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martedì 31 dicembre 2013

Due anni dopo al punto di partenza... oppure no?

Morris, Schiano e Smith, rispettivamente HC dei Bucs di ieri, oggi e... domani?
Cosa è cambiato rispetto a due anni fa, quando in una situazione apparentemente analoga a quella attuale i Bucs licenziarono l'HC dell'epoca, il sin troppo "morbido" Raheem Morris, per sostituirlo con un vero e proprio "sergente dei marines", e cioè Greg Schiano?

Sono cambiate parecchie cose, credo, benche' in apparenza si debba ripartire ancora una volta da un record di 4-12 e da un team che se non è allo sbando... poco ci manca!

Rispetto a due anni fa i Bucs possono oggi contare su un team complessivamente più forte, e anche se ci sono enormi voragini da colmare (basti pensare che per quanto riguarda i TE, rookie Wright a parte, i Bucs ne sono praticamente privi) non si tratta di ricostruire una squadra da zero, ma di portare avanti quel processo di crescita che con Schiano si era bruscamente interrotto.

Non mancano anche adesso situazioni difficili e nodi cruciali da sciogliere (QB starter in primis) ma nel complesso mi pare che rispetto a quando terminò la stagione 2011 ci sia ora qualche importante certezza in più da cui ripartire come ad esempio Doug Martin e Vincent Jackson in attacco e Darrelle Revis e Lavonte David in difesa, tanto per citare alcune "stelle" che dovranno essere importanti punti di forza per i nuovi Bucs 2014.

Per quanto riguarda poi la scelta dell'HC , voglio sperare che i Glazer abbiano imparato dagli errori commessi nel recente passato e dunque che non affideranno più la guida tecnica della squadra a un coach esordiente assoluto in NFL. E' andata malissimo con Morris, esito analogo si è avuto con Schiano, per cui di allenatori "rookie" mi augurerei di non vederne più dalle parti di One Buc Place.

Il nome che circola non più insistenza in queste ore per quel che riguarda la sideline di Tampa Bay è quello di Lovie Smith. Credo che parecchi tifosi dei Bucs si ricordino di Smith, che dal 1996 al 2000 fu il LB coach dei Buccaneers allenati da Tony Dungy. A questa prima esperienza in NFL con i Bucs, seguirono per Smith gli anni a St. Louis come DC (dal 2001 al 2003) e poi l'esperienza più importante, le nove stagioni da Head Coach dei Chicago Bears, condotti sino al Super Bowl n.41 perso contro i Colts di Peyton Maning.

Vedremo se l'ipotesi Smith sarà destinata a trovare conferma; "profilo" e "curriculum" di questo allenatore potrebbero anche essere quelli giusti qualora (io me lo auguro) si decida di andare per quel che riguarda l'HC su un "usato sicuro" (sulla falsariga di Andy Reid a Kansas City) anziché su una "scommessa" (come lo sono stati Morris e Schiano).

Smith inoltre conosce l'ambiente di Tampa, il che non guasta, ma soprattutto è uomo di profondissima esperienza a livello di NFL e tutti noi sappiamo bene cosa abbia significato - negli ultimi 5 anni - essere guidati dalla sideline da allenatori che non avevano la minima idea di cosa significasse fare l'HC a certi livelli...

Naturalmente l'HC è solo uno dei numerosi tasselli che andranno a comporre i nuovi Buccaneers. Molto importante sarà la scelta del nuovo GM chiamato a sostituire Dominik, così come sarà interessante vedere chi rimarrà dell'attuale coaching staff, anche perché a differenza di due anni fa non credo che tutti gli attuali allenatori siano da sostituire (uno che terrei è Dave Wannstedt, ma ce ne sono anche altri che meriterebbero la riconferma).

Poi, definiti GM, HC e CS, ci sarà da valutare come impiegare non solo la pick n.7 overall del prossimo draft ma anche le rimanenti scelte, decidere quali free agent andare a prendere e quali veterani rilasciare e soprattutto (e questa sarà la mossa più importante di tutte) a chi affidare la guida dei Bucs sul rettangolo di gioco, ossia chi sarà il nuovo QB starter dei Tampa Bay Buccaneers edizione 2014...

Non credo che rivedremo Glennon titolare l'anno prossimo; probabile che Mike rimanga a roster, ma nel ruolo di backup anzichè in quello di starter. Quanto poi sia importante il QB, nella NFL di oggi, penso sia evidente a tutti. Se una squadra può contare su "califfi"del calibro di Brees, Rodgers, Brady, Manning (per citare la vecchia guardia) o su giovani talenti dal futuro - ma anche dal presente - più che brillante (Newton, Kaepernick) di strada ne farà, e anche molta. Del resto basta ricordarsi dei Bucs del 2010, team tutto sommato modesto ma guidato da un Freeman che in quella stagione giocò alla grandissima, per rendersi conto che una volta trovato il QB giusto, metà dell'opera è fatta (e forse anche di più...).

Ma una cosa alla  volta: adesso vediamo se la scelta di HC e GM sarà fulminea come sono stati i licenziamenti di Schiano e Dominik, l'importante è che sia una decisione ben ponderata, valutata con estrema attenzione e magari, anche solo per scaramanzia, evitiamo di far firmare al prossimo HC un contratto di cinque anni, ok?! ;-)

lunedì 30 dicembre 2013

Breaking news: licenziati Schiano e Dominik!

Direttamente dal sito NFL.com...
OH YES! ;-)

stavolta la "Famiglia" credo abbia stupito un po' tutti, in quanto a "tempismo" e "decisionismo": ebbene sì, la notizia è ufficiale, sono stati appena licenziati sia l'HC Greg Schiano che il GM Mark Dominik!

Direttamente dal sito ufficiale dei Bucs, questa la nota ufficiale:
The results over the past two years have not lived up to our standards and we believe the time has come to find a new direction. Mark has been a valued member of our organization for two decades and we respect the passion he showed for the Buccaneers during his time here. We thank Greg for his hard work and effort the past two seasons, but we feel these moves are necessary in order to achieve our goals. 
Buccaneers Co-Chairman Bryan Glazer.

Nei prossimi giorni spazio a commenti e approfondimenti; al momento, invece, brindiamo alla unica buona notizia della stagione 2013, il tanto auspicato licenziamento di chi ha dimostrato di non essere all'altezza del proprio compito...e soprattutto, guardiamo con fiducia al 2014... new life in Tampa Bay!

GO BUCS!

Aspettando buone notizie da One Buc Place...

Greg Schiano: addio o arrivederci?
A proposito della partita di ieri, ultima ed ampiamente annunciata batosta rimediata dai Bucs in questa pessima stagione 2013, c'è davvero poco da dire.

Stesso copione dell'ultimo mese, con il solito attacco anemico e con Glennon che riesce ad orchestrare due buoni drive (ma proprio due di numero) e per il resto il nulla, aiutato peraltro pochissimo da un gioco su corsa inesistente e da un Vincent Jackson che ieri sera di voglia ne aveva meno di zero.

La novità – negativa – rispetto al solito è che a New Orleans anche la difesa ha giocato malissimo, ed in particolare la secondaria, letteralmente fatta a pezzi da un Drew Brees che all'halftime aveva già lanciato per oltre 300 yards.

Mancava la safety Mark Barron ma non è certo questa assenza che può giustificare le dormite colossali della secondaria dei Bucs, compreso quel Darrelle Revis che - "uccellato" da un TD pass da oltre 40 yards - ogni tanto dovrebbe ricordarsi che mettendosi in tasca un milione di dollari a partita sarebbero graditi quantomeno un impegno ed una concentrazione da minimo sindacale...

Ma tornare sul match con i Saints è inutile, e c'è solo da ringraziare Payton che a un certo punto ha deciso di far riposare i titolari in vista dei playoff ed in pratica ha rinunciato a giocare gli ultimi drive, altrimenti i 42 punti incassati dalla svagatissima difesa dei Bucs sarebbero stati molti, molti di più.

Sforzandosi di essere ottimisti, possiamo dire che finalmente si è chiusa una delle stagioni più opache della storia recente di Tampa Bay, paragonabile forse all'ultimo anno di Raheem Morris, quel 2011 terminato con l'identico record di 4-12 e con una squadra ancora più allo sbando di quella attuale.

Due anni fa i Glazer decisero di fare la cosa giusta, licenziando non solo Morris ma allontanando da One Buc Place l'intero coaching staff. Quali saranno le scelte, a questo giro, da parte della "Famiglia"? Prevarranno le ragioni economiche, ossia i tre anni di contratto che ancora legano i Bucs e Schiano e dunque si andrà verso la conferma dell'HC? Oppure saranno le motivazioni tecniche (ma basterebbe solo un po' di buon senso...) ad avere la meglio, e dunque a breve verrà annunciato un nuovo HC per i Tampa Bay Buccaneers?

Al momento si legge un po' di tutto, da chi ritiene che i Glazer si prenderanno alcuni giorni di tempo per decidere (come fecero nel 2009 quando licenziarono Gruden), a chi invece sostiene che una decisione – in un senso o nell'altro – sia già stata presa. Ieri impazzavano voci (ovviamente del tutto infondate) di ogni tipo, da chi affermava che Penn State fosse interessatissima a Schiano in caso di abbandono da parte di O'Brien, a chi indicava in Rex Ryan il nuovo HC dei Bucs almeno fino a quando i Jets non ne hanno annunciato la conferma sulla loro sideline anche per l'anno prossimo.

Oggi è il fatidico "black monday" e dunque saranno molti gli HC più o meno illustri che da domani dovranno cercarsi un nuovo posto di lavoro. Ai tifosi dei Bucs mi sembra che non resti che aspettare l'esito del "consiglio di famiglia", nella speranza che anche i Glazer (e non solo i supporters in red and pewter) siano desiderosi di voltare pagina in maniera definitiva e di mandare in archivio l'infelice e fallimentare esperienza iniziata due anni fa ingaggiando l'ex HC di Rutgers...

domenica 29 dicembre 2013

New Orleans, ultima fermata per Greg Schiano?

Greg Schiano
Mancano ormai poche ore all'ultima partita di questa stagione di football 2013, ennesimo campionato mediocre (per non dire di peggio) che per i Tampa Bay Buccaneers terminerà ancora una volta senza l'approdo ai playoff.

I Bucs saranno di scena a New Orleans, in un match che per i Saints è in pratica un anticipo di postseason, visto che solamente vincendo la squadra di Drew Brees avrà la certezza di prendere parte ai playoff.

Non dovrebbero esserci troppi problemi per il team di casa, visto che difficilmente ai modestissimi Buccaneers visti nel mese di dicembre potrà riuscire il colpaccio di chiudere il campionato con l'exploit di espugnare il Mercedes-Benz Superdome.

Ma al di là del risultato, la domanda è soprattutto questa: Saints-Bucs sarà anche l'ultima partita di Greg Schiano nei panni di Capo Allenatore di Tampa Bay? E una eventuale vittoria a spese dei Saints (sebbene sia un'ipotesi ai limiti dell'irreale....) potrebbe essere decisiva per consentire all'ex HC di Rutgers di salvare il posto sulla sideline di Tampa Bay anche per l'anno prossimo?

Al momento, nessuno - Glazer a parte - conosce con certezza la risposta a tali interrogativi. Dalla "Famiglia" non trapelano voci, la stessa stampa locale non è in grado di fornire anticipazioni fondate, per cui non restano che da fare due cose:

1- cercare di gustarci comunque la partita del Superdome (anche perché poi sarà off-season per mesi e mesi), magari senza replicare l'orrenda prestazione dell'anno scorso, quando a NO i Bucs disputarono la peggiore partita dell'anno con Freeman panchinato per disperazione e con un risultato finale di 41-0 per i Saints; non sarebbe male se i Bucs cercassero almeno di vendere cara la pelle, facendo sudare al simpaticissimo (e uso un eufemismo...) Sean Payton la vittoria di cui New Orleans ha bisogno per accedere ai playoff.

2 - aspettare serenamente il "black monday" per vedere che cosa accadrà a One Buc Place; tutto sommato mancano poco più di 24 ore alla fatidica data in cui verrà licenziato un buon numero di allenatori NFL. Naturalmente senza farsi troppe illusioni, ma comunque sperando che i Glazer trovino il "coraggio" di interrompere dopo due anni (rispetto ai cinque preventivati) il "Progetto Schiano".

A Tampa c'è bisogno di riportare entusiasmo intorno alla squadra, che da "motivo di orgoglio" della città è oggi diventata quasi un "corpo estraneo", di tornare a riempire un RJS ormai perennemente semivuoto e (soprattutto!) di vincere qualche partita in più, considerato che negli ultimi tre campionati, tra Morris e Schiano, il record dei Bucs è stato (compresa l'inevitabile L di stasera) un pessimo 15-33...  

Ecco, mi piacerebbe che i Glazer decidessero circa il futuro della guida tecnica della squadra a prescindere dal contratto in essere con Schiano e senza farsi influenzare dai tre anni di stipendio che comunque dovranno pagare al coach, ma semplicemente rispondendo a questa domanda: se Greg Schiano fosse a fine contratto sarebbe una buona idea quella di confermarlo, o forse sarebbe il caso di affidarsi ad un nuovo coaching staff per cercare di riportare in alto i Bucs...?

giovedì 26 dicembre 2013

Schiano: "Penn State? No, voglio rimanere a Tampa"

Schiano vuole rimanere a Tampa...
Nei giorni scorsi, poco prima di Natale, si era diffusa una voce relativa ll'HC dei Bucs, Greg Schiano. Nell'ipotesi in cui si liberasse il posto di Capo Allenatore a Penn State, dato che per Bill O'Brian - l'attuale HC dei Nittany Lions - si ipotizza un futuro prossimo proprio in NFL, uno dei nomi "papabili" a prendere il posto di O'Brien sarebbe stato proprio quello di Greg Schiano.

Penn State è un College che ha una tradizione importante nel football; i Nittany Lions, dopo il qurantennio sotto coach Joe Paterno (di cui Schiano fu anche assistente, nei primi anni '90), sono al momento allenati da Bill O'Brien, un passato come offensive coordinatore presso i New England Patriots ed un probabile futuro - così di dice - nuovamente in NFL, nei panni prestigiosi di HC.

Raccolte queste "voci", i giornalisti di Tampa hanno rivolto a Schiano una domanda precisa e cioè se l'attuale HC dei Bucs potrebbe in qualche modo essere interessato alla sideline di Penn State, ma la risposta di Schiano (tratta dal Tampa Bay Times) è stata netta quanto perentoria:
"You know, I heard that. No, there's zero truth to that," Schiano said "And I'll make it clear: The only job I want is the one I have right now."

Dunque, Greg Schiano non vuole sentire parlare di Penn State e l'unico posto di lavoro che gli interessa è quello attuale, che - stando al contratto sottoscritto con i Glazer - dovrebbe ricoprire per altre tre stagioni, sino al 2016 compreso.

Obiettivamente, se già era difficile difendere Schiano a novembre, quando arrivarono le prime (ed uniche) vittorie della stagione, al momento la posizione dell'ex HC di Rutgers mi pare indifendibile: a parte l'exploit con Buffalo, la squadra nel mese di dicembre è tornata ai livelli (più che mediocri) di settembre e ottobre, il record finale sarà un deludentissimo 4-12,  e il 99% dei tifosi dei Bucs si auspica che lunedì 30 dicembre - il famigerato "black monday", quello in cui saltano buna parte delle "panchine" NFL - sarà l'ultimo giorno di Schiano come capo allenatore di Tampa Bay. Ecco, speriamo solo che i Glazer non facciano parte di quell'1% che vorrebbe vedere Greg Schiano sulla sideline dei Bucs anche nel 2014...! ;-)

sabato 30 novembre 2013

La metamorfosi di Greg Schiano...



Prendo spunto da un intervento di un tifoso, Luca79, per cercare di fare il punto su coach Greg Schiano, autore in pochi giorni di un'incredibile "metamorfosi" a 360 gradi, che lo ha visto passare in meno di un mese da "dead coach walking" a "guru della sideline"...

Luca79, in un commento ad un post precedente, scrive così:

Ma secondo voi lo Schiano di oggi è lo stesso di due mesi fa?

Anch'io se pensassi a tutto quello che è successo lo caccerei anche se arrivasse alla fine con un record 8-8

Mi sbaglierò, però credo anche il suo approccio sia cambiato. Mi sbaglio?


Credo che sia proprio questa "LA" domanda che molti tifosi dei Bucs si stanno facendo, ossia se i recenti exploit della truppa guidata da Greg Schiano siano solo un fuoco di paglia o se in effetti ci sia qualcosa di concreto alla base di questo trend positivo iniziato in realtà con una sconfitta (a Seattle in overtime, giocandosela però alla pari con una squadra tra le più forti dell’NFL) e proseguito poi con le tre vittorie consecutive.

Non è facile rispondere a questa domanda, anzi, forse non è nemmeno possibile farlo in questo preciso momento e bisognerà aspettare le prossime cinque partite per avere le idee un po' più chiare in proposito e qualche ulteriore elemento a disposizione per cercare di fare una valutazione minimamente sensata.

Tutti possono migliorare, e riuscire a farlo essendo consapevoli di avere commesso tanti errori e cercando di correggerli (ed il buon Schiano ne ha commessi anche troppi, di sbagli…) è sintomo di capacità e intelligenza. Però voglio vedere – dico la prima cosa che mi viene in mente, di certo non la più importante ma forse la più evidente – se alla prima occasione Schiano tenterà nuovamente l'aggressione al QB avversario che si inginocchia per terminare la partita, una giocata un po’ "vigliacca" che contribuì a creare attorno a Schiano (e ai Bucs) un alone negativo, di squadra "sporca" guidata sulla sideline da un "bullo", forse più adatto ad allenare un team di ragazzi al college che una squadra di professionisti nell'NFL.

Quello della carica sul QB kneel magari sarà un esempio banale, ma l'ottusa ostinazione con cui il nostro HC ha continuato a chiamare questo gioco (non solo lo scorso anno ma anche in questa stagione, ad esempio per ben due volte contro Arizona facendo infuriare a ragione Carson Palmer) mi ha sempre fatto cascare le braccia, inducendomi a pensare che certe granitiche certezze non sarebbero mai state scalfite. E di solito, chi si nutre di "granitiche certezze" e non è mai sfiorato dal benché minimo dubbio, ha molto spesso un posto assicurato dalla parte del torto…

Naturalmente non mi dilungo poi sugli altre mille episodi più volte affrontati anche su questo blog, dalla discutibile gestione della free agency alla maniera pessima in cui è stata gestita la "Freeman saga", per non parlare poi di certe scelte tecniche (l'iper-utilizzo di Doug Martin, le chiamate offensive troppo spesso figlie di un playbook conservativo all'eccesso) o del fatto che stando alle dichiarazioni rilasciate "sottobanco" da molti giocatori, Schiano stesse per perdere lo spogliatoio, anche a causa di certi comportamenti esasperati più da "sergente dei marines" che da capo allenatore. Va benissimo la disciplina a maggior ragione considerando che i Bucs venivano dall'"anarchico" triennio di Raheem Morris , ma anche trasformare One Buc Place in Guantanamo non è stata forse la più brillante delle idee possibili…   

Ecco, può anche darsi il caso che otto sconfitte consecutive, l'essere diventato lo zimbello dell'intera NFL oltre che il bersaglio di critiche ferocissime da parte di stampa e tifosi, essere stato ad un soffio dal licenziamento (perché se la striscia perdente fosse continuata credo che alla fine i Glazer lo avrebbero sollevato dall'incarico, magari affidando il team a Wannstedt), ecco, un po' tutti questi elementi forse possono avere indotto Schiano a compiere profonde riflessioni, a capire che occorreva un radicale cambiamento a 360 gradi per cercare di salvare la pelle e conservare il posto di lavoro anche per l'anno prossimo…

Tecnicamente, tanto per fare un esempio, il playbook offensivo dei Bucs è adesso assai diverso da quello di inizio stagione, c'è una varietà di gran lunga maggiore nelle chiamate (anche con un ricorso mai banale ai trick plays), e occorre riconoscere che dal match di Seattle in avanti abbiamo visto in campo un'altra squadra, rispetto a quella timorosa e improduttiva delle prime sette partite, che sembrava giocare quasi con il freno a mano tirato. 

Poi, c'è un altro punto in favore di Greg Schiano: e cioè che il gioco è migliorato e sono arrivate le prime vittorie quando sono usciti di scena a causa di infortuni giocatori importantissimi, del calibro di Mike Williams e Doug Martin; senza contare che in pratica giochiamo senza il kicker (il Lindell di oggi è del tutto inaffidabile) e non abbiamo mai potuto schierare Carl Nicks, colui che doveva essere uno dei perni della OL. 

Insomma, migliorare il rendimento del team e riuscire ad arpionare qualche "W" quando in campo scendono le seconde e le terze linee (vedi il "miracolo" compiuto dalla secondaria nel match di Detroit, priva dei suoi uomini migliori – Goldson e Revis – ma capace di realizzare  una prestazione perfetta), è sintomo che il CS sta facendo bene il suo lavoro, e che la squadra lo segue. Perché altrimenti, a Detroit, i Bucs avrebbero fatto la stessa misera figura che i Packers hanno rimediato quattro giorni dopo, e anziché espugnare - con pieno merito - un campo difficile come il Ford Field saremmo tornati in Florida con tanti punti (a pochi) sul groppone...

Infine, Mike Glennon. E qui la faccenda si fa ancora più interessante, perché non ci dimentichiamo che nessuno (ripeto: nessuno) dei presunti "esperti" di draft riteneva che questo giocatore potesse ritagliarsi un ruolo da protagonista in NFL, a maggior ragione nel suo anno da rookie, per di più buttato nella mischia in un momento in cui a Tampa regnava il caos più assoluto. Il prodotto da NC State ha appena incamerato il riconoscimento di "offensvie rookie of the month" e nel mese di novembre le sue statistiche sono davvero superbe, oltre a avere condotto la squadra a tre W e ad una sola L (in overtime). Chiaramente è troppo presto per dare giudizi su Glennon, che da qui in avanti dovrà confermare le belle cose mostrate finora e migliorare sotto tanti punti di vista, certo che se Schiano ci avesse visto giusto sul  "pennellone" da NC State, beh… premesso che la gestione pessima di Freeman (che come ho ripetuto più volte Schiano era liberissimo di scambiare sul mercato, ma doveva farlo a febbraio, non a ottobre!) rimarrebbe comunque come una "macchia" nel curriculum dell'ex HC di Rutgers, ma se Glennon si confermasse da qui a fine stagione sui livelli dell'ultimo mese, credo che questo sarebbe un ulteriore punto a favore di Schiano per la sua eventuale conferma, poiché davvero era l'unico ad avere intravisto in questo giocatore un potenziale da vero “franchise QB”.

Ripeto, io direi di aspettare e di vedere come andrà a finire questa stagione, prima di celebrare la conversione di Schiano da "fesso patentato" a "novello guru della sideline"… certo, non si può far finta di non vedere come i Bucs – ad esempio –  domenica scorsa abbiano espugnato quella Detroit che, quattro giorni dopo, ha spazzato via i Packers o come la squadra sia uscita a testa alta e piegata solo in overtime da un campo proibitivo come quello di Seattle. E poi, una volta i Bucs hanno vinto perché gli avversari avevano problemi interni (Miami), un’altra perché erano in crisi profonda (Atlanta), la terza perché ci avevano sottovalutato (Detroit)… e se invece i Bucs stessero crescendo e diventando (con imperdonabile ritardo, certo) una "vera" squadra, tosta e con gli attributi? 

Panthers, Bills, 49ers, Rams e Saints: le prossime cinque partite ci diranno senz'altro qualcosa di più sulla nostra squadra e su chi la guida dalla sideline, e se questo brillante mese di novembre sia stato solo un'illusione o l'inizio di qualcosa di concreto e duraturo, in ottica 2014 ….. e soprattutto ci offriranno ulteriori elementi, necessari per cercare di capire se – dopo quelle di Ovidio e Kafka – si potrà includere anche Greg Schiano tra gli autori di celeberrime "metamorfosi" passate alla storia…! ;-)

lunedì 18 novembre 2013

Due vittorie non bastano per salvare la "panchina"...

L'abbraccio tra McCoy e Schiano al termine
del Monday Night vinto dai Bucs sui Dolphins
No, due "W", peraltro ottenute contro squadre modeste (Miami) o pessime (Atlanta) non bastano per cancellare due mesi di umiliazioni e sconfitte rimediate ovunque e contro chiunque... certo però che se adesso il buon Greg le vincesse davvero tutte o quasi, le prossime sei partite, anche affrontando avversari decisamente più impegnativi, chissà che il pronostico più scontato dell’intera NFL (nuovo HC a Tampa Bay per la stagione 2014) sia destinato invece a non realizzarsi...!

E' interessante oggi leggere i commenti dei vari analisti dopo queste due vittorie dei Bucs o le dichiarazioni rilasciate dai giocatori nel post partita: adesso si legge di un Greg Schiano che ha in mano lo spogliatoio, che è seguito dalla squadra, che è stimato e rispettato dai suoi giocatori, che ha operato un "turnaround" importante nonostante i pezzi migliori (Mike Williams, Doug Martin) siano in IR e al loro posto giochino (benissimo) perfetti sconosciuti, e anche quella che sembrava la scommessa più azzardata, ossia gettare nella mischia l’inesperto QB rookie Mike Glennon, sta invece dando frutti importanti quanto inattesi... insomma, sembra davvero cambiato il mondo, nell'arco di nemmeno una settimana...

Emblematiche, a questo proposito, le parole di Davin Joseph, riportate dal Tampa Tribune e rilasciate dalla RG dei Bucs dopo la vittoria con i Falcons (soprattutto quelle finali: "Now we believe"). Ecco le affermazioni di Joseph:

“There was a time there a few weeks ago when it could not have gotten any worse at One Buc (Place)", Joseph said. “I mean, it was the worst it’s ever been, and I’ve been here for eight seasons. It was coming down hard on (Schiano). After we lost to Carolina on that Thursday night, you would have thought it couldn’t get any worse for him. But he stuck with it. He stuck with what he believes and now it’s starting to pan out".
“All of a sudden, it’s like a light’s been turned on. But that’s what he said. He said we all just need to keep pushing hard, keep working hard and now we see it. He stayed tough, but now it’s just different. It’s starting to feel like we have something here. Today is a good day to be Buccaneer, but next week we have another stiff challenge (at Detroit) and we know (Schiano)’s going to push us this week. But it’s different when you see that hard work turn into something. Now we believe." 


E dire che solo pochi giorni fa, dopo la rovinosa sconfitta rimediata nel Thursday Night con Carolina, Schiano era invece un vero e proprio "dead coach walking": la squadra era allo sbando, improduttiva in attacco e friabile in difesa e il record di 0-16 sembrava qualcosa di più di una semplice (quanto terrificante) ipotesi...

Poi, la partita della "svolta", e cioè la rocambolesca sconfitta in quel di Seattle, contro un team tra i più accreditati a vincere il Vince Lombardi Trophy. Contro i Seahawks arrivò la “L” numero otto, è vero, ma per buona parte del match sembrava Tampa Bay e non Seattle la squadra in grado di lottare per il Super Bowl e per la prima volta si vide in campo una “vera” squadra di football, non un team allo sbando senza idee e senza capo né coda, come era stato nei precedenti sette match.

Infine, ed è storia recente, la "schedule" ha dato una mano a Tampa Bay, facendole affrontare in rapida successione due squadre che per diversi motivi stanno attraversando un periodo particolarmente difficile. Miami è arrivata al RJS pochi giorni lo scoppio della vicenda “Incognito-Martin” e dello scandalo relativo ad episodi di bullismo, mentre i Falcons di questo periodo sono, quelli sì, una squadra allo sbando senza capo né coda, un po’ come erano i Bucs prima del match di Seattle, tanto per capirci.

Dunque sono arrivate le prime due vittorie dell’anno, ma la cosa più sorprendente al di là di due “W” ottenute come detto contro avversari abbordabili, è che i Bucs hanno vinto queste partite giocando bene, addirittura in maniera brillante, variando finalmente il playbook, alternando ogni tipo di giocata, e facendo anche ampio ricorso ai "trick plays", dagli onside kick alle finte di punt, spesso con esito positivo.

Insomma, se era lecito "massacrare" il Coaching Staff ed in particolare il suo principale rappresentante, e cioè l’Head Coach, per quanto NON fatto vedere nella prima metà di stagione, credo sia ora corretto riconoscere come la truppa di Schiano ce la stia mettendo tutta, per cercare – come dire – di salvare il salvabile e di chiudere in maniera perlomeno dignitosa una stagione nata nel peggiore dei modi e che a un certo punto sembrava inesorabilmente incanalata verso un esito disastroso (leggi un umiliante record finale di 0-16), che quantomeno ci è stato risparmiato.

E qui, si ritorna la quesito iniziale, il più importane: possono bastare alcune vittorie ottenute ormai a stagione ampiamente compromessa per garantire a Schiano e al suo CS il posto sulla sideline dei Bucs anche per l'anno 2014?

La risposta deve necessariamente essere articolata, sottolineando soprattutto due aspetti, uno tecnico ed uno economico.

Aspetto economico: Schiano è sotto contratto con Tampa Bay fino al 2016 compreso, cioè per altri tre campionati, per 9 milioni di dollari complessivi. Dopo avere pagato Jon Gruden per tre anni, sino al 2011, pur avendolo licenziato al termine del 2008, siamo così sicuri che i Glazer vogliano ripetere la non esaltante esperienza di versare alcune milionate di verdoni a un coach per… non farlo allenare? Attenzione a non sottovalutare questo aspetto, please, perché alla fine potrebbe proprio essere questo a fare la differenza; per dire, se Schiano anziché avere ancora un triennale fosse invece in scadenza di contratto, staremmo qui a fare gli stessi discorsi o daremmo invece per scontato il suo allontanamento da Tampa alla fine di questa stagione?

Aspetto tecnico: chiaramente dovrebbe essere questo l’aspetto più importante da tenere presente, volendo prendere in considerazione una ipotetica riconferma di Schiano. E quindi, proprio da questo punto di vista, adesso viene il bello! Nel senso che le vittorie contro Miami e Atlanta ci stavano, erano tutto sommato pronosticabili e vincendole i Bucs hanno fatto nè più né meno – finalmente – il loro dovere. Adesso, dicevo, viene il bello e sarà ancora più interessante seguire le partite, perché i prossimi sei match i Bucs li affronteranno da sfavoriti (a parte, forse, quello casalingo contro Buffalo) e dunque sarà proprio in queste partite, credo, che si deciderà il destino di Greg Schiano. Se i Bucs le vinceranno non dico tutte ma almeno parecchie, e soprattutto terranno il campo giocando alla pari con avversari più quotati (un conto, per dire, è perdere un match come quello giocato a Seattle alla pari di avversari più forti, altro è farsi travolgere come nel caso del Thursday Night straperso in casa contro i Panthers…), potrebbe anche verificarsi ciò su cui nessuno avrebbe scommesso un cent fino a pochi giorni fa, e che "terrorizza" molti, moltissimi tifosi in red and pewter: la riconferma di Greg Schiano sulla sideline dei Tampa Bay Buccaneers anche per la stagione 2014…

A mio avviso, le possibilità di una conferma di Schiano sono ancora minime, però siamo passati – si fa per dire – da uno 0,1% dopo la debacle casalinga con i Panthers a un, diciamo, 10–15% circa dopo la doppietta vincente contro Dolphins e Panthers.

E se le prossime partite non serviranno più, ahinoi, per agguantare un posto ai playoff, saranno probabilmente molto importanti se non decisive per chiarire quale sarà il futuro sulla sideline dei Bucs prossimi venturi. Prima fermata, Detroit: riusciranno i nostri eroi a centrare il tris e a fermare il temibilissimo duo formato da fuoriclasse quali Matthew Stafford e (soprattutto) Calvin Johnson? Io spero di sì, non certo perché faccia il tifo per la riconferma dell’attuale CS, ma perché non c’è niente di più bello che vedere uscire dal campo i nostri ragazzi a testa alta dopo avere conquistato una bella e gustosa "W"...!

Non mancheranno dunque i motivi per seguire sempre con grande interesse la nostra squadra, da qui a fine dicembre; e come si dice in questi casi: stay tuned, la "Schiano-novela" continua! ;-)

sabato 26 ottobre 2013

Licenziarlo adesso oppure a fine stagione?

Una volta il grido di battaglia era 'Go Bucs'... adesso è 'Fire Schiano'! ;-)
La domanda, a questo punto, è una sola: lo licenzieranno adesso, affidando la squadra ad un coach 'ad interim' quale potrebbe essere Dave Wannstedt, attuale coach dello special team con trascorsi da HC a livello di NFL, oppure aspetteranno la fine della stagione per mandare via da Tampa il peggiore allenatore mai visto sulla sideline dei Bucs in 38 stagioni di football?

Ad oggi, tutto tace dalle parti di One Buc Place e dunque l'impressione è che i Glazer non intendano esonerare Schiano - messo sotto contratto lo scorso anno con un accordo di cinque anni per 3 milioni di dollari a stagione - nemmeno dopo avere perso la settima partita consecutiva, nonché la dodicesima delle ultime tredici partite.

Sul fatto che il destino di Greg Schiano sia comunque segnato, non credo ci siano più dubbi, in primo luogo per la serie infinita di sconfitte e poi per un'altrettanto lunga serie di atteggiamenti, dichiarazioni, comportamenti del tutto fuori luogo, inadeguati per un allenatore NFL. Dall'ideona di attaccare il QB avversario che si inginocchia per far terminare il match, al modo 'dilettantesco' in cui è stata gestita proprio dall'HC la cosiddetta 'Freeman saga', fino alle dichiarazioni assurde che tutt'ora Schiano rilascia, sostenendo di avere in pugno lo spogliatoio, che i Bucs inizieranno a vincere una partita dopo l'altra e che, in pratica, tutto va a gonfie vele...

Tra l'altro, bisognerà vedere come andrà a finire l'indagine in corso da parte di NFL e NFLPA per verificare se ci sia proprio Schiano dietro alle rivelazioni "uscite" non si sa come (o forse sì...) da One Buc Place e relative ai test sull'uso di sostanze proibite sostenuti da Josh Freeman. Come ricorderete, venne fatta passare l'idea che Freeman fosse un giocatore dedito in qualche modo all'uso di sostanze proibite, benché questo non corrispondesse al vero. Se adesso venisse confermata la responsabilità di Schiano dietro a questa situazione, potrebbero esserci delle conseguenze pesanti per l'attuale head coach dei Bucs, come ad esempio la risoluzione del contratto per giusta causa da parte di Tampa Bay (contratto che, come dicevo prima, scadrebbe altrimenti al termine del 2016...), e non è da escludere che i Glazer stiano prendendo tempo anche per vedere come andrà a finire questa brutta storia...

Credo che tutti noi non vorremmo mai più vedere Schiano sulla sideline dei Bucs, benché al tempo stesso la sua presenza offra la garanzia quasi assoluta di poter contare sulla first pick overall del prossimo draft; e questa potrebbe essere l'unica cosa buona lasciata in eredità ai Buccaneers dall'ex HC di Rutgers al termine del suo fallimentare biennio. Con la prima scelta i Bucs potrebbero draftare un 'vero' franchise QB, oppure potrebbero scambiarla per ammassare un alto numero di scelte con cui rinforzare nel migliore dei modi una squadra che non è quel team pessimo che pure, allenato dall'attuale CS, sembra essere.

In conclusione, ho l'impressione che dovremo armarci di tanta, tantissima pazienza da qui al termine della stagione, e mandare giù ancora nove bocconi amarissimi, tanti quanti sono i match che perderemo sino alla fine del campionato. Ma nonostante tutto questo, l'uscita del tunnel - per quanto lontana - si comincia a intravedere: nel 2014 avremo un HC e un CS nuovo di zecca, e non credo che i Glazer commetteranno ancora l'errore di affidarsi a un allenatore esordiente. Basti pensare cosa ha combinato Reid a Kansas City, per sperare che un coach di esperienza possa fare un buon lavoro con i Buccaneers 2014, una squadra che già adesso ha parecchio talento a disposizione seppur usato malissimo e che l'anno prossimo, dopo un draft importante visto che nel peggiore dei casi sceglieremo con la pick n.2 (sarà un derby all'ultima sconfitta con i Jaguars, per accaparrarsi la prima scelta assoluta) potrà finalmente regalarci quale soddisfazione.

Una cosa importante, adesso, sarà quella di non accelerare inutilmente il rientro di giocatori alle prese con seri infortuni (Nicks, Martin e Demps, tanto per fare nomi) e di far riposare quelli che al momento stanno giocando da 'rotti' (vedi Mike Williams, alle prese con un problema non lieve al ginocchio). Ci sarà infatti bisogno di avere tutti questi protagonisti sani e recuperati al 100%, per un 2014 che dovrà essere - non ci sono più scuse - l'anno del riscatto...

mercoledì 23 ottobre 2013

Parla Schiano (contiene ottimismo immotivato...)

Greg Schiano
NFL.com riporta oggi le dichiarazioni rilasciate dall'HC dei Bucs, Greg Schiano, nel corso di una trasmissione radiofonica. Ottimismo a vanvera e ampiamente immotivato, direi, da parte del nostro prode Condottiero.

Non voglio inferire su Schiano, uomo in evidente difficoltà, però se già ieri mi erano parse fuori luogo le sue entusiastiche dichiarazioni relative a un possibile recupero di Martin (come se, eventualmente, un paio di W in più potessero cambiare il destino ormai segnato dell'HC..), oggi ecco altre affermazioni che mi sembrano del tutto inopportune, ed in cui si rasenta il ridicolo. In particolari frangenti, come quello grigissimo tendente al nero che stanno vivendo i Bucs, il silenzio sarebbe veramente di platino, altroché...!

Ecco comunque alcune "perle" del coach;  tranquilli ragazzi, che le "W" tanto agognate non tarderanno ad arrivare:
"We'll win our share (of games), don't worry," Schiano said Wednesday morning on NFL Network's NFL AM.

A precisa domanda, Schiano ha detto di non avere visto la partita tra Giants e Vikings in cui ha esordito (giocando peraltro malissimo) Josh Freeman e si è detto contento dei progressi fatti registrare da Mike Glennon in queste prime tre partite disputate dal rookie da NC State.

E poi Schiano si è detto fiducioso sul fatto che la stagione dei Bucs stia per "svoltare"...
"We have good coaches, the relationship with the players is strong," Schiano said. "When you have tough times that's what you rely upon, that is the backbone of your program. We got some bumps and bruises, but we got a good football team. We are going to win our share of games. We just got to get the worm to turn." 

Imbarazzante. Mi ricorda un po' l'ultimo Raheem Morris, che si arrampicava sugli specchi per difendere una situazione che difendibile non era. Non discuto il fatto che Schiano ed il suo CS ce la stiano mettendo tutta quantomeno per evitare una "perfect season" al contrario, ma questa squadra ogni domenica perde in maniera ancora più netta della precedente, e se ad inizio campionato avevamo regalato due W a Jets e Saints cedendo solo di misura e per una pessima gestione dei finali di match, nelle ultime partite ci siamo fatti superare nettamente da due team "mediocri" quali gli Eagles senza Vick e i Falcons privi di moltissimi titolari.

Possibile che ogni domenica non solo si continui a perdere, ma si esca dal campo sconfitti in maniera peggiore della domenica precedente? Schiano si professa ottimista, ma vorrei capire dove poggiano le basi di questo ottimismo, oltre che sulla "legge dei grandi numeri", in base alla quale - prima o poi - per il calcolo delle probabilità una vittoria la riusciremo a portare a casa...

Ad ogni  modo: "don't worry", proprio come dice il coach... ma nel senso che ancora dieci partite e poi si cambia pagina, con un nuovo HC e un CS un po' più "capace" di quello attuale nel gestire un team di professionisti. Ancora un po' di pazienza, e comunque - visto che tra pochissimo recupereremo anche Doug Martin - date retta al coach: nessun traguardo ci è precluso...! ;-)

lunedì 14 ottobre 2013

Bucs, una squadra allo sbando: per colpa di chi?

Greg Schiano
Ogni maledetta domenica, i Tampa Bay Buccaneers si dimostrano bravissimi nel fare sempre la stessa cosa: perdere.

Ormai la situazione prosegue in questo modo da metà della scorsa stagione, visto che delle ultimi undici partite disputate Tampa Bay ne ha vinta solo una, peraltro una "W" del tutto "finta", poiché ottenuta nell'ultima giornata dello scorso campionato, quando i Falcons fecero ampio ricorso a seconde e terze linee preferendo risparmiare i titolari per i playoff.

Ma come è possibile che una squadra ritenuta (alla vigilia del campionato) da tutti gli analisti in grado di giocarsi fino in fondo l'approdo ai playoff, sia oggi diventata la candidata numero uno (insieme ai Jaguars) per ottenere la first pick overall del prossimo draft?

Cerchiamo di analizzare le cose nella maniera il più possibile "oggettiva", partendo dall'imputato numero uno, ossia colui che viene pagato (e non poco) per far rendere al meglio la squadra da lui stesso assemblata insieme a GM e Proprietà: il capo allenatore.

Greg Schiano... ci sono due cose che voglio sottolineare del nostro HC, andando al di là delle mille polemiche legate alla "Freeman saga", e limitandomi a evidenziare quelli che, da un punto di vista strettamente "tecnico" sono a mio avviso due errori molto gravi commessi dall'HC dei Bucs e dal suo staff, e le cui conseguenze sono davanti agli occhi di tutti.

Pensare di sostituire Freeman con Glennon - L'errore più grave, direi, è proprio questo. Il fatto cioè che Schiano pensasse veramente che "il problema" di questa squadra fosse Josh Freeman, e che fatto fuori il QB#5 (sostituendolo con un rookie...!) ci sarebbe stata l'auspicata inversione di gioco e risultati.

Ecco, questa mi è sembrata una "leggerezza" davvero imperdonabile: ma come è possibile che un Capo Allenatore NFL, un uomo che da tanti anni calca le sideline dei campi di football a ogni livello, non si sia reso conto che questi Bucs erano destinati a vivere o a morire solo ed esclusivamente con Josh Freeman? E che era un follia pura pensare di risolvere le cose buttando nella mischia un rookie (un giocatore interessante, questo sì', ma non certo un cavallo di razza...), non ancora pronto nè tecnicamente nè fisicamente a prendere per mano un team immerso nelle sabbie mobili fino al collo come gli attuali Tampa Bay Buccaneeers?!

Mi è sembrata una mossa quasi "suicida", quella di mettere il proprio futuro professionale (perché presumo che Schiano sia consapevole del fatto che ad ogni sconfitta si accorcia la sua carriera da capo allenatore) nelle mani di Mike Glennon, al quale - per carità! -  sono il primo ad augurare una brillante carriera tra i PRO e di diventare un giocatore importante nonché un solido starter, ma a cui non si poteva certo chiedere di risollevare le sorti di un team allo sbando....

Primi tempi decenti, secondi tempi orrendi...perché? - Una caratteristica delle sconfitte di Tampa Bay è proprio questa: in quasi tutte le partite i Bucs sono partiti bene, e hanno spesso dato l'impressione di avere in mano la partita (persino a Foxboro!), prima di crollare miseramente nel secondo tempo, ed in particolare nell'ultimo quarto...

Solo una coincidenza? Non credo proprio. Di solito la bontà e il valore di un coaching staff si vede proprio da come - in corso di partita - gli allenatori riescono ad effettuare aggiustamenti, a cambiare l'inerzia del match, a trovare le contromosse idonee a fermare l'avversario, insomma a fare tutto quello che i nostri tanti allenatori capitanati da Greg Schiano non sono mai stati in grado di fare, nemmeno una volta!

Sapete quanti TD sono stati messi a segno dall'attacco di Tampa Bay, nei secondi tempi delle cinque partite fin qui disputate, che a guidarlo fosse Freeman o Glennon? Z-e-r-o...  ora, se a qualsiasi coaching staff avversario bastano i primi trenta minuti del match per applicare le contromosse necessarie per bloccare il nostro attacco, e - in maniera uguale e contraria - il nostro CS nei secondi trenta minuti delle partite è del tutto incapace di "riprendere" il controllo di un match o di mettere in pratica una tattica vincente, beh, a me ne viene in mente uno solo di "rimedio" per risolvere il problema... e il "rimedio" (la sostituzione dello staff tecnico, nella sua quasi totale interezza) potrà avvenire dopo la prossima sconfitta oppure al termine della stagione, ma comunque mi pare davvero l'unica soluzione possibile, stando così le cose.

Purtroppo, i fatti parlano chiaro: il capo allenatore dei Bucs ed il suo coaching staff si sono rivelati inadeguati a guidare un team NFL, peraltro formato non da quei "broccacci", e per lo più autentiche  "teste caldissime", che si ritrovava ad allenare Raheem Morris, ma da giocatori che dovrebbero garantire se non un tranquillo approdo ai playoff comunque un campionato più che dignitoso, non certo questa serie di sconfitte che non so, a questo punto, in che modo riuscirà ad interrompersi... forse per festeggiare la prima "W" del 2013 dovremo aspettare l'ultima giornata del campionato, quando i Bucs giocheranno a New Orleans ed i Saints in vista dei playoff faranno giocare solamente le riserve delle riserve....!

Di punti "critici" a carico del capo allenatore del suo coaching staff ne ho evidenziati solamente due, ma avrei potuto andare avanti per ore. A partire dal "peccato originale" di Schiano, e sul quale colui che a breve sarà l'ex head coach dei Bucs farebbe bene a meditare a lungo: la scriteriata gestione del quarteback, il giocatore chiave di una squadra di football a qualsiasi livello si giochi, figuriamoci in un team NFL... non avere "tradato" Freeman nel corso della free agency ma averlo scaricato dopo solo tre partite della nuova stagione credo sia all'origine di buona parte dei mali della nostra squadra. A Schiano, dopo averlo allenato per un anno, non piaceva Josh Freeman? Liberissimo di cambiarlo con un altro QB, ma non dopo tre partite della nuova stagione, non scaricando quintali di immondizia su Josh, e soprattutto non con un QB rookie che (non per colpa sua) non ha nè i mezzi nè le capacità per fare uscire la squadra dal tunnel...cribbio! ;-)

Detto ciò, e dando un'occhiata al calendario e ai prossimi avversari, i Bucs perderanno domenica prossima ad Atlanta, poi ci faremo travolgere al RJS nel "thursday night" da Carolina dopodiché andremo a Seattle contro una delle squadre più forti del campionato. Credo che i bookmakers non accettino scommesse, sul fatto che fra tre partite il record dei Bucs sarà un rotondissimo zero-otto...!

lunedì 7 ottobre 2013

"Freeman saga", il punto di vista di Roy Cummings

L'ex QB dei Bucs, Josh Freeman
Chi è Roy Cummings? Si tratta di uno dei principali “sportswriter” del Tampa Tribune, uno dei due quotidiani (insieme al Tampa Bay Times) della zona di Tampa Bay.  Ieri, sul Tribune, è apparso un articolo a firma di Cummings, in cui il giornalista analizza nel dettaglio la “Freeman saga", cercando di spiegare i motivi per cui il ragazzo dovrebbe solo rimproverare se stesso, se le cose sono finite nel modo che sappiamo, "assolvendo" di fatto la società che ha agito – a dire di Cummings – nell’unico modo possibile.

Riporto sul blog il punto di vista di vista di Cummings non tanto perché lo condivida, quanto perché a fronte di tante voci scettiche circa l’operato del coaching staff ed in particolare di Greg Schiano, Cummings è forse il primo autorevole giornalista "locale", ossia che conosce meglio la realtà dei Bucs proprio per frequentazione quotidiana dell’ambiente, che cerca di aprire scenari nuovi e si sforza di offrire un punto di vista inedito sui motivi per cui, in un mese, a Tampa sia successo tutto il putiferio terminato con l’allontanamento del giocatore.

Quello che mi interessa capire, nei limiti del possibile, è cosa sia successo davvero in questa storia che ha cambiato il volto alla nostra squadra, con un’uscita di scena repentina e inattesa di quello che era il giocatore più rappresentativo dei Bucs. Ribadisco che la "Freeman saga" è una orribile telenovela, ma proprio per questo vorrei che si riuscissero a scrivere in maniera definitiva i titoli di coda, e dunque ritorno, per l’ennesima volta, sull’argomento.

Che cosa sostiene Roy Cummings? A suo avviso, fino al famoso episodio della mancata partecipazione di Josh alla foto di squadra, non c’erano problemi particolarmente gravi tra giocatore e head coach. In quella ormai famigerata circostanza della foto mancata, un black-out notturno – racconta Cummings – mise fuori uso la sveglia del giocatore, che non riuscì ad arrivare in tempo all’evento in questione. Quale fu la reazione della società, dopo questo fatto? Nessuna, Schiano decise di non multare il giocatore e, visto che si era trattata di una serie sfortunata di eventi, preferì evitare ogni tipo di sanzione.

Il problema, a detta del giornalista del Tribune, è che un episodio analogo e ancora più grave si verificò la settimana seguente, precisamente il giorno dell’opener contro i New York Jets: in quella occasione Freeman non si presentò al "team breakfast" e arrivò in ritardo al "team bus" che avrebbe accompagnato la squadra allo stadio. Altri due episodi di "negligenza", sottolinea Cummings, ma anche qui Schiano decise di non calcare troppo la mano, multando il giocatore per 4.000 dollari anziché per i 12.000,00 previsti dal regolamento interno per infrazioni di questo tipo, il tutto accompagnato da una raccomandazione "Don’t let it happen again".

Dalla partita contro i Jets in poi, però, Cummings non riporta altri episodi "negativi" o "negligenti" o "di insubordinazione" da parte di Freeman; il giornalista del Tribune sottolinea invece che, dopo l’annuncio del suo panchinamento a favore di Glennon, Freeman non si presentò a due "team mettings", il che gli costò il "declassamento" a terzo QB e il conseguente fatto di essere dichiarato “inactive” per la partita contro i Cardinals. Da qui in avanti Cummings non scende più nel dettaglio, sorvolando su alcuni episodi che forse avrebbero meritato un po’ di attenzione (l’uscita delle notizie relative all’uso di sostanze proibite da parte del giocatore, ad esempio), terminando il suo articolo con queste parole:
"Given all that, it’s hard to imagine any other coach or team handling this situation any differently… Based on all the evidence, however, it seems Freeman did all this to himself."

Premesso che sono certo della buona fede del  giornalista, il suo mi pare un articolo un po’ troppo "schierato" e che poco mi convince sulla assoluta bontà dell’operato da parte della Società. Davvero qualsiasi altro coach avrebbe gestito la cosa come ha fatto Schiano? Sicuri che la colpa sia tutta e sola di un parte, cioè di Freeman?

Mah, sarà che io non sono sicuro di nulla e che mi alimento di dubbi, però più si scava in questa storia e meno si capisce come siano andate le cose. Anche perché Cummings in pratica fa capire come, dall’episodio del "duplice ritardo" prima della partita con i Jets sino al suo panchinamento e alla mancata partecipazione ai "team meetings" a cui avrebbe dovuto partecipare nei panni di backup QB, Freeman si sia comportato in maniera pressoché impeccabile.

Dunque sarebbe stata solo una scelta dettata da ragioni "tecniche" quella di Schiano, così almeno sembra voler sostenere Cummings... Ma se è stato così, allora, si torna al punto di partenza: dopo averlo allenato per un anno intero, Schiano non si era accorto che Josh Freeman era questo tipo di giocatore? Non poteva "liberarsene" in offseason guadagnandoci anche qualcosa, in una eventuale trade? Occorrevano tre partite della nuova stagione (due delle quali perse non a causa di Freeman) per rendersi conto che occorreva un altro QB?

Non so, personalmente l’arringa difensiva di Roy Cummings a favore della Società non mi ha proprio convinto, mi pare un po’ lacunosa e le argomentazioni a sostegno della sua tesi lasciano a desiderare omettendo situazioni che invece avrebbero meritato ben altro rilievo... pur avendone (un po' tutti, credo) le scatole piene di questa storia, sembra quasi impossibile parlare di altro e tornare a discutere di sano football giocato; riusciremo, un giorno si spera non lontano, a scrivere a proposito della "Freeman saga" la parola "FINE"?

giovedì 3 ottobre 2013

Uomini contro: Greg Schiano vs Josh Freeman

Josh Freeman e Greg Schiano
Dove eravamo rimasti nella (tristissima) telenovela che da un  paio di settimane sta tenendo banco a One Buc Place? Ah sì, al fatto che nella partita con i Cardinals a Freeman era stato "vietato" di assistere al match dalla sideline, non si sa bene per quale motivo...

E poi, il giorno dopo, erano uscite storie poco simpatiche, e che violavano pesantemente la privacy di Freeman, circa la possibile assunzione da parte del giocatore di sostanze proibite, con successiva dichiarazione ufficiale da parte di Josh per mezzo del suo agente, per riportare chiarezza sull'intera vicenda.

Ma non è finita qui, e la "saga" necessita di ulteriori aggiornamenti. Martedì mattina Josh Freeman si è presentato puntuale al meeting tra giocatori e CS, ma è stato praticamente "placcato" dal GM Dominik, che gli ha impedito di entrare in sala riunioni dicendogli che non era prevista la sua partecipazione e che Schiano gli avrebbe parlato in seguito, ma in forma privata...

Presumo che nel dialogo tra i due Schiano abbia detto al giocatore quello che poi ha dichiarato ai media, e cioè che non è lui la "gola profonda" che ha fatto trapelare le notizie secondo cui Freeman sarebbe nella "fase 1" del programma che l'NFL prevede per i giocatori che fanno uso di sostanze proibite.

A questo proposito, va segnalato anche l'intervento del boss della Associazione Giocatori (la NFLPA), DeMaurice Smith, che ha espresso grande preoccupazione circa il fatto che notizie così private e personali riguardanti Freeman siano state - in un modo o nell'altro - fatte uscire da One Buc Place, auspicando una indagine congiunta tra NFLPA e NFL per fare chiarezza sull'intera vicenda.

Schiano, come detto, ha più volte negato ogni suo coinvolgimento in questa brutta storia, e a precisa domanda se fosse lui la fonte , ha replicato con un eloquente "absolutely not"... quasi risentendosi per le velate accuse che gli erano piovute addosso. Così Schiano, dal Tampa Bay Times::
"Certainly, that's not what you want to happen at all," Schiano said. "But alluding to the accusations, I don't appreciate that, either, when someone is accused of something that's not true. At the end of the day, it's not a good thing and we need to just keep moving forward. We're beyond it."

E su quale sia adesso il rapporto tra i due, Schiano ha replicato con frasi di circostanza, talmente "false" che poteva anche risparmiarsele:
"I understand the business end of the NFL and I believe he does as well," Schiano said. "I can't speak for him. It's not uncomfortable for me and I don't believe it is for him with our own relationship."

Dal fronte dei giocatori, intanto, arriva la voce di Donald Penn, tra i pochi a spendere parole in sostegno di Josh Freeman. Intervistato da "NFL Radio", ecco cosa ha detto Penn a proposito del QB #5:
“It’s just real tough. You know, I feel bad for Josh being put in this situation,” Penn said. “You know, the stuff that came out yesterday [regarding Freeman's ADHD medicine being monitored in NFL substance-abuse program]and stuff like that, it’s like they’re really trying to bring him down and Josh is a great guy. I mean Josh is a very humble spirit. He’s a very good guy. He’s a very good person and he really cares about him teammates and he cares about his team. I know it’s killing him what’s going on.”

Penn inoltre sottolinea come Josh stia cercando di dare una mano al rookie Glennon, nonostante colui che si sperava potesse diventare "The next franchise QB"  stia vivendo un momento davvero non facile:
“He’s still trying to help Mike out. That’s the kind of guy Josh is and, you know, people don’t see even that side of him because they just hear all the outside stuff. He’s still in Mike’s ear trying to help Mike’s out, you know He’s still in my ear and all the other teammates ears. And it’s not negative at all. It’s nothing negative. Josh has not said one negative thing since all this happened and I talk to Josh all the time. It’s just a tough time right now. We’re getting through it. We’re sticking together.”

Ci sono poi alcune righe di Andrew Brandt, tratte da MMQB.SI.com  sulla situazione e sull'aria che si respira nello spogliatoio dei Bucs e che, se non smentite, sarebbero decisamente inquietanti:
In speaking with agents of several Bucs players recently, I have sensed a common theme: There is an atmosphere of fear and distrust under the current regime in Tampa. Players have told their agents about coaches roaming through the locker room (typically the players’ sanctuary away from coaches) and staff videotaping players on the sidelines during losses to single out players laughing or horsing around. The players also speak to the influx of multiple Rutgers players from Schiano’s past and the use of the phrase “Schiano Men,” a term that clearly does not apply to Freeman.

Freeman may be the next player shipped out by Schiano, joining a list that includes Aqib Talib, Dezmon Briscoe, LeGarrette Blount and Kellen Winslow, Jr., as well as this week’s casualties Ahmad Black and Kevin Ogletree. There appears to be a pattern of players, despite their talents, ending up on the wrong side of the coaching staff, with directives from Schiano to general manager Mark Dominik to remove them from the roster.


Addirittura vengono filmati i giocatori sulla sideline, per "analizzarne" il comportamento, e per sanzionare chi tiene un atteggiamento non consono? Però, che bell'ambientino che deve essere lo spogliatoio dei Bucs...! Mi pare si sia superato anche il limite del ridicolo, eh.. e poi i "colpevoli" sorpresi a sghignazzare mentre i Bucs perdono, che punizioni subiscono, vengono frustati nello spogliatoio...?! Mah...!

Infine, Jim Trotter di SI.com segnala che Freeman nell'ultimo mese è stato multato almeno due volte, per un totale di 31mila dollari. Le ragioni delle multe? "Conduct detrimental", in pratica Freeman avrebbe tenuto un comportamento dannoso per la squadra, e nella multa rientrerebbe anche la famosa intervista non autorizzata concessa dal giocatore ad ESPN.

A questo punto, per il bene in primis di Freeman stesso, auguro a Josh di cambiare aria il prima possibile. Credo si troverebbe meglio, e respirerebbe sicuramente un clima più sano, in qualsiasi delle altre 31 squadre NFL. Mala tempora currunt, per i nostri amati Bucanieri...

lunedì 30 settembre 2013

Il pessimo bilancio del primo quarto di stagione

Greg Schiano: HC dei Bucs fino a quando?
Il primo quarto di stagione è già andato in archivio, dunque è già possibile fare un primissimo bilancio di questa stagione, in attesa dei rimanenti "tre quarti" di campionato che bisognerà disputare per portare a termine l'annata 2013, che per noi tifosi dei Bucs si prospetta davvero lunga, lunghissima...

Peggio di così, infatti, questo primo spicchio di stagione non poteva andare. e non solo per le quattro sconfitte, che forse sono un aspetto addirittura marginale...

La cosa più grave di tutte è che a Tampa ci ritroviamo adesso con un CS, ed in particolare con un HC, che ha completamente perso il controllo della squadra, che non ha la minima idea di come uscire dalla profondissima crisi in cui i Bucs sono sprofondati e che al tempo stesso non ha alcuna intenzione di farsi, spontaneamente, da parte per "manifesta incapacità" nel gestire la situazione.

Ma cominciamo dall'aspetto strettamente "tecnico", e cerchiamo di evidenziare i tratti salienti di questo primo scorcio di stagione.

QB, Josh Freeman vs Mike Glennon
Inutile ripercorrere qui le tappe che hanno lentamente quanto inesorabilmente portato Freeman e Schiano ai ferri corti; già in offseason si era discusso a lungo se fosse opportuno o meno che "the next franchise QB" entrasse nell'ultimo anno di contratto senza alcuna ipotesi, neanche vaga, di estensione dell'accordo che lo legava a Tampa Bay fino solamente al 2013. Poi, si sono succeduti una serie di episodi che hanno "azzerato" il rapporto tra quarteback e capo allenatore, dalla perdita dei gradi di capitano alla mancata partecipazione alla foto di gruppo, passando per una ripetuta serie di "frizioni" esplose nell'ultima settimana in maniera fragorosa quanto clamorosa...

Freeman, infatti, in una sola settimana è passato da QB titolare a terzo QB, e a questo punto pare inevitabile una trade se non addirittura un suo taglio. Per farla breve, fino a che Schiano sarà l'HC dei Bucs, per Freeman non ci sarà più spazio in squadra, visto che la rottura tra i due è del tutto insanabile. Tra l'altro, sono da registrare le dichiarazioni rilasciate ieri dall'agente di Josh, il quale ha smentito che ci fosse accordo tra HC e QB sul fatto che ieri il giocatore seguisse il match dalla tribuna anziché dalla sideline.
Così si era espresso Schiano:
“It was a mutual decision,'' head coach Greg Schiano said of Freeman viewing the game from the suite. “With all the happenings of the week, it was the best thing for our team.''
L'agente di Freeman, Burkhardt, ha risposto invece:
“Lie,” Burkhardt said in a text message response to The Tampa Tribune.
Freeman, da parte sua, se l'è cavata in questo modo:
“I have no comment at this time,'' Freeman said as a horde of reporters chased him from outside the locker room toward the parking lot.
Insomma, stanno proprio volando gli stracci, dalle parti di One Buc Place...

Davvero peggio di così non poteva finire l'avventura di Freeman in maglia Bucs, e comunque non mi spiego per quale motivo Schiano, che evidentemente non riteneva Josh il giocatore adatto a cui affidare le sorti della sua squadra, non abbia cercato di scambiarlo a febbraio o marzo, quando il ragazzo aveva ancora un certo valore sul mercato, ma lo abbia scaricato adesso, tra l'altro in maniera così "clamorosa" dopo solamente tre partite (perse non per colpe specifiche del QB), non perdendo occasione per dargli addosso e per "umiliarlo" utilizzando qualsiasi pretesto (vedi l'ultimo episodio, e cioè averlo relegato in tribuna nel match con i Cardinals impedendogli di seguire la partita dalla sideline, neanche fosse un appestato...).

Da qui in avanti, dunque, a meno di clamorose sorprese si andrà avanti con Mike Glennon. Che dire del rookie che ha esordito ieri contro Arizona? Il ragazzo sembra avere discrete qualità, ma è inevitabilmente "acerbo", non ancora in grado di guidare un team NFL, come si è visto ieri  in maniera fin troppo evidente: nel momento della verità, quando sale la pressione e il pallone pesa tantissimo, sono arrivati i due intercetti che hanno chiuso una partita che sino a quel momento sembrava saldamente in mano ai Bucs. E poi Glennon deve migliorare anche da un punto di vista fisico. Il ragazzo è troppo gracile, basta sfiorarlo per farlo volare a terra; se Glennon vuole "sopravvivere" qualche anno in una lega dura come l'NFL sarà il caso che si irrobustisca un po', perché - come si è visto ieri - al momento basta una leggera spinta di un difensore avversario per abbatterlo...

La scriteriata gestione di Doug Marttin
In queste prime quattro partite stagionali Doug Martin ha portato il pallone per ben 100 volte (primo in NFL per numero dì portate, secondo è Adrian Peterson con 92 e terzo Chris Johnson con 84), con una media di 25 a partita. Ma Doug non è certo un colosso alla Blount, bisognerebbe usarlo poco e bene, alternandolo cioè con altri RB, che peraltro nel roster dei Bucs non mancano visto che oltre a Martin ci sono i vari Demps, James, Leonard...

E invece no: Schiano ha deciso che il RB titolare è Martin e dunque i palloni li porta lui, sempre e comunque! Tra l'altro ieri ha esordito Jeff Demps, un velocista di caratura mondiale, e nell'unica corsa ha guadagnato 14 yards correndo veloce come un missile. Non si poteva fargli portare qualche altro pallone? Alternandolo magari al veterano Leonard e al rookie James? In questo modo si sarebbe potuto far rifiatare Martin, ad esempio nel terzo quarto, per trovarlo più fresco e riposato nel quarto periodo, quando si sarebbe deciso il match....

Davvero, una delle (tante) cose che non capisco di questo CS è come si possa pensare di "spremere" i propri fuoriclasse in questo modo... poi è ovvio che alla fine, stremato, ieri Martin abbia commesso anche un fumble e guadagnato poche yards, in relazione alle tante, troppe, corse tentate. Ripeto, Martin andrebbe centellinato e usato "poco e bene", ma - anche da questo punto di vista - Schiano sembra non intendere ragione...

Difesa:  qualche scintilla vanificata da troppe penalità 
Eppure, rispetto all'anno scorso, qualche cosa di interessante l'abbiamo anche vista, in queste quattro partite... ad esempio in difesa, un reparto che che rispetto all'anno scorso sembra essere cresciuto grazie agli innesti di giocatori importanti come il rookie Banks e i veterani Revis e Goldson. Inoltre, finalmente!, Gerald McCoy sta diventando un giocatore davvero di "elite", e a livello di LB il duo Lavonte David - Mason Foster costituisce un'accoppiata davvero eccellente.

C'è però anche qui una nota decisamente stonata: sono troppe, infatti, le penalità rimediate spesso per falli inutili e gratuiti, che ci sono costati addirittura la partita (vedi l'episodio di New York, con il fallo di David su Geno Smith) o i ripetuti "fallacci" di Goldson, che non ha ancora capito che il casco non va utilizzato come arma impropria per abbattere gli avversari....

Se proprio vogliamo aggrapparci a qualcosa e ci vogliamo sforzare di trovare qualche elemento positivo nei Bucs di questo avvio della stagioone 2013, diciamo che la difesa potrebbe essere un settore in cui, con pochi e mirati ritocchi e aggiustando le cose alla voce "disciplina", Tampa Bay potrebbe davvero essere competitiva...

Coaching staff
In poche e chiare parole: Greg Schiano ha dimostrato di non essere adatto a guidare un team NFL. Uno che,  tanto per dirne una, al secondo anno tra i PRO ancora non ha capito che NON si attacca il QB avversario mentre si inginocchia a fine partita (ieri lo abbiamo rifatto per ben due volte...) non ha capito nulla dell'NFL e di come ci si comporta in questa lega. E a proposito delle "aggressioni" ai QB avversari, ecco un "tweet" di Rick Stroud, del Tampa Bay Times:
Rick Stroud @NFLSTROUD
In case you missed it, Cardinals coach Bruce Arians didn't take well to Bucs attacking Carson Palmer on the kneel down.

Questo, ovviamente, è solo un piccolo quanto emblematico episodio circa l'inadeguatezza di Schiano. Il quale, forse supportato da un CS non all'altezza, alle prime difficoltà è letteralmente naufragato, non riuscendo ad esempio a gestire il rapporto con il suo QB starter, che poteva anche stargli antipatico da morire ma che era però l'unico che poteva fargli vincere qualche partita. Se davvero Schiano ritiene di poter fare strada nei prossimi 12 match con Glennon (o con Orlovsky), ecco, è meglio che torni il prima possibile ad allenare in NCAA, ma con l'NFL è proprio il caso di lasciar perdere...

La speranza è che la Proprietà non rimanga "inerte" di fronte allo sfacelo attuale, ma credo sia difficile che ci possano essere soluzioni drastiche in breve tempo. Sia per la difficoltà di reperire in questo momento un HC affidabile (chissà, magari un sondaggio esplorativo con Dungy o Gruden si potrebbe anche fare...), sia per il fatto che probabilmente si aspetterà il termine del campionato per prendere quella decisione che, al momento, pare inevitabile. Via Schiano e una buona parte del suo staff, e ricominciare (forse) da Sheridan e Wannstedt (coach di difesa e ST), cercando un Head Coach di comprovata esperienza. Ecco, basta con gli esperimenti, però: dopo due esordienti assoluti in NFL come Morris e Schiano, vorrei vedere sulla sideline dei Bucs un allenatore veterano e affidabile, e con tanto buon senso: chiedo troppo...?!


Di cose da dire su questo sciagurato avvio di stagione ce ne sarebbero tante altre, ma lo faremo nei prossimi giorni approfittando anche del "bye". Domenica prossima, infatti, non è prevista alcuna  partita per i Bucs. Una domenica tranquilla, finalmente, visto che l'appuntamento - inevitabile... - con la "L" numero cinque è previsto per il 13 ottobre, quando a l RJS arriveranno i Philadelphia Eagles...

lunedì 23 settembre 2013

Ricominciare da 0-3... sveglia ragazzi!

Schiano e Freeman: c'eravamo tanto amati...
Allora, tanto per venire subito al punto, le cose stanno così: la stagione è iniziata che peggio non si poteva, e i Tampa Bay Buccaneers si ritrovano con un record di 0-3, con una stagione pesantemente compromessa sebbene al termine del'annata manchi ancora un'enormità (13 partite!), e con uno spogliatoio a pezzi in cui i rapporti tra capo allenatore da un lato e quarterback e giocatori importanti dall'altro (Darrelle Revis, Dashon Goldson...) è praticamente inesistente, se non siamo già arrivati ai ferri corti.

Certo, potrebbe anche andare peggio, ad esempio potrebbe piovere: attenzione però, perché di solito quando a Tampa piove sono tempeste tropicali...! ;-)

Battute a parte, credo si debba e si possa fare solo una cosa, stando così le cose: e cioè un confronto a muso duro tra le parti in conflitto, per cercare di tirarsi fuori dalle sabbie mobili. A meno che non si individui qualcuno come "capro espiatorio" (Schiano, Freeman, Sullivan, Dominik, fate voi...) e si decida che estirpato il male tutto quanto torni, magicamente, a funzionare...

Allo stato attuale delle cose, forse la cosa più utile da fare sarebbe quella di "resettare" tutto e ripartire da zero (anzi, da 0-3...!), chiedendo ai protagonisti - giocatori, staff tecnico, front office... tutti - di fare un passo indietro, e di anteporre il bene della squadra ai propri problemi e malumori personali; perché quello che conta è solo una cosa, invertire la rotta, e in una situazione come quella attuale, di tutti contro tutti, si può andare solo in una direzione: a picco, inanellando una pessima figura dietro l'altra.

Nel leggere i forum americani, in questi giorni, resto un po' perplesso nel leggere le granitiche certezze di molti supporters d'oltreoceano che - come dicevo - identificano ora nell'uno (Schiano) ora nell'altro (Freeman) il Male Assoluto.

Mi lasciano perplesso perchè la crisi totale in cui è scivolata Tampa Bay credo dipenda da un insieme di cose, non tanto da un singolo problema specifico e facilmente individuabile, e perché di situazioni e di cose da migliorare e correggere ce ne sono davvero tante, e coinvolgono a mio modo di vedere le cose un po' tutti i protagonisti... ecco qualche esempio.

Greg Schiano: il buon Greg non ha ancora capito una cosa (il che è abbastanza grave, ad oltre un anno e mezzo dal suo insediamento come HC dei Bucs): non è più a Rutgers, dove da indiscusso padre-padrone poteva anche decidere il colore delle mutande che i giocatori dovevano indossare... qui siamo tra i PRO, dove - tanto per dirne una - se una squadra nei secondi finali è sotto nel punteggio e il QB avversario si inginocchia non lo si aggredisce per cercare di strappargli il possesso del pallone... in NFL non funziona così, ci sono altri codici e altre regole da rispettare rispetto all'universo NCAA, e in questo coach Schaino dimostra di avere quello che a mio avviso è un difetto tipico, quasi connaturato, della mentalità americana: l'assenza pressoché totale di elasticità mentale... e invece no, non ci si può approcciare a un giocatore professionista, a un veterano di mille battaglie, come fosse un ragazzino appena uscito dalla high-school. Se Schiano capirà questo concetto base, bene, altrimenti la sua vita in NFL, non solo a Tampa ma proprio tra i PRO, avrà una durata molto, molto breve, quantificabile in mesi più che in anni...

Chiarito questo aspetto, poi possiamo anche discutere delle scelte tecniche, e ad esempio di come sono utilizzati (male, spesso) i giocatori che abbiamo a roster, che poi così scarsi non sono. Per dirne una, se a Doug Martin, come è accaduto ieri a Foxboro, si chiede anche di fare il WR oltre che il RB, vuol dire che anche da un punto di vista strettamente tecnico la lucidità mentale del nostro staff tecnico inizia a perdere qualche colpo. Per non parlare di come è stata gestita la situazione a livello di TE, dove adesso ci tocca far giocare un rookie da Rutgers (ma va!) che tra l'altro ai tempi del college giocava da WR....!

Ad ogni modo, se non c'è il giusto feeling e la necessaria unità di intenti tra giocatori e allenatori, a chiamare i giochi offensivi possiamo anche metterci il redivivo Bill Walsh, tanto per citare una delle menti più brillanti di ogni epoca del football offensivo, ma se poi vengono eseguiti senza la necessaria convinzione, anche i giochi migliori e ben studiati daranno risultati pessimi....

La cosa (a suo modo) buffa è che Schiano, soprattutto nei primi tempi, "martellava" parecchio con concetti quali unità di intenti, cosesione del gruppo, e così via... belle parole rimaste però solo sulla carta, se poi in concreto lo spogliatoio dei Bucs risulta più esplosivo di una polveriera...

Delle ultime nove partite disputate, i Bucs ne hanno perse otto. Fossi in Schiano, io qualche domanda inizierei a farmela, e cercherei anche di trovare delle risposte soddisfacenti, se volessi continuare a fare il Capo Allenatore in NFL...

Josh Freeman: Fatico a capire le difese a spada tratta, così come glia attacchi a testa bassa, nei confronti del nostro QB. E' così difficile cercare di dare un giudizio di questo giocatore in maniera obiettiva, senza farsi prendere la mano da simpatie o antipatie personali!?

Cercando di valutarlo in maniera onesta (e dopo quasi cinque anni di NFL, non dovrebbe essere poi una cosa impossibile) credo si possa affermare che Josh sia - potenzialmente - un ottimo elemento, a cui non manca nulla per essere un QB tra i più importanti della lega: ha un fisico notevolissimo, un braccio potente, una discreta precisione, è fisicamente integro nè ha mai subito infortuni gravi in carriera, ed in fondo ha solo 25 anni, però.... ecco, c'è un grande "però", a mio avviso: Freeman non è un leader, non è un trascinatore e non si era mai visto che a un QB i compagni decidano dopo tre anni di togliere i gradi  di "Capitano" (e fatico a credere che ci sia un complotto di Schiano dietro alla delegittimazione di Josh da parte dei suoi stessi compagni di squadra).

Temo che a questo grave limite di Josh (una certa "apallicità", mancanza di grinta, il non essere un "fighter", scarsa leadership... chiamatelo come preferite, il concetto è quello) sia difficile trovare un rimedio. E anche il modo così "soft" e "dimesso" con cui Freeman ha iniziato quella che per lui dovrebbe essere invece la stagione più importante della carriera, quella in cui a febbraio si ritroverà senza contratto, qualche dubbio sulla solidità caratteriale del #5 lo fa venire.

Vederlo solo soletto seduto sula sideline mentre in campo gioca la difesa, con lo sguardo vagamente perso nel vuoto, ecco, questa è l'immagine di Freeman che più mi preoccupa. Preferirei che prendesse a calci il boccione del gatorade o che a limite si azzuffasse con allenatore o compagni, piuttosto che vederlo così, impotente, seduto come fosse un pensionato ai giardini pubblici, con lo sguardo fisso, quasi preferisse essere ovunque tranne che a giocare a football...

Dove è finito il ragazzino che al secondo anno di carriera, nel 2010, guidava con una grandissima faccia tosta i Bucs a un record di 10-6 e ad un passo dai playoff, espugnando - con rimonte all'ultimo secondo - i campi di Cincinnati, Minnesota, Washington, New Orleans, guidando i Bucs a uno storico 21-0 a San Francisco, ammutolendo uno stadio mitico dell'NFL come il Candlestick Park ?

No, non dipendeva - non solo, comunque - dalla scarsa forza degli avversari, visto che poi negli anni seguenti ci avrebbero allegramente presi a legnate tutti quanti (Jaguars compresi!); purtroppo da quella stagione in avanti Freeman non ha più trovato quella capacità di caricarsi  la squadra sulle spalle nei momenti di difficoltà, di dare il meglio di sè nei minuti cruciali del match, e di guidare i propri compagni verso la W, entrando invece in una spirale negativa da cui l'uscita appare, ad oggi, ancora lontana.

Non so se Freeman abbia più bisogno di uno psicologo che di un coach, quel che è certo è che per uscire dagli attuali bassifondi occorre il miglior Freeman. A Schiano il compito - per niente facile - di recuperare il ragazzo; pensare di risollevare la baracca buttando nelal msichia il rookie Glennon sarebbe solo, a mio avviso, il modo migliore per bruciare anche il rookie da NC State...    

I veterani scontenti (Revis & Goldson): Ecco, poi ci sono quelli che ci fanno la figura peggiore, a mio avviso. Arrivati a Tampa come free agents, ricoperti di vagonate di milioni di dollari, adesso si legge che sarebbero scontenti dei metodi da sergente di ferro di Schiano, che a Tampa si lavora troppo e troppo duramente, e che a loro questi metodi di lavoro non sono per nulla graditi.

Ora, informarsi meglio su che tipo di alleantore sia Schiano, prima di accettare di venire a Tampa era forse una cattiva idea? Ah, di fronte a tanti zeri, è prevalsa la voglia di firmare il contrattone, capisco, rimandando i capricci a stagione iniziata...

Insomma, se Revis e Goldson (e chiunque altro) ha problemi con Schiano e con i suoi metodi da "marines" farebbe bene a confrontarsi a muso duro con il coach, e non  - come sta accadendo da troppo tempo - a far giungere la soffiata al giornalista di fiducia, che poi la divulga via-twitter, con il conseguente risultato di creare il caso, di destabilizzare un ambiente già in difficoltà e - in sintesi - di contribuire a mandare tutto quanto in malora...


Oh, poi magari non c'ho capito niente e basterebbe - dico a caso - licenziare Sulilvan per cambiare le cose e ritrovarsi con un team competitivo e vincente... purtroppo, in tanti anni, ne ho viste parecchie di situazioni come questa, e la soluzione più facile (e cosa ci sarebbe di più semplice di sostituire quello che chiama i giochi offensivi?) raramente è quella più utile. Per risolvere un problema occorre andare alla radice dello stesso, e in casa Bucs i malesseri mi sembrano troppi e troppo assortiti, perché la panacea possa essere la testa di un offensive coordinator...

Bene, scusate il lungo sproloquio, ma vedere che in quella che doveva essere la stagione in cui i Bucs avrebbero finalmente ricoperto un ruolo da protagonisti non c'è proprio nulla che funzioni, senza che peraltro ci sia il minimo spiraglio che faccia sperare ad un'inversione di rotta, mi rende più logorroico del solito...! ;-)

E almeno con i Cardinals, cerchiamo di portarla a casa una W! Anche perché dopo Arizona ci aspettano nell'ordine, Philadelphia, Atlanta, Carolina, Seattle, Miami e ancora Atlanta... SVEGLIA, RAGAZZI, o è un attimo che ci ritroviamo qui a commentare un gustosissimo 0-10...!

Mica gli si chiede di vincere il Super Bowl, ma almeno di onorare i nostri colori e la nostra maglia sì, cribbio, su questo non transigo...! ;-)

venerdì 16 agosto 2013

Schiano e Belichick, stima reciproca tra i due HC

Greg Schiano e Bill Belichick
Si è conclusa la due giorni di allenamenti congiunti tra Buccaneers e Patriots, e questa sera a Foxboro le due squadre si affronteranno per il secondo impegno di preseason. Tampa Bay è reduce dal "pesante" (ma più nel risultato che per quanto visto in campo) 16-44 rimediato contro i Baltimore Ravens campioni NFL in carica, mentre New England ha superato Philadelphia per 31-22.

Questi "joint practices" hanno permesso ai due team di interrompere la solita "routine" in cui la difesa e l'attacco di una squadra si allenano sempre l'una contro l'altro, e poi potersi confrontare con campioni del calibro, ad esempio, di Tom Brady non può che essere cosa utile e positiva...

A proposito di Brady, da segnalare alcuni attimi di panico (per Belichick e soci), quando nel corso di uno di questi allenamenti si è temuto che Tom Brady si fosse procurato un infortunio abbastanza serio al ginocchio (quello già operato alcuni anni fa), in un'azione che ha visto coinvolto il nostro DE Adrian Clayborn; per fortuna la paura di un pesante KO è stata scongiurata e il QB dei Patriots ha già recuperato tanto che stanotte dovrebbe addirittura essere in grado di scendere in campo e giocare qualche snap.

Ma torniamo ai due allenatori, Schiano e Belichick, e al rapporto di profonda stima e di reciproco rispetto che li lega, e che nasce dai tempi in cui a Rutgers proprio Schiano era l'HC di Belichick jr. Così l'HC dei Bucs, dal Tampa Tribune:
“Yeah, I had known Bill,’’ Schiano said. “But it really wasn’t until after his son came to Rutgers and started playing football there that he and I started to talk more and really got to know each other. Let’s just say that in the last seven or eight years, I’ve had the opportunity to really get to know him,’’ Schiano said.

E quali sono le principali doti e qualità del coach dei Patriots? Schiano la pensa così:
"He has a very unique ability, because of his expertise with the game, of simplifying things for the players and preparing the players. And at the end of the day, that’s what’s it’s all about. That’s what coaching is. That and his expertise in personnel. He’s very, very sharp in that. So, you take his ability to teach, his ability to simplify things and his ability to identify personnel matchups, that’s why he’s so successful. And that’s why I try to use what he does as a template for what I want to do".

Rispetto e stima, si diceva, sono però reciproci. Tanto è vero che quando i Glazer chiesero a Belichick cosa ne pensasse di Schiano come possibile sostituto di Raheem Morris sulla sideline dei Bucs, le parole dell'HC di New England furono ampiamente positive, forse decisive per l'approdo dell'ex HC di Rutgers in Florida. Belichick, quell'episodio, lo descrive in questo modo:
“What somebody else is looking for, they have to decide that,’’ Belichick said. “All I can do is be honest and I was. But I do think the world of Greg. I think he’s an excellent coach, absolutely.”

E sempre coach "felpa", a proposito del nostro HC, si sbilancia non poco:
“I’ve always had a lot of respect for Greg,’’ Belichick said this week, when the teams held combined practices in Foxborough. “I think he did a great job when he was at Chicago, when he was at (the University of) Miami and during his whole career at Rutgers. He brought that program up and made it one of the top programs in the country. He took a program that wasn’t used to being at that level to national prominence on a consistent basis.’’

Bill Belichick, 61 anni, ha condotto i Patriots a cinque Super Bowl vincendone tre, e per ben tre volte è stato nominato "Associated Press Coach of the Year". Da parte sua, Greg Schiano di anni ne ha "solo" 47, e quanto sarebbe bello se la sua personale "bacheca" - attualmente ancora vuota - potesse assomigliare a quella di Belichick, tra una decina abbondante di anni....!