venerdì 11 ottobre 2013

Anche il CB Banks colpito da MRSA!

Il CB Johnthan Banks
Se non è epidemia, poco ci manca: a poche ore dalla notizia che Carl Nicks era stato nuovamente colpito da MRSA, dopo avere (solo in apparenza) recuperato dall'infezione, tanto da essere sceso in campo nelle ultime due partite dei Bucs, ecco arrivare adesso la pessima notizia che in casa Tampa Bay si registra un nuovo caso di giocatore colpito da MRSA...

La vittima di turno è il CB rookie Johnthan Banks, il terzo giocatore dei Bucs colpito da questo batterio dopo Carl Nicks e il kicker Lawrence Tynes. Davvero una bruttissima notizia, che al di là di avere colpito un giocatore in ascesa come Banks, conferma comunque come a One Buc Place ci sia qualcosa di decisamente poco salubre.

Nessun giocatore degli altri 31 team NFL è rimasto vittima di simili infezioni, mentre a Tampa c'è quasi un epidemia, visto che ormai siamo arrivati a tre casi acclarati di MRSA. Urge risolvere in fretta la questione, prima che il resto della squadra venga decimato...

Davvero una stagione iniziata male e proseguita peggio questo 2013. Si è iniziato in preseason con i primi casi di MRSA, poi le sconfitte "incredibili" con New York e New Orleans, la sfibrante telenovela conosciuta come "Freeman saga", il record di 0-4, e adesso altri due casi di MRSA, con la speranza che siano gli ultimi e che lo staff sanitario riesca a bloccare questa dilagante infezione...

Intanto, via-twitter, l'NFL insider Adam Schefter ipotizza anche soluzioni drastiche, in vista di domenica:
NFLPA tells @wingoz that, depending on what MRSA containment report says, the NFLPA could advise Bucs-Eagles not to play this weekend.

Nuovo caso di MRSA per Carl Nicks

Carl Nicks
L'MRSA è tornata a colpire Carl Nicks: il giocatore dei Bucs, che nel corso della preseason era stato colpito da questa infezione, sembrava essere completamente guarito, al punto da scendere in campo nelle ultime due partite disputate da Tampa Bay.

Nei giorni scorsi però, si è verificata una "ricaduta", ed ora è arrivata la conferma ufficiale: l'MRSA ha colpito ancora la guardia dei Bucs, e a questo punto non si sa di preciso se il campionato di Nicks sia da considerarsi finito o se ci sia qualche possibilità di recuperarlo per le ultime partite...

Queste le parole del GM Dominik, a proposito della situazione di Carl Nicks:
"This is a recurrence for Carl Nicks of the MRSA, same place, same location," general manager Mark Dominik told reporters Thursday. "From everything we've been told and understand, this does happen, which is why MRSA is a bacteria that is hard to treat. Talking to the infectious disease specialist who's been treating Carl and working with us, with other professionals, he also confirmed he believes strongly this is the same infection he's dealing with."

RJS "sold out" - Da segnalare invece una notizia abbastanza inattesa: per il match di domenica contro gli Eagles, i Bucs hanno annunciato che il Raymond James Stadium è esaurito: incredibile, "sold out" al RJS! Probabile che la rivalità con Philadelphia abbia contribuito a far vendere tanti biglietti, così come molti saranno i supporters degli Eagles. Speriamo che si tratti di un'inversione di tendenza e che i tifosi dei Bucs tornino a riempire lo stadio anche per i prossimi match: non c'è niente di peggio che vedere le squadre in campo circondate dagli spalti del RJS tristemente semivuoti, come troppe volte è accaduto in questi ultimi anni.

giovedì 10 ottobre 2013

Un rientro importante: Tom Crabtree

Il TE Tom Crabtree
Il ruolo di tight-end non è forse il più rilevante in una squadra di football, per quanto in questi ultimi anni l'importanza del TE sia sensibilmente cresciuta (vedi i recenti New England Patriots, che tra i principali punti di forza avevano proprio due ottimi TE come Hernandez e Gronkowski prima che problemi di diversa natura li mettessero KO entrambi).

Il ruolo in questione è importante sia nei giochi di corsa, quando il TE diventa un bloccatore aggiunto che in quelli di passaggio, in cui viene utilizzato sia come vero e proprio ricevitore che come "valvola di sicurezza" per il QB. Non a caso proprio un TE, Kellen Winslow, è stato nel suo triennio di permanenza in maglia Bucs uno dei bersagli preferiti e più affidabili di Josh Freeman.

Ma veniamo alla situazione attuale: Tampa Bay era già debole ad avvio di stagione, nel ruolo in questione. Il terzetto di TE avrebbe dovuto essere formato da Stocker, Crabtree e Byham, con Stocker più adatto per ricevere, Byham per bloccare e Crabtree, forse il più completo dei tre, discretamente abile a svolgere entrambe le mansioni.

Stocker e Byham, a causa di seri problemi fisici, sono già da tempo finiti in IR, e dunque per loro la stagione 2013 è già terminata. Per Crabtree, invece, deve ancora iniziare, visto che un infortunio alla caviglia rimediato in preseason ha impedito sino ad ora all'ex Green Bay Packers di scendere in campo.

Domenica contro gli Eagles, però, dovrebbe essere la volta buona. Crabtree farà il suo debutto in maglia Bucs, e per il rookie Glennon poter contare almeno su un "vero" TE potrebbe rappresentare un discreto aiuto; al momento, nel ruolo in questione, oltre al claudicante Crabtree l'unico giocatore impiegato come TE è un undrafted rookie, quel Timothy Wright da Rutgers che tra l'altro al college giocava da WR... naturalmente non si potranno chiedere a Crabtree i miracoli, considerata la condizione fisica precaria e la caviglia ancora malconcia. Ma se non altro i Bucs riusciranno a schierare nel ruolo un TE "autentico", anziché ricorrere a maldestri adattamenti che ovviamente non hanno dato alcun risultato. 

Ma l'errore, tanto per cambiare, è stato commesso "a monte": così come Schiano avrebbe fatto bene a liberarsi di Freeman nel corso della offseason, dato che non lo riteneva adatto a guidare un team vincente, così è stata clamorosamente sottovalutata la situazione dei TE; perché anche se il terzetto Stocker-Byham-Crabtrree fosse stato in perfette condizioni di salute, avremmo avuto tre giocatori modesti, sicuramente non in grado di "spostare" gli equilibri in un ruolo forse non decisivo ma che avrebbe comunque meritato ben altra attenzione, in fase di costruzione della squadra, da parte di GM e HC.

mercoledì 9 ottobre 2013

DeSean Jackson "stuzzica" Darrelle Revis...

Il CB Darrelle Revis
Domenica prossima, al RJS, si affronteranno due squadre che stanno vivendo momenti decisamente opposti: i Philadelphia Eagles sono belli carichi, reduci dal trionfo del MetLife Stadium ai danni degli storici rivali dei New York Giants, mentre i Bucs annaspano nei bassifondi della NFC, con un record di 0-4 e con ben nove sconfitte nelle ultime dieci partite disputate...

E se gli Eagles difficilmente potranno contare sul QB Michael Vick a causa di un infortunio al ginocchio, va però ricordato che al suo posto giocherebbe eventualmente Nick Foles, che proprio l'anno scorso guidò gli Eagles ad una rocambolesca rimonta al RJS, lanciando per 381 yards (con 2 TD e 0 intercetti) e portando alla W la squadra biancoverde.

Ma l'anno scorso qualsiasi QB era in grado di ammassare statistiche da record contro la ridicola secondaria dei Bucs edizione 2012. La situazione, almeno da questo punto di vista, è però cambiata con l'arrivo di veterani di esperienza quali Goldson e Revis, l'aggiunta del rookie Banks e la crescita costante del secondo anno Mark Barron.

In questi giorni c'è un giocatore degli Eagles, il WR DeSean Jackson, velocissimo in campo e dalla lingua altrettanto rapida, che si è divertito a "stuzzicare" proprio il principale DB dei Bucs, il CB Darrelle Revis, che verosimilmente sarà il suo diretto marcatore per buona parte del match.

DeSean Jackson ha da un lato riconosciuto il valore di Revis, ma ha anche sottolineato che il buon Darrelle può rassegnarsi, perché domenica non riuscirà a stargli dietro... ecco le parole di DeSean Jackson:
“I’m sure [Revis] will follow me around,” Jackson said, via Phil Sheridan of ESPN.com. “He followed me around when he was with the New York Jets two years ago. I’m sure his coaches are confident in him. But I don’t think he can run with me. I don’t think he’s as fast as me.”

E ancora, tanto per rimarcare il concetto:
Jackson said he plans to "put my speed on him and stress on him as I can" on Sunday. 

Di solito affermazioni di questo genere sono sintomo di "tensione" per dover dovere affrontare un veterano di estrema classe, e spesso si rivelano un autentico boomerang, ritorcendosi contro chi le ha pronunciate... speriamo sia così anche questa volta e soprattutto speriamo di cancellare quell'orrendo "0" dalla caselle delle W; anche perché ormai non ce lo ricordiamo nemmeno più il sapore della vittoria, dato che a Tampa siamo diventati bravissimi solo in una cosa: a trovare any given sunday un modo diverso per perdere la partita...!

martedì 8 ottobre 2013

Firmato il QB Rodgers per la practice squad

Il QB Jordan Rodgers
Accasatosi Josh Freeman a Minnesota, i Bucs hanno firmato a loro volta un QB, anche se solo - almeno per ora - per la "practice squad". Vedremo se sarà proprio il nuovo arrivato, Jordan Rodgers, ad occupare il posto nel roster dei 53 ancora a disposizione dopo il rilascio di Freeman.

Jordan Rodgers, 25 anni (coetaneo di Freeman) è un undrafted rookie con un trascorso universitario a Venderbilt. Fratello minore del celebre Aaron, fuoriclasse dei Green Bay Packers, Jordan Rodgers è stato firmato dopo il draft di quest'anno dai Jacksonville Jaguars, che lo hanno però rilasciato alla vigilia del training camp.

Tratte dal Tampa Bay Times, queste le parole di Greg Schiano a proposito di Rodgers:
"He fits in our building," coach Greg Schiano said. "He's a ball guy, he loves it. A grinder, likes to study, likes to be around football, likes to be around the locker room, and we're looking for as many of those guys as we can put in this building."

Inevitabile la sottolineatura su come, in casa Rodgers, ci sia già un QB di un certo livello...
"Good bloodlines, No. 1, right?" Schiano joked. "His brother has done some things in this league. But he's his own man. Since college, (GM) Mark (Dominik) and I have both had our eye on him. There's something about him. He's a competitor. He's not the biggest guy, he's just a fiery guy who's a baller."

Il ragazzo ha pienamente recuperato da un problema all'inguine, emerso durante un minicamp con i Jaguars e per risolvere il quale si è sottoposto ad un intervento chirurgico. Da segnalare come Rodgers e Glennon siano stati compagni di stanza, nel corso degli allenamenti svolti in vista del draft:
"I'm good friends with Mike. We were just talking, you wouldn't think when we were training together we'd end up on the same team," Rodgers said. "But it's a great situation. I love Mike. I'm behind him the whole way. He'll be helping me and I hope I'll be able to help him on gamedays."

Vedremo nei prossimi  giorni se sarà proprio Rodgers ad essere inserito a roster o se il posto lasciato libero da Freeman sarà occupato da qualche altro giocatore. Inutile ricordare, ad esempio, come la situazione a livello di TE sia al momento pressoché disperata, visto che ad oggi - a roster - di TE effettivo ce n'è soltanto uno, quel Tom Crabtree peraltro ancora alle prese con il ben noto problema alla caviglia che potrebbe limitarne non poco l'utilizzo domenica contro gli Eagles, ammesso che Crabtree possa finalmente fare il suo esordio in maglia Bucs...

lunedì 7 ottobre 2013

Josh Freeman firma un annuale con Minnesota!

Josh Freeman
Stando a quanto riportato da NFL.com, Josh Freeman avrebbe trovato una nuova squadra: si tratta dei Minnesota Vikings, con i quali Josh si accinge a firmare un accordo - per circa tre milioni di dollari - fino al termine della attuale stagione. Sembrava che il giocatore potesse accasarsi a Buffalo o ad Oakland, invece, un po' a sorpresa, ecco arrivare la notizia dell'accordo con Minnesota.

Probabile che la scelta sia dipesa dal fatto che Freeman abbia ricevuto dai Vikings la garanzia di giocare da starter, e dunque è probabile che molto, molto presto torneremo a vedere Josh in campo, e farà un effetto un po' strano vederlo con una casacca diversa da quella red and pewter...

"Freeman saga", il punto di vista di Roy Cummings

L'ex QB dei Bucs, Josh Freeman
Chi è Roy Cummings? Si tratta di uno dei principali “sportswriter” del Tampa Tribune, uno dei due quotidiani (insieme al Tampa Bay Times) della zona di Tampa Bay.  Ieri, sul Tribune, è apparso un articolo a firma di Cummings, in cui il giornalista analizza nel dettaglio la “Freeman saga", cercando di spiegare i motivi per cui il ragazzo dovrebbe solo rimproverare se stesso, se le cose sono finite nel modo che sappiamo, "assolvendo" di fatto la società che ha agito – a dire di Cummings – nell’unico modo possibile.

Riporto sul blog il punto di vista di vista di Cummings non tanto perché lo condivida, quanto perché a fronte di tante voci scettiche circa l’operato del coaching staff ed in particolare di Greg Schiano, Cummings è forse il primo autorevole giornalista "locale", ossia che conosce meglio la realtà dei Bucs proprio per frequentazione quotidiana dell’ambiente, che cerca di aprire scenari nuovi e si sforza di offrire un punto di vista inedito sui motivi per cui, in un mese, a Tampa sia successo tutto il putiferio terminato con l’allontanamento del giocatore.

Quello che mi interessa capire, nei limiti del possibile, è cosa sia successo davvero in questa storia che ha cambiato il volto alla nostra squadra, con un’uscita di scena repentina e inattesa di quello che era il giocatore più rappresentativo dei Bucs. Ribadisco che la "Freeman saga" è una orribile telenovela, ma proprio per questo vorrei che si riuscissero a scrivere in maniera definitiva i titoli di coda, e dunque ritorno, per l’ennesima volta, sull’argomento.

Che cosa sostiene Roy Cummings? A suo avviso, fino al famoso episodio della mancata partecipazione di Josh alla foto di squadra, non c’erano problemi particolarmente gravi tra giocatore e head coach. In quella ormai famigerata circostanza della foto mancata, un black-out notturno – racconta Cummings – mise fuori uso la sveglia del giocatore, che non riuscì ad arrivare in tempo all’evento in questione. Quale fu la reazione della società, dopo questo fatto? Nessuna, Schiano decise di non multare il giocatore e, visto che si era trattata di una serie sfortunata di eventi, preferì evitare ogni tipo di sanzione.

Il problema, a detta del giornalista del Tribune, è che un episodio analogo e ancora più grave si verificò la settimana seguente, precisamente il giorno dell’opener contro i New York Jets: in quella occasione Freeman non si presentò al "team breakfast" e arrivò in ritardo al "team bus" che avrebbe accompagnato la squadra allo stadio. Altri due episodi di "negligenza", sottolinea Cummings, ma anche qui Schiano decise di non calcare troppo la mano, multando il giocatore per 4.000 dollari anziché per i 12.000,00 previsti dal regolamento interno per infrazioni di questo tipo, il tutto accompagnato da una raccomandazione "Don’t let it happen again".

Dalla partita contro i Jets in poi, però, Cummings non riporta altri episodi "negativi" o "negligenti" o "di insubordinazione" da parte di Freeman; il giornalista del Tribune sottolinea invece che, dopo l’annuncio del suo panchinamento a favore di Glennon, Freeman non si presentò a due "team mettings", il che gli costò il "declassamento" a terzo QB e il conseguente fatto di essere dichiarato “inactive” per la partita contro i Cardinals. Da qui in avanti Cummings non scende più nel dettaglio, sorvolando su alcuni episodi che forse avrebbero meritato un po’ di attenzione (l’uscita delle notizie relative all’uso di sostanze proibite da parte del giocatore, ad esempio), terminando il suo articolo con queste parole:
"Given all that, it’s hard to imagine any other coach or team handling this situation any differently… Based on all the evidence, however, it seems Freeman did all this to himself."

Premesso che sono certo della buona fede del  giornalista, il suo mi pare un articolo un po’ troppo "schierato" e che poco mi convince sulla assoluta bontà dell’operato da parte della Società. Davvero qualsiasi altro coach avrebbe gestito la cosa come ha fatto Schiano? Sicuri che la colpa sia tutta e sola di un parte, cioè di Freeman?

Mah, sarà che io non sono sicuro di nulla e che mi alimento di dubbi, però più si scava in questa storia e meno si capisce come siano andate le cose. Anche perché Cummings in pratica fa capire come, dall’episodio del "duplice ritardo" prima della partita con i Jets sino al suo panchinamento e alla mancata partecipazione ai "team meetings" a cui avrebbe dovuto partecipare nei panni di backup QB, Freeman si sia comportato in maniera pressoché impeccabile.

Dunque sarebbe stata solo una scelta dettata da ragioni "tecniche" quella di Schiano, così almeno sembra voler sostenere Cummings... Ma se è stato così, allora, si torna al punto di partenza: dopo averlo allenato per un anno intero, Schiano non si era accorto che Josh Freeman era questo tipo di giocatore? Non poteva "liberarsene" in offseason guadagnandoci anche qualcosa, in una eventuale trade? Occorrevano tre partite della nuova stagione (due delle quali perse non a causa di Freeman) per rendersi conto che occorreva un altro QB?

Non so, personalmente l’arringa difensiva di Roy Cummings a favore della Società non mi ha proprio convinto, mi pare un po’ lacunosa e le argomentazioni a sostegno della sua tesi lasciano a desiderare omettendo situazioni che invece avrebbero meritato ben altro rilievo... pur avendone (un po' tutti, credo) le scatole piene di questa storia, sembra quasi impossibile parlare di altro e tornare a discutere di sano football giocato; riusciremo, un giorno si spera non lontano, a scrivere a proposito della "Freeman saga" la parola "FINE"?

domenica 6 ottobre 2013

E' già terminata la stagione 2013 di Tampa Bay?

L'HC dei Bucs, Greg Schiano
La stagione 2013 è, tutto sommato, appena iniziata; se è vero che un quarto di questo campionato è già in archivio, da qui al termine di questo anno di football mancano ancora 12 partite, cioè tantissime, e dunque - almeno in teoria - tutto è ancora possibile... o no?!

Vediamo cosa ci dice la "Storia" del nostro sport: dal 1970, cioè da quando NFL e AFL si unirono dando vita all'attuale NFL, soltanto una volta (in oltre 40 anni) un team che ha iniziato la stagione con un record di quattro sconfitte consecutive è riuscito a disputare i playoff.

Una simile impresa riuscì ai San Diego Chargers del 1992 allenati da Bobby Ross, che dopo una partenza ad handicap chiusero con un lusinghiero 11-5, che li condusse in postseason dove peraltro nell'incontro di Wild Card ebbero la meglio sui Kansas City Chiefs, prima di terminare l'annata nel successivo incontro di Divisional contro i Miami Dolphins.

Sono quasi 200 le squadre, in oltre 40 anni, ad avere iniziato con un record di 0-4 ma solo una ha compiuto il miracolo di agganciare i playoff: Beh, diciamo che i precedenti storici non sono proprio molto favorevoli (eufemismo...!), anche se prima o poi - per la legge dei grandi numeri - ci sarà pure un'altra squadra che riuscirà a ripetere l'impresa dei Chargers 1992... ecco, diciamo che sembra poco probabile che questo potrà riuscire ai "nostri" Bucanieri, visto tutto quello che sta capitando dalle parti di One Buc Place! ;-)

Ma anziché "giocare" con i numeri, cerchiamo di analizzare con un minimo di criterio la situazione dei Bucs, sulla base di quanto visto in questo primo scorcio di stagione e dando anche un'occhiata alla "schedule" rimanente da qui a fine dicembre.

Il problema principale dei Bucs, a mio avviso, non è tanto (paradossalmente...) il fatto di ritrovarsi sullo 0-4, quando la situazione di permanente "tensione" e di "caos" ininterrotto che sembrano regnare in quel di Tampa. Il sergente Schiano, dopo aver fatto fuori nel peggiore dei modi possibili e con una tempistica altrettanto pessima Josh Freeman, adesso non ha più scuse: e dato che, se non cambieranno le cose, la prossima testa a saltare sarà la sua, da qui in avanti l'HC dovrà dimostrare non solo di avere ancora in pugno la squadra, ma soprattutto di essere in grado di condurre il team all'obiettivo per il quale, sostanzialmente, viene lautamente retribuito: vincere qualche partita.

Circa la disputa "Schiano vs Freeman" se ne sono scritte, e se ne sono lette, di tutti i colori. Chi difende il coach, chi difende il giocatore, chi parla senza conoscere l'argomento del contendere ma solo per un vaghissimo sentito dire... ecco, in tutto ciò affermare che la "saga" in questione mi sia venuta letteralmente "a noia", non rende bene il concetto: molto, molto di più! ;-)

Come ho avuto modo di sostenere in precedenti post, a mio avviso poteva starci - da un punto di vista strettamente tecnico - l'avvicendamento di Josh Freeman, anche perché è un sacrosanto diritto di qualsiasi HC quello di scegliere come QB un giocatore di sua assoluta fiducia, visto che buona parte della fortuna professionale di un capo allenatore dipende proprio dal quarterback. Quello che però contesterò sempre a Greg Schiano sono i modi e i tempi con cui si è giunti al siluramento di Freeman.

In quanto ai modi, non c'era il minimo bisogno di far uscire da One Buc Place tutti quegli "spifferi" tesi a delegittimare Josh di fronte a tifosi e opinione pubblica, fino a quasi farlo passare per un delinquente (tra l'altro la NFLPA si sta muovendo per chiarire meglio la situazione, dato che la privacy di Freeman è stata violata in modo pesante, proprio dalla Società).

In quanto ai tempi, Schiano sapeva benissimo sin dal termine dello scorso campionato cosa potesse garantirgli Freeman, dopo averlo allenato per un anno intero. E allora non si aspettano tre partite del 2013 per farlo fuori, ma si cerca una trade con un altro team nel corso dell'offseason, cosa che peraltro avrebbe consentito ai Bucs di ricevere qualcosa in cambio, fosse stato anche solo una scelta al quarto o al quinto giro.

E se invece è successo qualcosa di particolarmente grave che ha fatto precipitare la situazione in questo ultimo mese, si abbia il coraggio di metterci la faccia spiegando, nei limiti del possibile, le "vere" ragioni del siluramento del giocatore, senza raccontare "storielle" (dalla mancata partecipazione di Josh alla foto della squadra, in giù...). Ma farlo fuori ricorrendo allo stillicidio di "notizie" spifferate all'insider NFL di turno, mi pare un comportamento quasi meschino, tra al'altro assai poco in linea con quelli che sono i valori che paiono essere fondanti per Schiano (spirito di corpo, lealtà, coesione del gruppo, unità di intenti, ecc.).

Ad ogni modo, è probabile che la verità VERA non la sapremo mai, ammesso che ce ne sia una sola di verità, in una "storiaccia" come questa dalle mille sfaccettature...

Ma tornando al titolo del post, la domanda corretta non mi sembra tanto se sia possibile o meno raddrizzare la stagione, quanto se giocatori e CS riusciranno a lasciarsi alle spalle l'enorme polverone che i recenti fatti hanno sollevato. Senza peraltro tralasciare un altro (importantissimo) aspetto, quello tecnico: riuscirà un rookie di belle speranze come Mike Glennon, buttato nella mischia più per mancanza di alternative che per convinzione, a guidare sul campo i Bucs e a realizzare l'auspicata inversione di tendenza?

Nelle ultime dieci partite disputate sono arrivate ben nove "L", e l'unica "W" risale all'ultima giornata del 2012, con i Falcons che negli ultimi secondi di quell'incontro anziché cercare la rimonta preferirono far terminare il match, per evitare infortuni in vista degli imminenti playoff... dunque non proprio una W particolarmente significativa, ottenuta giocando contro un team con la testa già proiettata alla posteseason.

Dando un'occhiata alla schedule rimanente di questo 2013, mi pare che sia proprio la prossima partita quella che i Bucs hanno più possibilità di vincere, e per varie ragioni. Intanto, oggi Tampa Bay osserverà il "bye", mentre i prossimi avversari, i Philadelphia Eagles, saranno impegnati nella difficile partita con i tradizionali rivali dei New York Giants; vero che anche i NYG sono sullo 0-4, ma un match tra New York e Phila è - e sarà sempre, in qualsiasi situazione di classifica - una battaglia durissima.

Dunque domenica 13 ottobre i Bucs, reduci dal bye, affronteranno gli Eagles, reduci dal match con i Giants. E già questo è un aspetto positivo (minimo, certo, ma nella situazione attuale ci dobbiamo aggrappare proprio a tutto) per la truppa di Schiano. Aggiungiamoci il fatto che Mike Glennon, dalla partita con i Cardinals sino al 13 ottobre, avrà avuto parecchio tempo per analizzare con il coaching staff il match con Arizona, e per cercare di correggere quelli che sono stati gli errori più evidenti del suo esordio.

E poi, oggettivamente, anche Philadelphia è una squadra che sta attraversando un periodo di assestamento, dopo tantissimi anni ha cambiato head coach, e la filosofia di Chip Kelly deve ancora essere assorbita pienamente da Vick e compagni. Insomma, gli attuali Eagles rimangono un avversario ostico ma alla portata dei Bucs, sempre che la nostra squadra riesca a scendere in campo concentrata e "cattiva" (in senso buono), lasciandosi alle spalle polemiche e controversie di quest'ultimo periodo.

Dopo il match con gli Eagles, nelle successive cinque partite, i Bucs affronteranno due volte Atlanta (che al momento ha perso qualche partita di troppo, ma che rimane un avversario sempre tostissimo), giocheranno due volte in casa con Panthers e Dolphins e saranno impegnati a Seattle (forse la partita più difficile di tutte, considerato il valore dei Seahawks).

Insomma, per evitare di ritrovarsi dopo dieci partite con un record di sconfitte già in doppia cifra (0-10... roba che neanche ai tempi dei derelitti Bucs di Testaverde!) bisogna incominciare a incamerare qualche "W". A mio avviso, Eagles (soprattutto), e poi Panthers e Dolphins sembrano le avversarie più abbordabili, più difficile sarà - sempre sulla carta - superare gli arcirivali di Atlanta ed espugnare Seattle.

Ma, lo ripeto, queste sono solo chiacchiere di un tifoso, amareggiato e deluso per come è iniziata quella che nelle speranze di tutti doveva essere la stagione del riscatto, e che invece si è tramutata nella ennesima annata costellata di problemi, caos totale e difficoltà...

L'ultimo pensiero (ma ultimo in assoluto, spero, perché sull'argomento specifico non vorrei tornarci più) è per Josh Freeman.

Se siete lettori più o meno assidui del blog, saprete che non sono mai stato tenero con questo giocatore, a cui in un certo senso non perdonavo di avere prima "illuso" disputando una stagione 2010 a livelli eccellenti, e poi "deluso" per le tante, troppe, partite scialbe e incolori delle annate successive. Ebbene, devo però dire che il modo in cui il QB #5 è stato fatto fuori mi ha provocato un qual certo dispiacere (sarà la vecchiaia che incombe, ad avermi trasformato  in un "lacrimoso" sentimentale? Può darsi ;-)...!).

Freeman, dopotutto, è stato un giocatore importante per la storia di questa franchigia, della quale tra l'altro detiene ad oggi praticamente tutti i record nel ruolo di QB, per quanto l'unica vera statistica che conti sia, alla fine, quella relativa al numero di "W" e di "L"; e avendolo seguito praticamente dal suo esordio (ricordo che con altri tifosi dei Bucs scherzammo, all'epoca, sul fatto che il giorno in cui Freeman sarebbe stato introdotto nella HoF avremmo potuto raccontare ai nostri nipoti che noi c'eravamo, quel giorno a Wembley, quando Josh fece il suo esordio in NFL con la maglia dei Bucs...) ebbene, mi sembra che questo ragazzo paghi al di là di limiti tecnici evidenti, anche una certa fragilità caratteriale, il che - in uno sport in cui si fa a gara a recitare il ruolo di "duro" a tutti i costi - me lo ha reso, in questi ultimi tempi, particolarmente simpatico...

Poi, magari un domani salterà fuori che aveva ragione da vendere Schiano e che Josh era "il male"... nel frattempo, ribadisco il mio "good luck" all'ultima profezia mancata di Raheem Morris, colui che doveva diventare "the next franchise QB" e che invece sarà ricordato come uno dei giocatori più discussi e controversi nella quasi quarantennale storia dei Tampa Bay Buccaneers ...