mercoledì 6 gennaio 2016

Contratti dei giocatori, il punto della situazione

Il mese di gennaio, da troppi anni a questa parte, per i Tampa Bay Buccaneers è già sinonimo di offseason.

E quindi, mentre l'attenzione principale è rivolta agli imminenti playoff, a One Buc Place è il momento di iniziare a pensare al futuro prossimo, e di pianificare nel migliore dei modi i due snodi cruciali  - free agency e draft - attraversi i quali Licht e Smith andranno a definire la composizione dei Bucs edizione 2016.

Per cercare di capire quali saranno le strategie di Licht e Smith e come si muoveranno GM e HC è però importante avere un'idea di quella che è la situazione contrattuale dei principali giocatori in Red and Pewter, di chi si accinge a diventare free agent e di chi invece è legato ancora per molte stagioni ai Bucs.

Di seguito, ecco dunque il punto della situazione relativamente alle scadenze dei contratti dei principali elementi che sono oggi presenti nel roster di Tampa Bay, reparto per reparto, giocatore per giocatore e anno per anno.

Attacco

QB
Jameis Winston: La first pick overall dello scorso draft ha firmato un quadriennale più opzione per un quinto anno, dunque Jameis è legato a Tampa sino a tutta la stagione 2019.
Mike Glennon: Ancora un anno di contratto per Mike Glennon - che quest'anno non ha giocato neanche uno snap - sino al termine del 2016.

RB e FB
Doug Martin: E' il principale free agent dei Bucs, speriamo che Licht e Smith riescano a trovare un accordo con gli agenti del giocatore per la sua permanenza a Tampa.
Charles Sims: Il giocatore da West Virginia è sotto contratto con i Bucs sino al 2017 compreso.
Bobby Rainey: Anche Rainey è un free agent, essendo scaduto al termine dell'attuale campionato il suo contratto con Tampa Bay.
Jorvorskie Lane: Reduce dal devastante infortunio in cui è incorso nell'ultima partita di campionato, Lane è diventato restricted free agent, il suo destino dipenderà dunque dalla volontà dei Bucs di trattenerlo o meno (oltre che dall'eventuale recupero dall'infortunio).
Mike James: Per Mike James, mai utilizzato nel corso del campionato appena concluso, c'è ancora un anno di contratto, con scadenza fissata al termine del 2016.

WR
Vincent Jackson: Il ricevitore principale dei Bucs si accinge ad entrare nell'ultimo anno del contratto che lo lega ai Bucs, e diventerà free agent al termine del 2016.
Mike Evans: L'altro bersaglio preferito di Winston è invece legato a Tampa Bay sino a tutto il 2018, sempre se i Bucs decideranno di esercitare l'opzione per estendere di un ulteriore anno il quadriennale siglato da Evans nel 2014 e in scadenza nel 2017 .
Louis Murphy: Scadenza prevista al termine della stagione 2017, per questo giocatore che ha trascorso in IR gran parte dell'anno.
Adam Humpries e Donteea Dye: Anche per Adam Humpries e Donteea Dye la scadenza è prevista alla conclusione del 2017, dunque tra due campionati.

TE
Austin Seferian-Jenkins: Il secondo anno da Washington ha un accordo sino al termine della stagione 2017.
Luke Stocker: Lo scorso anno Stocker ha rinnovato con i Bucs sino a tutto il 2017 compreso.
Cameron Brate: Ancora un anno di contratto per Brate, che diventerà Restricted Free Agent al termine del 2016.
Brandon Myers: Raramente impiegato da Lovie Smith nella parte finale della stagione, Myers ha il contratto in scadenza al termine del 2016.

OL
Demar Dotson, Gosder Cherilus e Joe Hawley: Per tutti e tre questi giocatori della OL c'è ancora un ano di contratto con i Bucs, sino al 2016 compreso.
Logan Mankins: Anche il veterano Mankins ha un solo anno di contratto con Tampa Bay, sino al 2016 compreso.
Evan Smith: Quasi mai utilizzato da Lovie Smith, che gli ha preferito Hawley, Smith ha il contratto per altri due anni, sino a tutto il 2017 compreso.
Kevin Pamphile: Il secondo anno da Purdue è legato ai Bucs sino a tutto il 2017.
Donovan Smith e Ali Marpet: Per i due rookie è prevista una permanenza a Tampa sino al 2018 compreso.

Difesa

DL
Gerald McCoyIl leader della squadra ha siglato un maxi-contratto che lo legherà ai Bucs fino al 2021 compreso.
Clinton McDonald: Sono previsti altri due anni di contratto - sino a tutto il 2017 - per l'ex giocatore di Seattle.
George Johnson: E' sotto contratto con Tampa Bay per altri due anni, fino a tutto il 2017.
Williams Gholston, Akeem Spence e Howard Jones: Per questi tre elementi della DL la scadenza contrattuale con i Bucs è prevista al termine del 2016.
Jacquies Smith: Il suo contratto è scaduto al termine dell'attuale campionato, ma è un "Restricted Free Agent", dunque saranno di fatto gli stessi  Bucs a decidere se confermarlo o meno.
Henry Melton e Tony McDaniel: Il contratto di questi due giocatori è scaduto al termine della stagione 2015, dunque sono entrambi "Unrestricted Free Agent".
Da'Quan Bowers: Anche Bowers, rifirmato dai Bucs per le ultime partite di campionato, è attualmente "UFA".

LB
Lavonte David: Altri cinque anni di contratto per Lavonte, che è legato ai Bucs a tutto il 2020 compreso.
Kwon Alexander: Il rookie da LSU è sotto contratto con Tampa Bay sino al 2018 compreso.
Bruce Carter: Anche per Carter sono previste altre tre stagioni in maglia Bucs, a tutto il 2018. Danny Lansanah: Per questo giocatore - "restricted free agent" - vale lo stesso discorso fatto per Jacquies Smith.

DB
Johnthan Banks: Per Banks è prevista un'altra stagione in maglia Bucs, sino al 2016.
Alterraun Verner: il contratto tra Tampa Bay e Verner terminerà alla fine del 2017, fra due campionati.
Jude Adjei-Barimah: Ancora due anni di contratto per Adjei-Barimah, a tutto il 2017 compreso.
Sterling Moore e Mike Jenkins: Sono entrambi "Unrestricted Free Agent", liberi di accasarsi presso il miglior offerente.
Brandon McDougald: E' anch'egli un "Restricted Free Agent", saranno i Bucs a decidere se confermarlo o meno.
Chris Conte e Keith Tandy: Altri due giocatori "Unrestricted Free Agent", senza più vincoli contrattuali con i Bucs.
Major Wright: Ancora un anno di contratto per Wright, sino al termine del 2016.

Special Team

Long Snapper - Andrew De Paola: De Paola è un "Exclusive Rights Free Agent", dunque il giocatore non può negoziare con altri team che non siano i Bucs.
Kicker - Connor Barth: E' sotto contratto un altro anno, sino a tutto il 2016.
Punter - Jacob Schum: Come Barth, anche Schum ha un altro anno di contratto con i Bucs.


Adesso, dopo averli esaminati per ruolo, riassumiamo le scadenze "anno per anno", sempre dei giocatori più importanti:

Free agent attuali
- Doug Martin, RB
- Bobby Rainey, RB
- Jorvorskie Lane, FB
- Jacquies Smith, DE - Restricted Free Agent
- Henry Melton, DT
- Tony McDaniel, DT
- Da'Quan Bowers, DE
- Danny Lansanah, LB - Restricted Free Agent
- Sterling Moore, CB
- Mike Jenkins, CB
- Chris Conte, S
- Keith Tandy, S
- Brandon McDougald, S - Restricted Free Agent
- Andrew DePaola, LS - Exclusive Rights Free Agents

Free agent al termine del prossimo campionato (2016)
- Mike Glennon, QB
- Mike James, RB
- Vincent Jackson, WR
- Brandon Myers, TE
- Cameron Brate, TE
- Demar Dotson, OL
- Gosder Cherilus, OL
- Joe Hawley, C
- Logan Mankins, OL
- Akeem Spence, DT
- William Gholston, DE
- Howard Jones, DE
- Johnthan Banks, CB
- Major Wright, S
- Connor Barth, K
- Jacob Schum, P

Free agent tra due campionati (al termine del 2017)
- Charles Sims, RB
- Mike Evans, WR (con opzione per un altro anno esercitabile dai Bucs)
- Louis Murphy, WR
- Adam Humpries, WR
- Donteea Dye, WR
- Austin Seferian-Jenkins, TE
- Luke Stocker, TE
- Evan Smith, C
- Kevin Pamphile, OL
- Clinton McDonald, DT
- George Johnson, DE
- Alterraun Verner, CB
- Jude Adjei-Barimah, CB

Free agent dopo tre campionati (al termine del 2018)
- Jameis Winston, QB (con opzione per un altro anno esercitabile dai Bucs)
- Donovan Smith, OL
- Ali Marpet, OL
- Kwon Alexander, LB
- Bruce Carter, LB

Free agent in un futuro remoto (al termine del 2019 o oltre)
- Lavonte David, LB (2020)
- Gerald McCoy, DT (2021)

martedì 5 gennaio 2016

Definiti gli avversari dei Bucs per la stagione 2016


Terminata la regular season,  è stato reso noto l'elenco dei team con cui i Tampa Bay Buccaneers andranno a confrontarsi nella stagione 2016. Come al solito, 14 dei 16 avversari erano già  noti, rimaneva da individuare l'avversario della NFC North (contro cui giocheremo in casa) e della NFC East (da affrontare in trasferta), e cioè le due squadre che al termine della stagione regolare si sono classificati nella medesima posizione dei Bucs all'interno della rispettiva division (quarti ed ultimi).

Gli avversari da incontrare nel 2016 sembrano - ad oggi, perché da qui a settembre 2016 cambieranno molte cose - di livello medio-alto, ben più impegnativi di quelli (abbordabili) affrontati nel campionato appena concluso.

I Bucs giocheranno contro la NFC West, che ha mandato ai playoff sia Arizona che Seattle, e che annovera i sempre scorbutici Rams e una nobile decaduta come San Francisco, vogliosa di riscatto dopo la pessima annata e con un nuovo coaching staff. Difficile anche l'AFC West, rappresentata anch'essa da due squadre ai playoff, e cioè Kansas City e Denver.

Per il resto, affronteremo in casa i Chicago Bears ed in trasferta i dallas Cowboys, anche in questo caso due impegni complicati contro squadre dal glorioso passato e dal modesto presente, che rappresenteranno comunque un difficile ostacolo per i Bucs.

Infine, le solite sei partite all'interno della NFC South contro Panthers, Falcons e Saints. A prima vista non sembra un percorso proprio facilissimo, in quella che speriamo possa finalmente essere - dopo cinque anni consecutivi di batoste - la stagione del riscatto per i ragazzi in Red and Pewter.

lunedì 4 gennaio 2016

Travolti anche dai Panthers, i Bucs chiudono 6-10


Come ampiamente preventivato, in trasferta e contro i forti Carolina Panthers, non c’è stata praticamente partita per Tampa Bay, che dopo un primo quarto in cui è riuscita a tenere testa agli avversari è progressivamente uscita dal match, per finire travolta con un secco risultato di 10-38.

Da segnalare un Mike Evans più nervoso del solito ed espulso ne finale di gara per un alterco con gli arbitri, un bruttissimo infortunio al FB Jorvorksie Lane che si è fratturato la gamba e un Jameis Winston che  ha superato la barriera delle 4.000 yards lanciate, terzo rookie a riuscirci nella storia NFL dopo Luck e Newton.

Per il resto, Jameis ha alternato buone cose (un bel TD su corsa "in tuffo", qualche lancio sul profondo) ad altre meno positive (i due intercetti), ma nel complesso non ha neanche molto senso commentare la partita di ieri, tra due squadre agli antipodi: una (CAR) sarà la principale favorita a rappresentare l’NFC al Super Bowl, l’altra (TB) è un team ormai in permanente "rebuilding mode" che per la quinta stagione consecutiva ha terminato al quarto ed ultimo posto la NFC South.

Torneremo nei prossimi giorni ad analizzare la stagione che si è appena conclusa, un’annata in cui si sono comunque intravisti alcuni spiragli positivi ed in cui il numero di W è triplicato rispetto al 2015, anche se a un certo punto - con la squadra venutasi a trovare su un record di 6-6 e con una schedule non impossibile -  si sperava potesse arrivare qualche soddisfazione in più in questo finale di stagione.

Non gli utopistici playoff, ma cercare di chiudere con un record di parità 8-8 o perlomeno evitare la doppia cifra alla voce sconfitte sembrava essere un obiettivo alla portata dei ragazzi di Lovie Smith. E invece alla fine c’è stato un vero e proprio tracollo, con le brutte sconfitte interne contro New Orleans e Chicago, il netto KO di St. Louis e la "ripassata" di ieri a Charlotte.

Va dunque in archivio l’ennesima stagione in cui i Bucs hanno recitato per lo più il ruolo di "sparring partner", anche al cospetto di avversari decisamente alla portata, e non approfittando di un calendario estremamente favorevole e di cui Tampa Bay non è stata in grado di avvantaggiarsi.

Per cui alla fine credo che ci ricorderemo del 2015 più che altro come l’anno da rookie di Jameis Winston, che dopo quanto di buono messo in mostra al college a FSU ha confermato anche in NFL di possedere quella classe e soprattutto quel carattere da leader e quella grinta da combattente che sono tutti elementi necessari per poter emergere anche tra i Professionisti.

Positivo anche il primo anno del nuovo Offensive Coordinator, Dirk Koetter, che speriamo di poter rivedere anche l’anno prossimo sulla sideline dei Bucs sebbene il suo ottimo lavoro svolto con Winston sia sotto gli occhi di tutti gli addetti ai lavori e dunque non ci sarebbe da stupirsi se qualche team puntasse proprio su Koetter per la posizione di Head Coach. 

Adesso vediamo se da parte dei Glazer ci saranno novità - soprattutto in riferimento alle posizioni di HC e GM, anche se non credo che Smith e Licht corrano il rischio di un esonero - e soprattutto speriamo che vengano gestiti nel migliore dei modi sia la free agency che il draft, snodi cruciali affinché il 2016 possa vedere in campo Tampa Bay lottare per qualcosa di più che non evitare l’ultimo posto nella division o la doppia cifra alla voce sconfitte.

venerdì 1 gennaio 2016

C'è ancora un futuro a Tampa per D. Martin e V. Jackson?


Si concluderà domani, a Charlotte contro i Panthers, il campionato 2015 dei Tampa Bay Buccaneers. Ma l'interesse non è tanto per il match che sancirà, molto probabilmente, la sconfitta stagionale n.10 per i Bucs, quanto per cercare di capire in che direzione si muoverà Tampa Bay in vista del 2016, anno che dovrà - per forza di cose - vedere i Bucs recitare un ruolo da protagonisti e non più da semplici comparse.

Lovie Smith, forte di altri due anni di contratto (più un'opzione per un terzo) a meno di grosse sorprese dovrebbe venire confermato dai Glazer. Ma è evidente che Lovie ha ormai esaurito l'ampio credito con cui era stato accolto a Tampa due anni fa, e credo sia consapevole che il 2016 sarà l'anno decisivo per suo futuro sulla sideline dei Bucs.

Dopo avere sistemato l'attacco anche grazie all'innesto di rookie di valore e di due draft dedicati quasi solo a rifondare questo reparto, nonché  al lavoro di un OC di valore come si è dimostrato Koetter, ora Lovie dovrà rimettere in piedi il reparto difensivo, vero tallone d'Achille degli attuali Bucs. Draft e free agency dovranno essere impiegati per rinforzare in particolare linea e secondaria, i due settori che più degli altri hanno bisogno di importanti iniezioni di talento.

In attacco, si diceva, occorrerà solo qualche ritocco marginale, ammesso che due dei giocatori più rappresentativi quali il RB Doug Martin e il WR Vincent Jackson vengano confermati anche per il 2016.

Come è noto, Doug Martin diventerà free agent dopo la partita di Carolina, e dunque nella imminente free agency potrà accasarsi presso il team che gli farà pervenire la migliore offerta. Considerata l'ottima annata di Doug (peccato solo per qualche fumble di troppo), le offerte non mancheranno e sarà interessante vedere quale strategia adotteranno Smith e Licht; se cioè faranno di tutto per trattenere Martin o se invece preferiranno investire in maniera diversa i (tanti) soldi che - qualora lo si voglia confermare - dovranno essere investiti per il nuovo contratto del RB #22.

A mio avviso sarebbe importante ritrovare Martin nel roster dei Bucs 2016, perché il solo Charles Sims non basta per tenere in piedi il reparto e i backup Rainey e James sono - appunto - solo delle riserve non certo in grado di sostituire Martn in maniera adeguata. E visto che non possiamo permetterci di "sprecare" pick del draft per un RB, avendocene in casa uno dei più forti dell'NFL sarebbe davvero opportuno fare uno sforzo per confermarlo.

Discorso un po' diverso per il WR Vincent Jackson, sul cui futuro a Tampa ci sono parecchi dubbi. E' vero che stiamo parlando di un giocatore che è entrato nella fase calante della carriera (a gennaio compirà 33 anni), che i problemi fisici non mancano e che il suo contratto è decisamente molto alto, visto che per il 2016 - ultimo anno del suo quinquennale - i Bucs dovranno elargirgli circa 10 milioni di dollari.

Ritengo però che sarebbe opportuno mantenere a roster un giocatore come Jackson, sempre che le condizioni del suo ginocchio, che quest'anno gli ha fatto saltare quasi tutta la seconda metà della stagione, lo consentano. Stiamo parlando infatti del ricevitore al momento più affidabile tra quelli a disposizione di Jameis Winston, considerando gli alti e bassi di Evans, e dunque la soluzione migliore sarebbe quella di confermare Jackson magari cercando di ristrutturarne il contratto, ad esempio legandolo al suo rendimento o alle partite effettivamente giocate.

Jackson, poi, è un elemento importante anche nello spogliatoio, di fatto è uno dei leader della squadra ed è un esempio - anche fuori dal campo - per i giocatori più giovani, per cui prima di rinunciare a questo ottimo giocatore ci penserei davvero non una ma cento volte.

Anche perché il discorso, alla fine, è lo steso fatto per Martin; con chi lo sostituiremo, poi, Vincent Jackson? Con un free agent o una draft pick? Non credo sia possibile, visto che abbiamo la difesa quasi da rifondare e non penso ci si possa permettere di investire grosse cifre in FA o scelte alte nel draft per un WR o un RB.

Credo sia quindi una necessità cercare di trattenere anche per il 2016 questi due giocatori, e penso che Lovie Smith sia consapevole che privandosene i Bucs perderebbero due elementi preziosi per il reparto guidato da Winston; Martin è, alle spalle di Peterson, il miglior RB dell'NFL e sono in pochi i WR ad avere mani migliori e più affidabili di quelle di Vincent Jackson.

Per cui, la palla adesso passa a Smith e Licht: a loro il compito di far firmare a Martin un contratto che soddisfi il giocatore ma non appesantisca troppo il salary cap, e di ristrutturare quello di Vincent Jackson, al limite allungandolo di un anno, fino al 2017 compreso, ma a cifre più ragionevoli.

Perdere questi due giocatori, ma anche solo uno dei due, aprirebbe un'ulteriore voragine da colmare per una squadra che di "need" da coprire ne ha già sin troppi, sempre che nel 2016 l'obiettivo sia finalmente quello di puntare in maniera convinta ai playoff anziché all'ormai abituale ruolo di "fanalino di coda" della NFC South.

domenica 27 dicembre 2015

Tampa Bay alla deriva, Chicago passeggia al RJS...


Sono davvero una "squadretta", questi Tampa Bay Buccaneers edizione 2015. La partita di stasera contro i tutt'altro che irresistibili Bears ha confermato che di strada per diventare un team "serio", con aspirazioni da postseason, ne dovranno percorrere ancora tantissima, Winston e soci.

Dopo un inizio di match confortante, con la difesa abile nel bloccare l'attacco di Chicago e con lo special team che (dopo anni!) metteva a segno nientemeno che un punt bloccato, è calato ben presto il sipario per i nostri sempre più sbiaditi e sgualciti colori.

Il copione è stato, più o meno, il medesimo già visto tante volte quest'anno; errori a ripetizione (drop, penalità sanguinose, fumble, intercetti, FG sbagliati...) e tutta l'inerzia passa lentamente quanto inesorabilmente agli avversari di turno, che accettano gli omaggi dei ragazzi in Red and Pewter e si portano a casa la vittoria.

Troppe volte quest'anno abbiamo assistito a questo film di cui il finale è - purtroppo - arcinoto...

E dire che la "schedule" dei Bucs di quest'anno era scandalosamente facile, se si pensa che abbiamo giocato contro le division "materasso" dell'NFL quali NFC East e AFC South, e nonostante questo riusciremo a chiudere con un record di 6-10, pur avendo affrontato in tutto il campionato solo un vero team "vincente", i Carolina Panthers.

Dispiace, constatare la pochezza di questa squadra, perché i veterani di valore non mancano, i rookie di belle speranze nemmeno, e allora è inevitabile voltarsi verso la sideline e domandarsi se abbia un senso proseguire ancora il cammino con Lovie Smith, coach dal grande passato quanto dal piccolo presente.

I suoi predecessori Morris e Schiano - con squadre decisamente meno competitive di quella attuale - tutto sommato vennero licenziati per molto meno. E credo sia inevitabile chiedersi se il credito di cui gode Smith sia infinito o se anche i Glazer ne abbiano le tasche piene - any given sunday - di svuotare intere casse di Maalox nell'assistere a simili impietosi spettacoli......

mercoledì 23 dicembre 2015

Doug Martin e Gerald McCoy convocati al Pro Bowl


Sono stati resi noti nella giornata di ieri i nominativi dei giocatori convocati al Pro Bowl. Spicca la presenza di due elementi dei Bucs, il RB Doug Martin e il DT Gerald McCoy, nonché di due giocatori indicati come "alternate", ossia "riserve" nel caso qualcuno dei titolari fosse costretto a dare forfait: il LB Lavonte David e la G Logan Mankins.

Per Martin si tratta di un ritorno al Pro Bowl, per il quale era già stato convocato una volta dopo la sua eccellente stagione da rookie nel 2012. Per McCoy invece si tratta di un appuntamento ormai abituale, essendo Geraldone presenza fissa al match delle stelle da ormai quattro anni.

Si tratta di un riconoscimento strameritato per Martin, la cui stagione è stata sin qui eccellente, senza tralasciare il fatto che nelle ultime due partite di stagione proprio Doug contenderà ad Adrian Peterson il trono di miglior RB dell'intera NFL, dato che al momento i due giocatori sono divisi solo da poche yards conquistate su corsa.

E' stata invece meno brillante la stagione di McCoy, ma va considerato che Gerald ha giocato a lungo con seri problemi fisici ad una spalla, oltre a quelli più recenti ad una mano, senza comunque far venire meno il suo importante contributo alla squadra.

Da segnalare che McCoy è il nono giocatore nell'intera storia dei Bucs ad essere stato convocato ad almeno quattro edizioni del Pro Bowl, ed il settimo a vantare quattro chiamata consecutive.

Complimenti dunque ai nostri giocatori, e speriamo che l'intera squadra ci regali nelle ultime due rimanenti partite di stagione due match intensi e combattuti. Chiudere il 2015 con almeno 7 vittorie, evitando la doppia cifre alla voce "sconfitte", sarebbe già un risultato accettabile, fermo restando che per l'anno prossimo sarà "obbligatorio" per Lovie Smith e Jason Licht costruire un team in grado di lottare, fino alla fine, per un posto ai playoff.

venerdì 18 dicembre 2015

I Bucs si svegliano troppo tardi, la vittoria va ai Rams

Le partite di football sono articolate in quattro distinti periodi, e non è sufficiente giocarne bene solamente uno, peraltro a risultato ormai ampiamente compromesso, per sperare di portare a casa la W.

E dunque contro i Rams è arrivata l'ottava sconfitta stagionale per i Bucs, inguardabili per i primi tre quarti in cui sono stati presi letteralmente a pallate da St. Louis, un team di livello assai modesto che per oltre metà partita i Bucs hanno fatto sembrare uno squadrone.

In attacco hanno funzionato all'inizio solo le corse di Doug Martin, autore di ottime portate prima che un fumble lo togliesse praticamente dal match, e poi i passaggi di Jameis Winston, che ha lanciato ben 50 volte (davvero troppe) per complessive 363 yards e 2 TD, oltre a un intercetto.

Proprio Winston ha guidato il tardivo tentativo di rimonta con la solita grinta, cercando di spronare i compagni e guidarli all'impresa. Ma sono stati troppi gli errori commessi dalla squadra nell'intero arco del match, perché fosse possibile sperare nella rimonta.

Come al solito, tantissime le penalità, a cui si sono aggiunte le solite amnesie in difesa ed errori davvero banali, come ad esempio il fumble di Dye, che - a pochi centimetri dall'endzone - non essendosi reso conto di non essere stato toccato dai difensori dei Rams dopo una acrobatica ricezione, ha lanciato via la palla commettendo il più inutile dei fumble, per fortuna ricoperto dai Bucs.

Winston, dopo un avvio opaco, come si diceva ha dovuto forzare e lanciare tantissimo per cercare di riacciuffare i Rams, ma ormai i giochi erano fatti; e poi l'assenza di Vincent Jackson, nonostante Humpries abbia ricevuto alcuni buoni palloni, si fa sentire non poco ed il bersaglio principale (e pressoché unico) di Jameis è stato il solito Mike Evans, che ha messo insieme cifre importanti (9 ricezioni per 157 yards) abbinate ai suoi ormai consueti drop.

Breve postilla a proposito di Jameis: mi pare sia uno dei giocatori meno tutelati dell'intera NFL, ed è strano considerata l'attenzione riservata ai QB, talora salvaguardati fino all'eccesso. Evidentemente Winston è ancora un rookie e non gode della considerazione di altri "senatori" quali i vari Brady, Manning & co., perché sembra che il QB dei Bucs possa essere tranquillamente e soprattutto impunemente placcato dai difensori avversari anche a palla ormai ampiamente lanciata o quando il ragazzo è già fuori dal campo; ci sarebbero fitte piogge di flag gialle, credo, se questi placcaggi in palese ritardo riguardassero i vari Big Ben, Romo, ecc... e mi piacerebbe vedere un minimo di tutela in più per il nostro QB, premesso che questo discorso non c'entra nulla con la sconfitta di St. Louis quanto con un atteggiamento poco "protettivo", da parte di chi dovrebbe far rispettare le regole, riscontrato nell'arco dell'intera stagione nei confronti della first pick overall dell'ultimo draft.

Complessivamente, tornando alla partita, una prestazione decisamente negativa per Tampa Bay, che alla fine perde quasi di misura ma che per larga parte del match è stata in balìa di un avversario modesto e assolutamente alla portata, con cui sarebbe stato doveroso giocarsela alla pari per tutti e quattro i quarti, non solo nell'ultimo.

Tramontati da tempo i sogni playoff, sarà ora molto difficile concludere la stagione con un record non perdente, visto che al momento i Bucs si trovano in una situazione di 6-8, e non sarà semplice superare Chicago al RJS e soprattutto Carolina in trasferta, per chiudere il campionato con quello che sarebbe un più che dignitoso 8-8.

martedì 15 dicembre 2015

Rifirmato il DE Da'Quan Bowers

In vista degli ultimi tre impegni stagionali, in casa contro Chicago ed in trasferta a St. Louis e Carolina, i Bucs hanno rifirmato quest'oggi una vecchia conoscenza, il DE Da'Quan Bowers.

Considerato che a livello di DL ci sono parecchi giocatori infortunati - McDonald ha già terminato la sua stagione, McCoy sta giocando con una mano malconcia e Akeem Spence si è infortunato ad un a caviglia nel match con i Saints - ecco la decisione di dare profondità alla linea difensiva, riportando a One Buc Place il veterano Bowers, per far posto al quale nel roster è stato tagliato un altro DE, il rookie Josh Shirley.

Bowers venne scelto dai Bucs al secondo giro del draft 2011, senza mai replicare in NFL quelle eccellenti prestazioni che erano abituali per lui a livello di college, quando Da'Quan era la vera e propria "stella" dei Clemson Tigers.

In quattro anni tra i PRO Bowers ha giocato 50 partite (10 da titolare) limitato nel rendimento anche dai mai del tutto superati problemi al ginocchio rimediati ai tempi del college. L'ultima apparizione di Da'Quan in maglia Bucs risale alla preseason di quest'anno, in cui Bowers scese in campo in tutte e quattro le amichevoli precampionato per finire poi tra i giocatori esclusi dal roster con tagli finali di inizio settembre.