domenica 4 agosto 2013

Warren Sapp, un Bucaniere nella HoF!


Warren Sapp "svela" il suo busto insieme alla figlia
Si è svolta nella giornata di ieri la tradizionale cerimonia che prevede, ogni anno, l'inserimento di alcune tra le più grandi leggende del football nella Hall of Fame di Canton (Ohio).

I Tampa Bay Buccaneers non hanno una rappresentanza numerosa, all'interno della HoF. Sino a ieri, c'era solo Lee Roy Selmon a  rappresentare i Bucs, ma adesso al grande #63 si è aggiunta un'altra nostra vecchia conoscenza: Warren Sapp!

Credo che tutti coloro che amano i Bucs sappiano - o dovrebbero sapere! - che cosa ha rappresentato questo giocatore per la nostra squadra. Sapp fu parte integrante di quel nucleo di fuoriclasse (insieme a lui, voglio citare Derrick Brooks, John Lynch, Ronde Barber, Mike Alstott) che consentirono a Tampa Bay di realizzare un "turnaround" che portò in pochi anni i Bucs da squadra barzelletta della Lega (quando Sapp venne draftato, Tampa Bay aveva una striscia aperta di oltre un decennio di stagioni consecutive con più di dieci sconfitte!) a team dominante dell'NFL, facendo dei Bucs una presenza quasi fissa ai playoff... il tutto, culminato con l'indimenticabile notte di San Diego, quel 26 gennaio 2003 in cui Tampa Bay, superando Oakland nel Super Bowl n.37, portò in Florida il primo e sino da ora unico Vince Lombardi Trophy della sua storia.

Non sono mancati i momenti di commozione per Sapp, durante il discorso che ogni membro della Hall of Fame è tenuto a svolgere nel corso della cerimonia. Warren ha ricordato i momenti difficili della sua infanzia, trascorsa in una baracca di Plymouth, sobborgo di Orlando, mantenuto a fatica insieme ai suoi numerosi fratelli e sorelle da una madre single, che l'ex DT #99 ha espressamente ringraziato nel suo discorso, con la voce incrinata dalle lacrime:
“I never played this game to get in the Hall of Fame,” Sapp said. “I played this game to retire my mother because my mother worked to the bone and I wasn’t going to allow her or myself to be in that position again.''

A introdurre Sapp sul palco è stata la figlia 15enne Mercedes, che ha così presentato il suo illustre genitore:
“My dad is way more to me than a dad. He’s a best friend, a motivator, an inspiration.”

Sapp ha poi voluto ringraziare le persone che maggiormente gli hanno consentito, ieri, di entrare tra gli immortali della Hall of Fame. Come ad esempio la famiglia Glazer, i quali appena diventati proprietari dei Bucs scelsero nel loro primo draft Derrick Brooks e Warren Sapp, nonostante i molti dubbi che aleggiassero su quest'ultimo, ritenuto sì un potenziale fuoriclasse ma anche un elemento problematico, essendo risultato - proprio alla vigilia del draft - positivo a test che evidenziavano l'uso di sostanze stupefacenti...

E invece, mai decisione si rivelò più azzeccata. Warren Sapp confermò sul campo di essere  un campione dalla classe infinita e fuori dal terreno di gioco dimostrò di non avere quella "testa calda" che aveva spinto tante squadra a bypassarlo al momento del draft...

Anche per chi non avesse mai avuto la fortuna di vederlo giocare, bastano alcune cifre per capire come questo giocatore abbia rappresentato per una decade il top assoluto, nel ruolo di Defensive Tackle: 
membro della All-Decade team per il periodo dal 1990 al 2000; Defensive Player of the Year nel 1999; vincitore del Super Bowl n.37; sette partecipazioni al Pro Bowl; e poi i  96 e 1/2 sacks registrai in carriera, che lo pongono al secondo posto assoluto tra i defensive tackle.

Tornando al discorso di Sapp, da segnalare anche il ringraziamento a Tony Dungy, il coach che ricoprì un ruolo fondamentale nella trasformazione dei Bucs in team vincente e nel fare di Sapp un fuoriclasse assoluto:
“I played for a lot of coaches in my day,” Sapp said. “When I got to the Tampa Bay Bucs in 1995, it was 11 straight double digit losing seasons. If you don’t know what that means, its 10 losses or more. It was a lot of losing and lot of bad times. But a young man walked in the door and he showed us structure and a path and a vision how to get it done day in and day out.”

Inevitabili poi i rignraziamenti per coach Jon Gruden, l'allenatore strappato a peso d'oro ai Raiders che nella stagione 2002 condusse i Bucs sul tetto del mondo, sconfiggendo in finale proprio Oakland:
“Jon Gruden, they sent two draft picks and $8 million (to the Raiders),” he said. “I had to walk into this man’s office every day and see what this man was, and he was something special. Boy, it was so fun to watch that offense get yelled at like we got yelled at on defense.”

Infine, Sapp ha voluto ricordare le parole della nonna, Rosie Lykes, che lo esortava a non dimenticare mai quali fossero le proprie origini, da cui tutto aveva avuto inizio:
“She said, 'Boy, don’t ever forget where you come from and I stand before you today, one humble, proud country boy from Plymouth, Florida. That’s right. The dirt. That dirt road was something rough, but sure turned it into something special.”

Warren Sapp.... personalmente ho avuto la fortuna di ammirarne le gesta sin dal suo esordio in NFL, ai tempi in cui i Bucs vestivano ancora in white and orange, sebbene all'epoca fosse una vera impresa procurarsi notizie, immagini e filmati relativamente al mondo NFL... dopo la prima stagione da rookie - il coach era Sam Whyche - di assestamento e con parecchi alti e bassi nel rendimento, ricordo che fu il 1996 (la prima stagione di coach Dungy e l'ultima con Bucco Bruce sul casco) l'anno in cui un po' tutti si resero conto che questo giocatore avrebbe scritto pagine molto importanti non sono nella storia dei Bucs ma in quella dell'NFL... e poi, voglio citare l'indimenticabile partita contro i San Francisco 49ers, nell'opener del 1997 (la prima gara con le nuove uniformi) in cui proprio Warren Sapp fu in grado da solo o quasi di demolire (anche fisicamente...) il team all'epoca più forte dell'NFL, i 49ers di Steve Young e Jerry Rice. Per chi avesse bisogno di una rinfrescata alla memoria, ecco il video con una breve sintesi di quello splendido match....buona visione! 

venerdì 2 agosto 2013

Un nuovo leader per la difesa: Dashon Goldson

Dashon Goldson
Dopo una settimana di training camp, c'è un giocatore che ha letteralmente preso in mano il suo reparto diventandone leader e punto di riferimento: si tratta di Dashon Goldson, la safety arrivata nel corso dalla free agency dai San Francisco 49ers, con i quali il giocatore era arrivato ad un solo passo dalla conquista dell'ultimo Super Bowl perdendo in finale contro i Baltimore Ravens.

E' proprio coach Schiano, dalle colonne del Tampa Bay Tribune, a sottolineare l'importanza della nuova safety dei Bucs:
“I think Dashon Goldson has taken the group over, for sure," said Schiano.  "He’s the man back there, running the show, which is what we anticipated and hoped for."

L'arrivo di Goldson a Tampa nel corso della free agency era stato forse un po' "oscurato" da quello di una superstar del calibro di Darelle Revis, che ha catalizzato l'attenzione dei media, togliendo le luci della ribalta all'ex giocatore dei 49ers.

Ma in questi giorni, con Revis ancora alle prese con la riabilitazione dall'infortunio al ginocchio e costretto a partecipare al training camp in maniera limitata, è stato proprio Goldson a guidare il gruppo dei defensive backs, diventandone in breve il punto di riferimento.

Ecco il pensiero di Dashon, circa il suo ruolo da "leader" della difesa dei Bucs:
“I take that leadership role very seriously," said the former San Francisco 49er. "I understand that I’m here to definitely help the younger guys out and definitely win football games around here. [That's how] I approach this practice field, and definitely when we’re in the classroom [I need] to show these guys how to approach this game. With Revis being down, I’ve got to step up and play a bigger role and just help out as a leader with experience.”

Dei 16 defensive backs attualmente a roster, la metà ha al massimo tre anni (o meno) di esperienza tra i PRO... inevitabile dunque per i nuovi arrivi Revis e Goldson ricoprire il ruolo di "guida" e di "esempio" per i compagni più giovani:
"The young players have responded very well," said Goldson.  "I think these guys do a great job of taking coaching, not just from the coaching staff but from the leaders at the same time.  They're not prima donnas out here.  These guys just want to win and want to get better, and that's a good start."

Ma nonostante la giovane età di buona parte del roster, l'obiettivo per Goldson è uno solo, e speriamo che sia di buon auspicio: vincere!
“They already had a young football team," said Goldson.  "They had a lot of very good talent.  The coaching staff is very motivated, wants to win and I think that was a good showing to me. The mindset of this football team, especially since I’ve got here, the work has been good. Everybody puts in the work, nobody complains. They all want to win and that’s what I want to do.”

giovedì 1 agosto 2013

Niente di grave per Clayborn (e Revis progredisce)

Clayborn in azione: sack + fumble!
La paura di perdere Adrian Clayborn per parecchio tempo, dopo averlo appena recuperato da un lunghissimo infortunio, era ieri tangibile nelle parole di Greg Schiano, che temeva di dover fare a meno per un lungo periodo di uno dei suoi defensive linemen più importanti.

Ma Greg Schiano  - e noi con lui - può tirare un sospiro di sollievo: nulla di grave per Adrian Clayborn, il cui problema all'inguine che ieri lo aveva costretto a interrompere gli allenamenti si è rivelato per fortuna di modesta entità.

Come conferma il coach, Clayborn rimarrà fuori solo alcuni giorni:
“It’s going to be a few days, but it’s not as bad as I originally thought,” Schiano said. “(Trainers) seem to think it won’t be as bad.”
Bene così, la linea difensiva di Tampa Bay non può permettersi il lusso di perdere uno dei suoi principali interpreti, a maggior ragione dopo averlo aspettato per quasi un anno visto che il buon Clayborn ha giocato solo tre partite nel corso del 2012, prima di finire in IR per un grave infortunio al ginocchio.

Nel frattempo, ci sono da registrare anche confortanti progressi da parte di un altro lungodegente in via di piena guarigione, il CB Darrelle Revis. L'ex fuoriclasse dei New York Jets si è allenato a pieno ritmo per il secondo giorno consecutivo, il che fa ben sperare per un suo completo recupero in vista dell'opener dell'8 settembre.

Infine, ecco le parole di coach Schiano relative proprio a Darrelle Revis e al suo percorso verso il pieno recupero:
"We’ll see how he feels tomorrow after stacking two days in a row,” Schiano said “When you press (receivers) and you torque, and your hands are on a guy and your legs are twisting, that’s different than running footwork drills,” Schiano said. “I think there’s steps and we just have to continue taking those steps. That’s why (when asked) will he play in the preseason or won’t he? How do you know? Because any one of these thresholds could – we’re hoping not but it could – push back on you and then you have to slow down.”

mercoledì 31 luglio 2013

Nuovi problemi fisici per il DE Adrian Clayborn

Il DE Adrian Clayborn
Gli infortuni, purtroppo, sono parte integrante del football. Ed è inevitabile che sin dal training camp si debbano registrare problemi fisici di ogni tipo e debbano trovare spazio i primi "bollettini medici".

E' di oggi la notizia di un infortunio capitato al DE Adrian Clayborn, appena rientrato dopo un anno di stop a causa di un grave problema al ginocchio.

Nel corso dell'allenamento odierno Clayborn si è procurato un "groin injury" - un problema all'inguine - che si teme possa essere di un qualche rilievo, sebbene al momento non ne sia stata chiarita la precisa entità.

Ovviamente, considerata l'importanza del giocatore, la scarsa profondità della linea difensiva e il fatto che Clayborn sia un "lungodegente" reduce da un lunghissimo stop, sono tutti elementi che provocano una certa preoccupazione...

Dal Tampa Bay Times, queste le parole di coach Schiano, subito dopo l'infortunio del DE; il coach sottolinea  la frustrazione di Clayborn, appena rientrato dopo un anno di calvario:
"He couldn’t practice the rest of the day, so I don’t know,'' Schiano said. "That’s usually not a good sign. He’s incredibly frustrated obviously after being out all that time with the surgery and he just gets it rolling again and now something is holding him back.  But that’s the way life goes. He’s just got to keep battling and he will.''

Come detto, ancora non è chiara l'entità precisa dell'infortunio; l'unico aspetto positivo che si può trovare è che all'inizio della stagione manca più di un mese, speriamo che il KO del DE #94 sia tale da non impedire a Clayborn di farsi trovare pronto e disponibile per l'opener dell'8 settembre...

martedì 30 luglio 2013

J. Banks e L. Johnson, una poltrona per due

Johnthan Banks e Leonard Johnson
Dando per scontato che Darrelle Revis sarà un titolare indiscusso, chi ricoprirà invece il ruolo di secondo CB starter, in questi Bucs edizione 2013? A giocarsi il posto da titolare sono sostanzialmente in due, visto che il reparto dei cornerback non spicca certo per profondità...

Il rookie Johnthan Banks o il secondo anno Leonard Johsnon, chi tra loro vincerà la "sfida" per scendere in campo da "starter" l'8 settembre al MetLife Stadium contro i Jets?

Il Tampa Bay Times si è soffermato nei giorni scorsi su questi due giocatori, sottolineando come, al di là di una sana competizione, tra i due ci sia anche un rapporto di amicizia e di sano "cameratismo". I due sono coetanei (23 anni) ma Johnson, che tra i PRO ha già disputato una stagione, ha preso sotto la sua protezione la matricola Banks, aiutandolo ad inserirsi in un mondo per lui del tutto nuovo.

E la seconda scelta dei Bucs dell'ultimo draft riconosce l'aiuto importante che quotidianamente riceve da Leonard Johnson; così Banks, dal TB Times:
"LJ is everything," Banks said. "He's one of the most positive guys I've been around through high school, college and here (in the NFL). And I'm competing with this guy for a job, but he's there every step of the way."

E se l'anno scorso il rookie Johnson era stato preso sotto la protezione di un veterano come Ronde Barber, quest'anno tocca a lui, fare da "mentore" al suo coetaneo Banks. Ad ogni modo, e al di là di chi sarà scelto per affiancare Revis, non mancheranno le occasioni in cui tutti e tre (Revis, Banks e Johnson) saranno contemporaneamente in campo, e proprio Johnson è stato utilizzato spesso nel ruolo di "nickel" in questi giorni di training camp.

Da parte sua, coach Schiano sottolinea il comportamento di Johnson, un giovane ma per certi versi già un veterano, che con il suo comportamento si sta guadagnando la stima di allenatore e compagni di squadra:
"That's how tradition is built," Schiano said. "Ronde did that for Leonard. I think what Leonard sees is that's the way you take care of each other. When you get your whole organization saying that is the norm, that's when you have a tradition. Tradition isn't touching a statue, tradition isn't a flag. It's the way people act in our organization, and that's great to have."

Infine, parola proprio a Leonard Johnson, il ragazzo di casa (originario di Clearwater, località marittima a due passi da Tampa) che si sta ritagliando un ruolo sempre più importante in questi Bucs:
"I have a lot of learning to do," Johnson said. "But I was in this position last year and it makes it a little easier the second time when you know what to expect."

Speriamo che - Johnson oppure Banks che sia - la secondaria dei Bucs grazie anche al supporto delle safeties riesca a far dimenticare gli orrori visti in serie nella scorsa stagione, quando i QB avversari facevano festa ogni volta che si trovavano ad affrontare la peggiore secondaria dell'intera NFL. Lo slogan utilizzato dai Bucs quest'anno, per segnalare come le cose siano cambiate laggiù nella difesa, è "No fly zone", scritta che ad esempio appare in una gigantografia  appesa sugli spalti del RJS... auguriamoci che sia di buon auspicio, e che i vari Brees, Ryan e Newton si divertano davvero poco, anzi pochissimo, quando si troveranno ad incrociare Revis & soci...
La secondaria dei Bucs edizione 2013... NO FLY ZONE!

lunedì 29 luglio 2013

Il rinnovo di Williams non soffoca il cap dei Bucs

Il WR Mike Williams in azione
Come è noto, nei giorni scorsi il WR Mike Williams - che sarebbe diventato free agent al termine della stagione 2013 - ha rinnovato con i Bucs sino al 2018 (compreso), per una cifra complessiva di circa 40 milioni di dollari.

E una domanda, tra i tifosi dei Bucs, è iniziata a circolare subito dopo il rinnovo di Williams: cosa accadrà adesso con Josh Freeman, anch'egli destinato a diventare FA al termine di questo campionato? I Bucs avranno un sufficiente margine di manovra per rifirmare anche il QB, dopo il WR?

Allora, intanto credo sia stata una mossa importante quella di blindare Williams, ottimo giocatore che, nei primi tre anni di NFL ha in pratica giocato "gratis" pur fornendo un ottimo rendimento (e mai un problema fuori dal campo, per lui entrato in NFL solo al quarto giro a causa di una fama di "testa caldissima"), e che andava premiato con un contratto importante come quello che il GM Dominik gli ha fatto sottoscrivere.

In quanto a Freeman - premesso che la telenovela "con quale maglia giocherà Josh nel 2014?" mi è già venuta abbondantemente a noia.... - ecco, non capisco tutta questa fretta nel dovergli fare firmare un nuovo contratto, e nel preoccuparsi a luglio 2013 di dove sarà Josh nel settembre 2014...

Freeman, dopo quattro anni tra i PRO, deve ancora dimostrare di essere un "elite QB", ossia in grado di caricarsi la squadra sulle spalle e di condurla alla vittoria con continuità. Anzi, fino ad ora mi sembra che la parola più adatta per meglio definire Freeman sia proprio "discontinuità", e dunque mi pare logico e ovvio prendere una decisione nei suoi confronti solo al termine del 2013; farlo adesso non avrebbe un gran senso...

In quanto alla domanda iniziale, e cioè se il nuovo contratto di Williams possa ostacolare il rinnovo di Freeman, Stephen Holder del Tampa Bay Times sembra escludere una possibilità di questo genere. In un suo articolo, Holder sostiene infatti che una metà dei 15 milioni garantiti saranno elargiti a Williams nel 2013, anno in cui sono previsti i maggiori guadagni per il WR #19, il cui salario base nel 2014 inciderà invece per "soli" 1,8 milioni di dollari sul cap dei Bucs. Lasciando così a Tampa Bay una flessibilità molto ampia proprio nel 2014, per consentire che vengano stanziate cifre importanti per Josh Freeman, sempre ammesso che il nostro QB dimostri di meritarsele.

Infine, da segnalare come il contratto di Williams preveda cifre garantite solo per i primi tre anni, dal 2013 al 2015, dopodiché di garantito non ci sarà più in dollaro. E per intascare i quasi 40M complessivi, Mike dovrà dimostrare sul campo il proprio valore per tutta la durata del suo contratto, senza potersi sedere sugli allori. Un buon lavoro quello di Dominik, dunque, che ha predisposto un contratto che prevede sì cifre importanti ma strutturato in maniera tale da non "soffocare" lo spazio salariale a disposizione nell'immediato futuro e in grado di consentire eventuali altre firme importanti nella prossima off-season.

Piuttosto, auguriamoci davvero che Freeman nel 2014 firmi un bel contrattone a cifre molto generose: vorrebbe dire che nel 2013 il buon Josh avrebbe combinato, finalmente, qualcosa di importante, magari riuscendo a far scendere in campo la squadra anche nel mese di gennaio...

domenica 28 luglio 2013

In 30mila per l'allenamento serale al RJS

La "squadra" delle Cherleaders per il 2013, anch'esse presenti ieri sera al RJS

Sono stati oltre 30mila, stando ai dati forniti dai Bucs, i fans che nella giornata e soprattutto nella serata di ieri hanno (quasi) riempito il Raymond James Stadium per una serie di eventi culminati con l'allenamento serale della squadra.

A margine dell'allenamento, una generosa sessione di autografi da parte dei giocatori, la presenza di cheerleaders e mascotte, fuochi d'artificio a chiudere la serata, il tutto - come detto - contraddistinto da una partecipazione numerosa ed entusiasta da parte dei tifosi. Ok, l'evento era gratuito e non c'era un biglietto da pagare, ma vedere tanta gente al RJS è davvero una cosa non comune, perlomeno negli ultimi anni... speriamo che il trend continui anche per i match di regular season, quando sarà davvero importante avere gli spalti del RJS belli gremiti. E' vero che in quei casi ci sarà da pagare un biglietto ma bisogna riconoscere che il costo per entrare al RJS per una partita dei Bucs non è onestamente proibitivo: per i tagliandi più economici occorrono circa 30 dollari, poco più di 20 euro, non proprio cifre impossibili visto che parliamo comunque di partite NFL, non di un campionato amatoriale...

Ma torniamo all'allenamento serale. Innanzi tutto, parola a coach Greg Schiano (dal Tampa Bay Times):
"I thought it was awesome," Bucs coach Greg Schiano said. "And (the fans) were into it; great turnout, great night. No, it wasn't crisp, but it was fun. We got a lot of good work, and the fans enjoyed it. It's a little bit of the cart before the horse maybe. But we'll go back and evaluate and use this tape to hopefully make some points and go back to fundamentals and just get better."

Per alcuni giocatori, come ad esempio il QB rookie Mike Glennon, quella di ieri sera è stata la prima volta in assoluto al RJS nei panni di giocatore:
"It's really exciting," rookie QB Mike Glennon said. "I've never been to this stadium before. Obviously, I've seen some games from here and heard what a great atmosphere it is. But coming out here for the first time was definitely exciting."

In occasione della serata al RJS, il co-chairman Bryan Glazer ha esternato ottimismo per questa squadra che, a suo dire, sta andando nella giusta direzione:
"You feel it when you're in the locker room," Glazer said Saturday. "We have a tremendous core of young players, and it's exciting to me to see this. We have an offense that can keep up with anybody in the league. That has not been seen before in Tampa in a long time. Also, there are players on defense at brand new positions. We've added new players. The football team is only heading in the right direction."

Glazer ha poi sottolineato che la prevendita dei biglietti per le partite casalinghe dei Bucs sta  andando molto bene e tutto lascia prevedere che la soglia dell'85% di biglietti venduti, necessaria per consentire la trasmissione televisiva delle partite nell'area di Tampa, sarà superata in molte occasione quest'anno, a differenza delle ultime stagioni in cui vendere biglietti era diventata una vera e propria impresa...

Infine, Bryan Glazer ha speso anche qualche parola per quella che si accinge a diventare una vera e propria telenovela in casa Bucs, ossia la scadenza del contratto di Josh Freeman al termine del 2013: Così Glazer:
"Josh Freeman and the (Bucs) and our family and our head coach and our general manager are all on the same page," he said. "So there is no problem there."

venerdì 26 luglio 2013

Darrelle Revis di nuovo in campo a 10 mesi dal KO

Coach Schiano a colloquio con Darrelle Revis
Sono trascorsi dieci mesi da quella (infausta) week n.3 della stagione 2012, quando Darrelle Revis si distrusse i legamenti crociati del ginocchio sinistro, nel corso di un match disputato dai New York Jets in casa dei Miami Dolphins.

La stagione 2012 già non era iniziata benissimo per Revis, vittima di una leggera "concussion" (per quanto "leggero" possa essere un trauma cranico) già nella week n.1 in una partita contro i Buffalo Bills. Saltata la week n.2 per riprendersi dalla concussion, ecco arrivare nel match di Miami l'infortunio "season ending" al ginocchio per il CB #24.

Ma questa ormai è storia: e ieri, a distanza di dieci mesi da quel "maledetto" 23 settembre 2012, Darrelle Revis è tornato ad allenarsi su un campo da football, sebbene in maniera più limitata rispetto ai suoi nuovi compagni di squadra, nella prima giornata di Training Camp dei Tampa Bay Buccaneers.

Come ha vissuto il giocatore il suo ritorno su un campo da football? Con parecchia emozione, stando alle sue parole riportate dal Tampa Bay Times:
"I didn’t sleep good last night,” Revis said today, after completing his first practice since suffering a torn knee ligament last year. “I think it was just being anxious, I had butterflies for the first day of practice, to get back out there, not knowing what the outcome was going to be.”

Poche ore di sonno e una certa agitazione alla vigilia del "primo giorno di scuola", dunque, per un veterano che da troppo tempo era costretto a guardare gli altri dalla sideline. Ma anche tanta gioia, per il ritorno al football giocato:
"It was great,” he said. “I’ve been looking forward to this day since I’ve been injured. It was awesome to be out there with my teammates and be out there with my coaches doing what I love doing.”

Ad ogni modo, credo che in questa preseason vedremo raramente in campo il CB #24. L'obiettivo, come dichiara lo stesso Revis, è quello di scendere in campo per l'opener, una partita speciale per Darrelle visto che i Bucs esordiranno proprio in casa dei New York Jets... Ancora le parole di Revis, sempre dal Times:
“The plan”, he said, “is to ease me in and go from there, take it day by day. If it’s best for me to be healthy for Sept. 8 (the season opener), then that’s what it has to be. It’s all on Coach. I think we’re all on the same page here. I think the biggest thing is they might have to hold me back because I’m such a competitor. I’m so anxious to get out there and compete.”

Infine, ecco le parole di coach Schiano, circa il recupero e l'utilizzo della ex stella dei NY Jets:
"I think he probably wants to play, wants to be with his new teammates, play in this new scheme,'' Schiano said. "We're going to balance it all out. We're going to make sure we do everything we can so on opening day he's ready to play in New York."