mercoledì 4 dicembre 2013

Danny Lansanah, un nuovo LB a roster

Danny Lansanah in maglia Packers

I Buccaneers hanno ufficializzato oggi l'inserimento del LB Jonathan Casillas in IR, a causa dell'infortunio al ginocchio rimediato domenica scorsa a Charlotte.

Il posto di Casillas è stato preso a roster da un altro LB: si tratta di Danny Lansanah, "pescato" direttamente dalla practice squad dei New York Jets.

Lansanah, è un veterano di 28 anni, benché risalga addirittura al 2008, quando era in forza ai Green Bay Packers, l'ultima partita disputata da questo giocatore in NFL. Gli ultimi due anni (2011 e 2012) Lansanah li ha trascorsi in UFL (la United Football League, una delle leghe minori oggi non più attiva), per poi approdare nel 2013 alla practice squad dei Jets.

Che contributo potrà dare un giocatore che da ben cinque anni è lontano da un campo da gioco NFL? Probabilmente minimo, se non aumentare la profondità del reparto ed essere utilizzato per lo special team.

A livello di LB, dunque, ad affiancare i due titolari Mason Foster e Lavonte David si alterneranno per lo più i veterani Watson e Hayward, e magari vedremo ogni tanto in campo il rookie Glaud; per Lansanah, come dicevo, si apriranno invece più che altro le porte dello ST allenato da Dave Wannstedt.

martedì 3 dicembre 2013

Revis migliora, stagione finita per Casillas

Il LB Jonathan Casillas
Ormai è diventata una consuetudine, che dopo ogni partita si debba registrare l'inserimento di almeno un giocatore in IR; questa volta è il turno del LB Jonathan Casillas, che nel match con i Panthers si è infortunato ad un ginocchio.

Casillas dovrà probabilmente essere sottoposto a un intervento chirurgico, per cui l'appuntamento con lui è fissato direttamente al training camp 2014. Al suo posto, nei restanti quattro incontri, vedremo in azione il veterano Dekoda Watson ed il rookie da Rutgers (una garanzia...) Ka'Lial Glaud.

Buone notizie invece per Darrelle Revis, l'altro giocatore che nella partita di Charlotte aveva rimediato un infortunio che sembrava di una certa gravità, visto che dopo un colpo tra spalla e torace l'ex CB dei Jets era rientrato negli spogliatoi senza più fare ritorno sul terreno di gioco.

Nel corso della conferenza stampa di ieri Schiano ha sottolineato come Revis non abbia nessun problema particolare, ma abbia rimediato solamente un forte colpo tra spalla e parte alta del busto, confermando invece la gravità del KO di Casillas, la cui annata è da considerarsi già in archivio.

In quanto a Revis.... beh, in quanto a Revis ci sarebbe da dire come questo giocatore - che prima di chiudere anzitempo la partita a causa dell'infortunio aveva preso in faccia un TD bruciante da Ted Ginn, non proprio Megatron.... - sembri avere una marcia in meno rispetto al campione ammirato per tanti anni a New York. 

Revis avrebbe dovuto spostare gli equilibri, non a caso i Glazer avevano deciso di investire ben 15 milioni di dollari all'anno su questo giocatore, non proprio spiccioli. Certo, si sapeva che il CB #24 era reduce da un infortunio devastante al ginocchio, ma si confidava sul fatto che - partita dopo partita - il suo rendimento potesse crescere in maniera importante. Revis il suo diligente compitino lo fa sempre ma è chiaro che da uno come lui ci si aspetta molto, molto di più.

Ma a proposito di questo argomento avremo modo di parlare a lungo nel corso dell'ormai imminente offseason, adesso speriamo che anche il buon Darrelle termini in crescendo questa sua prima stagione a Tampa e riesca a ritrovare lo smalto dei giorni migliori. Sperando, nel 2014, di ritrovare in campo quel CB dominante che era (e al momento non è più) lo "spauracchio "numero uno dei QB di tutta l'NFL.

lunedì 2 dicembre 2013

Contro Buffalo match-chiave per i Bucs

Quale futuro per Greg Schiano?
La partita di domenica prossima, all'apparenza un incontro inutile ai fini della classifica tra due team ampiamente fuori - e già da lungo tempo - dalla corsa ai playoff, ha in realtà parecchi motivi di interesse, e meriterà di essere seguita con estrema attenzione.

Se infatti la partita di Charlotte (così come sarà tra due settimane con San Francisco) era un match ampiamente fuori portata per i Bucs attuali, negli altri incontri con Buffalo, St. Louis e con i Saints che nell'ultima settimana scenderanno in campo se non con i rincalzi comunque con il freno a mano tirato per evitare infortuni alla vigilia dei playoff, molti dei protagonisti dei Bucs attuali si giocheranno una fetta importante del proprio futuro.

A cominciare dall'Head Coach, il quale, se vuole avere speranze di essere confermato, dovrà a mio avviso vincerne almeno un paio delle restanti quattro gare, ma soprattutto dovrà essere in grado di schierare in campo una squadra decisamente diversa da quella, molle e arrendevole, che ieri sembrava il team pasticcione e inconcludente di inizio anno e non la compagine tosta e combattiva del mese di novembre.

I Buffalo Bills sono, sostanzialmente, una squadra della stessa "fascia" di Tampa Bay, e contro un avversario simile non sono ammesse scuse. Non solo dunque dovrà arrivare la quarta "W" stagionale, ma dovrà anche cambiare approccio al match, perchè il team sconclusionato e sfilacciato preso a bastonate da Newton e soci perderebbe da chiunque, Bills compresi.

Come si diceva nei giorni scorsi, questo mese di dicembre sarà importante per il futuro della nostra squadra, anche perché non credo che la Proprietà – per ora – abbia ancora preso una decisione definitiva, né in un senso né in un altro.

La situazione odierna ricorda un po' quella del 2011; all'epoca il team guidato da Raheem Morris "sbragò" ignobilmente, facendosi asfaltare anche da avversari ampiamente alla portata, e nulla fu in grado di salvarne la permanenza sulla sideline dei Bucs, nemmeno le "perorazioni" da parte di praticamente tutti i giocatori, ai tempi schierati apertamente con l'HC.

Rispetto al 2011, quest'anno una qualche reazione c'è stata, ma dubito che un solo mese giocato in maniera decente possa garantire a Schiano e ai suoi assistenti di salvare il posto sulla sideline dei Bucs per il 2014. Dunque, apprestiamoci a seguire con interesse queste quattro ultime partite, e saranno importanti tanto i risultati quanto l'approccio del team e il modo di tenere il campo, perché anche le sconfitte possono essere diverse tra loro, dato che un conto è perdere giocando come a Seattle, altro farsi prendere a sberle senza reagire come è accaduto nel match di ieri.

Poi, che sia una decisione a dir poco "discutibile" quella di far dipendere la conduzione tecnica della squadra per l'anno prossimo dall'esito di quattro partite di fine stagione contro avversari più o meno motivati, è tutto un altro discorso; ma qui bisognerebbe ridiscutere i "massimi sistemi" che differenziano in maniera piuttosto netta la gestione di un team professionistico americano, soprattutto nel football, da quanto accade ad esempio in ambito europeo, dove - per dire - un Greg Schiano sarebbe già stato esonerato ad inizio ottobre, e non solo nel caso in cui i proprietari del team in questione si chiamassero Cellino o Zamparini...

domenica 1 dicembre 2013

Nessuna sorpresa, vittoria ai Panthers

Il RB Bobby Rainey
Ci avevano abituato bene i Bucs, nelle ultime partite. Oggi invece si è tornato all'antico, con Tampa Bay mai in controllo del match, e con un divario evidente tra le due squadre in campo, che si è tradotto alla fine con un netto punteggio di 27-6 a favore di Carolina.

E' stata lampante la superiorità dei Panthers in entrambe le fasi di gioco, tanto in attacco quanto in difesa.

Male Mike Glennon, che ha commesso troppi e gravi errori, con un sanguinosissimo fumble prima e con un altrettanto grave intercetto poi, errori che hanno tagliato le gambe ai Bucs, spezzando ogni tentativo di rimonta. 

Peccato, perché il QB da NC State aveva iniziato la partita in sicurezza, trovando Underwood per alcuni primi down e poi Vincent Jackson con una bomba da 60 yards, fermato a un soffio dall'endzone. Ma, di fatto, la partita di Glennon è finita proprio con quell'ottimo passaggio per Jackson. Un paio di giochi più tardi, il fumble spezza-gambe ha consegnato tutta l'inerzia del mtch ai Panthers, che da lì in poi hanno messo la freccia e hanno superato i Bucs senza più guardarsi indietro.

Si interrompe così la striscia di 8 partite con TD da parte di Glennon, che stasera esce dallo stadio dei Panthers a testa bassa, dopo aver disputato forse la sua partita più modesta, insieme alle prime due contro Arizona e Phila. Protetto anche poco e male dalla OL, che ha concesso cinque sack e una costante pressione alla difesa di Carolina, è stata davvero una brutta serata per il "pennellone". Appuntamento a domenica prossima contro Buffalo, dunque, per cercare di tornare ai livelli di novembre.

Male il gioco su passaggio, male anche quello su corsa. Bobby Rainey è stato limitato a lungo dalla difesa dei Panthers, e ha iniziato a guadagnare yards solo a partita già ampiamente compromessa. Occorre trovare maggiore continuità nelle corse, che già avevano funzionato pochissimo anche domenica scorsa a Detroit. Che sia già finita la bella "favola" di Bobby Rainey? Speriamo di no...

E la difesa? Male, a mio avviso, Perché oggi bisognava fare una cosa, più di ogni altra: e cioè limitare Newton, mettergli pressione, e fargli sentire il fiato sul collo e le mani in faccia. E invece, nulla di tutto ciò. La nostra D prima gli ha concesso una corsa da oltre 50 yards, e poi - per l'intera partita - tutto il tempo che serviva per trovare il ricevitore più libero. Poi, non sono mancate alcune belle giocate della difesa, ma troppo estemporanee (gli intercetti di Tandy e David) per poter incidere davvero sul match.

La partita di stasera, insieme a quella contro San Francisco, era il match più difficile tra quelli rimanenti da qui al termine della stagione; la sconfitta era dunque ampiamente pronosticabile, contro un team in forma smagliante che oggi ha raggiunto la ottava W di fila. La prossima, invece, è un "must win game" per Tampa Bay. Infatti i Bucs affronteranno al RJS un team al loro (modesto) livello, i Buffalo Bills, e se Schiano vuole davvero salvare il posto sulla sideline e i giocatori dimostrare che quanto visto nel mese di novembre non è stato solo un'illusione, tra sette giorni è ammessa solo la vittoria, possibilmente giocando anche un football di buon livello anziché quello - davvero mediocre - esibito per quasi tutti i 60 minuti di questa sera.

sabato 30 novembre 2013

La metamorfosi di Greg Schiano...



Prendo spunto da un intervento di un tifoso, Luca79, per cercare di fare il punto su coach Greg Schiano, autore in pochi giorni di un'incredibile "metamorfosi" a 360 gradi, che lo ha visto passare in meno di un mese da "dead coach walking" a "guru della sideline"...

Luca79, in un commento ad un post precedente, scrive così:

Ma secondo voi lo Schiano di oggi è lo stesso di due mesi fa?

Anch'io se pensassi a tutto quello che è successo lo caccerei anche se arrivasse alla fine con un record 8-8

Mi sbaglierò, però credo anche il suo approccio sia cambiato. Mi sbaglio?


Credo che sia proprio questa "LA" domanda che molti tifosi dei Bucs si stanno facendo, ossia se i recenti exploit della truppa guidata da Greg Schiano siano solo un fuoco di paglia o se in effetti ci sia qualcosa di concreto alla base di questo trend positivo iniziato in realtà con una sconfitta (a Seattle in overtime, giocandosela però alla pari con una squadra tra le più forti dell’NFL) e proseguito poi con le tre vittorie consecutive.

Non è facile rispondere a questa domanda, anzi, forse non è nemmeno possibile farlo in questo preciso momento e bisognerà aspettare le prossime cinque partite per avere le idee un po' più chiare in proposito e qualche ulteriore elemento a disposizione per cercare di fare una valutazione minimamente sensata.

Tutti possono migliorare, e riuscire a farlo essendo consapevoli di avere commesso tanti errori e cercando di correggerli (ed il buon Schiano ne ha commessi anche troppi, di sbagli…) è sintomo di capacità e intelligenza. Però voglio vedere – dico la prima cosa che mi viene in mente, di certo non la più importante ma forse la più evidente – se alla prima occasione Schiano tenterà nuovamente l'aggressione al QB avversario che si inginocchia per terminare la partita, una giocata un po’ "vigliacca" che contribuì a creare attorno a Schiano (e ai Bucs) un alone negativo, di squadra "sporca" guidata sulla sideline da un "bullo", forse più adatto ad allenare un team di ragazzi al college che una squadra di professionisti nell'NFL.

Quello della carica sul QB kneel magari sarà un esempio banale, ma l'ottusa ostinazione con cui il nostro HC ha continuato a chiamare questo gioco (non solo lo scorso anno ma anche in questa stagione, ad esempio per ben due volte contro Arizona facendo infuriare a ragione Carson Palmer) mi ha sempre fatto cascare le braccia, inducendomi a pensare che certe granitiche certezze non sarebbero mai state scalfite. E di solito, chi si nutre di "granitiche certezze" e non è mai sfiorato dal benché minimo dubbio, ha molto spesso un posto assicurato dalla parte del torto…

Naturalmente non mi dilungo poi sugli altre mille episodi più volte affrontati anche su questo blog, dalla discutibile gestione della free agency alla maniera pessima in cui è stata gestita la "Freeman saga", per non parlare poi di certe scelte tecniche (l'iper-utilizzo di Doug Martin, le chiamate offensive troppo spesso figlie di un playbook conservativo all'eccesso) o del fatto che stando alle dichiarazioni rilasciate "sottobanco" da molti giocatori, Schiano stesse per perdere lo spogliatoio, anche a causa di certi comportamenti esasperati più da "sergente dei marines" che da capo allenatore. Va benissimo la disciplina a maggior ragione considerando che i Bucs venivano dall'"anarchico" triennio di Raheem Morris , ma anche trasformare One Buc Place in Guantanamo non è stata forse la più brillante delle idee possibili…   

Ecco, può anche darsi il caso che otto sconfitte consecutive, l'essere diventato lo zimbello dell'intera NFL oltre che il bersaglio di critiche ferocissime da parte di stampa e tifosi, essere stato ad un soffio dal licenziamento (perché se la striscia perdente fosse continuata credo che alla fine i Glazer lo avrebbero sollevato dall'incarico, magari affidando il team a Wannstedt), ecco, un po' tutti questi elementi forse possono avere indotto Schiano a compiere profonde riflessioni, a capire che occorreva un radicale cambiamento a 360 gradi per cercare di salvare la pelle e conservare il posto di lavoro anche per l'anno prossimo…

Tecnicamente, tanto per fare un esempio, il playbook offensivo dei Bucs è adesso assai diverso da quello di inizio stagione, c'è una varietà di gran lunga maggiore nelle chiamate (anche con un ricorso mai banale ai trick plays), e occorre riconoscere che dal match di Seattle in avanti abbiamo visto in campo un'altra squadra, rispetto a quella timorosa e improduttiva delle prime sette partite, che sembrava giocare quasi con il freno a mano tirato. 

Poi, c'è un altro punto in favore di Greg Schiano: e cioè che il gioco è migliorato e sono arrivate le prime vittorie quando sono usciti di scena a causa di infortuni giocatori importantissimi, del calibro di Mike Williams e Doug Martin; senza contare che in pratica giochiamo senza il kicker (il Lindell di oggi è del tutto inaffidabile) e non abbiamo mai potuto schierare Carl Nicks, colui che doveva essere uno dei perni della OL. 

Insomma, migliorare il rendimento del team e riuscire ad arpionare qualche "W" quando in campo scendono le seconde e le terze linee (vedi il "miracolo" compiuto dalla secondaria nel match di Detroit, priva dei suoi uomini migliori – Goldson e Revis – ma capace di realizzare  una prestazione perfetta), è sintomo che il CS sta facendo bene il suo lavoro, e che la squadra lo segue. Perché altrimenti, a Detroit, i Bucs avrebbero fatto la stessa misera figura che i Packers hanno rimediato quattro giorni dopo, e anziché espugnare - con pieno merito - un campo difficile come il Ford Field saremmo tornati in Florida con tanti punti (a pochi) sul groppone...

Infine, Mike Glennon. E qui la faccenda si fa ancora più interessante, perché non ci dimentichiamo che nessuno (ripeto: nessuno) dei presunti "esperti" di draft riteneva che questo giocatore potesse ritagliarsi un ruolo da protagonista in NFL, a maggior ragione nel suo anno da rookie, per di più buttato nella mischia in un momento in cui a Tampa regnava il caos più assoluto. Il prodotto da NC State ha appena incamerato il riconoscimento di "offensvie rookie of the month" e nel mese di novembre le sue statistiche sono davvero superbe, oltre a avere condotto la squadra a tre W e ad una sola L (in overtime). Chiaramente è troppo presto per dare giudizi su Glennon, che da qui in avanti dovrà confermare le belle cose mostrate finora e migliorare sotto tanti punti di vista, certo che se Schiano ci avesse visto giusto sul  "pennellone" da NC State, beh… premesso che la gestione pessima di Freeman (che come ho ripetuto più volte Schiano era liberissimo di scambiare sul mercato, ma doveva farlo a febbraio, non a ottobre!) rimarrebbe comunque come una "macchia" nel curriculum dell'ex HC di Rutgers, ma se Glennon si confermasse da qui a fine stagione sui livelli dell'ultimo mese, credo che questo sarebbe un ulteriore punto a favore di Schiano per la sua eventuale conferma, poiché davvero era l'unico ad avere intravisto in questo giocatore un potenziale da vero “franchise QB”.

Ripeto, io direi di aspettare e di vedere come andrà a finire questa stagione, prima di celebrare la conversione di Schiano da "fesso patentato" a "novello guru della sideline"… certo, non si può far finta di non vedere come i Bucs – ad esempio –  domenica scorsa abbiano espugnato quella Detroit che, quattro giorni dopo, ha spazzato via i Packers o come la squadra sia uscita a testa alta e piegata solo in overtime da un campo proibitivo come quello di Seattle. E poi, una volta i Bucs hanno vinto perché gli avversari avevano problemi interni (Miami), un’altra perché erano in crisi profonda (Atlanta), la terza perché ci avevano sottovalutato (Detroit)… e se invece i Bucs stessero crescendo e diventando (con imperdonabile ritardo, certo) una "vera" squadra, tosta e con gli attributi? 

Panthers, Bills, 49ers, Rams e Saints: le prossime cinque partite ci diranno senz'altro qualcosa di più sulla nostra squadra e su chi la guida dalla sideline, e se questo brillante mese di novembre sia stato solo un'illusione o l'inizio di qualcosa di concreto e duraturo, in ottica 2014 ….. e soprattutto ci offriranno ulteriori elementi, necessari per cercare di capire se – dopo quelle di Ovidio e Kafka – si potrà includere anche Greg Schiano tra gli autori di celeberrime "metamorfosi" passate alla storia…! ;-)

venerdì 29 novembre 2013

E' ancora incerta la presenza di Revis a Charlotte

Il CB Darrelle Revis
Non è affatto sicura la presenza di Darrelle Revis domenica prossima a Charlotte, nel (quasi) proibitivo match che vedrà i Bucs opposti alla squadra forse più in forma dell'intera NFL, quei Carolina Panthers reduci da ben sette vittorie consecutive.

Revis, che a causa di un problema all'inguine ha assistito dalla sideline all'intero secondo tempo della partita vinta da Tampa Bay a Detroit, nei giorni scorsi ha saltato tutti gli allenamenti, e solo oggi si è ripresentato sul terreno di gioco. Tutte da verificare sono però le sue condizioni, e probabilmente il nodo della sua presenza verrà sciolto solo domenica, nell'imminenza del kickoff.

Chiaramente la presenza di Revis sarebbe preziosissima, poiché difficilmente i rincalzi della secondaria dei Bucs potranno ripetere i "miracoli" del match di Detroit, e la presenza dell'ex CB dei NY Jets sarebbe di fondamentale importanza per arginare il gioco aereo dei Panthers, che vede il veterano Steve Smith nei panni del pericolo pubblico numero uno, ma senza dimenticare il TE Olsen e gli altri due WR LaFell e Ginn.

Ad ogni modo, per cercare di tornare in Florida con la quarta W di fila sarà comunque necessario - Revis o non Revis - cercare di limitare Cam Newton. Bisognerà fare in modo di non concedere a "Mr. Simpatia" tutte quelle yards guadagnate su corsa, con scramble spesso improvvisati che si rivelano micidiali e decisivi per scardinare le difese avversarie. Così come, nei giochi di passaggio, sarà cruciale che la nostra D-line sia aggressiva e in grado di mettergli le mani addosso e, magari, fargli assaggiare il terreno con qualche bel placcaggio...

Delle cinque rimanenti partite, proprio la trasferta di Charlotte (insieme a quella casalinga con San Francisco) mi sembra la più difficile da vincere. Per il resto, il match interno con Buffalo pare alla portata di questi, recenti , Bucs, così come la squadra dovrebbe essere in grado di giocarsela sia a St. Louis, contro un team comunque in crescita, che a New Orleans, dove probabilmente i Bucs affronteranno i rincalzi dei Saints che nell'ultimo match di regular season risparmieranno i titolari in vista degli imminenti play-off.

Dunque un record finale intorno alle 5 o addirittura 6 W non è affatto da escludere, e probabilmente sarà sufficiente a Greg Schiano per salvare la pellaccia e ritornare sulla sideline dei Bucs anche nel 2014. Uno scenario davvero impronosticabile, che nessuno avrebbe mai potuto immaginare solamente un mese fa, quando l'HC dei Bucs era ritenuto una sciagura peggiore della MRSA e "Fire Schiano" era ormai diventato un vero e proprio "mantra" tra i tifosi (tutti, nessuno escluso) in Red and Pewter...! 

mercoledì 27 novembre 2013

L'NFL premia Glennon e David: è il momento dei Bucs

Mike Glennon e Lavonte David
Periodo ricco di gratificazioni in casa Buccaneers, dopo l'exploit delle tre vittorie consecutive culminate con il blitz corsaro in quel di Detroit: il QB Mike Glennon è stato nominato offensive rookie of the month mentre il LB Lavonte David ha ottenuto il riconoscimento di defensive player of the week.

Premi importanti, a testimonianza di come in brevissimo tempo sia cambiata l'aria dalle parti di Tampa Bay: e sono bastate "solo" tre vittorie - il che sembra davvero incredibile, dopo tutto quello che era successo! - per cambiare radicalmente la percezione della squadra (e soprattutto del suo allenatore) presso l'opinione pubblica.

E adesso anche l'NFL si è per cosi dire "accorta" dei Bucs, elargendo importanti riconoscimenti a due dei protagonisti della (ahimè tardiva) rimonta di Tampa Bay.

Mike Glennon è dunque l'offensive rookie del mese, ed in  effetti non solo il ragazzo ha portato a casa tre vittorie (a novembre l'unica sconfitta è arrivata in OT, nel match perso per un soffio in casa dei Seahawks) ma anche i numeri parlano in suo favore: il QB di Tampa Bay ha ottenuto - veterani compresi - il terzo più alto "rating" tra tutti i pari ruolo registrando a novembre un ottimo 119.7, primeggiando nelle yards per passaggio (8,92) e piazzandosi al secondo posto in quanto a miglior percentuale di passaggi completati, lanciando ben 7 TD pass ed un solo intercetto... difficile in effetti fare meglio di così, e non solo per un rookie. Il tutto, considerando che il ragazzo era stato draftato solamente al terzo giro, e che ben poche erano le aspettative nei suoi confronti. La cosa più interessante credo sia comunque la costante crescita di Glennon, che partita dopo partita sta tenendo i campo con sempre maggiore fiducia, riducendo al minimo gli errori e dimostrando, alla faccia di chi lo aveva "bocciato" dopo neanche due partite, di avere le potenzialità per diventare un giocatore importante, non solo "uno dei tanti". O almeno, questo è quello che tutti noi gli auguriamo, al simpatico "Pennellone"... come si può non fare il tifo, per uno che ha una faccia "buffa" come la sua?! ;-)

Lavonte David è stato invece premiato come difensore della settimana; sì, a Detroit Lavonte ha giocato un ottimo match (12 tackles, 1 intercetto, 1 fumble provocato), ma in realtà questo giocatore è un fuoriclasse assoluto che gioca benissimo ogni partita, e che ha tutte le carte in regola per costruirsi una carriera da protagonista. Al suo approdo in NFL c'era chi sosteneva che fosse "undersized" per giocare tra i PRO ad altissimo livello, guarda caso più o meno gli stessi appunti che venivano rivolti, quasi vent'anni fa, a un certo Derrick Brooks... una sola cosa, in questi quasi due anni, credo si possa rimproverare al LB #54: quel momento di annebbiamento che è costata  la sconfitta nell'opener di quest'anno, con quel fallo stupido quanto evitabile ai danni di Geno Smith. Ma a fronte di un episodio negativo si potrebbero citare le mille giocate da campione messe a segno da questo ragazzo, abilissimo nel fermare il gioco di corsa quanto capace di andare a stendere il QB avversario o - come è accaduto a Detroit - di intercettarlo. Lavonte David, uno da "blindare" al più presto con una ricca e lunga estensione contrattuale, guai a perderlo un giocatore così!

Infine, da segnalare un movimento nel roster dei Bucs: al posto dell'infortunato TE Tom Crabtree, è stato firmato il pari ruolo Kyle Adams. 25 anni, approdato ai Bears come undrafted rookie nel 2011, Adams ha giocato 24 partite con la maglia di Chicago, prima di essere rilasciato all'inizio di questa stagione. Bloccatore, uomo da special team,  si spera che Adams possa comunque fornire un qualche utile contributo alla causa, aiutando il rookie Tim Wright ormai divenuto starter indiscusso anche perché, fino all'arrivo di Adams, unico TE sopravvissuto nel roster! 

martedì 26 novembre 2013

Sbancare Charlotte: missione impossibile?

Mike Glennon e Bobby Rainey
Credo che il match che attende i Bucs domenica prossima, la quasi proibitiva trasferta in quel di Charlotte contro quella che è forse la squadra al momento più in forma dell'intera NFL, offra parecchi motivi di interesse, sebbene da un punto di vista strettamente legato alla "classifica" il match in questione sia importante soprattutto per Carolina, ancora in piena corsa per la postseason.

Per Tampa Bay (come è stato evidente ormai sin da inizio ottobre...) l'appuntamento con i playoff è rimandato al futuro (si spera prossimo), ma le cinque rimanenti partite di questa stagione 2013 meritano comunque a mio avviso di essere seguite con estrema attenzione, e non solo perché dopo questi cinque match ci attendono i lunghissimi (e noiosissimi) mesi di offseason.

In primo luogo, sarà interessante vedere se questi "rabberciati" Bucs, che ormai inseriscono in IR un giocatore importante dopo ogni partita, saranno in grado di tenere il campo alla pari con i lanciatissimi Panthers, pur schierando tantissimi rookie (da Glennon a Wright, al quasi rookie Rainey) e ancor più rincalzi e seconde linee (a maggior ragione se anche Revis sarà costretto a dare forfait).

Le tre vittorie arrivate nelle ultime settimane sono state ottenute – sostengono in molti – o contro team alle prese con gravi problemi interni (Miami), o letteralmente allo sbando (Atlanta) o che hanno affrontato sottogamba il match con i Bucs sicuri di far valere, in un modo o nell'altro, il proprio maggior tasso tecnico (Detroit). Adesso, e su questo sono d'accordo un po' tutti quanti, arriva il match "impossibile": i Panthers non solo sono – come detto – un team in forma smagliante, ma di sicuro non sottovaluteranno i Bucs, tradizionali rivali di division tra i quali non si fanno mai "sconti".

Innanzi tutto, sarà da seguire, in un simile contesto, il giocatore dei Bucs su cui vertono le maggiori attenzioni, e cioè il QB rookie Mike Glennon. Spulciando i vari blog e forum che, in particolare oltreoceano, seguono i Bucs da vicino se ne leggono davvero di tutti i colori a proposito di questo giocatore.

C'è chi ha già bocciato Glennon, ad esempio, per i finali di partita disputati "in calando"; il che mi sembra a dir poco ingeneroso visto che parliamo di un rookie che, è vero, ha giocato male i minuti finali delle sue primissime partite, quelle in cui era stato gettato nella mischia dopo tutto il caos generato dalla "Freeman saga" ed in cui sarebbe stato impossibile combinare qualcosa di meglio di quanto fatto dal rookie da NC State. Ma come ho già avuto modo di scrivere in altre occasioni, abbiamo aspettato (invano) quasi cinque anni Josh Freeman e, in passato, sei anni Vinny Testaverde (con il medesimo esito): possibile che non si possa aspettare almeno la conclusione del suo campionato da rookie per dare un giudizio sereno e senza pregiudizi a proposito del QB #8?

Così come è poco saggio, al contrario, illudersi di avere già trovato il nuovo franchise QB: sia chiaro, sono il primo a sostenere che si debba dare fiducia a Glenonn e le ultime prestazioni sono senz'altro incoraggianti, così come mi fa piacere che il ragazzo sia stato il primo QB ad avere messo a segno un TD pass nelle sue prime otto partite tra i PRO. Ma da qui a considerarlo il titolare indiscusso per i prossimi dieci ani mi pare un po' avventato, aspettiamo almeno le prossime cinque partite e vediamo se il ragazzo mostrerà ulteriori progressi prima di ritenere di avere pescato il "jolly" all'ultimo draft, dove nessuno tra gli addetti ai lavori (ma proprio nessuno, Schiano a parte) aveva previsto un futuro da sicuro protagonista per questo "lungagnone"... chissà che almeno questa non l'abbia azzeccata, l'ex HC di Rutgers...  

Poi, c'è la questione Bobby Rainey: capisco che in tempi come questi sia di moda "tranciare" giudizi assoluti dopo nemmeno un paio di partite, però anche in questo caso direi di aspettare ancora un po' prima di ritenere che il "vero" Rainey sia il giocatore "spaziale" ammirato contro Atlanta o quello "impalpabile" che contro i Lions non è riuscito mai a realizzare un guadagno consistente.

Glennon e Rainey saranno dunque due sorvegliati speciali nel match di Carolina, soprattutto in prospettiva futura per cercare di capire cioè se questi due giocatori possano dare un contributo importante anche in ottica 2014, quando i Bucs – si spera – lotteranno finalmente per i playoff e non per evitare l'ultimo posto nella division...

In prospettiva più immediata, ritengo invece che per sbancare Carolina dovrà essere la difesa a compiere l'impresa. Per vincere, bisognerà limitare Cam Newton e dunque D-line e defensive back saranno chiamati a replicare (soprattutto i DB) l'eccellente prestazione di domenica scorsa. Piccola postilla: non credo sia un caso che gli intercetti di Stafford siano arrivati per lo più in quei rari casi in cui McCoy e soci hanno costretto il QB di Detroit a liberarsi del pallone con una certa fretta. Sarà la scoperta dell'acqua calda, ma riuscire a limitare il QB avversario mettendolo sotto pressione e obbligandolo a lanciare senza troppi secondi a disposizione fa tutta la differenza, quasi sempre, tra una W e una L...

Per chiudere, vista la "simpatia" (ehm...) che sprigiona Cam Newton, credo che anche i "gufi" più accaniti tra i tifosi dei Bucs, quelli che pur di non vedere più Schiano sulla nostra sideline e per scegliere con la first pick overall al prossimo draft avrebbero preferito chiudere la stagione con un record di 0-16, domenica prossima non sarebbero poi così dispiaciuti se a Tampa Bay riuscisse la "mission impossible" di espugnare Charlotte, considerata appunto la "simpatia" (ehm...) del QB di Carolina, in grado di raggiungere livelli quasi ineguagliabili...! ;-)