Evidentemente, è chiedere troppo.

giovedì 6 novembre 2014

Lovie Smith spiega (o cerca di spiegare) il cambio di QB

A partire dal match di domenica prossima in programma al RJS contro gli Atlanta Falcons, quando i Bucs saranno chiamati a vincere la loro prima partita casalinga dell'anno contro un avversario tutt'altro che irresistibile e a "vendicare" l'umiliante sconfitta (14-56) subita al Georgia Dome nella gara di "andata" dello scorso 18 settembre, il QB starter di Tampa Bay sarà Josh McCown, promosso titolare dall'HC in sostituzione di Mike Glennon.

Lovie Smith ha cercato di spiegare per quale motivo abbia deciso di panchinare un giovane prospetto emergente come Mike Glennon, dopo una stagione in cui il Giraffone aveva mostrato confortanti segnali di crescita rispetto alla sua stagione da rookie (match di Clevelnad a parte), a favore di uno stagionato veterano, che in quasi 13 stagioni di NFL non ha mai giocato ad alto livello, eccezion fatta per una manciata di partite.

Lovie , in sintesi, ha detto che l'unica cosa che adesso conta è vincere, e a suo avviso McCown offre più garanzie per arrivare alla W che non Glennon. Queste le parole dell'HC tratte dal sito ufficiale:
"We’re trying to win football games; it’s as simple as that," said Smith. "I think it’s the same with every position: You look at the production and what we’re getting at the time. I think we need better play at the quarterback position right now. So you start with that. Then I’m going to go back – [McCown] was our starter before an injury. You need a little boost. And it’s like that with all positions. If the play isn’t what we think it should be, we’re going to look and see if there’s another option that we can look at. That’s where we’re at right now."

In realtà, il buon Lovie mente sapendo di mentire: perché chiaramente Josh McCown non ha certo la stoffa del giocatore di classe in grado di offrire più garanzie di quante ne possa offrire non solo Glennon ma qualsiasi altro QB di media qualità.

Purtroppo basta scorrere il curriculum di Josh McCown per rendersi conto che ci troviamo di fronte a un giocatore che non c'entra nulla con il football di alto livello; ottimo backup, buon rincalzo, giocatore da utilizzare in caso di necessità, ma non certo lo "starter" indiscusso a cui affidarsi se si nutrono ambizioni importanti.

Poi mi rendo perfettamente conto che Smith deve per forza di cose preferire il veterano che lui ha voluto portare a Tampa nella scorsa free agency offrendogli uno sconsiderato contratto biennale da 10 milioni di dollari, anziché il ragazzo al secondo anno anno che altri (Schiano e Dominik) avevano scelto.

Lovie Smith è sempre stato un coach "solido" le cui squadre magari non si sono mai distinte per un football  brillante e spettacolare ma comunque sempre produttivo ed efficace, basato su difese dominanti, un ottimo gioco su corsa, insomma un football un po "old school" ma ancora in grado di essere vincente. E Lovie mi è sempre sembrato una persona dotata di molto buon senso, capace di scegliere sempre con estrema saggezza.

Ecco, la mia domanda è questa: non è che per caso quello che è arrivato a Tampa lo scorso gennaio è  il fratello gemello di Lovie Smith?! No, perché ne avesse azzeccata una il buon Lovie, da quando è diventato HC dei Bucs...! ;-(

Sto ovviamente scherzando, non prendetemi troppo alla lettera. Però che Josh McCown possa essere la soluzione per trasformare i Bucs in un team vincente e soprattutto che a questo punto della stagione, con un record di 1-7, sia la spasmodica ricerca della W la cosa più importante di tutte, proprio non si può sentire.

Perché adesso, caro Lovie, la cosa più importante non è concludere la stagione con un record di 5-11 anziché di 3-13, ma cercare di capire chi tra i giocatori attualmente a roster meriti di rimanere a Tampa anche l'anno prossimo, quando si spera che i Bucs torneranno ad essere un team competitivo, non più la squadra-barzelletta dll'NFL.

Josh McCown potrà anche vincerle tutte da qui alla fine della stagione - sono il primo ad augurarglielo, magari accadesse davvero! - ma questo non cambierebbe nulla nelle strategie future dei Bucs, che comunque non farebbero i playoff nemmeno se arrivasse una striscia di W e che di certo non potranno riproporre nel 2015 come QB starter nè un Josh McCown a fine carriera nè un Mike Glennon ormai bruciato e che comunque a Smith non dà alcuna fiducia. E con tutte le voragini che abbiamo in tanti reparti, l'ultima cosa di cui avevamo bisogno era quella di dover utilizzare una scelta importante del prossimo draft per andare su un QB, come invece a questo punto saremo quasi inevitabilmente costretti a fare...

martedì 4 novembre 2014

Il deludente bilancio della prima metà di stagione

Con la partita di domenica scorsa a Cleveland si è chiusa la prima metà di questa – per ora assai deludente – stagione 2014. I primi 8 match hanno fatto registrare un record di 1-7 che potremmo definire orribile, se non fosse che l'anno scorso a questo punto del campionato eravamo in una situazione di classifica addirittura peggiore, sullo 0-8.

Ma al di là dei numeri (0-8 o 1-7, poco cambia) il giudizio sulla prima metà di questa stagione non può che essere negativo per quello che i Bucs hanno fatto vedere sul terreno di gioco, con prestazioni largamente insufficienti di un po' tutti i reparti: attacco, difesa, special team, difficile dire quale settore, sino ad ora, abbia deluso di più...

Cerchiamo di fare un breve punto della situazione per ciascuno dei tre reparti, anche in prospettiva di quella che dovrà essere di conseguenza la strategia di GM e HC nel corso di free agency e draft.

ATTACCO:
Se per quel che riguarda WR, TE e RB la situazione - anche a medio-lungo termine - è più che discreta, più articolato è il discorso per quel che riguarda quarterback e linea offensiva.

E' Mike Glennon il giocatore su cui puntare e a cui affidare anche l'anno prossimo la guida della squadra?

Personalmente credo che un giudizio potrà essere dato solo a fine anno, dopo che il giraffone da NC State avrà disputato quantomeno altre 8 partite tra i PRO. In questa stagione Glennon ha alternato prestazioni molto convincenti (Pittsburgh) ad altre davvero modeste (Cleveland), ma ricordiamoci che questo ragazzo riceve ogni domenica una protezione a dir poco inadeguata dalla OL, il che non mi sembra proprio un dettaglio secondario.

Reputerei invece una mossa miope e senza senso da parte di Lovie Smith quella di riproporre Josh McCown come QB starter. Forse (ma non credo) McCown da qui a fine anno potrebbe far vincere ai Bucs una partita in più di Glennon, ma cosa cambierebbe per la squadra? Nulla, perché nel migliore dei casi chiuderemmo la stagione con un record di 4-12 anziché di 3-13 (sai che differenza...) rimanendo però con il dubbio circa l'effettivo valore di Mr. Giraffa. McCown è e resterà un giocatore mediocre ed essendo per di più a fine carriera non può certo essere lui la risposta per il futuro. Ritengo sia doveroso andare fino in fondo con Glennon proprio per cercare di valutarne nel migliore dei modi l'effettivo potenziale, ritornare a McCown mi sembrerebbe invece un dannoso autogol da parte del nostro HC, davvero una mossa senza la minima prospettiva e priva di logica.

Ad ogni modo, spero che a fine campionato Licht e Smith prendano una decisione definitiva su Glennon, a differenza di quanto non avvenne nella offseason del 2012, quando Schiano confermò Freeman senza esserne minimamente convinto, per poi “scaricarlo” a stagione 2013 appena iniziata, con le disastrose conseguenze (per tutti: per la squadra, per Schiano, per Freeman) che ben ricordiamo.

Se la situazione del QB è a mio avviso ancora da definire, mi sembra invece sin troppo evidente che i Bucs dovranno presentarsi alla stagione 2015 con una OL decisamente diversa e molto più forte di quella schierata quest'anno. Come minimo andranno inseriti – tra draft e free agency – due elementi di valore, un Tackle e una Guardia in grado di elevarne il talento, e poi si dovrà decidere cosa fare, ad esempio, di Logan Mankins, veterano dal glorioso passato ma dal futuro inevitabilmente declinante, il cui pesante contratto inciderebbe non poco sul salary cap della prossima stagione.

DIFESA:
In queste prime 8 partite i punti fermi della difesa dei Bucs sono stati due: il DT Gerald McCoy e il LB Lavonte David, per il resto si fa fatica individuare qualche altre elemento che abbia convinto pienamente, tra quelli a disposizione del DC Frazier.

McCoy è stato appena confermato sino al 2021, nella prossima offseason verrà verosimilmente prolungato anche il contratto di David (che diventerebbe FA a fine del 2015) dopodiché bisognerà intervenire in maniera massiccia soprattutto su due settori specifici, linea e secondaria. La DL in questa prima metà di stagione ha mostrato una cronica incapacità nel mettere pressione sul QB avversario e una una volta raddoppiato o triplicato McCoy, il gioco è fatto. Credo sia quindi necessario inserire un DE di alto livello, se non due, perché ad oggi nessuno degli “end” a roster offre garanzie di alcun tipo, al punto che sempre più spesso è utilizzato un giocatore appena promosso dalla practice squad, Jacquies Smith, il che la dice lunga sull'efficacia dei presunti titolari (da Johnson a Gholston passando per Bowers).

A livello di LB bisognerà decidere cosa fare con Mason Foster, che tra 8 partite sarà FA e che a mio avviso andrebbe riconfermato, oltre a rinforzare il reparto specifico se non altro per aumentarne la profondità, ridotta ai minimi termini dopo la partenza di Casillas. Le rimanenti partite del 2014 serviranno anche per valutare nel migliore dei modi Danny Lansanah, attualmente titolare più per mancanza di alternative che per l'indiscusso valore.

Ma ancora più grande, in questa prima metà di campionato, è la voragine che si è aperta nella secondaria, un “buco nero” in cui tutti stanno giocando al di sotto delle loro potenzialità (comprese le presunte stelle Verner a Goldson) e in cui peraltro abbiamo appena perso Mark Barron, settima scelta assoluta del draft del 2012, non proprio “uno dei tanti”. Per la prossima stagione urgono una safety e un CB di buon livello, sempre tenendo presente il notevole valore dei QB avversari che giocano nella nostra division. Da qui a fine anno possiamo solo sperare di limitare i danni e di non infrangere record negativi, perché auspicare un'inversione di tendenza in un reparto già modesto ed ora ulteriormente indebolito mi sembrerebbe un esercizio di ottimismo eccessivo.

SPECIAL TEAM:
E' possibile pagare un punter oltre 3 milioni a stagione? La risposta è sì, visto che Michael Koenen ne intasca circa 3,25 a campionato. Considerato il suo rendimento (più che mediocre) spero sia il suo uno dei primi contratti a venire ristrutturato nella prossima offeseason, mentre le rimanenti 8 gare di quest'anno serviranno anche per capire se il kicker Murray sia un giocatore affidabile che meriti la riconferma o meno. E poi sarà il caso di acquisire un buon KR/PR, che in casa Bucs manca più o meno dai tempi ormai abbastanza remoti di Michael Spurlock...

IN CONCLUSIONE...
Ci sarebbero tante cose da dire anche sul coaching staff, che sino ad ora non ha fatto rendere al meglio il materiale a disposizione, ma a Lovie Smith verrà sicuramente concessa un'altra stagione, anche se il record finale di quest'anno dovesse essere un deludente 3-13 o giù di lì.

Smith ha un curriculum importante e merita un'altra chance, magari sarebbe opportuno - invece - vedere qualche volto nuovo tra i vari assistenti e soprattutto acquisire un vero Offensive Coordinator, dato che quest'anno i Bucs ne sono stati privi per l'intera stagione a causa dei problemi di salute di Tedford.

Di sicuro però il football odierno ha tempi diversi da quello di vent'anni fa, oggi tutto viene “bruciato” ai ritmi frenetici, HC compresi; e se nei primi anni '90 Sam Wyche, per restare in casa Bucs, ebbe quattro anni di tempo per cercare (invano) di sviluppare il suo football, dubito che oggi si possa sperare di sopravvivere a due stagioni disastrose o comunque ampiamente negative (Schiano docet).

Poi, naturalmente, queste sono tutte chiacchiere dopo che è stata disputata solamente mezza stagione, e magari nelle rimanenti 8 partite avverrà quel “turnaround” tanto auspicato da Lovie Smith (e a cui ho il sospetto che creda solamente il nostro HC, e forse nemmeno lui).

Personalmente - al di là delle W e delle L – da qui a fine stagione mi accontenterei di vedere una squadra in crescita (magari anche lenta, però costante) nel suo complessivo rendimento, tosta, combattiva e concentrata per tutti i 60 minuti, il tutto in prospettiva del 2015 che dovrà necessariamente essere – non si accettano più scuse – la stagione in cui i Bucs smetteranno di essere la squadra-barzelletta dell'NFL e, soprattutto, torneranno finalmente a vincere qualche partita.

domenica 19 ottobre 2014

L'ottimismo (ingiustificato?) di Lovie Smith

L'HC Lovie Smith.
Dopo le prime sei partite della stagione 2014 il record dei Bucs è un assai modesto 1-5, comprese due e vere proprie batoste rimediate ad Atlanta (14-56) ed in casa contro Baltimore (17-48).

Inoltre, cifre alla mano, Tampa Bay rischia seriamente di battere svariati record negativi (di franchigia e non solo), se ad esempio la difesa continuerà ad incassare oltre 30 punti a partita (al momento, gli avversari mettono in media 34 punti sul tabellone, cifre mai viste nemmeno nei tragici anni '80...).

Lovie Smith però non perde la calma e anzi, dalle colonne del Tampa Tribune, cerca di risollevare il morale della truppa e dei tifosi, manifestando un ottimismo forse anche un po' esagerato, sul futuro prossimo della squadra.

Considerata la situazione di classifica all'interno della NFC South, e con 10 partite ancora da disputare, il buon Lovie sostiene addirittura chela situazione non è affatto chiusa per i Bucs, in ottica playoff. Ecco a questo proposito le parole dell'HC di Tampa Bay:
"It’s like there’s 7 1/2 minutes left in the second quarter and we’re behind," Smith said. "But games aren’t decided until the end. You have to play it out. That’s what we’re going to do".

E poi, rivolto direttamente ai tifosi:
"And I would tell the fans, just look at the overall picture of where we are. We’ve been very disappointed in our play (in a 56-14 loss to Atlanta and a 48-17 loss to Baltimore). There’s no way to sugar coat that. But in the other four games, that was a decent football team that hasn’t found out how to win consistently — yet. So we’re disappointed right now, but things will change".

Infine, la richiesta di un po' di pazienza: al momento non siamo pronti, ma quella attuale è una fase di ricostruzione e per adesso stiamo gettando le fondamenta...
"It’s not ready right away. You have to build that foundation and that’s what we’re doing right now. I said last week that we’re a better football team. That game didn’t say that. But we are doing some good things, some better things behind the scenes. Hopefully, we’re going to put it together and we’re going to see it eventually in one of the games".

Credo che Lovie Smith meriti fiducia e supporto sino al termine della stagione, chiaramente però sarà indispensabile - al di là di racimolare ogni tanto qualche W - che la squadra mostri qualche concreto ed evidente segnale di miglioramento e soprattutto una certa continuità nel rendimento.

Non è possibile alternare partite toste e determinate (Pittsburgh, New Orleans) ad altre francamente indecenti (Atlanta, Baltimore); ad ogni modo, come dice Lovie Smith, ci sono altre 10 partite per dimostrare che i "veri" Bucs 2014 non sono quelli impresentabili visti contro Falcons e Ravens, e la speranza è che questa settimana di "bye" possa servire per ricaricare le batterie nel modo migliore, in vista del match contro i Minensota Vikings. Guai, il 26 ottobre, a riproporre una prestazione molle e senza capo nè coda come quella di domenica scorsa contro Baltimore...

martedì 14 ottobre 2014

Lovie Smith ai tifosi: "Dateci tempo"

Lovie Smith, HC dei Bucs.
Nella giornata di ieri Lovie Smith ha incontrato la stampa, ed ha fatto il punto sul momento particolarmente difficile che sta attraversando la squadra.

Dopo sei partite disputate, il record è di 1-5 e due di queste sconfitte sono stati i mortificanti tracolli di Atlanta (14-56) e quello casalingo con Baltimore (17-48), in cui sono stati riscritti addirittura record negativi all-time a livello NFL.

Insomma, un mezzo disastro, soprattutto considerato che le recenti partite di Pittsburgh e New Orleans avevano mostrato dei Bucs in crescita ed in grado di giocarsela alla pari con avversari più quotati come Steelers e Saints.

Poi, domenica scorsa, il tracollo casalingo con i Ravens ha riportato i Bucs indietro di un mese, al punto esatto in cui si trovavano dopo il  disastro combinato al Georgia Dome a metà settembre.

Smith ha definito scoraggianti le prestazioni contro Falcons e Ravens e ha chiesto ai tifosi di concedere a lui e alla squadra altro tempo, garantendo che le cose cambieranno. Ecco le parole del coach, tratte dal Tampa Bay Times:
"I would say first off, I’m disappointed, too,'' Smith said when asked to address the fans. "I agree with the numbers you threw out. That is disheartening. It’s like I would say also, it’s like when you’re in a game, you don’t crown anyone the winner of that game during the game. We’re disappointed right now, is what I would say. We’re disappointed right now. But let’s let it all play out. And yeah, I’ve said that before but the game isn’t over yet. That would be my statement. Give us time. We’ll continue to get guys back. There’s a lot of football left to go. If we were 6-0 right now, would you start buying your Super Bowl ticket? You have to just hold on a little bit is what I would say".

Smith si è detto fiducioso in un cambiamento della situazione attuale, sottolineando l'importanza dell'esperienza per uscire dal tunnel negativo in cui sono piombati i Bucs:
“And I don’t listen to talk radio but I don’t have to. I know what’s out there, we’re all disappointed right now. But I’m going to keep going. We’re all disappointed what? Right now. That will change. I think experience helps you a lot,'' Smith said. "I have been in this situation before a few different times and I just believe in what we’re going to do. But when you start off, there’s a reason why there is something new starting off with that. You do have to crawl before you walk. We didn’t want to do it as much and part of the master plan wasn’t to be in this situation right now. But that’s normally what you do when you start something new. It’s not this ready right away. You have to build that foundation and that’s what we’re doing right now.

Fiducia per il futuro dunque e, come ama ripetere Smith, "we have a lot of football left to go". Ancora parola al coach:
"And keep in mind also, if we had started off 5-1 or 6-0 right now, there’s still a lot of football to go. We haven’t taken this team through the second part of this second quarter. We have a lot of football left to go. I said last week we are a better football team. That game didn’t say that. But we’re doing some good things, some better things, behind the scenes and hopefully we’re going to put it together and we’re going to see that in the games".

Speriamo che in questa settimana di "bye" si possano recuperare alcuni infortunati illustri (da Goldson a Banks) e che il coaching staff riesca a lavorare soprattutto sulla testa dei giocatori, motivandoli a dovere per la seconda parte della stagione. Non sarebbero infatti più ammissibili ulteriori episodi come quello di tre giorni fa o di Atlanta, che limitarsi a definire "sconfitte umilianti" è ancora poco.

Tracolli come questi rischiano inoltre di provocare uno "scollamento" tra squadra e tifosi, uno strappo difficile da ricucire. Domenica scorsa ad esempio, alla fine del primo quarto e con i Bucs sotto per 0-28, molti dei già non tantissimi tifosi in red and pewter hanno abbandonato - disgustati dallo spettacolo immondo - lo stadio.

L'imperativo, per l'HC ed il suo staff, sarà proprio quello di riconquistare la fiducia dei fans e come ho già detto altre volte, dando una risposta positiva a quello che credo la maggior parte dei tifosi chiede a questa squadra, cioè di giocare al 100% delle proprie possibilità e non  - come è accaduto solo pochi giorni fa - con la stessa intensità riscontrabile in un irrilevante match di preseason...

E quindi che Lovie Smith si sbrighi a "svegliare" i suoi ragazzi dal torpore in cui sembrano essere immersi, se non altro per contraccambiare il "sacrificio" di quei pochi che ancora - any given sunday - invece di andare al mare a Clearwater (splendida spiaggia a poche miglia da Tampa) scelgono di arrostirsi sui torridi spalti del Raymond James Stadium pur di sostenere i propri colori, anche sapendo in anticipo a che razza di supplizio andranno incontro! ;-)

domenica 10 agosto 2014

Lovie Smith e i margini di miglioramento dei Bucs

Lovie Smith, HC dei Bucs
L'esordio prestagionale dei Tampa Bay Buccaneers non è stato certamente dei più brillanti, al di là di una sconfitta di misura maturata nel finale di gara, quando in campo c'erano ormai solamente i rincalzi dei rincalzi.

La prestazione dei Bucs è stata opaca anche e soprattutto quando in campo c'erano i titolari (o presunti tali) e la cosa non può che suscitare qualche dubbio, senza dimenticare che i Jaguars sono una delle squadra meno accreditate in vista del prossimo campionato, nonostante la "stellina" Blake Bortles, il QB rookie di cui probabilmente sentiremo ancora parlare parecchio nel prossimo futuro.

E se è vero che si trattava solo del primo match di preseason, va anche sottolineato che tra meno di un mese inizierà la regular season e dunque il tempo per oliare i meccanismi e perfezionare l'intesa tra i giocatori non è poi moltissimo.

Coach Lovie Smith nel corso di una conferenza stampa ha fatto il punto della situazione, soffermandosi in particolare sulla non brillante prestazione fornita a Jacksonville dai suoi ragazzi; ecco alcune delle sue dichiarazioni tratte sia dal sito ufficiale che dal Tampa Bay Times.

Una delle note più negative del match con i Jaguars ha riguardato la linea offensiva titolare, incapace sia di proteggere Josh McCown che di aprire varchi per Doug Martin. Ecco l'analisi del coach riguardo all'OL, senza drammatizzare ma anche senza nascondere i problemi che ci sono, soprattutto, nella posizione di Guardia:
"On the offensive side of the football, I know you want to ask about 30 offensive line questions right now, so let’s go into the offensive line right away. Demar Dotson played well. He had the penalty that really hurt us, most of those aren’t normally called. His play, he’s been that way throughout. He’s not the only one, of course Evan [Dietrich-Smith] played well. We didn’t play as well at the guard position as we needed to, but we needed to see them in that role. 

Non è facile valutare la prestazione del QB starter, Josh McCown, rimasto in campo per un solo quarto e non adeguamento supportato dalla linea. Queste le parole di Smith a proposito di McCown:
"It was tough, but we got a chance to evaluate Josh under tough circumstances," Smith said of the quarterback signed during the offseason to supplant Mike Glennon as the starter. "That's why he's a mobile quarterback sometimes. Sometimes, you have to move around a little bit. Josh will learn. He took a hit as he scrambled one time. You can't take that hit. But we'll have better protection for him, and he'll be able to have more success. Any time you throw a pick, it's bad. There's a lot of people involved. We looked at the route. Was the split right? Was the receiver where he needed to be? Of course, there was pressure. That's part of it also. All of that comes into play."

Lovie Smith è invece rimasto favorevolmente impressionato dalle prestazioni di alcuni giocatori, in particolare del reparto difensivo:
"A lot of encouraging points from last night. You have to look at the way we started the game. We chose to defer, wanted our defense to play first. Gerald McCoy, best player on our team, was that and played that way right away. Lavonte David – a lot of guys on the defensive side that you expected to play well, did. It’s good to get some of our young corners action while we’re out there. Johnthan Baks played well. Rashaan Melvin, coming off the IR list played good ball. Major Wright – defensively there was some good play."    

L'unico giocatore uscito malconcio dalla partita è stato il WR rookie Robert Herron; ecco quali sono le sue condizioni:
“We think he’ll be ok. We’re hoping that, because, take Robert for instance, had one really good catch, could have made another. That’s kind of how it goes with rookies in general. We didn’t really get a chance and the plan wasn’t to play Mike Evans an awful lot, didn’t get a chance to really see him, but we’ll have things and plays to try and showcase some of the other guys coming up this week.”

Infine, Lovie butta acqua sul fuoco e stronca sul nascere eventuali polemiche: siamo solo in preseason, e l'importante sarà essere in forma per l'opener contro Carolina...
"You have to keep in mind what the goal of the preseason is: to get ready for the Carolina Panthers (in the season opener)," Smith said. "With that, we wanted to put our guys in position to … let them play. We didn't have an extensive game plan or anything like that. With that said, though, there's some things that we liked from this first preseason game. Some of the players we thought would play a certain way did that. And some of the players we felt would play a little bit better didn't play as well as we would've liked. So that's kind of where we are right now."