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domenica 7 dicembre 2025

Bucs allo sbando, i Saints espugnano Tampa 24-20

I pessimi Bucs di questa ultima parte di stagione riescono nella non facile impresa di perdere in casa contro New Orleans, facendo sembrare i Saints uno squadrone.

Adesso è ufficiale: Tampa Bay è allo sbando, in difesa non riesce a contenere gli avversari facendosi umiliare da chiunque: oggi a beneficiarne è stato Shough, il QB dei Saints che ha corso ripetutamente in faccia alla difesa oltre a convertire in scioltezza terzi down cruciali in serie.

Complimenti vivissimi alla nostra difesa, che ha fatto sembrare il buon Shough una via di mezzo tra Steve Young e Joe Montana. 

L'attacco, che con una difesa del genere dovrebbe vincere le partite, si è smarrito ormai da tempo. 

Mayfield è l'ombra dell'MVP di inizio campionato, il rookie Egbuka ha fatto registrare clamorosi passi indietro rispetto al promettente avvio di stagione (incredibile il TD che si è mangiato oggi, droppando un pallone in endzone mentre era in beata solitudine, senza l'ombra di un avversario intorno...), e se poi la linea offensiva è priva di due titolari come Wirfs e Bredeson, tanti saluti e arrivederci.

Benché la classifica lasci ancora tutto in bilico con Bucs e Panthers con l'identico record di 7-6 e con ancora gli scontri diretti da disputare, non è chiaro come Tampa Bay possa nutrire ambizioni di playoff. Carolina non è al momento alla portata dei Bucs e i due match divisionali chiariranno chi merita di vincere la NFC South (i Panthers, pare evidente).

Bene così, anzi, malissimo. Una stagione partita bene che sta finendo nel modo peggiore, se non altro speriamo di avere sulla sideline, a partire dal prossimo anno, un coaching staff in grado di portare aria nuova, a cominciare dall'HC/DC passando per lo ST Coordinator e  per finire all'OC, le cui chiamate sono prevedibili anche da noi che guardiamo la partita in TV, figuriamoci dal coaching staff avversario.

Il prossimo match è il Thursday night contro i Falcons, altra squadra derelitta e in caduta libera. Si preannuncia uno scontro tra titani sulle sideline: tra Raheem Morris e Todd Bowles non saprei davvero chi scegliere...

Speriamo almeno di onorare le uniformi "throwback" che indosseremo giovedì notte contro i Falcons, forse l'unico motivo per assistere ad una partita tra quelle che, al momento, sono forse le squadre più in disarmo dell'intera NFL. 

lunedì 27 ottobre 2025

Grande prova della difesa, i Bucs espugnano New Orleans

Grazie ad una prestazione dominante del reparto difensivo Tampa Bay espugna New Orleans con il punteggio di 23-3, senza particolari affanni ed al termine di una partita sempre condotta dai Buccaneers.

La settimana prossima i Bucs avranno il turno di riposo, ed essere arrivati al "bye" con un record di 6-2, da soli in vetta alla NFC South, è un risultato da considerare ampiamente positivo, a maggior ragione in quanto raggiunto con  una squadra che a causa degli infortuni ha preso per strada tantissimi dei suoi elementi migliori.

Tornando al match di New Orleans, non è stata una partita particolarmente spettacolare, da un lato i Saints sono un team davvero in grande difficoltà, dall'altro i Bucs hanno faticato in attacco (e non potrebbe essere altrimenti, non potendo contare sui primi 3 WR, il miglior RB e 2/5 della OL) ma per fortuna ieri ci ha pensato la difesa a mettere al sicuro il risultato.

Palle recuperate, sack, addirittura uno spettacolare "INT+TD" messo a segno dall'OLB Nelson, ieri il migliore in campo (ma siamo sicuri che Reddick, il titolare, sia migliore di Nelson?), e se gli arbitri non avessero negato a Winfield un sacrosanto TD dopo un fumble recuperato, il divario tra i due team sarebbe stato anche maggiore.

Da sottolineare anche la prestazione, davvero concreta, del kicker McLaughlin, che ha infilato a ripetizione calci da oltre le 50 yards, preziosi per allargare il divario e tenere i Saints a distanza.

I prossimi impegni dei Bucs, dopo il "bye", saranno contro Patriots, Bills e Rams, incontri molto difficili, con avversari forti e anch'essi in corsa per i playoff. 

Speriamo di recuperare alcuni degli infortunati e che Mayfield, anche ieri un po' sottotono, possa recuperare le energie e tornare quello dei primi match di stagione. Per continuare la galoppata verso i playoff serve il Baker in versione "MVP", non sempre sarà sufficiente una super prestazione della difesa per portare a casa la W (e non tutti i prossimi avversari saranno dello stesso livello degli assai malmessi Saints di ieri sera...).

domenica 5 gennaio 2025

Tampa Bay ai playoff, Mike Evans nella leggenda!

Al termine di una partita incredibilmente sofferta, i Tampa Bay Buccaneers hanno superato i New Orleans Saints per 27-19, vincendo la NFC South per il quarto anno consecutivo ed agganciando i playoff.

E nell'ultima azione del match, anziché inginocchiarsi e portare a zero il cronometro, il coaching staff ha deciso per un passaggio di Mayfield a Evans, per consentire a Mike di guadagnare quelle 5 yards che gli mancavano per entrare nella leggenda, uguagliando il record di Jerry Rice di 11 stagioni consecutive con oltre 1.000 yards ricevute. 

Da quando è entrato nell'NFL, nel 2014, Mike ha sempre ricevuto più di 1.000 yards nelle 11 stagioni da lui disputate tra i PRO, tutte quante in Red and Pewter. 

Campione assoluto e futuro Hall of famer a mani basse, il nostro Mike... 

Ma torniamo alla partita: primo tempo da museo degli orrori, con la difesa che concedeva di tutto al modesto Rattler (che nei primi due quarti abbiamo fatto sembrare Joe Montana) e con un attacco impacciato e poco produttivo, peraltro quasi sempre relegato sulla sideline.

Nel terzo quarto, la difesa è riuscita a limitare l'attacco avversario, ma errori e penalità hanno impedito ai Bucs di prendere in mano il match.

Solo nel quarto periodo il vento ha iniziato a soffiare davvero a favore di Tampa Bay, con un generosissimo Baker Mayfield che si è caricato la squadra sulle spalle, correndo personalmente le yards necessarie per chiudere cruciali terzi down e per consentire ai Bucs di rifarsi sotto.

McMillan ha confermato di essere un giocatore con qualità importanti, e prima un suo TD e poi uno su corsa di Irving hanno portato i Bucs avanti di 8 punti.

I Saints hanno cercato nel drive finale, con due minuti a disposizione sul cronometro, di trovare l'endzone dei Bucs ma senza riuscirci. La fallita conversione del quarto tentativo ha dato a Tampa Bay la vittoria con ancora una trentina di secondi sul cronometro.

Di norma, in questi casi, ci si inginocchia e si lascia che il cronometro arrivi a zero... ma oggi era diverso, vincere senza consentire a Mike di entrare nella leggenda avrebbe comunque lasciato uno sgradevole amaro in bocca a tutti: tifosi, compagni di squadra, staff, oltre che a Evans.

E quindi, rischiando l'inosabile, dato che un turnover in quella situazione avrebbe potuto costare una stagione, a trenta secondi dalla fine Baker ha trovato Mike per quella manciata di yards che mancavano al WR #13 per riscrivere la storia. 

Un finale più epico di questo, avendolo scritto a tavolino, non lo si sarebbe potuto immaginare...

Benissimo così, peraltro i Falcons sono stati sconfitti in casa dai Panthers in overtime, rendendo ancora più netta la vittoria dei Bucs nella NFC South.

Agguantare la postseason sull'onda di una vittoria così sudata e sofferta, ai danni dei Falcons guidati da Raheem Morris, non ha prezzo, e la reazione di orgoglio vista nel secondo tempo, in cui pur giocando male è prevalsa la voglia di vincere, è valsa il prezzo del biglietto (o dell'abbonamento al game pass!)   

Vedremo nelle prossime ore chi saranno gli avversari dei Bucs nel match di wild card; sarebbe importante recuperare qualche infortunato, soprattutto a livello di secondaria siamo davvero ai minimi termini, con l'infortunio odierno di Edwards, l'incidente automobilistico di ieri che ha chiuso anzitempo la stagione di Whitehead e con Winfield alle prese con un infortunio al ginocchio che lo tiene da tempo lontano dai campi di gioco.

Stasera, comunque godiamoci il titolo di NFC South Champions e la bellissima gioia per un giocatore che ha scritto la storia non solo dei Bucs ma dell'intera NFL, l'immenso WR #13 Mike Evans... 

GO BUCS!

domenica 13 ottobre 2024

Bucs straripanti, passano a New Orleans per 51-27

E' stata una partita davvero molto particolare quella che alla fine ha visto i Bucs imporsi sul campo di New Orleans con il nettissimo punteggio di 51-27.  

Ma non è stata affatto una passeggiata, dato che all'intervallo i Saints erano avanti per 27-24, dopo una bruciante rimonta nel secondo quarto.

Partono a razzo i Bucs, subito avanti per 17-0, ma nel secondo quarto c'è come detto la rimonta dei Saints, grazie anche a qualche errore di troppo di Tampa Bay (gli intercetti di Mayfield, un punt ritornato in TD). 

Nel secondo tempo però non c'è partita, Tampa Bay domina grazie ad un eccellente gioco su corsa con il duo Tucker-Irving sugli scudi, un Godwin immarcabile, e una difesa che ha messo sotto continua pressione il QB rookie dei Saints, Rattler, mettendolo a terra più volte e costringendolo a forzare passaggi spesso imprecisi. 

Una vittoria importante, dopo il brutto KO del Thursday Night contro Atlanta, che riporta i Bucs in vetta alla NFC South da cui si allontanano invece i Saints, alla quarta sconfitta consecutiva.

Match rocambolesco, tanti turnover, tantissimi punti sul tabellone, e Bucs inarrestabili sul gioco di corsa. Insomma, non la solita partita, con i Buccaneers che sono riusciti a sfruttare nel modo migliore le tante assenze degli avversari, QB Carr in primis.   

Bene il rientro di Kancey e Winfield, che ha anche segnato un TD su ritorno di fumble, e alla fine bene anche Mayfield che non si disunito per i tanti intercetti del primo tempo, giocando un secondo tempo concreto e riuscendo a guidare i suoi alla vittoria.

Lunedì prossimo, nel monday night, altro match importante e difficile, contro i Ravens al RJS, sperando di rivedere lo scintillante gioco su corsa ammirato questa sera, erano davvero anni che i Bucs non correvano così tanto e così bene.

domenica 31 dicembre 2023

Bucs mai in partita, vittoria facile per i Saints

I peggiori Buccaneers dell'intera stagione perdono nettamente in casa contro i Saints per 13-23, sprecando la prima occasione per vincere la NFC South. 

Tutto è rimandato a domenica prossima, quando i Bucs avranno a disposizione una seconda opportunità per prendersi la Division, in caso di vittoria a Charlotte con i Panthers.

Malissimo questa sera i Bucs, dicevamo, mai in partita e superati dai Saints ben più nettamente di quanto non dica il risultato di 13-23. Nel finale i Bucs si sono rifatti sotto nel punteggio, ma "too little too late", come dicono gli americani.

"Troppo poco e troppo tardi", per andare a riprendersi il match, e comunque il fatto che i Saints abbiano rischiato di rimettere in discussione una partita dominata per tre quarti e mezzo la dice lunga anche sul valore di New Orleans... 

Male in attacco, dove Mayfield ha impiegato tre quarti per entrare in partita, sparacchiando intercetti e facendo una enorme fatica a trovare i suoi bersagli, e dove White, oltre a schiantarsi ripetutamente sulla linea difensiva dei Saints, ha perso un sanguinoso fumble nel drive che avrebbe potuto riaprire la partita.

La difesa, stasera senza quei big plays (sack, intercetti, fumble) che avevano caratterizzato le ultime prestazioni di Winfield e soci, ha subito un po' di tutto dai Saints, ai quali è bastato svolgere il proprio compitino senza sbavature per controllare il match (minuti finali a parte, in cui anche New Orleans è andata in discreta confusione).

Vincere a Charlotte, tra sette giorni, non è una "mission impossible", certo che i Bucs di stasera hanno fatto proprio una brutta impressione, quasi che le ultime brillanti prestazioni avessero svuotato di energie la squadra. 

Poi, chiaramente, oggi è andato tutto quanto storto, dal fumble di White in un momento importante dell'incontro a quello nel finale di Palmer, che avrebbe potuto non dico riaprire la gara ma comunque dare un po' di interesse agli ultimi  minuti.

Peccato, il primo match point è stato sprecato, vediamo di non buttare alle ortiche anche il secondo domenica prossima a Charlotte. Poi, se riusciremo nell'impresa di perdere anche con i Panthers di quest'anno, sarà più che giusto guardare il wild card game comodamente dal divano, anziché giocarselo sul terreno di gioco...

domenica 1 ottobre 2023

Netta vittoria dei Bucs, espugnata New Orleans per 26-9

Bella e meritata vittoria per i Bucs, che dopo il KO rimediato nello scorso Monday Night si sono riscattati espugnando New Orleans, con il punteggio di 26-9.

Vincere contro i Saints, a maggior ragione in trasferta, è sempre una bella soddisfazione, anche nell'ottica di una NFC South sempre più aperta, viste le sconfitte odierne di Atlanta e Carolina, oltre che dei Saints. 

New Orleans ha schierato a sorpresa il QB titolare, Carr, sebbene fosse reduce da un infortunio alla spalla che sembrava dovesse tenerlo fuori dal campo per alcune partite. Ma i  Saints, a parte un discreto inizio di partita, hanno fatto fatica a guadagnare yards, probabilmente anche a causa di un QB schierato nonostante le precarie condizioni fisiche.

Dell'opaca prestazione dell'attacco dei Saints, però, si deve dare merito anche alla difesa di Tampa Bay, ancora un a volta aggressiva e brava a compiere giocate importanti; il fumble recuperato dall'ottimo Winfield, a fine primo tempo è stata probabilmente la giocata decisiva del match, subito dopo l'intercetto lanciato da Mayfield, unica sbavatura in tutta la partita per l'ex QB di Cleveland.

Baker Mayfield ha infatti guidato nel modo migliore un attacco che, dopo una partenza a rilento, ha lentamente quanto progressivamente ingranato, riuscendo a mettere punti importanti nel tabellone e tutto ciò nonostante Mike Evans avesse dovuto abbandonare il match già nel primo tempo per problemi muscolari, che speriamo non si rivelino gravi. 

Anche il gioco su corsa, quasi nullo nelle prime partite stagionali, questa sera è stato abbastanza produttivo, con lo stesso Mayfield abile a correre quando c'era bisogno, per andarsi a prendere yards importanti.

Un bella vittoria e una prestazione confortante, da parte dei Bucs, che la prossima settimana riposeranno e che rivedremo in campo il l5 ottobre nel "throwback  game", quando al RJS arriveranno i lanciatissimi Detroit Lions. Speriamo che questi giorni di riposo siano sufficienti per recuperare gli infortunati, a cui questa sera si sono aggiunti oltre a Mike Evans anche la safety Neal, la cui partita è durata solo pochi minuti a causa di una "concussion".

martedì 6 dicembre 2022

Monday night, Tom Brady guida i Bucs ad una incredibile rimonta!

Incredibile vittoria in rimonta dei Bucs, che nel Monday Night superano i New Orleans Saints con il punteggio di 17-16. 

A 5 minuti dalla fine del match, sotto per 3-16, nessuno avrebbe scommesso un dollaro sul fatto che che alla fine l'avrebbero spuntata Brady e compagni. 

Bucs orrendi per 55 minuti, incapaci di andare oltre un FG ed in difficolta a frenare i Saints, che possono recriminare per le tante occasioni che hanno avuto e che non hanno concretizzato, segnando un solo TD e tre FG.

Poi, quando ormai tutto sembrava perduto, ci ha pensato un distinto signore di 45 anni a cambiare faccia alla partita. Lanci chirurgici, e nonostante i suoi compagni facessero di tutto per perdere (l'holding di un sempre più involuto Donovan Smith che poteva costare la sconfitta...), ecco The G.O.A.T. che a tre secondi dalla fine scrive un'altra pagina della sua inimitabile carriera trovando il TD pass del pareggio per il RB White, con il preciso Succop a mettete l'XP del sorpasso. 

Finisce dunque 17-16 per i Bucs, e la gioia è parecchia, anche perché di rimonte del genere se ne vedono di rado e, storicamente, i Bucs sono di solito dalla parte sbagliata, cioè tali rimonte le subiscono anziché realizzarle.

Stavolta invece a masticare amaro (anzi, amarissimo) sono proprio gli arcirivali dei Saints, e soffiare a New Orleans una W che i Santi avevano già in tasca è proprio una bella soddisfazione, che peraltro si aggiunge alla W del match di andata.

Intendiamoci, di bello c'è solo questa epica rimonta, per il resto Tampa Bay continua a giocare malissimo, col freno a mano tirato, senza mai osare nulla. Paradossalmente, sembra che Brady e soci giochino meglio quando tutto sembra perduto, e allora viene fuori la classe di The G.O.A.T., non più imprigionato nella gabbia che il suo coaching staff sembra per assurdo avergli cucito addosso.

Poi è anche vero che mancavano elementi importanti come Wirfs e Winfield, ma non sarebbe giusto aggrapparsi alle assenze per l'ennesimo match sbiadito di questa stagione. 

L'unica cosa da salvare, e non è poco, è l'insperata rimonta ed una vittoria che dovrebbe dare buone probabilità ai Bucs di vincere la NFC South e dunque di arpionare un posto ai playoff. 

Mai dimenticarsi che, prima di Brady, di questi tempi in casa Bucs si pensava a come investire le scelte del prossimo draft, e che i playoff erano sì un appuntamento fisso, ma dal divano. Spiace piuttosto che tutto il talento che abbiamo (ed è tanto, basta guardare la batteria dei WR) non venga pienamente sfruttato.

Adeso ci sono due match molto difficili peri Bucs, San Francisco e Cincinnati. Vincerne anche solamente una potrebbe voler dire guadagnarsi un posto ai playoff, dato che le ultime tre partite saranno contro avversari non impossibili, quali Cardinals, Panthers e Falcons.

domenica 18 settembre 2022

Bucs, la vittoria più bella: espugnata New Orleans!

Si interrompe per i Bucs la serie negativa contro New Orleans, e dopo sette sconfitte consecutive in regular season (ma non va dimenticata la W ottenuta da Brady e soci nei playoff 2020) è finalmente arrivata una vittoria per Tampa Bay, che ha espugnato il campo avversario con un rotondo 20-10.

Ci sarebbe davvero molto da dire su questo match: brutto sporco e cattivo, come da ormai consolidata tradizione quando si affrontano Bucs e Saints. 

Ma cerchiamo di andare con ordine. Parte meglio New Orleans che va subito sul 3-0, ma da lì in poi Winston non ne azzecca più una e la difesa di Tampa sale in cattedra e replica la prestazione eccellente di sette giorni prima a Dallas. 

Il problema è che in attacco i Bucs non girano, le assenze di Godwin e Jones dimezzano  le armi a disposizione di Brady, e a questo si aggiungono i problemi della OL, che già priva di Donovan Smith perde anche il suo sostituto, Wells.

Poi, la gigantesca rissa, che cambia completamente l'inerzia della partita. 

Espulsi Mike Evans e il CB Lattimore (ormai è un appuntamento fisso il match di pugilato tra i due, ogni volta che si affrontano New Orleans e Tampa), per i Bucs le cose sembrano volgere al peggio, considerato che a Brady restavano come bersagli i soli Perriman, Gage e Miller e che il clima in cui si giocava era diventato a dir poco torrido. 

Insomma, sembrava che i Saints avessero portato il match proprio lì dove volevano loro, consci di essere inferiori tecnicamente, e cioè buttandola sulla "mattanza" e sul gioco sporco, specialità in cui sono riconosciuti maestri.

E invece, questa volta gli è andata male, ai "Santi".

Dopo la "tonnara", infatti, i Bucs mettono la freccia e sorpassano con un bel TD "Brady to Perriman" e con un Succop impeccabile dalle non facili 47 yards, mentre ad andare in confusione sono stati proprio i padroni di casa, ed in particolare la nostra cara vecchia conoscenza Jameis Winston, che nella fase cruciale dell'incontro è ritornato ad essere quello che abbiamo visto a Tampa per 5 anni: un incredibile "sparacchiatore" sul profondo, spesso però consegnando l'ovale nelle mani dei difensori avversari, anziché in quelle dei propri ricevitori.

E così, dopo tre intercetti di Jameis, due di Dean ed uno riportato in endzone da Edwards, il sipario cala lentamente ma inesorabilmente sul match: vince Tampa per 20-10 e va bene, anzi benissimo così. Avere mantenuto il sangue freddo nei momenti cruciali, da parte dei Bucs, è stato determinante per spezzare questa serie infinita di sconfitte con New Orleans. 

Adesso si torna a giocare a football, domenica prossima ci sarà l'esordio casalingo al RJS per i Bucs contro i Packers, una delle squadre favorite per la vittoria finale; si torna a giocare a football, dicevamo, e così sarà fino alla prossima partita con i Saints, contro i quali, ormai è abbastanza chiaro, non è più football, ma quasi un altro sport...    

lunedì 20 dicembre 2021

Ai Bucs gira tutto storto, i Saints passano a Tampa

Tutto quello che poteva andare male è andato anche peggio, nell'infausto Sunday Night che ha visto i Saints espugnare Tampa con il punteggio di 9-0.

Già privi di giocatori importanti (oltre a Brown e Edwards, fuori anche Perriman, Winfiled e Sherman) nel corso del match si sono infortunate tutte le armi principali dell'attacco dei Bucs: Prima Godwin, poi Evans, e infine Fournette, appiedati da infortuni che speriamo non si rivelino eccessivamente seri.

Privato di tutte le sue armi, Brady ha fatto fatica a trovare compagni liberi, poco aiutato da una linea in difficoltà per la prima volta nella stagione, e contribuendo a sua volta a mettere fine al tentativo, peraltro abbastanza velleitario, di rimonta con un fumble che in pratica ha chiuso il match a favore di New Orleans.

I Saints, dal canto loro, devono ringraziare per questa W la propria ottima difesa, dato che in attacco non hanno fatto praticamente nulla, mettendo a segno solo 3 FG. Ancora meno però hanno fatto i Bucs, spuntati come non mai, incapaci anche di infilare tra i pali l'unico tentativo di FG della serata (Succop è molto affidabile ma solo entro le 40 yards).

Adesso diventa prezioso il reintegro di Antonio Brown (e di Perriman) sperando che Godwin e Evans siano presto nuovamente arruolabili. Senza di loro, le riserve hanno mostrato i loro limiti, da Darden a Johnson, passando per Vaughn e Miller, le seconde e terze linee sono ovviamente di ben altro spessore rispetto alle stelle titolari.

Pazienza, ormai difficilmente il primo posto nella NFC sarà agguantabile dai Bucs, speriamo solo di non perdere altri pezzi da qui ai playoff, di recuperare gli infortunati illustri, e soprattutto di tenere duro nonostante le avversità, dato che stiamo entrando nel momento decisivo della stagione.

lunedì 1 novembre 2021

Penalità e palle perse, brutto KO dei Bucs a New Orleans

I Bucs perdono la seconda partita stagionale a New Orleans, superati dai Saints con il punteggio di 36-27. 

Le chiavi del KO di Tampa Bay sono presto spiegate: contro un avversario ampiamente alla portata, costretto a schierare il terzo QB Siemian quasi da inizio partita visto l'infortunio di Winston e l'assenza del suo backup Hill, i Bucs hanno pensato bene di anticipare il Natale e di omaggiare ripetutamente i loro avversari; saranno state le casacche rosse, ma ieri Brady e soci sembravano Babbo Natale...

Inaccettabile regalare oltre 100 yards di penalità, alcune sanguinose se non decisive (un intercetto vanificato, terzi down non chiusi dai Saints ma assegnati loro dalle flag arbitrali), a maggior ragione considerando che New Orleans non ha ricevuto quasi nessuna sanzione nel corso dell'intera partita.

Alle flag si aggiungano le palle perse, con Brady che quando gioca con i Saints ha questa brutta tendenza a regalare palloni: un fumble e due intercetti, tra cui il pick six che ha chiuso la partita. Sì, perché nonostante tutto, i Bucs con quasi due minuti sul cronometro avrebbero avuto tutto il tempo per costruire un drive decente e mandare Succop a calciare il FG della vittoria. E invece, il drive finale anziché essere quello della rimonta vincente si è rivelato quello che ha chiuso il match nel peggiore dei modi, con un intercetto riportato in endzone dai Saints.     

Domenica prossima i Bucs avranno il turno di riposo, poi ci saranno la trasferta a Washington e il monday night in casa contro i Giants. Due match sulla carta non impossibili, ma giocando come ieri - regalando a ripetizione agli avversari yards e possessi - non si vince contro nessun avversario. Speriamo che l'amara lezione del Superdome sia servita a qualcosa...

lunedì 18 gennaio 2021

Grandi Bucs! Espugnata New Orleans, è Finale di Conference


Bella, meritata e anche un po' inaspettata questa seconda W consecutiva nei playoff: i Bucs vincono 30-20 a New Orleans eliminando i Saints dalla postseason e domenica prossima Brady e compagni giocheranno a Green Bay la finale di Confefence. Obiettivo: un posto al Super Bowl LV!   

Diciamoci la verità: alla vigilia del match non erano in molti a pronosticare una vittoria corsara dei Bucs a New Orleans contro un avversario che nelle due partite di regular season aveva strapazzato Tampa Bay in match a senso unico.

E invece, grazie a un attacco ordinato, che non ha fatto meraviglie ma che comunque sul tabellone ha messo 30 punti, e alle eccezionali giocate della difesa, che ha intercettato un irriconoscibile Brees tre volte e ha anche recuperato un fumble, alla fine la W è andata alla squadra che comunque di più - pur in una gara sempre sul filo dell'equilibrio - ha meritato di fare un passo avanti nella corsa playoff.

I big play della difesa dei Bucs hanno fatto la differenza, in un match che come si diceva è stato davvero molto equilibrato, punto a punto, ma in cui comunque alla fine ha prevalso la squadra con più benzina. I Saints hanno provato il libro dei trucchi, trovando ad esempio un TD di Winston (toh, chi si rivede!) grazie ad una colossale dormita della difesa, ma a parte il gioco-trucco, i Saints mi sono parsi un po' in disarmo, nemmeno più tanto "sporchi" e "fallosi (i loro tradizionali marchi di fabbrica), un po' "appassiti" come il loro leader, quel Drew Brees che ieri ha probabilmente chiuso con il football giocato.  

Ad ogni modo, devo ancora realizzare che i Bucs sono riusciti ad arrivare alla Finale di Conference. 

Cioè, in pratica domenica ci si gioca l'accesso al Super Bowl, davvero incredibile per chi segue questa squadra da lungo tempo e non assaporava simili sensazioni da qualcosa come vent'anni, quasi. 

Moriranno al Lambeau, i sogni dei Bucs?

Non lo so, espugnare Green Bay sarà durissima, perché oltre alla forza degli avversari avrà un peso importante il fattore climatico, dato che si giocherà nella tundra artica, clima al quale Tampa Bay è davvero poco abituata. Ma anche a Philadelphia, nel gennaio 2003, in un'altra finale di Conference, faceva un freddo cane eppure tutti sappiamo come andò a finire.

Andiamocela a giocare, a testa alta e senza paura, anche se i favori del pronostico sono tutti per i nostri avversari, che difficilmente ripeteranno la prestazione (pessima) di regular season contro i Bucs....  ma comunque andrà a finire, noi domenica prossima ci giocheremo la finale di Conference, tutti gli altri a guardarci/gufarci alla TV. Buona visione...e GO BUCS!

lunedì 9 novembre 2020

Partita da incubo per i Bucs, per i Saints è tutto troppo facile

Quella tra Tampa Bay e New Orleans doveva essere l'equilibrata sfida tra le due principali contendenti alla vittoria nella NFC South, e invece si è rivelata un massacro da parte dei Saints ai danni dei Bucs, asfaltati in casa propria con il pesantissimo punteggio di 3-38.

La prestazione negativa nel monday night di sette giorni fa, conclusa con una sofferta W ai danni dei modesti Giants, era dunque qualcosa di più grave di un semplice campanello d'allarme, e se con i NYG era bastato un filo di gas per vincere, con i Saints non c'è stata proprio mai partita, un dominio assoluto dal primo all'ultimo minuto per Brees e soci.

Malissimo Brady, che oltre a sparacchiare intercetti a casaccio non è mai riuscito a trovare un ricevitore sul profondo, accontentandosi dei passaggini a Jones da 2 yards, quando non è stato placcato dai difensori avversari. Male anche l'OL, e non basta l'assenza - per quanto grave - di Marpet a giustificare una prestazione così mediocre da parte di un reparto sin qui ottimo.

Male tutto l'attacco, in cui Evans da troppe partite si limita a fare la controfigura di se stesso e dove le corse non hanno prodotto alcun risultato, anche perché mai utilizzate (4 tentativi, record negativo NFL), nonostante il gioco aereo non funzionasse per nulla.

La difesa per un po' ci ha provato, recuperando due fumble, ma anche la "D" ha fato moltissima fatica e ha subìto di tutto, da parte di un attacco fluido e preciso come quello diretto da Breees.

E' difficile commentare una partita in cui ha giocato una sola squadra e l'altra, purtroppo, in campo proprio non si è vista.

Speriamo sia stato solo un passaggio a vuoto, anche perché le prossime partite prima del "bye" sono molto impegnative (Panthers in trasferta, Rams e Chiefs in casa) e giocando come ieri - o come 7 giorni fa a Meadowlands - non credo se ne potrà vincere nemmeno mezza.

Forse dopo le roboanti vittorie contro GB e LV c'eravamo montati tutti un po' troppo la testa. Bene, anzi, malissimo: adesso è il caso di tornare con i piedi saldamente ancorati a terra, rimboccarsi le maniche, e tornare a giocare a football, a differenza di quanto (non) accaduto nelle ultime due partite.

lunedì 14 settembre 2020

Bucs travolti dai propri troppi errori, W ai Saints

E' durata solamente un quarto, il primo, la partita pressoché perfetta che noi tutti speravamo di vedere da parte dei Bucs.

Invece, dopo un primo drive eccellente orchestrato da Brady e concluso con un TD dello stesso Tom, i Bucs si sono progressivamente disuniti, hanno iniziato a commettere quei soliti errori (gravi e decisivi) che alla fine fanno tutta la differenza possibile tra una W e una L.

Penalità sanguinose sia in attacco (Vea e quella conversione regalata di un quarto down) che in difesa (le troppe PI che hanno tenuto in vita i Saints), intercetti mancati (ah, se Dean avesse preso quel pallone lanciato da Brees che gli è passato tra le mani), gli inevitabili pasticci dello special team (un FG bloccato, un kick-off "muffed") e pure un paio di intercetti tra cui una pick-six (Tom, tu quoque...)... ebbene tutti questi episodi hanno deciso l'esito del match.

New Orleans (a mio avviso tutt'altro che brillante, ieri sera) ha fatto il suo compitino, limitando erorri e sbavature e approfittando a  piene mani dei regali gentilmente offerti dalla banda Arians. 

Poi è chiaro che senza uno straccio di preseason la chimica è tutta da trovare tra Brady e i suoi bersagli, così come vanno migliorate le corse dove raramente si è guadagnate più delle solite misere due, tre yards.

Spiace per la difesa, punita oltremisura dai 34 punti subiti, perché il front seven mi pare di livello decisamente alto, mentre la secondaria ha confermato i suoi limiti, soprattutto di inesperienza, dato che il reparto di CB e S è davvero molto (forse troppo) giovane.

Archiviata la prima, eviterei di fare drammi e inizierei a pensare subito al prossimo match. Contro i Panthers - ieri sconfitti a domicilio da Las Vegas - i Bucs hanno a disposizione solo la vittoria. Iniziare la stagione con due sconfitte consecutive contro avversarie di Division vorrebbe dire mettere in pericolo la stagione dopo nemmeno due partite...

domenica 17 novembre 2019

Bucs pessimi, nessun problema per i Saints

Si sperava che i Bucs potessero ripetere la buona prestazione di domenica scorsa contro Arizona, ed invece contro i più quotati Saints è stata tutta un'altra storia.

Tampa Bay sempre a a rincorrere, senza peraltro riuscire  mai ad impensierire Brees e soci.

C'è ben poco da salvare, questa sera: male la difesa, che ha concesso di tutto ai WR avversari senza mai riuscire a mettere la minima pressione a Brees, e male anche l'attacco, inspiegabilmente monodimensionale: solo 8 i tentativi di corsa, mai nella loro storia i Bucs avevano corso così poco in una partita.

Male anche Winston, che lancia ancora per oltre 300 yards ma che sparacchia anche 4 intercetti, gli ultimi tre dei quali interamente ascrivibili a lui (a differenza del primo, causato da O.J. Howard).

La partita di oggi ha confermato i tantissimi limiti di questa squadra, che a certi livelli proprio non è competitiva; adesso ci sono due trasferte consecutive per Tampa Bay, prima ad Atlanta contro i Falcons in netta crescita e poi a Jacksonville, nel derby della Florida. Riuscire nella improbabile impresa di vincerne una sarebbe già tantissimo...

domenica 6 ottobre 2019

Opaca prestazione dei Bucs, sconfitta meritata a New Orleans

Dopo il brillante exploit di domenica scorsa a Los Angeles (meritata vittoria con 55 punti messi a referto) si sperava in un bis da parte dei Bucs di Bruce Arians, impegnati in trasferta a New Orleans.

Niente da fare, purtroppo: in Louisiana, infatti, Tampa Bay ha giocato davvero un brutto match, opaco e inconcludente, uscendo meritatamente sconfitta dal Superdome, più di quanto non dica il punteggio finale di 24-31.

Imprecisi in attacco, dove peraltro la linea offensiva ha fatto moltissima fatica non lasciando mai a Winston i secondi necessari per cercare i propri WR (Evans ha chiuso il match con 0 ricezioni) incapaci in difesa di limitare Bridgewater, che - a parte un intercetto - non ha fatto rimpiangere l'illustre assente, il QB Drew Brees.

Anche la difesa dei Bucs non ha brillato, nè a livello di linea, non mettendo mai messo sotto pressione Bridgewatrer, nè a livello di secondaria, reparto che peraltro ha perso nel corso della partita il CB Davis, espulso nel primo tempo per un colpo scorretto ai danni di un avversario.

Insomma, i Bucs di stasera hanno confermato la propria pecca più grande, emersa in questa prima fase di campionato, ossia la discontinuità. A una buona e convincente prestazione ne segue una di segno opposto, scialba e incolore, e così facendo, purtroppo, non resta che vivere alla giornata sperando che sia la domenica "buona" (come a Charlotte e a  Los Angeles) e non quella in cui i Bucs sono l'ombra di se stessi (come accaduto contro '49ers, Giants e stasera a New Orleans).

I Saints sono lanciatissimi per conquistare l'ennesimo titolo nella NFC South, pur senza il fuoriclasse Drew Brees, i Panthers stanno traendo beneficio dall'assenza di Newton, e purtroppo temo che i Bucs si giocheranno con i Falcons l'ultimo posto in division. Tanto per cambiare, l'impressione è che per i sogni di gloria (i tanto agognati playoff che a Tampa mancano da oltre 10 anni), anche quest'anno se ne riparlerà l'anno prossimo...

domenica 9 dicembre 2018

Vincono i Saints per 28-14, dura tre quarti il sogno dei Bucs


E' durato tre quarti il sogno dei Bucs di sgambettare i New Orleans Saints, entrati in campo forse convinti di spazzare via in scioltezza Tampa Bay e ritrovatisi invece a dover rincorrere sino all'ultimo periodo la squadra di casa, scesa in campo per la seconda domenica consecutiva indossando la divisa "all red". 

Purtroppo, a partire dal terzo quarto, che pure era iniziato bene per i Bucs con un fumble recuperato, i Saints hanno preso il controllo del match, limitando l'attacco di Tampa Bay e andando ripetutamente a segno, realizzando nel secondo tempo un parziale di 25-0.

I Bucs pagano a caro prezzo i due errori su due tentativi nei FG (Santos ha sbagliato sia dalle 40 che dalle 46 due FG abbastanza "facili", evidentemente la maledizione dei kicker continua), oltre ad un punt di Anger bloccato, che ha in pratica ha consegnato ai Saints tutta l'inerzia della partita. E poi, il black-out dell'attacco guidato da Winston, che nel secondo tempo non ha combinato praticamente nulla.

Si è vista dunque una partita a due facce stasera, con un tempo per parte; purtroppo per Tampa Bay,  Winston e compagni non hanno concretizzato come avrebbero dovuto fare quando il match stava andando dalla loro parte, a differenza di  Brees e soci che nel secondo tempo hanno messo la freccia sorpassando i Bucs e chiudendo il match con due TD di margine sul 28-14.

Da segnalare, nel gioco su corsa, l'assenza totale di portate da parte di Ronald Jones, evidentemente considerato oramai del tutto inadatto a tenere il campo da parte del coaching staff, se non nei giochi di special team. Che il rookie da USC si rivelasse un flop così clamoroso se lo aspettavano davvero in pochi. 

Peccato, perché non avere un solido gioco su corsa obbliga i Bucs ad un gioco monocorde basato sui lanci di Winston, che stasera si è limitato ad eseguire il "compitino", senza forzare anche quando sarebbe stato forse il caso, a partita compromessa, di andare un po' più spesso sul profondo, nonostante l'assenza di Desean Jackson ed un Chris Godwin meno puntuale del solito nel ricevere il pallone.

Finisce dunque come da pronostico al Raymond James Stadium, se non altro ci siamo tolti la piccola soddisfazione di tenere a distanza i Saints per tutto il primo tempo, facendo sudare a New Orleans una vittoria che alla vigilia del match erra data per scontata. 

Adesso rimangono tre partite, le due trasferte di Baltimore e Dallas e l'ultimo match al RJS contro i derelitti Falcons. In teoria dovrebbe essere alla nostra portata solo il match con Atlanta, vedremo se i Bucs ci regaleranno qualche altra sorpresa nei match - sulla carta proibitivi - contro Ravens e Cowboys.

domenica 9 settembre 2018

Espugnata New Orleans, "Fitzmagic" fa volare i Bucs!

Vittoria inattesa quanto meritata quella dei Tampa Bay Buccaneers a New Orleans, al termine di un match che ha visto i ragazzi di Dirk Koetter imporsi con il punteggio di 48-40.

Immensa prestazione da parte del QB Ryan Fitzpatrick, o meglio "Fitzmagic", che ha chiuso il match con statistiche stellari (417 yards lanciate, 21 passaggi completati su 28 tentati, 4 TD pass e 0 intercetti)  e che nel finale ha chiuso, su corsa, un cruciale terzo down che ha spento il tentativo di rimonta dei Saints.

I Bucs avrebbero potuto chiudere in anticipo il match se il kicker Catanzaro non avesse sbagliato dalle 44 yards il FG decisivo per tenere a distanza di sicurezza Brees e soci. Ma i Bucs, si sa, non hanno storicamente nel "K" uno dei punti di forza...

Da segnalare le prestazioni dei due WR Evans e Jackson, entrambi ampiamente oltre le 100 yards ricevute ed autori di TD da più di 50 yards. Bravi loro e bravo Fitzpatrick a trovarli, anche nel profondo, contro una secondaria dei Saints incapace di limitarli.

Domenica prossima a Tampa arriveranno i campioni in carica, i Philadelphia Eagles, per un inatteso scontro al vertice e sarà sicuramente un'altra durissima battaglia per Fitz e compagni. Ma intanto gustiamoci e godiamoci questa W, giunta inaspettata e dunque ancora piu bella. Grazie ragazzi!

giovedì 18 gennaio 2018

NFC South, gli amari playoff di Saints, Falcons e Panthers


La NFC South, come ben sappiamo noi tifosi dei Bucs, è una Division molto competitiva, probabilmente la più forte dell'intera NFL, e non è un caso se quest'anno ben tre squadre di questa Division sono riuscite ad arrivare ai playoff.

E nonostante sia Vikings che Eagles avessero record migliori, la maggioranza di esperti ed analisti era concorde nel ritenere che sarebbero stati proprio Saints e Falcons a contendersi il ruolo di rappresentante della NFC al Super Bowl LII.

Invece, questi playoff si sono rivelati davvero amari per i team della South, costretti ad unirsi ai Bucs nel guardare in televisione la finale di Conference di domenica prossima, che si disputerà a Philadelphia tra Eagles e Vikings.

Ma andiamo con ordine; il primo turno dei Playoff aveva fatto registrare ottime prestazione sia dei Falcons, vincenti in scioltezza a LA contro i Rams, che dei Saints, usciti con la W in tasca dopo un duro "derby" della NFC South contro i Carolina Panthers.

Poi, le due avvincenti ed emozionanti partite dello scorso week-end; e se già era stata sorprendente la sconfitta dei Falcons, incapaci di entrare nella endzone degli Eagles dalle 2 yard line, davvero incredibile è stato il KO dei Saints, che a Minneapolis sono riusciti a perdere una partita praticamente già vinta.

La ricezione di Diggs a tempo pressoché scaduto, il mancato placcaggio di Williams, la corsa del WR dei Vikings in campo aperto verso la endzone di New Orleans sono le immagini-simbolo di questi playoff e del "Minneapolis Miracle" si parlerà ancora a lungo.

Di sicuro, per Falcons e Saints (più che per i Panthers, che non affrontavano la postseason con grandi ambizioni), le sconfitte contro Eagles e Vikings sono state due brutte batoste, difficili da assorbire.

Per Ryan e soci si tratta della seconda enorme delusione consecutiva, dopo il Super Bowl perso nel modo in cui tutti ricordiamo contro i Patriots dodici mesi fa, mentre i Saints di Brees (39 anni compiuti) si sono lasciati sfuggire un'occasione d'oro per regalare a quel grande campione di Drew Brees (giunto ormai quasi a fine carriera per evidenti ragioni anagrafiche) un secondo anello.

Dall'ottica dei Bucs, si può sperare che le "tossine"che inevitabilmente si accumulano in seguito a sconfitte di questo tipo possano far sentire i loro effetti nella prossima stagione.

Quel che è certo, è che per competere nella NFC South occorrerà anche nel 2018 giocare ad un livello altissimo, perché sia Ryan che Brees saranno avversari duri da superare e lo stesso Newton rappresenta un ostacolo tutt'altro che agevole.

Insomma, se veramente Tampa Bay aspira a sovvertire le gerarchie della NFC South ci sarà bisogno non solo di innesti importanti e talentuosi tra free agency e draft (oltre a liberarsi di "zavorra" inutile e strapagata....), ma sarà indispensabile che i giocatori di talento che già abbiamo in squadra (da Winston e Evans, da McCoy a David-Alexander) elevino ulteriormente il livello del loro football, trascinando la truppa verso quell'obiettivo, oramai divenuto "mitico", chiamato playoff... incredibile come ormai siano trascorsi dieci anni dall'ultima apparizione in postseason, per non parlare dell'ultima W ai playoff che risale addirittura alla magica notte del Super Bowl del 26 gennaio 2003...

lunedì 1 gennaio 2018

I Bucs chiudono col botto, W in rimonta contro i Saints


Per i primi 58 minuti, il match tra Tampa Bay Buccaneers e New Orleans Saints è sembrato seguire il "solito" copione già visto tantissime volte nel corso di questo campionato.

Con i Bucs sempre in scia dell'avversario, ma costretti a cedere a causa di errori banali quanto gravi (nel caso di ieri, l'XP sbagliato da Murray e i tre intercetti lanciati da Winston).

Poi, ecco arrivare gli ultimi due minuti della partita. Palla sulla linea delle proprie 5 yard con ben 95 yards da conquistare, e con solo 1:58 sul cronometro senza più nemmeno un timeout.

E qui, esce fuori la stoffa del giocatore di classe, del cavallo di razza, insomma di quell'elemento che magari gioca sottotono per quasi tutto il match, ma che è poi in grado di estrarre dal cilindro le giocate vincenti quando il pallone scotta e si decide in pochi cruciali secondi se l'esito dell'incontro sarà una "W" oppure una "L".

Mi riferisco ovviamente a Jameis Winston, che ieri - oltre ad avere riscritto un record assoluto NFL relativo al maggior numero di TD pass lanciati prima di avere compiuto 24 anni - ha confermato pregi e difetti che lo hanno contraddistinto in questi suoi primi tre anni tra i PRO.

Perde troppi palloni Jameis, tra fumble e intercetti, e i Bucs non se lo possono permettere; e dunque dovrà essere proprio questo uno dei principali aspetti su cui lavorare in offseason.

Ma è anche dotato - e la partita di ieri ne è la conferma - di classe, grinta e carattere, perché dopo una prestazione caratterizzata da tre intercetti, solo un fuoriclasse può inventarsi un drive come quello vincente e soprattutto quel TD pass per Godwin da 39 yards a 9 secondi dalla fine (e, poco prima, la conversione di un assai complicato 4 and 10).

E proprio il WR rookie Chris Godwin merita di essere menzionato, perché nonostante sia sceso in campo con una caviglia in disordine, ha sfoderato una prestazione eccellente (7 palloni ricevuti per 111 yards e il TD della vittoria), dimostrando che nel draft è possibile "pescare" giocatori di valore anche oltre il secondo round.

Infatti, oltre ad O.J. Howard e Justin Evans (i giocatori scelti dai Bucs nei primi due giri) che hanno confermato entrambi di avere qualità importanti in questo primo anno da rookie, anche Kendell Beckwith e Chris Godwin - scelti tutti e due al terzo giro - si sono rivelati elementi di valore benché scelti intorno alla centesima posizione overall.

E a proposito di draft....

Lo dicevamo l'altro giorno, che una eventuale "W" contro i Saints sarebbe costata un paio di posizioni al draft del prossimo aprile; ed infatti, con la vittoria di ieri anziché scegliere con la pick n.5 Tampa Bay chiamerà con la n.7, scavalcata da Broncos e Jets.   

Pazienza, l'importante sarà sfruttare bene il draft nel suo complesso, non solo a livello di first round; anche perché, come si diceva, magari è proprio dal secondo e terzo giro che escono quei giocatori che poi si rivelano elementi di assoluto valore. Certo, se poi invece si utilizza una pick del secondo round per draftare un kicker...

Citazione doverosa anche per il sempre utile e positivo Adam Humphries (7 ricezioni per 102 yards) e per Mike Evans, che con le yards conquistate ieri - quasi tutte nel drive decisivo - è diventato il terzo giocatore nella storia NFL ad avere ricevuto almeno 1.000 yards nei suoi primi quattro anni tra i PRO.

Ecco, diciamo che contro i Saints non si è sentita la mancanza di DeSean Jackson, il WR arrivato nel corso della scorsa free agency ed il cui rendimento complessivo nel corso dell'intera stagione non ha corrisposto ai tanti zeri presenti nel suo contratto...

L'offseason servirà a Licht e Koetter anche per valutare a quali dei tanti veterani (strapagati) presenti a roster sarà opportuno rinunciare (da Robert Ayers a DeSean Jackson passando per Doug Martin e Chris Baker...) mentre a proposito di Mike Evans sarebbe opportuno iniziare a discutere del rinnovo del suo contratto, in scadenza al termine del prossimo campionato.

Ma sulla situazione contrattuale dei vari giocatori attualmente a roster torneremo in maniera dettagliata nei prossimi giorni. Intanto, gustiamoci il sapore di questa "W"; sapore che sarà dolce per coloro per i quali non ha prezzo superare rivali "tradizionali" quali sono i Saints così come vedere le facce un po' depresse di Peyton e Brees sulla sideline per una sconfitta inattesa, oppure avrà un spore un po' amaro per chi rimpiange le due posizione perse nel prossimo draft.

Io preferisco godermi questa bella vittoria in rimonta, sperando che sia di buon auspicio per l'anno che verrà; l'importante sarà gestire nel modo migliore prima la free agency, evitando di portare a Tampa veterani con scarse motivazioni e più che altro alla ricerca del "contrattone", e poi il draft, che sarà decisivo per costruire  la squadra che - nella stagione 2018 - dovrà avere un solo obiettivo: ritornare ai playoff, anche perché se dopo quasi 20 anni ci sono riusciti i Buffalo Bills, non vedo perché la cosa non possa riuscire anche a Tampa Bay, che di talento non ne ha certamente meno di Buffalo...

Buon anno a tutti e, anche nel 2018, solo e sempre GO BUCS!

venerdì 29 dicembre 2017

Contro i Saints in cerca di una W (per l'orgoglio) o di una L (per il draft)?


Domenica 31 dicembre, più o meno all'ora in cui in Europa si festeggerà l'arrivo del nuovo anno, i Bucs saranno impegnati sul terreno di gioco contro i New Orleans Saints, per l'ultima partita del campionato 2017.

Cosa dobbiamo augurarci da questo match, per il bene della squadra?

Meglio una vittoria, contro rivali "tradizionali" quali sono i Saints, a beneficio dell'orgoglio e per concludere nel modo migliore una stagione molto difficile e complicata, oppure dobbiamo - paradossalmente - sperare nell'ennesima sconfitta, che garantirebbe a Tampa Bay un'ottima posizione di scelta nel prossimo draft?

Personalmente gradirei vedere una prestazione "tosta" da parte dei ragazzi in Red and Pewter, come del resto è accaduto nelle ultime due partite con Falcons e Panthers. Poi, onestamente, non credo che una W o una L con New Orleans cambierà i destini di Tampa Bay.

Il draft è tutto tranne che una scienza esatta, e scegliere con la pick n.4, 5 o 6 non credo cambierà le sorti dei Bucs.

Qualche esempio? Nel 1995 Tampa Bay gettò le basi per la squadra che vinse il Super Bowl draftando al primo giro sia Warren Sapp che Derrick Brooks, futuri Hall of Famer nonché pietre angolari di una delle difese più forti di sempre nella storia NFL.

Ebbene, i due giocatori furono scelti rispettivamente soltanto con le pick n.12 e n.28 del primo giro; molte squadre bypassarono sia Sapp che Brooks, due elementi che per l'enorme impatto che ebbero in NFL avrebbero meritato di essere draftati con le prime due scelte assolute di quel draft, in cui  - tanto per capire che cosa sia il draft - con la first pick overall i Benglas scelsero il RB Ki-Jana Carter, che si distrusse un ginocchio nella prima gara di preseason e la cui carriera NFL non ebbe in pratica mai inizio

Oppure, in chiave negativa, basti pensare a come i Bucs sprecarono la seconda scelta del draft 2016 puntando su un kicker rivelatosi disastroso (Aguayo...) o come anni prima, nel 2008 e sempre al secondo giro, venne scelto il WR ma soprattutto KR/PR Dexter Jackson (solo omonimo dell'MVP del SB 37) che non ricevette mai un pallone in NFL, riportando malamente qualche punt e kick-off prima di venire tagliato alla fine del suo anno da rookie.

Quindi, tornando al match di domenica con New Orleans, spazio alle seconde e terze linee che hanno tenuto il campo con grinta e carattere contro Atlanta e Carolina e - se fossi in Dirk Koetter - farei vedere tanta sideline ad elementi tipo il DT Chris Baker, la cui superficialità ci è costata una penalità sanguinosa e la conseguente sconfitta nel match di sette giorni fa contro i Panthers.

In settimana si è parlato molto delle "turbolenze" nello spogliatoio dei Bucs, proprio a causa di questo atteggiamento "perdente" e per certi versi rinunciatario da parte di alcuni giocatori, atteggiamento stigmatizzato da chi (Winston, ad esempio) farebbe fatica ad accettare una sconfitta anche in allenamento, figuriamoci in campionato.

La reazione furiosa e rabbiosa di Jameis domenica scorsa, quando un controverso fumble chiamatogli dagli arbitri ha posto fine al match, la dice lunga sulla voglia di vincere e sul carattere di questo ragazzo, un giocatore magari ancora un po' "grezzo" e che deve ancora migliorare sotto tanti aspetti, ma che rappresenta il futuro dei Bucs, e che deve essere considerata una delle poche certezze da cui ripartire in vista dell'ennesima "ricostruzione".

Tenuto conto che Winston ha giocato buona parte della stagione con la spalla destra in precarie condizioni, ricevendo raramente una protezione adeguata dalla OL e di fatto con un gioco di corse inesistente e improduttivo, direi che la stagione del nostro QB sia da ritenersi persino migliore dei due precedenti campionati disputati da Jameis (al di là di statistiche, numeri e opinioni di analisti che magari vedono i Bucs una volta a stagione).

Sapremo tra pochi giorni se nel 2018 al fianco di Winston, nel suo quarto anno in NFL, ci sarà ancora coach Dirk Koetter o se invece i Glazer decideranno di iniziare un nuovo corso, magari tornando sui propri passi e riportando a Tampa proprio quell'allenatore (Jon Gruden) che essi stessi licenziarono con troppa fretta nell'ormai lontano 2009...

Ad ogni modo, Bucs-Saints sarà l'ultimo capitolo  di questo orrendo campionato 2017, che avrebbe dovuto rappresentare il ritorno dei Bucs ai playoff, considerato che si era reduci da un positivo 2016 concluso con un record di 9-7 e da innesti rilevanti tra free agency e draft.

Invece, dopo il bell'esordio contro i Bears di Mike Glennon, è arrivato un tracollo dietro l'altro, con una serie infinita di sconfitte che hanno portato Tampa Bay all'ennesima stagione in doppia cifra alla voce "sconfitte".

Niente di nuovo sotto il sole della Florida, visto che ormai sono dieci anni che si ripete sempre il solito film, con i Bucs costretti a recitare - nel mese di gennaio - il ruolo di semplici spettatori davanti al televisore anziché quello di protagonisti sul terreno di gioco in lotta per il Vince Lombardi Trophy...