Aspettando il match di New Orleans, con la speranza che al Mercedes-Benz Superdome si realizzi il secondo miracolo consecutivo per i ragazzi di Lovie Smith, segnalo una brevissima "nota di servizio".
Da qualche ora anche 'Con il coltello tra i denti' è presente su facebook, con una pagina specifica che potete raggiungere cliccando su questo LINK.
Dunque anche su facebook verranno tempestivamente segnalati tutti gli aggiornamenti e le ulltime novità riguardanti il blog e, soprattutto, le "news" più rilevanti su quanto accade dalle parti di One Buc Place.
Non sono un grande appassionato dei social network, ma lo sono invece dei Bucs: e se essere presenti sui vari facebook e twitter può minimamente servire per contribuire a diffondere il "verbo" in Red and Pewter, ben vengano anche T e FB! ;-)
domenica 5 ottobre 2014
venerdì 3 ottobre 2014
Contro i Saints alla ricerca del secondo miracolo
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| Il QB Mike Glennon. |
A sette giorni dal miracolo di
Pittsburgh, i Bucs saranno di scena domenica prossima al Mercedes-Benz Superdome
di New Orleans, alla ricerca del secondo, consecutivo e quasi
irrealizzabile, "miracolissimo"...
E' vero che Brees e soci hanno iniziato
la stagione nel peggior modo possibile, dato che dopo quattro partite
il record delle due squadre è l'identico, assai deludente, 1-3. Ma
i Saints rimangono una "corazzata" nonché il team favorito per
la vittoria nella NFC South, e ad analizzare oggettivamente
l'incontro che andrà in scena fra poco più di 48 ore si fa davvero
fatica a ipotizzare un'altra impresa corsara da parte di Tampa Bay.
Per arrivare a giocarsela quantomeno
fino all'ultimo minuto occorrerà una partita molto più attenta,
soprattutto da parte della secondaria, rispetto a quanto visto a
Pittsburgh. Non va infatti dimenticato che la prima W stagionale dei
Bucs è arrivata anche grazie ai generosi "omaggi" degli
Steelers, che ce l'hanno messa proprio tutta, tra penalità, passaggi
droppati, punt calciati malissimo, manifesta deconcentrazione ed
eccessiva sottovalutazione dell'avversario, per "agevolare"
l'impresa di Tampa Bay.
I Saints però, considerata la loro
precaria situazione e la fresca vittoria dei Bucs, non credo
commetteranno lo stesso errore di Big Ben e soci. In altre parole, se
i ragazzi di Lovie Smith vorranno tornare in Florida con la seconda
vittoria stagionale ho il sospetto che questa volta bisognerà fare
tutto da soli, senza "aiutini" da parte degli avversari.
E dunque, in primo luogo, attenzione
massima contro l'arma principale dei Saints, e cioè il gioco aereo
orchestrato da Drew Brees. La linea difensiva dovrà mettere sotto
pressione il QB di New Orleans, fargli sentire il fiato addosso e,
soprattutto, limitargli al massimo il tempo a disposizione per
selezionare il bersaglio più libero. La secondaria, invece, dovrà
elevare di parecchio il suo rendimento, perché anche a Pittsburgh la
difesa contro i passaggi è stata "bucata" troppo spesso e troppo
facilmente.
Se riusciremo a limitare l'attacco di
NO, allora avremo qualche possibilità, legata ovviamente a quello
che sarà il rendimento del nostro attacco, guidato ancora una volta
da Mike Glennon. Sono partite importantissime queste (quella di
Pittsburgh, la prossima di New Orleans, tutte le altre sino al termine
della stagione...) per cercare di capire che giocatore sia il secondo
anno da NC State. Il simpatico Giraffone può avere un futuro da
protagonista in NFL? Potremo rispondere a questa domanda solo dopo
averlo visto a lungo e con continuità sul terreno di gioco.
La vittoria di Pittsburgh porta in
maniera evidente la firma di Glennon, e credo che ci sia un po' in
tutti noi che seguiamo da vicino i Bucs la curiosità di vedere se si è trattato di un episodio
destinato a rimanere isolato o se invece (per una volta!) aveva avuto
ragione Greg Schiano, l'unico a intravedere in Mike Glennon un
prospetto importante al punto di draftarlo a sorpresa al terzo giro
(pick n.73 overall) del draft 2013.
Chiaramente le fortune di un QB
dipendono anche dalle "armi" che ha a disposizione, ed è senza
dubbio un peccato il fatto di non poter contare sull'ottimo Mike
Evans. Speriamo di vedere maggiormente coinvolto nel gioco aereo ASJ,
auguriamoci che Louis Muprhy continui a sorprendere tutti quanti e confidiamo nel fatto che Vincent
Jackson confermi ancora una volta tutte le sue indiscusse qualità.
Dopodiché, se tutti avranno dato il
100% di quello che possono dare, andrà bene comunque, l'importante
sarà non assistere – mai più! – a una prestazione imbarazzante
e ampiamente al di là dell'osceno come quella del Georgia Dome...
forza ragazzi, crederci!
mercoledì 1 ottobre 2014
Foster e Goldson in dubbio per New Orleans
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| Mason Foster a terra nel match contro i Rams. |
Si tratta di due titolari della difesa, il LB Mason Foster e la S Dashon Goldson, alle prese con guai fisici rispettivamente a spalla (Foster) e caviglia (Goldson).
Mason Foster si è infortunato alla spalla nel match contro i Rams alla seconda di campionato e ha già dovuto saltare due partite, le trasferte di Atlanta e Pittsburgh.
E' probabile che Mason rimanga a guardare anche a New Orleans, anche se il giocatore si dice fiducioso circa la possibilità di un suo recupero. Ecco le sue parole, tratte dal Tampa Bay Times:
"I feel good. We'll see what's going on this week," said Foster, who has not practiced since the injury. "I don't know yet (if Sunday is in play). We'll see how it goes. This is a big week.".
Anche Dashon Goldson è possibilista circa il suo impiego per domenica, ma è probabile che Lovie Smith preferisca non rischiarlo vista anche la buona prestazione del suo sostituto a Pittsburgh, Major Wright. Così Goldson, a proposito della sua malconcia caviglia:
"It's a day-by-day kind of thing," said Goldson, who did not anticipate practicing today. "I'm definitely going to aim for Sunday. … I feel a lot better for sure. As long as I stay on top of it, I'll just progress during the rest of the week."
Infine, da segnalare un paio di movimenti marginali a livello di practice squad, con il rilascio di Ian Thompson (TE) e Carlos Fields (LB) sostituiti dall'ex WR dei Falcons Kevin Cone (utilizzato da Atlanta più come uomo da special team che nel suo ruolo specifico di ricevitore) e dal TE Taylor Sloat.
martedì 30 settembre 2014
Mike Evans salterà almeno le prossime due partite
| Il WR Mike Evans. |
Il ragazzo dunque non giocherà sicuramente le prossime due gare contro Saints e Ravens, dopodiché i Bucs riposeranno per il "bye" e quindi si spera di poterlo recuperare per il match casalingo contro i Minnesota Vikings in calendario il 26 ottobre.
Ecco le parole di Smith a proposito del KO rimediato da Evans, tratte dal Tampa Bay Times:
"Mike Evans played well, made big plays," coach Lovie Smith said Monday. "But losing him in that period of the game didn't help our cast any at all, either."
Così Lovie Smith a proposito dell'altro infortunato di giornata, Dashon Goldson, le cui condizioni di salute non sono state ancora del tutto chiarite:
"Injuries. You're never excited about injuries," Smith said. "Dashon Goldson going down early on made us adjust a little bit with him. We'll have to — we don't know exactly — he's day to day. We don't know how long it will take for him to get back."
lunedì 29 settembre 2014
I Bucs che non ti aspetti: bravi, fortunati e vincenti
| A 7'' dalla fine, il volo vincente di Vincent Jackson. |
Scherzi a parte, non eravamo più abituati ad assaporare il dolce gusto della vittoria, a maggior ragione in rimonta e sul campo di un team molto, molto più quotato del nostro.
E' se è indubbiamente vero che gli Steelers hanno in un certo senso "agevolato" il successo dei Bucs, tra penalità sanguinose ed errori decisivi (come quel punt orribilmente calciato a un minuto dalla fine, che ha ridato il possesso ai Bucs sulla 46 yard line di Pittsburgh), è altrettanto vero che la squadra messa in campo da Lovie Smith nulla aveva in comune con il team molle ed amorfo che solamente dieci giorni prima si era fatto asfaltare dai Falcons senza opporre alcuna resistenza (Falcons che, a quanto pare, non sono poi questo fortissimo squadrone, dato che ieri le hanno prese dai non irresistibili Vikings...).
A Pittsburgh avremmo anche potuto perdere la partita, ma avremmo potuto parlare comunque della auspicata - e verificatasi - "reazione d'orgoglio". Probabile che a questo abbia contribuito anche il rientro di giocatori importanti (Doug Martin, ASJ) e del leader assoluto (Gerald McCoy, quasi commovente per come - con una mano sola - è riuscito a tenere il campo da protagonista), ma credo che dopo l'umiliazione subita ad Atlanta ci fosse da parte di giocatori e coaching staff il desiderio di cancellare una delle pagine più tristi della quarantennale storia dei Bucs e finalmente abbiamo visto quella tanto auspicata "sana cattiveria" che, unita a grinta, cuore e attributi, fa tutta la differenza del mondo in uno sport così agonisticamente estremo come il football.
Ma l'approccio mentale, per quanto importante, non è sufficiente per vincere le partite, se non è supportato anche da gesta tecniche importanti. E ieri si sono viste molte cose interessanti, da questo punto di vista. Cominciamo dalla vituperata difesa; ieri la linea - guidata da un McCoy a cui mi chiedo cosa si aspetti a far firmare il rinnovo del contratto, in scadenza tra 12 partite... - è parsa in evidente crescita rispetto alle precedenti esibizioni, molto più "reattiva" e in grado di "disturbare" Big Ben spesso e volentieri, ad esempio mettendolo a terra per ben 5 volte nel solo primo tempo. Si può e si deve ancora migliorare, però intanto si vedono progressi anche da parte di giocatori fino ad ora sempre nell'ombra (Bowers) e questo mi pare un buon segnale per il futuro.
Poi, rimanendo alla difesa, ci sono ancora tantissime cose che funzionano poco o proprio per niente, e su cui il DC dovrà lavorare ancora molto; in primis, la difesa sui passaggi. Anche ieri siamo stati massacrati dal solito TE (già Olsen alla prima giornata ci aveva distrutti, ieri ha replicato Miller), senza parlare dei disastri combinati da Antonio Brown. E' vero che parliamo di fuoriclasse, però non è possibile, ad esempio, vedere un Alterraun Verner (ma non doveva essere un mezzo fenomeno?!) bruciato sempre e comunque dal suo uomo, così come spiace che la prima scelta del 2012, la pick n.7 overall Mark Barron, svolga sempre con il diligenza il suo compitino ma senza mai o quasi mai recitare un ruolo da protagonista, facendosi troppo spesso trovare un secondo - o, se preferite, un paio di iarde - in ritardo nelle sue coperture.
Ieri per la secondaria è arrivato anche l'infortunio di Dashon Goldson a complicare le cose, certo è che Leslie Frazier deve elevare e di parecchio il rendimento del reparto di cui è responsabile; a Pittsburgh qualche miglioramento (soprattutto nella linea) si è visto, ma se domenica prossima a New Orleans la nostra secondaria giocherà ancora su questi livelli, sarà martedì grasso in anticipo per Drew Brees e soci....
E adesso veniamo all'attacco: ho rivisto con attenzione l'ultimo drive, quello vincente, e devo dire che Mike Glennon in una fase così delicata in cui il pallone pesa un quintale mi è piaciuto proprio tanto. Ha evitato il sack che poteva costarci la vittoria liberandosi al'ultimo secondo del pallone, ma evitando l'intentional grounding indirizzandolo verso Bobby Rainey (non sparacchiandolo a casaccio facendosi intercettare, alla Josh McCown...) e poi ha trovato con estrema freddezza e lucidità prima Louis Murphy e poi Vincent Jackson, pur con tutta la pressione di una difesa degli Steelers che cercava disperatamente di mettergli le mani addosso. A questo proposito, pollice su anche per la linea offensiva, che ieri ha disputato la migliore partita dell'anno e che nei momenti cruciali ha dato a Glennon tutti i secondi di cui il pennellone aveva bisogno.
Ecco, magari se Glennon e il centro Dietrich-Smith riusciranno in futuro a evitare tutte quelle penalità per "delay of game" (ieri se non sbaglio ne hanno commesse tre, di cui due consecutive!) sarebbe anche meglio, ma per adesso non ci lamentiamo: rispetto a solo un mese fa la OL vista a Pittsburgh mi è parsa davvero tutta un'altra cosa. E fiducia anche a Mike Glennon, teniamolo in campo il "giraffone" e vediamo se questo ragazzo ha i numeri per recitare un ruolo da protagonista in NFL; che McCown questi numeri non ce li abbia mi pare sia evidente, oltre al negativo avvio di stagione lo dicono oltre dieci stagioni da professionista che l'ex QB dei Bears ha disputato da sbiadita comparsa (non ci si faccia ingannare dall'unica stagione giocata ad alto livello, please!). A McCown, il compito di supportare dalla sideline il titolare Glennon, già ieri Josh mi sembrava perfettamente calato nel ruolo di "QB coach", dato che Arroyo era - per i noti motivi - costretto a fare l'OC!
Per le corse, Doug Martin non è ovviamente ancora a pieno regime dato che rientrava ieri da un fastidioso problema al ginocchio e comunque ha portato un contributo importante alla causa, segnando un TD e andandosi a prendere un sacco di botte nel cuore della difesa avversaria. Ma parlando dell'attacco di ieri non si può non spendere qualche parola per i due rookie (ASJ e Evans) e per la batteria dei ricevitori, da Vincent Jackson a Louis Murphy passando per Russell Shepard.
Cominciamo dai rookie: intanto speriamo che l'infortunio di Evans non sia grave, il ragazzo nel dopo partita ha detto di sentirsi meglio e che il problema all'inguine non dovrebbe essere particolarmente grave; auguriamoci sia proprio così, perché il prodotto di Texas A&M ha dimostrato ieri di possedere - alla sua quarta partita tra i PRO - numeri davvero molto interessanti. In altre parole, se Glennon gliela lancia bella alta e profonda, non mi pare sia facilissimo per il CB di turno andare a ostacolare questo lungagnone di circa due metri e grosso come un armadio... e un discorso analogo può farsi per ASJ: il TE da Washington mi piace molto, ha ottime mani abbinate a un fisico "importante" e considerato che rientrava ieri dopo essersi infortunato all'inizio dell'opener contro Carolina, direi che anche per lui si può parlare di match più che positivo.
E per chiudere, i ricevitori, protagonisti insieme a Glennon, del secondo tempo di ieri. Magari può non sorprendere che un campione affermato come Vincent Jackson afferri - in volo plastico, alla Dino Zoff! ;-) - il tutt'altro che facile pallone della vittoria, stupisce invece il partitone di Louis Murphy, appena rifirmato dai Bucs dopo essere stato tagliato alla vigilia della prima di campionato, e ieri assolutamente decisivo con le sue 6 ricezioni per 99 yards, così come importanti sono stati i due palloni ricevuti da Shepard, i primi in assoluto per lui in NFL.
Infine, un bravo anche a coach Lovie Smith, che in un momento così delicato dopo tre pesantissime batoste ha saputo mantenere unita la squadra accompagnandola verso l'uscita di quel tunnel dentro il quale i Bucs sembravano essersi persi in questo avvio di stagione.
Adesso si va a New Orleans, contro un avversario uscito malconcio dal sunday night perso nettamente a Dallas e che sarà dunque assetato di rivincita. Per cercare di rimanere in partita bisognerà, molto semplicemente (a parole), replicare quanto visto all'Heinz Field: cuore, grinta, cattiveria e....un po' di fortuna! Poi magari non si riuscirà a bissare il "miracolo", però senz'altro si uscirà dal campo a testa alta. Crederci, ragazzi, sempre e fino al'ultimo secondo!
domenica 28 settembre 2014
Miracolo a Pittsburgh, vincono i Bucs!
| Il primo TD in NFL di Mike Evans |
Chiedevo ieri una reazione d'orgoglio a Lovie Smith e ai suoi ragazzi, dopo il brutto avvio di campionato e l'orrenda sconfitta del Georgia Dome.
Beh, mi hanno preso in parola, Mike Glennon e compagni...! ;-)
Espugnata Pittsburgh, con una rimonta che mai avrei creduto possibile, quando con poco più di un minuto da giocare gli Steelers erano tornati in possesso del pallone e sarebbe bastata loro la conquista di un primo down per chiudere il match.
E invece, brava la difesa di Tampa Bay a forzare Pittsburgh al punt, un punt calciato malissimo che ha consentito a Glennon di iniziare il drive finale quasi a metà campo. Prima un bel passaggio per Murphy e poi il TD segnato da Vincent Jackson a sette secondi dal termine hanno messo in ghiaccio la partita per Tampa Bay... 27-24, Bucs win!
Prima vittoria di sempre a Pittsburgh per i Buccaneers, prima vittoria per coach Lovie Smith sulla sideline di Tampa e - lasciatemelo dire - una gran bella soddisfazione per tutti i tifosi in Red and Pewter, dopo un avvio di stagione che peggiore non poteva essere.
Ma come è stata possibile questa W?
Beh, Pittsburgh è stata, per così dire, molto "collaborativa", considerato il numero enorme di penalità commesse, molte delle quali per 15 yards. Ma va dato merito ai Bucs di averci sempre creduto, anche quando sembrava che gli Steelers avrebbero comunque portato a casa la W, considerato che dopo un buon inizio da parte di Tampa Bay non c'erano molti dubbi sul fatto che Pittsburgh avesse ben saldo il controllo del match. E invece...
Vittoria importante anche considerando le nuove defezioni per infortunio, che stasera hanno colpito la safety Goldson e il WR Evans. Il rookie da Texas A&M stava giocando un grande match, aveva segnato il primo TD in NFL della sua promettente carriera, ma poi quello che sembra un problema muscolare lo ha messo fuorigioco; speriamo solo che non si tratti di un infortunio di lunga durata.
Questa bella quanto inaspettata W non significa che i mille problemi dei Bucs siano stati - magicamente - risolti, sia chiaro. La difesa ad esempio anche stasera ha sofferto moltissimo, nonostante i segnali di risveglio da parte soprattutto di una linea difensiva oggi più reattiva del solito. Ma le praterie che la secondaria ha lasciato ad Antonio Brown e compagni non sono state un bello spettacolo, e su questo - tanto per fare un esempio - ci sarà ancora molto da lavorare.
Ma stasera godiamocela tutta questa incredibile vittoria in rimonta e non potendoli citare tutti mi limito per adesso a fare il nome di un giocatore che stasera mi è piaciuto proprio parecchio, e cioè Mike Glennon: glaciale nell'ultimo drive, ma sveglio e reattivo per l'intero incontro, e l'intercetto è dovuto all'infortunio di Evans, non ad un suo lancio sbagliato. Ma sono tanti i giocatori che hanno contribuito alla W dell'Heinz Field, da una linea offensiva che stasera ha tenuto botta ai rookie Evans e ASJ (bella coppia, davvero molto promettente), da Doug Martin che è tornato a segnare un TD a Vincent Jackson che ha afferrato il pallone della vittoria.
Nei prossimi giorni torneremo dettagliatamente sulla prima vittoria dei Bucs 2014, stasera si fa festa: espugnata Pittsburgh, ancora faccio fatica a crederci... grazie ragazzi, missione compiuta!
sabato 27 settembre 2014
Almeno una reazione d'orgoglio: è chiedere troppo?
| Mike Glennon, QB starter dei Bucs a Pittsburgh. |
Che cosa dobbiamo aspettarci dal match di domani?
Inutile farsi troppe illusioni su quello che sarà l'esito finale della partita: ad oggi i Bucs non sono una squadra competitiva, e sperare di tornarsene in Florida con la prima W della stagione è pura utopia.
Però...
Però c'è modo e modo di perdere. Ad Atlanta, per citare l'ultima partita il cui scioccante ricordo credo sia ancora vivo in tutti i tifosi in Red and Pewter, è andato in scena uno spettacolo semplicemente indegno, e al Georgia Dome l'impressione era di assistere ad un incontro tra professionisti contro dilettanti, tale era il divario, imbarazzante, tra le squadre in campo.
Ecco, io credo si possa - anzi si debba - accettare una sconfitta da parte di un avversario che sul terreno di gioco si è dimostrato più forte, ma non si può tollerare il fatto di vedere una squadra (i Bucs, nel caso specifico) scendere in campo rassegnata e già perdente prima del kick-off, deconcentrata da far paura, disattenta neanche si stesse giocando una banale e inutile partita di preseason, travolta dalla prima difficoltà e incapace della sia pur minima reazione...
A proposito di "reazione", mi viene in mente la partita dell'anno scorso che Tampa Bay disputò a Seattle, in una situazione ancora peggiore di a quella attuale. All'epoca il team allenato da Schiano aveva un record di 0-7, eppure in quella circostanza i Bucs - tosti, compatti, cattivi in senso buono... - misero in seria difficoltà i futuri vincitori del Super Bowl, arrendendosi solo in overtime e avendo a lungo tenuto la testa avanti nel punteggio.
La domanda è: riusciranno i Bucs di Lovie Smith non dico a vincere - espugnare Pittsburgh mi pare decisamente oltre i confini della realtà... - ma perlomeno a perdere in maniera dignitosa, sulla falsariga, per tornare all'esempio sopra citato, di quanto accaduto a Seattle dodici mesi fa?
E' vero che la situazione attuale in casa Bucs è a dir poco precaria, abbiamo un team giovane e con poca esperienza, ci mancano giocatori importanti appiedati da infortuni più o meno gravi, e in pratica giocheremo l'intero campionato senza Offensive Coordinator. Però è proprio nei momenti di difficoltà estrema - come quello che i Bucs stanno attraversando - che bisogna reagire (mettendoci nervi, orgoglio, rabbia, cattiveria) e dimostrare che quello di Atlanta è stato e rimarrà un episodio isolato.
Quello che si vorrebbe vedere da parte di Lovie Smith e dei suoi ragazzi è proprio una reazione d'orgoglio, scendere in campo all'Heinz Field come se quella con gli Steelers nonostante il pronostico "chiuso" fosse la partita più importante del mondo, un match da vincere o morire, senza regalare agli avversari nemmeno mezza iarda, concentrati e tosti per tutti i 60 minuti.
Poi, alla fine, vinceranno gli avversari ma almeno non avremmo nulla di cui vergognarci, a differenza di quanto accaduto giovedì scorso... è chiedere troppo?
E comunque sia, GO BUCS, sempre!
giovedì 25 settembre 2014
Martin, ASJ e (forse) McCoy, tre rientri contro gli Steelers
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| Il TE rookie Austin Seferian-Jenkins. |
Iniziamo dalle buone notizie: il RB Doug Martin ha dichiarato di avere recuperato al 100% dall'infortunio al ginocchio, dunque la sua presenza contro gli Steelers è praticamente certa, anche considerando i non indifferenti problemi nel trattamento di palla (e conseguenti fumble) da parte di Bobby Rainey.
Anche il TE rookie Austin Seferian-Jenkins pare essersi ripreso dai guai alla caviglia che lo avevano messo KO nel corso dell'opener contro Carolina, e dunque anche il promettente rookie da Washington dovrebbe essere in grado di scendere in campo senza troppe limitazioni.
Discorso un po' diverso per Gerald McCoy, che ha ripreso ad allenarsi, anche se in maniera limitata e parziale. Considerate le tante difficoltà di giocare (a buon livello) con una mano fratturata, bisognerà valutare se già da domenica prossima a Pittsburgh sarà possibile un impiego di Geraldone, anche solo parziale.
Praticamente certa invece l'esclusione di Mason Foster e Michael Johnson, che non si sono allenati nel corso della settimana e che domenica non vedremo dunque in campo, anche se per Johnson rimane qualche (flebile) possibilità di recupero. Altro escluso, ma la notizia era già nota, è il QB Josh McCown, il cui infortunio al pollice non sembra gravissimo ma tale comunque da impedirgli di giocare a Pittsburgh, match nel quale sarà Mike Glennon a guidare le operazioni.
A proposito di QB, da segnalare che Mike Kafka è stato promosso dalla practice squad ed inserito nel roster dei 53, e quindi sarà lui il backup di Glennon, perlomeno nel match di domenica. Per fare posto a Kafka è stato tagliata la guardia Rishaw Johnson, arrivato a Tampa fine agosto nel corso di una trade con i KC Chiefs in cui i Bucs avevano ceduto la safety Kelcie McCray.
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