domenica 15 dicembre 2013

Vincono i '49ers, come da scontato pronostico

Adrian Clayborn in azione 
Tutto secondo pronostico e nessuna sorpresa al RJS, per l'ultima partita casalinga di questa brutta stagione 2013 per i Tampa Bay Buccaneers.

San Francisco si è confermata squadra di livello superiore, e sebbene il punteggio finale sia un po' ingeneroso con i Bucs, puniti un po' troppo severamente, si può dire che i '49ers hanno avuto sempre il controllo del match, e alla fine la W è andata alla squadra che ha senza dubbio meritato di uscire dal campo con la vittoria in tasca.

Ma come hanno giocato i Bucs?

La difesa, tutto sommato, il suo dovere l'ha fatto. Certo, purtroppo nei momenti cruciali non è riuscita a fermare Kaepernick in quelle due/tre giocate decisive per chiudere improbabili down che alla fine hanno fatto tutta la differenza a favore di San Francisco.

Ma va sottolineato come la nostra D sia dovuta rimanere troppo a lungo in campo, non aiutata minimamente da un attacco che ha prodotto solo due potenti fiammate, ossia i due drive che hanno portato ai TD di Jackson e Wright, ma che per il resto non si è praticamente mai visto.

Due ottimi drive e per il resto il nulla assoluto; si può sintetizzare così la prestazione offensiva dei Bucs di stasera. Un po' troppo poco per sperare di vincere contro San Francisco, producendo solo due efficaci serie offensive e poi una marea di errori e scelte sbagliate.

Con 39 yards totali guadagnate su corsa non si va da nessuna parte, a maggior ragione se il QB si ferma a 179 yards di passaggio. A QB invertiti sarebbe probabilmente finita in maniera diversa; ad oggi Kaepernick è decisamente un giocatore di ben altro livello rispetto a Glennon, che in queste ultime tre partite, vittoria su Buffalo compresa, non ha fatto vedere gli auspicati miglioramenti, anzi, pare essersi un po' involuto rispetto al brillante giocatore visto nel mese di novembre.

In difesa, da sottolineare oltre ai soliti noti, la prestazione del DE William Gholston, il rookie da Michigan State che già da alcune partite sta dimostrando di poterci stare eccome in questa D-line, considerata anche la non fortissima concorrenza nel ruolo specifico di DE.

E adesso andiamo a chiudere la stagione con due trasferte consecutive, prima a St. Louis e poi a New Orleans. Ma se giochiamo come stasera, dubito potrà arrivare un'altra W prima del 2014...

venerdì 13 dicembre 2013

Il ritorno di un ex non rimpianto: Eric Wright

Il CB Eric Wright
Ve lo ricordate Eric Wright? Arrivato a Tampa nel corso della free agency 2012, l'ex giocatore dei Detroit Lions avrebbe dovuto rappresentare un importante innesto per la secondaria dei Bucs. Faraonico il contratto siglato dal CB #21: cinque anni di durata per quasi 40 milioni di dollari!

E invece, accadde tutto il contrario: Wright non solo giocò male nelle 10 partite disputate contribuendo a fare della secondaria di Tampa Bay edizione 2012 una delle peggiori difese sul gioco aereo dell'intera storia NFL, ma ebbe anche seri problemi "off field" per uso di sostanze proibite (con conseguente squalifica per 4 partite) e la sua avventura in Florida durò soltanto lo spazio di un mediocre campionato.

Adesso Eric Wright gioca per i San Francisco '49ers e domenica lo rivedremo al RJS nei panni dell'ex (così come dall'altra parte ci sarà Dashon Goldson ad affrontare i suoi ex compagni di squdra)... Wright si è messo in luce nell'ultima partita disputata dai '49ers mettendo a segno un importante intercetto nel finale del match vinto da San Francisco contro Seattle; queste le parole dell'HC dei niners Jim Harbaugh, tratte dal Tampa Bay Tmes, a proposito di Wright:
"It's been a very positive experience," 49ers coach Jim Harbaugh said. "And it's great to see him playing and contributing. He's been a good teammate and blue collar guy and we're excited about the future for him."

E il giocatore che cosa dice a proposito della sua ex squadra? Questo il suo parere sui Buccaneers, sempre dal TBT:
Wright said the Bucs have "talent across teh board on both sides of the ball" and lauded his former team for bouncing back after an 0-8 start.
"Those guys work extremely hard and I'm sure they're disappointed in the direction their season has started," Wright said. "But I think they've done a great job of banding together as a team and continuing to battle and fight and you attribute that to just the heart of the guys in the locker room. You can respect that and we know we're going to get their best shot."

Eric Wright, uno dei giocatori meno rimpianti nella storia dei Bucs...

mercoledì 11 dicembre 2013

RJS tutto esaurito per la sfida con San Francisco

Il RJS tutto gremito, un evento raro a Tampa!
La notizia va segnalata, perché tutto sommato è accaduto raramente negli ultimi tempi che il Raymond James Stadium facesse registrare il "tutto esaurito" già da alcuni giorni precedenti la partita.

Ieri il sito ufficiale dei Bucs annunciava questo piccolo "evento", ma a ben vedere il "sold out" per questa partita era facilmente pronosticabile, e per vari motivi.

In primo luogo, si tratta dell'ultima partita casalinga del 2013; dopo questo match bisognerà attendere sino al prossimo mese di agosto per rivedere la squadra in azione "live", e già questo sarebbe un buon motivo per non perdersi l'ultimo appuntamento casalingo.

Poi, la squadra è reduce da tre vittorie interne consecutive, e questo male non fa (anzi) per incrementare la vendita di biglietti, dato che sono proprio le "W" a contribuire più di ogni altra cosa affinché ci sia uno stadio bello pieno e senza tutti quei desolanti sedili vuoti...

E sicuramente anche l'avversario di grido (i San Francisco '49ers, team "storico" e glorioso nonché tra i candidati principali a rappresentare l'NFC al prossimo Super Bowl) ha contribuito non poco a far sì che già da martedì i biglietti fossero tutti quanti venduti.

Inoltre, nel dopo partita al RJS avrà luogo un concerto, per cui mettiamoci anche i fans della band "MercyMe" che si esibirà dopo Bucs e '49ers tra i vari motivi che hanno portato al "tutto esaurito".
 
Tampa Bay concluderà la stagione 2013 con tre "sold out" casalinghi; dopo quelli con Eagles e Dolphins, si chiuderà dunque in bellezza (almeno per quel che riguarda gli spalti gremiti) con i San Francisco '49ers. E se poi ci scappasse anche il miracolissimo sul rettangolo di gioco...! ;-)

martedì 10 dicembre 2013

Lavonte David: è nata una stella?

Il LB Lavonte David
E' sempre opportuno andarci con i piedi di piombo, prima di sbilanciarsi eccessivamente a proposito di giovani giocatori emergenti. Basta fare l'esempio di Josh Freeman, "fenomeno" nel 2010 e "ferrovecchio" oggi, per rendersi conto di come sia difficile mantenere nel corso del tempo uno standard di rendimento sempre elevato e come siano dietro l'angolo cali di forma in grado di trasformare un "presunto fenomeno" in una "cocente delusione".

C'è però in casa Bucs un giovane giocatore, il LB Lavonte David, che promette bene, benissimo e sul quale credo sia il caso di spendere qualche parola...

Poi chissà, magari anche David incapperà nella "sindrome Freeman" (speriamo di no!), però questo giocatore, al suo secondo campionato tra i PRO, sta inanellando una serie di prestazioni davvero eccellenti, e se oggi dovessi individuare l'MVP dei Bucs dell'attuale stagione, credo che la mia preferenza andrebbe proprio all'ex giocatore dei Nebraska Cornhuskers.

David venne draftato al secondo giro dello scorso draft, con la pick n.58 overall. Che fosse un buon prospetto si sapeva, c'erano però parecchi dubbi circa il fatto che questo giocatore, non esattamente un "molosso" e anzi ritenuto "undersized" per gli standard NFL, potesse reggere il confronto con gli avversari proprio da un punto di vista fisico.

Mi sembra che fino ad ora David abbia dimostrato di poter tenere benissimo il campo anche contro gente più grande e grossa di lui e inoltre la sua notevolissima velocità è un'arma in più non solo contro i giochi di corsa ma che gli permette anche di portare pressione al QB nei giochi di passaggio (fino ad ora 6 sack per lui, tra i Bucs ha fatto meglio solo McCoy con 7). E poi, stupisce di Lavonte anche la sua abilità nel "leggere" lo sviluppo gioco, basti pensare ai 5 intercetti sin qui messi a segno. Dal 1982, David è il terzo difensore – nonché primo tra i LB – a mettere a segno almeno 100 tackles, 6 sack e 5 intercetti in una singola stagione, peraltro con tre partite ancora da disputare.

Se la difesa dei Bucs contro i giochi di corsa è tra le migliori dell'intera NFL gran parte del merito è di questo rapidissimo placcatore, quasi sempre il primo dei nostri difensore a piombare sul RB avversario.

Chiaramente è presto per paragonarlo ad un altro (lui sì) vero "fenomeno" del ruolo che noi tutti ben conosciamo, e cioè il futuro Hall of Famer #55 Derrick Brooks. Curioso che anche per Brooks ci fossero dubbi relativi alla "stazza" e che entrambi questi giocatori fossero ritenuti "undersized" per poter eccellere in NFL. Anche da qui si può capire come il draft sia una scienza "inesatta" visto che i vari scout potranno sì misurare chili, centimetri e velocità di un giocatore, ma non quegli elementi "intangibili" (cuore, grinta, cattiveria, voglia di vincere) che fanno molto spesso la differenza tra un Pro Bowler e un mestierante qualsiasi...

Speriamo dunque che il #54 prosegua sulla strada intrapresa e che intorno a lui si riesca a ricostruire una difesa importante. Domenica scorsa contro Buffalo il reparto difensivo ha giocato un ottimo match, ma mi piacerebbe vedere replicata una simile prestazione contro un team più forte (ad esempio i '49ers, perché no...) dei modesti BIlls.

Il contratto di David scadrà tra due stagioni, al termine del 2015. A mio modesto avviso sarebbe opportuno, nel corso dell'offseason, discutere di una estensione a lungo termine magari aggiornando anche le cifre: non esiste che questo ragazzo guadagni circa 800mila dollari a stagione, ossia quanto si mette in tasca Revis (che prende 16 milioni annui) per tre quarti di ogni singola partita...

Una sola cosa non riesco (ancora!) a "perdonare" (si fa per dire!) a Lavonte: quel fallo stupido e inutile commesso ai danni di Geno Smith nella week 1, che ci è costata una sconfitta così bruciante che ancora devo "metabolizzarla" del tutto... e chissà che espugnando New York alla prima di campionato non avremmo poi assistito ad una stagione diversa, da parte della nostra squadra... Ad ogni modo, simili errori di inesperienza ci stanno tutti da parte di un giocatore al secondo anno, l'importante è imparare dai propri sbagli ed evitare di commetterli nuovamente in futuro.

Lavonte David, chissà se è nata una stella nel cuore della difesa dei Bucs...

lunedì 9 dicembre 2013

Bucs-'49ers, uno sguardo ai grandi match del passato

1997: Bucs -'49ers sulla copertina di SI
Oggi i San Francisco '49ers sono una delle "corazzate" dell'NFL: reduci dallo scorso Super Bowl perso all'ultimo soffio contro Baltimore, anche quest'anno la squadra californiana è in piena corsa per un posto ai playoff ed è tra le principali candidate a rappresentare l'NFC al prossimo SB di New York. 

I Tampa Bay Buccaneers sono invece da troppi anni relegati nei bassifondi della classifica, ed anche qauest'anno il sogno di approdare ai playoff è svanito già dopo le primissime giornate. Eppure c'era un tempo - nemmeno troppo lontano - in cui Bucs e '49ers erano avversarie per così dire di "pari livello" e sebbene siano state abbastanza rare, non sono mancate nel corso degli anni alcune "imprese" compiute dai pirati della Florida ai danni dei cercatori d'oro californiani... 

Gli scontri diretti parlano infatti chiaramente a favore dei niners (16 vittorie a 5 per San Francisco nei 21 precedenti sin qui disputati, playoff compresi), ma quelle poche volte in cui l'abbiamo spuntata noi, diciamo che siamo riusciti a toglierci alcune belle soddisfazioni...

In attesa del match di domenica prossima, quando i '49ers arriveranno al RJS per una partita praticamente senza pronostico tanto la squadra di coach Jim Harbaugh è favorita, voglio ricordare brevemente tre incontri del recente passato tra queste due squadre, che chiunque segua i Bucs da un po' di tempo credo rammenti ancora oggi (quasi) alla perfezione...

31 agosto 1997, week 1: Buccaneers - '49ers 13-6 
Fu proprio questa la prima partita in assoluto disputata dai Bucs indossando le nuovi uniformi dopo il "pensionamento" di Bucco Bruce, ed esordio più ostico non poteva esserci: al Tampa Stadium (ai tempi si giocava ancora al mitico Big Sombrero) arrivarono infatti i San Francisco '49ers, lo squadrone che con i Dallas Cowboys aveva dominato a mani basse gli anni '90 e che seppure avviato sulla via di un lento declino avrebbe dovuto rappresentare un ostacolo insormontabile per i giovani Buccaneers allenati da Tony Dungy.

Tampa Bay, all'epoca, era reduce da quattordici campionati consecutivi terminati con record perdenti (!), ma in squadra erano già presenti tre dei giocatori che avrebbero composto l'ossatura della formidabile difesa che di lì a qualche anno avrebbe condotto i Bucs alla vittoria nel Super Bowl n.37 (Sapp, Brooks, Lynch).

Il match ebbe un andamento estremamente equilibrato, Tampa Bay giocò con una fisicità fuori dal comune, e con un formidabile Warren Sapp (che si meritò gli onori della cover di Sports Illustrated) a tenere quasi da solo in scacco l'attacco dei californiani. Fu una partita brutta, sporca e cattiva (o semplicemente meravigliosa, a seconda dei punti di vista!) con i Bucs che nel secondo tempo recuperarono lo svantaggio di 0-6 segnando 13 punti consecutivi e resistendo agli attacchi finali dei '49ers. 

Prima partita e prima vittoria con le nuove divise, contro un avversario titolatissimo... in pratica, un piccolo-grande trionfo. "New uniforms, new attitude" era più o meno lo slogan utilizzato da Tampa Bay per la stagione 1997 e quale esordio migliore poteva esserci, che superare uno dei team più forti degli ani '90 dopo una vera e propria battaglia...

12 gennaio 2003, Divisional Playoff: Buccaneers - '49ers 31-6 
Sì, confermo: c'era un tempo in cui non solo i Bucs giocavano i playoff, ma saltavano anche il wild card game, entrando in gioco solamente nel turno successivo... nei playoff 2002 (l'anno del Trionfo) i Bucs iniziarono la postseason proprio nel Divisonal game contro i i 49ers di Jeff Garcia (un QB che anni più tardi avremmo visto tra le nostre fila) che all'ultimo soffio avevano eliminato i New York Giants in un rocambolesco wild card game.

Si pensava di assistere ad un match equilibrato, con Bucs e '49ers a combattere fino all'ultimo per andare a sfidare gli Eagles a Philadelphia. E invece no: fu dominio assoluto da parte di Tampa Bay, che chiuse il match già nel primo tempo, andando all'intervallo sul punteggio di 28-6 dopo 30 minuti di football quasi perfetto. La difesa si confermò come sempre una garanzia, ma in questa partita anche l'attacco girò a mille, e per i 49ers non ci fu mai la possibilità di rimettere in discussione l'esito della sfida.

Forse una delle gare in assoluto meglio giocate – su entrambi i lati, attacco e difesa – da parte di quel formidabile team che troppo spesso accanto ad una difesa dominante proponeva invece un attacco quantomeno "rivedibile". Ma così non fu in questa partita, in cui entrambi i reparti – D e O – giocarono al meglio delle loro possibilità. 2 TD su corsa di Alstott, uno per il WR Jurevicius e uno per il TE Dudley, oltre ad un FG di Gramatica, sigillarono il punteggio sul 31-6. Tempo un paio di settimane e i Bucs avrebbero alzato al cielo il Vince Lombardi Trophy, nella indimenticabile notte magica di San Diego...

21 novembre 2010, week 11: '49ers - Buccaneers 0-21
Questo invece è un match recente, e risale solo a tre anni fa, alla stagione del "grande bluff", quella in cui sembrava che i Bucs fossero avviati a costruire qualcosa di importante, ma il record finale di 10-6 fu a dir poco ingannevole, visto che dalla stagione seguente ai nostri giorni si sono succedute solo delusioni in serie. Per non parlare di quella massima, tra le delusioni, e cioè Josh Freeman, che a quella memorabile annata fece seguire campionati sostanzialmente mediocri e comunque mai più all'altezza di quell'illusorio 2010.

Ma torniamo a questa partita del novembre 2010, in cui i Bucs espugnarono il Candlestick Park tenendo a zero punti segnati i '49ers (non accadeva da oltre trent'anni, dal 1977, che San Francisco non segnasse punti in un match casalingo!) con Freeman che si prese il lusso di lanciare un TD pass anche all'OL Donald Penn, oltre a condurre la squadra ad un successo brillante e mai in discussione.

Quell'anno San Francisco era un team che navigava nei bassifondi nella NFC West, ma espugnare uno stadio "mitico" dell'NFL come il Candlestick Park, per di più tenendo a zero punti segnati, dopo decenni, una delle squadre più gloriose di sempre è, come si dice in questi casi, "priceless".


E dopo il dolce amarcord, veniamo all'amaro presente: nessuna illusione, domenica San Francisco vincerà al RJS e continuerà la sua cavalcata verso i playoff. Sarà comunque importante vedere che "grado" di opposizione ci sarà da parte di Tampa Bay. Ci faremo travolgere come a Charlotte o perderemo in maniera "dignitosa" e giocandocela fino all'ultimo come è accaduto a Seattle?

Come ripetiamo ormai da tempo, queste partite di fine stagione meritano comunque di essere seguite con attenzione, non fosse altro che per meglio valutare alcuni giocatori in ottica 2014 (Bobby Rainey e Mike Glennon su tutti, tanto per fare nomi).

E non è escluso che questi match siano importanti anche per definire le sorti del nostro "amatissimo" coaching staff... rivedremo Schiano & co. anche l'anno prossimo sulla sideline dei Bucs? Glazer a parte nessuno conosce la risposta a questa domanda (forse nemmeno i Glazer stessi!) e qualche indizio credo che potrebbero darcelo le prossime tre partite, dato che – ad esempio – perderle ignobilmente tutte quante o magari riuscire a vincerne un paio potrebbe fare per Schiano, a fine stagione, la differenza tra avere un posto di lavoro anche per l'anno prossimo oppure ritrovarsi disoccupato...

domenica 8 dicembre 2013

Una prestazione super della difesa regala ai Bucs la W n.4

Rainey e Glennon, protagonisti contro Buffalo
Non è stato un match  particolarmente brillante, quello tra Bucs e Bills, ricco di errori, palle perse e intercetti. Ma Tampa Bay è stata sempre in controllo della partita, e alla fine è arrivata una W netta, mai veramente in discussione, con i Bucs che nei primi due quarti hanno messo al sicuro il risultato e che nel secondo tempo, una volta tanto, anziché farsi rimontare sono riusciti a contenere i tentativi di rientrare in partita vanamente orchestrati da Manuel e soci.

Tra le giocate più spettacolari di oggi, da segnalare soprattutto la meravigliosa corsa da 80 yards di Bobby Rainey, il cui elettrizzante TD in apertura di match ha spianato al strada ai Bucs. Bello, anche se un po' estemporaneo, il TD pass di Glennon per Jackson, che di lì a poco ha indirizzato la gara ancora più chiaramente a favore della squadra di casa.

Poi, è iniziato il festival del tunrnover, con intercetti e palle perse (soprattutto da parte di Buffalo), e con la difesa dei Bucs che ha davvero giocato un match di altissimo livello, non solo limitando l'attacco dei Bills ma anche costringendo a ripetute penalità gli uomini di linea di Buffalo, davvero in difficoltà a contenere la linea difensiva di Tampa Bay, stasera particolarmente attiva.

Bene tutti in difesa, ma una menzione particolare va a Lavonte David, non solo per i due intercetti ma per l'ennesima partita praticamente perfetta giocata da quello che è ormai uno dei migliori LB dell'intera NFL; bene anche la linea difensiva, in tutti i suoi elementi, con una nota particolare per il rookie William Gholston, che in queste ultime gare si sta ritagliando un ruolo sempre più importante dopo avere iniziato la stagione quasi sempre tra gli "inactive players".

Sono da rimarcare e sottolineare i sette sack e i quattro intercetti registrati quest'oggi, davvero "tanta roba" da parte di una D che per questa partita sembrava essere tornata quella dei tempi d'oro...

E l'attesa sfida tra Manuel e Glennon come è finita? Tra i due alla fine è uscito vincitore Glennon, che non solo ha guidato la sua squadra alla vittoria ma che ha chiuso con 2 TD (a zero) e due intercetti (a quattro), sebbene con solamente 90 yards (a 184) guadagnate su passaggio. I due QB hanno giocato una classica partita da... rookie, e cioè con tanti errori e qualche (rara) fiammata. Ad ogni modo, un altro piccolo passo in avanti per Glennon, che stasera ha fatto quello che doveva - guidare il suo team alla W - e nonostante qualche sbavatura di troppo (e un match sostanzialmente opaco) i suoi errori non si sono rivelati decisivi per mettere in discussione l'esito del match.

E adesso, archiviata questa vittoria con Buffalo che sulla carta doveva essere agevole e che tale si è rivelata anche alla prova del campo, sotto con San Francisco, in quello che invece appare, in teoria, come un match proibitivo il cui pronostico sembra chiuso a favore dei '49ers. Ma le partite iniziano sempre dallo 0-0, e chissà che i Bucs non vogliano salutare il pubblico di casa, dato che quella di domenica prossima sarà l'ultima partita casalinga della stagione, regalando ai tifosi una prestazione "importante" contro un team che punta decisamente a fare strada nei playoff... nei prossimi giorni torneremo su alcune recenti sfide tra Bucs e 49ers; Tampa Bay ne ha vinti pochi di scontri diretti, ma alcuni di questi sono stati davvero memorabili. Anyway, ora e sempre GO BUCS!

sabato 7 dicembre 2013

Il percorso parallelo di E.J. Manuel e Mike Glennon

Giovani QB contro: E.J. Manuel sfida Mike Glennon

Il match di domani tra Tampa Bay e Buffalo sarà anche una sfida nella sfida tra
E. J. Manuel e Mike Glennon, i due rookie che sino ad ora meglio si sono comportati tra i QB usciti dall'ultimo draft.

E.J. e Mike hanno in comune non solo un positivo esordio tra i PRO ma anche un lungo percorso parallelo; cresciuti entrambi in Virginia, Manuel e Glennon si conoscono sin dai tempi dell'High School. Dalle colonne del Tampa Bay Times, Manuel ricorda il primo incontro con il suo diretto rivale di domani:
"Mike stuck out because he was one of the taller guys that you'll meet when you go on a recruiting visit," Manuel said of the 6-foot-6 Glennon. "At one of the campuses, we introduced ourselves to each other and have been friends ever since."

E cosa ne pensa il QB dei Bucs del suo avversario di domani? Sempre dal TBT, così Glennon:
"He's a great guy," Glennon said of Manuel. "His parents are great people. It's just neat that through high school, you don't know what's going to happen. And then in college, we played against each other and now again in the NFL."

E.J. Manuel è entrato n NFL con maggiori aspettative rispetto a Glennon, scelto dai Bills al primo giro del'ultimo draft con la pick n.16 overall e titolare sin dalla week n.1. Nel corso di questa sua prima stagione Manuel ha guidato Buffalo a prestazioni importanti contro squadre del calibro di New England e Carolina, prima di infortunarsi ad un ginocchio con conseguente assenza dai campi per circa un mese.

Anche Greg Schiano ha speso parole lusinghiere peril QB rookie di Buffalo:
"He's a really fine quarterback and a great young man," Schiano said. "He's mobile, got a big arm. He's a smart guy. He's got all the intangibles."
 
In quanto al percorso di Mike Glennon tra i PRO, credo che chi legge queste pagine lo conosca molto bene... diventato titolare nella week n.4, dopo il "defenestramento" di Freeman, Mike ha iniziato non senza difficoltà il suo cammino tra i PRO, migliorando però di partita in partita sino ad ottenere il riconoscimento di Offensive Rookie of the Month per il mese di novembre.

Reduce dall'opaca partita di Charlotte, Glennon è chiamato al riscatto sin dal match contro Buffalo, e in queste rimanenti quattro partite dovrà dimostrare di avere i numeri per meritare la conferma di QB starter anche nel 2014.

Ma al di là della sfida tra queste due giovani promesse, come dicevo qualche giorno fa la partita tra Tampa Bay e Buffalo - apparentemente un banale match di fine stagione tra due team che nulla hanno più da chiedere a questa stagione - presenta risvolti molto importanti per il futuro dei Bucs; pensate infatti ai due opposti  scenari che si aprirebbero in caso di vittoria convincente (tipo match vs Atlanta) oppure di sconfitta bruciante (la replica del match di sette giorni fa, ad esempio). E quindi, anche domani sera, non mancano di certo i motivi per rimanere incollati davanti al Game Pass...

venerdì 6 dicembre 2013

Contro Buffalo Schiano confida nel clima torrido...

Greg Schiano
Domenica prossima arriveranno al RJS i Buffalo Bills, in quella che - delle rimanenti quattro - è probabilmente la partita (almeno sulla carta) più agevole per questi Buccaneers, peraltro sempre alle prese con un'infermeria strapiena.

Sono infatti in dubbio per il match sia Vincent Jackson che Chris Owusu, e questa - considerando la scarsa profondità a livello di ricevitori - non è certo una buona notizia per Mike Glennon. Problemi anche per il DT Gibson mentre dovrebbe essere inserito a breve in IR il "lungodegente" Carl Nicks, anche perché ormai non avrebbe un gran senso forzarne il rientro a questo punto della stagione.

Vincere con Buffalo e portarsi a quota 4 W sarebbe importante soprattutto  per Greg Schiano, la cui riconferma per il 2014 credo sia ancora tutta da definire; solo vincendo almeno un paio di match da qui a fine mese e facendo giocare alla squadra un football decisamente diverso da quello (orrendo) di sette giorni fa a Charlotte, credo che l'ex HC di Rutgers possa avere qualche possibilità di riconferma.

E per cercare di vincere contro Buffalo, Schiano nel corso della conferenza stampa di ieri ha confidato di augurarsi un "clima torrido", sia da un punto di vista strettamente meteorologico che di tifo sugli spalti.

In quanto al meteo, non dovrebbero esserci problemi. A Tampa in questi giorni si viaggia intorno ai 30 gradi, e considerando che Buffalo viene dal freddo nord dove la temperatura è decisamente molto rigida in questo periodo dell'anno, il clima potrebbe essere l'alleato migliore per i Bucs, i cui giocatori - a differenza di quelli dei Bills - sono abituati al caldo torrido e a un'umidità ai limiti del sopportabile.

Così Schiano, dal sito ufficiale, a proposito del "meteo":
"As we all know, it’s really heated up here the last couple days and it’s going to be very warm on Sunday," said Buccaneers Head Coach Greg Schiano.  "Today, we were simulating the no-huddle with running a couple huddles and running guys in and out. I’m sure we’ll have some IVs flowing in the training room. Real feel out there, it was close to 90 [degrees]. That’ll have an impact I’m sure."

Ma l'HC spera in un clima "caldo" anche sugli spalti (e qui ho l'impressione che sarà un po' più difficile, considerando ad esempio che i biglietti invenduti sono ancora tantissimi...). Sempre nel corso della conferenza stampa di ieri, Schiano ha infatti auspicato che il "dodicesimo uomo" dei Bucs domenica faccia sentire la propria voce, per "disturbare" il più possibile l'attacco "no huddle " di Buffalo.

Schiano chiede dunque aiuto al pubblico: "make some noise", in sintesi, la richiesta dell'HC:
“I just throw this out there to our fans that when a no-huddle team tries to communicate, if you can take the verbal communication out of it by crowd noise, it’s very, very helpful,” Schiano said. “So now it’s all hand signals. So we need our own 12th man when we’re on defense this weekend.”