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venerdì 2 ottobre 2015

Mike Alstott, domenica si festeggia una Leggenda


Questa domenica, durante l'intervallo della partita con i Carolina Panthers, entrerà a far parte del "Ring of Honor" dei Tampa Bay Buccaneers uno dei nomi leggendari di questa squadra.

Si tratta di Mike Alstott, l'indimenticabile "A-train", uno di quei fuoriclasse che - insieme a Brooks, Sapp, Lynch - contribuì a cavallo tra la fine degli anni '90 e i primi anni '00 a trasformare i Bucs da team barzelletta abbonato alla doppia cifra alla voce "sconfitte", in una squadra vincente, che raggiunse il punto più alto della sua storia nella magica notte di San Diego, travolgendo i Raiders nel Super Bowl XXXVII e portando in Florida il Vince Lombardi Trophy.

Definire Alstott semplicemente uno dei migliori "fullback" all-time nella storia NFL non renderebbe comunque l'idea dell'importanza e dello spessore di questo giocatore. Portatore di palla eccellente, non solo per chiudere i "third and one", Mike era anche abilissimo nel ricevere fuori dal backfield. Basti dire che nella sua stagione da rookie, il 1996, fu proprio Mike il miglior ricevitore della squadra, con ben 65 palloni ricevuti.

Qualche fumble di troppo, forse, se proprio vogliamo per forza di cosa trovargli un qualche aspetto in cui il #40 avrebbe potuto fare ancora meglio. Ma chi seguiva i Bucs in quegli anni non può che avere un ricordo splendido relativamente a questo giocatore; gradissimo sul rettangolo di gioco quanto esemplare fuori dal campo, in poche parole: un vero e proprio "Numero Uno".

Scelto dai Bucs al secondo giro del draft 1996 da Purdue, Alsott ha disputato 11 stagioni in NFL tutte quante sempre e solo con la maglia - "white and orange" prima e "red and pewter" - poi dei Tampa Bay Buccaneers, prima che un serio infortuno al collo lo costringesse ad appendere il casco al chiodo.

Infine, riporto qui alcuni numeri - tratti direttamente dal sito ufficiale buccaneers.com - che meglio di qualsiasi parola servono a rendere l'idea dell'importanza che abbia avuto Mike per i Bucs.

Grazie di tutto, Campione!

1- Rank on the Buccaneers’ all-time scoring list among non-kickers.

2- Rank on the Buccaneers’ all-time rushing yardage list (5,088).

3- Number of rushing touchdowns scored in the 2000 Pro Bowl, an all-time record for the NFL’s all-star game.

4- Number of times named an Associated Press All-Pro first or second-team choice (second-team in 1996, first-team in 1997-99).

6- Number of Pro Bowl appearances, a team record for an offensive player.

7- Career 100-yard rushing games.

10- Career postseason games played, making Alstott one of only four men in team history to reach double digits in that category (Derrick Brooks 11, Ronde Barber 10, Shelton Quarles 10).

11- Touchdowns scored in 2001, a career high and tied for the third most in a single season in team history.

12- Number of seasons on the Buccaneers’ roster, including the 2007 season spent on injured reserve.

19- Number of other running backs who carried the ball during a regular-season game during Alstott’s tenure as a Buccaneer (Rabih Abdullah, Michael Bennett, Reggie Brooks, Jameel Cook, Zack Crockett, Kenneth Darby, Warrick Dunn, Jerry Ellison, Charlie Garner, Earnest Graham, Thomas Jones, Lorenzo Neal, Michael Pittman, Errict Rhett, Ian Smart, Aaron Stecker, LeRoy Thompson, Jamel White, Carnell Williams).

25- The difference in touchdowns scored between Alstott and the second player on the Bucs’ all-time list, James Wilder.

31- Length, in yards, of his touchdown run against Detroit on Dec. 28, 1997, the longest postseason run in team history.

35- Overall draft pick number when the Buccaneers selected him in the second round in 1996.

44- Number of wins by the Buccaneers in the 58 regular-season games in which Alstott scored at least one touchdown.

47- Length, in yards, of longest career touchdown run, at Atlanta, Nov. 9, 1997.

65- Career-high single-season receptions total, in 1996, then a Buccaneers rookie record.

71- Regular-season touchdowns scored (58 rushing, 13 receiving), a franchise record.

89- Number of Buccaneer victories, including the postseason, in which Alstott played.

100- Percentage of times the Buccaneers won when Alstott gained over 100 rushing yards in a game (7-0).

131- Career single-game high for rushing yards, vs. Denver, Sept. 26, 1999.

137- Games started as a Buccaneer, fifth-most in team history.

158- Games played as a Buccaneer, seventh-most in team history.

305- Career receptions, third-most in team history.

341- Career postseason rushing yards, most in team history.

949- Career-high single-season rushing yardage total, in 1999.

5,088- Career rushing yards.

7,372- Career combined rushing and receiving yards.

mercoledì 13 maggio 2015

Ring of Honor 2015: Doug Williams e Mike Alstott!


A partire dal 2009, ogni anno i Tampa Bay Buccaneers introducono nel "Ring of Honor" un grande ex del passato, allenatore o giocatore che sia, e l'elenco dei membri di questa esclusiva elìte comprende i nomi di coloro che hanno fatto la Storia dei Bucs:  Lee Roy Selmon (2009), John McKay (2010), Jimmie Giles (2011), Paul Gruber (2012), Warren Sapp (2013) e Derrick Brooks (2014).

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi a One Buc Place, è stato annunciato dal co-chairman Bryan Glazer che nel 2015 - in quella che sarà la stagione n.40 che i Bucs disputeranno in NFL - saranno due le introduzioni nel Ring of Honor: la prima riguarderà Mike Alstott (FB), che verrà celebrato nel corso della partita del 4 ottobre contro i Carolina Panthers, e la seconda sarà relativa a Doug Williams (QB) il cui appuntamento con il RoH è previsto per il 6 dicembre in occasione del match con gli Atlanta Falcons.

Si tratta senza alcun dubbio di due grandissimi giocatori, ed entrambi hanno contribuito a scrivere alcune delle pagine migliori della Storia della nostra squadra.

Doug Williams contribuì in maniera decisiva a trasformare i Bucs, appena entrati in NFL, da team abbonato alla sconfitta a squadra vincente, prendendola per mano e - indossati i panni di "franchise QB" - guidandola alla prima vittoria nel playoff nella magica stagione 1979, terminata ad una sola partita dal Super Bowl, con la sfortunata sconfitta nella finale di conference contro i Los Angeles Rams.

E poi l'immenso Mike "A-Train" Alstott, uno dei principali artefici della "rinascita" dei Bucs di metà anni '90, e parte integrante di quel gruppo di fenomeni (Sapp, Brooks, Lynch, Barber) che arrivò a conquistare, nella indimenticabile notte di San Diego del 26 gennaio 2003, il Super Bowl n.37.

Sia Doug Williams che Mike Alstott - più "istrione" il primo, un po' più timido il secondo - nella conferenza stampa svoltasi a One Buc Place hanno voluto ringraziare allenatori e compagni di squadra con i quali hanno condiviso le rispettive esaltanti avventure a Tampa.

E se Mike Alstott ha indossato sempre e solo la maglia dei Bucs nella sua carriera in NFL, Doug Williams lasciò Tampa dopo cinque stagioni per una disputa contrattuale con l'allora proprietario Hugh Culverhouse, con Williams che andò a cercare fortuna nella USFL - l'altra lega professionistica esistente al'epoca - per poi rientrare in NFL con i Washington Redskins, che Doug guidò alla vittoria, nel gennaio 1988, nel Super Bowl n.22.

Doug Williams e Mike Alstott, due giocatori molto diversi sia caratterialmente sia per come si è sviluppata la loro carriera a Tampa, ma entrambi definibili con un'unica - la stessa - parola: Campioni.