Visualizzazione post con etichetta Philadelphia Eagles. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Philadelphia Eagles. Mostra tutti i post

domenica 28 settembre 2025

I Bucs ci provano ma gli Eagles sbancano Tampa per 31-25

Partita a due volti, quella tra Philadelphia e Tampa Bay, arrivate entrambe imbattute al confronto di oggi. Alla fine hanno prevalso gli Eagles, al termine di un incontro particolare, a due volti, in cui sono stati decisivi i troppi errori commessi proprio dai Bucs.

Ma andiamo con ordine. La buona notizia  è il recupero di due titolari importantissimi quali Chris Godwin e Tristan Wirfs, al loro esordio stagionale. Purtroppo, nel corso del match, ci sono stati parecchi altri infortuni che hanno colpito in particolare la secondaria e sulla cui entità avremo notizie più precise nei prossimi giorni.

I Bucs iniziano malissimo, con un punt bloccato e ritornato in endzone dagli Eagles, che prendono subito il largo in quella che sembra una partita a senso  unico. Tutto troppo facile per Phila, che nel primo tempo domina costringendo Tampa Bay al ruolo di comparsa.

Poi, allo scadere del primo tempo, la giocata che rianima i Bucs: McLaughlin va a calciare un FG dalle 65 (!) yards, mettendolo incredibilmente tra i pali e riscrivendo il record di franchigia per il FG più distante realizzato da Tampa Bay in 50 anni di storia.

Al rientro in campo, i ruoli si invertono. Phila non combina più nulla in attacco e in difesa concede big plays a Mayfield, che mette a segno due TD pass ciascuno da oltre 70 yards, per Egbuka e Irving, che incredibilmente (per quello che si era visto nei primi 30 minuti di football) riaprono la partita.

Purtroppo altri errori, tra cui i primi turnovers stagionali dei Bucs (un fumble di Irving, un intercetto di Mayfield) impediscono di concretizzare la rimonta.

La partita termina sul 31-25 per gli Eagles, che nel complesso sono sembrati squadra più forte dei Bucs; peccato per i troppi errori che hanno impedito una rimonta che avrebbe comunque avuto del miracoloso, se fosse andata a buon fine, visto il gioco espresso dalle squadre nei primi due quarti.

Domenica prossima i Bucs saranno impegnati a Seattle, per una trasferta molto insidiosa, speriamo di svuotare un po' l'infermeria, e soprattutto che Tampa Bay giochi con la grinta e la determinazione vista questa sera solo per metà partita.

domenica 29 settembre 2024

Riscatto dei Bucs, superati gli Eagles per 33-16

Netta e meritata vittoria per i Buccaneers che, sette giorni dopo l'opaca prestazione e la brutta sconfitta con Denver, vincono per 33-16 contro i Philadelphia Eagles, in un match condotto dall'inizio alla fine.

Successo convincente per Tampa Bay, anche se ottenuto contro un avversario che - va detto - era privo di elementi importanti, ma anche ai Bucs mancavano giocatori del calibro di Kancey e Winfield, oltre al rookie McMillen (e Palmer è uscito quasi ad inizio partita, causa "concussion").  

Ottimo l'attacco guidato da Mayfield, fluido e produttivo e con il duo Evans-Godwin sugli scudi, sempre trovati da un precisissimo Baker e con il rookie Irving in grado di dare una certa vitalità al problematico gioco su corsa.   

Buona la prestazione della OL rispetto alle ultime prestazione, e buonissima quella della DL, in cui il rientro di Vita Vea non è passato inosservato. Stasera i Bucs hanno messo a segno 6 sack (contro i due delle prime tre partite...) e la difesa di Tampa Bay è riuscita a contenere l'attacco degli Eagles, concedendo ben poco al temuto Barkley, se non un big play a inizio secondo tempo.

Lavonte David ha brillato in maniera particolare, da segnalare un fumble provocato dal #54 nel momento in cui Phila stava cercando di rientrare in partita, ma tutto il reparto difensivo ha tenuto bene il campo, pur privo di Kancey e Winfield, non esattamente due giocatori qualsiasi.

Nel frattempo i Saints hanno perso ad Atlanta, per cui i Bucs guidano da soli la NFC South con il record di 3-1. 

Tampa Bay sarà nuovamente in campo giovedì notte, nel Thursday Night che si giocherà ad Atlanta contro i rivali di division dei Falcons. Partita già di una certa importanza, dato che si tratta del primo scontro diretto con un'avversaria della NFC South; speriamo di recuperare qualche infortunato e, soprattutto, di rivedere questi Bucs così fluidi in attacco e concreti in difesa ammirati nel 33-16 contro Philadelphia.

martedì 16 gennaio 2024

I Bucs abbattono gli Eagles 32-9 e volano al Divisional!

I Bucs superano gli Eagles nel primo turno dei playoff con il netto punteggio di 32-9, al termine di uno splendido match, tenuto sempre in controllo dai ragazzi in Red and Pewter.

Al di là della modestia degli Eagles, irriconoscibili rispetto alla squadra (fortissima) che aveva iniziato alla grande la stagione, bisogna dare merito ai Bucs di avere giocato un'ottima partita, senza sbavature, con e tante giocate entusiasmanti sia in attacco che in difesa (tra cui la safety che vedete nella foto).

Baker Mayfield, il leader e trascinatore di questo team, ha disputato un match da incorniciare, concluso con 337 yards lanciate e 3 TD pass, nonostante i problemi a costole e caviglia. Particolari tutti e tre i TD, ottenuti anche grazie ad errori gravi sui placcaggi da parte dei difensori degli Eagles, davvero rari a questi livelli.

Da segnalare in particolare le cifre del TE Otton (8 palloni ricevuti per 89 yards), che è stato il bersaglio preferito e più cercato da Mayfield in questa partita.  

Ottima anche la prestazione del reparto difensivo, che ha messo continuamente sotto pressione Hurts, ha limitato il gioco sulle corse e soprattutto ha concesso la miseria di 9 punti a un attacco comunque sempre pericoloso come quello di Philadelphia.

Sempre perfetto, ed è giusto sottolinearlo, il kicker McLaughlin, davvero una garanzia anche per i calci non facili da oltre le 50 yards.

Che altro dire, è stata una bellissima vittoria che - comunque andrà a finire il Divisional di domenica prossima - sigilla in maniera positiva la stagione dei Bucs; a settembre nessun analista vedeva Tampa Bay ai playoff, per molti i Bucs erano tra i principali candidati alla first pick overall, e invece... vittoria nella NFC South, Saints belli comodi sul divano a guardarci in TV, e vittoria netta nel match di Wild Card contro i vice campioni dell'ultimo Super Bowl. 

Non male, tutto sommato, considerato che non è ancora finita. Domenica prossima i Bucs saranno di scena a Detroit, contro i quotatissimi e lanciatissimi Lions; i quali però sono andato ad un soffio dal farsi sbattere fuori dai Rams nel match di wild card per cui... tutto può accadere in 60 minuti di football, l'importante sarà giocare anche contro i Lions con lo stesso spirito e la stessa grinta della partita di questa notte. GO BUCS!

martedì 26 settembre 2023

Monday Night amaro per i Bucs, netta vittoria per Phila

Monday Night amaro per i Tampa Bay Buccaneers, superati in casa dai Philadelphia Eagles con il punteggio di 25-11.

Vittoria netta e mai in discussione per Phila, ed il punteggio finale è tutto sommato generoso con Tampa Bay, considerato l'impressionante numero di yards guadagnate dagli Eagles (472) rispetto a quelle ottenute dai padroni di casa (174).

In sintesi, si potrebbe dire che è ruotato tutto intorno al gioco su corsa: implacabili gli Eagles, con oltre 200 yards ottenute da Swift e soci, impalpabili i Bucs, capaci di correre per poco più di 40 yards nell'intero arco del match.

Si sapeva che gli Eagles erano squadra di altro livello rispetto ai Bucs, e che per Tampa Bay sarebbe servita una vera impresa per imporsi sui vice campioni dell'ultimo Super Bowl nonché favoriti a rappresentare la NFC anche al prossimo SB, ed il campo ha purtroppo confermato i pronostici della vigilia.

Poi, va detto che qualcosa di interessante i Bucs lo hanno anche fatto vedere, come i due intercetti ai danni di Hurts o il bel TD di Mike Evans. Tutto è stato però vanificato da un attacco in enorme difficoltà a guadagnare primi down, potendo contare solo sul gioco aereo considerato il nulla assoluto di White e Tucker; e a questo proposito viene da chiedersi perché, con il pallone sulla propria 1 yard line, i Bucs abbiano deciso di correre incassando l'inevitabile safety...

Baker Mayfiled non ha ripetuto le prestazioni brillanti delle prime due week, Evans ha droppato qualche pallone di troppo, e come detto il running game non si è visto; considerato tutto ciò, e visto che in media gli Eagles guadagnavano oltre 6 yards ad ogni tentativo di corsa (ma non era la difesa sulle corse uno dei punti di forza della difesa dei Bucs?) perdere di soli 14 punti è già un mezzo successo...

Domenica prossima i Bucs saranno in trasferta a New Orleans, contro i Saints che probabilmente schiereranno come QB starter l'ex Jameis Winston, considerati i problemi alla spalla di Carr. Sarà una partita difficile e complicata, in un ambiente tradizionalmente ostile, ma contro un avversario decisamente più alla portata degli attuali Eagles e con il quale giocarsi alla pari la leadership nella NFC South.

domenica 16 gennaio 2022

Wild card, iniziano bene i playoff per i Bucs: Eagles KO

E' iniziato bene il cammino dei Bucs nei playoff: nel wild card game contro Philadelphia, Brady e soci hanno vinto per 31-15, dominando per tre quarti del match e rilassandosi solo nel finale, quando gli Eagles hanno messo qualche punto sul tabellone rendendo meno pesante una sconfitta comunque netta.

Nonostante alcuni rientri (JPP, Barrett, David) anche oggi i Bucs hanno dovuto rinunciare a giocatori importanti (in particolare ai due RB titolari, Fournette e Jones) e nel corso del match si è fato male ad una caviglia Tristan Wirfs, pilastro della OL. 

Ad ogni modo, contro un avversario che si è rivelato assai modesto, questi Bucs un po' incerottati sono stati sufficienti, grazie ad una difesa che ha concesso davvero poco riuscendo anche ad intercettare un paio di volte Hurts, e ad un attacco che fin dall'inizio ha prodotto e segnato punti, scavando da subito un solco importante.

Male Philadelphia, dicevamo, che in Jalen Hurts ha un buon RB più che un discreto QB, e che soprattutto nel primo tempo ha fatto molta fatica a contenere le giocate di Brady, che stasera ha trovato spesso e volentieri Mike Evans, ormai indiscusso bersaglio primario tra i WR, dopo i forfait di Godwin e Brown.

Nella seconda parte del match, dopo avere sigillato il risultato arrivando a condurre per 31-0, i Bucs si sono un po' disuniti, e come dicevamo gli Eagles hanno accorciato le distanze, anche se la W per Tampa Bay non è mai stata in discussione. 

Certo, contro questi Eagles anche i Bucs di stasera andavano più che bene per vincere. Ma contro i prossimi avversari, chiunque saranno, bisognerà elevare il rendimento, perché contro squadre più forti di Philadelphia non saranno ammissibili cali di concentrazione.

Soprattutto, speriamo di svuotare un po' l'infermeria in vista del Divisional. Sarà fondamentale il pieno recupero di Wirfs (non a caso Brady è stato messo a terra più volte, dopo l'uscita di Tristan), e poi auguriamoci di rivedere in campo i RB titolari, Fournette e Jones, nonostante questa sera Bernard e Vaughn abbiano comunque svolto bene il loro compito.

Mettiamo in archivio questa prima vittoria nei playoff, e guardiamo avanti con fiducia, come è giusto che sia da parte dei Campioni uscenti: anche se con tanti problemi e con una squadra strapiena di infortuni, non dimentichiamoci che fino a quando quel signore di mezza età che indossa la maglia #12 sarà in campo, la possibilità di vincere ci sarà sempre.  

venerdì 15 ottobre 2021

Altra W col brivido per i Bucs, espugnata Phila per 28-22

Ancora una W col brivido per Tampa Bay, che nel Thursday Night ha espugnato Philadelphia con il punteggio di 28-22.

Per tre quarti di match i Bucs hanno dominato, giocando in maniera fluida in attacco, macinando yards non solo con i puntuali passaggi di Brady ma anche con le corse di un ottimo Fournette e contenendo bene (primo drive a parte) l'attacco degli Eagles, davvero ben limitato sino al quarto finale.

Poi per Tampa Bay è sceso il buio, l'attacco non ha più trovato primi down, le penalità hanno falcidiato il gioco dei Bucs, e la difesa ha concesso troppo a un avversario arrivato sino al -6, dopo essersi trovato indietro di 21 punti.     

Per fortuna, nel drive finale i Bucs sono riusciti a guadagnare i primi down necessari per portare a zero il cronometro e per tornare in Florida con una preziosa W, che è sembrata a lungo scontata ma che poi è arrivata dopo un bel brivido, perché a quel punto l'inerzia del match era tutta a favore dei padroni di casa.

Purtroppo si è infortunato anche Sherman, e questo non aiuta una squadra già colpita duramente dagli infortuni (oggi mancavano Gronk, David e Winfiled jr., tre pilastri dei rispettivi reparti) ma soprattutto non si possono regalare oltre 100 yards in penalità agli avversari. 

Contro squadre non irresistibili come gli Eagles si possono giocare anche solo tre quarti per vincere la partita, ma contro i prossimi avversari - Chicago e New Orleans - sarà il caso di rimanere concentrati per tutti i 60 minuti, oltre a ridurre drasticamente il numero delle penalità e sperare di recuperare gli infortunati eccellenti, se si vuole continuare a essere protagonisti.   

lunedì 17 settembre 2018

"Fitzmagic" colpisce ancora, sconfitti anche gli Eagles!

Grazie ad un'altra fantastica prestazione del QB Ryan Fitzpatrick, i Bucs superano gli Eagles con il punteggio di 27-21 e, per la prima volta dalla stagione 2010, iniziano il campionato con due vittorie consecutive.

Fitzpatrick sugli scudi, con oltre 400 yards lanciate e con 4 TD pass, ma va sottolineata la prestazione collettiva da parte della squadra, in particolare della difesa, che nonostante i tanti infortuni che nel corso del match hanno privato il reparto di elementi importanti ha resistito fino in fondo contro un attacco temibile come quello dei Campioni in carica.

Peccato per alcuni errori evitabili, come il fumble di Evans o l'xp sbagliato da Catanzaro, senza i quali forse non si sarebbe sofferto fino all'ultimo secondo.

Grande vittoria, davvero entusiasmante. Incredibile vedere i Bucs sul 2-0 dopo due partite così difficili affrontate senza il QB titolare. E adesso, sotto con gli Steelers per il monday night della prossima settimana, sperando che continui ancora a lungo l'effetto "Fitzmagic"...


venerdì 12 agosto 2016

Preseason, esordio con sconfitta per i Bucs


E' iniziata ieri sera a Philadelphia la preseason 2016 per i Tampa Bay Buccaneers; finalmente, dopo tanti mesi, si torna a parlare di football giocato, anche se il primo match dell'anno è terminato con un esito negativo: 17-9 a favore degli Eagles il risultato finale.

L'avvio di questa partita è stato a dir poco complicato per i ragazzi di Dirk Koetter. Nella primissima azione, Kenny Bell ha commesso un fumble sul kickoff return, regalando a Phila un'ottima posizione di campo, il che ha consentito agli Eagles di entrare senza problemi in endzone e di portarsi immediatamente in vantaggio per 7-0.

Nel secondo drive offensivo dei Bucs, è stato invece Jameis Winston a commettere fumble e a consegnare agli avversari la ghiotta occasione (ovviamente sfruttata) di portarsi sul 14-0 con una altro TD su corsa.

Poi, con l'ingresso in campo da parte di Philadelphia del modesto QB Chase Daniel, e con una difesa titolare dei Bucs rimasta in campo per l'intero primo quarto, Tampa Bay si è fatta più spavalda, limitando l'attacco avversario e riuscendo a segnare un bel TD con un passaggio di Winston per il WR Shepard.

E qui, purtroppo, il K rookie Roberto Aguayo ha mandato a schiantarsi sul palo il suo primo XP calciato tra i PRO: un extra point sbagliato, non proprio l'esordio dei sogni per un kicker scelto al secondo giro del draft...

Il match è poi proseguito su un binario di sostanziale equilibrio, con i Bucs sempre a inseguire e mai in grado di riacciuffare gli Eagles. La partita è servita soprattutto per vedere all'opera i rincalzi delle due squadre, con un occhio di riguardo per il QB rookie degli Eagles Carson Wentz, pick n.2 overall al recente draft, ben limitato dalla secondaria dei Bucs (da segnalare il bell'intercetto, quasi sulla goal line, messo a segno dal DB Isaiah Johnson).

Griffin, il terzo QB dei Bucs schierato da Koetter nell'ultimo quarto, ha avuto l'occasione di guidare la squadra alla ricerca del TD del pareggio (anche se poi sarebbe servita una conversione da due punti), ma l'ultimo drive di Tampa Bay si è interrotto con un intercetto, che ha mandato in archivio il primo impegno dei Bucs in questa preseason 2016.

Da segnalare, oltre a qualche bella giocata della difesa, il fatto che per fortuna non ci sono stati infortuni rilevanti, ma anche il primo FG tentato (e messo a segno) da Roberto Aguayo, che dopo il brutto errore in occasione dell'XP sbagliato, ha invece messo tra i pali un tentativo dalle 38 yards. Meno male che almeno questo è andato a buon fine...

Per il secondo match di preseason, sempre in trasferta, Tampa Bay scenderà in campo sabato 20 agosto a Jacksonville contro i Jaguars.

domenica 22 novembre 2015

Prova di forza dei Bucs, espugnata Philadelphia!

Era davvero da tanto tempo che non si assisteva ad una vittoria così netta, con i Bucs padroni del campo per tutti i 60 minuti, autori di una vera e propria di forza in casa degli Eagles.

Certo, Philadelphia sta attraversando un brutto momento, è priva di alcuni giocatori importanti, ma stasera l'impressione è che i Bucs avrebbero vinto anche con Bradford al posto di Sanchez, perché le prestazioni di tutti i giocatori di Lovie Smith sono state di ottimo livello, impreziosite da due partite "mostruose" da parte di un fuoriclasse ritrovato quale Doug Martin e di colui che un fuoriclasse si appresta a diventarlo, e cioè Jameis Winston.

E dire che il match non era iniziato nel migliore dei modi per Tampa Bay, che prima si era vista negare da una discutibile chiamata arbitrale un fumble recuperato da J. Smith,per poi subire nel successivo drive di Phila un TD che sembrava il preludio alla solita, lunghissima, domenica sera...

E invece no, niente di tutto questo. Dopo quel bel primo drive, di Sanchez e soci si sono prese le tracce, ed in cattedra sono saliti i Bucs, trascinati da Martin & Winston. Un incredibile Doug ha corso per qualcosa come quasi 180 yards nel solo primo tempo (record di franchigia), per chiudere con complessive 235 (!) yards. E l'altrettanto incredibile Jameis ha messo a referto 5 TD pass, terzo QB rookie a riuscirci nell'intera storia dell'NFL (!), ed eguagliando un record di franchigia condiviso con DeBerg, Freeman e Brad Johnson.

Se a questo aggiungiamo una prova solida della difesa, abile nel procurare turnovers e a limitare Sanchez (intercettato 3 volte, due delle quali da parte di un sempre più recuperato Lavonte David, che ha segnato anche un TD) e tutto l'attacco degli Eagles, oltre alle ottime prove del rientrante Jackson, del sempre positivo Evans e delle convincenti prestazioni di Brate e Humpries, ecco spiegato in estrema sintesi il 45-17 finale a favore di Tampa Bay

Dopo 10 partite, i Bucs hanno dunque un record di 5-5 e sono tutt'altro che già proiettati al prossimo draft, come era triste abitudine da tanti anni a questa parte. Chiaramente non bisogna esaltarsi troppo per questa bella vittoria ottenuta contro avversari modesti (sebbene nella NFL di oggi il livellamento verso il basso sia evidente, e dunque tutto o quasi sia possibile...) ed è opportuno rimanere con i piedi ben piantati a terra, però l'impressione è che il vento, a Tampa, stia iniziando a soffiare in maniera diversa... e comunque sia, stasera dopo ben 31 partite festeggiamo 2 W consecutive... GO BUCS!

domenica 13 ottobre 2013

Vittoria, questa sconosciuta...

Il QB Mike Glennon
Ormai il copione è sempre il solito, e ogni domenica sembra di assistere sempre alla replica della medesima partita: Tampa Bay Buccaneers che partono benino, il match che sembra essere alla portata dei ragazzi in Red and Pewter, ma poi - di solito dopo l'intervallo, quando i coach delle altre squadre studiano le contromosse e il nostro CS, evidentemente, si fa una bella dormitina... - gli avversari di turno prendono in mano la partita e si portano a casa la W, senza nemmeno faticare troppo.

Che dire del match di questa sera...? Neanche giocando contro una delle peggiori difese NFL e nonostante i Bucs venissero dalla settimana di bye, dunque più riposati rispetto agli avversari e con il doppio di tempo per preparare la partita, siamo riusciti a vincere la prima gara della stagione.

Tra l'altro, agli Eagles mancava il QB titolare, Micheal Vick, anche se il suo sostituto Nick Foles non lo ha fatto ripiangere, giocando una partita decisamente buona senza commettere errori, e trovando persino un paio di TD in profondità complice anche alcune belle dormite da parte della nostra secondaria.

Peccato, perché stasera - come detto - nella prima parte del match sembravano dei Buccaneers diversi dal solito, tosti in difesa e insolitamente fantasiosi in attacco, con una varietà nelle chiamate offensive a cui non eravamo più abituati. E con un Mike Glennon preciso nel trovare l'ottimo Vincent Jackson e il sorprendente Timothy Wright (7 ricezioni per 91 yards, alla fine, per l'ex WR di Rutgers convertito a TE). Poi, proprio ad inizio del secondo tempo, ecco arrivare l'intercetto di Glennon e Bucs che, da lì in avanti, vanno in confusione e non riescono più a riprendere il controllo del match.

Nei prossimi giorni torneremo nel dettaglio a parlare di questo incontro e di quello che attende i Bucs tra sette giorni, la proibitiva trasferta ad Atlanta. Ma adesso, di soffermarmi sulla decima sconfitta di Tampa Bay rimediata nelle ultime undici partite non ho proprio la minima voglia. Anche perchè scriverei sempre le stesse cose, e francamente inizierei un po' a essere stanco di commentare sempre la medesima partita; cambiano i nomi degli avversari, ma le cose hanno un epilogo sempre uguale...

...con la "W" che va a finire - sempre e comunque - alla squadra avversaria, mentre ai Bucs resta solo da lamentarsi per le occasioni sprecate e per i tanti errori banali (oggi siamo tornati a commettere un holding dopo l'altro, vanificando anche alcune belle giocate) che alla fine fanno la differenza tra vittoria e sconfitta.

Zero-cinque, dunque, e come detto domenica prossima saremo a zero-sei. Atlanta sta attraversando un brutto periodo, è vero, ma questi Bucs non hanno alcuna possibilità di vincere in casa dei Falcons, se non cambiano (radicalmente) approccio e mentalità. Anche stasera ho visto una squadra troppo molle e senza quella cattiveria e quella sana "belvaggine" senza la quale perdi sempre e comunque, contro qualsiasi avversario. E sconfitta dopo sconfitta, bisognerà che la Proprietà prenda atto che forse anche sulla sideline c'è qualcosa che non funziona;  io, dopo dieci sconfitte nelle ultime undici partite, al posto dei Glazer inizierei a farmi qualche domanda (anzi, me la sarei già fatta, e anche da un bel po'...).

sabato 12 ottobre 2013

Bucs-Eagles, match chiave per Tampa Bay

Il QB Mike Glennon
La partita di domani contro gli Eagles, ammesso che si giochi (pare di sì: nelle prossime ore dovrebbe arrivare l'OK definitivo da parte delle autorità sanitarie circa il fatto che le squadre possano scendere regolarmente in campo, nonostante l'epidemia di MRSA che negli ultimi giorni ha portato il caos nello spogliatoio di Tampa Bay), credo possa considerarsi una partita-chiave per quel che riguarda la stagione attuale (e forse non solo...) dei Tampa Bay Buccaneers.

Il motivo di tanta importanza? In fondo i Bucs sono sullo 0-4, il campionato 2013 ormai è da ritenersi andato, e dunque - in teoria- il match con Philadelphia non dovrebbe avere poi tutto questo rilievo...

Cerco allora di evidenziare i tanti motivi di interesse che, a mio avviso, rendono quello contro Philadelphia un match tutto da vedere...

Reazione della squadra: I Bucs stanno attraversando uno dei momenti più neri della loro storia; non bastassero i pessimi risultati sportivi e la partenza 0-4, che in pratica taglia fuori Tampa Bay dai sogni di playoff dopo solo un quarto di stagione, è da quasi un mese che One Buc Place è al centro della cronaca, non proprio "sportiva".

Prima la "Freeman saga", con la vicenda relativa all'ex QB #5 gestita davvero in maniera maldestra (per non dire di peggio) da HC e Società, poi l'epidemia di MRSA, con i recenti casi che hanno colpito Nicks e Banks, dopo che già in preseason lo stesso Nicks e il kicker Tynes erano stati messi KO da questo pericoloso batterio, molto "violento" e particolarmente resistente agli antibiotici. Senza dimenticare problematiche minori, dalla mononucleosi di Gabe Carimi al discutibile utilizzo di alcuni dei fuoriclasse che abbiamo in squadra - dal RB Martin al CB Revis - gestiti fino ad ora (e non solo a mio avviso) non nel modo migliore da parte del Coaching Staff...

Bene, anzi malissimo. Peggio di così la situazione non potrebbe essere. E allora ecco che la partita con gli Eagles diventa importante proprio per vedere se e in che modo la squadra sarà in grado di reagire a tutta questa serie infinita di "negatività", ed in quale maniera "aggredirà" la partita. Sarà interessante vedere se i "superstiti" in maglia Red and Pewter cercheranno di "sbranare" l'avversario - il che potrebbe far pensare che coach Schiano abbia ancora in mano la squadra - oppure se i nostri amati Bucanieri saranno la solita squadretta molle e rinunciataria, che si lascerà calpestare da Vick e soci senza opporre particolare resistenza e - così facendo - implicitamente scaricando il Capo Allenatore...

Al di là che contro Philadelphia arrivi la prima "W" stagionale o la quinta "L" dall'inizio del campionato, mi interessa vedere l'atteggiamento della squadra, in un momento di eccezionale difficoltà e tensione. In una situazione analoga, nel 2011, Raheem Morris non riuscì a mantenere la squadra compatta e affondò miseramente, benché peraltro due anni fa i problemi in casa Bucs fossero per lo più relativi alla sfera tecnica, mentre oggi le difficoltà abbondano non solo in questo ambito. Ad ogni modo, a partire da quello di domani ogni match contribuirà in modo determinante a fare chiarezza sulla conduzione tecnica dei Bucs anche in prospettiva futura.

In estrema sintesi: la squadra è ancora con Schiano o lo ha già scaricato? Volendo ridurre il tutto a una sola, quanto decisiva, domanda...

Emergenza MRSA: mancava solo l'epidemia di MRSA, in casa Bucs, non fossero stati sufficienti i mille problemi che da inizio stagione hanno trasformato in un incubo quello che doveva essere un campionato vissuto da protagonisti... l'emergenza MRSA ha messo fuori uso in questi ultimi giorni due giocatori chiave di Tampa Bay: Carl Nicks e Johnthan Banks erano uomini di punta dei rispettivi reparti e adesso linea offensiva e secondaria dovranno fare gli straordinari per sopperire a queste importanti assenze. Riuscirà lo staff tecnico - per una volta! - a sorprenderci in maniera positiva trovando le giuste contromosse, e a rendere comunque la vita difficile agli Eagles nonostante gli inattesi KO dell'ultim'ora? Tra qualche ore avremo la risposta anche a questa domanda...

Glennon e il "dopo Freeman": Il rookie Mike Glennon ha debuttato contro Arizona, poi ha avuto la possibilità di usufruire della settimana di "bye" per analizzare e cercare di risolvere gli errori più evidenti del suo esordio. Il coaching staff, dall'allenatore dei QB all'OC, passando soprattutto per Greg Schiano, non ha mancato occasione per rimarcare come Freeman dovesse essere sostituito per manifesta incapacità, convinti che Glennon sia la risposta ai problemi dell'attacco, sin qui improduttivo e incapace di mettere punti sul tabellone.

Personalmente la penso in maniera abbastanza diversa, ma questo non conta nulla. Quello che importa è che adesso una pressione enorme è stata messa sulle spalle (non proprio robustissime, da tutti i punti di vista) di Mike Glennon. Riuscirà il rookie da NC State a invertire la rotta della sin qui fallimentare stagione di Tampa Bay? Il CS, come detto, ne è del tutto convinto. Che dire, speriamo che gli allenatori di Tampa Bay abbiano visto giusto, intanto già dopo il match di domani ne sapremo di più su questo ragazzo, che nella gara di esordio contro Arizona aveva iniziato benino per perdersi nel finale di partita, anche a causa di chiamate non particolarmente felici da parte dell'Offensive Coordinator (ad esempio tenersi lontano dal CB Patrick Peterson, fuoriclasse dei Cardinals, forse non sarebbe stata un cattivissima idea, vero Sullivan...?!).

RJS e atteggiamento dei tifosi: Domani (clamoroso al RJS!) lo stadio sarà "sold out". Molti saranno i tifosi degli Eagles, ma saranno in tanti anche i supporters di Tampa Bay. Evidentemente è stato decisivo il richiamo di un avversario storico come Philadelphia, a cui sono legati i ricordi di alcune delle vittorie più entusiasmanti dei Bucs, come la prima W nei playoff nel 1979, e soprattutto l'indimenticabile finale di Conference della stagione 2002, forse il match più intenso in 40 anni di "Storia Bucaniera", Super Bowl a parte.

Ebbene, proprio per la presenza (una volta tanto!) di una rilevante cornice di pubblico, sarà interessante vedere l'atteggiamento dei tifosi, se ci sarà un supporto importante alla squadra, se al primo errore arriveranno i fischi, se dopo l'intervallo metà stadio (quello che tiferà peri Bucs) avrà già abbandonato gli spalti qualora le cose si dovessero mettere nel modo peggiore...

Poiché leggendo i forum e i giornali d'oltreoceano la tifoseria mi pare abbastanza divisa dopo quella che è passata alla storia come "Freeman saga", sono curioso di vedere come reagiranno i nostri "fratelli di tifo" che domani saranno al RJS, se prevarranno fischi e "buuuu" per il "sergente dei marines" che abbiamo sulla sideline o se invece, visto che non c'è più Freeman (che per molti tifosi, e la cosa mi ha abbastanza sorpreso, era la causa principale dei mali dei Bucs) adesso che il #5 non c'è più va bene tutto, anche eventualmente la decima sconfitta nelle ultime undici partite...

In  conclusione... : Bucs-Eagles non sarà mai una partita banale, e anche quando è ininfluente per la classifica, un motivo per entusiasmare questa partita lo offre (quasi) sempre.. come dimenticare, ad esempio, il FG messo a segno dalle 62 yards da Matt Bryant, che nel 2006 regalò ai Bucs una incredibile W, in una stagione peraltro in cui la vittoria contro Phila fu l'unica soddisfazione che la squadra regalò a noi tifosi...

Dunque, tutti davanti al gamepass domani sera, sperando non solo che arrivi la prima vittoria, ma anche per capire se la direzione intrapresa da Società e CS possa portare la squadra fuori dalle sabbie mobili o se invece questa squadra, e questa guida tecnica, possono condurre i nostri amati Bucanieri solamente al più desolante dei naufragi...

KELLEN WINSLOW: - Ma prima di chiudere, non poteva mancare una breve nota su Kellen Winslow: l'attuale TE dei Jets, nostra vecchia conoscenza, è stato squalificato dalla NFL per 4 partite per avere assunto sostanze proibite. Ma che sorpresa, chi se lo sarebbe mai aspettato...?! Beh, per una volta Schiano ci aveva visto giusto, a scaricare questo giocatore tanto bravo sul campo di gioco quanto inaffidabile e deludente una volta tolti casco e paraspalle...

lunedì 10 dicembre 2012

Il modo peggiore per onorare i Campioni di ieri

Il WR Vincent Jackson in azione
Mi riesce difficile tornare a parlare del match di ieri, o quantomeno farlo senza ricorrere a insulti e turpiloquio, sebbene ormai "a mente fredda" si dovrebbe essere più lucidi e l'arrabbiatura essere ormai passata del tutto.

E invece no, proprio per niente. Perché - al di  là della sconfitta - è il modo in cui ieri i Tampa Bay Buccaneers sono scesi in campo ed hanno giocato per buona parte dell'incontro a non essere in alcuna maniera nè scusabile nè ammissibile.

L'impressione che ho avuto è che l'approccio alla partita sia stato del tutto sbagliato. i Bucs sono entrati in campo deconcentrati, sicuri di fare a pezzi un avversario che un po' tutti descrivevano come un team ormai allo sbando, reduce da otto sconfitte consecutive, e che si sarebbe consegnato senza troppi problemi a Freeman e soci.

Ma nella NFL di oggi, senza la "belvaggine", ossia quella sana cattiveria che potremmo anche chiamare "killer instinct" non si vince mai, contro nessuno. E si rimediano invece figure ridicole come quella di ieri, in cui siamo riusciti a scrivere una ulteriore "pagina della vergogna", come se nella storia dei Bucs non ce ne fossero già sin troppe di sconfitte brucianti e umilianti.

Chi salvare, ieri? Nessuno, a partire dallo staff tecnico. Se quella (non) vista ieri è la carica che Schiano riesce a infondere ai giocatori, beh...auguri! Al di là poi di errori gravissimi proprio dal  punto di vista della gestione della partita, come quello di non lanciare nel terzo down cruciale del match, preferendo la corsa di Martin solo per far sprecare a Phila l'ultimo timeout; "mezzucci" simili forse funzionavano nel football degli anni ottanta, non certo in quello di oggi.  Soprattutto, con la difesa che ci ritroviamo e con una secondaria che concederebbe 400 yards a qualsiasi QB avversario, che senso può avere quello di giocare un terzo e otto solo allo scopo di... riconsegnare la palla agli avversari?!

E poi, le imbarazzanti prestazioni di attacco, difesa e special team (come si fa a calciare un punt in quel modo, nel momento più importante della partita...).

Da un lato, in attacco, abbiamo giocato solo per un quarto. Un po' pochino, dato che mi risulta che le partite siano articolate su ben quattro, di quarti....  e in quanto alla difesa, ci siamo fatti massacrare nientemeno che da Nick Foles (chi?), che nell'ultimo quarto ha irriso la nostra secondaria, incapace persino di tenere in mano i palloni che Foles gli tirava in mano (vero, Gorrer?). Abbiamo concesso anche a Foles di banchettare ai danni delle nostre secondarie, facendogli lanciare per quasi 400 yards e 2 TD... roba da matti!

Ecco, sia poi chiaro che la prestazione offerta da chi ieri è sceso in campo non merita alcuna scusa: non voglio sentire parlare di infortuni o chiamate arbitrali dubbie.... tutte le squadre a questo punto della stagione hanno perso giocatori importanti e di errori degli arbitri ieri non se ne è vista l'ombra; purtroppo, siamo stati noi a commettere penalità assurde, tipo rimanere in campo in 12 o farci fischiare un'holding dietro l'altro.....

Spiace, infine, dover constatare come da ormai un mese si debbano registrare passi indietro giganteschi, da parte della squadra. Dove è finito l'attacco che funzionava alla perfezione? L'abbiamo lasciato in California, all'Oakland Coliseum? In quanto alla difesa, ormai è inutile avere un muro insuperabile contro le corse, se tanto poi anche l'ultimo arrivato, il Foles di turno, può lanciare contro i nostri DB con la disinvoltura di un Dan Marino o di un Brett Favre.

Tutto questo, nel giorno in cui sono tornati a Tampa i Campionissimi del 2002, e l'inevitabile paragone tra i giganti di ieri e le mezze cartucce di oggi, è davvero triste e impietoso.

Chiudo proprio con una carrellata  delle foto più belle degli "eroi" del 2002, un modo come un altro per cercare di allontanare il ricordo del match con gli Eagles, davvero una delle partite più allucinanti mai viste in tanti anni di football...

Cominciamo da sabato sera: il team del 2002 si ritrova a One Buc Place: Jon Gruden "chiama" il brindisi...

...e come sempre, c'è il grande John Lynch nel cuore dell'huddle: one, two, three BUCS!

Foto di gruppo, dieci anni dopo, dei "reduci" del 2002

Forse, i due più grandi di tutti e di sempre: Derrick Brooks e Warren Sapp!

Brad Johnson, Simeon Rice, Keyshawm Johnson...  eh (sospirone...) che tempi!

Probabilmente la scena più bella dell'intero pomeriggio: Jon Gruden e Keyshawn Johnson, all'epoca spesso protagonisti di litigi furiosi e feroci, si abbracciano sul prato del Raymond James Stadium!

L'Head Coach dei Tampa Bay Buccaneers corre stringendo tra le mani il Vince Lombardi Trophy... quando i Bucs erano Leggenda!

domenica 9 dicembre 2012

Partita orribile dei Bucs, sconfitta meritata

Gerald McCoy, 2 sack per il DT #93 
A un certo punto sembrava che i Bucs ce l'avessero fatta, a vincere una partita giocata orribilmente e che invece pareva vinta, anche se più grazie agli errori di Phila, che aveva sbagliato  due FG e che aveva di fatto regalato ai Bucs il primo TD a inizio terzo quarto, che non per propri meriti.

E invece, giustamente, alla fine ha vinto Philadelphia.

La voglia di commentare questa partita è davvero poca, perché ci sono stati così tante errori, giocate sbagliate, penalità stupide, mancanza di concentrazione, che viene voglia di fare qualsiasi altra cosa, piuttosto che parlare di Bucs-Eagles.

Se una squadra perde (ribadisco: meritatamente) contro questi Eagles così malridotti, allora c'è qualcosa che non va, e anche di piuttosto grave. Capisco le assenze importanti, da Nicks e Joseph in giù, però anche gli Eagles erano privi dei loro giocatori migliori e nonostante questo ci siamo fatti superare in maniera più netta di quanto non dica il risultato.

Se infatti ad inizio del terzo quarto Phila non ci avesse di fatto regalato il TD del 7-10, probabilmente non saremmo mai nemmeno rientrati in partita. Del resto, dopo un primo tempo giocato in maniera vergognosa, solo gli avversari potevano rimetterci in carreggiata... e in effetti, a un certo punto sembrava quasi fatta, ma nel football bisogna giocare 60 minuti per vincere le partite, non basta giocare a discreti livelli per un quarto, e dormire nei rimanenti tre periodi.

Se non altro, potremo smettere in maniera definitiva di parlare di ipotesi playoff, e magari sarà il caso di interrogarsi sul perché questa squadra abbia smesso ormai da un mese di giocare a football... e perché ci siano lunghissime amnesie di "non gioco", con interi quarti in cui la squadra non è in grado di guadagnare neanche una yarda, come è accaduto ad esempio stasera nei primi trenta minuti di partita.

Davvero una figuraccia di cui vergognarsi, per di più davanti a quegli immensi Campioni del Super Bowl di dieci anni fa...

giovedì 6 dicembre 2012

Bucs-Eagles, con gli “eroi” del Super Bowl n.37

19 gennaio 2003, Ronde Barber ha appena   
intercettato McNabb e corre verso l'endzone!
Di partite "memorabili" disputate contro gli Eagles ce ne sono state davvero parecchie, nei quasi quarant'anni di storia della nostra squadra... ad esempio, partendo dal lontano 1979: proprio contro Philadelphia arrivò infatti la prima vittoria nei playoff per Tampa Bay, dopo soli quattro anni dall'ingresso in NFL dei Bucs.

Venendo invece a tempi molto recenti, in tanti di noi ricorderanno quella incredibile partita vinta nel 2006 grazie al calcio dalle 62 yards (!!) infilato tra i pali da Matt Bryant, oggi K degli Atlanta Falcons; partita da ricordare anche perché Ronde Barber non solo intercettò per ben due volte il QB di Philadelphia, Donovan McNabb, ma riportò entrambi gli intercetti in endzone, segnando i due TD che si rivelarono essenziali per consentire poi a Bryant di andare a calciare il FG della vittoria.

Ma "LA" partita tra Bucs e Eagles non può che essere la finale di conference disputata al Veterans Stadium il 19 gennaio 2003. La squadra che avesse vinto quel match, avrebbe ottenuto il biglietto di accesso per giocarsi il Super Bowl n.37 a San Diego, e a credere che i Bucs sarebbero stati capaci di espugnare un campo ostico come quello degli Eagles, in una gelida notte invernale, erano davvero in pochi...

Chi ha visto quella partita, non può non ricordarsi alcuni "highlights" che sono entrati per sempre nella storia dei Buccaneers. La ricezione sul profondissimo per il WR Joe Jurevicius, ad esempio, per 71 yards di guadagno, che spianò la strada al TD del pareggio di Mike Alstott e che diede il via alla riscossa dei Bucs dopo una prima parte di match a favore di Phila, e poi - a tre minuti dalla fine - l'intercetto di Barber ai danni di McNabb riportato in endzone per 92 yards, giocata decisiva che bloccò in un drammatico finale il tentativo di rimonta da parte degli Eagles e che permise a Tampa Bay di andare a giocarsi (e a vincere) il Super Bowl n.37 contro gli Oakland Raiders.

Ebbene, in occasione della partita di domenica prossima proprio contro gli Eagles, saranno presenti al RJS, per celebrare i dieci anni da quel magico trionfo, tantissimi dei protagonisti che nel 2002 issarono Tampa sul tetto del mondo.

Saranno presenti il Capo Allenatore, Jon Gruden, e il DC che costruì quella insuperabile difesa, Monte Kiffin, così come quasi tutti i giocatori, dai titolari alle riserve, che erano a roster in quella fredda notte del gennaio 2002 in cui Philadelphia venne espugnata. Un giocatore importante che sembrava non sarebbe stato presente e che invece parteciperà alla festa del RJS è il WR Keyshawn Johnson, fuoriclasse talentuoso quanto testa caldissima, di cui si ricordano tanto i furiosi litigi proprio con coach Gruden, quanto le acrobatiche ricezioni effettuate sul campo di gioco.

Nel corso dell'intervallo di TB-PHI sarà dunque reso il doveroso tributo a quel gruppo di indimenticabili Campioni, da Derrick Brooks a Mike Alstott, da Warren Sapp a John Lynch, compreso l'unico che ancora gioca, Ronde Barber, e che è stato grande protagonista delle sfide del passato con gli Eagles. Tutte queste "leggende" saranno presenti al RJS per rievocare i bei tempi andati, sperando che presto si possano tornare a vivere simili, splendide, emozioni.

Ecco, se non si riempie il RJS e non si registra un bel "tutto esaurito" nemmeno questa volta, in un'occasione specialissima come quella del ritorno a Tampa degli "eroi" del Super Bowl n.37... beh, allora portiamoli davvero a Londra in pianta stabile, i Bucs, almeno sarà più comodo per chi li ama davvero poterseli andare a vedere dal vivo any given sunday (o quasi...) senza dover attraversare l'oceano!  

mercoledì 5 dicembre 2012

Eagles in difficoltà, ma guai a sottovalutarli

Michael Vick contro i Bucs, in maglia Falcons
Domenica prossima arriveranno al RJS i Philadelphia Eagles, squadra che sta attraversando un periodo difficile, e che ha ormai raggiunto quota 8 alla voce sconfitte consecutive.

Quello che l'anno scorso si era presentato al via del campionato come "dream team" - senza peraltro ottenere nemmeno l'accesso ai plyoff - e che anche in questo 2012 coltivava ambizioni di un certo rilievo (prontamente riposte nel cassetto) appare oggi come una squadra in stato confusionale, avendo accantonato quello che doveva essere il suo giocatore più rappresentativo (Vick) e con un coaching staff che sembra ormai in disarmo.

E quindi sarà una passeggiata, per i Bucs? No, non credo.

Non penso che sarà così facile conquistare la W perché comunque non mancano a Phila i giocatori di talento, quelli in grado di azzeccare la partita giusta, e poi Tampa sta attraversando un periodo di forma opaco senza più lo smalto di fine ottobre/inizio novembre. Senza dimenticare la situazione di crisi ormai cronica in cui versa la nostra secondaria, che anche se non dovrà fronteggiare un "califfo" alla Peyton Manning avrà senz'altro i soliti problemi a limitare il gioco aereo degli avversari.

E poi non vorrei che a questo punto della stagione, tramontata quasi del tutto l'ipotesi playoff, i giocatori mollassero un po' la presa; e senza la giusta grinta e la sana cattiveria, non si vince mai contro nessuno, nell'NFL, come ben insegnano gli inguardabili Bucs dell'anno scorso.

Toccherà dunque a coach Schiano motivare la truppa e far capire ai giocatori che, al di là del raggiungimento dei playoff, ottenere di un record vincente – e domenica con una W ci riporteremmo su un lusinghiero 7-6 – è un risultato importante, ed ogni vittoria aggiunge fiducia nei propri mezzi e serve a rafforzare la convinzione che nel 2013 si andranno a raccogliere i frutti (cioè, si giocherà anche a gennaio!) di quanto seminato nel corso di questo 2012.

Quindi, niente cali di concentrazione - speriamo... - e auguriamoci di vedere in campo non dico i Bucs scintillanti e pressoché perfetti di Minneapolis ma nemmeno quelli con poche idee (e quelle poche, confuse) delle ultime due/tre partite.

A livello di roster, da segnalare che il CB Anthony Gaitor dovrebbe ritornare a far parte dei 53 giocatori che coach Schiano avrà a disposizione per domenica. Non si tratterebbe certo di un innesto in grado di spostare gli equilibri, ma considerata la situazione in cui versa il settore dei CB, ben venga anche il contributo che sarà in grado di portare un rincalzo come Anthony Gaitor!