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lunedì 23 dicembre 2024

Brutta sconfitta a Dallas, playoff compromessi

I Cowboys superano i Bucs per 26-24, al termine di una partita giocata proprio male da Tampa Bay, ricca di errori, penalità e turnover decisivi.

Contro una squadra ormai eliminata dalla corsa per i playoff, i Bucs non hanno mai dato l'impressione di potercela fare. 

Anche nel convulso finale, quando con due minuti sul cronometro e possesso di palla sarebbe bastato un FG per vincere, anziché giocare con calma il drive decisivo, è arrivato nel primo gioco il letale fumble di White che ha messo la parola fine non solo al match ma forse anche all'obiettivo playoff.

Ora ai Bucs non sarà sufficiente vincere le rimanenti due partite con Carolina e New Orleans, ma bisognerà sperare anche in una sconfitta dei Falcons a Washington domenica prossima per vincere la NFC South (più difficile che i Bucs possano agguantare un posto nel wild card game, se Washington perdesse le rimanenti due partite).

Tornando al match di Dallas, Tampa Bay ha faticato moltissimo nel primo tempo, soprattutto in difesa, non mettendo mai sotto pressione il QB Rush, e facendosi infilare dai FG dalla lunga distanza del kicker dei Cowboys. 

L'attacco guidato da Mayfield è sembrato meno fluido rispetto alle recenti prestazioni, con Baker che raramente ha avuto i secondi necessari per trovare il WR meglio piazzato. La prestazione di Mayfield è stata come sempre generosa, basti pensare ai tanti down chiusi direttamente su corsa da Baker, ma non è così che si vincono le partite.

Bisognava coinvolgere di più e meglio Evans, e insistere anche nel quarto finale con Irving, di gran lunga il miglior RB dei Bucs  spesso tenuto fuori nei momenti decisivi. 

Peccato, per una sconfitta che poteva ampiamente essere evitata, dato che questi Cowboys sono comunque un teams modesto, e che nel secondo tempo non ha praticamente prodotto nulla in attacco, ma che invece rischia di rivelarsi un KO decisivo in negativo per le sorti dei Bucs.

Come detto, anche vincere le rimanenti due partite di regular season potrebbe non essere sufficiente per tornare di nuovo in campo nel mese di gennaio. 

martedì 17 gennaio 2023

Vince Dallas 31-14, è già finito il sogno playoff dei Bucs


Sono già finiti i playoff dei Buccaneers, eliminati al wild card dai Dallas Cowboys che con pieno merito hanno espugnato Tampa con il punteggio finale di 31-14.

Come da facile pronostico, Dallas ha vinto abbastanza agevolmente, controllando la partita dall'inizio alla fine e senza mai consentire che l'esito finale del match venisse messo in discussione.

Tutto (o quasi) è girato su un terribile intercetto in endzone di Brady, il primo INT in redzone per The Goat, da quando è a Tampa. Lì i Bucs potevano riaprire la partita, lì l'hanno invece perduta definitivamente. 

C'era ancora tantissimo tempo, ma da quel punto in avanti Tampa Bay non ha mai dato l'impressione di poter riacciuffare davvero Dallas, che dopo un avvio stentato ha inanellato una serie di drive perfetti, tutti conclusi in touchdown.

E meno male che il kicker dei Cowboys ha sbagliato 4 XP su 5, un incredibile record negativo, altrimenti il risultato sarebbe stato ancora più pesante.

Nella partita di questa notte abbiamo rivisto tutto quello che, per una intera stagione, non ha funzionato; difesa che regge all'inizio ma che alla lunga non tiene gli avversari concedendo troppe chiusure di terzi down, attacco sbiadito e inconcludente, del tutto privo di un gioco su corsa e con un Brady costretto a lanciare a ripetizione. Ieri, per Tom, ben 66 passaggi tentati. Troppi, per sperare di portarla a casa. Non si vince con un attacco monodimensionale, del quale tutti quanti, avversari compresi, conoscono in anticipo le mosse.

E' rientrato per il match più importante dell'anno il centro titolare Ryan Jensen, alla prima partita stagionale, ma chiaramente non poteva essere l'innesto di un uomo di linea a cambiare volto all'attacco dei Bucs. 

Quella che inizia oggi sarà una offseason interessante e ricca di spunti, bisognerà vedere quanti volti cambieranno tra i giocatori, chi sarà il nuovo QB per il 2023, che cosa farà Brady, se a livello di coaching staff cambierà qualcosa e chi tra i veterani di lunghisismo corso (da Lavonte David a Cam Brate passando per Will Gholston) rivedremo a Tampa anche la prossima stagione.

Poi bisognerà iniziare a pensare anche ai rinnovi dei giovani giocatori di talento il cui contratto si appresta a scadere - non subito ma a breve - da Wirfs a Winfiled passando per White. 

Ma di questo, della free agency, del draft (ma anche del ritorno del "throwback" game e delle creamsicle jersey!) avremo tempo per parlare. E dunque, per adesso, buona offseason a tutti e, ora e sempre - nonostante tutto - GO BUCS!

lunedì 12 settembre 2022

Ottimo inizio per Tampa Bay, espugnata Dallas 19-3

Inizia nel migliore dei modi la stagione 2022 dei Bucs, con una prestazione convincente ed una vittoria mai in discussione in un campo sempre difficile come quello dei Dallas Cowboys.

19-3 il punteggio finale per Brady e soci, al termine di un match in cui sembrava a tratti di rivedere i Bucs dei primi anni 2000, difesa solidissima in grado di contenere gli avversari e gioco su corse produttivo ed efficace per guadagnare yards e consumare tempo sul cronometro. 

In attacco Tampa Bay ha sprecato parecchio, e una volta arrivata nei pressi dell'endzone si è per lo più dovuta accontentare di un FG, trovando l'endzone solo una volta con una spettacolare ricezione di Mike Evans.

Va detto che è quasi inevitabile che sia così, considerato che in preseason i titolari hanno giocato pochissimi snap e che ci vorrà del tempo per migliorare la "chimica" con i nuovi innesti, anche se, per esempio, Julio Jones ha dimostrato di essere ancora un WR di enorme classe, sicuramente un'arma importante per l'arsenale offensivo dei Bucs.

Ottimo Fournette sul gioco di corsa, ampiamente oltre le 100 yards, mentre per la difesa la prestazione positiva si estende a tutti i reparti, dalla secondaria alla linea, senza dimenticare l'ottima partita del LB White.

Capitolo infortuni: sia Chris Godwin, che rientrava dopo il bruttissimo infortunio al ginocchio dello scorso anno, che Donovan Smith hanno abbandonato anzitempo il match, speriamo che i loro problemi (muscolare per Godwin e al gomito per Smith, non si rivelino particolarmente gravi.)

Domenica prossima, infatti, i Bucs sono attesi da un match decisamente impegnativo: ancora una trasferta, questa volta a New Orleans, contro un avversario sulla carta ampiamente abbordabile ma contro il quale, nonostante Brady, Tampa Bay ha fatto negli ultimi anni molta fatica e che ieri, in rimonta, ha espugnato il campo degli Atlanta Falcons all'ultimo secondo.  

venerdì 10 settembre 2021

Esordio col brivido, superati i Dallas Cowboys per 31-29

Le hanno provate tutte i Bucs, per perdere contro i Dallas Cowboys, tra amnesie difensive, penalità e palle perse, ma un FG di Ryan Succop a due secondi dal termine del match ha regalato ai Campioni in carica la vittoria nell'opener stagionale: 31-29 il punteggio finale per la squadra di Bruce Arians.

E meno male che il kicker di Dallas ha sbagliato un paio di FG (di cui uno molto facile) e un XP... e a proposito di kicker, poter contare su uno specialista affidabile come Succop è davvero una bella garanzia; a PK invertiti, infatti, sarebbe molto probabilmente finita in maniera opposta.

Ma come è possibile che una squadra come i Cowboys, non tra le più accreditate a recitare un ruolo di primissimo piano in questo campionato, abbia sfiorato per un soffio la W, contro i Campioni in carica?

In primo luogo, vanno riconosciuti i meriti dei Dallas Cowboys, in particolare del QB Prescott, che reduce da un brutto e lungo infortunio ha trascinato Dallas a due secondi da una W che, alla vigilia del match, davvero in pochi avevano pronosticato. 

Ma molto, moltissimo, ha fatto Tampa Bay, per cercare di regalare la vittoria alla squadra ospite. 

Al di là dei due intercetti di Brady (avvenuti entrambi in circostanze abbastanza particolari: un Hail Mary all'half time e un passaggio deviato) molto gravi sono stati i due fumble, di Ronald Jones (ottimo giocatore, ma che purtroppo ha questa tendenza a perdere spesso il pallone) e soprattutto di Chris Godwin, che a poche yards dalla endzone si è fatto scippare l'ovale. 

E quindi, da poter mettere sette punti sul tabellone e chiudere la partita, si è passati al possesso per i Cowboys, che hanno infilato tra i pali il FG del momentaneo vantaggio. Poi, per fortuna, Tom Brady ha orchestrato il drive che ha portato al FG vincente di Succop, con Godwin (proprio lui) che si è fatto parzialmente perdonare  per quel sanguinoso fumble con la ricezione decisiva per far calciare il FG a Succop da una distanza abbastanza "sicura".

Chiaramente siamo solo alla prima partita, però se in attacco (fumble a parte!) il gioco e sembrato fluido e tutto sommato in continuità con quanto di ottimo visto a partire dalla seconda metà della scorsa stagione, in difesa si è concesso un po' troppo ai ricevitori dei Cowboys, e proprio la secondaria, complice anche l'infortunio che ha tolto quasi subito dal match il CB Murphy-Bunting, è sembrato essere il reparto maggiormente in difficoltà.

Da segnalare come i Cowboys abbiano utilizzato pochissimo il gioco su corsa, andando invece ripetutamente a testare la secondaria di Tampa Bay, evidentemente ritenuto dal coaching staff di Dallas il punto debole dei Campioni in carica.

Portiamoci a casa questa vittoria, dunque, ma W a parte, c'è un davvero bel po' di ruggine da togliersi dalle spalle, e per per tornare a vedere quella difesa monumentale che nel Super Bowl LV era riuscita a tenere a 9 punti l'attacco dei Kansas City Chiefs, di strada bisogna farne parecchia. 

Ma come detto, siamo solo all'inizio, prima W del 2021 in archivio e adesso massima concentrazione sui prossimi avversari, gli Atlanta Falcons, che essendo rivali di Division è doppiamente importante battere. 

venerdì 30 agosto 2019

Ultima di preseason, vittoria dei Bucs sui Cowboys per 17-15

Si è disputato ieri a Dallas l'ultimo incontro di preseason, con la vittoria dei Bucs sui Cowboys con il punteggio di 17-15.

Nel rispetto di una tradizione ormai consolidata, nell'ultimo match prestagionale a scendere in campo sono state le terze e quarte linee, con quasi tutti i titolari e le principali riserve a bordocampo per evitare il rischio di un possibile infortunio, in vista dell'imminente inizio del campionato.

Sul match c'è davvero poco o nulla da dire, essendo stato come detto un allenamento da parte di chi, in regular season, il campo non lo vedrà quasi mai.

Avrà sicuramente fatto un certo effetto ai tifosi di lungo corso vedere sul terreno di gioco, come QB per Tampa Bay, il figlio di Vinny Testaverde, che tra il 1987 ed il 1992 fu il discontinuo quanto talentuoso quarterback dei derelitti Buccaneers dell'epoca.

Ad ogni modo, da sottolineare il FG dalle 53 yards infilato tra i pali dal rookie kicker Matt Gay, mentre il TE Tanner Hudson ha messo a segno anche ieri un TD su passaggio di Ryan Griffin, confermandosi come uno degli elementi più in forma della preseason dei Bucs; chissà se Hudson riuscirà a strappare un posto nel roster definitivo, considerata l'alta competizione a livello di TE.

L'attenzione, in vista dell'opener dell'8 settembre contro San Francisco, si sposta ora sui tagli che entro la serata di domani porteranno a 53 giocatori il numero di elementi presenti a roster. Come spesso accade, potrebbero non mancare sorprese e tagli inattesi.

domenica 23 dicembre 2018

Penalità e palle perse condannano i Bucs alla sconfitta n.10

A Dallas è arrivata la sconfitta numero dieci per i Bucs, che dunque, anche nel 2018, concluderanno la stagione in doppia cifra alla voce "L".

A condannare Tampa Bay, contro i Cowboys, oltre alle tante penalità, sono stati soprattutto due sanguinosi fumble convertiti in altrettanti TD dalla squadra di casa.

In pratica, è in queste decisive giocate che si può riassumere il match, dato che Prescott e compagni non sono sembrati particolarmente brillanti, con la difesa dei Bucs che ha contenuto bene le corse del pericoloso Elliott.

Winston ha chiuso con 34/48 per 336 yards e 1 TD (e 0 intercetti), peccato per quei due fumble che comunque non sono ascrivibili al 100% a lui. Nel primo, Winston ha incassato un sack dal lato cieco, nel secondo Bobo Wilson ha contribuito non poco a perdere il pallone su un hand-off.

La differenza stasera l'hanno fatto i dettagli, come i due citati fumble o il FG che Dallas ha segnato da quasi 60 yards e che Tampa Bay ha invece sbagliato (che novità!) da appena oltre le 50. Cairo Santos è un kicker molto affidabile fino alle 40 yards,  ma appena ci si allontana dai pali la sua precisione diminuisce drasticamente.

Appuntamento domenica prossima con l'ultima partita di campionato, quando al RJS arriveranno gli Atlanta Falcons. Vedremo se i Bucs chiuderanno il 2018 con un record di 5-11 oppure di 6-10, ma soprattutto vedremo che cosa accadrà lunedì prossimo, il 31/12, quando a One Buc Place potrebbero saltare parecchie teste, dal GM all'HC fino a buona parte del coaching staff...

lunedì 19 dicembre 2016

Tampa Bay ci prova, ma è di Dallas lo sprint vincente

Si ferma a Dallas, come da pronostico, la striscia vincente dei Tampa Bay Buccaneers, che concludono dunque a quota 5 la "streak" di vittorie consecutive.

Contro un avversario fortissimo, guidato dai due fenomenali rookie Dak Prescott (un irreale 32/36 per il QB) & Ezekiel Elliott (159 yards corse in 23 portate), Tampa Bay ha tenuto botta nel rimo tempo limitando i danni e andando all'halftime sul risultato di 6-17, benché il divario tra le due squadre in campo fosse parso più ampio di "soli" 11 punti.

Poi, ecco un eccellente terzo quarto da parte dei ragazzi in Red and Pewter (14-0 di parziale, con 2 due spettacolari TD pass di Winston per Adam Humphries e Cameron Brate) e i Bucs si portano, un po' inaspettatamente, in vantaggio.

L'ultimo periodo comincia sul 20-17 in favore di Tampa Bay, ma 3 FG realizzati da Bailey, a cui i Bucs non riescono a replicare in alcun modo, fissano il punteggio finale del match sul 26-20 per i Cowboys.

Che dire... perdere brucia sempre, a maggior ragione dopo avere messo la freccia del sorpasso ed essersi presentati all'inizio dell'ultimo quarto in vantaggio sia pure di soli tre punti.

Onestamente però, il divario tra le due squadre in campo è sembrato abbastanza netto a favore dei Cowboys, complessivamente un team più forte dei pure generosi e volonterosi Buccaneers.

E se Dallas avesse concretizzato meglio le numerose posizioni favorevoli d campo riuscendo ad entrare in endzone anziché doversi accontentare dei FG di Bailey (che ne ha sbagliati anche due dalla lunga distanza), alla fine il divario a favore dei padroni di casa avrebbe potuto essere anche maggiore.

Per i Bucs si è fatta sentire in maniera molto evidente l'assenza di Demar Dotson, ancora alle prese con i postumi di una "concussion" ed il cui forfait ha gravato sul rendimento della OL in maniera molto evidente.

Gosder Cherilus, il sostituto di Dotson, ha disputato una prestazione pessima al punto da essere sostituito nel finale dal rookie Leonard Wester. Purtroppo Cherilus si è dimostrato incapace tanto a proteggere Winston quanto ad aprire varchi per Martin; non a caso Jameis ha avuto pochissimo tempo a disposizione per selezionare il ricevitore più libero ed il gioco su corse non ha mai dato buoni risultati.

La difesa dei Bucs, reduce da ottime prestazioni, ha cercato di contenere lo straripante attacco di Dallas, che oltre ai due fenomenali rookie può contare anche su una ottima linea offensiva. Nel finale si è poi infortunato al gomito William Gholston, speriamo che il giocatore riuscirà a recuperare per i prossimi due cruciali match.

In attacco, luci e ombre per Winston, come detto protetto poco e male dalla linea ma anche impreciso di suo, e che ha alternato giocate da campione (i due TD pass) ad altre imprecisioni gravi (il fumble, gli intercetti). E comunque bisognerà ritrovare un gioco sulle corse produttivo o perlomeno decente, se si spera di avere ambizioni per i playoff. Con le complessive 52 yards guadagnate ieri su corsa (per Martin solo 42 yds in 16 tentativi) non si va davvero da nessuna parte.

A questo punto, per mantenere vivo il sogno playoff bisognerà vincere le prossime due partite, sia a New Orleans sabato prossimo che contro Carolina nell'ultimo match di regular season al Raymond James Stadium.

Sperando anche in risultati un po' più favorevoli da parte delle rivali per la corsa ai playoff che non quelli verificatisi ieri, quando tutte le avversarie dirette dei Bucs per agguantare un posto nella postseson hanno vinto. Magari a partire dal monday night di stasera, in cui non sarebbe male se Carolina riuscisse a "sgambettare" Washington...

domenica 18 dicembre 2016

Bucs, contro i Cowboys una "mission (quasi) impossible"


Per proseguire il sogno playoff ed allungare a quota 6 la striscia di vittorie, questa notte a Dallas servirà davvero un'impresa da parte dei ragazzi in Red and Pewter.

I Cowboys vantano infatti un eccellente record di 11-2, sono quasi insuperabili all'AT&T Stadium dove hanno perso solo l'opener contro i Giants, e guidati dai due rookie Prescott (QB) ed Elliott (RB) sono tra i principali candidati a rappresentare l'NFC al prossimo Super Bowl.

E' vero che nelle ultime partite Dallas è sembrata un po' sottotono rispetto alla fase centrale del campionato, in cui pareva una macchina inarrestabile, ma anche Tampa Bay - che pure viene da una entusiasmante quanto inattesa "streak"  di 5 W consecutive - ha faticato non poco domenica scorsa ad avere la meglio sui non proprio irresistibili New Orleans Saints.

Se Winston e soci vorranno portare positivamente a termine la "mission (quasi) impossibile" di espugnare Dallas sarà necessario non solo che la difesa si confermi sui livelli di eccellenza assoluta delle ultime domeniche, limitando Elliott e mettendo sotto pressione Prescott ma sarà fondamentale che anche l'attacco fornisca un contributo più concreto e sostanzioso rispetto a quanto prodotto negli ultimi match.

Intanto, dall'infermeria arrivano notizie abbastanza confortanti: Adam Humphries è recuperato, e i vari "acciaccati" (Conte, Stocker, McCoy, David) dovrebbero farcela tutti quanti ad essere in campo. L'unico assente sicuro sarà Demar Dotson, ancora alle prese con i postumi della "concussion" rimediata a San Diego quindici giorni fa.

Per fortuna, come detto, sarà nuovamente disponibile il WR Adam Humphries, un prezioso bersaglio in più per Jameis Winston, che non sarà più costretto a forzare sui "soliti" Evans e Brate. Mancherà invece - e questa è una assenza pesante per la OL - Demar Dotson. Anche a Dallas, come contro New Orleans, sarà Gosder Cherilus a sostituire Dotson, si spera con risultati migliori rispetto a sette giorni fa, quando proprio Cherilus ha rappresentato un po' l'anello debole di una OL in evidente difficoltà ad aprire i varchi necessari per le corse di Martin.

Ed il running game dei Bucs sarà una delle chiavi decisive per l'esito del sunday night; mantenere in campo a lungo il nostro attacco e bruciare minuti preziosi sul tabellone confinando invece sulla sideline il più a lungo possibile Prescott ed Elliott sarà infatti possibile solo con un gioco sulle corse che sia efficace e produttivo (ed in grado, inoltre, di togliere pressione dalle spalle di Winston).

Difesa intensa e aggressiva come quella ammirata in quest'ultimo mese, ed attacco capace di non commettere errori e di far correre Martin come ai bei tempi: solo così i Buccaneers potranno proseguire il difficile percorso verso il sogno chiamato playoff...

domenica 15 novembre 2015

Un TD di Winston nel finale regala la W ai Bucs!

Vittoria sudata e rocambolesca per Tampa Bay, che dopo avere rincorso per quasi tutto il match - peraltro a bassissimo punteggio - si impone per 10-6 sui Cowboys.

Le "chiavi" della W di stasera? I tanti errori di Dallas (troppe penalità e quel drop di Bryant su un cruciale "3 and 1" nel finale del 4° periodo...), una decisiva chiamata arbitrale (in tutta onestà, quella flag a favore di Shepard, sul fumble commesso da Winston in tuffo in endzone, potevano anche non lanciarla) e la voglia di vincere del suo giocatore più rappresentativo e importante, Jameis Winston, che dopo avere rischiato l'osso del collo (oltre al fumble...) con un tuffo in endzone che poteva costare la W ai Bucs, nella giocata successiva - ad un minuto dalla fine - ha realizzato con una bootleg il TD della vittoria.

Poi i Bucs hanno cercato ugualmente di perderla, con Jenkins che ha commesso il fallo più stupido della serata dando a Cassel la possibilità di lanciare in endzone, ma il Bryant di stasera, reduce da un lungo infortunio, non era quello implacabile ammirato negli scorsi anni, e McDougald lo ha "bruciato" mettendo a segno l'intercetto che ha chiuso il match a favore di Tampa Bay.

Vincere contro Dallas è sempre un piacere, a maggior ragione in un RJS pieno di tifosi texani, anche se stasera Tampa Bay è andata davvero ad un passo dalla sconfitta. Se da un lato infatti la difesa ha contenuto bene i Cowboys, l'attacco (sempre privo di ASJ e V. Jackson) oggi ha stentato a trovare il ritmo giusto, con le corse che raramente hanno funzionato e con Mike Evans a lungo unico bersaglio utile per Winston.

Poi, quando Jameis ha iniziato a trovare anche altri ricevitori (Myers, Humpries, Dye), i Bucs hanno iniziato a conquistare yards e ad affacciarsi nella metà campo avversaria. E nell'ultimo drive, Jameis prima ha rischiato di farcela perdere facendosi sgusciare il pallone di mano nel tentativo di tuffo in endzone e poi ce l'ha fatta vincere andandosi a prendere la yarda di cui c'era bisogno per sigillare il match.

E' stata una partita difficile, faticosa, con due squadre malmesse e abbastanza confusionarie ma che non mollavano di un centimetro. E alla fine va riconosciuto ai Bucs il merito di essere sempre rimasti incollati ai Cowboys e - a differenza di quanto accaduto in altre partite simili - di non essersi disuniti alle prime difficoltà facendosi travolgere dagli avversari.

Ad ogni modo, stasera Winston - che pure non ha giocato una partita brillante, ed è anche stato intercettato due volte, benchè in entrambi i casi il pallone sia finito nelle mani dei DB avversari dopo essere stato deviato dai ricevitori dei Bucs - ha dimostrato di essere il giocatore decisivo di questa squadra. Nel momento cruciale ha chiuso terzi down vitali, ha infuso alla squadra sicurezza, e - come si diceva - si è andato a prendere il TD della vittoria. Certo, senza quella decisiva chiamata arbitrale magari adesso si farebbero altre considerazioni, ma non è con i "se" che si scrive la storia.

E quindi - almeno per una domenica! - niente Maalox e buona vittoria a tutti!  ;-)

venerdì 13 novembre 2015

Marpet, V. Jackson e J. Smith, sicuri assenti contro Dallas

Il "bollettino medico" diramato dai Bucs prevede tre assenze sicure per il match di domenica, quando al Raymond James Stadium si presenteranno i Dallas Cowboys reduci da sei sconfitte consecutive e desiderosi di interrompere questa lunga striscia di KO.

A causa dell'infortunio rimediato alla caviglia nell'ultima partita contro i NY Giants, la guardia Ali Marpet assisterà al match con i Texani dalla sideline, al fianco di Vincent Jackson (fuori per la terza partita consecutiva per i guai al ginocchio) e al DE J. Smith, anch'egli alle prese con un infortuno alla cavigila.

Sono tre assenze importanti, considerato che V. Jackson - visto il "mal di drop" di Mike Evans - rimane tutt'ora il bersaglio più affidabili per Winston, e che J. Smith è uno dei pochi elementi della linea difensiva dei Bucs in grado di portare con una certa continuità adeguata pressione al QB avversario.

Da non sottovalutare nemmeno l'assenza del rookie Marpet, anche se in questo caso non mancano le alternative, considerato che a livello di OL sono da registrare il rientro di Demar Dotson e la piena guarigione di Evan Smith.

Tornando al match con i Cowboys, se la secondaria non riuscirà a limitare Dez Bryant, e dall'altro lato del campo la difesa di Tampa Bay replicherà l'opaca prestazione di sette giorni fa, molto difficilmente i Bucs riusciranno nella comunque mai facile impresa di "espugnare" il proprio stadio, nel quale - per inciso - hanno vinto ben quattro partite (tre delle quali risalenti alla gestione Schiano) delle ultime 20 disputate...

domenica 23 settembre 2012

Ma che cosa è successo a Josh Freeman...?

Josh Freeman, una domenica da incubo
In tanti anni che seguo i Tampa Bay Buccaneers, faccio fatica a ricordare una prestazione così modesta da parte di un nostro quarterback. E dire che seguo i Bucs dai tempi di Vinny Testaverde, per cui di QB scarsi, se non di veri e propri brocchi, ne ho visti parecchi...

Proprio ieri auspicavo un risveglio da parte di Freeman, che nelle due partite sin qui disputate mi era parso lontano dai suoi giorni migliori, e più vicino all'opaco giocatore visto nel 2011 che non al brillante atleta che nel 2010 aveva stupito in positivo per precisione, mobilità e capacità di caricarsi il peso della squadra sulle spalle guidandola spesso a vittorie insperate.

Spiace, gettare le colpe della sconfitta addosso ad un solo giocatore, ma onestamente credo che a OL, RB e WR, e soprattutto alla difesa si possa rimproverare ben poco, questa sera. Anzi, la cosa grave è che... i Bucs erano offensivamente più pericolosi quando in campo c'erano Barber e soci, che non l'attacco vero e proprio!

Grazie a un intercetto di Talib, poi convertito in TD da una ricezione di Luke Stocker, la partita sembrava si fosse messa nel migliore dei modi. E invece no. Non si può chiedere a un reparto (la difesa) di giocare per due (anche per l'attacco), e questa sera ogni volta che il pallone veniva messo in aria (quando Freeman non finiva KO piallato dalla difesa di Dallas) si trattava di lanci sbilenchi, imprecisi, e i vari Clark, Williams e Jackson hanno messo insieme cifre ridicole, ma non per colpa loro...

Non so se era il caso di panchinare Freeman; questa sera il ragazzo non c'era proprio, era confuso e sembrava quasi costretto a giocare pur non avendo la minima idea di che cosa fare una volta ricevuto il pallone dal centro... chiaro che questa squadra, senza il "vero" Freeman (o meglio, il Freeman del 2010, chissà se poi era proprio quello il "vero" Josh...) non va da nessuna parte. Orlovski non è niente di  più che un discreto backup, abbiamo sì una buona batteria di WR e di RB (a proposito: ma perché Blount gioca così poco? Questa cosa Schiano la dovrebbe spiegare meglio, perché vedere Ware in azione al posto di LeGarrette grida vendetta...), ma senza un QB di valore nella NFL non si va da nessuna parte.

Da segnalare, in negativo, c'è anche un infortunio per il DE Clayborn, un problema al ginocchio che pare abbastanza serio. Peccato, perché la linea difensiva, in particolare il redivivo McCoy e soprattutto l'ottimo Bennett, oggi avevano anche messo a segno qualche giocata importante, e finalmente si era vista non solo una certa pressione sul QB avversario ma era andato a segno anche qualche bel sack.

Chiudo infine dicendo che - a mio avviso - qualcuno forse glielo dovrebbe far notare a Schiano che probabilmente non è il caso di giocare anche quando agli avversari basta inginocchiarsi per vincere la partita. Non c'è niente di male, nessun regolamento lo vieta, ma questa cosa serve solo a far passare i Bucs per quello che non sono - ossia un team di picchiatori, provocatori e rissaioli - e a creare inutili polemiche di cui proprio non abbiamo bisogno. La scorsa settimana, una delle notizie di cui si è più parlato in ambito NFL è stata la quasi-rissa scoppiata a Maadowlands sull'ultima azione giocata a pieno regime da Tampa Bay nonostante a Manning bastasse inginocchiarsi per chiudere il match.

Ecco, riterrei invece più opportuno utilizzare idee ed energie per ampliare il playbook e per non vedere più chiamare due azioni di corsa con i Bucs sotto di nove a due minuti dal termine (evidentemente anche l'OC Sullivan aveva perso ogni fiducia in Freeman, il che non mi pare proprio un buon segno...), anziché usare questi "mezzucci" di saltare addosso al QB avversario che si inginocchia sperando così di provocare un assai improbabile fumble...

Ad ogni modo, che ci fosse molto da lavorare si sapeva....dispiace constatare che quello che si riteneva uno dei pochi punti fermi della squadra, Josh Freeman, si stia rivelando invece come uno dei principali problemi per coach Schiano....

domenica 18 dicembre 2011

I Bucs sanno solo perdere

Dunque, alla fine è andato tutto come da prevedibilissimo pronostico: Dallas che domina in lungo e in largo nel primo tempo, archiviando la pratica Bucs dopo appena 30 minuti di football. 28-0 il parziale dopo i primi due quarti e match già chiuso. Il secondo tempo serve solo per migliorare le statistiche, con Tampa Bay che segna qualche inutile punto senza mai dare la minima impressione di poter in qualche modo riaprire la partita.

Il primo tempo di Tampa Bay è stato qualcosa di profondamente imbarazzante, sembrava la prosecuzione dello scempio a cui avevamo assistito sette giorni prima a Jacksonville. Tra l’altro, al parziale di 0-41 con cui i Bucs avevano chiuso la partita coi Jaguars si è aggiunto quello con cui Tampa Bay ha iniziato il match con Dallas: un gustoso 0-28, per un parziale complessivo di 0-69, roba da non credere...
Barber e Winslow dopo l'ennesimo KO

Ormai basta un errore per mandare i Bucs fuori dalla partita. A Jacksonville era stato il fumble di Parker su un punt return a dare il via alla rimonta dei Jaguars, con Dallas è bastato il fumble di Freeman nel primo drive per chiudere il match. Dopo quell’errore, ci sono stati 28 punti (a zero) per i Cowboys ed un dominio incontrastato da parte di Romo & co. Sembrava di assistere ad una partita tra professionisti (in maglia bianca) contro dilettanti (in maglia rossa), uno spettacolo davvero penoso.

Ma almeno, in questo primo tempo degli orrori, c'è qualcosa o qualcuno da salvare? No, niente e nessuno. Non la difesa che confermandosi la peggiore dell'intera NFL ha concesso di tutto e di più, non l’attacco con un Freeman incapace di trovare un ricevitore libero e un Blount costretto a guadagni ridottissimi, non la linea offensiva in difficoltà estrema a proteggere il proprio QB e non in grado di aprire varchi per le corse.

Credo poi sia inutile soffermarsi su quanto accaduto nel corso del secondo tempo, dato che ormai la partita era chiusa e Dallas si è limitata a contenere la reazione (peraltro resistibilissima) di Tampa Bay. Da segnalare solamente una bella giocata di Adrian Clayborn, con il DE rookie da Iowa che ha placcato Romo provocando un fumble riportato in endzone dal LB Dekoda Watson, e poi il drive concluso con il TD di Briscoe. Un po’ pochino: "too little, too late", come si dice oltreoceano.

Il "Saturday Night" vs Dallas ha quindi confermato lo stato comatoso in cui versano i Buccaneers. Una squadra ormai incapace di reagire alle avversità e che si consegna agli avversari senza più opporre la benché minima resistenza. Sconfitta consecutiva numero otto in archivio, pronti per allungare la "losing streak" alla doppia cifra, visto che l’esito delle due partite che rimangono per chiudere la stagione (le trasferte a Carolina e ad Atlanta) pare del tutto scontato.

Intanto, stando alla stampa locale, circolano voci a Tampa secondo cui i Glazer parrebbero intenzionati a confermare Morris e a ingaggiare semplicemente un Defensive Coordinator sollevando Raheem solo dal compito di DC. Ovviamente, credo e spero sia solo uno scherzo, peraltro di cattivo gusto. Confermare Morris, no dico, ma siamo impazziti?! Va anche detto però che, con Morris sulla sideline dei Bucs anche nel 2012, i Glazer potrebbero risparmiare oltre che sull'ingaggio di un nuovo Head Coach anche sulle spese dello stadio: per andare a vedere i Bucs allenati ancora da Morris credo sarebbe infatti più che sufficiente un campetto di periferia da 10 mila posti (scarsi...).

sabato 17 dicembre 2011

Saturday night live

Il RJS "by night"
La partita di questa sera con Dallas, sebbene del tutto inutile dl punto di vista della classifica (almeno per i Bucs, dato che i Cowboys sono in piena corsa per vincere la NFC East) presenta comunque alcuni spunti interessanti.

Intanto, si giocherà in un Raymond James Stadium “sold out”, il che è quasi un evento, dato che generalmente i biglietti invenduti oscillano tra i 15 ed i 20 mila. Chiaramente, il tutto esaurito è dovuto all’importanza di giocare un match che sarà teletrasmesso in diretta nazionale (non a caso l’altro sold out quest’anno è stato il Monday Night vs Indy), e poi si gioca contro Dallas, che è pur sempre l’America’s Team e probabilmente ancora oggi e la squadra con più tifosi in tutti gli States, nonostante siano lontani per i Texani i fasti degli anni ‘70 e ‘90. Dunque, RJS esaurito, ma prepariamoci a vedere sugli spalti molte, moltissime maglie di tifosi con la stella azzurra...

Venendo al match, da segnalare la sicura assenza del WR Arrelious Benn, reduce da una “concussion” e tenuto precauzionalmente a riposo. Al suo posto giocherà Dezmon Briscoe, alla prima partita da starter in carriera. Gli altri giocatori alle prese con infortuni di vario tipo e in (lieve) dubbio per stasera sono il DE Michael Bennett (piede), il DT Brian Price (caviglia) ed il WR Sammie Stroughter (ginocchio).

L’esito della partita pare ampiamente scontato, e - a meno che Dallas non venga in Florida con la testa altrove e convinta di fare una scampagnata - potrebbe essere sufficiente anche solo il primo tempo a Romo & co. per archiviare in scioltezza la pratica Buccaneers.

Poi, ed è il bello del football, tutto può accadere dato che... la palla è ovale! Ma anche se è vero che i Bucs in quest’anno disgraziato hanno spesso giocato bene contro squadre forti (le vittorie vs NO e ATL, la bella partita at GB) e che spesso i Cowboys hanno incredibilmente perso partite che sembravano già vinte (contro le due squadre di New York, vs Detroit), direi che a tutto c’è un limite.

Ad oggi, i Buccaneers sono una squadra alla deriva, reduci dall’umiliazione di Jacksonville, con un coaching staff che ha perso la bussola, e con tanti giocatori giovani e talentuosi quanto incapaci di reagire alle avversità e di dare prova concreta della propria classe.
Settembre 2009, l'ultimo precedente

Il pronostico pare dunque scontato, con Dallas che agguanterà l’ottava W stagionale e continuerà il testa a testa con i Giants per vincere la propria division. Sarà però interessante vedere se, dopo una ennesima settimana di “passione” in cui sono proseguite le dichiarazioni di solidarietà per Morris da parte della squadra, ci sarà finalmente un qualche segno di vita, da parte dei ragazzi in Red & Pewter.

Sul fatto che la losing streak dei Bucs questa sera raggiungerà quota 8, dunque, non si accettano scommesse. Ma un conto è perdere anche la faccia, oltre alla partita, e farsi spazzare via senza combattere dagli avversari – come troppo spesso è accaduto quest’anno – altro è invece lottare con il coltello tra i denti fino alla fine, e uscire dal campo a testa alta, al di là di W o L che sia.

Riusciranno i nostri eroi nell’impresa di perdere con dignità? Dopo tre anni di Morris, la cui prima partita da Head Coach fu proprio una sconfitta al RJS vs Dallas, a questo siamo ridotti, a sperare nelle sconfitte onorevoli e a salvare la faccia. Ad ogni modo, qualcosa di positivo c’è: alla fine di questa stagione (ed alla permanenza di Morris sulla sideline dei Bucs) mancano solamente tre partite...!