mercoledì 31 dicembre 2014

First pick overall: come utilizzarla?

Da qui sino al 30 aprile, giorno in cui a Chicago avrà luogo la prima delle tre giornate in cui sarà articolato il draft 2015, credo che le discussioni intorno ai Tampa Bay Buccaneers verteranno quasi esclusivamente su un argomento ben preciso: come utilizzare nel miglior modo possibile la prima scelta assoluta?

Non capita spesso (per fortuna, direi...) che un team abbia a disposizione l'opportunità di chiamare prima di tutte le altre squadre. E' un vantaggio importante che deve essere sfruttato nel migliore dei modi, tenendosi lontano non solo dai "bidoni" ma anche dalle "scommesse", e cercando invece di scegliere un prospetto "sicuro" dotato di mezzi tecnici importanti, in grado di far compiere alla squadra che lo ha chiamato un importante salto di qualità.

Per quel che riguarda i Bucs e il draft 2015, direi che - ad oggi - le principali opzioni a disposizione di Smith e Licht sono le seguenti quattro...

Opzione 1: QB (Mariota o Winston)
Quello del QB, si sa, è un ruolo decisivo ma è altrettanto difficile capire se un giocatore che a livello collegiale sembra un fenomeno una volta entrato in NFL diventerà un campione o si rivelerà un flop.

Gli esempi, anche recenti, abbondano: uno dei giocatori oggi più "quotati" in questo ruolo, Russell Wilson dei Seahawks, nel 2012 è stato draftato solamente al terzo giro con la scelta n.75, eppure oggi è ritenuto elemento fondamentale della squadra che lo stesso Wilson cercherà di condurre alla vittoria nel secondo Super Bowl consecutivo.

E poi ci sarebbero mille altre esempi, passando da Tom Brady (un fenomeno) scelto solamente al sesto giro fino a JaMarcus Russell (un bidone) draftato nel 2007 dai Raiders con la first pick overall.

Fatta questa doverosa premessa e considerata la situazione precaria dei Bucs a livello di QB, un reparto in cui al momento abbiamo un veterano utile al massimo come backup (McCown) e un giovane (Glennon) che non rientra nei piani tecnici di Lovie Smith, se ci fosse un QB "sicuro" (l'Andrew Luck della situazione, per capirci) forse sarebbe opportuno puntare proprio su questo tipo di giocatore.

E' vero che le squadre si costruiscono dalle fondamenta (le due linee) e non dal tetto (il QB) ma se ci fosse la garanzia di avere la possibilità di sistemare le cose per un paio di lustri alla voce "quarterback", la scelta sarebbe quasi obbligata.

La vera domanda è, quindi, un'altra: Mariota (o Winston) sono due QB che offorno ampie garanzie, cioè due giocatori su cui puntare con una certa sicurezza ed in grado di consentire la copertura di un ruolo importante e delicato come quello del QB per i prossimi dieci anni?

Ecco, se la risposta per Smith e Licht è un sì (ma deve essere un "sì" molto convinto) allora si vada su Mariota (o Winston). Tra gli addetti ai lavori è il giocatore di Oregon, Marcus Mariota quello più quotato, anche se la "fan base" di Tampa Bay sembra invece preferire il prodotto di Florida State.

Non seguo il college football così da vicino per potermi sbilanciare in maniera netta a favore dell'uno o dell'altro, ribadisco soltanto che, se la prima scelta deve essere un QB, che si prenda questa decisione non solo per riportare entusiasmo tra i tifosi e vendere qualche biglietto in più (perché è ovvio che un QB accenda maggiore entusiasmo tra i fans rispetto ad un "oscuro" OL) ma perché si è convinti di avere tra le mani il prossimo "franchise QB".

Opzione 2: Trade Down
La trade down mi sembra un'alternativa interessante, considerate le vere e proprie "voragini" che dobbiamo colmare in  tanti reparti, ma solo ad una condizione: che ci sia qualche squadra disposta a cedere tanta, tantissima "roba" in cambio della prima scelta assoluta.

In altre parole, ci può anche stare che i Bucs si privino della first pick, ma solo se l'offerta è proprio irrinunciabile. Per dire, non accetterei mai una trade che ad esempio prevedesse come controparte un giocatore di grande classe ma ormai sul viale del tramonto... già me lo vedo Bill Belichick che offre ai Bucs un vecchio drago come Tom Brady in cambio della prima chiamata...! ;-)

In linea di principio prenderei quindi in considerazione l'ipotesi della trade down se un team offrisse molte scelte e molto interessanti, magari articolate in più anni un po' come accadde ai Rams, ricoperti di tante ottime pick per cedere ai Redskins la scelta che poi consentì a Washington di chiamare RG III. Per la precisione, gli Skins pur di arrivare a RGIII cedettero ai Rams le loro first-round pick del 2012 (No.6 overall), del 2013 (No.22 overall), e del 2014 (No.2 overall), oltre alla loro second-round pick del 2012 (No.39 overall). Non male... (dal punto di vista di St. Louis, ovviamente!).

Ad esempio, se un GM di un'altra squadra chiamasse Smith e Licht mettendo sul piatto della bilancia un'offerta simile o comunque un numero rilevante di scelte sia del draft 2015 che di quello del 2016 in cambio della first pick overall di quest'anno, non so se accetterei, ma di sicuro valuterei la proposta in questione con estrema attenzione.

Opzione 3: Offensive Lineman
Il discorso cambia se Licht e Smith ritengono invece che Mariota e Winston rientrino nella categoria dei Geno Smith e degli E.J. Manuel e se nessuna altra squadra farà offerte importanti per una trade down; in questo caso, direi che la scelta sarebbe quasi obbligata.

La linea offensiva dei Bucs va rifondata e avere la possibilità di chiamare al primo giro un OL in grado di puntellarla per la prossima decade (magari avendo la fortuna di pescare il prossimo Paul Gruber, per citare forse il migliore OL mai scelto dai Bucs) sarebbe un ottimo modo di impiegare la first pick.

Anche qui, il discorso necessita di una premessa doverosa: vista l'importanza della pick di cui stiamo parlando, è ovvio che non sono ammesse "leggerezze" da parte di HC e GM, che dovranno pescare solo giocatori "certi" e in grado di offrire da subito un contributo importante alla causa, non "promesse" magari dall'ottimo potenziale ma ancora tutte da sviluppare.

Opzione 4: Defensive Lineman
Infine, l'ipotesi che credo sia quella meno probabile, anche se non la escluderei in assoluto: se ci fosse un nuovo Clowney, la prima scelta assoluta dello scorso anno, sarebbe il caso di portarlo a Tampa oppure no?

Il punto è che anche la DL ha bisogno di innesti importanti, ma utilizzare proprio la prima scelta assoluta per un uomo di linea difensiva potrebbe essere un azzardo eccessivo, a meno che non ci sia tra i rookie il "fenomeno" indiscusso e indiscutibile, quello da prendere senza esitare perché in grado di fare reparto da solo.

Considerato che non mi sembra che tra i giocatori che verranno draftati ad aprile ci sia il prossimo Lee Roy Selmon, ritengo l'ipotesi di orientarsi su un DL quella meno probabile di tutte, anche se in qualche modo, magari tramite free agency, sarà di assoluta importanza rinforzare la linea difensiva soprattutto a livello di defensive end.


Bene, queste sono a mio avviso le ipotesi più probabili che si potranno verificare ad aprile, perlomeno in questo preciso momento. Poi, è evidente che nei 120 giorni che mancano da oggi al 30 aprile potranno accadere colpi di scena, sorprese e magari si concretizzerà un'ipotesi diversa da quelle che ad oggi appaiono le più probabili. L'importante è evitare colpi eccessivamente a sorpresa, che so, ad esempio usare la prima scelta assoluta per draftare un RB, vero Lovie?! ;-)

martedì 30 dicembre 2014

Definiti gli avversari per il 2015

Con la conclusione della stagione regolare è stato definito l'elenco delle squadre con cui i Tampa Bay Buccaneers si scontreranno nel prossimo campionato. Come sempre, 14 dei 16 avversari erano già  noti, rimaneva da individuare l'avversario della NFC North (contro cui giocheremo in casa) e della NFC West (da affrontare in trasferta), cioè le squadre che al termine della stagione regolare si sono piazzati nella stessa posizione dei Bucs all'interno della rispettiva division (quarti ed ultimi).

Gli avversari da incontrare nel 2015 non sembrano irresistibili, considerato che ad esempio affronteremo per 6 volte le compagini della nostra division, la derelitta NFC South, e ci scontreremo con i team della AFC South, la division in cui giocano Jaguars e Titans, due squadre che hanno conteso fino all'ultimo ai Bucs la first pick overall.

Ecco l'elenco completo dei nostri sfidanti per l'anno prossimo:


lunedì 29 dicembre 2014

Lovie Smith, da ora in avanti vietato sbagliare

Con la sconfitta n. 14 su 16 partite (l'ultimo 2-14 risaliva al remoto 1986) si è finalmente concluso uno dei campionati peggiori nella quasi 40ennale storia dei Tampa Bay Buccaneers, che pure di annate storte in archivio ne possono contare parecchie...

La delusione quest'anno è stata molto forte, sia per il record finale che per la qualità del gioco, davvero troppo scadente, espresso dalla squadra nell'arco dell'intera stagione; nei prossimi giorni mi soffermerò nel dettaglio su free agency, draft e situazione contrattuale dei vari giocatori, oggi però vorrei spendere qualche parola a proposito di Lovie Smith.

All'Head Coach verrà sicuramente concessa una seconda occasione ma nel 2015 il buon Lovie dovrà condurre la squadra a ben altri risultati, essendo ormai in fase di esaurimento l'ampio "bonus" di cui godeva al momento del suo insediamento.

Nel mese di gennaio 2014, al momento della sua nomina come HC dei Bucs, la speranza (unanime) era che un allenatore referenziato, ricco di esperienza ad alto livello e pieno di buon senso come Lovie Smith fosse la soluzione ideale per lasciarsi alle spalle il deludente biennio targato Greg Schiano.

Purtroppo le cose sono invece andate peggio di quanto anche il più pessimista dei tifosi potesse prevedere, e ieri faceva proprio una gran tristezza vedere coach Smith, nell'ultima partita stagionale contro i Saints, togliere dal campo i giocatori migliori (da Mike Evans a Lavonte David) non a causa di infortuni ma per facilitare la rimonta degli avversari e garantirsi così l'ennesima sconfitta che voleva dire first pick overall al prossimo draft... probabilmente il punto più basso e umiliante raggiungibile da un allenatore.

Cercando di valutare le cose nella maniera più oggettiva possibile, credo sia abbastanza evidente che Smith abbia commesso molti errori, sia in fase di costruzione della squadra che nel nel corso della stagione, non riuscendo mai né ad invertire la rotta né a dare la sensazione di avere le idee chiare su come condurre la squadra fuori dalla spirale negativa fatta di sconfitte e prestazioni insufficienti. Ma la cosa peggiore di tutte credo sia un'altra: chiunque lavori commette errori e nessuno pretende da Lovie l'infallibilità, il fatto grave è non correggersi in corsa, o lasciare "incancrenire" una situazione negativa.

Emblematico, a questo proposito, il modo in cui è stato gestito il dualismo tra i QB; una volta evidente (eravamo a fine settembre) che questi Bucs non sarebbero andati da nessuna parte e che la postseason era un'utopia, non ha davvero avuto alcun senso rimettere in squadra McCown, un veterano dalla conclamata mediocrità, al posto di Glennon, un giovane al secondo anno il cui effettivo valore è tutt'ora ignoto, proprio a causa delle scelte dell'HC. Le giustificazioni addotte da Smith "McCown garantisce alla squadra maggiori possibilità di vittoria", reiterate dopo ogni sconfitta, sono davvero indifendibili, e le trovo ancora peggiori della cocciutaggine nel volere insistere con McCown.

Ma cominciamo dall'inizio: in pratica Smith e il GM Licht, una volta insediati, hanno scientificamente fatto tabula rasa di quanto aveva lasciato loro in eredità la precedente gestione Dominik-Schiano.

E' stato rilasciato Darrelle Revis, che l'anno precedente era costato una prima scelta, è stata completamente smembrata la linea offensiva (Penn, Jospeh, Zuttah, Larsen) e le chiavi della squadra sono state affidate a Josh McCown, strapagando un QB che in dieci anni di NFL aveva giocato da comparsa per 9 anni e mezzo e che a Tampa ha confermato i suoi (enormi) limiti.

La free agency è stata dispendiosa, ed i nomi portati a Tampa erano, sulla carta, decisamente interessanti; sia Collins che Dietrich-Smith erano unanimemente ritenuti due innesti molto importanti, e sarebbe decisivo capire perché entrambi abbiano reso così tanto al di sotto delle aspettative. Giocatori "sazi" e "imborghesiti" dal contrattone firmato in free agency oppure un CS incapace di far rendere al massimo gli elementi a disposizione?

Capitolo draft: bene Mike Evans al primo giro, interessante l'idea di puntare su Seferian-Jenkins al secondo round, decisamente censurabile la mossa di draftare un RB al terzo giro. Nessuno discute il valore di Sims, ma rinforzare un reparto già competitivo (quello dei RB, appunto) tralasciando voragini enormi (la OL in primis) è stato un rischio eccessivo, le cui conseguenze negative sono emerse in maniera lampante sin dalle amichevoli prestagionali.

Forse Smtih e Licht speravano di recuperare Carl Nicks, e per questo motivo al draft non hanno investito in maniera massiccia sulla OL limitandosi a scegliere due giocatori tutti da sviluppare come Edwards e Pamphile. Resta il fatto che questa gestione del draft, in cui la OL non è stata rinforzata a dovere, l'abbiamo poi pagata (con gli interessi) alla vigilia del campionato, quando cioè ci si è resi conto di avere una OL impresentabile e ci si è accollati il contratto pesantissimo di un veterano a fine carriera (Mankins) mandando a Boston un giovane interessante (il TE Tim Wright) più una quarta scelta. Decisamente un ottimo affare, dal punto di vista di Bill Belichik.

La trade con i Pats rientra nelle categorie delle "mosse della disperazione", quando ci si trova cioè con l'acqua alla gola e si è costretti ad accettare le condizioni dettate dalla controparte, una di quelle situazioni in cui si ha solamente da perdere ed in cui un GM e un HC di valore non dovrebbero mai andarsi a mettere. Per chiudere, va ricordata l'ultima mossa discutibile a livello di gestione dei giocatori, e cioè la svendita della pick n.7 assoluta del draft 2012 Mark Barron ai Rams in cambio di un quarto giro (più un sesto), proprio per "recuperare" la preziosa scelta al draft "regalata" ai Patriots nello scambio per Mankins.

Si pensava comunque, alla vigilia del campionato, che nonostante le evidenti lacune e i parecchi punti deboli questa squadra avesse le carte in regola per disputare una stagione dignitosa, che avrebbe migliorato il record dell'anno precedente (non si sognava certo un un 10-6 o un record vincente, ma c'era molta fiducia circa la possibilità di migliorare il 4-12 della precedente stagione), che si sarebbero visti nel corso dell'anno significativi passi in avanti, e che i frutti del lavoro di coach Smith e del suo staff avrebbero portato se non delle W quantomeno ad assistere a spettacoli decorosi e confortanti.

Ecco, poiché invece è accaduto l'esatto contrario, con una squadra che non solo ha perso sempre e comunque ma che ha anche giocato malissimo dalla prima partita di preseason sino all'ultimo match di regular season perso (intenzionalmente) con i Saints, è evidente che il contratto quadriennale (con opzione per un quinto anno)  siglato lo scorso gennaio tra i Glazer e Smith sia decisamente meno "blindato" rispetto a dodici mesi fa.

Personalmente avevo accolto con entusiasmo l'arrivo di Smith, che mi sembrava il coach più adatto a cui affidare le sorti della squadra dopo la controversa e negativa esperienza con Schiano. Al termine della prima stagione, in cui Smith ha avuto carta bianca per rifondare la squadra come preferiva, il giudizio sul suo operato non può che essere negativo, e lo dico al di là del record; non mi sono piaciute troppe decisioni né l'ostinazione con cui l'HC ha difeso per l'intera stagione alcune sue scelte palesemente sconclusionate.

Credo però sia giusto concedere a Smith la stagione del riscatto, dargli cioè la possibilità nel 2015 di dimostrare di non avere smarrito le tante qualità che gli hanno permesso di ricoprire per ben nove anni il ruolo di HC in una piazza difficile come Chicago. Sarà interessante, e questo lo vedremo a breve, capire anche in che modo Smith modificherà il suo coaching staff, a partire dall'ingaggio di un vero OC, figura chiave in ogni team e la cui mancanza nei Bucs ha inciso non poco, a mio avviso, sulla pessima annata,

Sarà cruciale la gestione di free agency e draft, e credo che Smith si giocherà buona parte del suo futuro sulla sideline dei Buccaneers proprio con la gestione della first pick overall; che di per sé è, al momento, un "tesoro" potenzialmente molto prezioso ma che solo se sfruttato nel modo appropriato potrà aiutare i Bucs a fare un salto di qualità importante. La storia, anche quella di Tampa Bay, insegna che non sempre (anzi!) la prima scelta assoluta è sinonimo di fuoriclasse e di giocatore in grado di risollevare da solo i destini di un team...

domenica 28 dicembre 2014

Missione compiuta, la first pick overall è dei Bucs!

Essere costretti a fare il tifo contro i propri colori sperando in una rimonta - poi concretizzatasi - degli storici rivali dei New Orleans Saints: anche a questo siamo stati costretti, nell'orribile campionato 2014 che per fortuna, da stasera, ci lasciamo alle spalle e mandiamo definitivamente in archivio.

I Bucs riescono dunque nella non facile impresa di perdere anche contro i peggiori New Orleans Saints degli ultimi anni, una squadra molle, opaca persino nei suoi elementi migliori,con Brees intercettato per ben tre volte e il TE Graham, di solito letale, stasera limitato a 54 yards ricevute dalla difesa dei Bucs.

Ma andiamo con ordine: nel primo tempo Tampa Bay sembra una squadra "vera", la difesa è aggressiva e reattiva, il gioco sulle corse funziona, Doug Martin sembra quello del 2012, e Mike Evans, ben spalleggiato da Vincent Jackson, conferma di essere un fuoriclasse, mettendo a segno il TD stagionale n.12.

Si va all'intervallo con i Bucs avanti e in apparente controllo del match, ma nel secondo tempo è tutta un'altra musica. Mike Evans e Vincent Jackson rimangono sulla sideline, Martin e Sims vengono impiegati ma senza più buoni guadagni e l'attacco di Tampa Bay non combina più nulla di decente. Dall'altra parte, Brees e i suoi fanno davvero il minimo indispensabile, che è comunque sufficiente per arrivare a segnare il TD del sorpasso: 21-20 per New Orleans a meno di due minuti dalla fine.

Riusciranno i Bucs a mettere in piedi il drive della contro-rimonta? Ovviamente no, McCown incassa una safety e la partita si chiude con la vittoria per 23-20 dei Saints, con Tampa Bay che afferra la first pick overall del prossimo draft. Credo che nella postazione del GM Licht, più volte inquadrato dalla FOX nel corso della telecronaca, al momento della safety abbiano iniziato a stappare le bottiglie tenute in serbo per le grandi occasioni...! ;-)

Vincere stasera sarebbe stata una beffa, e per un bel po' sembrava che i ragazzi in Red and Pewter potessero farcela a concludere la stagione con quello che sarebbe stato un clamoroso autogol. Ma niente paura: nel secondo tempo ci ha pensato il solito McCown (anche stasera il migliore in campo, ovviamente per gli avversari) a rimettere le cose a posto; un intercetto, una safety, e alla fine è arrivata l'unica buona notizia di questo campionato da dimenticare. Al draft 2015 sarà Tampa Bay a chiamare per prima assoluta, a meno di eventuali trade down.

Nelle prossime settimane sarà tempo di bilanci, adesso godiamoci la first pick overall e, con essa, la speranza che il 2015 possa essere un anno di "rinascita" per i nostri amati Bucanieri. Abbiamo davvero toccato il fondo quest'anno, inanellando sconfitte a raffiche accompagnate da prestazioni ingloriose. Adesso è arrivato tempo di rimboccarci le maniche e di iniziare la risalita: GO BUCS, ora e sempre! 

Ristrutturato il contratto del TE Brandon Myers

Dopo l'estensione contrattuale relativa al WR Louis Murphy, che nei giorni scorsi ha prolungato per tre anni l'accordo con Tampa Bay, ecco un'altra notizia relativa ai Bucs prossimi venturi.

Il TE Brandon Myers, che aveva già un contratto in essere per il 2015, ha accettato di ridursi l'ingaggio ottenendo in cambio l'estensione di una ulteriore annualità, per cui il giocatore rimarrà legato ai Bucs sino a tutto il 2016 compreso.

Myers, 29 anni, ha sin qui fatto registrare 18 ricezioni per 169 yards e 0 TD; cifre non eccezionali, anche se va rilevato come nella seconda parte del campionato il giocatore sia stato per lo più più utilizzato come bloccatore che come ricevitore aggiunto.

A livello di TE dunque abbiamo già due nomi che faranno parte dei Bucs 2015; Myers appunto e il secondo anno Seferian-Jenkins da cui è lecito attendersi importanti miglioramenti dopo una stagione da rookie in cui il ragazzo ha dovuto affrontare numerosi problemi fisici. Il terzo TE attualmente a roster, Luke Stocker, diventerà invece free agent al termine della stagione e dunque quella di oggi con i Saints potrebbe essere la sua ultima apparizione in maglia Bucs.

sabato 27 dicembre 2014

Una vecchia "season preview" del 1993..

Correva l’anno 1993, e il football NFL a quei tempi - quando ancora internet non c'era e il "Game Pass" era solamente fantascienza - veniva teletrasmesso in Italia da Tele+2. In questo breve filmato della durata di circa un minuto, Flavio Tranquillo traccia un ritratto dei Buccaneers in previsione della stagione 1993.

Le fosche previsioni relative a quello che sarà il campionato 1993 di Tampa Bay contenute in questa "season preview" sono destinate ad avverarsi: i Bucs termineranno infatti la stagione all'ultimo posto della NFC Central, con 5 vittorie e 11 sconfitte.

La qualità del filmato, tratto da un vecchio VHS, è ovviamente modesta ma ho deciso di metterlo ugualmente on-line, soprattutto per quei tifosi che c'erano anche ai tempi del White and Orange e a cui credo farà piacere rivedere questo nostalgico "come eravamo"...



Estensione contrattuale di 3 anni per il WR Murphy

Il campionato sta volgendo al termine e da One Buc Place arrivano le prime ufficializzazioni relative a manovre riguardanti la prossima stagione.

I Bucs e il WR Louis Murphy hanno siglato un accordo che prevede una estensione triennale del contratto del ricevitore 27enne originario di St. Petersburg.

Dopo una carriera collegiale a University of Florida e cinque anni in NFL con Oakland, Carolina e NY Giants, Murphy è arrivato quest'anno a Tampa, disputando un buon campionato come terzo ricevitore alle spalle dei due fuoriclasse Mike Evans e Vincent Jackson. Nelle 11 partite disputate in maglia Bucs, Louis Murphy ha ricevuto 31 palloni per complessive 380 yards e 2 TD.

Dopo la firma del WR vedremo nei prossimi giorni quali saranno le decisioni di Smith e Licht a proposito degli altri numerosi free agent che diventeranno liberi di accasarsi presso il miglior offerente al termine della stagione. Tra i nomi più illustri dei giocatori che si apprestano a diventare FA ci sono quelli del LB Mason Foster, dei DL Da'Quan Bowers e Adrian Clayborn, del TE Luke Stocker e della safety Major Wright.

venerdì 26 dicembre 2014

Foster e Goldson in dubbio per domenica

Mancano un paio di giorni all'ultima partita stagionale dei Bucs, l'impegno casalingo contro i New Orleans Saints. Come è noto, una sconfitta anche in questo match darebbe a Tampa Bay la matematica certezza di acquisire la first pick overall del prossimo draft, che in caso di vittoria contro NO rischierebbe di diventare la pick n.2, a meno che anche i Titans, impegnati in casa contro i Colts, non riescano a vincere.

Nel corso della settimana Lovie Smith ha più volte ripetuto che i Bucs scenderanno in campo determinati a vincere la partita, ma del resto il coach non poteva dire altrimenti; speriamo solo siano affermazioni per così dire "di facciata", perché domenica una eventuale W sarebbe solo una beffa, o meglio la degna conclusione di una stagione da incubo come quella che sta per concludersi.

E' vero che non c'è poi questa enorme differenza tra prima e seconda scelta, ma la first pick overall darebbe comunque ai Bucs la possibilità di ottenere il massimo dalle altre squadre in caso di trade down e comunque, visto che in questa stagione non abbiamo fatto altro che perdere, cerchiamo almeno di confermare questo trend nell'unica partita che non avrebbe alcun senso vincere...

Poi, una volta ottenuta la prima scelta assoluta si potrà valutare come utilizzarla, se appunto orientarsi verso una trade down o sul franchise QB (ammesso che Lovie Smith ritenga tali Mariota o Winston) oppure per rinforzare i due reparti - OL e DL - che più degli altri necessitano di robuste iniezioni di talento.

Ad ogni modo, per tornare alla stretta attualità, per il match con i Saints sono a rischio sia il LB Mason Foster (tendine d'Achille) che la safety Dashon Goldson (spalla). Problemi minori per il RB Bobby Rainey e per il il KR Solomon Patton, che dovrebbero farcela a recuperare dai rispettivi guai fisici ed essere a disposizione per l'ultima partita della stagione.