E' andata in scena ieri, contro i pur
modesti Minnesota Vikings, l'ennesima prestazione di questi Bucs
edizione 2014 che è definibile unicamente con questo termine (o con
sinonimi aventi il medesimo significato): o-r-r-e-n-d-a.
Lasciamo
stare il fatto che alla fine avremmo anche potuto arpionare una W
grazie soprattutto alla pochezza degli avversari, ma per tre quarti
abbondanti il livello di gioco espresso ieri da Tampa Bay è stato,
ancora una volta, gravemente insufficiente.
Eh sì, perché qui purtroppo siamo
arrivati ormai quasi a metà stagione e al di là del record
straperdente (1-6) quello che più sconforta è che quest'anno i Bucs
non è che giochino semplicemente sottotono o magari lascino comunque
intravedere qualche barlume di speranza per il futuro. Ogni partita è
la copia identica del match precedente, e – se possibile – si fa
un passo indietro anziché uno in avanti. Male l'attacco, male la
difesa, male gli special team...
Credo sia importante cercare di capire
le ragioni del perché qualunque avversario sembri sempre
infinitamente più forte dei Bucs e quali sono i settori su cui, tra
draft e free agency, bisognerà cercare di intervenire in maniera più
massiccia per cercare di raddrizzare le sorti di questa squadra. A mio modo di vedere sono le due linee, sia
quella offensiva che quella difensiva, i settori non dico da
rifondare ma su cui sarà indispensabile procedere pesantemente con
l'innesto di forze fresche e talentuose.
Cominciamo dall'attacco: la OL sta
facendo una fatica tremenda sia ad aprire varchi per i RB, con i
poveri Martin e Rainey che nel migliore dei casi riescono a strappare
un paio di yards ma che più spesso si infrangono sul muro avversario
con un guadagno pari a zero, sia – ancora di più – nella
protezione che dovrebbe fornire al QB nei giochi di passaggio.
E qui si apre una doverosa parentesi,
riferita a Mike Glennon.
Potrebbe fare di più il nostro QB? E'
lui una delle cause principali degli attuali problemi dei
Bucs? A mio avviso, no alla prima e no anche alla seconda domanda.
Glennon sta già facendo miracoli in
serie, sia a "mantenersi vivo", dato che dopo circa due decimi di
secondo dallo snap ha già l'intera linea difensiva avversaria che
cerca di stenderlo a terra e sia perché anche in una situazione
disperata come quella attuale il secondo anno da NC State mi sembra
uno dei pochi che riesca comunque a combinare qualcosa di decente, e se
- come mi auguro – il giocatore proseguirà il suo percorso di
crescita, tutto dovremmo fare nel prossimo draft tranne che scegliere
un altro QB.
Ma chiudiamo la parentesi Glennon e
torniamo alla OL: che fosse un punto debole dei Bucs lo si sapeva, ma
anche da molto tempo, di sicuro era cosa nota sia all'epoca della free
agency che del draft. E se nel corso della FA sono stati acquisiti
giocatori sulla carta importanti come Collins e Dietrich-Smith, è
stato invece gestito in maniera assai più discutibile il draft dello
scorso maggio.
Forse nella speranza di recuperare Carl
Nicks, si sono scelti due giocatori per la OL solo al quinto giro, ma
nè Edwards nè Pamphile si sono dimostrati di una minima utilità
finendo regolarmente, ogni domenica, tra gli "inactive players".
Certo, sono due giovani prospetti e magari tra un paio di anni
diventeranno giocatori utili, ma ai Bucs serviva ADESSO del talento
per la linea offensiva, non (forse) tra un paio di campionati.
Poi si è cercato di aggiustare le cose
con la trade che ha portato Mankins a Tampa, ma non è da un logoro
veterano di lungo corso la cui carriera è ormai in evidente parabola
declinante che potevamo aspettarci il miracolo di far rifiorire la
nostra linea offensiva.
Infine il coaching staff, che ha le sue
(non lievi) responsabilità per come sta facendo rendere questa
linea, che non sarà di prima qualità – questo è evidente – ma
che non può nemmeno continuare a giocare in questo modo visto che
comunque qualche nome importante c'è (Collins, Dietrich-Smith, lo
stesso Mankins...).
Purtroppo però i problemi non sono
solo nella OL; anche in difesa la linea desta seria preoccupazione
perché non è possibile che i QB avversari riescano sempre a uscire
dal RJS belli freschi come dopo una gita al mare. Una volta per i QB
era l'inferno dover affrontare Sapp, Rice, Brooks, Quarles... adesso
giocare a Tampa è diventata, quasi, una vacanza.
Ieri nemmeno nei momenti cruciali siamo
riusciti a mettere "seriamente" pressione sul rookie Bridgewater,
che quando contava ha potuto mettere in aria il pallone per trovare i
suoi ricevitori liberi. Magari saremo riusciti a portare una
pressione maggiore rispetto a quanto visto nella partita contro
Baltimore, in cui Flacco non era mai stato nemmeno sfiorato dai
nostri difensori nell'intero arco del match, ma ancora non ci siamo.
Gerald McCoy è il punto fermo da cui
ripartire (e nella prossima free agency si dovrà blindare l'altro
unico fuoriclasse del team, il LB Lavonte David in scadenza al
termine del 2015) ma al fianco di Geraldone non possiamo schierare
tre mestieranti qualsiasi, perché altrimenti basterà raddoppiare o
triplicare il #93 per garantire al proprio QB una domenica di relax.
Al di là di McCoy, il processo di crescita di Gholston mi
sembra si sia fermato, Johnson è sempre alle prese con problemi
fisici che ne condizionano il rendimento e McDdonald fa il suo
compitino, ma se la linea difensiva è composta da questi quattro
titolari, allora sarà necessario irrobustire e non poco anche questo
reparto, tra FA e draft.
A mio avviso, per cercare di tornare ad
essere minimamente competitivi occorrerà ripartire proprio dalle due
linee, tanto quella offensiva che quella difensiva. E poi, ci
occuperemo di tutto il resto ma non avrebbe senso "sprecare" la
prima scelta del prossimo draft (che se non sarà la prima assoluta
sarà comunque o la seconda o la terza) per giocatori di altro tipo.
Poiché leggo in vari forum USA
esortazioni e inviti a HC e GM a draftare questo o quel QB, ribadisco
che quello del lanciatore di palla è uno dei problemi di gran lunga
minori degli attuali Bucs. Come dicevo ieri, così come un edificio
ha bisogno di solide basi per restare saldamente in piedi così un
team di football va costruito partendo dalle fondamenta che in una
squadra sono OL e DL; poi, in un secondo tempo, ci si potrà anche
occupare del tetto (= QB), ma senza una base solida crollerà tutto
quanto, compresa una eventuale copertura formata da oro e pietre preziose
(= con una OL come la nostra metteteci anche Joe Montana o Dan Marino
a ricevere lo snap da Dietrich-Smith, e vedrete che cambierà ben
poco...).