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martedì 22 ottobre 2024

Tutto facile per i Ravens, sconfitta netta per i Bucs

I Baltimore Ravens espugnano il RJS con il punteggio di 41-31, al termine di una partita controllata agevolmente da Lamar Jackson e soci, ed in cui, dopo un brillante primo quarto, i Bucs hanno smarrito la via e sono apparsi in costante ed affannoso inseguimento dei rivali.

Ma oltre alla sconfitta, sono da registrare gravi infortuni ai due ricevitori principali della squadra, Mike Evans e Chris Godwin. 

Per Evans 'è stato il riacutizzarsi di un problema muscolare, che già ne aveva messo in dubbio la partecipazione al match. 

Ben più grave l'infortunio alla caviglia per Godwin, che ha probabilmente chiuso la stagione nel march di questa notte. Peccato, perché il KO di Godwin è avvenuto proprio negli ultimi minuti, a partita già decisa nel più classico dei "garbage time", quando magari era meglio tenere sulla sideline i titolari per evitare inutili e costosissimi infortuni...

Tornando alla partita, dopo un bell'avvio con i Bucs che facevano girare l'attacco e riuscivano a contenere Lamar, tutto è cambiato dal secondo quarto in avanti, quando in campo è rimasta una sola squadra (i Ravens), con un opaco Mayfield a lanciare un paio di intercetti ravvicinati e con la difesa incapace di limitare gli avversari, concedendo a Jackson di correre e lanciare in tutta tranquillità.

Nel secondo tempo, a scrivere la parola "fine" ci si sono messe anche le corse di Henry, che ha asfaltato la nostra difesa con big plays in serie.

E i Bucs? Non pervenuti, fino all'inutile tentativo di rimonta finale, a vittoria già acquisita per i Ravens, che è servito solo a perdere Godwin da qui a fine stagione.

Domenica prossima sarebbe andata in scena a Tampa il big martch con i Falcons, per il primo posto nella division; dico "sarebbe" perché per questi Bucs, così molli in difesa e senza le due stelle in attacco (Evans e Godwin, entrambi KO), sarà molto complicato contendere ad Atlanta la vittoria. 

Peccato, speriamo che una vigorosa reazione di orgoglio che permetta comunque a Mayfield e compagni di disputare una partita con un po' di determinazione e concentrazione in più rispetto a quanto visto nel monday night. 

domenica 27 agosto 2023

Ultima di preseason, i Bucs superano i Ravens per 26-20

I Tampa Bay Buccaneers vincono l'ultima partita di preseason, superando in casa i Baltimore Ravens con il punteggio di 26-20.

Nei primi drive del match è stato dato ampio spazio ai titolari, sia in attacco che in difesa, a parte qualche nome illustre (Evans, David) lasciato a riposo. Buona l'intesa tra Mayfield e Godwin, così come buone cose hanno mostrato i giovani ricevitori presenti a roster (Palmer, Jarrett, Geiger).

Per l'attacco, le dolenti note le ha ufficializzate il GM Jason Licht: il centro titolare Ryan Jensen non ha recuperato dal grave infortunino al ginocchio rimediato nella scorsa preseason e sarà costretto a saltare l'intera stagione. Non è da escludere che si tratti di un infortunio che possa mettere fine alla carriera di Jensen, considerata la serietà del problema alla cartilagine del ginocchio. 

Peccato, si sperava che Jensen, che pure era sceso in campo nel match di playoff con i Cowboys lo scorso anno, potesse farcela a recuperare pienamente per l'inizio di questo campionato, ed invece rischiamo di non vederlo più su un campo da football.   

Tornando al match con Baltimore, note positive, una volta tanto, dagli special team, con il kicker McLaughlin che infilato tutti i FG tentati e con guadagni più che discreti sui ritorni di kick-off e punt.

Per il resto, come sempre nei match di preseason, è stato dato ampio spazio alle riserve, considerato che quella con i Ravens era l'ultima partita prima dei tagli che andranno a definire la composizione del roster con cui i Bucs inizieranno al stagione.

Adesso sono previsti alcuni giorni di riposo, e dopo la definizione del roster, i Bucs torneranno ad allenarsi in vista del primo incontro di regular season, la difficile trasferta in casa dei Minnesota Vikings in programma domenica 10 settembre, alle ore 1:00 PM (le 19.00 in Italia).

venerdì 28 ottobre 2022

Continua la serie negativa dei Bucs, vincono i Ravens 27-22

Non si arresta la serie di sconfitte dei Bucs, giunti al quinto KO nelle ultime sei partite disputate. Questa volta sono stati i Ravens a superare Brady e compagni, con il punteggio finale di 27-22.

Ci eravamo illusi un po' tutti, stanotte, dopo un buon primo quarto in cui Baltimore era sembrata in evidente difficoltà sia in attacco, con Lamar Jackson spesso fuori giri, che in difesa, in affanno a contenere un attacco di Tampa che sembrava essere tornato quello fluido e produttivo degli ultimi due anni.

L'illusione, purtroppo, è durata davvero poco. Ed il secondo tempo è stato in pratica dominato da Baltimore, che insistendo con il gioco sulle corse ha non solo mantenuto a lungo il possesso ma ha macinato yards in maniera inesorabile, senza che la difesa dei Bucs, che ieri ha perso anche Barrett, potesse in qualche modo limitarla.

E purtroppo sono riemersi anche tutti i limiti dell'attacco, dove a parte qualche giocata del tutto estemporanea, nulla gira come dovrebbe. Fournette sulle corse non riesce mai a guadagnare yards, Brady forza moltissimo (ieri i Ravens si sono mangiati almeno tre intercetti quasi fatti) e arrivati nei pressi dell'endzone avversaria, varcarla diventa un'impresa ai limiti dell'impossibile. 

L'impressione è quella di una squadra che giri a vuoto, priva di qualsiasi fiducia in se stessa e consapevole dei propri evidenti limiti. 

I Bucs hanno perso contro squadre onestamente più che mediocri come Pittsburgh e Carolina, con Baltimore hanno retto per un quarto, e con Atlanta, altro team assai modesto, se gli arbitri non avessero beneficiato Tampa Bay con quel fallo chiamato nel finale a favore di Brady, probabilmente avrebbero perso anche quella...

La prossima settimana giocheremo contro i campioni in carica, i Los Angeles Rams, tradizionale bestia nera dei Bucs, e onestamente non so come potrebbe essere possibile pensare di batterli, continuando a giocare come stiamo facendo.     

E' un peccato che un fuoriclasse immenso come Tom Brady abbia un crepuscolo di carriera così negativo; purtroppo la benzina sembra davvero finita e - anche se dirlo adesso, a posteriori, è sin troppo facile - la scelta di The G.O.A.T. di lasciare il football lo scorso febbraio era molto probabilmente quella giusta...  

domenica 16 dicembre 2018

I Bucs non fermano le corse dei Ravens, vince Baltimore 20-12

In una Baltimore fredda e piovosa, i Bucs incassano la nona sconfitta stagionale, superati dai Ravens con il punteggio di 20-12.

L'attacco, guidato da un Winston opaco che ha lanciato solamente per 157 yards (0 TD, 1 INT), ha prodotto poco o nulla, mentre la difesa, dopo un buon inizio, ha ceduto progressivamente terreno all'attacco dei Ravens, abili nel correre il pallone sia con i RB che con il QB Jackson.

Partita poco spettacolare tra due squadre modeste, vinta con merito dai padroni di casa, che se non altro sono riusciti a sfruttare al meglio i propri punti di forza; e cioè una solidità nel running game che ha mangiato minuti sul cronometro, tolto ritmo all'attacco dei Bucs confinato a lungo sulla sideline, e fiaccato la resistenza della difesa di Tampa Bay, che si è sfilacciata nel corso del match lasciando ampie praterie ai portatori di palla avversari.

Da segnalare il solito pasticcio nei calci, che questa volta ci è costato la trasformazione del TD del 6-0 di Barber. Per quanto riguarda il capitolo Ronald Jones, ormai il RB rookie da USC riceve un paio di passaggi sul breve a partita e niente più, è scomparso del tutto dalle rotazione nei giochi su corsa e sostanzialmente è stato bocciato in maniera definitiva dal coaching staff. Qualche buona giocata, invece, da parte dell'altro rookie, il DT Vita Vea, sempre più spesso in campo, e forse non così scarso come si temeva dopo le prime prestazioni.

Domenica prossima Bucs in campo a Dallas, contro quei Cowboys a cui una vittoria farebbe molto comodo per arrivare ai playoff; i Texani credo possano stare tranquilli, contro questi Bucs, a cui di benzina ne è rimata proprio poca, sarà sufficiente un filo di gas per agguantare quella W che di converso, per Tampa Bay, significherà l'ennesima stagione in doppia cifra alla voce "sconfitte".

domenica 12 ottobre 2014

Bucs umiliati e travolti, i Ravens passeggiano al RJS

Un'immagine emblematice del match di stasera...
Mentre assistevo lo scorso 18 settembre all'umiliazione rimediata al Georgia Dome, pensavo che difficilmente avrei potuto vedere uno spettacolo più indecoroso, in cui una squadra (Tampa Bay) veniva letteralmente presa a pallate dall'altra (Atlanta), con match già in archivio alla fine del primo quarto.

Beh, mi sbagliavo.

Oggi, incredibile ma vero, ci è toccato di assistere ad uno spettacolo ancora più deprimente. Flacco e soci hanno impiegato meno di mezzo primo quarto per chiudere l'incontro e il 28-0 sul tabellone dopo i primi quindici minuti a favore dei Ravens parlava molto chiaramente: in campo c'era, e ci sarebbe stata, solo una squadra.

E' difficile analizzare un "massacro" come quello di stasera, in cui i Bucs in pratica hanno alzato bandiera bianca sin dal primo snap, dando un'impressione di desolante pochezza in tutti i reparti, dall'attacco alla difesa passando per lo special team (qualcuno un giorno mi spiegherà perchè paghiamo un punter, Koenen, 3,2 milioni di dollari all'anno, uno che non è nemmeno in grado di allontanare il pallone per più di 30 yards), senza dimenticarci della sideline, sulla quale un assopito coaching staff svolgeva le funzioni di pubblico non pagante, impotente e non in grado di dare una benchè minima scossa ai giocatori in campo.

Se nelle recenti prestazioni di Pittsburgh e New Orleans erano emersi segnali confortanti di ripresa, stasera siamo tornati indietro di un mese, ai livelli della debacle del Georgia Dome, appunto.

Ma c'è almeno qualcosa da salvare? No, non c'è, e lasciamo perdere i TD - belli quanto inutili - messi a segno nel "garbage time" da Evans e Murphy, quando ormai la "vera" partita era già terminata da almeno un paio di quarti.

Ha giocato male Mike Glennon, ma non gli getterei la croce addosso: come si fa a trovare uno straccio di ricevitore libero quando la linea offensiva collassa dopo nemmeno mezzo secondo?! Del resto, che la nostra OL fosse uno dei principali punti deboli era emerso sin dalla preseason, e stasera siamo tornati a uno standard di rendimento del tutto insufficiente, purtroppo lontani dai progressi fatti registrare dalla OL contro Steleers e Saints.

Male anche sulle corse (almeno finché c'è stata una partita, ribadisco che e le yards guadagnate a match già ampiamente in archivio non contano nulla), ma anche qui la colpa è solo di Martin e Rainey? Se subito dopo l'hand-off l'intera linea difensiva è già addosso ai nostri RB, sarà già tanto non perdere terreno e addirittura un'impresa miracolosa guadagnare almeno un paio di yards.

Sulla difesa, poi, meglio stendere un pietosissimo velo. Flacco (che nel solo primo tempo ha messo a segno 5 TD pass, roba da non crederci!) non è mai stato nemmeno lontanamente impensierito da una defensive line dei Bucs del tutto soffice e impalpabile, che ha gentilmente concesso al QB dei Ravens tutto il tempo di cui aveva bisogno per selezionare il ricevitore più libero.

La secondaria, poi, ha giocato l'ennesima partita da museo degli orrori. Mancavano Goldson e Banks, due titolari, ma se il "nonno" Steve Smith brucia più volte sullo scatto Alterraun Verner (di ben nove anni più giovane) e poi gli va a stampare in faccia un TD da oltre 50 yards c'è poco altro da aggiungere... se non che a Tennessee forse avevano visto giusto a non rifirmare Verner nel corso dell'offseason; il CB #21 sarà anche un giocatore dal grande potenziale, ma sin qui ha reso come un mezzo bidone, poche storie.

Dello special team ho in parte già detto: sempre peggio Koenen, e male anche Murray che mette sul palo un FG dalle non impossibili 45 yards. Insomma, un disastro anche qui.

A questo punto, credo sia inutile fare tante analisi e previsioni. Siamo scarsi, e anche molto, 
e da qui a fine stagione il nostro obiettivo non potrà essere altro che quello di cercare di limitare i danni e di salvare la faccia, evitando possibilmente altre immonde figure come quelle di Atlanta e di questa sera. Con l'armata brancaleone che ci ritroviamo, l'unico realistico obiettivo per la stagione 2014 non può infatti che essere questo.

venerdì 9 agosto 2013

Tampa Bay resiste due quarti, poi Baltimore dilaga

Il QB Mike Glennon
Alla fine hanno vinto i Ravens, nel primo match di preseason che vedeva i Campioni in carica di scena al Raymond James Stadium, anche se il risultato finale (un pesante 44-16) penalizza forse in maniera eccessiva i ragazzi di coach Greg Schiano.

Per quasi due quarti la partita si è infatti mantenuta in sostanziale equilibrio, poi, quando in campo sono scese le seconde e le terze linee, i Ravens hanno dilagato, approfittando anche dei numerosi errori e delle troppe imprecisioni da parte delle riserve dei Bucs.

Ma cerchiamo di capire cosa ha funzionato bene, e cosa un po' meno, nel primo match di preseason dei Buccaneers 2013.

Mike Glennon - Ebbene sì, il QB rookie mi ha sorpreso in maniera decisamente positiva! A parte i fuochi d'artificio nel suo primo passaggio in assoluto tra i PRO (un missile da 61 yards per il TE Tom Crabtree, che con un po' di velocità in più avrebbe anche potuto arrivare in endzone visto che aveva il campo praticamente aperto...), Glennon ha tenuto il campo bene, chiaramente con alcuni impacci inevitabili per chi gioca per la prima volta una partita NFL, ma non sembrava il classico rookie timido ed impacciato. Certo, qualche lancio è andato decisamente fuori bersaglio e non sono mancati gli errori (1 intercetto), però, dovendo giudicare nel complesso la sua prestazione, il simpatico "giraffone" (la lunghezza del collo di Glennon - che già è alto di suo visto che parliamo di un ragazzo di 2 metri - è qualcosa di impressionante...) non è parso affatto emozionato, si è mosso con rapidità sul terreno di gioco, e ha dimostrato di possedere velocità di esecuzione ed un braccio potente, anche se non sempre preciso. Ma, come detto, ricordiamoci che stiamo parlando di un esordiente assoluto a questi livelli. Insomma, come prima impressione Glennon mi sembra un backup molto interessante alle spalle di Freeman, qualcosa di più, insomma, di un mestierante come il Dan Orlovski dello scorso anno. Ecco, la prestazione di Glennon assume poi maggior risalto se paragonata a quella dell'altro QB, Adam Weber, schierato da Schiano nel finale di partita e "distintosi" solo per due intercetti lanciati (peraltro davvero molto male) nei suoi primi due tentativi di passaggio...

Brian Leonard - tra i vari RB che si contenderanno il ruolo di backup di Doug Martin (Michael Smith, Mike James, Peyton Hillis) Leonard è stato quello che ieri ha brillato maggiormente, segnando un TD e facendosi sempre trovare pronto a guadagnare yards. Veramente anche Hillis aveva iniziato bene il secondo tempo, poi l'ex stella dei Browns è stato costretto ad uscire dal campo per un infortunio al ginocchio, speriamo che non si tratti di nulla di grave anche se la botta presa è stata di una certa entità...

Kevin Ogletree - Se Leonrd è stato il migliore sulle corse, tra i ricevitori menzione d'obbligo per Kevin Ogletree, che ha chiuso la serata con 5 ricezioni per oltre 60 yards. Come anche per QB e RB, anche a livello di WR i titolari sono stati utilizzati pochissimo, e le cosiddette seconde linee hanno avuto più spazio per cercare - non sempre riuscendoci - di mettersi in luce...

Special Team - Forse la nota più negativa della serata. Al di là del fumble di Owusu su tentativo di ritorno di punt e di un punt bloccato per un TD da parte dei Ravens, ieri sera lo ST dei Bucs sembrava la brutta copia di quello già pessimo del 2012: incapace cioè di produrre un buon ritorno sia su punt che su kcik-off, e se Dimke, il kicker rookie dei Bucs, a un certo punto non ci avesse messo una pezza con un placcaggio (peraltro falloso...), i Ravens avrebbero segnato anche su ritorno di kick-off. Urge sistemare questo reparto, la cui unica nota lieta è stata rappresentata proprio da Dimke, 3 FG segnati per lui su 3 tentati, di cui uno dalle 45 yards.

Lavonte David - La difesa titolarle è rimasta in campo per pochi drive, ma nonostante ciò il LB Lavonte David ha trovato il modo per un paio di giocate da vero fuoriclasse. Ad oggi, David è probabilmente il miglior difensore in assoluto dei Bucs. Rimanendo alla D, da segnalare un bell'intercetto per il CB Gorrer, poi uscito per infortunio, e alcune belle giocate del rookie CB Johnthan Banks.

Ma cosa dice coach Schiano, a proposito del match dei suoi Bucs? Ecco un breve commento dell'HC sulla partita, dal Tampa Bay Times:
"It was 3-0 at the end of the first quarter," Schiano said. "Certainly, it got sloppy there after that. We've got a long way to go as a football team. The good news is we have three games left to get better. Nor am I ready to go ballistic. The score is what it is. There will be some good things on that tape."

Infine, parola al QB Mike Glennon, che descrive così il suo primo passaggio (da 61 yards!) in NFL: 
"My initial read wasn't really open, and then I started thinking, 'Oh God, I'm going to take a safety on my first play," said Glennon on the play that started at the Bucs 6. "All of a sudden, Crabtree flashed on me. It was a unique way to start my first game."