Nemmeno nella giornata di oggi il RB Doug Martin e il LT Antohny Collins hanno preso parte all'allenamento, e questo è un segnale decisamente negativo circa la possibilità di una loro presenza a Cleveland.
Un altro giocatore che potrebbe dare forfait per la trasferta in Ohio è l'ultimo arrivato, il PR/KR Holliday, alle prese con quei problemi muscolari che avevano indotto i Giants a tagliare il giocatore.
Se l'assenza di Martin potrebbe essere compensata dall'esordio in campionato del rookie Sims, che anche oggi si è allenato senza problemi, oltre che da Rainey e da James, discorso diverso va fatto per il LT Anthony Collins.
Già la linea offensiva dei Bucs è debole e male assortita e se dovesse perdere quello che è comunque ritenuto (a torto o a ragione...) uno dei suoi elementi più importanti come Collins, anche contro i non irresistibili Browns sarebbe durissima per il QB Mike Glennon, destinato a subire la solita insostenibile pressione da parte della linea difensiva avversaria.
Oggi al posto di Collins si è allenato Oniel Cousins, un mestierante di modestissima levatura, che probabilmente domenica verrà alternato al rookie Pamphile (e finalmente potremo avere un'idea di che pasta è fatto questo oggetto misterioso) ed eventualmente a Dotson, sempre che Collins non riesca a recuperare.
giovedì 30 ottobre 2014
mercoledì 29 ottobre 2014
Martin infortunato, riattivato Charles Sims?
Doug Martin è rimasto però a bordo campo a guardare i compagni, essendo alle prese con un infortunio alla caviglia sinistra, rimediato nel corso del match di domenica scorsa contro Minnesota.
E' invece tornato ad allenarsi regolarmente un altro RB, il rookie Charles Sims, che potrebbe essere riattivato in questi gironi e scendere in campo domenica a Cleveland.
Sims si era infortunato nel corso della preseason ed era stato inserito nella injured list "temporanea". Il giocatore è riattivabile a partire da questa settimana e, anche considerando le precarie condizioni di salute di Martin, è probabile che contro i Browns assisteremo all'esordio di Charles Sims in NFL.
Problemi ad un piede anche per Antohny Collins, e visto l'insufficiente rendimento fornito con puntualità ogni domenica dalla offensive line, sarebbe un problema non piccolo dover rinunciare anche al LT titolare.
Per quanto riguarda la sostituzione dei due giocatori che ieri sono stati oggetto di scambio, saranno verosimilmente Major Wright e Danny Lansanah a sostituire rispettivamente Mark Barron e Jonathan Casillas, con quest'ultimo che peraltro aveva già perso il posto da titolare a favore del LB #51.
martedì 28 ottobre 2014
Trade: Barron ai Rams e Casillas ai Patriots
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| Mark Barron in azione contro la sua prossima squadra. |
In cambio di Barron, i Rams hanno spedito a Tampa due scelte del prossimo draft, una al quarto ed una al sesto giro. In linea teorica è poco, per una pick n.7 overall, ma del resto va considerato il rendimento (mediocre) di questo giocatore nei suoi ormai due anni e mezzo in NFL. Vedremo in cosa si materializzeranno queste due scelte ulteriori nel prossimo draft, in cui peraltro i Bucs saranno privi della propria scelta al quarto giro, oggetto di scambio con i Patriots nella trade che ha portato Mankins a Tampa.
Per quanto riguarda l'altra trade, i Bucs hanno dato ai Patriots oltre al LB Casillas anche la propria scelta al sesto giro del prossimo draft, ricevendo in cambio quella al quinto giro di New England. Ennesima trade con NE nettamente a vantaggio della squadra di Boston, che oltre a uno scambio quasi alla pari con Tampa di due reciproche "late round pick", riceve in gentile omaggio un giocatore comunque abbastanza interessante come Casillas, fino all'altro ieri LB starter dei Bucs. Mah, mi domando perché a Tampa continuino a fare gentili omaggi a quel vecchio volpone di Bill Belichick...
lunedì 27 ottobre 2014
OL e DL, due reparti da ricostruire
E' andata in scena ieri, contro i pur
modesti Minnesota Vikings, l'ennesima prestazione di questi Bucs
edizione 2014 che è definibile unicamente con questo termine (o con
sinonimi aventi il medesimo significato): o-r-r-e-n-d-a.
Lasciamo
stare il fatto che alla fine avremmo anche potuto arpionare una W
grazie soprattutto alla pochezza degli avversari, ma per tre quarti
abbondanti il livello di gioco espresso ieri da Tampa Bay è stato,
ancora una volta, gravemente insufficiente.
Eh sì, perché qui purtroppo siamo
arrivati ormai quasi a metà stagione e al di là del record
straperdente (1-6) quello che più sconforta è che quest'anno i Bucs
non è che giochino semplicemente sottotono o magari lascino comunque
intravedere qualche barlume di speranza per il futuro. Ogni partita è
la copia identica del match precedente, e – se possibile – si fa
un passo indietro anziché uno in avanti. Male l'attacco, male la
difesa, male gli special team...
Credo sia importante cercare di capire
le ragioni del perché qualunque avversario sembri sempre
infinitamente più forte dei Bucs e quali sono i settori su cui, tra
draft e free agency, bisognerà cercare di intervenire in maniera più
massiccia per cercare di raddrizzare le sorti di questa squadra. A mio modo di vedere sono le due linee, sia
quella offensiva che quella difensiva, i settori non dico da
rifondare ma su cui sarà indispensabile procedere pesantemente con
l'innesto di forze fresche e talentuose.
Cominciamo dall'attacco: la OL sta
facendo una fatica tremenda sia ad aprire varchi per i RB, con i
poveri Martin e Rainey che nel migliore dei casi riescono a strappare
un paio di yards ma che più spesso si infrangono sul muro avversario
con un guadagno pari a zero, sia – ancora di più – nella
protezione che dovrebbe fornire al QB nei giochi di passaggio.
E qui si apre una doverosa parentesi,
riferita a Mike Glennon.
Potrebbe fare di più il nostro QB? E'
lui una delle cause principali degli attuali problemi dei
Bucs? A mio avviso, no alla prima e no anche alla seconda domanda.
Glennon sta già facendo miracoli in
serie, sia a "mantenersi vivo", dato che dopo circa due decimi di
secondo dallo snap ha già l'intera linea difensiva avversaria che
cerca di stenderlo a terra e sia perché anche in una situazione
disperata come quella attuale il secondo anno da NC State mi sembra
uno dei pochi che riesca comunque a combinare qualcosa di decente, e se
- come mi auguro – il giocatore proseguirà il suo percorso di
crescita, tutto dovremmo fare nel prossimo draft tranne che scegliere
un altro QB.
Ma chiudiamo la parentesi Glennon e
torniamo alla OL: che fosse un punto debole dei Bucs lo si sapeva, ma
anche da molto tempo, di sicuro era cosa nota sia all'epoca della free
agency che del draft. E se nel corso della FA sono stati acquisiti
giocatori sulla carta importanti come Collins e Dietrich-Smith, è
stato invece gestito in maniera assai più discutibile il draft dello
scorso maggio.
Forse nella speranza di recuperare Carl
Nicks, si sono scelti due giocatori per la OL solo al quinto giro, ma
nè Edwards nè Pamphile si sono dimostrati di una minima utilità
finendo regolarmente, ogni domenica, tra gli "inactive players".
Certo, sono due giovani prospetti e magari tra un paio di anni
diventeranno giocatori utili, ma ai Bucs serviva ADESSO del talento
per la linea offensiva, non (forse) tra un paio di campionati.
Poi si è cercato di aggiustare le cose
con la trade che ha portato Mankins a Tampa, ma non è da un logoro
veterano di lungo corso la cui carriera è ormai in evidente parabola
declinante che potevamo aspettarci il miracolo di far rifiorire la
nostra linea offensiva.
Infine il coaching staff, che ha le sue
(non lievi) responsabilità per come sta facendo rendere questa
linea, che non sarà di prima qualità – questo è evidente – ma
che non può nemmeno continuare a giocare in questo modo visto che
comunque qualche nome importante c'è (Collins, Dietrich-Smith, lo
stesso Mankins...).
Purtroppo però i problemi non sono
solo nella OL; anche in difesa la linea desta seria preoccupazione
perché non è possibile che i QB avversari riescano sempre a uscire
dal RJS belli freschi come dopo una gita al mare. Una volta per i QB
era l'inferno dover affrontare Sapp, Rice, Brooks, Quarles... adesso
giocare a Tampa è diventata, quasi, una vacanza.
Ieri nemmeno nei momenti cruciali siamo
riusciti a mettere "seriamente" pressione sul rookie Bridgewater,
che quando contava ha potuto mettere in aria il pallone per trovare i
suoi ricevitori liberi. Magari saremo riusciti a portare una
pressione maggiore rispetto a quanto visto nella partita contro
Baltimore, in cui Flacco non era mai stato nemmeno sfiorato dai
nostri difensori nell'intero arco del match, ma ancora non ci siamo.
Gerald McCoy è il punto fermo da cui
ripartire (e nella prossima free agency si dovrà blindare l'altro
unico fuoriclasse del team, il LB Lavonte David in scadenza al
termine del 2015) ma al fianco di Geraldone non possiamo schierare
tre mestieranti qualsiasi, perché altrimenti basterà raddoppiare o
triplicare il #93 per garantire al proprio QB una domenica di relax.
Al di là di McCoy, il processo di crescita di Gholston mi
sembra si sia fermato, Johnson è sempre alle prese con problemi
fisici che ne condizionano il rendimento e McDdonald fa il suo
compitino, ma se la linea difensiva è composta da questi quattro
titolari, allora sarà necessario irrobustire e non poco anche questo
reparto, tra FA e draft.
A mio avviso, per cercare di tornare ad
essere minimamente competitivi occorrerà ripartire proprio dalle due
linee, tanto quella offensiva che quella difensiva. E poi, ci
occuperemo di tutto il resto ma non avrebbe senso "sprecare" la
prima scelta del prossimo draft (che se non sarà la prima assoluta
sarà comunque o la seconda o la terza) per giocatori di altro tipo.
Poiché leggo in vari forum USA
esortazioni e inviti a HC e GM a draftare questo o quel QB, ribadisco
che quello del lanciatore di palla è uno dei problemi di gran lunga
minori degli attuali Bucs. Come dicevo ieri, così come un edificio
ha bisogno di solide basi per restare saldamente in piedi così un
team di football va costruito partendo dalle fondamenta che in una
squadra sono OL e DL; poi, in un secondo tempo, ci si potrà anche
occupare del tetto (= QB), ma senza una base solida crollerà tutto
quanto, compresa una eventuale copertura formata da oro e pietre preziose
(= con una OL come la nostra metteteci anche Joe Montana o Dan Marino
a ricevere lo snap da Dietrich-Smith, e vedrete che cambierà ben
poco...).
domenica 26 ottobre 2014
I soliti Bucs: un modo per perdere lo trovano sempre...
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| Un'immagine che riassume il match: Bucs KO! |
Oggi, poi, Tampa Bay ha escogitato un nuovo modo per perdere il match: fumble nel primo possesso dell'overtime riportato in endzone dagli avversari... come dicevo qualche giorno fa, di sicuro non ci si annoia a guardare i Bucs visto che ogni volta i nostri eroi riescono a trovare un modo diverso ed inedito, per perdere le partite...
In realtà, non c'è voglia neanche di fare dello spirito su questa armata brancaleone sempre più allo sbando, guidata da un coaching staff che sembra avere smarrito la direzione, anzi, che sembra non averla mai trovata....
Stasera, per tre quarti, abbiamo assistito a uno dei più brutti incontri di football degli ultimi decenni, tra due squadracce orrende che non riuscivano a combinare nulla, se non pasticci ed errori in serie. Lievemente meglio ha comunque fatto Minnesota, che portatasi sul 10-0 sembrava avere in pugno il match; un sussulto d'orgoglio dei Bucs ha portato la squadra di casa in vantaggio con un bel TD nato dalla connection "Glennon to ASJ", ma raggiunti dagli avversari e costretti all'overtime, i Bucs hanno alzato bandiera bianca nel primo gioco del supplementare, con un fumble dello stesso ASJ e conseguente TD vincente di Minnesota.
Giusto così? Sì, giusto così, tra due squadre orribili ha comunque vinto quella meno indecente, perché questa sera i Bucs, per tre quarti abbondanti di partita, sono stati davvero imbarazzanti, per non dire di peggio.
L'unico su cui non mi sento di tirare la croce addosso è Mike Glennon. Anche chi non ha mai visto in vita sua una partita di football non farebbe fatica a capire che il giraffone di colpe ne ha pochissime, visto che dopo mezzo secondo (ma anche meno, diciamo dopo tre decimi dallo snap...) il nostro QB ha - ogni volta! - l'intera linea difensiva avversaria che gli mette le mani addosso.
Come le case si costruiscono dalle fondamenta così le squadre di football si dovrebbero edificare a partire dalla linea offensiva. E invece, con l'attuale OL che non apre mai - MAI! - un varco per i RB nè è mai in grado di proteggere - MAI! - il QB nei giochi di passaggio, la musica sarà sempre questa. Verremo asfaltati dalle squadre appena decenti e nel migliore dei casi ce la giocheremo con quelle mediocri come Minnesota, ma credo sia inutile sperare nel tanto agognato "turnaround" di cui coach Lovie Smith ha ampiamente "farneticato" nel corso della settimana.
Questi Bucs sono costruiti male, e se hanno un'attacco penalizzato da una OL deficitaria, cosa dire, ad esempio, della secondaria? Verner è un giocatore mediocre, Goldson è strapagato in maniera quasi ridicola per il rendimento che offre, Banks ha evidenti limiti (come avrà fatto stasera a mangiarsi l'intercetto della vittoria, avendo già la palla tra le mani...), e Barron sembra un mestierante scelto al quinto giro, non certo la settima scelta assoluta del draft di due anni fa.
Gli attuali Buccaneers possono contare su due fuoriclasse (McCoy e David), su un giocatore (Mike Glennon) il cui potenziale è ancora tutto da valutare ammesso che la OL che in teoria dovrebbe "proteggerlo" gli permetta di arrivare "vivo" a fine stagione, e poi su tutta una serie di comparse che stanno peraltro giocando ampiamente al di sotto delle loro possibilità.
E credo che a questo punto ci sia anche da interrogarsi sulla bontà del lavoro svolto dal coaching staff, perché non è possibile che i Bucs, partita dopo partita, peggiorino sempre un po' il proprio rendimento, invece di iniziare a giocare un football decente.
Contro Minnesota l'unica nota lieta, oltre a un paio di cose interessanti mostrate da Glennon quando ha avuto almeno un secondo di tempo per lanciare il pallone, le ha mostrate il kicker Murray, che ha infilato tra i pali anche da distanze non banali i FG che hanno tenuto Tampa Bay in partita.
Infine, due parole sul punt returner appena firmato in settimana, Holliday: da come ha giocato, mi è sembrato chiarissimo il motivo per cui i Giants lo abbiano tagliato senza mai fargli disputare nemmeno uno snap; ma anche qui, la colpa non è del giocatore, chiaramente impresentabile, ma di chi lo ha portato a Tampa....
sabato 25 ottobre 2014
Estensione contrattuale di 7 anni per McCoy!
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| Gerald McCoy e il GM Jason Licht. |
Arriva alla vigilia del match contro Minnesota una notizia molto importante per Tampa Bay: il DT Gerald McCoy, che sarebbe diventato free agent al termine dell'attuale campionato, ha siglato quest'oggi una estensione contrattuale della durata di sette anni, sino alla stagione 2021 compresa!
Il compenso complessivo previsto ammonta a 95,2 milioni di dollari (con incentivi che potrebbero far arrivare la cifra sino a 98 milioni), di cui 51,5 garantiti, per una media annuale di 13,6 M. Queste cifre fanno di Gerald McCoy il Defensive Tackle più pagato nella storia dell'intera NFL
In attesa di una conferenza stampa prevista per lunedì ed in cui saranno forniti tutti i dettagli dell'accordo, il GM Jason Licht ha rilasciato questa dichiarazione:
“From the moment Lovie and I arrived here, we knew it was vital for us to keep Gerald in Tampa Bay long term as one of the cornerstones of our franchise,” said Licht. “With the backing of the Glazer family, we were able to accomplish that. On the field, Gerald is one of the best players in the National Football League, who has been extremely productive and will be for years to come. We are happy to reward someone that has a rare work ethic, which not only makes him an elite player, but serves as an example for our entire team. His commitment, character and leadership are attributes that make him a truly special person, who will play a pivotal role in our future success.”La notizia è molto positiva, perché perdere McCoy sarebbe stato un colpo durissimo per questi Bucs, visto che parliamo di uno dei pochi campioni che abbiamo a roster nonché di uno dei leader dello spogliatoio.
E non credo abbia molto senso porsi la domanda "ma non saranno un po' troppi tutti questi soldi?". Non credo abbia molto senso perché non c'erano strade alternative, per convincere l'ex stella di Oklahoma a rimanere a Tampa. Solo ricoprendolo di dollari, infatti, avremmo potuto convincere un giocatore del suo calibro a restare in uno dei team più deboli dell'intera lega.
In quanto ai problemi sul salary cap e su quanto inciderà questo rinnovo sulle future free agency dei Bucs, ci porremo questi "problemi" a tempo debito. Stasera, per una volta, si festeggia perché dalla Florida è arrivata una buona notizia. Il giocatore simbolo dei Bucs ha deciso di non abbandonare il vascello pirata e di proseguire per molti altri anni ancora la navigazione indossando i nostri colori, nonostante quelli attuali siano tempi di "burrasca" (per non dire di peggio). Ben rimasto a bordo, Gerald!
venerdì 24 ottobre 2014
V. Jackson smentisce una sua possibile trade
Nella giornata di ieri lo stesso Jackson, al centro di quelle che potremmo definire "insistenti voci di mercato", ha preso la parola per fare il punto della situazione circa un suo possibile trasferimento da Tampa.
Ecco cosa ha detto il WR dei Bucs (dal Tampa Bay Times):
"In this business, those kind of things get talked about quite often. Each and every year, there's going to be guys moved around to different teams," Jackson said. "I'm not surprised by it. Obviously I appreciate teams' interest, but I'm happy here in Tampa. I've heard nothing here that would suggest I'm going anywhere. I'm going to let that pass on and keep doing my job."
Il 31enne ex ricevitore dei Chargers ha dunque affermato di essere onorato per l'interesse mostrato nei suoi confronti da parte di altre squadre, ma al momento sembra escludere che ci sia una effettiva possibilità di un suo trasferimento, dicendosi contento di rimanere a Tampa.
In casi simili, per valutare se sia probabile o meno che una trade vada a buon fine, è importante la situazione contrattuale del giocatore, e per quel che riguarda Jackson le cose stanno in questo modo: oltre a quello in corso, il WR #83 ha altri due anni di contatto con i Bucs, sino al termine della stagione 2016, ed a cifre non banali, circa 10 milioni a campionato.
Considerati i 31 anni di Jackson, il fatto che per lui sia inevitabilmente iniziata la parabola discendente della carriera e che le sue statistiche attuali non siano proprio fenomenali (anche se bisogna considerare il contesto in cui VJax gioca oggi, e cioè una squadra il cui valore assoluto è tra i più modesti dell'intera NFL) è difficile trovare una squadra non solo disposta a cedere qualcosa ai Bucs (non più comunque di una scelta al terzo o al quarto giro del prossimo draft, credo sarebbe difficile ottenere qualcosa di più...) ma anche interessata ad investire su un over 30 la ragguardevole cifra di 10 milioni di dollari a stagione.
Personalmente spero che Jackson rimanga a Tampa, già la squadra è debole e privarsi di uno dei pochi giocatori di classe presenti a roster sarebbe una pessima idea, soprattutto se in cambio dovesse arrivare una scelta di metà draft; non in grado cioè di spostare in alcun modo gli equilibri degli attuali Buccaneers, che di ben altro avrebbero bisogno per risollevarsi che un più o meno inutile mid-round draft pick (e con cui magari scegliere i prossimi Edwards o Pamphile, i due OL presi dai Bucs al quinto giro del'ultimo draft e abbonati al ruolo di inactive players...).
E poi la cessione di Jackson equivarrebbe ad alzare bandiera bianca in maniera sin troppo manifesta, e di tutto hanno bisogno i Bucs tranne che di una cosa: indebolirsi ulteriormente. Se poi vogliamo invece perderle tutte da qui alla fine per avere la first pick overall del prossimo draft, allora è un altro discorso; dal quale, comunque, mi dissocio ugualmente.
Voglio tornare a vincere qualche partita, e lasciare andare via Vincent Jackson renderebbe ancora più difficile l'impresa di incamerare qualche altra W da qui a fine stagione. Non so voi ma io ne avrei abbondantemente le tasche piene di commentare sempre e solo batoste, sconfitte o umiliazioni, che anche in questo primo scorcio di campionato 2014 abbiamo già avuto il dispiacere di assaporare in ogni loro possibile declinazione, dal massacro in trasferta (Georgia Dome style) a quello in casa (lo scempio con i Ravens), dalla beffa dell'ultimo minuto (vs St. Louis, al RJS) o anche oltre l'ultimo minuto (l'overtime a New Orleans)... e ne mancano ancora 10 di match per chiudere il campionato, chissà quali altri rocamboleschi modi di perdere una partita riusciranno a trovare i nostri comunque sempre amati Bucanieri...!
giovedì 23 ottobre 2014
Gerald McCoy prova a suonare la carica
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| Gerald McCoy parla alla stampa. |
Bisogna darsi una svegliata, ha detto in sintesi il giocatore più impornnate dei Bucs, perché qui si gioca in maniera troppo "soft" e se una difesa NFL vuole essere dominante e vincente, tutto può essere tranne che "soffice", appunto.
Queste le parole di GMC, tratte dal Tampa Tribune:
"It’s on us," McCoy said. "We just have to be tougher. I’m just going to say it, we have to be tougher. Mentally and physically. A lot of times you look on tape and (defenders) are just sitting on blocks. Why? That’s not the way".
Proprio la mancanza di un po' di sana "cattiveria" è un qualcosa di sin troppo evidente in questa squadra, ed in particolare in quel reparto difensivo che per tanti anni è stato il marchio di fabbrica dei Tampa Bay Buccaneers. Che nostalgia nel ripensare a fuoriclasse del calibro di Sapp, Brooks, Lynch, Rice, tutta gente tosta, "tough", a cui nessuno avrebbe mai osato accostare l'aggettivo "soft".
Tanto per fare un esempio pratico, domenica prossima arriverà a Tampa un QB rookie, e a un giocatore di questo tipo, senza esperienza e alle prime armi, sarebbe stato sufficiente un pomeriggio trascorso in compagnia di Sapp & co. per fargli passare la voglia di giocare a football.
Con la difesa attuale, Bridgewater non correrà di sicuro un rischio simile, e che ormai il RJS sia diventato terra di conquista per tutti è un dato di fatto certificato dai numeri, dato che i Bucs sono il team che in assoluto ha perso più match casalinghi dal 2009 ad oggi, da quando cioè ai Glazer venne la pessima idea di licenziare Jon Gruden (per la cronaca, il record interno negli ultimi cinque anni e mezzo è un orripilante 14-29).
Con la difesa attuale, Bridgewater non correrà di sicuro un rischio simile, e che ormai il RJS sia diventato terra di conquista per tutti è un dato di fatto certificato dai numeri, dato che i Bucs sono il team che in assoluto ha perso più match casalinghi dal 2009 ad oggi, da quando cioè ai Glazer venne la pessima idea di licenziare Jon Gruden (per la cronaca, il record interno negli ultimi cinque anni e mezzo è un orripilante 14-29).
Tornando a McCoy, Gerald dice una cosa importante: non è più tempo di chiacchiere, non contano tanto i bei discorsi nello spogliatoio quanto i fatti concreti sul terreno di gioco. Gerald la spiega così:
“I’ve been seeing talking for five years. We’ve done enough talking. It’s time to play, simple as that. Everyone’s given speeches. I’ve given speeches. Lavonte (David) has given speeches. Vincent Jackson has given speeches. Josh McCown is giving speeches,” said McCoy, referring to other leaders on the team. Enough talking. We have to start playing, simple as that. The talking is not going to get it anymore. I’ve been hearing talking and speeches for five years now. It’s time to start seeing action, simple as that.”Speriamo che le parole di uno dei (pochi) leader di questa squadra servano per scuotere dal torpore quella che, numeri alla mano, è di gran lunga la peggior difesa del campionato. E se la "D" non fornirà nemmeno contro Minnesota un contributo importante, anche quello contro i Vikings - non un match "impossibile", sulla carta - potrebbe trasformarsi nell'ormai abituale "incubo" domenicale...
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