E' appena iniziata la free agency 2017, e in casa Bucs si registrano sin dalle prime ore alcuni movimenti importanti; andiamo ad esaminarli, iniziando con la firma più rilevante, quella del WR DeSean Jackson (3 anni di contratto per 35 milioni, di cui 20 garantiti).
Si parlava da tempo del sempre più probabile approdo in Red & Pewer da parte di DeSean Jackson, e come spesso accade in questi casi le voci di corridoio hanno trovato puntuale conferma.
Scelto dagli Eagles al secondo giro del draft 2008, DeSean Jackson - 30 anni compiuti lo scorso dicembre - ha giocato per sei stagioni a Philadelphia, per passare ai Redskins nel 2014 con la cui maglia ha disputato gli ultimi tre campionati.
Che dire di DeSean Jackson? E' senz'altro un giocatore di classe, quasi uno specialista dei "big plays", e che in carriera ha accumulato cifre importanti. Ma è anche una persona dal carattere non facile, e i molti anni in NFL (con conseguente logorio) e la non più giovane età sono comunque elementi da tenere in considerazione.
Speriamo che DeSean abbia buone motivazioni e dimostri un approccio positivo con la nuova realtà, dato che un Jackson al 100% darebbe ben altro spessore al reparto dei WR, aiutando Jameis Winston e alleggerendo la pressione dalle spalle di Miek Evans.
Altro nuovo giocatore dei Bucs in arrivo dai Washington Redskins è il 30enne DE Chris Baker, con la cui firma (tre anni per 6 milioni a stagione) aumenta la profondità della linea difensiva, reparto tra i più importanti in una squadra di football che ad oggi - con la conferma di Gholston e l'arrivo di Baker - sembra poter fornire adeguate garanzie.
Oltre alle firme dei nuovi arrivi Jackson e Baker c'è da segnalare il rinnovo del RB Jacquizz Rodgers, che ha siglato con i Bucs un contratto biennale per complessivi 3,3 milioni di dollari. La conferma di Rodgers è senz'altro una buona notizia, dato che il giocatore, arrivato a Tampa senza clamori, ha sempre fornito un ottimo rendimento, limitato solamente da problemi fisici.
Considerato che colui che ad oggi sarebbe il RB starter, e cioè Doug Martin (sempre ammesso che Doug rimanga a Tampa ) sarà assente per squalifica per le prime tre partite di campionato la conferma di Rodgers assume ancora maggior rilievo.
Rinnovo biennale anche per la safety Chris Conte, sperando che il giocatore sia stato confermato più che altro per dare profondità al reparto e che venga utilizzato come backup e non come starter...
Dovrebbe invece salutare Tampa Bay il simpatico "giraffone" Mike Glennon, in procinto di firmare con i Chicago Bears un contrattone davvero importante (si parla di 15 milioni a stagioni per tre anni), davvero tanti considerato che negli ultimi due anni in pratica Glennon non ha mai messo piede in campo.
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giovedì 9 marzo 2017
venerdì 27 marzo 2015
Trade in vista per Mike Glennon?
Il draft è sempre più vicino, ma le "voragini" che i Bucs hanno a roster in importanti reparti (DE, OL, S) sono sempre immutate, dal momento che la free agency di Tampa Bay non ha fatto più registrare movimenti in entrata.
Si parla invece e molto, in questi giorni, della probabile "uscita" di Mike Glennon, attualmente l'unico QB a roster, che - come è noto - non piace affatto a Lovie Smith, che lo scorso anno lo tenne a marcire sulla sideline anche quando in campo il veterano McCown combinava un disastro dietro l'altro.
Se Glennon non ha trovato spazio in una situazione come quella del campionato 2014, probabilmente - con Lovie come HC - non lo troverà proprio mai.
Inoltre, alcune dichiarazioni di Smith di apprezzamento nei confronti di Glennon rilasciate in questi giorni (che suonano più false di una moneta da 3 euro,...) avvalorano la tesi che il simpatico Giraffone sia in procinto di cambiare aria, e queste parole di (finta) stima di Smith ad altro non servono che a cercar di alzare il prezzo in vista di una trade.
Così Lovie Smih, a proposito di Glennon:
"Mike Glennon is on our roster because we think he can play. You need more than one good quarterback, that's why Mike is there. No one is working harder than Mike Glennon at improving his body and becoming a better quarterback."
Si parla invece e molto, in questi giorni, della probabile "uscita" di Mike Glennon, attualmente l'unico QB a roster, che - come è noto - non piace affatto a Lovie Smith, che lo scorso anno lo tenne a marcire sulla sideline anche quando in campo il veterano McCown combinava un disastro dietro l'altro.
Se Glennon non ha trovato spazio in una situazione come quella del campionato 2014, probabilmente - con Lovie come HC - non lo troverà proprio mai.
Inoltre, alcune dichiarazioni di Smith di apprezzamento nei confronti di Glennon rilasciate in questi giorni (che suonano più false di una moneta da 3 euro,...) avvalorano la tesi che il simpatico Giraffone sia in procinto di cambiare aria, e queste parole di (finta) stima di Smith ad altro non servono che a cercar di alzare il prezzo in vista di una trade.
Così Lovie Smih, a proposito di Glennon:
"Mike Glennon is on our roster because we think he can play. You need more than one good quarterback, that's why Mike is there. No one is working harder than Mike Glennon at improving his body and becoming a better quarterback."
Arizona Cardinals e Cleveland Browns sembrano essere le squadre interessate al QB dei Bucs, anche se proprio Cleveland - oltre ad avere già in squadra un prospetto come Manziel - ha appena ingaggiato Josh McCown, e sarebbe davvero singolare se nel 2015 si riproponesse in Ohio la sfida Glennon-McCown già vista con pessimi risultati a Tampa dodici mesi fa, e con in più un "Johnny football" nel ruolo di terzo incomodo.
Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni e se si concretizzeranno queste voci di Glennon in partenza; in questo caso, bisognerà poi acquisire un QB veterano che sia in grado di coprire le spalle - possibilmente in maniera decente - a Mariota o a Winston.
Speriamo almeno che da qui in avanti Lovie ci risparmi queste frottole colossali su quanto è bravo Glennon e su quanto lui ha fiducia nel prodotto da NC State. Perché va bene che il mestiere di HC richiede, tra le altre cose, anche la capacità di raccontare fandonie assortite, ma sarebbe importante anche non oltrepassare certi limiti...
Infine, sempre in uscita c'è da segnalare il taglio del LB Brandon Magee, giocatore importante nello special team dei Bucs più che nel suo ruolo specifico di linebacker e ci si chiede se fosse proprio necessario liberarsene... perché anche lo ST di Tampa Bay era inguardabile lo scorso anno, e privarsi di uno dei pochi specialisti di questo reparto non sembra essere un'idea brillantissima. Tra l'altro, sembra che adesso Magee proverà a cambiare sport, lasciando il football per dedicarsi al baseball.
Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni e se si concretizzeranno queste voci di Glennon in partenza; in questo caso, bisognerà poi acquisire un QB veterano che sia in grado di coprire le spalle - possibilmente in maniera decente - a Mariota o a Winston.
Speriamo almeno che da qui in avanti Lovie ci risparmi queste frottole colossali su quanto è bravo Glennon e su quanto lui ha fiducia nel prodotto da NC State. Perché va bene che il mestiere di HC richiede, tra le altre cose, anche la capacità di raccontare fandonie assortite, ma sarebbe importante anche non oltrepassare certi limiti...
Infine, sempre in uscita c'è da segnalare il taglio del LB Brandon Magee, giocatore importante nello special team dei Bucs più che nel suo ruolo specifico di linebacker e ci si chiede se fosse proprio necessario liberarsene... perché anche lo ST di Tampa Bay era inguardabile lo scorso anno, e privarsi di uno dei pochi specialisti di questo reparto non sembra essere un'idea brillantissima. Tra l'altro, sembra che adesso Magee proverà a cambiare sport, lasciando il football per dedicarsi al baseball.
venerdì 13 febbraio 2015
I possibili scenari dopo il taglio di McCown
Il taglio di Josh McCown credo abbia colto di sorpresa non pochi tifosi: si pensava che, tra i due QB che i Bucs
avevano a roster, sarebbe stato infatti Mike Glennon quello
predestinato a salutare Tampa. E invece...
Si riteneva questo soprattutto in considerazione del fatto
che Lovie Smith aveva tenuto il Giraffone da NC State a marcire sulla sideline negli ultimi due mesi di campionato, nonostante in campo Josh McCown inanellasse disastri in serie.
Ed era opinione
abbastanza diffusa che nella stagione 2015 il veterano McCown sarebbe rimasto a
svolgere il ruolo di "tutor" a uno tra Winston o Mariota, mentre Glennon
sarebbe stato "tradato" nel corso della FA in cambio di una scelta al
quinto/sesto giro.
La decisione di Lovie Smith di tagliare
McCown apre invece scenari nuovi per Tampa Bay.
I Bucs potrebbero ad esempio avere
deciso di rinunciare a draftare un QB, stabilendo di puntare su
Glennon o, al limite, su un free agent, ma comunque né su Mariota né
su Winston. In questo caso la first pick overall verrebbe utilizzata
per una trade down oppure per rinforzare una delle due linee,
difensiva (Leonard Williams?) o offensiva (Brandon Scherff?) che sia.
In realtà però il rilascio di Josh
McCown non esclude che l'obiettivo dei Bucs per il prossimo 30 aprile
sia sempre uno tra Winston o Mariota. Semplicemente, tagliando il
veterano ex Bears ci si sarebbe liberati di un contratto
pesante, decidendo che a fare da "mentore" al QB rookie sarà lo
stesso Glennon oppure un veterano da acquisire in free agency a un
costo infinitamente minore rispetto ai quasi 5 milioni di dollari
previsti dal contratto di McCown per il 2015.
Quindi, tutto è ancora possibile; e
allo stato dei fatti non credo si possa – ad oggi – sostenere che
il taglio di McCown apra automaticamente le strade a uno tra Mariota
o Winston, così come è ancora tutto da stabilire che questa mossa
aumenti le possibilità di Mike Glennon (di fatto l'unico
quarterback rimasto a roster) di diventare il QB titolare per la
prossima stagione.
Solo se nel corso della free agency
anche Glennon lasciasse Tampa avremmo la certezza assoluta che dal
draft arriverà un QB starter, a cui poi andrebbe affiancato un
veterano a basso costo per fargli da backup. E in questo caso
dovrebbe essere più Winston che Mariota il probabile "prescelto",
considerato che Jameis potrebbe partire starter dalla prima settimana
a differenza di Marcus, che come è noto necessiterebbe di un
rodaggio più lungo per acquisire i rudimenti di un attacco PRO
style.
Ma fino a che il Giraffone rimarrà a
roster, tutti gli scenari sono possibili. Come ho già avuto modo di
dire, speriamo soltanto che Licht e Smith stiano seguendo una
strategia ben precisa e delineata, in cui non ci sia spazio né per improbabili improvvisazioni né
per soluzioni estemporanee dell'ultimo minuto...
giovedì 11 dicembre 2014
Lovie Smith conferma McCown come QB starter
A inizio settimana, dopo che a Detroit
era andata in scena l'ennesima prova incolore del QB titolare Josh
McCown, sembrava che Lovie Smith fosse possibilista circa l'ipotesi
che nelle ultime tre partite della stagione a guidare l'attacco dei
Bucs potesse esserci il redivivo Mike Glennon.
Un utilizzo del secondo anno da NC
State avrebbe avuto un senso, cioè quello di dargli visibilità
nell'ipotesi, molto probabile, che Glennon venga ceduto al termine
dell'attuale campionato.
Permettergli dunque di mostrare le proprie doti e qualità, dopo averlo tenuto a marcire sulla sideline per buona parte del campionato, avrebbe potuto consentire a Tampa di strappare qualcosa di più del solito piatto di lenticchie (una pick al sesto o settimo giro) che di solito in situazioni di questo genere è il massimo che si riesca a strappare alle altre squadre.
Permettergli dunque di mostrare le proprie doti e qualità, dopo averlo tenuto a marcire sulla sideline per buona parte del campionato, avrebbe potuto consentire a Tampa di strappare qualcosa di più del solito piatto di lenticchie (una pick al sesto o settimo giro) che di solito in situazioni di questo genere è il massimo che si riesca a strappare alle altre squadre.
E invece no, contrordine.
Ieri Lovie Smith ha fatto chiaramente
intendere che il titolare indiscusso (e indiscutibile)
a livello di QB è (e sempre sarà) Josh McCown, nessuna possibilità per Glennon, il quale - se McCown non si fosse infortunato seriamente ad un dito nel match di Atlanta - quasi certamente quest'anno non avrebbe visto il campo nemmeno per uno snap.
a livello di QB è (e sempre sarà) Josh McCown, nessuna possibilità per Glennon, il quale - se McCown non si fosse infortunato seriamente ad un dito nel match di Atlanta - quasi certamente quest'anno non avrebbe visto il campo nemmeno per uno snap.
La gestione dei QB è la cosa che più
faccio fatica a capire, da parte di un coach esperto e navigato
come Lovie Smith. Voglio dire: che McCown sia un mezzo bidone, beh,
lo si è sempre saputo, visto che il buon Josh è un veterano con 12
anni di esperienza, che alle spalle può vantare una buona mezza
stagione (lo scorso anno a Chicago) e tanti campionati mediocri, in
cui al massimo gli veniva fatto ricoprire il ruolo di backup.
Glennon, invece, è un ragazzo al
secondo anno tra i PRO il cui talento è ancora tutto da valutare; probabilmente non
diventerà mai un fuoriclasse, ma sarebbe convenuto a tutti - e a
Lovie Smith in primis - far giocare a Glennon il maggior numero di
partite possibile, soprattutto una volta intuito che l'obiettivo
playoff era destinato a fallire (cioè a fine settembre, anche se
Smith solo lunedì scorso ha detto che era arrivato il momento di
abbandonare l'obiettivo della postseason...).
Ribadisco quanto detto in altre
occasioni: credo che Lovie voglia andare avanti con McCown in quanto
è stato proprio lui a volerlo espressamente a Tampa e a fargli
firmare un faraonico contratto biennale. Preferirgli Glennon, un "prodotto" di Schiano-Dominik, rivaluterebbe l'operato della
coppia HC-GM che c'era prima e questo, evidentemente, è un qualcosa
di inammissibile per Lovie.
Spiace constatare questo assoluto
ostracismo da parte di Smith nei confronti di Glennon, e lo dico non
perché io sia tifoso del simpatico Giraffone ma perché un simile atteggiamento è
deleterio per la squadra e questo non va affatto bene. Purtroppo
concetti quali "elasticità mentale" oppure "ammettere di avere
preso una cantonata" sono del tutto alieni alla mentalità
americana, e quindi avanti tutta verso il baratro, col QB scarso in
campo e quello potenzialmente di valore a passeggiare avanti e
indietro sulla sideline.
A meno che il diabolico Lovie non
voglia a tutti i costi la first pick overall e allora sì che avrebbe
un senso tenere in campo McCown: Glennon, infatti, rischierebbe di
condurre i Bucs ad almeno una se non a due W da qui a fine
campionato...! Scherzi a parte (credo che neppure Joe Namath
riuscirebbe a guidare questa derelitta armata brancaleone ad una W),
speriamo che questo 2014 finisca in fretta, e soprattutto che free
agency e draft siano gestiti con molto criterio e tanto buon senso
dal duo Licht-Smith.
Un'altra stagione come quella attuale
non credo che sarebbe tollerata dai Glazer, che una volta spendevano
poco e perdevano tanto (erano gli anni di Raheem Morris, quando in
free agency al massimo veniva acquisito un punter...) e che adesso
invece hanno iniziato a spendere molto (vedi i faraonici contratti
siglati un questi ultimi anni con i vari V. Jackson, Goldson,
Collins, lo stesso McCown) riuscendo nella non facile impresa di
continuare a perdere esattamente come prima, se non di più...!
giovedì 6 novembre 2014
Lovie Smith spiega (o cerca di spiegare) il cambio di QB
A partire dal match di domenica prossima in programma al RJS contro gli Atlanta Falcons, quando i Bucs saranno chiamati a vincere la loro prima partita casalinga dell'anno contro un avversario tutt'altro che irresistibile e a "vendicare" l'umiliante sconfitta (14-56) subita al Georgia Dome nella gara di "andata" dello scorso 18 settembre, il QB starter di Tampa Bay sarà Josh McCown, promosso titolare dall'HC in sostituzione di Mike Glennon.
Lovie Smith ha cercato di spiegare per quale motivo abbia deciso di panchinare un giovane prospetto emergente come Mike Glennon, dopo una stagione in cui il Giraffone aveva mostrato confortanti segnali di crescita rispetto alla sua stagione da rookie (match di Clevelnad a parte), a favore di uno stagionato veterano, che in quasi 13 stagioni di NFL non ha mai giocato ad alto livello, eccezion fatta per una manciata di partite.
Lovie , in sintesi, ha detto che l'unica cosa che adesso conta è vincere, e a suo avviso McCown offre più garanzie per arrivare alla W che non Glennon. Queste le parole dell'HC tratte dal sito ufficiale:
"We’re trying to win football games; it’s as simple as that," said Smith. "I think it’s the same with every position: You look at the production and what we’re getting at the time. I think we need better play at the quarterback position right now. So you start with that. Then I’m going to go back – [McCown] was our starter before an injury. You need a little boost. And it’s like that with all positions. If the play isn’t what we think it should be, we’re going to look and see if there’s another option that we can look at. That’s where we’re at right now."
In realtà, il buon Lovie mente sapendo di mentire: perché chiaramente Josh McCown non ha certo la stoffa del giocatore di classe in grado di offrire più garanzie di quante ne possa offrire non solo Glennon ma qualsiasi altro QB di media qualità.
Purtroppo basta scorrere il curriculum di Josh McCown per rendersi conto che ci troviamo di fronte a un giocatore che non c'entra nulla con il football di alto livello; ottimo backup, buon rincalzo, giocatore da utilizzare in caso di necessità, ma non certo lo "starter" indiscusso a cui affidarsi se si nutrono ambizioni importanti.
Poi mi rendo perfettamente conto che Smith deve per forza di cose preferire il veterano che lui ha voluto portare a Tampa nella scorsa free agency offrendogli uno sconsiderato contratto biennale da 10 milioni di dollari, anziché il ragazzo al secondo anno anno che altri (Schiano e Dominik) avevano scelto.
Lovie Smith è sempre stato un coach "solido" le cui squadre magari non si sono mai distinte per un football brillante e spettacolare ma comunque sempre produttivo ed efficace, basato su difese dominanti, un ottimo gioco su corsa, insomma un football un po "old school" ma ancora in grado di essere vincente. E Lovie mi è sempre sembrato una persona dotata di molto buon senso, capace di scegliere sempre con estrema saggezza.
Ecco, la mia domanda è questa: non è che per caso quello che è arrivato a Tampa lo scorso gennaio è il fratello gemello di Lovie Smith?! No, perché ne avesse azzeccata una il buon Lovie, da quando è diventato HC dei Bucs...! ;-(
Sto ovviamente scherzando, non prendetemi troppo alla lettera. Però che Josh McCown possa essere la soluzione per trasformare i Bucs in un team vincente e soprattutto che a questo punto della stagione, con un record di 1-7, sia la spasmodica ricerca della W la cosa più importante di tutte, proprio non si può sentire.
Perché adesso, caro Lovie, la cosa più importante non è concludere la stagione con un record di 5-11 anziché di 3-13, ma cercare di capire chi tra i giocatori attualmente a roster meriti di rimanere a Tampa anche l'anno prossimo, quando si spera che i Bucs torneranno ad essere un team competitivo, non più la squadra-barzelletta dll'NFL.
Josh McCown potrà anche vincerle tutte da qui alla fine della stagione - sono il primo ad augurarglielo, magari accadesse davvero! - ma questo non cambierebbe nulla nelle strategie future dei Bucs, che comunque non farebbero i playoff nemmeno se arrivasse una striscia di W e che di certo non potranno riproporre nel 2015 come QB starter nè un Josh McCown a fine carriera nè un Mike Glennon ormai bruciato e che comunque a Smith non dà alcuna fiducia. E con tutte le voragini che abbiamo in tanti reparti, l'ultima cosa di cui avevamo bisogno era quella di dover utilizzare una scelta importante del prossimo draft per andare su un QB, come invece a questo punto saremo quasi inevitabilmente costretti a fare...
Lovie Smith ha cercato di spiegare per quale motivo abbia deciso di panchinare un giovane prospetto emergente come Mike Glennon, dopo una stagione in cui il Giraffone aveva mostrato confortanti segnali di crescita rispetto alla sua stagione da rookie (match di Clevelnad a parte), a favore di uno stagionato veterano, che in quasi 13 stagioni di NFL non ha mai giocato ad alto livello, eccezion fatta per una manciata di partite.
Lovie , in sintesi, ha detto che l'unica cosa che adesso conta è vincere, e a suo avviso McCown offre più garanzie per arrivare alla W che non Glennon. Queste le parole dell'HC tratte dal sito ufficiale:
"We’re trying to win football games; it’s as simple as that," said Smith. "I think it’s the same with every position: You look at the production and what we’re getting at the time. I think we need better play at the quarterback position right now. So you start with that. Then I’m going to go back – [McCown] was our starter before an injury. You need a little boost. And it’s like that with all positions. If the play isn’t what we think it should be, we’re going to look and see if there’s another option that we can look at. That’s where we’re at right now."
In realtà, il buon Lovie mente sapendo di mentire: perché chiaramente Josh McCown non ha certo la stoffa del giocatore di classe in grado di offrire più garanzie di quante ne possa offrire non solo Glennon ma qualsiasi altro QB di media qualità.
Purtroppo basta scorrere il curriculum di Josh McCown per rendersi conto che ci troviamo di fronte a un giocatore che non c'entra nulla con il football di alto livello; ottimo backup, buon rincalzo, giocatore da utilizzare in caso di necessità, ma non certo lo "starter" indiscusso a cui affidarsi se si nutrono ambizioni importanti.
Poi mi rendo perfettamente conto che Smith deve per forza di cose preferire il veterano che lui ha voluto portare a Tampa nella scorsa free agency offrendogli uno sconsiderato contratto biennale da 10 milioni di dollari, anziché il ragazzo al secondo anno anno che altri (Schiano e Dominik) avevano scelto.
Lovie Smith è sempre stato un coach "solido" le cui squadre magari non si sono mai distinte per un football brillante e spettacolare ma comunque sempre produttivo ed efficace, basato su difese dominanti, un ottimo gioco su corsa, insomma un football un po "old school" ma ancora in grado di essere vincente. E Lovie mi è sempre sembrato una persona dotata di molto buon senso, capace di scegliere sempre con estrema saggezza.
Ecco, la mia domanda è questa: non è che per caso quello che è arrivato a Tampa lo scorso gennaio è il fratello gemello di Lovie Smith?! No, perché ne avesse azzeccata una il buon Lovie, da quando è diventato HC dei Bucs...! ;-(
Sto ovviamente scherzando, non prendetemi troppo alla lettera. Però che Josh McCown possa essere la soluzione per trasformare i Bucs in un team vincente e soprattutto che a questo punto della stagione, con un record di 1-7, sia la spasmodica ricerca della W la cosa più importante di tutte, proprio non si può sentire.
Perché adesso, caro Lovie, la cosa più importante non è concludere la stagione con un record di 5-11 anziché di 3-13, ma cercare di capire chi tra i giocatori attualmente a roster meriti di rimanere a Tampa anche l'anno prossimo, quando si spera che i Bucs torneranno ad essere un team competitivo, non più la squadra-barzelletta dll'NFL.
Josh McCown potrà anche vincerle tutte da qui alla fine della stagione - sono il primo ad augurarglielo, magari accadesse davvero! - ma questo non cambierebbe nulla nelle strategie future dei Bucs, che comunque non farebbero i playoff nemmeno se arrivasse una striscia di W e che di certo non potranno riproporre nel 2015 come QB starter nè un Josh McCown a fine carriera nè un Mike Glennon ormai bruciato e che comunque a Smith non dà alcuna fiducia. E con tutte le voragini che abbiamo in tanti reparti, l'ultima cosa di cui avevamo bisogno era quella di dover utilizzare una scelta importante del prossimo draft per andare su un QB, come invece a questo punto saremo quasi inevitabilmente costretti a fare...
mercoledì 5 novembre 2014
Panchinato Glennon, McCown di nuovo titolare
Lovie Smith ha deciso: sarà dunque Josh McCown il QB starter dei Bucs nella partita di domenica contro Atlanta: panchinato il secondo anno Mike Glennon, e avanti tutta con il veteranissimo 35enne ormai a fine carriera...
Tornare a McCown è una scelta miope e senza logica, come ho già ampiamente scritto ieri. Mi sembra quasi una mossa della disperazione, come se Smith fosse più interessato a portare a casa qualche W quest'anno (cosa ormai del tutto inutile, essendo la stagione già andata...) invece che pianificare per il futuro, e questo è un pessimo segno.
Potrebbe avere un senso andare su McCown, un veterano di lunga esperienza a cui sono rimasti da spendere gli ultimi spiccioli di una mediocre carriera, se i Bucs fossero in lotta per i playoff e si ritenesse che un 35enne potesse garantire più affidabilità di un giocatore al secondo anno.
Ma nella situazione attuale, cambierebbe qualcosa chiudere la stagione con un record di 5-11 anziché di 3-13? Non sarebbe meglio valutare fino in fondo il potenziale di Glennon, che a Cleveland – è vero – ha giocato malissimo, ma che per esempio ci ha fatto vincere a Pittsburgh, campo mille volte più difficile da espugnare che quello dei Browns, tanto per dirne una...
Senza dimenticare poi quale è stato il rendimento di McCown prima dell’infortunio che lo ha tenuto fuori per oltre un mese; nelle tre partite in cui McCown ha guidato i Bucs alla sconfitta (contro Panthers, Rams e Falcons, non proprio tre squadroni) Josh ha fornito un rendimento analogo a quello di Glennon a Cleveland, se non peggiore.
Chiarisco che non sono un "fan" di Glennon: sono un tifoso dei Bucs. E questa scelta non mi sembra di alcuna utilità per la squadra, anche perché lasciandolo a marcire sulla sideline non sapremo mai se il secondo anno di NC State sia un giocatore su cui puntare per il futuro oppure no.
E al prossimo draft cosa faremo, andremo sull’ennesimo franchise QB, nonostante le mille voragini in quasi tutti gli altri reparti della squadra? Oppure anche nel 2015 il QB starter sarà McCown, forte di un (assurdo) biennale da 10 milioni di dollari fattogli firmare nella scorsa free agency, che è stato poi il primo di una lunga serie di errori da parte dell’attuale HC?
Davvero una mossa che non condivido, e di cui faccio fatica a comprendere le effettive ragioni.
Tornare a McCown è una scelta miope e senza logica, come ho già ampiamente scritto ieri. Mi sembra quasi una mossa della disperazione, come se Smith fosse più interessato a portare a casa qualche W quest'anno (cosa ormai del tutto inutile, essendo la stagione già andata...) invece che pianificare per il futuro, e questo è un pessimo segno.
Potrebbe avere un senso andare su McCown, un veterano di lunga esperienza a cui sono rimasti da spendere gli ultimi spiccioli di una mediocre carriera, se i Bucs fossero in lotta per i playoff e si ritenesse che un 35enne potesse garantire più affidabilità di un giocatore al secondo anno.
Ma nella situazione attuale, cambierebbe qualcosa chiudere la stagione con un record di 5-11 anziché di 3-13? Non sarebbe meglio valutare fino in fondo il potenziale di Glennon, che a Cleveland – è vero – ha giocato malissimo, ma che per esempio ci ha fatto vincere a Pittsburgh, campo mille volte più difficile da espugnare che quello dei Browns, tanto per dirne una...
Senza dimenticare poi quale è stato il rendimento di McCown prima dell’infortunio che lo ha tenuto fuori per oltre un mese; nelle tre partite in cui McCown ha guidato i Bucs alla sconfitta (contro Panthers, Rams e Falcons, non proprio tre squadroni) Josh ha fornito un rendimento analogo a quello di Glennon a Cleveland, se non peggiore.
Chiarisco che non sono un "fan" di Glennon: sono un tifoso dei Bucs. E questa scelta non mi sembra di alcuna utilità per la squadra, anche perché lasciandolo a marcire sulla sideline non sapremo mai se il secondo anno di NC State sia un giocatore su cui puntare per il futuro oppure no.
E al prossimo draft cosa faremo, andremo sull’ennesimo franchise QB, nonostante le mille voragini in quasi tutti gli altri reparti della squadra? Oppure anche nel 2015 il QB starter sarà McCown, forte di un (assurdo) biennale da 10 milioni di dollari fattogli firmare nella scorsa free agency, che è stato poi il primo di una lunga serie di errori da parte dell’attuale HC?
Davvero una mossa che non condivido, e di cui faccio fatica a comprendere le effettive ragioni.
martedì 21 ottobre 2014
McCown è guarito, chi sarà adesso il QB starter?
![]() |
| McCown e Glennon, una poltrona per due. |
Josh McCown, il QB che aveva iniziato
il campionato da titolare e che era finito fuori squadra per un
infortunio alla mano rimediato nel corso della debacle di Atlanta, si è ormai ristabilito dal problema fisico che lo ha tenuto fuori dai campi per un mese.
L'ex QB dei Bears è tornato ad allenarsi a
One Buc Place senza particolari limitazioni, e tutto lascia pensare
che domenica prossima potrà prendere parte al match contro i
Vikings. Resta da vedere – e non è un dettaglio – se l'ex QB dei
Bears sarà o meno il titolare...
Aspettando una presa di posizione
ufficiale e definitiva sull'argomento da parte di Lovie Smith,
anticipo il mio punto di vista: credo che sarebbe un errore, e anche
abbastanza grave, riconsegnare la guida della squadra a McCown e "panchinare" Mike Glennon.
E' vero che – nel caso specifico –
McCown è stato messo da parte per problemi fisici, ma il suo
rendimento nelle due partite e mezzo che ha disputato è stato
onestamente mediocre, con poche luci e molte ombre.
Il che poi è anche normale ed in linea
con lo standard di rendimento di questo giocatore, un veterano di
lungo corso che in oltre dieci anni di carriera ha sempre giocato
così, e cioè non brillando mai in maniera particolare. Con
l'eccezione, è vero, dello scorcio di stagione disputata lo scorso
anno a Chicago, ma credo facciano più testo i precedenti dieci anni
(giocati malino) piuttosto che una manciata di partite (dal buon
rendimento) del 2013.
Soprattutto, non avrebbe alcun senso in
prospettiva far "marcire" sulla sideline Mike Glennon, un
giocatore giovane di cui sarà il caso di comprendere l'effettivo
potenziale; e visto che ormai la stagione, per i Bucs, è andata (al
di là delle profezie ottimistiche di Lovie Smith) a mio avviso
sarebbe opportuno utilizzare le prossime dieci partite proprio per
cercare di capire se nel prossimo draft dovremo cercare un franchise
QB oppure se ne abbiamo già uno in casa...
McCown, dal canto suo, va benissimo
come backup (sebbene strapagato, ma il contratto faraonico fattogli
firmare in offseason è un errore ascrivibile a Lovie Smith) e un
giocatore di esperienza è quello che ci vuole per coprire le spalle
a Glennon e per entrare in campo anche a freddo, in caso di
emergenza.
Spero dunque che presto Lovie Smith
nomini Glennon titolare da qui a fine anno e faccia chiarezza nel
reparto più importante del team, quello del quarterback. Già i Bucs
sono un team modesto, e di tutto abbiamo bisogno tranne che di
scatenare una "battaglia" settimanale per decidere chi sarà, di
volta in volta, il QB starter.
lunedì 13 ottobre 2014
Salvate il soldato Glennon!
![]() |
| Salvate il soldato Glennon... |
Per cercare di capire come sia stata
possibile una colossale disfatta come quella rimediata ieri contro
Baltimore, match nel corso del quale i Bucs hanno persino riscritto
un record negativo all-time assoluto, non della franchigia ma proprio
dell'NFL (mai nessun team si era trovato sotto in una gara casalinga con 38 punti di disavanzo al termine dei primi due quarti), è sufficiente soffermarsi su
un paio di statistiche.
La linea offensiva dei Bucs ha permesso
che il proprio QB, Mike Glennon, subisse 5 sack e 15 hit, per un
totale dunque di ben 20 (venti!) "mazzate"; e la nostra linea
difensiva come si è comportata con Joe Flacco, il QB avversario? 0
(zero) sack e 0 (zero) hit per il QB dei Ravens, in pratica una
tranquilla giornata di assoluta vacanza senza che mai un avversario
arrivasse nemmeno a sfiorarlo.
Credo sia superfluo aggiungere
qualsiasi altra cosa.
Se le due linee combinano solo
disastri, tutto il resto verrà di conseguenza. Con una simile OL non
solo il QB verrà ripetutamente massacrato ma anche i RB non
guadagneranno yards, non avendo il minimo spiraglio all'interno del
quale penetrare.
E se, dall'altro lato del campo, la
linea difensiva non riuscirà mai (mai, nemmeno una volta nell'arco
di 60 minuti!) non dico a mettere a segno qualche sack ma nemmeno a
sfiorare il QB avversario, saranno poi i DB (già scarsi di loro, nel
nostro caso specifico) a pagarne le conseguenze, considerato tutto il
tempo a disposizione per cercare (e trovare) il ricevitore più
libero e meglio piazzato.
E' stato demoralizzante lo spettacolo
di ieri, in cui sono bastati 15 minuti da incubo (la partita era già
chiusa al termine del primo quarto) per azzerare i progressi che a
Pittsburgh e a New Orleans la squadra aveva fatto registrare.
Il problema non credo se sia meglio
Glennon o McCown o se Martin possa guadagnare più yards di Rainey...
il problema è che manca la cosa più importante di tutte, e cioè un
minimo di "continuità", non dico nei risultati (che si perda
sempre o quasi lo darei per scontato) ma quantomeno nei progressi
mostrati sul campo, nell'approccio mentale alle partite e in un
atteggiamento che al momento è passivo ai limiti della
rassegnazione. Basta una buona giocata da parte degli avversari per
mandare in tilt un'intera squadra, che di fronte alla minima
difficoltà affonda, invece di trovare la forza di reagire.
Nessuno, credo, pretende di inanellare
W a ripetizione però non è nemmeno tollerabile incassare 40 e passa
punti a partita e ritrovarsi, a metà ottobre, nello stesso punto in
cui eravamo dopo il tracollo di Atlanta, avvenuto ormai un mese fa.
Che fare dunque, per cercare di
raddrizzare la baracca?
In primo luogo bisogna cercare di "salvare il soldato Glennon", non è tollerabile che il nostro QB
venga brutalizzato come è accaduto ieri; già un QB grande e grosso
alla Big Ben farebbe fatica a giocare con lucidità e concentrazione
dopo essere stato gonfiato di botte dai DL avversari, figuriamoci un
fuscello come Glennon. Dunque, in primis, Lovie Smith dovrà trovare
il modo per garantirgli un minimo di protezione, mi pare evidente che
– tra le mille priorità dei Bucs – questa sia la più
importante.
La trade per prendere Mankins (un
ottimo giocatore, certo... qualche anno fa!) si è rivelata quello che
si temeva fosse, cioè una mossa disperata per cercare di tappare
voragini enormi, che andavano "aggiustate" tra draft e free
agency, non certo affidandosi a uno scambio orchestrato con Bill
Belichick, peraltro l'ultima persona al mondo con cui si dovrebbe
fare una trade...
E poi, in difesa, bisognerà cercare di
recuperare i titolari attualmente infortunati (Goldson, Banks) e sperare che
alcuni giocatori si diano una bella svegliata (il molto presunto
fenomeno Verner, il Barron che ieri ha riperso a giocare ai suoi
soliti, mediocri, livelli) perché qui si prendono oltre 40 punti a
partita e così non si può andare avanti a meno che non si vogliano
battere altri record negativi assoluti NFL. E meno male che con Lovie
Smith e Leslie Frazier (ritenuti dalla stragrande maggioranza degli
addetti ai lavori due "maestri" della difesa) da quel punto di
vista non avremmo dovuto avere eccessivi problemi...
Una buona notizia, comunque, c'è:
domenica prossima i Bucs osserveranno il bye e dunque ci
risparmieremo l'ormai classico "mal di stomaco" che -
puntualmente - arriva alla domenica sera, intorno alle 19:00 ora
italiana...
giovedì 9 ottobre 2014
Mike Glennon versione 2.0, una piacevole sorpresa
![]() |
| Il QB Mike Glennon. |
Il quarterback, si sa, è il giocatore
più importante in una squadra di football, quello da cui
dipendono in larga parte le fortune (o le sfortune) di un team, ed in
grado – nel migliore dei casi – di dare ai propri colori uno
spessore del tutto diverso...
Ad esempio, se a New Orleans al posto di Drew Brees ci fosse Geno Smith o a San Francisco l'attacco fosse guidato da E.J. Manuel anziché da Colin Kaepernick, Saints e '49ers non sarebbero certo ritenuti due top team e anzi difficilmente potrebbero coltivare ambizioni di postseason...
Ad esempio, se a New Orleans al posto di Drew Brees ci fosse Geno Smith o a San Francisco l'attacco fosse guidato da E.J. Manuel anziché da Colin Kaepernick, Saints e '49ers non sarebbero certo ritenuti due top team e anzi difficilmente potrebbero coltivare ambizioni di postseason...
E quale è oggi, in casa Bucs, la
situazione a livello di QB?
Citando un vecchio proverbio ("non
tutti i mali vengono per nuocere"), si potrebbe dire che
l'infortunio al dito che ha messo fuori gioco Josh McCown ha regalato
una occasione importante al secondo anno Mike Glennon, e il simpatico
giraffone da NC State sembra intenzionato a sfruttare nel migliore
dei modi questa importante opportunità.
Glennon ha sinora disputato due partite
e mezza, ma tralascerei lo spezzone giocato in quel di Atlanta in cui
ha messo piede in campo a partita già ampiamente strapersa e mi
soffermerei sugli incontri di Pittsburgh e New Orleans.
Ciò che più ha colpito, in questi due
match, è stato l'atteggiamento del ragazzo, diverso da quello visto
per 13 partite nel corso della sua stagione da rookie. Se lo scorso
anno Glennon sembrava piuttosto statico, non dico un 'gatto di marmo'
alla Byron Leftwich ma quasi, e se nella tasca sembrava spesso non a
suo agio e ansioso di liberarsi del pallone il prima possibile, quasi
terrorizzato dall'arrivo dei defensive linemen avversari, il
giocatore visto contro Steelers e Saints sembra migliorato davvero
parecchio proprio in quelli che erano i suoi difetti più evidenti.
Il Mike Glennon 2.0 non si butta a
terra autoinfliggendosi un sack, impaurito dall'arrivo dell'avversario come
più di una volta era accaduto nel 2013, ma si muove con una discreta
agilità, cerca il compagno libero sino all'ultimo secondo utile, e
non sembra più in preda al terrore, anche se il DE avversario gli fa
sentire tutto il fiato sul collo e gli mette le mani addosso.
Chiaramente queste impressioni si
limitano solo a due partite, e si spera che anche nelle prossime gare
la scelta n.73 overall del draft 2013 prosegua su questa strada. Non
so se il merito sia solo del giocatore, di Lovie Smith, dell'OC Tedford o del
QB coach Arroyo, fatto sta che il ragazzino timoroso sembra adesso
scendere in campo in maniera più sicura, e comunque senza far
rimpiangere minimamente il titolare, l'incerto McCown che ha
malamente guidato l'attacco nei primi tre tracolli stagionali.
Il braccio di Glennon è molto
interessante, la notevole altezza gli permette di avere un'ottima
visione e di non venire 'impallato' dagli uomini di linea, e se
davvero continueranno a registrarsi miglioramenti dal punto di vista
della mobilità e della capacità di 'tenere' nella tasca senza
farsi prendere dal panico, i Bucs potrebbero anche fare a meno di
pensare a scegliere un QB, nel prossimo draft.
Poi, che sul ragazzo ci sia da lavorare
ancora tantissimo è fuori discussione, basti pensare alla goffa
azione in cui, domenica scorsa a New Orleans, Glennon stava per
regalare un quasi sicuro TD a un uomo di linea dei Saints, nel
maldestro tentativo di liberarsi del pallone per evitare un sack
(alla Josh McCown, per capirci).
Però il materiale su cui lavorare,
sebbene ancora grezzo, non sembra poi così male, e se
Arrroyo/Tedford continueranno a lavoraci sopra, chissà che alla fine
non si debba dare atto a Greg Schiano di avere almeno combinato una
cosa buona nei suoi due anni di permanenza a Tampa, e cioè avere
draftato (inaspettatamente) al terzo giro un QB lungagnone e
gracilino, su cui quasi nessuno degli altri addetti ai lavori era
disposto a scommettere un cent...
lunedì 22 settembre 2014
Sarà Mike Glennon il QB starter a Pittsburgh
![]() |
| Un affranto Josh McCown nel corso di ATL-TB. |
Non è ancora chiaro se McCown dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico, nel qual caso la sua assenza dai campi di gioco si protrarrebbe per parecchie settimane.
Ma per come stava giocando (male e con troppi errori inaccettabili da parte di un giocatore esperto come lui) la perdita di McCown non è poi così grave e forse questa sarà l'occasione per vedere all'opera Mike Glennon e valutare se il ragazzo abbia o meno la stoffa per recitare un ruolo da protagonista in NFL.
Intanto, pare che sia arrivato a Tampa per un tryout il QB Terrelle Pryor, ex Seattle e Oakland mentre continua l'assenza da One Buc Place di Jeff Tedford, reduce come è noto dai seri problemi cardiaci che lo hanno costretto un mese fa a ricorrere ad un intervento di angioplastica. Anche questo, il fatto cioè di non poter contare di fatto su un Offensive Coordinator, ovvimaente non aiuta un squadra in estrema difficoltà e che domenica si accinge a fare visita a un team - i Pittsburgh Steelers che tra gli altri schierano il RB LeGarrette Blount, tra i protagonisti nella W degli Steelers nel sunday night disputato a Carolina - di ben altro livello rispetto agli attuali Bucs. Speriamo solo che non finisca con un'altra mattanza, tipo quella di Atlanta....
Dall'infermeria giungono notizie altalenanti, in attesa che domani - mercoledì - coach Smith faccia il punto della situazione. Doug Martin è comunque tornato ad allenarsi, mentre Mason Foster e Austin Seferian-Jenkins sono ancora alle prese con i rispettivi infortuni e probabilmente dovranno dare forfait anche per il match con gli Steelers. Anche il WR V. Jackson ha problemi ad un dito, ma non tali, si spera, da impedirgli di scendere in campo.
Infine, breve comunicazione di servizio: i due ultimi match disputati dai Bucs sono state due brutte partite, una - quella contro i Rams - se non altro combattuta sino agli ultimi secondi e l'altra - ad Atlanta - terminata con un vero e proprio massacro, ma avendole seguite dal vivo ne serbo comunque un ricordo piacevole, ovviamente più legato al "contesto" dei due eventi che non ai match in quanto tali.
Nella pagina "BUCS LIVE! - 09/2014: vs Rams, at Falcons" ho pubblicato alcune foto relative a queste due partite; per vederle è sufficiente cliccare sul link della riga qui sopra (e per ingrandire le foto, occorre cliccarci sopra). Buona visione!
Dall'infermeria giungono notizie altalenanti, in attesa che domani - mercoledì - coach Smith faccia il punto della situazione. Doug Martin è comunque tornato ad allenarsi, mentre Mason Foster e Austin Seferian-Jenkins sono ancora alle prese con i rispettivi infortuni e probabilmente dovranno dare forfait anche per il match con gli Steelers. Anche il WR V. Jackson ha problemi ad un dito, ma non tali, si spera, da impedirgli di scendere in campo.
Infine, breve comunicazione di servizio: i due ultimi match disputati dai Bucs sono state due brutte partite, una - quella contro i Rams - se non altro combattuta sino agli ultimi secondi e l'altra - ad Atlanta - terminata con un vero e proprio massacro, ma avendole seguite dal vivo ne serbo comunque un ricordo piacevole, ovviamente più legato al "contesto" dei due eventi che non ai match in quanto tali.
Nella pagina "BUCS LIVE! - 09/2014: vs Rams, at Falcons" ho pubblicato alcune foto relative a queste due partite; per vederle è sufficiente cliccare sul link della riga qui sopra (e per ingrandire le foto, occorre cliccarci sopra). Buona visione!
mercoledì 14 maggio 2014
Josh McCown: "Glennon? Farà una grande carriera"
| Josh McCown e Mike Glennon |
Al massimo, ci potrà essere spazio per un terzo QB (Mike Kafka o Brett Smith), ma è evidente che saranno proprio McCown e Glennon i due giocatori che al training camp si contenderanno il ruolo di starter, sebbene Lovie Smith abbia già indicato in McCown il QB che al momento è da considerarsi il titolare del ruolo in questione.
Proprio Josh McCown ieri ha incontrato al stampa, rilasciando alcune dichiarazioni relative - in particolare - al suo più giovane compagno di reparto. Ecco una breve sintesi delle dichiarazioni di McCown, tratte dal Tampa Bay Times.
Che ne pensa dunque il veterano McCown del secondo anno Mike Glennon? Ecco cosa ha dichiarato l'ex QB dei Chicago Bears:
"My hope is that one day Mike Glennon is a Hall of Famer,'' McCown said. "I take great pride in saying you had a small part of in that, man. He has everything out in front of him, so it's just a helping him and making him better. Whenever that time is, that time is. He pushes me and I'm just trying to bring him along and make him better. I think that's good for the Bucs. That's good for our team. Whenever you have two guys pushing and working with other, both parties wanting the best for the team, you can capture something special. That's the hope for Mike and I and I think he's got a real, real bright future. He's super talented, he's a hard worker, he's really sharp and he's going to have a great career.''
Ma quali sono nel dettaglio i pregi di Glennon che hanno colpito maggiormente McCown?
"I just like his skill set,'' McCown said. 'He throws the ball well. His arm strength obviously is well above average. He can spin it, man. He can really spin it. And he's a hard worker, he loves football. You have to have that at that position and he's intelligent. It's just a matter of time for him. He's doing really, really good.
Terminati gli elogi a Glennon, McCown si è poi detto grato per l'opportunità offertagli da Smith, che non solo gli ha fatto sottoscrivere un ricco biennale ma che gli ha affidato il il ruolo di QB starter e di "mentore" del giovane Glennon. Parola ancora a McCown:
"I don't know if you can be a bridge to yourself. I've said this over and over again, the perspective from me is this is an awesome opportunity,'' McCown said. "From where this jouney has taken me, I'm excited about having the opportunity to start for this team...It's humbling.''
Sempre nella giornata di ieri anche coach Lovie Smith ha avuto occasione di ribadire un concetto già espresso più volte in questi ultimi giorni: McCown è da considerarsi il "presente" dei Bucs, ma è Mike Glennon a rappresentare il "furutro" di Tampa Bay:
“I made it clear right away that Josh McCown is our starter, which he is,” Smith said during an interview on WDAE (620 AM). “And hopefully for quite a few years he will be. And I said I really like Mike Glennon. Mike’s a young player coming up. In an ideal situation you don’t want young players to have to come in and start right away, you want them to be around an established veteran.”
Togliere pressione dalle spalle di Glennon e affidargli il ruolo di backup alle spalle del veterano McCown rappresenta, per coach Smith, la situazione migliore per il secondo anno da NC State:
“This is the best situation for Mike Glennon to be in,” Smith said. “He is our quarterback of the future. He will play for us some day and he’ll play good football. But there’s a progression you have to go through.”
Certo che se si scoprisse che il "franchise QB" ce l'avevamo in casa, alla fine dovremmo ringraziare nientemeno che quel "fenomeno" di Greg Schiano, l'unico a credere nelle qualità di Glennon al punto di draftarlo - a sorpresa - al terzo giro dello scorso draft... !
Intanto, da segnalare lo sfoltimento del reparto dei RB con il taglio di Michel Smith e la firma di un altro undrafted rookie, il LB Steven Jenkins da Texas A & M.
venerdì 9 maggio 2014
Smith a sorpresa: "E' Glennon il QB del futuro!"
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| L'HC dei Bucs, Lovie Smith |
Ricorderete che in queste settimana di vigilia del draft, si erano sprecate le affermazioni più o meno esplicite di coach Smith relativamente al "franchise QB", alla volontà cioè di draftare un quarterback del futuro, da far crescere all'ombra del veterano McCown ed a cui affidare tra un anno la guida della squadra.
Tutto questo, con buona pace di Mike Glennon, relegato da Smith e dall'OC Tedford al ruolo di backup praticamente sin dal loro insediamento a Tampa al posto di Schiano e Suliivan, i precedenti HC e OC che invece "stravedevano" per il prodotto da NC State....
E dunque in tanti, stando delle parole di Smith, ritenevano che ieri i Bucs sarebbero andati su un QB, e i nomi di Manziel, Bridgewater, Carr e Bortles erano stati spesso avvicinati a Tampa Bay nei vari "mock draft", e si era fatta strada l'ipotesi che i Bucs potessero utilizzare addirittura la prima scelta per draftare "the next franchise QB".
Ebbene... contrordine! ;-)
Nella serata di ieri Lovie Smith ha infatti rilasciato dichiarazioni molto nette e di segno diametralmente opposto, affermando che invece sarà proprio Mike Glennon il QB del futuro dei Tampa Bay Buccaneers. Ecco le parole dell'HC, comparse su ProFootballTalk.com e riprese anche dal sito ufficiale dell'NFL:
“Just talking about our quarterback position: our quarterback position is as strong as, to me, any quarterback position I’ve had when I’ve been a head coach. You know how much I like Josh McCown as our starter here, but I love Mike Glennon. Mike Glennon is our quarterback of the future here. Why would we want to add a third quarterback to the mix? We needed other positions and forget just a quarterback position — yeah, we like it, but we thought this was the best available player for us [in Mike Evans]. It was an easy decision for us.”
Davvero una giravolta di 360 gradi da parte del nostro HC.... ma del resto si sa che in attesa del draft si sprecano le cosiddette "cortine fumogene", quegli "smokescreen" che hanno il solo scopo di nascondere alle squadre avversarie i propri veri obiettivi in vista del fatidico giorno in cui le scelte verranno ufficializzate....
Personalmente non mi dispiace che le rimanenti scelte che i Bucs avranno a disposizione in questo draft vengano utilizzate per rinforzare reparti diversi da quello del QB e tutto sommato credo sia giusto dare a Glennon - dopo una stagione da rookie non così negativa, considerando i mille problemi dei Bucs 2013 - l'opportunità di mostrare le proprie capacità sotto la guida di un coaching staff di ben altro spessore rispetto a quello (limitiamoci a definirlo "approssimativo"...) che l'anno scorso sulla sideline dei Bucs ne ha combinate davvero di tutti i colori....
Stasera dunque niente QB per i Bucs, a meno che le dichiarazioni di ieri rilasciate da coach Lovie Smith non siano nient'altro che l'ennesimo "smokescreen" di questo draft 2014... anche se, a forza di "cortine fumogene", il rischio è quello di mandare in frantumi la propria credibilità, più che confondere le idee ai GM degli altri team....! ;-)
domenica 27 aprile 2014
Trade in vista per Mike Glennon?
![]() |
| Glennon in azione nel recente mini-camp |
Così come, con Lovie Smith al comando e con Jeff Tedford nuovo OC, sembra invece essere altrettanto chiaro che non ci sia più alcuno spazio, per il secondo anno da NC State...
Coach Smith ha già dichiarato che il nuovo QB starter di Tampa Bay sarà il veterano Josh McCown, così come ha lasciato intendere che da draft arriverà un altro QB, che crescerà all'ombra dell'ex giocatore dei Bears, e di cui sarà l'ovvio backup.
E Mike Glennon? Considerato peraltro che a roster c'è già un terzo QB (Mike Kafka), è veramente difficile capire che spazio potrebbe ritagliarsi, rimanendo a Tampa, l'ex pupillo di Greg Schiano.
E dunque, in attesa dl draft, si fanno insistenti le voci di una possibile trade che veda coinvolto proprio Glennon; tale ipotesi trova spazio anche su NFL.com, dove vengono individuati alcuni team che potrebbero essere interessati all'ex QB starter dei Bucs.
Tennessee (il cui nuovo QB coach è proprio quel McCulty che lo scorso anno a Tampa "svezzò" Glennon), Arizona (alla ricerca di un buon backup per Palmer), New England (considerata la "connection" Schiano-Belichick) e Chicago (dove lo scorso anno, prima del draft, l'HC Trestman aveva manifestato interesse per Mike) sembrano essere le squadre potenzialmente interessate ad intavolare con Tampa Bay una eventuale trade.
C'è però da chiedersi cosa potrebbero ottenere in cambio i Bucs, da un eventuale scambio. Impossibile che possa arrivare una scelta dello stesso giro (il terzo) in cui Glennon venne scelto l'anno scorso, così come riterrei altamente improbabile che qualche squadra possa offrire una pick al quarto round; realisticamente, direi che per Glennon sarebbe possibile strappare una scelta dal quinto giro in su, anche considerando, ad esempio, che per un giocatore di valore come il WR Mike Williams è arrivata da Buffalo soltanto una scelta al sesto round...
Vedremo nei prossimi giorni cosa faranno Smith e Licht, e cioè se HC e GM cercheranno di liberarsi di un giocatore che non ritengono più utile o se invece a questa soluzione si arriverà dopo il draft. Quel che sembra (quasi) sicuro, è che i giorni di Mike Glennon a Tampa stanno ormai volgendo al termine. Speriamo che, un domani, non ci si debba pentire per esserci liberati con un po' troppa fretta di un giocatore a cui, tutto sommato, avrei volentieri dato una seconda occhiata, soprattutto considerando il giovamento che il ragazzo avrebbe potuto trarre dal nuovo staff tecnico, ed in particolare dai nuovi OC e QB coach...
giovedì 13 marzo 2014
Josh McCown: starter o "smokescreen"?
![]() |
| Josh McCown e Mike Glennon |
La
firma nella giornata di ieri del QB veterano Josh McCown aveva fatto
pensare che nel corso del training camp avremmo assistito ad un'aspra "battaglia" tra il vecchio (McCown) e il giovane (Glennon) per la
conquista dei gradi di titolare.
Nulla
di tutto ciò.
Lovie
Smith ha precisato ieri, senza esitazione, che sarà Josh McCown il
titolare a cui verranno affidate le chiavi della squadra. A precisa
domanda, l'HC dei Bucs non ha però escluso che dal prossimo draft
possano giungere importanti novità relativamente a questo
fondamentale reparto. In altre parole, la pick n.7 overall potrebbe
essere utilizzata proprio per draftare "the next franchise QB",
per usare un'espressione che a Tampa conosciamo molto bene...
La
domanda sorge dunque spontanea: McCown sarà davvero il QB starter o
invece all'ex giocatore dei Bears spetta lo stesso ruolo che nel 2009
fu di Byron Leftwich? Ricorderete che nella free agency del 2009 i
Bucs ingaggiarono Leftwich, all'epoca un QB veterano paragonabile più
o meno al McCown di oggi, facendo intendere che sarebbe stato lui il
giocatore a cui affidare la squadra. In realtà, il vero obiettivo
dell'HC dell'epoca (Morris) era quello di draftare un QB (Freeman) e
l'ingaggio di Leftwich fu più che altro uno "smokescreen", una
cortina di nebbia fumogena il cui scopo era quello di confondere, in
vista del draft, le idee agli altri team circa le vere intenzioni di
Tampa Bay.
Il "bluff" all'epoca riuscì, e Morris portò a casa il giocatore
che voleva. Assisteremo allo stesso "teatrino", a cinque anni di
distanza? Me lo chiedo perché mi sembra che Licht e Smith si stiano
muovendo bene in questa fase iniziale di free agency (anche se il
rilascio di Revis, perduto in cambio di nulla dopo una sola stagione
e dopo averlo pagato non solo un milione a partita ma anche un primo
e un quarto giro, è un qualcosa che brucia moltissimo, c'è poco da
fare...) e se GM e HC stanno allestendo un buon team, è anche vero
che la posizione più importante, quella del QB, mi sembra sia
decisamente migliorabile, con tutto il rispetto per McCown e Glennon.
Mi
spiego meglio: Glennon è un secondo anno dai limiti evidenti e dai
margini di crescita sconosciuti; l'impressione però è che molto difficilmente diventerà un QB di altissimo livello (tipo Rodgers, Brady o lo stesso
Wilson) e con quel "fisichino" che si ritrova è quantomeno improbabile che possa diventare un giocatore di elite. D'altro canto, McCown va ormai per i
35 anni e in tantissime stagioni di carriera in NFL, ha disputato davvero ad alto livello
solamente uno scorcio dell'ultima stagione.
Insomma,
anche considerando chi sono gli altri QB della nostra Division
(Brees, Ryan, e Newton), affrontare la stagione 2014 con il duo
McCown-Glennon alla guida della squadra mi sembra un po' pochino, e
sarebbe un peccato ritrovarsi una squadra competitiva in quasi tutti
i reparti tranne che in quello più importante, quello del QB.
Per
cui non mi stupirei proprio per niente se dal draft arrivasse con la
pick n.7 overall un QB (Bridgewater?) soprattutto se a quel punto si
fosse già accasato altrove il WR Sammy Watkins. A mio avviso, al
momento i reparti più "fragili" sono proprio quelli di QB e WR,
chiaramente senza dimenticarsi della OL, in cui però dovrebbero
essere imminenti delle novità (arriverà Collins? Il contratto di
Penn sarà ristrutturato?).
L'unica
cosa che mi pare abbastanza chiara è che Smith e l'OC Tedford non
abbiano una grande considerazione di Glennon; la cosa era
parzialmente già emersa dalle dichiarazioni, per lo più "di
circostanza", rilasciate dal nuovo CS ai tempi del suo
insediamento, in cui non era mai stata data aperta fiducia al
giocatore da NC State. Con l'ingaggio di McCown subito nominato
starter e la contestuale bocciatura di Glennon (e il probabile
arrivo di un QB nel draft di maggio), io se fossi nel Pennellone o
nel suo agente starei incominciando a cercare un'eventuale nuova
destinazione...
martedì 14 gennaio 2014
General Manager, la ricerca continua
![]() |
| i 4 candidati al ruolo di GM: Vital, Dawson, Gamble e Ross |
Prosegue in casa Bucs la ricerca del sostituto di Mark Dominik; chi sarà il nuovo General Manager di Tampa Bay?
I principali candidati sono stati già sottoposti a più di una "intervista", e a breve dovrebbe essere rivelato il nome del "prescelto". La nomina verrà fatta molto probabilmente scegliendo uno tra questi:
- Lionel Vital, "director of player personnel" degli Atlanta Falcons
- Lake Dawson, "vice president of player personnel" dei Tennessee Titans
- Tom Gamble, "vice president of player personnel" dei Philadelphia Eagles
- Marc Ross, "vice president of player evaluation" dei New York Giants
Per quel che riguarda invece i giocatori, è questo il periodo dell'anno quello in cui vengono resi noti alcuni importanti riconoscimenti. Mike Glennon è stato inserito nell' "all rookie team", scelto dalla "Pro Football Writers of America". Glennon era stato il terzo QB scelto al draft, dopo Manuel (Bills) e Smith (Jets) ma alla prova del campo è stato il QB più brillante tra gli esordienti in NFL.
Complimenti a Mike Glennon, anche se - soprattutto guardando in questi giorni i match di playoff - l'impressione è che per fare strada in NFL occorra alla guida della squadra un giocatore con una marcia in più (o forse anche due) rispetto al buon Mike...
lunedì 23 dicembre 2013
Ancora un passo indietro per Glennon e Rainey
| Bobby Rainey e Mike Glennon |
Lo scopo era cercare di capire se alcuni degli attuali protagonisti avevano (oppure no) qualità e doti tali da far pensare ad un loro stabile utilizzo in maglia Bucs anche per la stagione 2014.
Gli "osservati speciali", dal mio punto di vista, erano soprattutto due, il QB e il RB: Mike Glennon e Bobby Rainey avevano infatti rappresentato, nel mese di novembre, una piacevole sorpresa in questa orribile stagione 2013, inanellando alcune prestazioni più che buone, decisive per consentire ai Bucs di ottenere qualche bella vittoria confortata (incredibile!) anche da un football giocato a livelli più che accettabili.
Partiamo da Rainey, un RB letteralmente "raccattato" dalla strada e messo in squadra per "disperazione", dopo che prima di lui erano finiti KO tutti i portatori di palla a roster (da Martin a Demps passando per James e Smith). Poco da dire: l'esordio di Rainey è stato più che brillante, con il RB sugli scudi nelle W contro Miami e Atlanta, interprete della classica "favola" a stelle e strisce in cui il protagonista sfrutta l'occasione che gli si presenta passando all'improvviso dalla polvere alla gloria.
Ma le favole, purtroppo, di solito hanno vita breve nel duro mondo del football professionistico...
Nelle ultime partite (se si esclude l'estemporaneo exploit contro Buffalo, con quella fantastica corsa da 80 yards al secondo gioco della partita), Rainey ha giocato proprio male (assistito peraltro pochissimo dalla OL) e contro Carolina, San Francisco e St. Louis la mancanza di un efficace e consistente gioco di corsa ha pesato moltissimo sull'esito finale di questi incontri.
Che fare dunque con Rainey, per il prossimo anno? Credo che questo giocatore possa essere un interessante rincalzo, ma qui di dubbi non ce ne sono: Doug Martin, se utilizzato in maniera "logica" e non come "carne da macello" a cui far portare la palla trenta volte a partita (vero Schiano?) è di un altro pianeta rispetto a Bobby e dovrà essere proprio "the muscle hamster" il giocatore da cui l'attacco dei Bucs deve ripartire nella prossima stagione. Poi, alle spalle del RB #22, si potrà riproporre Rainey, oppure Mike James, o magari il velocissimo Jeff Demps, ma riterrei ovvio e scontato che certe "eresie" che mi è capitato di leggere su forum americani dopo le prime confortanti prestazioni del buon Bobby ("e se scambiassimo Martin per una prima scelta e ci tenessimo Rainey?") non potranno altro che rimanere delle (peraltro poco divertenti) "battute di spirito", definiamole così...
Decisamente più interesse, però, c'era per le prestazioni del quarterback, il rookie Mike Glennon; perché se a livello di RB i Bucs hanno le spalle ben coperte da un fuoriclasse del calibro di Martin, che nel 2014 riprenderà "possesso" del backfield di Tampa Bay, a livello di QB la situazione è decisamente più precaria: una volta "defenestrato" Freeman, e con il solo Orlovski a roster, tutta la responsabilità di muovere l'attacco è piombata sulle (deboli) spalle del rookie da NC State; una delle tante mosse azzardate (e prive di buon senso) da parte di Schiano, e di cui l'HC sarà chiamato a pagare le conseguenze nell'imminente "black monday", presumo e mi auguro...
Glennon, si diceva: inizio titubante, con luci e ombre nelle prime due partite con Arizona e Philadelphia. Poi, dopo altre due prestazioni altalenanti con Atlanta e Carolina, ecco che a novembre li simpatico "pennellone" inizia a giocare ad un altro (e ben più consistente) livello.
Le partite con Seattle (persa di un soffio in OT) e quelle vittoriose contro Miami, Atlanta e Detroit portano la firma di Mike, ma dopo queste quattro belle prestazioni, che gli sono valse il meritato riconoscimento di offensive rookie of the month, di Mike Glennon - nel mese di dicembre - si sono perse le tracce. Male a Carolina, male anche nella W contro Buffalo, impalpabile e timoroso contro San Francisco, e pessima, infine, la prestazione di ieri a St. Louis. Partita, quest'ultima, che si può (impietosamente) riassumere in una giocata: quella in cui Glennon va in scramble per chiudere un terzo e corto ma, impaurito dall'arrivo di un difensore dei Rams, si accartoccia goffamente a mezza yarda dalla chiusura del down, alzando bandiera bianca troppo, troppo in anticipo rispetto ad un possibile contatto con l'avversario...
Questo atteggiamento "timoroso" di Glennon si era già notato contro San Francisco, e ieri è riapparso: il ragazzo non è tranquillo, gioca con il terrore di essere piallato di difensori avversari, e del resto col fisico che si ritrova lo si può anche capire. Ecco, si potrebbe anche dire che forse Glennon non ha scelto il mestiere più adatto, perché chi decide di fare il QB starter in NFL non può giocare con addosso la paura, ma deve avere la faccia dura e cattiva, sempre, anche perché gli avversari certe cose le avvertono subito e con giocatori mingherlini e soprattutto timorosi come il Glennon delle ultime due partite, le difese ci vanno a nozze.....
Poi, si potrebbe (anzi, si dovrebbe) aprire un lungo capitolo sulle prestazioni gravemente insufficienti della linea offensiva, il cui scarso rendimento ha influenzato in negativo - e non poteva essere altrimenti - anche quelle di RB e QB. Ma il fatto che Penn e soci stiano giocando male non giustifica, per tornare a quanto si diceva prima, il fatto che Glennon si inginocchi prima di fare tutto il possibile per prendere il primo down, cosa questa che mi pare una "spia" circa il fatto che al giocatore difettino un po' cuore e attributi, requisiti senza i quali di strada tra i professionisti se ne fa poca, anche qualora si possieda una spirale di passaggio perfetta e un colpo d'occhio fenomenale (tutte qualità che peraltro non mi pare appartengano al QB dei Bucs).
E dunque? Dunque niente, "sparare" sentenze non mi è mai piaciuto, mi limito però a notare come i due "osservati speciali" escano male da queste partite di fine stagione, che così insignificanti non credo siano, per cercare di capire quali saranno i Bucs del prossimo futuro... inutile dire, poi, che in altri contesti e con altri CS questi due ragazzi potrebbero sicuramente fare meglio e mostrare quelle qualità che, negli attuali Buccaneers, forse neanche veterani scafatissimi potrebbero esibire, figuriamoci due rookie o quasi alle prime esperienze tra i PRO...
Ad ogni modo, per il bene della squadra, l'auspicio è quello di rivedere il Martin ammirato nel 2012 come RB e un altro QB al posto di Mike a guidare i Bucs edizione 2014; se poteva avere un senso dare al Glennon visto a novembre un'altra possibilità, mi chiedo come si potrebbe riproporlo nel 2014, dopo questa serie di imbarazzanti prestazioni in cui l'attacco da lui guidato ha prodotto il nulla assoluto o quasi....
Infine, per quel che riguarda la sideline, la speranza è che i Glazer non facciano prevalere questioni economiche (i tre anni di contratto ancora in essere che legano l'attuale HC ai Bucs) a ragioni tecniche sin troppo evidenti, premesso che basterebbero un minimo di logica e un po' di buon senso per capire che i giorni di Schiano a Tampa non potranno che terminare lunedì 30 dicembre, all'indomani di quella che sarà la sconfitta numero 21 nelle 32 partite disputate sotto la guida dell'ex HC di Rutgers...
martedì 17 dicembre 2013
Mike Glennon: solo una "meteora" o qualcosa di più?
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| Mike Glennon: sarà lui il QB starter dei Bucs edizione 2014? |
Si parlava ieri di Mike Glennon, e del suo vistoso calo di rendimento nelle ultime tre partite; Sull'argomento sono intervenuti due tifosi (i sempre puntuali "Buccaneer" e "Freeman 80")
e prendo spunto dai loro commenti per tornare sull'argomento e cercare di approfondirlo...
Scrive Buccaneer a proposito del QB
#8:
Glennon
non è Kaepernick, pesa la metà del Tatuato, se dovesse chiudere i
terzi down di corsa finirebbe in barella a tempo zero. Non è il suo
mestiere, prima di pescarlo al draft non ci hanno pensato che se la
OL fa acqua come uno scolapasta un QB che pesa 50 kg. forse non è
l'ideale? Anche se ammetto è involuto rispetto a qualche settimana
fa.
E così replica “Freeman 80”:
“Glennon è un qb migliore di quel
che credevo MA non vorrei lui nei prossimi anni come starter e non lo
vorrei xke, a mio avviso, manca di attributi x giocare palloni
difficili quando la situazione lo richiede....Fa abbastanza bene il
compitino ma non si prende il peso di una giocata difficile in una
situazione difficile.... vorrei un qb alla cutler (non dico alla
freeman xke si potrebbe pensare che il mio sia un voler rimpiangere
il 5 mentre non è lui il nocciolo della questione), uno che sbagli
anche qualcosa in piu ma che si prenda i rischi che deve prendersi
chi gioca nella posizione di LEADER dell'attacco”.
Dal mio punto di vista, se Mike Glennon
vuole avere un futuro importante in NFL, a Tampa o altrove, mi pare
evidente che il ragazzo dovrà modificare alcuni importanti aspetti
del suo attuale modo di stare in campo: il QB visto nelle ultime tre
partite mi è piaciuto davvero poco...
In primis, comunque, dovrà
mettere su qualche chilo di muscoli: al momento è un fuscello e con
un "fisichino" così non credo potrà avere vita lunghissima in mezzo a
quei bestioni delle difese... ma al di là della stazza, quello che
ad esempio non mi è piaciuto nella partita di domenica (e da questo
punto di vista il confronto con Kaep è parso impietoso) è stato
proprio il modo di stare il campo: aggressivo e sempre propositivo il
californiano, rinunciatario e quasi timoroso il nostro giocatore...
Mi spiego meglio: spesso quando
Kaepernick ha chiuso il down con un passaggio, lo ha fatto
liberandosi del pallone all'ultima frazione di secondo utile, quando
già i difensori dei Bucs gli avevano ampiamente messo le mani
addosso. Il QB dei niners non ha paura del contatto fisico, cosa che
invece mi pari terrorizzi Glennon.
Come già è stato fatto notare, non
appena un difensore di SF si avvicinava, Glennon si liberava del
pallone per evitare il placcaggio, laddove Kaepernick effettuava un passaggio solo per trovare un ricevitore ben piazzato, infischiandosene
di prendere un colpo.
Non chiedo a Glennon di fare il
Kaepernick e di mettersi a correre per chiudere i down (col fisico
che ha finirebbe in injured reserve dopo mezza partita, come diceva
Buccaneer!) però se il ragazzo vuole fare il QB in NFL ad alto
livello non deve giocare col timore di prendere colpi e deve imparare
a essere più mobile, per "sfuggire" sì ai difensori avversari
ma al tempo stesso continuando a cercare un ricevitore libero, senza sparacchiare un incompleto in tribuna se nel momento in cui si sviluppa l'azione nessun giocatore sembra apparentemente libero per ricevere...
Giudicare un QB è comunque sempre una
cosa difficilissima, e a difesa di Glennon va detto che la fortuna (e la sfortuna) di un QB dipende in buona parte anche dal "supporting cast": avere o non avere un WR del
calibro di Mike Williams, ad esempio, non è un dettaglio, così come
non sarebbe male poter contare su un Vincent Jackson sempre
all'altezza della situazione, per tutte quante le partite anziché
per una si e una no... e poi sicuramente aiuterebbe Glennon anche
avere un RB in grado di ricevere qualche pallone, cosa che al momento
non accade quasi mai se non con qualche sporadico passaggino a
Leonard. Meno male che a livello di TE è uscito fuori dal nulla
Tim Wright, altrimenti non ci sarebbe neanche lo straccio di un TE a
cui indirizzare qualche lancio...
Detto tutto questo, io forse aspetterei
a "bocciarlo" del tutto, il pennellone, e sarei curioso di
vederlo dopo una offseason passata in palestra ad irrobustirsi e
affiancato da una batteria di WR, TE e RB di un certo livello,
anzichè dall'armata brancaleone attuale (e magari con un nuovo
Coaching Staff...).
A Tampa, in passato, con i QB ne
abbiamo combinate un po' di tutti i colori: ad esempio abbiamo
aspettato (ahimè inutilmente) Freeman per quasi cinque anni, così
come in tempi più remoti aspettammo altrettanto invano Vinny
Testaverde, per liberarci invece frettolosamente di un futuro Hall of Famer
del calibro di Steve Young che "regalammo" ai niners per un piatto di
lenticchie...
Sebbene ultimamente le sue prestazioni mi abbiano fatto venire più di un dubbio, non etichetterei (per ora) Glennon come un giocatore "mediocre", anche se c'è il
rischio, inutile negarlo, che il valore effettivo del ragazzo
sia proprio quello (modesto) visto in queste ultime partite. Ma nel pur
brutto match di domenica scorsa, ad esempio, quei due drive conclusi
entrambi con TD pass li ha orchestrati davvero bene, chissà cosa
potrebbe combinare il ragazzo, ad esempio, con un OC diverso. E se,
come sembra, Sullivan dovesse andare ad allenare ad ARMY, si
potrebbero aprire prospettive interessanti, da questo punto di vista.
Ripeto, il Glennon di oggi non mi sta
entusiasmando, però non so se sarebbe saggio – tanto per dire –
sostituirlo con qualche vecchio drago un po' bollito alla Jay Cutler,
ossia con gente (come si dice in questi casi) dal grande futuro... ma dietro le spalle! Glennon è
pur sempre un rookie con solamente undici partite di NFL disputate, che si ritrova a giocare in un contesto problematico nel quale, a mano a mano, i migliori
compagni di reparto sono finiti in IR...
Staremo a vedere cosa succederà, io
comunque non sono il più adatto a giudicare un QB: dopo la stagione
2010 ad esempio, avrei scommesso parecchio che Josh Freeman sarebbe
diventato un giocatore (molto) importante a livello assoluto, e lo
vedevo in prospettiva con margini di miglioramento ampiamente superiori a quelli, per dire, di un Matt Ryan, e invece...
e invece Josh è finito a fare il backup del backup in una squadraccia
come Minnesota, dopo mediocri campionati in maglia Bucs, alla
faccia delle mie previsioni!
Ma in fondo anche nel football, un po'
come per tutto, contano moltissimo e spesso finiscono per essere
decisivi anche i cosiddetti "intangibles", e cioè (al di là dei
chili e dei muscoli) le motivazioni, la voglia di sfondare, la
caparbietà nel cercare di migliorarsi nel corso dell'offseason, la
grinta e la cattiveria... per diventare un grande giocatore di
football è sì necessario il talento ma occorre anche molta applicazione, solamente col primo
requisito non si va da nessuna parte: altrimenti Freeman sarebbe una presenza fissa al Pro Bowl anziche' il terzo QB di una delle squadre
più scalcinate della lega...
Senza dimenticare – e poi chiudo –
che per acquisire un QB veterano a meno che non si vada su un
FA come Cutler (che comunque - per strapparlo ai Bears - dovremmo
strapagare al di là del suo effettivo valore) sarebbe necessario
utilizzare come merce di scambio una o più scelte del draft, cosa che i
Bucs non possono permettersi di fare, perché comunque quelle preziose pick ci servono
tutte quante per rinforzare una squadra che – al di là del QB – deve essere "puntellata" in più di un settore...
lunedì 16 dicembre 2013
Il vistoso calo di rendimento di Mike Glennon
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| Mike Glennon vs San Francisco |
Negli ultimi tre match però, tanto nelle sconfitte contro Carolina e San Francisco quanto nella vittoria contro Buffalo, il QB #8 ha mostrato passi indietro, tanto evidenti quanto - forse - inevitabili per un rookie che peraltro gioca supportato da un "cast" che ha perso via via i suoi interpreti migliori (sì, perché un conto è lanciare a Mike Williams e avvalersi delle corse di Doug Martin, altro è fare le nozze coi fichi secchi, con tutto il rispetto per WR del calibro di Dawson e Shepard o RB dal rendimento troppo discontinuo come Bobby Rainey).
Ma è soprattutto dalla partita giocata e persa malamente ieri dai Bucs contro i '49ers che è emersa, ad esempio, tutta la differenza che passa tra un QB dominante e uno che per arrivare a certi livelli - se mai ci arriverà - di strada deve farne ancor tanta.
Come ho già avuto modo di dire, ieri a QB invertiti credo che avrebbero vinto i Bucs. Mi pare che nell'NFL odierna il ruolo del QB sia sempre più importante e decisivo e ieri ne abbiamo avuto un esempio sin troppo evidente. Kaepernick si è trovato spesso in difficoltà, visto che per una volta la difesa di Tampa Bay ha fatto sentire una discreta pressione sul QB avversario... e che ha fatto, nei momenti cruciali, il QB dei '49ers? Ha sempre convertito i terzi down decisivi, quelli che danno fiducia ed entusiasmo all'attacco e deprimono la difesa, correndo in prima persona o trovando il ricevitore libero pur con le braccia dei difensori dei Bucs già addosso.
Anche Glennon, ieri, si è trovato spesso in circostanze analoghe, pressato dalla difesa avversaria: ma il nostro QB, in questi frangenti, o si è liberato frettolosamente del pallone lanciando un incompleto oppure ha incassato un sack, ma non ha mai avuto un "guizzo" che gli consentisse di togliersi dai guai, nè ha mai dato l'impressione di avere idea di come "uscire" da una situazione problematica, magari anche improvvisando come più volte ha fatto, sempre con esito positivo per San Francisco, il suo collega in maglia niners.
Non voglio tirare la croce addosso a Glennon, anche perché tutto sommato pur in una giornata negativa come quella di ieri il ragazzo ha messo in piedi due ottimi drive conclusi entrambi con un suo TD pass, però mi pare che il suo processo di crescita si sia interrotto abbastanza bruscamente dopo le promettenti prestazioni dello scorso mese. In queste ultime due partite vediamo cosa combinerà questo giovane giocatore e se riuscirà a tornare ai livelli di novembre, magari assistito nel migliore dei modi - si spera - anche dai compagni di squadra.
In quanto al futuro, ossia la prossima stagione, credo che tutto quanto dipenderà da chi sarà l'HC dei Bucs 2014. Se i Glazer decidessero di confermare Schiano è probabile che l'ex HC di Rutgers ripartirebbe da Glennon, in fondo una sua "creatura"; se invece sulla sideline dovesse esserci un volto nuovo credo che sarebbe nuovo anche il QB (se un quarterback rookie oppure un veterano, questo poi sarebbe tutto un altro, lunghissimo, discorso...).
Ma tutte queste sono, al momento, discussioni di "fanta-football" tipiche da offseason, adesso godiamoci queste ultime due partite di campionato, visto che dopo sarà "astinenza" per mesi e mesi e mesi...
E onestamente, devo dire che espugnare St. Louis e/o New Orleans (avversarie storiche dei Bucs e con le quali c'è una discreta rivalità) non mi dispiacerebbe proprio per niente, anche se la vedo durissima visto che i Rams sono tra le squadre più in forma del momento e New Orleans è un avversario che i Bucs possono superare solo se i Saints nell'ultima giornata decideranno di far giocare le riserve per risparmiare i titolari in vista dei playoff. Se il record finale di questa stagione - comunque pessima al di là di come finiranno le trasferte di St. Louis e New Orleans - dovesse essere diverso da un tristissimo 4-12, credo sarebbe davvero una sorpresa...
sabato 7 dicembre 2013
Il percorso parallelo di E.J. Manuel e Mike Glennon
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| Giovani QB contro: E.J. Manuel sfida Mike Glennon |
Il match di domani tra Tampa Bay e Buffalo sarà anche una sfida nella sfida tra E. J. Manuel e Mike Glennon, i due rookie che sino ad ora meglio si sono comportati tra i QB usciti dall'ultimo draft.
E.J. e Mike hanno in comune non solo un positivo esordio tra i PRO ma anche un lungo percorso parallelo; cresciuti entrambi in Virginia, Manuel e Glennon si conoscono sin dai tempi dell'High School. Dalle colonne del Tampa Bay Times, Manuel ricorda il primo incontro con il suo diretto rivale di domani:
"Mike stuck out because he was one of the taller guys that you'll meet when you go on a recruiting visit," Manuel said of the 6-foot-6 Glennon. "At one of the campuses, we introduced ourselves to each other and have been friends ever since."
E cosa ne pensa il QB dei Bucs del suo avversario di domani? Sempre dal TBT, così Glennon:
"He's a great guy," Glennon said of Manuel. "His parents are great people. It's just neat that through high school, you don't know what's going to happen. And then in college, we played against each other and now again in the NFL."
E.J. Manuel è entrato n NFL con maggiori aspettative rispetto a Glennon, scelto dai Bills al primo giro del'ultimo draft con la pick n.16 overall e titolare sin dalla week n.1. Nel corso di questa sua prima stagione Manuel ha guidato Buffalo a prestazioni importanti contro squadre del calibro di New England e Carolina, prima di infortunarsi ad un ginocchio con conseguente assenza dai campi per circa un mese.
Anche Greg Schiano ha speso parole lusinghiere peril QB rookie di Buffalo:
"He's a really fine quarterback and a great young man," Schiano said. "He's mobile, got a big arm. He's a smart guy. He's got all the intangibles."
In quanto al percorso di Mike Glennon tra i PRO, credo che chi legge queste pagine lo conosca molto bene... diventato titolare nella week n.4, dopo il "defenestramento" di Freeman, Mike ha iniziato non senza difficoltà il suo cammino tra i PRO, migliorando però di partita in partita sino ad ottenere il riconoscimento di Offensive Rookie of the Month per il mese di novembre.
Reduce dall'opaca partita di Charlotte, Glennon è chiamato al riscatto sin dal match contro Buffalo, e in queste rimanenti quattro partite dovrà dimostrare di avere i numeri per meritare la conferma di QB starter anche nel 2014.
Ma al di là della sfida tra queste due giovani promesse, come dicevo qualche giorno fa la partita tra Tampa Bay e Buffalo - apparentemente un banale match di fine stagione tra due team che nulla hanno più da chiedere a questa stagione - presenta risvolti molto importanti per il futuro dei Bucs; pensate infatti ai due opposti scenari che si aprirebbero in caso di vittoria convincente (tipo match vs Atlanta) oppure di sconfitta bruciante (la replica del match di sette giorni fa, ad esempio). E quindi, anche domani sera, non mancano di certo i motivi per rimanere incollati davanti al Game Pass...
mercoledì 27 novembre 2013
L'NFL premia Glennon e David: è il momento dei Bucs
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| Mike Glennon e Lavonte David |
Premi importanti, a testimonianza di come in brevissimo tempo sia cambiata l'aria dalle parti di Tampa Bay: e sono bastate "solo" tre vittorie - il che sembra davvero incredibile, dopo tutto quello che era successo! - per cambiare radicalmente la percezione della squadra (e soprattutto del suo allenatore) presso l'opinione pubblica.
E adesso anche l'NFL si è per cosi dire "accorta" dei Bucs, elargendo importanti riconoscimenti a due dei protagonisti della (ahimè tardiva) rimonta di Tampa Bay.
Mike Glennon è dunque l'offensive rookie del mese, ed in effetti non solo il ragazzo ha portato a casa tre vittorie (a novembre l'unica sconfitta è arrivata in OT, nel match perso per un soffio in casa dei Seahawks) ma anche i numeri parlano in suo favore: il QB di Tampa Bay ha ottenuto - veterani compresi - il terzo più alto "rating" tra tutti i pari ruolo registrando a novembre un ottimo 119.7, primeggiando nelle yards per passaggio (8,92) e piazzandosi al secondo posto in quanto a miglior percentuale di passaggi completati, lanciando ben 7 TD pass ed un solo intercetto... difficile in effetti fare meglio di così, e non solo per un rookie. Il tutto, considerando che il ragazzo era stato draftato solamente al terzo giro, e che ben poche erano le aspettative nei suoi confronti. La cosa più interessante credo sia comunque la costante crescita di Glennon, che partita dopo partita sta tenendo i campo con sempre maggiore fiducia, riducendo al minimo gli errori e dimostrando, alla faccia di chi lo aveva "bocciato" dopo neanche due partite, di avere le potenzialità per diventare un giocatore importante, non solo "uno dei tanti". O almeno, questo è quello che tutti noi gli auguriamo, al simpatico "Pennellone"... come si può non fare il tifo, per uno che ha una faccia "buffa" come la sua?! ;-)
Lavonte David è stato invece premiato come difensore della settimana; sì, a Detroit Lavonte ha giocato un ottimo match (12 tackles, 1 intercetto, 1 fumble provocato), ma in realtà questo giocatore è un fuoriclasse assoluto che gioca benissimo ogni partita, e che ha tutte le carte in regola per costruirsi una carriera da protagonista. Al suo approdo in NFL c'era chi sosteneva che fosse "undersized" per giocare tra i PRO ad altissimo livello, guarda caso più o meno gli stessi appunti che venivano rivolti, quasi vent'anni fa, a un certo Derrick Brooks... una sola cosa, in questi quasi due anni, credo si possa rimproverare al LB #54: quel momento di annebbiamento che è costata la sconfitta nell'opener di quest'anno, con quel fallo stupido quanto evitabile ai danni di Geno Smith. Ma a fronte di un episodio negativo si potrebbero citare le mille giocate da campione messe a segno da questo ragazzo, abilissimo nel fermare il gioco di corsa quanto capace di andare a stendere il QB avversario o - come è accaduto a Detroit - di intercettarlo. Lavonte David, uno da "blindare" al più presto con una ricca e lunga estensione contrattuale, guai a perderlo un giocatore così!
Infine, da segnalare un movimento nel roster dei Bucs: al posto dell'infortunato TE Tom Crabtree, è stato firmato il pari ruolo Kyle Adams. 25 anni, approdato ai Bears come undrafted rookie nel 2011, Adams ha giocato 24 partite con la maglia di Chicago, prima di essere rilasciato all'inizio di questa stagione. Bloccatore, uomo da special team, si spera che Adams possa comunque fornire un qualche utile contributo alla causa, aiutando il rookie Tim Wright ormai divenuto starter indiscusso anche perché, fino all'arrivo di Adams, unico TE sopravvissuto nel roster!
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