Potrebbe sembrare azzardata la definizione "giocatore più grande di sempre", ma quando un atleta è dominante per 20 anni (no, dico: vent'anni!) in uno sport durissimo come il football professionistico, nel ruolo più delicato e difficile, riuscendo ad alzare al cielo per ben 7 volte il Vince Lombardi Trophy, beh, definirlo "G.O.A.T." è semplicemente un atto dovuto.
E l'ultimo dei suoi sette Super Bowl, Tom Brady l'ha vinto con quella che - prima del suo arrivo - era la squadra NFL più scalcinata, un team storicamente perdente che non arrivava a disputare i playoff da oltre un decennio, nel corso del quale aveva inanellato solamente sconfitte cocenti e delusioni in serie.
Ecco, se qualcuno a Londra, nell'ottobre 2019, mentre assistevo all'ennesima debacle dei "miei" Bucs contro i Carolina Panthers mi avesse detto che l'anno seguente sarebbe arrivato Brady e - più o meno con la medesima squadra - grazie al G.O.A.T., Tampa Bay avrebbe vinto il Super Bowl, beh, avrei pensato a una battuta di cattivo gusto, di quelle che non fanno ridere, dovuta a qualche pinta di birra di troppo...
E invece era tutto meravigliosamente vero: con l'arrivo di Brady non solo è giunto in Florida un giocatore che aveva voglia di aggiungere un ultimo prezioso tassello alla sua già inimitabile carriera; soprattutto, Brady ha portato con sè una nuova mentalità, una attitudine incredibilmente vincente che ha contagiato i suoi compagni di squadra, ed in due anni sono arrivate vittorie in serie, due partecipazioni ai playoff e, soprattutto, abbiamo messo in bacheca il Super Bowl LV... roba da fantascienza, appunto, se ce l'avessero raccontato prima del suo arrivo.
Che dire adesso, dopo l'annuncio del suo ritiro... penso che in fondo Brady abbia fatto bene a smettere proprio ora, al termine di una delle sue migliori stagioni dal punto di vista statistico, piuttosto che attendere i segni dell'inevitabile declino... da tifoso dei Bucs, tutto questo mi dispiace moltissimo, è evidente che si tratta di un giocatore non sostituibile, e che molto probabilmente torneremo a quella mediocrità ben nota, a cui eravamo abituati prima del suo arrivo.
Ad ogni, modo, grazie a The G.O.A.T. per questi due anni splendidi ed indimenticabili, la sua permanenza a Tampa è stata breve ma decisamente intensa, o meglio... fantastica e meravigliosa!