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mercoledì 25 marzo 2015

Il punto della situazione, parola a Joel Glazer

I Glazer, come è noto, sono in tanti (Joel, Ed e Bryan, i tre figli del patriarca Malcolm) ma parlano pochissimo, e le loro esternazioni alla stampa costituiscono eventi decisamente rari.

L'annuale meeting tra i proprietari dei vari team NFL è stata l'occasione, da parte di Joel, di fare il punto della situazione in casa Bucs, anche se le dichiarazioni del co-chairman di Tampa Bay sono state molto "equilibrate" e non sono emerse novità di spicco.

Ma vediamo nel dettaglio quali argomenti ha affrontato in maniera specifica Joel Glazer, a cominciare da un commento sulla scorsa stagione (dal Tampa Bay Times).

Come è stato possibile che i Bucs abbiano terminato la stagione 2014 con un deludentissimo record di 2-14? Ecco la risposta di Joel:
"Obviously, last year was disappointing. It's not the type of season you ever want to repeat again. When you look back, you can try to point to a lot of different factors, but the bottom line is we were 2-14. You know, there was a little adversity with the offensive coordinator's position (which) was difficult, no question about it. And when you look back, there were a lot of games that were actually pretty close that didn't go our way. But it's in the past. Our goal is to never be there again and that's what we're focused on. We have great confidence in Lovie and Jason".

Ma dopo un'annata così disastrosa, c'è ancora fiducia da parte della proprietà nei confronti di coach Smith e del GM Licht? Ancora Joel:
"We look at everything as live and learn. So if there was an experience that happened and certain things didn't work out, to us it's more important to look into why it didn't work out and make sure we don't repeat the errors of the past. That's an area where I've spent a lot of time with Lovie and Jason and there is no doubt, they're two people who would, A, admit a mistake if there was a mistake and move on rather than dig a deeper hole. And B, work to find out why this thing happened and correct it going forward".

Capitolo draft. I Glazer hanno incontrato sia Winston che Mariota, in occasione delle recenti visite dei due principali prospetti del prossimo draft a One Buc Place. La domanda è precisa: ci sarebbero problemi con il burrascoso passato di Jameis, qualora il ragazzo da FSU dovesse essere la first pick overall dei Bucs?
"With anybody we're looking to draft, we do an extensive amount of work on their background, history and all that. We spent time with Jameis and Marcus and went into everything into their background. After everything we've done and where we're at right now, we're comfortable where Jameis is at, we're comfortable with Marcus or whoever else it could be".

Ma chi sceglierà il giocatore da chiamare con la pick n.1? Per Joel non ci sono dubbi: la decisione srà ponderata con estrema attenzione, ma una volta presa, tutti quanti saranno uniti nella stessa direzione:
"At the end of the day, whatever decision we make, I see us all being on the same page, agreeing and moving forward".

Infine, quali sono per Tampa Bay i realistici obiettivi per il 2015? Ecco la risposta del co-chariman dei Bucs:
"Ultimately, you want to build a sustainable, winning franchise. So if we don't get as far as we want the first year, but it becomes sustainable and we're competitive every year competing for playoffs, we'll happily be more patient to get to that point".

lunedì 30 dicembre 2013

Aspettando buone notizie da One Buc Place...

Greg Schiano: addio o arrivederci?
A proposito della partita di ieri, ultima ed ampiamente annunciata batosta rimediata dai Bucs in questa pessima stagione 2013, c'è davvero poco da dire.

Stesso copione dell'ultimo mese, con il solito attacco anemico e con Glennon che riesce ad orchestrare due buoni drive (ma proprio due di numero) e per il resto il nulla, aiutato peraltro pochissimo da un gioco su corsa inesistente e da un Vincent Jackson che ieri sera di voglia ne aveva meno di zero.

La novità – negativa – rispetto al solito è che a New Orleans anche la difesa ha giocato malissimo, ed in particolare la secondaria, letteralmente fatta a pezzi da un Drew Brees che all'halftime aveva già lanciato per oltre 300 yards.

Mancava la safety Mark Barron ma non è certo questa assenza che può giustificare le dormite colossali della secondaria dei Bucs, compreso quel Darrelle Revis che - "uccellato" da un TD pass da oltre 40 yards - ogni tanto dovrebbe ricordarsi che mettendosi in tasca un milione di dollari a partita sarebbero graditi quantomeno un impegno ed una concentrazione da minimo sindacale...

Ma tornare sul match con i Saints è inutile, e c'è solo da ringraziare Payton che a un certo punto ha deciso di far riposare i titolari in vista dei playoff ed in pratica ha rinunciato a giocare gli ultimi drive, altrimenti i 42 punti incassati dalla svagatissima difesa dei Bucs sarebbero stati molti, molti di più.

Sforzandosi di essere ottimisti, possiamo dire che finalmente si è chiusa una delle stagioni più opache della storia recente di Tampa Bay, paragonabile forse all'ultimo anno di Raheem Morris, quel 2011 terminato con l'identico record di 4-12 e con una squadra ancora più allo sbando di quella attuale.

Due anni fa i Glazer decisero di fare la cosa giusta, licenziando non solo Morris ma allontanando da One Buc Place l'intero coaching staff. Quali saranno le scelte, a questo giro, da parte della "Famiglia"? Prevarranno le ragioni economiche, ossia i tre anni di contratto che ancora legano i Bucs e Schiano e dunque si andrà verso la conferma dell'HC? Oppure saranno le motivazioni tecniche (ma basterebbe solo un po' di buon senso...) ad avere la meglio, e dunque a breve verrà annunciato un nuovo HC per i Tampa Bay Buccaneers?

Al momento si legge un po' di tutto, da chi ritiene che i Glazer si prenderanno alcuni giorni di tempo per decidere (come fecero nel 2009 quando licenziarono Gruden), a chi invece sostiene che una decisione – in un senso o nell'altro – sia già stata presa. Ieri impazzavano voci (ovviamente del tutto infondate) di ogni tipo, da chi affermava che Penn State fosse interessatissima a Schiano in caso di abbandono da parte di O'Brien, a chi indicava in Rex Ryan il nuovo HC dei Bucs almeno fino a quando i Jets non ne hanno annunciato la conferma sulla loro sideline anche per l'anno prossimo.

Oggi è il fatidico "black monday" e dunque saranno molti gli HC più o meno illustri che da domani dovranno cercarsi un nuovo posto di lavoro. Ai tifosi dei Bucs mi sembra che non resti che aspettare l'esito del "consiglio di famiglia", nella speranza che anche i Glazer (e non solo i supporters in red and pewter) siano desiderosi di voltare pagina in maniera definitiva e di mandare in archivio l'infelice e fallimentare esperienza iniziata due anni fa ingaggiando l'ex HC di Rutgers...

lunedì 19 dicembre 2011

Tampa Bay "anno zero"

Dalla partita di sabato sera vs Dallas è arrivata l'ennesima conferma: questi Tampa Bay Buccaneers sono ad oggi, e di gran lunga, la peggiore tra tutte le squadre NFL. Nel Saturday Night, ad una buona (ma tutto sommato non così travolgente) squadra come i Cowboys è stato sufficiente giocare seriamente solo per mezz'ora, per chiudere la partita già all'intervallo e “gestire” in piena tranquillità il match nei restanti trenta minuti.

Ora, che a Tampa ci si trovi ad affrontare una sorta di “anno zero”, in cui bisogna ricostruire sulle macerie lasciate dai tre anni della scellerata gestione Morris, credo e spero sia evidente a tutti, in particolar modo alla Proprietà. Sarebbe un inutile accanimento insistere con l'attuale Head Coach, così come non risolverebbe alcun problema l'idea, fattasi largo nei giorni scorsi, di confermare Morris come Capo Allenatore e di togliergli unicamente le responsabilità di Defensive Coordinator.

E invece, ancora più di un DC a Tampa c'è proprio bisogno di un nuovo Head Coach, di una figura carismatica e competente, ascoltato e rispettato da assistenti e giocatori. Basta, con “l'amicone” Raheem, che scambia gli mp3 coi suoi “ragazzi” e che (ai bei tempi) saltellava con loro sulla sideline scambiandosi il cinque “di panza”. Basta, con questo inutile “circo” e con questa gestione, aperta e liberale e (teoricamente) suggestiva quanto (da un punto di vista pratico) rivelatasi fallimentare ed improduttiva su tutta la linea.

Che Morris rimanga a gestire le prossime due sconfitte e chiuda pure l'attuale stagione 2011 con il brillante record di 4-12 ed una “losing streak” che arriverà a toccare quota 10. Dopodiché, però, ci sarà bisogno di aria nuova e facce nuove, a partire proprio dalla sideline. Anche perché, se siamo insoddisfatti noi tifosi europei, potete leggere voi stessi nei vari forum in “Red & Pewter” cosa pensano i nostri “fratelli di tifo” di oltreoceano. Chiaramente, confermare Morris & co. vorrebbe dire, tra le altre cose, giocare nel 2012 in un RJS perennemente deserto, e la cifra di 15mila biglietti invenduti come di norma è accaduto quest'anno sarebbe come minimo destinata a raddoppiare.

L'esperimento è fallito, credo dispiaccia a tutti quanti che il progetto di puntare su facce giovani e di belle speranze sia finito così malamente, ma a questo punto anche i Glazer non possono fare altro che prenderne atto. Di allenatori in grado di gestire con un minimo di raziocinio e buon senso il discreto materiale umano che c'è a Tampa ce ne sono molti (il primo nome che mi viene in mente è quello di Jeff Fisher), per cui non si perda inutilmente tempo e si inizi a programmare la stagione 2012.

Scelta di nuovo Head Coach e relativo coaching staff, free agency, draft.... le scadenze importanti non mancano e non sono poi così lontane. Come dicevo, questo è un “anno zero” per i Buccaneers, ma sotto le attuali macerie qualcosa di buono su cui ricostruire c'è sicuramente, l'importante è “scuotersi” - a partire dalla Proprietà – da quella rassegnazione mista a torpore che avvolge Tampa Bay da un po' troppo tempo e che ha riportato i Bucs indietro di vent'anni, quando il principale obiettivo stagionale era quello di evitare (peraltro senza quasi mai riuscirci) la doppia cifra nella casella delle sconfitte...

lunedì 12 dicembre 2011

La disfatta

Nel disastroso massacro di Jacksonville mi pare si possano ritrovare un po' tutti gli elementi che hanno caratterizzato questa orribile stagione dei Bucs. Penalità, errori stupidi, fumble, intercetti, occasioni sprecate, l'impressione di potercela fare che – nel corso del match – si tramuta invece nella rara capacità di rivitalizzare avversari dati per morti... insomma, anche ieri sempre la solita storia.

Al peggio, evidentemente, non c'è mai fine. Sembrava impossibile riuscire ad andare oltre a quanto visto nelle imbarazzanti prestazioni casalinghe contro Houston e Carolina e invece i ragazzi di Morris sono riusciti a superarsi, arricchendo quel film dell'orrore che è la stagione 2011 di un ennesimo capitolo.

E dire che ieri le cose, nel primo quarto, sembravano mettersi per il verso giusto. Trovando – prima volta quest'anno – il TD nel primo possesso, limitando bene Jones-Drew e annullando Gabbert, e poi trovando il TD del 14-0 con uno scramble di Freeman...e invece, come non detto. E' bastato un quarto - il secondo - a Jacksonville per segnare 28 punti e chiudere la partita. Nel secondo tempo, altri due TD per i Jaguars e Bucs non pervenuti; solamente errori su errori, penalità, palle perse oltre ad una mancanza di concentrazione, un pressapochismo ed un atteggiamento di sufficienza davvero irritanti.

Con Raheem Morris che se ne stava lì sulla sideline, in evidente stato di shock, braccia conserte e sguardo perso nel nulla, capace solo di comunicare tensione e nervosismo alla truppa, alla quale ormai da tempo – quella di ieri è stata solo l'ennesima conferma – l'attuale head coach non riesce a trasmettere più nulla. Né cattiveria, né capacità di reazione, ed è davvero uno spettacolo triste vedere questo ragazzo di 35 anni che ormai non ha più la minima idea di che cosa inventarsi per uscire da queste sabbie mobili, alle prese con qualcosa – la gestione di un team professionistico di football – che è evidentemente al di sopra delle sue capacità.

Reagisse, almeno, prendesse a calci qualcuno o qualcosa, si levasse quelle inutili cuffie dalle orecchie e le gettasse a terra con rabbia.... forse non servirebbe a nulla, ma almeno darebbe un segno di vita e potrebbe dare se non altro una minima scossa ad una truppa che, senza nessuno che la guidi, è ormai allo sbando.

Così come nel calcio nostrano è segno di esonero imminente, quando i giocatori dopo un gol vanno ad abbracciare l'allenatore la cui panchina traballa, così le parole pro-Morris spese la scorsa settimana dai vari Price, Hayward, Miller, Briscoe & co. appaiono oggi più che mai come un epitaffio... infatti, se nonostante l'appoggio incondizionato (a chiacchiere) da parte della squadra, i risultati sono questi, beh, è evidente che c'è qualcosa, di molto grave, che non funziona proprio a livello di coaching staff e che urgono soluzioni drastiche.

Fermo restando che - acclarate le gravi colpe di Morris - coloro che scendono in campo, dopo questa ennesima disastrosa prestazione, farebbero bene a vergognarsi (tutti quanti, nessuno escluso) e anche molto per come, da mesi a questa parte, stanno "calpestando" la maglia che indossano. L'esperimento Morris – coach giovane, amico dei giocatori, quasi un fratello maggiore più che un Capo – è dunque ufficialmente fallito. Si torni all'Head Coach modello sergente di ferro/domatore di leoni, con frusta incorporata. Questi pagliacci che da mesi stanno disonorando i nostri colori direi che non meritano altro.

Ora la parola passa ai Glazer, poiché dubito che Morris decida di dimettersi, anche se questa sarebbe la scelta giusta da parte sua; forse, così facendo, Morris riuscirebbe davvero – per una volta! - a scuotere dal torpore in cui è caduta una squadra che ormai aspetta serenamente la domenica in attesa di sacrificarsi all'avversario di turno, senza nemmeno opporre troppa resistenza... Sul fatto che Morris non sia più ripresentabile, credo che nemmeno la Proprietà possa avere dubbi, al di là di quale sarà l'entità delle prossime tre (inevitabili) sconfitte nelle restanti partite di campionato.

Occorre cambiare molto – direi quasi tutto – a livello di coaching staff, intervenire seriamente nella free agency (magari portando a Tampa qualcosina di più che non un punter...), e operare bene nel prossimo draft, puntando alla ricostruzione di quei due reparti (CB e LB) che più di ogni altro necessitano di forze fresche e talento. Anche perché, cara famiglia Glazer, se non dovessero bastare dieci sconfitte consecutive per cambiare finalmente qualcosa... allora quando?!