Visualizzazione post con etichetta Pittsburgh Steelers. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pittsburgh Steelers. Mostra tutti i post

domenica 17 agosto 2025

Gara due di preseason, espugnata Pittsburgh per 17-14

I Bucs vincono anche il secondo match di preseason, espugnando Pittsburgh con il punteggio di 17-14. 

Avanti per 14-0, grazie a due TD pass di Bridgewater, appena arrivato a Tampa ma già a suo agio con i nuovi compagni e serio candidato a ricoprire il ruolo di backup di Mayfield al posto di Trask, i Bucs si sono poi fatti riagguantare dagli Steelers sul 14-14.

Alla fine però l'hanno spuntata i Bucs, grazie ad un FG di McLaughlin allo scadere dell'ultimo quarto, che ha infilato i pali dalle 42 yards per il definitivo 17-14.

Da segnalare li brutto colpo incassato dal WR McMillan, che nel ricevere un passaggio da Bridgewater è caduto male, atterrando su testa e collo e rimanendo a terra per alcuni minuti. Per fortuna il giocatore si è rialzato e ha guadagnato la sideline sulle sue gambe, anche se a fine partita indossava un "tutore" a protezione del collo.

Per il resto, largo spazio come sempre in queste partite alle riserve, anche se per i primi due giochi si sono visti in campo parecchi titolari (esclusi i vari Mayfield, Evans, David).      

Da segnalare alcuni svarioni difensivi del CB Jamel Dean, che sarebbe un titolare ma che nei pochi giochi in cui è rimasto in campo si è fatto sistematicamente "bruciare" dai ricevitori di Pittsburgh.

Prossimo appuntamento con la preseason per sabato prossimo, nella terza ed ultima amichevole precampionato in programma al Raymond James Stadium contro i Buffalo Bills.

sabato 12 agosto 2023

Primo match di preseason, vince Pittsburgh 27-17

Il primo match di preseason si è concluso con la vittoria di Pittsburgh, che espugna il Raymond James Stadium con il punteggio di 27-17.

Si è trattato della classica amichevole precampionato, in cui i giocatori più importanti hanno assistito all'incontro dalla sideline, lasciando ampio spazio a seconde e terze linee.

Sono invece scesi in campo tutti e tre i QB attualmente a roster dei Bucs: bene Mayfield, preciso e già abbastanza in forma, con un bel TD pass per il WR Palmer. Meno brillante la prestazione di Trask, che ha lanciato un intercetto e che è parso un po' più indietro rispetto a Mayfield. Nel secondo tempo è stato a lungo utilizzato il terzo QB, Wolford, che ha tenuto bene il campo lanciando anche un TD pass. 

Le corse sono state affidate a Vaugh, Edmonds e Tucker, interessante rookie da Syracuse, ma la produttività sul running game non è stata granché. Abbastanza opaca anche la OL, priva di titolari importanti, in cui il secondo anno Goedeke è stato schierato come RG, non brillando in maniera particolare. 

Anche in difesa è stato dato spazio alle "riserve", da segnalare un bell'intercetto del secondo anno McCollum, e qualche buona giocata estemporanea, oltre a parecchi svarioni che hanno permesso agli Steelers di vincere il match in discreta scioltezza.

E' sempre un piacere rivedere un po' di football giocato, anche se si tratta di amichevoli in cui la cosa più importante è non farsi male, oltre a vedere sul terreno di gioco quei giocatori che difficilmente troveranno spazio nel corso della regular season. 

La prossima partita di preseason sarà in trasferta, in casa dei New York Jets, sabato 19 agosto.

domenica 16 ottobre 2022

Bucs pessimi, sconfitta meritata a Pittsburgh

Meritata sconfitta dei Bucs, superati a Pittsburgh dagli Steelers con il punteggio di 20-18.

Prestazione davvero orribile da parte di Tampa Bay, peraltro contro le seconde e terze linee degli Steelers, decimati dagli infortuni e che nel corso della partita hanno perso anche altri elementi, tra cui il QB Pickett. Ma proprio il sostituto di Pickett, Trubisky, ha convertito cruciali terzi down (e lunghi), chiudendo così la partita a favore di Pittsburgh.

Bucs orrendi, dicevamo, alla peggiore partita dell'anno. Irriconoscibile Brady, che oggi sembrava averne 55 di anni e completamente scellerato il play calling: inutili corse centrali, mai un terzo down chiuso, incapaci di segnare un TD una volta in redzone. Oggi è sembrato quasi di rivedere i Bucs di Lovie Smith con McCown come QB...

Difesa: è inutile giocare bene i primi due down per poi consentire agli avversari di chiudere (a ripetizione) il terzo down (e lunghissimo). E' accaduto troppe volte questa sera, peraltro contro Mitch Trubisky, con tutto il rispetto uno dei QB meno temibili dell'intera NFL (ma che stasera abbiamo fatto sembrare la reincarnazione di Joe Montana).  

Non fosse stato per Succop, che ha infilato anche un FG dalle 55 yards, nemmeno saremmo arrivati  a giocarcela fino all'ultimo quarto. Davvero inaccettabile che contro un avversario privo di quasi tutta la secondaria titolare, Brady non abbia mai cercato il profondo, limitandosi ai passagini corti per il RB e a quelli a media distanza per Godwin e i TE (ignorando Evans e senza mai chiudere un down, ovviamente). Penosa la strategia sul terzo e corto, per tacere della OL, lontana parente di quella a cui ci eravamo abituati nelle ultime due stagioni.

Infine, anche il brutto infortunio di Brate, colpito alla testa e rimasto a terra per una decina di  minuti prima di uscire in barella, speriamo davvero che non si tratti di nulla di troppo serio per Cam, che per fortuna uscendo ha alzato li pollice, come per tranquillizzare e dire che in fondo la situazione non era poi così grave.

Tornando al football giocato, se questi sono i Bucs possiamo anche iniziare a pensare alla prossima stagione; in quanto a Brady, oltre alle sfuriate in sideline contro i compagni della OL, farebbe bene a concentrarsi un po' di più sui Bucs (capisco possa essere distratto dai problemi familiari, ma, ad esempio, era proprio il caso venerdì notte di partecipare a Manhattan al festino di matrimonio di Kraft, l'owner dei Patriots?). 

Davvero malissimo tutto, stasera. Dai punt sbilenchi di Camarda a "non-ritorni" di Darden (altro elemento impresentabile), direi che a Pittsburgh abbiamo toccato il fondo. Domenica prossima, nel delicatissimo match in trasferta con i Panthers, non possiamo che iniziare risalire la china. Oppure, cominciare a scavare, ma è meglio non pensarci neanche, all'ipotesi di ripetere un'altra imbarazzante prestazione come quella di stasera...

sabato 10 agosto 2019

Prima di Preseason, Pittsburgh supera Tampa Bay per 30-28

Si è conclusa con una sconfitta di misura (28-30 per gli Steelers) la prima partita di preseason dei Tampa Bay Buccaneers 2019, guidati dal nuovo Head Coach Bruce Arians.

Come è sempre opportuno ricordare, questi match di preseason non hanno di per sè un grande valore, servono più che altro per oliare i meccanismi in vista dell'inizio del campionato, e la cosa più importante è evitare infortuni seri, limitare le giocate pericolose e preservare la salute degli elementi più importanti.

Non a caso, l'attacco titolare dei Bucs è stato in campo solamente per il primo drive, peraltro giocato ottimamente da Winston e compagni.

12 giochi, 81 yards e 1 TD, il tutto per 6 minuti e 29 secondi; questo in sintesi il riassunto del lusinghiero primo drive orchestrato dai Buccaneers, che si sono portati in vantaggio per 7-0 grazie ad un TD pass di Winston per Godwin.

A partire dal secondo drive Blaine Gabbert ha preso il posto di Winston, ma anche il backup QB dei Bucs è rimasto in campo per poche azioni, e coach Arians ha preferito impiegare il 3° QB Ryan Griffin sin da metà del secondo quarto.

In quanto alla difesa, priva di due titolari del calibro di Lavonte David e Vita Vea entrambi alle prese con infortuni alle ginocchia, da segnalare un bell'intercetto del CB Hargreaves che purtroppo è stato vanificato da una delle tantissime penalità sanzionate ai Bucs, mentre un po' troppo spazio è stato concesso al QB avversario, Dobbs, le cui giocate hanno consentito a Pittsburgh di andare all'halftime in vantaggio per 13-10.

Da segnalare, prima dell'intervallo, il FG segnato dal kicker Matt Gay, un siluro dalle 55 yards infilato tra i pali senza esitazione dal giovane rookie di Tampa Bay.

In quanto al gioco su corsa, Arians ha impiegato in quest'ordine i portatori di palla a sua disposizione: Barber, Jones e Ellington, ed è probabile che sarà questa la gerarchia a livello di RB con cui i Bucs inizieranno la stagione. Anche se il più produttivo, tra i RB, è stato Ogunbowale, autore di 34 yards e 2 TD run.

Tra i ricevitori, si sono messi in mostra il TE Tanner Hudson e il WR Spencer Schnell, entrambi autori di 7 ricezioni.

Alla fine la W è andata a Pittsburgh per soli due punti, e considerando che i Bucs hanno fallito tutti e tre i tentativi di conversione da 2 punti provati, si può dire che Tampa Bay è davvero andata ad un passo dall'espugnare l'Heinz Field, sempre tenendo bene in considerazione che di queste amichevoli precampionato non è tanto importante il risultato quanto cercare la giusta chimica in vista dell'avvio di una regular season ormai alle porte, dato che l'opener contro San Francisco è previsto in calendario per domenica 8 settembre, tra meno di un mese.

martedì 25 settembre 2018

Finisce la corsa dei Bucs, vince Pittsburgh 30-27



Finisce contro gli Steelers la corsa dei Bucs, superati al Raymond James Stadium da Pittsburgh con il punteggio di 30-27.

Una gran bella occasione sprecata da Fitz e compagni, quella di ieri notte; partiti alla grandissima, con un intercetto di Justin Evans "convertito" in un TD pass di Fitzpatrick per Brate, i Bucs hanno poi iniziato a commettere una lunga serie di sciocchezze, a cominciare dal colossale errore di Conte, il cui goffo mancato placcaggio ha spalancato a McDonald la strada per il TD del pareggio.

Da quel  momento in poi, e per tutto il primo tempo, sono stati davvero troppi gli errori da parte dei Buccaneers, tanti e tali da consentire a Big Ben e compagni di scavare un solco decisivo. Si va all'halftime sul 30-10 per i giallo-neri, e solo un miracolo potrebbe consentire ai Bucs di proseguire la striscia vincente di inizio stagione.

E nel secondo tempo i Bucs ci vanno davvero vicini al miracolo, con Fitzpatrick che, dopo 30 minuti con più ombre che luci, ritorna "FitzMagic", lancia due TD pass per Godwin e Evans e porta la squadra fino al -3.

Purtroppo l'ultimo drive offensivo dei Bucs, quello del possibile sorpasso, o quantomeno del pareggio, termina con un "3 and out", la difesa di Tampa non riesce a fermare le corse di Pittsburgh, e alla fine vincono gli Steelers, anche se i Buccaneers sono andati davvero ad un passo dall'impresa.

Che dire... davvero un peccato sprecare tante occasioni, e fa male ripensare ai tanti errori - sanguinosi quanto evitabili (fumble, drop in endzone, intercetti) - che di fatto sono costati a Tampa Bay la vittoria.

E poi, il problema (enorme) del gioco su corse. Urge trovare un RB, e l'ennesimo mancato utilizzo di Ronald Jones fa temere che non sia il rookie da USC la soluzione ai problemi sul running game. Gli attuali RB impiegti da Koetter (Barber, Rodgers, Wilson) sono poco più che degli onesti backup, e le sole 50 yards guadagnate nel Monday Night con le corse sono la conferma di come sia questa una delle lacune più grave da colmare per il coaching staff dei Bucs.

In quanto a Fitzpatrick, inevitabile un certo calo nel suo rendimento, dovuto anche a una difesa di Pittsburgh molto aggressiva e ad una OL che non sempre lo ha protetto nel modo migliore, costringendolo spesso a lanciare sotto enorme pressione.

Nonostante ciò, il buon Ryan ha infranto un record NFL, lanciando per tre partite consecutive oltre 400 yards, e credo sia probabile  che Dirk Koetter per il prossimo match con i Bears confermerà Fitzpatrick come QB starter, considerato che solo da oggi Jameis Winston, scontata la squalifica, tornerà ad allenarsi con la squadra.

Tra i grandi rimpianti di ieri sera, la penalità di Isaiah Johnson che ha vanificato il punt ritornato in endzone da DeSean Jackson, giocata che avrebbe probabilmente cambiato l'inerzia, e forse anche l'esito, del match. Pazienza, si vede che non era destino vincerne tre di fila...

Infine, omaggio al grande coach Tony Dungy, da ieri membro del Ring of Honor dei Bucs; fu sotto la sua guida che i Bucs diventarono, tra la fine degli anni '90 e i primi anni '00, un team vincente, dopo decenni di vacche magre. Benvenuto tra i grandissimi che hanno scritto la Storia dei Tampa Bay Buccaneers, Coach!

lunedì 29 settembre 2014

I Bucs che non ti aspetti: bravi, fortunati e vincenti

A 7'' dalla fine, il volo vincente di Vincent Jackson.
Per essere sicuro di non essermi sognato tutto quanto, oggi mi sono rivisto gli ultimi minuti del match tra Bucs e Steelers e... sì, è tutto vero, alla fine vince proprio Tampa Bay! ;-)

Scherzi a parte, non eravamo più abituati ad assaporare il dolce gusto della vittoria, a maggior ragione in rimonta e sul campo di un team molto, molto più quotato del nostro.

E' se è indubbiamente vero che gli Steelers hanno in un certo senso "agevolato" il successo dei Bucs, tra penalità sanguinose ed errori decisivi (come quel punt orribilmente calciato a un minuto dalla fine, che ha ridato il possesso ai Bucs sulla 46 yard line di Pittsburgh), è altrettanto vero che la squadra messa in campo da Lovie Smith nulla aveva in comune con il team molle ed amorfo che solamente dieci giorni prima si era fatto asfaltare dai Falcons senza opporre alcuna resistenza (Falcons che, a quanto pare, non sono poi questo fortissimo squadrone, dato che ieri le hanno prese dai non irresistibili Vikings...).

A Pittsburgh avremmo anche potuto perdere la partita, ma avremmo potuto parlare comunque della auspicata - e verificatasi - "reazione d'orgoglio". Probabile che a questo abbia contribuito anche il rientro di giocatori importanti (Doug Martin, ASJ) e del leader assoluto (Gerald McCoy, quasi commovente per come - con una mano sola - è riuscito a tenere il campo da protagonista), ma credo che dopo l'umiliazione subita ad Atlanta ci fosse da parte di giocatori e coaching staff il desiderio di cancellare una delle pagine più tristi della quarantennale storia dei Bucs e finalmente abbiamo visto quella tanto auspicata "sana cattiveria" che, unita a grinta, cuore e attributi, fa tutta la differenza del mondo in uno sport così agonisticamente estremo come il football.

Ma l'approccio mentale, per quanto importante, non è sufficiente per vincere le partite, se non è supportato anche da gesta tecniche importanti. E ieri si sono viste molte cose interessanti, da questo punto di vista. Cominciamo dalla vituperata difesa; ieri la linea - guidata da un McCoy a cui mi chiedo cosa si aspetti a far firmare il rinnovo del contratto, in scadenza tra 12 partite... - è parsa in evidente crescita rispetto alle precedenti esibizioni, molto più "reattiva" e in grado di "disturbare" Big Ben spesso e volentieri, ad esempio mettendolo a terra per ben 5 volte nel solo primo tempo. Si può e si deve ancora migliorare, però intanto si vedono progressi anche da parte di giocatori fino ad ora sempre nell'ombra (Bowers) e questo mi pare un buon segnale per il futuro.

Poi, rimanendo alla difesa, ci sono ancora tantissime cose che funzionano poco o proprio per niente, e su cui il DC dovrà lavorare ancora molto; in primis, la difesa sui passaggi. Anche ieri siamo stati massacrati dal solito TE (già Olsen alla prima giornata ci aveva distrutti, ieri ha replicato Miller), senza parlare dei disastri combinati da Antonio Brown. E' vero che parliamo di fuoriclasse, però non è possibile, ad esempio, vedere un Alterraun Verner (ma non doveva essere un mezzo fenomeno?!) bruciato sempre e comunque dal suo uomo, così come spiace che la prima scelta del 2012, la pick n.7 overall Mark Barron, svolga sempre con il diligenza il suo compitino ma senza mai o quasi mai recitare un ruolo da protagonista, facendosi troppo spesso trovare un secondo - o, se preferite, un paio di iarde - in ritardo nelle sue coperture.

Ieri per la secondaria è arrivato anche l'infortunio di Dashon Goldson a complicare le cose, certo è che Leslie Frazier deve elevare e di parecchio il rendimento del reparto di cui è responsabile; a Pittsburgh qualche miglioramento (soprattutto nella linea) si è visto, ma se domenica prossima a New Orleans la nostra secondaria giocherà ancora su questi livelli, sarà martedì grasso in anticipo per Drew Brees e soci....

E adesso veniamo all'attacco: ho rivisto con attenzione l'ultimo drive, quello vincente, e devo dire che Mike Glennon in una fase così delicata in cui il pallone pesa un quintale mi è piaciuto proprio tanto. Ha evitato il sack che poteva costarci la vittoria liberandosi al'ultimo secondo del pallone, ma evitando l'intentional grounding indirizzandolo verso Bobby Rainey (non sparacchiandolo a casaccio facendosi intercettare, alla Josh McCown...) e poi ha trovato con estrema freddezza e lucidità prima Louis Murphy e poi Vincent Jackson, pur con tutta la pressione di una difesa degli Steelers che cercava disperatamente di mettergli le mani addosso. A questo proposito, pollice su anche per la linea offensiva, che ieri  ha disputato la migliore partita dell'anno e che nei momenti cruciali ha dato a Glennon tutti i secondi di cui il pennellone aveva bisogno.

Ecco, magari se Glennon e il centro Dietrich-Smith riusciranno in futuro a evitare tutte quelle penalità per "delay of game" (ieri se non sbaglio ne hanno commesse tre, di cui due consecutive!) sarebbe anche meglio, ma per adesso non ci lamentiamo: rispetto a solo un mese fa la OL vista a Pittsburgh mi è parsa davvero tutta un'altra cosa. E fiducia anche a Mike Glennon, teniamolo in campo il "giraffone" e vediamo se questo ragazzo ha i numeri per recitare un ruolo da protagonista in NFL; che McCown questi numeri non ce li abbia mi pare sia evidente, oltre al negativo avvio di stagione lo dicono oltre dieci stagioni da professionista che l'ex QB dei Bears ha disputato da sbiadita comparsa (non ci si faccia ingannare dall'unica stagione giocata ad alto livello, please!). A McCown, il compito di supportare dalla sideline il titolare Glennon, già ieri Josh mi sembrava perfettamente calato nel ruolo di "QB coach", dato che Arroyo era - per i noti motivi - costretto a fare l'OC!

Per le corse, Doug Martin non è ovviamente ancora a pieno regime dato che rientrava ieri da un fastidioso problema al ginocchio e comunque ha portato un contributo importante alla causa, segnando un TD e andandosi a prendere un sacco di botte nel cuore della difesa avversaria. Ma parlando dell'attacco di ieri non si può non spendere qualche parola per i due rookie (ASJ e Evans) e per la batteria dei ricevitori, da Vincent Jackson a Louis Murphy passando per Russell Shepard.

Cominciamo dai rookie: intanto speriamo che l'infortunio di Evans non sia grave, il ragazzo nel dopo partita ha detto di sentirsi meglio e che il problema all'inguine non dovrebbe essere particolarmente grave; auguriamoci sia proprio così, perché il prodotto di Texas A&M ha dimostrato ieri di possedere  - alla sua quarta partita tra i PRO - numeri davvero molto interessanti. In altre parole, se Glennon gliela lancia bella alta e profonda, non mi pare sia facilissimo per il CB di turno andare a ostacolare questo lungagnone di circa due metri e grosso come un armadio... e un discorso analogo può farsi per ASJ: il TE da Washington mi piace molto, ha ottime mani abbinate a un fisico "importante" e considerato che rientrava ieri dopo essersi infortunato all'inizio dell'opener contro Carolina, direi che anche per lui si può parlare di match più che positivo.

E per chiudere, i ricevitori, protagonisti insieme a Glennon, del secondo tempo di ieri. Magari può non sorprendere che un campione affermato come Vincent Jackson afferri - in volo plastico, alla Dino Zoff! ;-) - il tutt'altro che facile pallone della vittoria, stupisce invece il partitone di Louis Murphy, appena rifirmato dai Bucs dopo essere stato tagliato alla vigilia della prima di campionato, e ieri assolutamente decisivo con le sue 6 ricezioni per 99 yards, così come importanti sono stati i due palloni ricevuti da Shepard, i primi in assoluto per lui in NFL.

Infine, un bravo anche a coach Lovie Smith, che in un momento così delicato dopo tre pesantissime batoste ha saputo mantenere unita la squadra accompagnandola verso l'uscita di quel tunnel dentro il quale i Bucs sembravano essersi persi in questo avvio di stagione.

Adesso si va a New Orleans, contro un avversario uscito malconcio dal sunday night perso nettamente a Dallas e che sarà dunque assetato di rivincita. Per cercare di rimanere in partita bisognerà, molto semplicemente (a parole), replicare quanto visto all'Heinz Field: cuore, grinta, cattiveria e....un po' di fortuna! Poi magari non si riuscirà a bissare il "miracolo", però senz'altro si uscirà dal campo a testa alta. Crederci, ragazzi, sempre e fino al'ultimo secondo!

domenica 28 settembre 2014

Miracolo a Pittsburgh, vincono i Bucs!

Il primo TD in NFL di Mike Evans
Chiedevo ieri una reazione d'orgoglio a Lovie Smith e ai suoi ragazzi, dopo il brutto avvio di campionato e l'orrenda sconfitta del Georgia Dome. 

Beh, mi hanno preso in parola, Mike Glennon e compagni...! ;-)

Espugnata Pittsburgh, con una rimonta che mai avrei creduto possibile, quando con poco più di un minuto da giocare gli Steelers erano tornati in possesso del pallone e sarebbe bastata loro la conquista di un primo down per chiudere il match.

E invece, brava la difesa di Tampa Bay a forzare Pittsburgh al punt, un punt calciato malissimo che ha consentito a Glennon di iniziare il drive finale quasi a metà campo. Prima un bel passaggio per Murphy e poi il TD segnato da Vincent Jackson a sette secondi dal termine hanno messo in ghiaccio la partita per Tampa Bay... 27-24, Bucs win!

Prima vittoria di sempre a Pittsburgh per i Buccaneers, prima vittoria per coach Lovie Smith sulla sideline di Tampa e - lasciatemelo dire - una gran bella soddisfazione per tutti i tifosi in Red and Pewter, dopo un avvio di stagione che peggiore non poteva essere.

Ma come è stata possibile questa W? 

Beh, Pittsburgh è stata, per così dire, molto "collaborativa", considerato il numero enorme di penalità commesse, molte delle quali per 15 yards. Ma va dato merito ai Bucs di averci sempre creduto, anche quando sembrava che gli Steelers avrebbero comunque portato a casa la W, considerato che dopo un buon inizio da parte di Tampa Bay non c'erano molti dubbi sul fatto che Pittsburgh avesse ben saldo il controllo del match. E invece... 

Vittoria importante anche considerando le nuove defezioni per infortunio, che stasera hanno colpito la safety Goldson e il WR Evans. Il rookie da Texas A&M stava giocando un grande match, aveva segnato il primo TD in NFL della sua promettente carriera, ma poi quello che sembra un problema muscolare lo ha messo fuorigioco; speriamo solo che non si tratti di un infortunio di lunga durata.

Questa bella quanto inaspettata W non significa che i mille problemi dei Bucs siano stati - magicamente - risolti, sia chiaro. La difesa ad esempio anche stasera ha sofferto moltissimo, nonostante i segnali di risveglio da parte soprattutto di una linea difensiva oggi più reattiva del solito. Ma le praterie che la secondaria ha lasciato ad Antonio Brown e compagni non sono state un bello spettacolo, e su questo - tanto per fare un esempio - ci sarà ancora molto da lavorare.

Ma stasera godiamocela tutta questa incredibile vittoria in rimonta e non potendoli citare tutti mi limito per adesso a fare il nome di un giocatore che stasera mi è piaciuto proprio parecchio, e cioè Mike Glennon: glaciale nell'ultimo drive, ma sveglio e reattivo per l'intero incontro, e l'intercetto è dovuto all'infortunio di Evans, non ad un suo lancio sbagliato. Ma sono tanti i giocatori che hanno contribuito alla W dell'Heinz Field, da una linea offensiva che stasera ha tenuto botta ai rookie Evans e ASJ (bella coppia, davvero molto promettente), da Doug Martin che è tornato a segnare un TD a Vincent Jackson che ha afferrato il pallone della vittoria.

Nei prossimi giorni torneremo dettagliatamente sulla prima vittoria dei Bucs 2014, stasera si fa festa: espugnata Pittsburgh, ancora faccio fatica a crederci... grazie ragazzi, missione compiuta!  

sabato 27 settembre 2014

Almeno una reazione d'orgoglio: è chiedere troppo?

Mike Glennon, QB starter dei Bucs a Pittsburgh.
Mancano ormai solamente poche ore al match tra Pittsburgh Steelers e Tampa Bay Buccaneers, in programma per la week n.4 all'Heinz Field Stadium.

Che cosa dobbiamo aspettarci dal match di domani?  

Inutile farsi troppe illusioni su quello che sarà l'esito finale della partita: ad oggi i Bucs non sono una squadra competitiva, e sperare di tornarsene in Florida con la prima W della stagione è pura utopia.

Però...

Però c'è modo e modo di perdere. Ad Atlanta, per citare l'ultima partita il cui scioccante ricordo credo sia ancora vivo in tutti i tifosi in Red and Pewter, è andato in scena uno spettacolo semplicemente indegno, e al Georgia Dome l'impressione era di assistere ad un incontro tra professionisti contro dilettanti, tale era il divario, imbarazzante, tra le squadre in campo. 

Ecco, io credo si possa - anzi si debba - accettare una sconfitta da parte di un avversario che sul terreno di gioco si è dimostrato più forte, ma non si può tollerare il fatto di vedere una squadra (i Bucs, nel caso specifico) scendere in campo rassegnata e già perdente prima del kick-off, deconcentrata da far paura, disattenta neanche si stesse giocando una banale e inutile partita di preseason, travolta dalla prima difficoltà e incapace della sia pur minima reazione...

A proposito di "reazione", mi  viene in mente la partita dell'anno scorso che Tampa Bay disputò a Seattle, in una situazione ancora peggiore di a quella attuale. All'epoca il team allenato da Schiano aveva un record di 0-7, eppure in quella circostanza i Bucs - tosti, compatti, cattivi in senso buono... - misero in seria difficoltà i futuri vincitori del Super Bowl, arrendendosi solo in overtime e avendo a lungo tenuto la testa avanti nel punteggio.

La domanda è: riusciranno i Bucs di Lovie Smith non dico a vincere - espugnare Pittsburgh mi pare decisamente oltre i confini della realtà... - ma perlomeno a perdere in maniera dignitosa, sulla falsariga, per tornare all'esempio sopra citato, di quanto accaduto a Seattle dodici mesi fa?

E' vero che la situazione attuale in casa Bucs è a dir poco precaria, abbiamo un team giovane e con poca esperienza, ci mancano giocatori importanti appiedati da infortuni più o meno gravi, e in pratica giocheremo l'intero campionato senza Offensive Coordinator. Però è proprio nei momenti di difficoltà estrema - come quello che i Bucs stanno attraversando - che bisogna reagire (mettendoci nervi, orgoglio, rabbia, cattiveria) e dimostrare che quello di Atlanta è stato e rimarrà un episodio isolato.

Quello che si vorrebbe vedere da parte di Lovie Smith e dei suoi ragazzi è proprio una reazione d'orgoglio, scendere in campo all'Heinz Field come se quella con gli Steelers nonostante il pronostico "chiuso" fosse la partita più importante del mondo, un match da vincere o morire, senza regalare agli avversari nemmeno mezza iarda, concentrati e tosti per tutti i 60 minuti.

Poi, alla fine, vinceranno gli avversari ma almeno non avremmo nulla di cui vergognarci, a differenza di quanto accaduto giovedì scorso... è chiedere troppo?

E comunque sia, GO BUCS, sempre!