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lunedì 20 settembre 2021

Vittoria numero due per i Bucs, sconfitta Atlanta 48-25

Il punteggio finale del match con i Falcons, 48-25 per Tampa Bay, potrebbe far pensare ad una passeggiata di salute per i Bucs, ma non è stato proprio così.

Sul punteggio di 28-25, infatti, con Atlanta in rimonta ed il vantaggio ridotto solo a 3 lunghezze, sembrava che potesse esserci spazio per il colpo a sorpresa dei Falcons, ma per fortuna non è stato così. 

Due inediti TD messi a segno dalla safety Mike Edwards hanno chiuso definitivamente i conti, dopo che Chris Godwin aveva comunque riallungato per Tampa Bay, riportando la squadra di casa avanti per 35-25.

Gli ultimi dieci minuti di partita sono stati caratterizzati dall'exploit di Mike Edwards; già è un evento quando un difensore riporta in endzone un intercetto, figuriamoci quando il "pick six" viene bissato nell'arco di pochi minuti!  

Ad ogni modo, Atlanta è parsa complessivamente squadra di un livello inferiore rispetto ai Campioni in carica, e già ha fatto tanto a rimanere in scia per tre quarti del match. Gli ultimi 15 minuti di football sono stati dominati da Brady & soci ma soprattutto dalla difesa di Tampa, che ha non solo fermato l'attacco dei Falcons ma ha anche sigillato la vittoria mettendo punti sul tabellone.

A proposito di "difesa", da segnalare nella giornata di ieri l'ingresso del leggendario Monte Kiffin - il DC che costruì l'insuperabile difesa dei Bucs tra fine anni '90 e primi anni '00 - nel Ring of Honor di Tampa Bay. Riconoscimento meritatissimo per Kiffin, coach che contribuì in modo decisivo nel portare a Tampa il primo Vince Lombardi Trophy...

Dopo due partite casalinghe sulla carta abbastanza abbordabili (Dallas e Atlanta) rivelatesi forse un po' più complicate del previsto anche se comunque in entrambe le occasioni è arrivata l'attesa W, adesso ci sono due trasferte di fila che, per vari motivi, sembrano abbastanza complesse: Los Angeles Rams e New England Patriots saranno infatti le prossime avversarie dei Bucs.

Con i Rams lo scorso anno perdemmo in casa, si tratta di un team giovane e talentuoso contro cui dovremo dare il meglio per ottenere la terza W di questa stagione. Mentre per quanto riguarda la trasferta a Boston, si tratterà di una  partita molto particolare per Tom Brady, ed è un match che per tanti motivi sfugge un po' ad ogni pronostico anche se sulla carta Tampa Bay dovrebbe essere di livello superiore.

Intanto godiamoci il 2-0 e il primo posto nella Division, insieme a quei Panthers che ieri hanno battuto nettamente, e un po' a sorpresa i Saints di Jameis Winston, ritornato a far registrare statistiche a lui più consone (0 TD pass, 2 INT) dopo i fuochi d'artificio (5 TD pass!) della prima giornata contro Green Bay.

sabato 22 febbraio 2020

Ring of Honor, nel 2020 è il turno di Monte Kiffin


I Tampa Bay Buccaneers hanno ufficializzato il nome del nuovo membro del "Ring of Honor", che verrà introdotto tra i "grandi" che hanno scritto le pagine più importanti della loro Storia: si tratta di Monte Kiffin, il Defensive Coordinator della difesa più dominante di sempre nella storia dei Bucs, a cui - in occasione del suo 80esimo compleanno, il prossimo 29 febbraio - i Glazer hanno deciso di regalare questo particolare riconoscimento.

Per ben 13 anni (dal 1996 al 2008) Monte Kiffin ha ricoperto il ruolo di DC dei Bucs. Fu Tony Dungy a portarlo a Tampa, e già dalla prima stagione i risultati del lavoro di Kiffin furono evidenti; poi, grazie al contributo sul terreno di gioco di Campioni del calibro di Warren Sapp, Derrick Brooks, John Lynch e Ronde Barber, stagione dopo stagione Monte Kiffin perfezionò quella difesa che nella stagione 2002 condusse Tampa Bay a raggiungere il suo punto più alto, la vittoria nel Super Bowl n.37.

Kiffin, il "padre" della difesa ribattezzata proprio grazie a lui "Tampa Two", è dunque il 14esimo membro del Ring of honor dei Bucs, che già comprende figure mitiche per i Buccaneers quali Derrick Brooks, Rondé Barber, Tony Dungy, Jon Gruden, John Lynch, Warren Sapp, Malcolm Glazer, Lee Roy Selmon, John McKay, Jimmie Giles, Paul Gruber, Mike Alstott e Doug Williams.

mercoledì 8 maggio 2019

Ring of Honor 2019, è il turno di Ronde Barber

E' stato ufficializzato ieri il nome del nuovo membro del "Ring of Honor" dei Bucs, che verrà inserito tra coloro che hanno scritto le pagine più gloriose della Storia dei Tampa Bay Buccaneers il prossimo 22 settembre, in occasione dell'incontro della terza settimana contro i New York Giants.

Si tratta del cornerback Ronde Barber, uno dei giocatori simbolo dei Bucs, di cui detiene record importanti, e membro di quella squadra che, il 26 gennaio del 2003, conquistò il Super Bowl n.37 ai danni degli Oakland Raiders.

Scelto nel 1997 al terzo giro del draft, Barber ha indossato per 16 stagioni l'uniforme di Tampa Bay, l'unico team NFL con cui sia mai sceso in campo. E' davvero incredibile il fatto che, dal 1998 al 2012, Ronde non abbia mai saltato una partita, nè per squalifica nè per infortunio.

E' un meritato riconoscimento l'ingresso di Ronde Barber nel Rof Honor dei Bucs, con la speranza di vedere presto questo grande campione anche nella Hall of Fame di Canton.

mercoledì 9 maggio 2018

Ring of Honor, nel 2018 è il turno di Tony Dungy

E' stato ufficializzato quest'oggi il nome del nuovo membro del "Ring of Honor" dei Bucs, che verrà introdotto tra i "grandi" che hanno scritto le pagine più gloriose della Storia dei Tampa Bay Buccaneers il prossimo 24 settembre, in occasione del monday night contro i Pittsburgh Steelers.

Si tratta di Tony Dungy, capo allenatore dei Bucs dal 1996 al 2001, sotto la cui guida avvenne quel "turnaround" che trasformò Tampa Bay da squadra materasso a team abitualmente presente ai play-off.

Arrivato nel 1996 in sostituzione di Sam Wyche, Dungy esordì come Head Coach in NFL proprio alla guida dei Bucs, dopo gli ottimi risultati ottenuti allenando il reparto difensivo dei Minnesota Vikings.

Insieme al DC Monte Kiffin, Tony Dungy gettò le basi che portarono Tampa Bay al trionfo nel Super Bowl n.37. Quella formidabile difesa fu plasmata proprio dal duo Dungy-Kiffin, ed il Vince Lombardi Trophy conquistato a San Diego nel 2002 con Jon Gruden come HC, lo si deve in buona parte anche all'eccellente lavoro svolto per sei anni da Dungy alla guida dei Bucs. Benvenuto nel Ring of Honor, coach!

domenica 17 dicembre 2017

Contro i Falcons, mezza difesa KO (e riflettori puntati su Jon Gruden)


Nel Monday Night contro gli Atlanta Falcons, saranno molte le assenze importanti nella difesa dei Bucs, a causa di infortuni.

Dirk Koetter ha già ufficializzato che saranno "out" i due giocatori più rappresentativi del reparto difensivo (Lavonte David e Gerald McCoy), mentre il CB Hargreaves salterà la quinta partita consecutiva. In forse anche la presenza di Robinson (DB) e McDonald (DT), nonché di due elementi della OL, Sweezy e D. Smith.

Ma i riflettori, lunedì sera, saranno tutti puntati su quello che sarà il vero protagonista della serata, e cioè Jon Gruden.

L'ex Head Coach dei Bucs, che guidò Tampa Bay alla vittoria nel Super Bowl n.37, verrà infatti introdotto nel Ring of Honor, entrando a far parte della ristretta cerchia di coloro che hanno scritto le pagine di storia più importanti dei Buccaneers.

Gruden, dopo avere vinto il Super Bowl alla sua prima stagione come HC dei Bucs, rimase a Tampa fino al 2008, per venire esonerato (a sorpresa) nel gennaio 2009, quando i Glazer decisero di scommettere sul giovane Raheem Morris (che in origine sarebbe dovuto diventare il nuovo Defensive Coordinator al posto di Monte Kiffin, con Gruden HC), affidando la responsabilità dell'intera squadra, e non solo del reparto difensivo, al giovanissimo ed inesperto Raheem (che, per ironia della sorte, ora fa parte del coaching staff di Atlanta e che dunque lunedì sera assisterà al RJS alla celebrazione dell'allenatore di cui prese il posto).

Ora, considerato che la panchina di Dirk Koetter è più che a rischio, e che Gruden ha più volte manifestato un certo interesse a riprendere ad allenare, chissà che a distanza di quasi dieci anni i Glazer non decidano di tornare sui propri passi, offrendo proprio a Gruden il compito (o meglio, l'impresa) di "ricostruire" i Bucs.

Personalmente non amo le "minestre riscaldate", ed un eventuale ritorno di Gruden sarebbe da ritenersi tale, ma a questo punto, dopo averle provate praticamente tutte (dal coach giovane al sergente di ferro proveniente dal college, dal vecchio drago con tanta esperienza NFL all'ex Offensive Coordinator di talento) con risultati sempre disastrosi, non saprei davvero a quale altro coach affidare il compito di risollevare il derelitto galeone Bucaniere, alla deriva proprio da quando Gruden venne (frettolosamente) allontanato...

martedì 30 maggio 2017

Ring of Honor 2017: Jon Gruden e Malcolm Glazer


Il "rito" dell'introduzione nel Ring of Honor è ormai una consolidata tradizione in casa Bucs: ogni anni, a partire dal 2009, vengono infatti celebrati i grandi del passato, siano essi giocatori, allenatori o dirigenti che hanno contribuito a scrivere le pagine più belle nella ultraquarantennale storia dei Tampa Bay Buccaneers.

Sono stati resi noti oggi i nomi dei due "prescelti" per il 2017: si tratta dell'allenatore che condusse i Bucs alla vittoria nel Super Bowl n.37, Jon Gruden, e dell'ex proprietario Malcolm Glazer, scomparso tre anni fa, che contribuì in maniera determinante a trasformare Tampa Bay in un team vincente a cavallo tra fine anni novanta e primi anni duemila.

Malcolm Glazer verrà "onorato" il 5 ottobre, in occasione del Thursday Night contro i New England Patriots, mentre a Gruden verrà reso omaggio il 18 dicembre, quando al RJS si disputerà il Monday Night con i rivali divisionali degli Atlanta Falcons.

venerdì 22 gennaio 2016

Ring of Honor, il 2016 è l'anno di John Lynch


Con un certo anticipo rispetto all'anno scorso - era maggio quando venne annunciato l'ingresso di Mike Alstott e Doug Williams nel Ring of Honor - è stato ufficializzato quest'oggi, nel corso di una conferenza stampa a One Buc Place in cui era presente il diretto interessato, il nome del nuovo membro del RoH dei Bucs.

Si tratta del grande John Lynch, safety che per un decennio - gli "anni d'oro" dei Bucs, tra la fine degli anni novanta e i primi anni duemila - contribuì in maniera determinante a portare Tampa Bay sul tetto del mondo. Sul Vince Lombardi Trophy del 26 gennaio 2003 c'è anche la firma di Lynch, placcatore implacabile, giocatore durissimo quanto corretto e mai sopra le righe.

Dopo 10 anni in maglia Bucs, Lynch ha concluso la carriera a Denver, giocando anche in Colorado quattro stagioni di ottimo football.

John Lynch va dunque ad aggiungersi agli altri grandi che hanno scritto le pagine più importanti della storia dei Bucs ed i cui nomi sono presenti, a imperitura memoria, sugli spalti del Raymond James Sadium: Lee Roy Selmon, coach John McKay, Jimmie Giles, Paul Gruber, Warren Sapp, Derrick Brooks, Mike Alstott e Doug Williams.

Oltre alla nomina a nuovo membro del Ring of Honor dei Bucs, il 2016 potrebbe riservare a John Lynch un altro grande riconoscimento: insieme - tra gli altri - a coach Tony Dungy, Lynch è infatti tra i candidati finalisti per l'ingresso nella Hall of Fame di Canton.

giovedì 3 dicembre 2015

Doug Williams, un'altra Leggenda entra nel Ring of Honor

 
Domenica, in occasione del match casalingo contro gli Atlanta Falcons, i Bucs festeggeranno l'ingresso nel Ring of Honor di un altro grande giocatore del passato: si tratta di Doug Williams, il primo (e sino ad ora unico, sperando che Winston possa essere il prossimo) franchise QB dei Tampa Bay Buccaneers.

Draftato nel 1978 dai Bucs al primo giro (pick n. 17 assoluta), Williams divenne ben presto uno degli elementi fondamentali di un team che - grazie anche al decisivo contributo di Doug - arrivò alla finale di Conference e ad altre due apparizioni ai playoff.

Doug Williams - dopo una breve parentesi nella lega USFL in cui approdò non avendo trovato l'accordo con Hugh Culverhouse, l'allora proprietario dei Bucs, per il rinnovo dl contratto -  trovò poi gloria a Washington, vincendo un Super Bowl (nel quale fu nominato MVP) con i Redskins.

Ma il suo apporto per contribuire a trasformare i Bucs, a cavallo tra gli anni '70 e '80, da team perdente a squadra competitiva fu determinante; ed è quindi giusto tributargli l'onore che solo ai grandi campioni deve essere reso, e cioè l'eterna memoria del "Ring of Honor".

Quello contro i Falcons sarebbe stato un perfetto "throwback game", e sarebbe stato ideale celebrare Doug Williams indossando le uniformi che erano soliti usare i Buccaneers ai suoi tempi, e cioè le"originali" white and orange nonché il casco con Bucco Bruce; peccato che le rigide regole attualmente in vigore vietino ai giocatori di cambiare casco nel corso della stagione impedendo, di fatto, la riproposizione delle vecchie divise.

Ad ogni modo, speriamo di celebrare l'ingresso di questo grande campione nel Ring of Honor con una W, che manterrebbe vive le residue speranze di approdare là dove Doug Williams era solito condurre la squadra: i playoff...

venerdì 2 ottobre 2015

Mike Alstott, domenica si festeggia una Leggenda


Questa domenica, durante l'intervallo della partita con i Carolina Panthers, entrerà a far parte del "Ring of Honor" dei Tampa Bay Buccaneers uno dei nomi leggendari di questa squadra.

Si tratta di Mike Alstott, l'indimenticabile "A-train", uno di quei fuoriclasse che - insieme a Brooks, Sapp, Lynch - contribuì a cavallo tra la fine degli anni '90 e i primi anni '00 a trasformare i Bucs da team barzelletta abbonato alla doppia cifra alla voce "sconfitte", in una squadra vincente, che raggiunse il punto più alto della sua storia nella magica notte di San Diego, travolgendo i Raiders nel Super Bowl XXXVII e portando in Florida il Vince Lombardi Trophy.

Definire Alstott semplicemente uno dei migliori "fullback" all-time nella storia NFL non renderebbe comunque l'idea dell'importanza e dello spessore di questo giocatore. Portatore di palla eccellente, non solo per chiudere i "third and one", Mike era anche abilissimo nel ricevere fuori dal backfield. Basti dire che nella sua stagione da rookie, il 1996, fu proprio Mike il miglior ricevitore della squadra, con ben 65 palloni ricevuti.

Qualche fumble di troppo, forse, se proprio vogliamo per forza di cosa trovargli un qualche aspetto in cui il #40 avrebbe potuto fare ancora meglio. Ma chi seguiva i Bucs in quegli anni non può che avere un ricordo splendido relativamente a questo giocatore; gradissimo sul rettangolo di gioco quanto esemplare fuori dal campo, in poche parole: un vero e proprio "Numero Uno".

Scelto dai Bucs al secondo giro del draft 1996 da Purdue, Alsott ha disputato 11 stagioni in NFL tutte quante sempre e solo con la maglia - "white and orange" prima e "red and pewter" - poi dei Tampa Bay Buccaneers, prima che un serio infortuno al collo lo costringesse ad appendere il casco al chiodo.

Infine, riporto qui alcuni numeri - tratti direttamente dal sito ufficiale buccaneers.com - che meglio di qualsiasi parola servono a rendere l'idea dell'importanza che abbia avuto Mike per i Bucs.

Grazie di tutto, Campione!

1- Rank on the Buccaneers’ all-time scoring list among non-kickers.

2- Rank on the Buccaneers’ all-time rushing yardage list (5,088).

3- Number of rushing touchdowns scored in the 2000 Pro Bowl, an all-time record for the NFL’s all-star game.

4- Number of times named an Associated Press All-Pro first or second-team choice (second-team in 1996, first-team in 1997-99).

6- Number of Pro Bowl appearances, a team record for an offensive player.

7- Career 100-yard rushing games.

10- Career postseason games played, making Alstott one of only four men in team history to reach double digits in that category (Derrick Brooks 11, Ronde Barber 10, Shelton Quarles 10).

11- Touchdowns scored in 2001, a career high and tied for the third most in a single season in team history.

12- Number of seasons on the Buccaneers’ roster, including the 2007 season spent on injured reserve.

19- Number of other running backs who carried the ball during a regular-season game during Alstott’s tenure as a Buccaneer (Rabih Abdullah, Michael Bennett, Reggie Brooks, Jameel Cook, Zack Crockett, Kenneth Darby, Warrick Dunn, Jerry Ellison, Charlie Garner, Earnest Graham, Thomas Jones, Lorenzo Neal, Michael Pittman, Errict Rhett, Ian Smart, Aaron Stecker, LeRoy Thompson, Jamel White, Carnell Williams).

25- The difference in touchdowns scored between Alstott and the second player on the Bucs’ all-time list, James Wilder.

31- Length, in yards, of his touchdown run against Detroit on Dec. 28, 1997, the longest postseason run in team history.

35- Overall draft pick number when the Buccaneers selected him in the second round in 1996.

44- Number of wins by the Buccaneers in the 58 regular-season games in which Alstott scored at least one touchdown.

47- Length, in yards, of longest career touchdown run, at Atlanta, Nov. 9, 1997.

65- Career-high single-season receptions total, in 1996, then a Buccaneers rookie record.

71- Regular-season touchdowns scored (58 rushing, 13 receiving), a franchise record.

89- Number of Buccaneer victories, including the postseason, in which Alstott played.

100- Percentage of times the Buccaneers won when Alstott gained over 100 rushing yards in a game (7-0).

131- Career single-game high for rushing yards, vs. Denver, Sept. 26, 1999.

137- Games started as a Buccaneer, fifth-most in team history.

158- Games played as a Buccaneer, seventh-most in team history.

305- Career receptions, third-most in team history.

341- Career postseason rushing yards, most in team history.

949- Career-high single-season rushing yardage total, in 1999.

5,088- Career rushing yards.

7,372- Career combined rushing and receiving yards.

mercoledì 13 maggio 2015

Ring of Honor 2015: Doug Williams e Mike Alstott!


A partire dal 2009, ogni anno i Tampa Bay Buccaneers introducono nel "Ring of Honor" un grande ex del passato, allenatore o giocatore che sia, e l'elenco dei membri di questa esclusiva elìte comprende i nomi di coloro che hanno fatto la Storia dei Bucs:  Lee Roy Selmon (2009), John McKay (2010), Jimmie Giles (2011), Paul Gruber (2012), Warren Sapp (2013) e Derrick Brooks (2014).

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi a One Buc Place, è stato annunciato dal co-chairman Bryan Glazer che nel 2015 - in quella che sarà la stagione n.40 che i Bucs disputeranno in NFL - saranno due le introduzioni nel Ring of Honor: la prima riguarderà Mike Alstott (FB), che verrà celebrato nel corso della partita del 4 ottobre contro i Carolina Panthers, e la seconda sarà relativa a Doug Williams (QB) il cui appuntamento con il RoH è previsto per il 6 dicembre in occasione del match con gli Atlanta Falcons.

Si tratta senza alcun dubbio di due grandissimi giocatori, ed entrambi hanno contribuito a scrivere alcune delle pagine migliori della Storia della nostra squadra.

Doug Williams contribuì in maniera decisiva a trasformare i Bucs, appena entrati in NFL, da team abbonato alla sconfitta a squadra vincente, prendendola per mano e - indossati i panni di "franchise QB" - guidandola alla prima vittoria nel playoff nella magica stagione 1979, terminata ad una sola partita dal Super Bowl, con la sfortunata sconfitta nella finale di conference contro i Los Angeles Rams.

E poi l'immenso Mike "A-Train" Alstott, uno dei principali artefici della "rinascita" dei Bucs di metà anni '90, e parte integrante di quel gruppo di fenomeni (Sapp, Brooks, Lynch, Barber) che arrivò a conquistare, nella indimenticabile notte di San Diego del 26 gennaio 2003, il Super Bowl n.37.

Sia Doug Williams che Mike Alstott - più "istrione" il primo, un po' più timido il secondo - nella conferenza stampa svoltasi a One Buc Place hanno voluto ringraziare allenatori e compagni di squadra con i quali hanno condiviso le rispettive esaltanti avventure a Tampa.

E se Mike Alstott ha indossato sempre e solo la maglia dei Bucs nella sua carriera in NFL, Doug Williams lasciò Tampa dopo cinque stagioni per una disputa contrattuale con l'allora proprietario Hugh Culverhouse, con Williams che andò a cercare fortuna nella USFL - l'altra lega professionistica esistente al'epoca - per poi rientrare in NFL con i Washington Redskins, che Doug guidò alla vittoria, nel gennaio 1988, nel Super Bowl n.22.

Doug Williams e Mike Alstott, due giocatori molto diversi sia caratterialmente sia per come si è sviluppata la loro carriera a Tampa, ma entrambi definibili con un'unica - la stessa - parola: Campioni.

domenica 10 novembre 2013

#99: un numero in meno, una leggenda in più

Sapp con il Vince Lombardi Trophy
Domenica senza football per i Bucs, in attesa di scendere in campo nel Monday Night dell'11 novembre per il derby della Florida, che li vedrà opposti ai Miami Dolphins.

Non escluderei che prorio in questa partita possa arrivare la prima W del 2013; i Dolphins non sono proprio uno "squadrone", e poi stanno vivendo un periodo particolarmente "burrascoso" in seguito alle accuse di "bullismo" che hanno portato il caos nello spogliatoio di Miami. i Bucs, da parte loro, è vero che oltre ad essere una squadra modesta ed allenata male stanno perdendo anche i pezzi migliori (il WR Williams e il RB Martin su tutti) però sono reduci da una partita giocata (almeno per i primi due quarti) ad alto livello in quel di Seattle, e dunque contro Miami potrebbe essere davvero l'occasione per cancellare l'odioso "0" dalla casella delle W.

Ma la partita contro i Dolphins, qualunque sarà il risultato del match, offrirà comunque una "parentesi" molto importante, soprattutto per chi segue i Bucs da qualche tempo, ed ha avuto la fortuna di ammirare quel grandissimo Campione che è stato il DT #99 Warren Sapp...

L'indimenticato "QB Killa" verrà infatti celebrato nel corso dell'intervallo del Monday Night; il suo nome verrà inserito nel Ring of Honor dei Tampa Bay Buccaneers, consolidando la tradizione che dal 2009 prevede che in ogni stagione il nome di un grande ex Bucaniere venga apposto direttamente sugli spalti del Raymond James Stadium.
Il Ring of Honor dei Bucs, con i nomi - ad oggi - di Selmon, McKay, Giles e Gruber
Ma quest'anno non ci si limiterà ad inserire un nuovo giocatore nel RoH. L'onore che i Glazer hanno deciso di riservare a Warren Sapp va decisamente oltre, dato che - contestualmente - ci sarà anche il ritiro definitivo della maglia indossata nei suoi nove anni trascorsi a Tampa: il #99 non verrà mai più indossato da nessun altro, e Sapp è solamente il secondo giocatore (l'altro è Lee Roy Selmon, ed il 'suo' #63) a ricevere un simile importante riconoscimento.

Altri numeri (il 40 di Alstott, il 55 di Brooks, il 47 di Lynch e da quest'anno il 20 di Barber) non vengono generalmente assegnati ad altri giocatori, sebbene al momento nessuno di questi sia stato ancora "ufficialmente" ritirato; probabile che nei prossimi anni, mano a mano anche questi altri grandissimi verranno collocati nel RoH, anche ad essi venga riservato il medesimo trattamento (inserimento nel RoH + ritiro maglia).

Del resto, stiamo parlando di quel nucleo di immensi campioni che non solo condussero i Bucs sul tetto del mondo con la vittoria nel Super Bowl n.37, ma che per quasi un decennio contribuirono a mantenere stabilmente i Bucs al vertice dell'NFL, portando in particolare il reparto difensivo di Tampa Bay a un livello di eccellenza praticamente assoluta.

Gisuto dunque il ritiro della maglia di Sapp in occasione del suo ingresso nel Ring of honora, tra l'altro a pochi mesi di distanza dall'inserimento del giocatore nella Hall of Fame di Canton, questo sì il massimo riconoscimento assoluto per un giocatore di football.

Su Warren Sapp "fuori dal campo" e sulle sue vicissitudini che lo hanno portato in pratica alla "bancarotta" (ne parlammo già QUI) non dico altro, limitandomi a dire che il buon Warren e stato, e credo sia tutt'ora, una discreta "testa calda". Ma sul terreno di gioco, il DT #99 è stato semplicemente il numero uno, dominatore assoluto e in grado di fare reparto da solo. Inviterei chi oggi azzarda improbabili paragoni tra Warren Sapp e Gerald McCoy, ad andarsi a rivedere una qualsiasi delle partite giocate dal #99 in maglia Bucs, giusto per capire la differenza che passa tra Campionissimo (il #99) e buon giocatore (Geraldone nostro)....

Tutti in piedi, dunque, in doverosa "standing ovation " per uno dei più grandi giocatori che abbiano mai indossato la nostra maglia, contribuendo in maniera decisiva a trasformare i Tampa Bay Buccaneers da squadra barzelletta a team  dominante...!

mercoledì 7 dicembre 2011

Memorie dal throwback game

Il “throwback game” - istituito nel 2009 - è ormai diventato un appuntamento fisso in casa Bucs; ogni anno infatti, Tampa Bay disputa una partita casalinga indossando le uniformi originali, ossia quelle utilizzate dall'ingresso nell’NFL datato 1976 sino al 1996, ed in tale occasione, oltre a rispolverare il “white and orange” viene introdotto nel Ring of Honor (praticamente la Hall of Fame dei Bucs) un illustre Bucaniere del passato.

Dopo Lee Roy Selmon, pilastro della difesa dal 1976 al 1984 e John McKay, capo allenatore della franchigia nei primi 9 anni di attività dei Bucs nell’NFL (introdotti nel RoH rispettivamente nel 2009 e nel 2010) domenica scorsa l’omaggio è stato tributato al TE Jimmie Giles, punto di forza dell’attacco di Tampa Bay tra la fine degli anni ’70 ed i primi anni ’80.

Dunque, fari puntati su domenica scorsa: ecco alcune delle foto più significative del throwback game appena disputato ed un paio di video per conoscere meglio il nuovo membro del Ring of Honor.

Buona visione!

Che giocatore è stato Jimmie Giles? Questo filmato, tratto dal sito ufficiale buccaneers.com, mostra alcune delle più belle giocate di quello che è ritenuto il miglior Tight End nella storia di Tampa Bay

Sempre dal sito ufficiale buccaneers.com, il filmato relativo all’introduzione di Jimmie Giles nel Ring of Honor

Ed ora alcune foto: l'ingresso in campo delle squadra, con il bandierone di Bucco Bruce sullo sfondo (e spalti del RJS, ahimè, semivuoti!)















L'ingresso dei Bucs















Un Capitano onorario per Tampa Bay: Jimmie Giles















Inside the Huddle















Tutti in fila!















Da'Quan Bowers festeggia dopo un sack















Il touchdown di Dezmon Briscoe















Un nuovo ingresso nel Ring of Honor














Foto di gruppo: i Tampa Bay Buccaneers 1981















Jimmie e la mascotte (anch'essa in versione throwback!)
















Appuntamento all'anno prossimo, con Bucco Bruce!

giovedì 1 dicembre 2011

Throwback game 2011: Buccaneers vs Panthers

Quella di domenica prossima vs Carolina sarà una partita un po' particolare, per i Buccaneers. Non tanto perché probabilmente arriverà la sesta sconfitta consecutiva (!) quanto perché Tampa Bay scenderà in campo indossando le uniformi “originali”: casacca arancione, pantaloni bianchi e casco con il pirata Bucco Bruce.
Ed in occasione del throwback game vs Carolina, i Bucs introdurranno - come da recente tradizione – un illustre ex Bucaniere nel “Ring Of Honor“.

Dopo Lee Roy Selmon nel 2009 e Coach John McKay nel 2010, quest'anno il riconoscimento verrà tributato a Jimmie Giles, semplicemente il miglior tight end di sempre dei Bucs, punto di forza di Tampa Bay per 9 anni, dal 1978 al 1986.

Domenica verrà ricordata un po' tutta la squadra che nel 1981 raggiunse i playoff per la seconda volta (in tre anni) nella storia del Team, e molti di coloro che in quella stagione vestirono la maglia di Tampa Bay saranno presenti allo stadio (“Batman” Wood, James Wilder, Kevin House, Cedric Brown...).

Giles fu uno dei punti di forza anche di quei Buccaneers che nel 1979 vennero sconfitti ai playoff dal Los Angeles Rams nella finale di Conference. E fu uno dei primi a interpretare il ruolo di TE in chiave moderna, dimostrandosi non solo abile a bloccare per le corse di Ricky Bell e James Wilder, ma anche e soprattutto un ottimo ricevitore aggiunto, diventando uno dei bersagli preferiti e più affidabili per il QB Doug Williams.

Il nome di Giles forse non dirà molto a chi non segue da vicino i Bucs, e forse dirà poco anche ai giovani tifosi di Tampa Bay, che magari non erano neanche nati ai tempi in cui Jimmie giocava. Ma fu un giocatore importante e di primo piano di quella squadra che in tre anni passò da un record di 0-14 a contendere ai LA Rams l'accesso al Super Bowl.

Non so se altri grandi ex del passato meritassero di essere introdotti nel Ring of Honor di Tampa Bay prima di Giles (da Doug Williams a James Wilder, da Ricky Bell a "Batman" Wood i nomi illustri non mancano); quel che è certo è che Jimmie è stato uno dei grandi Bucanieri dei tempi in cui vestivamo in "white & orange"; l'ex #88 vanta inoltre quattro convocazioni al Pro Bowl ed è il n.1 nella storia dei Bucs per TD ricevuti e quarto assoluto in numero di palloni ricevuti. Giusto dunque tributargli il meritato riconoscimento e inserirlo nel Ring of Honor, tra i grandi che hanno scritto la storia di Tampa Bay.

Qualche foto di Giles: qui è immortalato nella copertina del "media guide" dei Bucs, anno 1980

Questa foto risale al match del 1985 contro Miami. In questa partita Giles mise a referto quattro TD, unico giocatore nella storia dei Bucs ad esserci riuscito in una singola partita.

Questa, invece, l'ho scattata io poco più di un mese fa a Londra, dove Giles era ospite dei Bucs in occasione del match vs Chicago: giusto qualche chiletto in più, per Jimmie...!