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domenica 22 settembre 2024

Pesante KO per i Bucs, Denver passa a Tampa per 26-7

Pesante sconfitta casalinga per i Bucs, superati al Raymond James Stadium dai Denver Broncos con il netto punteggio di 26-7.

Non c'è mai stata partita a Tampa, con i Broncos sempre avanti nel punteggio e con i Bucs in una continua quanto affannosa ed improduttiva rincorsa degli avversari.

Le pesanti assenze hanno sicuramente influito sul risultato, in difesa mancavano tre elementi chiave quali Vea, Winfield e Kancey, ma ciò non toglie che contro i non irresistibili Broncos si sarebbe comunque dovuto fare molto di più.

E invece i Buccaneers hanno giocato proprio male; male in attacco, dove Mayfield ha fatto molta fatica a trovare i suoi bersagli, anche perché la linea ha replicato la brutta prestazione di sette giorni fa a Detroit, naufragando di continuo e non riuscendo a proteggere Baker in maniera adeguata, e male in difesa, consentendo ai Broncos di chiudere giocate chiave senza mai mettere una sola volta pressione sul QB rookie Nix.

C'è ben poco da aggiungere, la sconfitta è stata così netta che non c'è proprio nulla da recriminare. 

Giocando così si perde, e si perde male, contro qualsiasi avversario. Ora speriamo che si svuoti un po' l'infermeria, perché domenica prossima arriveranno a Tampa gli Eagles, reduci dall'avere espugnato New Orleans, e Philadelphia è squadra di ben altro livello rispetto a Denver. Se la prestazione dei Bucs dovesse essere la stessa di oggi, ci attenderà un'altra lunga, lunghissima domenica...

lunedì 28 settembre 2020

A Denver prestazione poco brillante ma comunque vincente

I Bucs espugnano Denver imponendosi con il punteggio di 28-10, al termine di una partita sempre condotta da Brady e soci e portata fino in fondo senza grandi affanni.

E' stato un match non particolarmente brillante quello disputato dai Bucs, soprattutto da un punto di vista offensivo, e per Tampa Bay si è ripetuto quanto visto, in attacco, nelle precedenti gare: un buon inizio, con un attacco fluido in grado di chiudere primi down e di mettere punti sul tabellone, ed una seconda parte di match più opaca e decisamente meno brillante, in cui anche la O-line ha fatto fatica a difendere il proprio QB e con le corse sempre poco produttive. 

Ad ogni modo, se l'attacco ha mostrato luci e ombre, ottima è stata invece la prestazione del reparto difensivo. Occorre riconoscere che a Denver mancavano giocatori importanti, a partire dal QB titolare, ma la "D" dei Bucs è stata davvero la protagonista del match. 

Sack, intercetti, solo 10 i punti concessi agli avversari. Con una difesa in grado di tenere a questi livelli, l'attacco può anche concedersi lunghe pause, come accaduto contro i Broncos, senza mai mettere in discussione il risultato finale.

Si è rivisto Gronkowski, cercato a più riprese da Brady con discreti risultati, mentre è uscito per infortunio il WR Chris Godwin; speriamo non sia nulla di serio, perché a livello di WR la profondità nel reparto è minima e tolti Evans e Godwin ci sono solo comprimari.

Vittoria importante perché vincere a Denver non è mai facile e perché il record diventa positivo, e un 2-1 fa comunque morale. Chiaramente però il livello dei Bucs deve crescere, e anche di parecchio, perché contro avversari più impegnativi degli attuali modesti Broncos, difficilmente si potrà vincere con un filo di gas in attacco lasciando alla difesa tutto il peso di condurre in porto il match.

lunedì 3 ottobre 2016

Anche con Denver non c'è storia, altro KO per i Bucs

Contro i Campioni in carica dei Denver Broncos si sperava di assistere ad un match combattuto ed equilibrato, e invece i Bucs sono rimasti in partita per poco più di un quarto.

Il grande protagonista della partita è stato l'ex di turno, il CB Aqib Talib, che ha intercettato per ben due volte Winston, ed i cui palloni recuperati sono stati trasformati in altrettanti TD dai suoi compagni dell'attacco.

Per buona parte del match i Broncos hanno dovuto rinunciare al loro QB starter, messo KO da un sack di McDonald, ed ha fatto il suo esordio in NFL il QB rookie Paxton Lynch.

Purtroppo la difesa dei Bucs, peraltro decimata da infortuni che hanno messo KO Gerald McCoy e Noah Spence, non è mai riuscita a limitare Lynch, che con la freddezza di un veterano ha guidato la sua squadra ad una tranquilla vittoria.

Anche ieri al RJS si è ripetuta la lunga pausa di oltre un'ora a causa di una tempesta tropicale che si è abbattuta sullo stadio, ma al momento dell'interruzione la partita era ormai decisa, con i Broncos che avevano ampiamente preso il largo.

Oltre all'opaca prestazione di Winston, da segnalare una linea offensiva in netta difficoltà, cosa prevedibile contro la fortissima difesa dei Broncos, che ha anche limitato in maniera netta i guadagni sui tentativi di corsa di Sims e Rodgers.

In quanto alla difesa dei Bucs, si sono visti i soliti limiti della secondaria mentre la linea, che aveva iniziato bene mettendo spesso sotto pressione Siemian, una volta decimata dagli infortuni ha consentito a Lynch di giocare in estrema scioltezza, dando al QB rookie di Denver tutto il tempo necessario per selezionare il ricevitore più libero.

Per concludere, altra brutta prestazione dei Bucs che va in archivio, e più si va avanti nella stagione - ormai si è già disputato un quarto di campionato - più i Bucs sembrano lontani parenti del brillante team che esordì ad Atlanta con un bella vittoria.

Vediamo adesso cosa accadrà lunedì prossimo nel quasi proibitivo - almeno sulla carta - monday night in trasferta contro i Panthers, altro team in netta difficoltà che ieri è stato travolto proprio dai Falcons.

lunedì 3 dicembre 2012

I Bucs durano solo un tempo

Clark esulta dopo aver realizzato il TD del 10-7
Vincono i Broncos 31-23, in maniera più netta di quanto non dica il risultato finale e nonostante il primo tempo fosse terminato con un illusorio 10-7 a favore di Tampa Bay.

Un terzo quarto giocato malissimo sia in attacco che in difesa e concluso con un parziale di 21-0 per Manning e soci ha in pratica chiuso la partita, e i punti messi sul tabellone dai Bucs nel finale di match servono solo a rendere meno pesante la sconfitta.

Nel finale, poi, si è rivista l'inutile sceneggiata già andata in scena a Dallas e a New York, con il QB avversario che si inginocchia per far scorrere i secondi che mancano alla fine della partita, e la  nostra DL che attacca a testa bassa, ovviamente con il solo risultato di scatenare una mezza rissa... mah!

Torniamo alla partita: il primo tempo, tutto sommato, aveva fatto sperare nell'impresa, perché pur non giocando benissimo i Bucs erano comunque riusciti a limitare Manning e a costruire un paio di drive sufficienti per chiudere la prima parte del match sul +3. Purtroppo, a campioni del calibro di Peyton non occorre giocare l'intera partita ad alti livelli: al QB dei Broncos è bastato il terzo periodo per guidare i suoi alla W. E ad aiutare Manning, non è mancato il contributo da parte della nostra secondaria, che ha commesso errori gravi e penalità ancora più sanguinose, che hanno agevolato - come se ce ne fosse stato bisogno... - il lavoro dell'attacco dei Broncos.

L'attacco dei Bucs, invece, nella parte decisiva del secondo tempo è rimasto nello spogliatoio. Martin non ha più guadagnato yards, Freeman ha lanciato male senza trovare i suoi ricevitori, anche perché messo sotto un'enorme pressione dalla difesa avversaria, e l'intercetto riportato in endzone da Von Miller ha in pratica chiuso il match. Nell'ultimo quarto i Bronocs si sono preoccupati più che altro di far scorrere il tempo, e i punti segnati dai Bucs sono serviti solo a migliorare le statistiche, non a rimettere in discussione un match che nel secondo tempo non ha avuto storia.

Chiaramente la sconfitta di Denver era nei pronostici, rimane il fatto che Tampa Bay sta attraversando una fase calante, dopo i ripetuti e brillanti exploit di metà campionato. Nelle ultime tre partite sono arrivate due sconfitte e la rocambolesca vittoria contro i Panthers. Considerato che ieri i Seahawks hanno espugnato Chicago, se i Bucs volessero coltivare qualche sogno di postseason occorrerebbe in pratica vincerle tutte da qui in avanti, e forse non basterebbe neanche, visto che il calendario di Seattle è decisamente molto agevole.

Tra le poche note liete, da segnalare il primo intercetto in carriera del rookie Lavonte David, per di più ai danni di un mostro sacro come Peyton Manning, e due FG messi a segno da Barth  da oltre le 50 yards, che hanno permesso ai Bucs di limitare i danni e comunque di rimanere in scia dei Broncos sino alla fine.

Adesso, inizia l'ultimo quarto di stagione: il record di 6-6 lascia aperta ogni possibilità, con ancora quattro incontri da disputare. Certo è che per coltivare sogni di gloria non saranno più possibili passi falsi, e i Buccaneers di questo scorcio di stagione, decisamente meno brillanti rispetto a quelli ammirati un mese fa, non lasciano grandi speranze. Già sarà difficile superare Philadelphia e St. Louis in casa, ma per tenere vive  le residue aspirazioni di playoff dovremmo probabilmente andare a espugnare sia New Orleans che Atlanta, oltre a sperare in improbabili passi falsi di Seattle... mission impossible, temo.  

sabato 1 dicembre 2012

A Denver per la partita che vale (quasi) la stagione

Il WR Courtney Hawkins, protagonista il 26/12/1993
dell'ultima W dei Bucs a Denver con 8 rec. e 105 yds
La difficile trasferta di Denver è una partita molto importante, forse non proprio decisiva ma che - se terminasse in un certo modo... - potrebbe aprire scenari davvero interessanti per il rush finale, ossia l'ultimo quarto di stagione.

E' eresia parlare di playoff? Dunque, è chiaro che in base a quello che potremmo definire "il pessimismo della ragione" i Bucs non ce la faranno a raggiungere l'ambizioso traguardo e che al massimo potranno ambire a terminare la stagione con un record non perdente di 8-8...  ecco, chiarito questo, non vedo però in giro una concorrenza così incredibile e insuperabile, per arrivare sesti e arpionare l'ultimo posto nella NFC in grado di consentire l'approdo alla postseason.

Come è noto, le quattro vincitrici di division sono quasi definite: SF, CHI, NYG e ATL possono già lavorare pensando al mese di gennaio, così come Green Bay ha un organico, e soprattutto un QB, che fanno pensare che il quinto posto della NFC andrà a finire in Wisconsin.

Rimane così l'ultimo posto, e a giocarselo, insieme ai Bucs, saranno i Seahawks (che non mi sembrano una corazzata...), i Saints (a proposito: dobbiamo ringraziare Atlanta, che avendo battuto giovedì NO ci ha fatto proprio un bel favore), i Vikings in fase calante, e le incostanti Dallas e Washington, due compagini dal buon potenziale ma che spesso un modo per perdere le partite riescono comunque a trovarlo...

Perché la partita di Denver potrebbe essere decisiva, per definire quello che sarà l'esito della stagione dei Tampa Bay Buccaneers?

Perché il calendario prevede da qui alla fine due gare abbordabili in casa (STL e PHI) e due ostiche in trasferta (NO e ATL), sebbene i Saints potrebbero già essere fuori dai giochi mentre Atlanta non credo darà il 101% nè rischierà i propri titolari nell'ultima gara prima dei playoff. E se - come da pronostico - in queste ultime quattro partite riusciremo ad ottenere un fattibile record di 2-2, saremmo in una ipotetica situazione di 8-7.

E quindi è ovvio che l'esito del match di Denver potrebbe fare tutta la differenza del mondo, visto che un 9-7 potrebbe farci riassaporare il dolce sapore dei playoff, mentre con un comunque dignitoso 8-8 potremmo accomodarci comodamente davanti alla TV, nel weekend dei wild card games.

Insomma, vincendo a Denver i Bucs lancerebbero un segnale forte alla concorrenza e avanzerebbero in maniera seria la propria candidatura a quello che a inizio stagione sembrava un sogno del tutto inconcepibile.

Ecco, per realizzare l'impresa rimane però un problemino non proprio marginale, da risolvere: come potrà la nostra devastatissima secondaria (la peggiore dell'intera NFL) fermare o quantomeno limitare uno dei migliori QB dell'intera storia NFL? Insomma, sapere che buona parte delle nostre possibilità di giocare a gennaio è affidata a E.J. Biggers, LeQuan Lewis e Leonard Johnson, beh... non lascia proprio moltissime speranze, volendo usare un eufemismo!

Ad ogni modo, chissà se riusciremo a "rinfrescare" un po' cifre e statistiche: la prima (e ultima) W dei Bucs in Colorado risale addirittura al 1993, quasi vent'anni fa, quando sbancammo Denver grazie soprattutto alle 8 ricezioni per 105 yards e 1 TD da parte del WR Courtney Hawkins. Ecco, se domenica prossima cifre analoghe le dovesse registrare Vincent Jackson o Mike Williams, se la nostra D-line riuscisse a mettere addosso a Manning la pressione giusta per mandarlo fuori giri, e se poi Doug Martin ritornasse quello ammirato a Minneapolis e Oakland, beh, allora...  allora non svegliatemi: sarebbe un sogno davvero troppo, troppo bello...!