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domenica 7 febbraio 2021

John Lynch inserito nella Hall of Fame

A poche ore dal kick-off del Super Bowl LV, ecco una bella notizia per i tifosi dei Buccaneers, in particolare quelli di lungo corso, che hanno avuto la fortuna di vederlo giocare sui campi da football.

Il grande John Lynch, safety #47, è stato infatti inserito nella Hall of Fame di Canton, la massima gloria che possa essere riconosciuta ad un protagonista del football.

Non è stato facile, per Lynch, ottenere questo riconoscimento, che è giunto solo all'ottava candidatura per entrare a Canton. Ma si tratta di un omaggio davvero strameritato per un giocatore fortissimo, un colpitore eccezionale che fu una delle architravi di quella fantastica difesa che consentì ai Tampa Bay Buccaneers di dominare tra la fine degli anni '90 ed i primi '00, e soprattutto di vincere il Super Bowl n.37.

Dopo Lee Roy Selmon, Warrenn Sapp e Derrick Brooks, si tratta del quarto giocatore introdotto nella Hall of Fame dopo avere trascorso la parte più significativa della propria carriera, se non tutta, indossando i colori dei Bucs.

Queste le parole di Joey Glazer, co-chairman dei Bucs, circa l'ingresso nell'Hall of Fame di Lynch:
"John was one of the greatest Buccaneers of all time and our family is so proud of his induction into the Pro Football Hall of Fame," said Buccaneers Owner/Co-Chairman Bryan Glazer. "He is a class act on and off the field and is truly deserving of this honor. It is only fitting that he will be acknowledged in front of fans for the first time as a member of the Hall of Fame Class of 2021 on the same field where he developed into an NFL legend".

mercoledì 2 novembre 2016

John Lynch, benvenuto nel Ring of Honor!

 
Giovedì sera, in occasione del match con gli Atlanta Falcons, il Ring of Honor dei Bucs si arricchirà di un altro campione: il grande John Lynch, la migliore safety che abbia mai giocato a Tampa, entrerà infatti nel ristretto club riservato ai giocatori che hanno scritto le pagine più importanti della storia dei Buccaneers.

Scelto al terzo giro (pick n. 82 overall) del draft 1993, Lynch rimase a Tampa per undici stagioni, per poi chiudere la sua carriera a Denver disputando quattro ottimi campionati con la maglia dei Broncos.

John Lynch... pietra angolare di quella difesa insuperabile che fece grandi i Bucs tra la fine degli anni '90 e i primi anni '00. Se pensiamo alla attuale secondaria di Tampa Bay, viene quasi da commuoversi ripensando a quando là dietro c'era un placcatore implacabile come il #47, una macchina da tackle insuperabile quanto mai sopra le righe e sempre nel rispetto delle regole.

Giocatore duro, Lynch, ma non "sporco" nè "cattivo". Semplicemente, una muraglia difficilmente superabile per gli avversari, oltre ad essere un grande uomo-spogliatoio ed uno di quei giocatori a cui dovremmo essere grati in eterno, visto che il Super Bowl n.37 porta anche la sua firma, insieme a quella di quel nucleo di fuoriclasse che portarono i Bucs sul tetto del mondo (da Derrick Brooks a Warren Sapp, da Mike Alstott a Simeon Rice, da Ronde Barber a Keyshawn Johnson).

Lynch salutò Tampa al termine della stagione 2003, più che altro per ragioni legate al salary cap. Con la sua partenza e con quella di Warren Sapp iniziò a disgregarsi il gruppo di fenomeni sopra citati e da allora per i Buccaneers sono arrivate più che altro delusioni e sconfitte.

Ma giovedì sera, al Raymond James Stadium, spero che i tifosi in Red and Pewter tributeranno l'ovazione dovuta al grande John: tutti in piedi a salutare e a celebrare un grande campione che giustamente si merita il riconoscimento che spetta solo ai migliori: benvenuto nel Ring of Honor, John!

domenica 7 febbraio 2016

Tony Dungy inserito nella Hall of Fame

L'NFL ha ufficializzato ieri, vigilia del Super Bowl n.50, i premi e le onorificenze relativamente alla stagione 2015.

Cominciamo dalle notizie non buone, o quantomeno discutibili: l'ambito premio di Associated Press offensive rookie of the year non è stato assegnato a Jameis Winston ma a Todd Gurley, RB dei Rams, a differenza di quanto sancito dal voto dei tifosi che avevano invece assegnato al QB dei Bucs il premio di miglior matricola del 2015.

Decisione discutibile, considerato il rendimento e l'impatto avuto dai due giocatori nei rispettivi team (Gurley, dopo un inizio molto brillante, è calato in maniera evidente superando quota 100 yards corse solamente una volta nelle ultime 8 partite giocate) e al di là di tutto credo che Jameis meritasse maggiormente questo riconoscimento.

Altra notizia che ha lasciato un po' di amaro in bocca ai tifosi dei Bucs è stata quella del non inserimento di John Lynch nella Hall of Fame. Al posto del fuoriclasse #47 che per anni è stato una delle migliori safety dell'NFL sono stati preferiti altri giocatori (Kevin Greene, Orlando Pace) che nulla hanno di più rispetto al "nostro" John. Pazienza, Lynch ci riproverà l'anno prossimo e prima o poi farà il suo meritato ingresso nella Hall of Fame di Canton.

E proprio a Canton, il prossimo agosto, entrerà invece coach Tony Dungy, l'allenatore che verrà ricordato soprattutto per aver guidato gli Indianapolis Colts alla vittoria nel Super Bowl n.41, ma che iniziò la sua carriera di coach NFL proprio a Tampa, nel 1996.

Dungy fu il coach che trasformò i Bucs da team perdente a squadra in grado di lottare ogni anno per i playoff, e sebbene la vittoria nel Super Bowl sia arrivata a Tampa proprio l'anno successivo alla sostituzione di Dungy con Gruden, è indubbio che il lavoro svolto da Tony Dungy con i Buccaneers sia stato davvero eccellente e delle sue sei stagioni trascorse sulla sideline dei Bucs credo che tutti i tifosi in Red and Pewter non possano che conservare ricordi positivi. Complimenti, coach Dungy!

venerdì 22 gennaio 2016

Ring of Honor, il 2016 è l'anno di John Lynch


Con un certo anticipo rispetto all'anno scorso - era maggio quando venne annunciato l'ingresso di Mike Alstott e Doug Williams nel Ring of Honor - è stato ufficializzato quest'oggi, nel corso di una conferenza stampa a One Buc Place in cui era presente il diretto interessato, il nome del nuovo membro del RoH dei Bucs.

Si tratta del grande John Lynch, safety che per un decennio - gli "anni d'oro" dei Bucs, tra la fine degli anni novanta e i primi anni duemila - contribuì in maniera determinante a portare Tampa Bay sul tetto del mondo. Sul Vince Lombardi Trophy del 26 gennaio 2003 c'è anche la firma di Lynch, placcatore implacabile, giocatore durissimo quanto corretto e mai sopra le righe.

Dopo 10 anni in maglia Bucs, Lynch ha concluso la carriera a Denver, giocando anche in Colorado quattro stagioni di ottimo football.

John Lynch va dunque ad aggiungersi agli altri grandi che hanno scritto le pagine più importanti della storia dei Bucs ed i cui nomi sono presenti, a imperitura memoria, sugli spalti del Raymond James Sadium: Lee Roy Selmon, coach John McKay, Jimmie Giles, Paul Gruber, Warren Sapp, Derrick Brooks, Mike Alstott e Doug Williams.

Oltre alla nomina a nuovo membro del Ring of Honor dei Bucs, il 2016 potrebbe riservare a John Lynch un altro grande riconoscimento: insieme - tra gli altri - a coach Tony Dungy, Lynch è infatti tra i candidati finalisti per l'ingresso nella Hall of Fame di Canton.

domenica 1 febbraio 2015

Nè Lynch nè Dungy entrano nella Hall of Fame


Dopo l'ingresso di Warren Sapp nel 2013 e di Derrick Brooks nel 2014, si sperava di poter celebrare per il terzo anno consecutivo l'entrata di un rappresentante dei Tampa Bay Buccaneers nella Hall of Fame di Canton.

Purtropop questa volta è andata male, e per i due candidati "targati" Bucs - la safety John Lynch e l'head coach Tony Dungy - l'appuntamento con gli "immortali" del football è per il momento rinviato.

Tra gli esclusi eccellenti, oltre a Lynch e Dungy, da segnalare anche il WR Marvin Harrison, il QB Kurt Warner e l'OT Orlando Pace, ritenuti alla vigilia delle votazioni tra i candidati con più probabilità di entrare nella HoF.

Qeusto l'elenco di coloro che nel prossimo mese di Agosto saranno introdotti a Canton:

- Junior Seau
- Charles Haley
- Will Shields
- Jerome Bettis
- Tim Brown
- Bill Polian
- Ron Wolf
- Mick Tingelhoff

L'unico, irrilevante, legame tra i Bucs e i neo eletti nella Hall of Fame riguarda il WR Tim Brown, che trascorse a Tampa l'ultima stagione della sua carriera senza peraltro lasciare alcuna taccia concreta del suo passaggio in Florida (24 passaggi ricevuti per 200 yards e 1 TD le sue statistiche della stagione 2004).

sabato 10 gennaio 2015

Lynch e Dungy ancora in corsa per l'HoF

Per il secondo anno consecutivo due grandi ex Bucanieri del recente passato, la safety John Lynch e l'Head Coach Tony Dungy, fanno parte dei 15 finalisti rimasti in corsa per entrare nella Hall of Fame di Canton.

Dopo gli ingressi di Warren Sapp nel 2013 e di Derrick Brooks nel 2014, avremo anche nel 2015 un rappresentante dei Bucs tra gli "immortali" della HoF?

A fine gennaio la "Hall of Fame Selection Committee" si riunirà a Glendale, Arizona, e sceglierà chi introdurre a Canton. Il numero degli eletti è variabile, nel senso che dall'elenco dei 15 finalisti la Commissione sceglierà tra un minimo di due e un massimo di cinque rappresentanti dell'epoca moderna e un massimo di due esponenti cosiddetti "senior", ossia di tempi più remoti, fino a raggiungere un numero di non oltre sette nuovi ingressi nella Hall o Fame.

Di seguito, ecco l'elenco completo dei 15 finalisti che si contenderanno l'accesso nella HoF:

- Morten Anderson, kicker
- Jerome Bettis, running back
- Tim Brown, wide receiver
- Don Coryell, head coach
- Terrell Davis, running back
- Tony Dungy, head coach
- Kevin Greene, defensive end/linebacker
- Charles Haley, defensive end/linebacker
- Marvin Harrison, wide receiver
- Jimmy Johnson, coach
- John Lynch, safety
- *Orlando Pace, offensive tackle
- *Junior Seau
- Will Shields, guard
- *Kurt Warner, quarterback

* First-year eligibles 

mercoledì 19 novembre 2014

John Lynch e Tony Dungy tra i candidati per la HoF

John Lynch (safety) e Tony Dungy (Head Coach): i tifosi di vecchia data ricorderanno entrambi molto bene, trattandosi di due illustri personaggi che hanno scritto pagine importanti nella storia dei Tampa Bay Buccaneers.

Ebbene, sia Lynch che Dungy fanno parte della rosa dei 26 candidati tra cui verranno scelti coloro che il prossimo agosto entreranno nella "Hall of Fame", dove dimorano ad imperitura memoria le Leggende del football.

Entrambi furono tra i finalisti lo scorso anno, quando ad entrare trionfalmente a Canton fu un altra grande bandiera dei Bucs, Derrick Brooks (mentre l'anno ancora prima era stato il turno di Warren Sapp, sempre per restare in casa Buccaneers).

Un altro ex di Tampa Bay che ha buone probabilità di entrare nella Hall of Fame, il CB Ronde Barber, sarà invece "eleggibile" solo a partire dal 2018, dato che devono trascorrere alcuni anni tra il ritiro dal football giocato e la possibilità di essere introdotti nella Hof.

Direttamente nel sito della Hall of Fame (questo è il LINK) c'è l'elenco dei 26 candidati, tra cui spiccano i nomi di illustri giocatori e allenatori che hanno scritto pagine importanti nella storia di questo sport.

venerdì 10 gennaio 2014

Brooks, Lynch, Dungy: un passo avanti verso l'HoF

John Lynch, Tony Dungy e Derrick Brooks
Sono stati resi noti ieri i nomi dei 15 finalisti della "classe 2014" per l'Hall of fame; tra questi candidati, la "Hall of Fame Selection Committee" sceglierà coloro che faranno in loro ingresso a Canton, tra i grandi del football.

Sono ben tre gli ex Bucanieri presenti nella lista dei 15 candidati: un allenatore, Tony Dungy e due giocatori, il LB Derrick Brooks e la S John Lynch.

Il primo febbraio, proprio alla vigilia del Super Bowl, sapremo se dopo l'ingresso di Selmon e Sapp (al momento gli unici due rappresentati di Tampa Bay a Canton) la pattuglia dei Bucs presenti nella Hall of Fame potrà rinfoltirsi con l'inerimento di uno (o anche più di uno...) tra Dungy, Lynch e Brooks.  

Il numero degli eletti è variabile, nel senso che dall'elenco dei 15 finalisti la Commissione sceglierà tra un minimo di due e un massimo di cinque rappresentanti dell'epoca moderna e un massimo di due esponenti cosiddetti "senior", ossia di tempi più remoti, fino a raggiungere un numero di non oltre sette nuovi ingressi nella Hall o Fame.

In bocca al lupo a questi tre ex Bucanieri, che dalla sideline o dal campo di gioco contribuirono a portare Tampa Bay nell'elite del football NFL tra la fine degli anni novanta e i primi anni duemila.

Coaching Staff - Venendo invece ai giorni nostri, da segnalare che il sito Buccaneers.com ha ufficializzato i nomi dei primi undici componenti del nuovo coaching staff guidato da Lovie Smith. Ecco l'elenco:

- Kevin O'Dea - Special Team
- Marcus Arroyo - Quarterbacks
- Tim Spencer - Running Backs
- Andrew Hayes-Stoker - Wide Receivers
- Matt Wiegand - Assistant Offensive Line
- Larry Marmie - Senior Defensive Assistant
- Joe Cullen - Defensive Line
- Hardy Nickerson - Linebackers
- Mikal Smith - Safeties
- Ben Steele - Quality Control
- Dave Kennedy - Head Strength and Conditioning

giovedì 21 novembre 2013

Brooks, Lynch e Dungy in corsa per l'HoF

Derrick Brooks
Lo scorso anno toccò in sorte a Warren Sapp, l'onore massimo di entrare tra gli "immortali" di Canton, dove prima di allora solamente ad un altro Bucaniere – Lee Roy Selmon, il più grande di tutti – era stato tributato il riconoscimento più ambito per un giocatore di football: entrare nella Hall of Fame.

Sono iniziate in questi giorni le "scremature" per determinare i candidati che si contenderanno i posti a disposizione per il 2014. L'8 gennaio verranno resi noti i nomi dei 15 finalisti, e la "Class of 2014" verrà ufficializzata il 1 febbraio. Ebbene, tra gli attuali 25 semifinalisti ci sono ben tre rappresentanti dei Buccaneers: si tratta di Derrick Brooks, John Lynch e Tony Dungy.

Questi tre "candidati" contribuirono, sul campo o dalla sideline, in maniera decisiva a trasformare i Bucs di fine anni '90 da squadra materasso a team sempre presente o quasi ai playoff. Ed il fatto che vengano presi in considerazione per l'ingresso nella HoF testimonia la bontà di quanto fatto da costoro con i Buccaneers, sebbene Lynch abbia terminato la carriera altrove e Dungy il Super Bowl l'abbia vinto con i Colts; ma il "trio" in questione è "marchiato" profondamente di "red and pewter", e prima ancora di "white and orange", visto che tutti e tre iniziarono la loro avventura a Tampa quando c'era Bucco Bruce sui caschi e le divise erano bianche e arancioni...

Chi ha più possibilità di "superare" anche i prossimi "turni" e rischia seriamente di entrare a Canton nel primo anno di "eleggibilità" è Derrick Brooks, l'indimenticato LB #55, un campione immenso in campo quanto irreprensibile fuori dal rettangolo di gioco, un vero e proprio esempio sotto tutti i punti di vista.

E parlando di Derrick Brooks, impossibile non citare due episodi.

Il primo, risale al draft del 1995; Brooks venne scelto dai Bucs solamente alla fine del primo giro con la pick n.28, e a ripensarci adesso sembra incredibile che nessun team avesse deciso di scegliere prima un simile fenomeno; ma a conferma che il draft è una scienza del tutto "inesatta", all'epoca molti (presunti) "esperti" sostenevano che Brooks fosse "undersized" per giocare LB in NFL (un po' quello che si diceva quando i Bucs pescarono Lavonte David un paio di anni fa...), e nello stesso draft che portò Warren Sapp a Tampa ecco arrivare anche Derrick Brooks. Non malissimo, in effetti, il draft 1995!

Il secondo episodio risale al Super Bowl n.37, vinto dai Bucs contro i Raiders. Ricordo che la partita sembrava già vinta da Tampa Bay quando Oakland cercò un disperato recupero ed iniziò una pericolosa rimonta, che si dissolse però con l'intercetto riportato in endzone proprio dal #55. Personalmente, fui sicuro di vedere il Vince Lombardi Trophy nella bacheca dei Bucs solo quando Brooks mise a segno quel TD, schiantando le residue speranze di una storica rimonta da parte di Rich Gannon e soci...

Comunque vada, un grosso in bocca al lupo ai tre "candidati", e speriamo che ad agosto 2014 ci sia perlomeno un altro Bucaniere a fare il suo ingresso tra i Campionissimi della Hall of Fame, e a tenere alto – insieme ai già presenti Lee Roy Selmon e Warren Sapp – il nome dei Tampa Bay Buccaneers.

mercoledì 18 settembre 2013

Il giorno in cui incontrai John Lynch...

Rientro alla base effettuato!

Il ritorno a casa dopo un lungo viaggio fa sempre piacere, per quanto interessante e intensa possa essere stata una bella vacanza... New York, Boston e un blitz a Tampa sono state le tappe di questa mia escursione in terra americana.

Ma visto che qui si parla di football in red and pewter e non di viaggi, veniamo subito al dunque, e cioè ai nostri amati Bucanieri!

Assistere dagli spalti di uno stadio ad una partita NFL è - inutile ribadirlo per l'ennesima volta - un'esperienza che raccomando caldamente a tutti, a maggior ragione se in campo c'è la propria squadra del cuore, quella per cui la domenica sera rimaniamo svegli, magari fino alle due di notte, per vedere sul gamepass come va a finire...

Le due partite che quest'anno ho seguito "live" sono finite nel modo che ben sapete, con due sconfitte maturate all'ultimo secondo benché in entrambi i match Tampa Bay fosse in vantaggio a pochi secondi dalla fine. Scelte sbagliate, errori banali, penalità stupide, field goal mancati... insomma, un modo per perdere due partite che sembravano ormai vinte i nostri Bucs sono riusciti comunque a trovarlo...!

Nei prossimi giorni mettterò on-line una pagina con foto e commenti dei due incontri. Intanto però, voglio spendere due parole sui tifosi dei New Orleans Saints. Così come mi erano piaciuti i supporters dei Jets - tosti, caldi, sempre a incitare Geno Smith e soci anche nei momenti in cui i Bucs sembravano poter mettere le mani sul match - così non mi sono piaciuti quasi per niente i tifosi di New Orleans.

Erano molti quelli presenti a Tampa, considerate anche le distanze non proibitive tra le due città. Non mi sono piaciuti perché mi sono parsi, in larga parte, strafottenti e provocatori, e questo non mi pare simpatico soprattutto quando si è "ospiti" in casa altrui... ad ogni modo, negli stadi americani non è consigliabile fare i "fenomeni": a una decina di posti dal mio c'era un terzetto di supporter oro-neri molto agitato, che si ostinava a seguire in piedi la partita provocando i tifosi dei Bucs a ogni azione in maniera davvero stupida... ebbene, tempo dieci minuti e sono arrivati due poliziotti che senza tante storie hanno trascinato fuori il trio in questione. Standing ovation per gli "sbirri" da parte del mio settore, e tanti saluti agli esagitati in questione, di cui poi si sono perse le tracce, visto che non sono più tornati al loro posto...

Ah, per chiudere la parentesi sui tifosi dei Saints: ma a New Orleans si esprimono a "bisillabi", e conoscono solo due parole, "who" e "dat"? No, perché le decine di fans di Brees e soci che ho incontrato urlavano a squarciagola e parlavano tra di loro ripetendo allo sfinimento solo queste due parole, per cui mi è venuto il dubbio...! ;-)

Scherzi a parte, e venendo anche al titolo del post, uno dei ricordi "sportivi" di questo viaggio è l'incontro con uno dei più grandi giocatori di sempre della storia dei Tampa Bay Buccaneers, John Lynch. L'indimenticata safety #47 stava entrando allo stadio, dove avrebbe commentato il match per la Fox, ed io stavo girando intorno al Raymond James Stadium per andare a vedere l'arrivo dei giocatori, dato che ero giunto al RJS con notevole anticipo... ebbene, a un certo punto vedo un capannello di tifosi e mi avvicino... e chi c'era? Lui, il grandissimo John! Il quale è stato di una cortesia davvero unica: ha firmato autografi a chiunque glielo chiedesse, ha scambiato battute coi tifosi, e mentre stava entrando è stato richiamato da una tifosa disabile; non solo Lynch è tornato indietro a salutarla ma si è trattenuto con lei per un po' prima di fare, finalmente, il suo ingresso allo stadio.

Insomma, se penso a certi attegiamenti da "star" da parte di alcuni (presunti) campioni nostrani, vedere la semplicità e la disponibilità di un vero campione, lui sì, come John Lynch mi ha fatto proprio piacere. Ecco alcune immagini del "meeting" con il #47... per le altre foto, appuntamento ai prossimi giorni! E poi dovrò mettermi in pari con quello che sta capitando a One Buc Place; dove la situazione, tra Goldson squalificato per una partita, Schiano che sembra avere perso il controllo dello spogliatoio, e malcontenti vari da parte dei giocatori più importanti (Freeman che vuole essere ceduto, Revis con il muso lungo...) non è proprio delle più serene.

Appuntamento a presto con i prossimi aggiornamenti dunque, non appena avrò smaltito il jet-lag! Intanto, ecco alcune immagini relative al giorno in cui incontrai John Lynch...


Sono circa le 13.30 di domenica 15 settembre, la partita inizierà alle 16.00 ma io sono già arrivato allo stadio da un po' per gustarmi ogni momento del pre-partita; a un certo punto vedo un gruppo di tifosi riunito intorno a qualcuno... incuriosito mi avvicino e chi incontro? John Lynch!

Nonostante ci fosse un gran caldo e John avesse sulle spalle un pesante zainetto ed in mano il vestito con cui avrebbe poi commentato il match, il #47 firma autografi e scambia battute con i presenti: grande John!

John Lynch, la safety più forte nella storia dei Tampa Bay Buccaneers, un formidabile "colpitore" ed uno dei grandi Campioni che nel 2002 contribuì a portare i Bucs sul tetto del mondo (da notare l'anello che John porta all'anulare della mano destra, e che dovrebbe essere proprio il "ring" celebrativo del Super Bowl n.37)

Lynch sta entrando allo stadio ma una tifosa anziana su una sedia a rotelle lo chiama... senza esitare John torna indietro e la va a salutare: beh, in fondo è uno che ha studiato a Stanford, il ragazzo, si vede che ha ricevuto una buona educazione...! ;-)

sabato 29 settembre 2012

Lynch e Sapp tra i candidati per la HoF

Due immensi campioni: John Lynch e Warren Sapp 
John Lynch e Warren Sapp... nomi che solo a sentirli nominare riportano tutti i tifosi dei Bucs ai tempi d'oro, quando la nostra squadra era un team vincente ed una presenza fissa ai play-off, grazie soprattutto a quella insuperabile difesa costruita, stagione dopo stagione, dall'abile lavoro di Monte Kiffin e Tony Dungy.

Ebbene, risale ai giorni scorsi la notizia che proprio Lynch e Sapp, due di quei "cavalieri che fecero l'impresa", se così vogliamo chiamare quel gruppo di giocatori che nel gennaio del 2003 issò Tampa sul tetto del mondo NFL, sono tra i candidati ad entrare nel prossimo mese di agosto nella Hall of Fame di Canton, là dove sono ricordati in eterno i Grandissimi che hanno scritto la storia del football.

John Lynch e Warren Sapp sono i primi giocatori "eleggibili" per la Hall of Fame di quei Tampa Bay Buccaneers che guidati prima da Tony Dungy e poi da Jon Gruden rimasero stabilmente nell'elite dell'NFL tra la fine degli anni novanta ed i primi del duemila, tempi in cui l'obiettivo stagionale era la doppia cifra nella casella delle W e l'approdo alla postseason, e che culminarono nel trionfo del Super Bowl n.37 disputato a San Diego contro gli Oakland Raiders.

Lynch e Sapp sono stati, molto semplicemente, la miglior Safety ed il più forte Defensive Tackle nella ormai quasi quarantennale storia dei Buccaneers. Si potrebbero scrivere libri su giocatori di questo calibro, impossibile riassumere in poche righe il valore assoluto, la classe cristallina, l'insaziabile fame di vittoria che animò quei Bucs di fine anni '90, di cui il #47 ed il #99 furono tra i più illustri interpreti.

John Lynch era un colpitore davvero incredibile, lui che fuori dal campo era ed è un ragazzo intelligente (Stanford, il suo college) e brillante, sul terreno di gioco si trasformava in un feroce quanto corretto placcatore, che non lasciava scampo agli avversari. Draftato al terzo giro del 1993 da Tampa Bay con la pick n. 82 overall, nove volte convocato al Pro Bowl, Lynch chiuse la carriera a Denver, anche se le stagioni migliori le disputò in Florida, dove trascorse i suoi primi undici anni di football professionistico.

E poi Warren Sapp, il mitico QBKilla, una testa calda, caldissima, ma al tempo stesso un muro insuperabile, in grado di fare reparto da solo. Scelto come 12esimo giocatore assoluto nel draft del 1995 (con i New York Jets che, scegliendo prima dei Bucs, decisero di andare sul TE Kyle Brady....) in breve tempo Sapp diventò un giocatore dominante e devastante, che solo a forza di raddoppi si poteva cercare di limitare. Dopo nove anni a Tampa, come Lynch anche Sapp andò a chiudere la carriera in un team della AFC West; Warren approdò ai Raiders, dove giocò per quattro anni non sempre esaltanti.

Riusciranno Lynch e Sapp ad entrare subito nella Hall of Fame? E' difficile, visto che queste prime nomination comprendono tantissimi giocatori, ben 127, tra cui anche altri ex Bucanieri come i due WR Keenan McCardell e Keyshawn Johnson. Tra novembre e gennaio si procederà ad una "scrematura" dei candidati fino al 2 febbraio, giorno in cui saranno ufficialmente resi noti i nomi di coloro che entreranno a Canton.

Ad ogni modo è solo questione di "quando", non di "se". Ma John Lynch e Warren Sapp, come negli anni prossimi - non appena saranno "eleggibili" - anche Derrick Brooks, Mike Alstott e Ronde Barber (solo per citare i più illustri) sono tutti fuoriclasse targati  "Buccaneers" destinati alla Hall of Fame.

Quella HoF dove, ad oggi, si trova solamente un "Buc", l'immenso Lee Roy Selmon, ma come detto è solo questione di tempo: per il semplice fatto che - così come Lee Roy - anche John, Warren, Derrick, Mike e Ronde erano, sono e saranno per sempre campioni assoluti destinati ad entrare tra gli immortali di Canton.