Sulla carta doveva essere la partita più "agevole" dell'anno per Tampa Bay, contro quei Browns asfaltati la settimana scorsa dai Jaguars e contro i quali i Bucs erano chiamati a riscattarsi dopo la sconfitta di Cincinnati.
E invece è arrivato il secondo KO consecutivo, il modo peggiore por iniziare un campionato in cui le altre rivali di Division, Saints e Panthers, vincono contro pronostico le proprie partite avanzando la candidatura per il titolo divisionale, mai come quest'anno aperto ad ogni possibile soluzione in una division senza grandi favoriti come la NFC South edizione 2026.
Ma torniamo al match con i Browns. Ci si è messo anche l'uragano, che ha costretto a sospendere il match per quasi due ore, quando alla fine dell'incontro mancavano solamente due minuti e con i Bucs alla disperata ricerca del TD che avrebbe regalato loro la W.
E invece niente, Mayfield non ce l'ha fatta ad orchestrare il drive vincente contro la sua ex squadra e per i Bucs è già tempo di processi.
La difesa ha giocato ieri in maniera davvero modesta, con Anzalone che si distingueva solo per placcaggi mancati e penalità inutili, con il rookie Bain jr ancora troppo poco incisivo (considerate le altissime aspettative) e con un attacco incapace di mettere 7 punti sul tabellone, accontentandosi troppo spesso dei FG di McLaughlin (unica nota positiva della serata i suoi FG, piazzati sempre tra i pali).
Anche ieri un pallone perso (intercetto sparacchiato da Baker) contro gli zero turnovers degli avversari, e come 7 giorni fa a Cincinnati, tante penalità inutili e dannose, in particolare da parte di una OL che ha ritrovato tutti i suoi titolari ma che stenta a giocare ad alto livello.
Male, malissimo, il KO con i Browns proprio non ci voleva, e ora il cammino per i Bucs si fa in salita, sin dai due prossimi impegni, due match in casa conto Vikings e Packers, avversari contro i quali sia l'attacco che la difesa di Tampa Bay dovranno elevare, di moltissimo, il proprio rendimento, se non vogliamo ritrovarci a inizio ottobre con un record di 0-4 e una stagione già buttata alle ortiche, iniziando già a pensare al prossimo draft (e al prossimo Coaching staff, ammesso che quello attuale concluda la stagione, perché se il buongiorno si vede dal mattino...).







