Vittoria sudata e rocambolesca per Tampa Bay, che dopo avere rincorso per quasi tutto il match - peraltro a bassissimo punteggio - si impone per 10-6 sui Cowboys.
Le "chiavi" della W di stasera? I tanti errori di Dallas (troppe penalità e quel drop di Bryant su un cruciale "3 and 1" nel finale del 4° periodo...), una decisiva chiamata arbitrale (in tutta onestà, quella flag a favore di Shepard, sul fumble commesso da Winston in tuffo in endzone, potevano anche non lanciarla) e la voglia di vincere del suo giocatore più rappresentativo e importante, Jameis Winston, che dopo avere rischiato l'osso del collo (oltre al fumble...) con un tuffo in endzone che poteva costare la W ai Bucs, nella giocata successiva - ad un minuto dalla fine - ha realizzato con una bootleg il TD della vittoria.
Poi i Bucs hanno cercato ugualmente di perderla, con Jenkins che ha commesso il fallo più stupido della serata dando a Cassel la possibilità di lanciare in endzone, ma il Bryant di stasera, reduce da un lungo infortunio, non era quello implacabile ammirato negli scorsi anni, e McDougald lo ha "bruciato" mettendo a segno l'intercetto che ha chiuso il match a favore di Tampa Bay.
Vincere contro Dallas è sempre un piacere, a maggior ragione in un RJS pieno di tifosi texani, anche se stasera Tampa Bay è andata davvero ad un passo dalla sconfitta. Se da un lato infatti la difesa ha contenuto bene i Cowboys, l'attacco (sempre privo di ASJ e V. Jackson) oggi ha stentato a trovare il ritmo giusto, con le corse che raramente hanno funzionato e con Mike Evans a lungo unico bersaglio utile per Winston.
Poi, quando Jameis ha iniziato a trovare anche altri ricevitori (Myers, Humpries, Dye), i Bucs hanno iniziato a conquistare yards e ad affacciarsi nella metà campo avversaria. E nell'ultimo drive, Jameis prima ha rischiato di farcela perdere facendosi sgusciare il pallone di mano nel tentativo di tuffo in endzone e poi ce l'ha fatta vincere andandosi a prendere la yarda di cui c'era bisogno per sigillare il match.
E' stata una partita difficile, faticosa, con due squadre malmesse e abbastanza confusionarie ma che non mollavano di un centimetro. E alla fine va riconosciuto ai Bucs il merito di essere sempre rimasti incollati ai Cowboys e - a differenza di quanto accaduto in altre partite simili - di non essersi disuniti alle prime difficoltà facendosi travolgere dagli avversari.
Ad ogni modo, stasera Winston - che pure non ha giocato una partita brillante, ed è anche stato intercettato due volte, benchè in entrambi i casi il pallone sia finito nelle mani dei DB avversari dopo essere stato deviato dai ricevitori dei Bucs - ha dimostrato di essere il giocatore decisivo di questa squadra. Nel momento cruciale ha chiuso terzi down vitali, ha infuso alla squadra sicurezza, e - come si diceva - si è andato a prendere il TD della vittoria. Certo, senza quella decisiva chiamata arbitrale magari adesso si farebbero altre considerazioni, ma non è con i "se" che si scrive la storia.
E quindi - almeno per una domenica! - niente Maalox e buona vittoria a tutti! ;-)
domenica 15 novembre 2015
venerdì 13 novembre 2015
Marpet, V. Jackson e J. Smith, sicuri assenti contro Dallas
Il "bollettino medico" diramato dai Bucs prevede tre assenze sicure per il match di domenica, quando al Raymond James Stadium si presenteranno i Dallas Cowboys reduci da sei sconfitte consecutive e desiderosi di interrompere questa lunga striscia di KO.
A causa dell'infortunio rimediato alla caviglia nell'ultima partita contro i NY Giants, la guardia Ali Marpet assisterà al match con i Texani dalla sideline, al fianco di Vincent Jackson (fuori per la terza partita consecutiva per i guai al ginocchio) e al DE J. Smith, anch'egli alle prese con un infortuno alla cavigila.
Sono tre assenze importanti, considerato che V. Jackson - visto il "mal di drop" di Mike Evans - rimane tutt'ora il bersaglio più affidabili per Winston, e che J. Smith è uno dei pochi elementi della linea difensiva dei Bucs in grado di portare con una certa continuità adeguata pressione al QB avversario.
Da non sottovalutare nemmeno l'assenza del rookie Marpet, anche se in questo caso non mancano le alternative, considerato che a livello di OL sono da registrare il rientro di Demar Dotson e la piena guarigione di Evan Smith.
Tornando al match con i Cowboys, se la secondaria non riuscirà a limitare Dez Bryant, e dall'altro lato del campo la difesa di Tampa Bay replicherà l'opaca prestazione di sette giorni fa, molto difficilmente i Bucs riusciranno nella comunque mai facile impresa di "espugnare" il proprio stadio, nel quale - per inciso - hanno vinto ben quattro partite (tre delle quali risalenti alla gestione Schiano) delle ultime 20 disputate...
A causa dell'infortunio rimediato alla caviglia nell'ultima partita contro i NY Giants, la guardia Ali Marpet assisterà al match con i Texani dalla sideline, al fianco di Vincent Jackson (fuori per la terza partita consecutiva per i guai al ginocchio) e al DE J. Smith, anch'egli alle prese con un infortuno alla cavigila.
Sono tre assenze importanti, considerato che V. Jackson - visto il "mal di drop" di Mike Evans - rimane tutt'ora il bersaglio più affidabili per Winston, e che J. Smith è uno dei pochi elementi della linea difensiva dei Bucs in grado di portare con una certa continuità adeguata pressione al QB avversario.
Da non sottovalutare nemmeno l'assenza del rookie Marpet, anche se in questo caso non mancano le alternative, considerato che a livello di OL sono da registrare il rientro di Demar Dotson e la piena guarigione di Evan Smith.
Tornando al match con i Cowboys, se la secondaria non riuscirà a limitare Dez Bryant, e dall'altro lato del campo la difesa di Tampa Bay replicherà l'opaca prestazione di sette giorni fa, molto difficilmente i Bucs riusciranno nella comunque mai facile impresa di "espugnare" il proprio stadio, nel quale - per inciso - hanno vinto ben quattro partite (tre delle quali risalenti alla gestione Schiano) delle ultime 20 disputate...
martedì 10 novembre 2015
Riattivato Demar Dotson, tagliato il CB Tim Jennings
A partire dal match di domenica prossima contro i Dallas Cowboys sarà nuovamente disponibile il tackle Demar Dotson, uno dei giocatori più importanti della linea offensiva dei Bucs, riattivato nella giornata di ieri dalla "reserve/ designated for return list".
Dotson si era infortunato al ginocchio nel corso della prima partita di preseason con Minnesota, e considerato che il suo infortunio era sì di una certa gravità ma non tale da costringerlo a saltare l'intera stagione, si era decisivo di inserirlo nella "IR temporanea", per poi riattivarlo nel corso dell'anno.
A proposito di linea offensiva, il rientro di Dotson potrebbe essere di una particolare importanza considerato anche il problema alla caviglia che Ali Marpet ha rimediato nel corso del match contro i Giants, che potrebbe limitarne l'impiego per le prossime partite.
Per fare posto a Dotson nel roster dei 53 giocatori è stato tagliato il CB Tim Jennings, uno dei "fedelissimi" di Lovie Smith che già lo aveva allenato a Chicago dal 2010 al 2012 e che era stato firmato dai Bucs poco prima dell'inizio dell'attuale campionato.
Contro Dallas, oltre a Dotson, dovrebbe fare il suo rientro in squadra anche il TE Austin Seferian-Jenkins, ormai ristabilitosi dal KO alla spalla rimediato il 20 settembre a New Orleans e che nei due match disputati quest'anno prima dell'infortunio si era rivelato uno dei bersagli preferiti di Jameis Winston. Se poi anche il WR Vincent Jackson riuscisse a recuperare, Jameis avrebbe finalmente qualche opzione in più rispetto ad una sola (Mike Evans, peraltro affetto da "mal di drop"...), come è invece accaduto nelle ultime due partite.
Dotson si era infortunato al ginocchio nel corso della prima partita di preseason con Minnesota, e considerato che il suo infortunio era sì di una certa gravità ma non tale da costringerlo a saltare l'intera stagione, si era decisivo di inserirlo nella "IR temporanea", per poi riattivarlo nel corso dell'anno.
A proposito di linea offensiva, il rientro di Dotson potrebbe essere di una particolare importanza considerato anche il problema alla caviglia che Ali Marpet ha rimediato nel corso del match contro i Giants, che potrebbe limitarne l'impiego per le prossime partite.
Per fare posto a Dotson nel roster dei 53 giocatori è stato tagliato il CB Tim Jennings, uno dei "fedelissimi" di Lovie Smith che già lo aveva allenato a Chicago dal 2010 al 2012 e che era stato firmato dai Bucs poco prima dell'inizio dell'attuale campionato.
Contro Dallas, oltre a Dotson, dovrebbe fare il suo rientro in squadra anche il TE Austin Seferian-Jenkins, ormai ristabilitosi dal KO alla spalla rimediato il 20 settembre a New Orleans e che nei due match disputati quest'anno prima dell'infortunio si era rivelato uno dei bersagli preferiti di Jameis Winston. Se poi anche il WR Vincent Jackson riuscisse a recuperare, Jameis avrebbe finalmente qualche opzione in più rispetto ad una sola (Mike Evans, peraltro affetto da "mal di drop"...), come è invece accaduto nelle ultime due partite.
lunedì 9 novembre 2015
Bucs imprecisi e fallosi, vittoria ai Giants
I Bucs non riescono a dare continuità alla W di Atlanta, ed eccoci dunque a commentare un'altra sconfitta, sebbene alla squadra di Lovie Smith non siano mancate le occasioni per bissare il successo di sette giorni fa.
Le ragioni del KO? La solita difesa "molle", con una secondaria come sempre molto perforabile a cui si è aggiunta l'incapacità di difendere in maniera adeguata sulle corse e di mettere Eli Manning sotto pressione.
E poi, nonostante la prestazione positiva di Winston, anche l'attacco non ha fornito quella prestazione "importante" che era necessaria per superare New York.
Le corse, a parte un big play di Sims, hanno prodotto poco, i ricevitori hanno droppato di tutto (con V. Jackson, ASJ e Murphy forse sarebbe andata a finire in un altro modo, chissà), e se a tutto questo aggiungiamo un paio di fumble e le solite mille penalità, l'esito del match non poteva che essere la vittoria di NY...
Non che i Giants siano parsi irresistibili, ma di sicuro sono stati, ad esempio, più efficaci in Red Zone, entrando in endzone con facilità a differenza di Tampa Bay, che si è sempre dovuta accontentare dei FG di Barth a parte uno spettacolare TD su corsa realizzato acrobaticamente da Winston stesso.
E poi si diceva, i tanti errori, dalle penalità sanguinose come quella di Akeem Spence nel finale di match e i tanti drop di Mike Evans, che pure ha chiuso con cifre importanti (8 ricezioni per 152 yards), ma davvero con troppi palloni ampiamente ricevibili e che invece il WR #13 non è riuscito a trattenere.
Poi, si diceva, le giustificazioni non mancano (le tante assenze, gli infortuni sopravvenuti in corso di partita), però l'impressione è stata che New York abbia sempre avuto il controllo del match, e nonostante l'inizio facesse sperare bene (con Manning intercettato nel primissimo gioco dell'incontro), è poi parso chiaro come difficilmente i Bucs avrebbero potuto arpionare la seconda vittoria casalinga consecutiva.
E domenica prossima arriveranno al RJS i Dallas Cowboys; difficile sperare in un esito diverso da quello di ieri sera, se non aumenteranno concentrazione, cattiveria e se l'infermeria continuerà a riempirsi anziché a svuotarsi...
Le ragioni del KO? La solita difesa "molle", con una secondaria come sempre molto perforabile a cui si è aggiunta l'incapacità di difendere in maniera adeguata sulle corse e di mettere Eli Manning sotto pressione.
E poi, nonostante la prestazione positiva di Winston, anche l'attacco non ha fornito quella prestazione "importante" che era necessaria per superare New York.
Le corse, a parte un big play di Sims, hanno prodotto poco, i ricevitori hanno droppato di tutto (con V. Jackson, ASJ e Murphy forse sarebbe andata a finire in un altro modo, chissà), e se a tutto questo aggiungiamo un paio di fumble e le solite mille penalità, l'esito del match non poteva che essere la vittoria di NY...
Non che i Giants siano parsi irresistibili, ma di sicuro sono stati, ad esempio, più efficaci in Red Zone, entrando in endzone con facilità a differenza di Tampa Bay, che si è sempre dovuta accontentare dei FG di Barth a parte uno spettacolare TD su corsa realizzato acrobaticamente da Winston stesso.
E poi si diceva, i tanti errori, dalle penalità sanguinose come quella di Akeem Spence nel finale di match e i tanti drop di Mike Evans, che pure ha chiuso con cifre importanti (8 ricezioni per 152 yards), ma davvero con troppi palloni ampiamente ricevibili e che invece il WR #13 non è riuscito a trattenere.
Poi, si diceva, le giustificazioni non mancano (le tante assenze, gli infortuni sopravvenuti in corso di partita), però l'impressione è stata che New York abbia sempre avuto il controllo del match, e nonostante l'inizio facesse sperare bene (con Manning intercettato nel primissimo gioco dell'incontro), è poi parso chiaro come difficilmente i Bucs avrebbero potuto arpionare la seconda vittoria casalinga consecutiva.
E domenica prossima arriveranno al RJS i Dallas Cowboys; difficile sperare in un esito diverso da quello di ieri sera, se non aumenteranno concentrazione, cattiveria e se l'infermeria continuerà a riempirsi anziché a svuotarsi...
venerdì 6 novembre 2015
Contro i Giants mancheranno sia V. Jackson che J. Smith
Sta per concludersi quella che è stata la settimana che ha visto Kown Alexander, il giovane rookie dei Bucs, nei panni di protagonista assoluto. Prima per la tragica scomparsa del fratello minore, avvenuta sabato scorso, e poi per l'eccellente prestazione sul terreno del Georgia Dome, decisiva per consentire a Tampa Bay di espugnare Atlanta.
Alexander è stato nominato NFC Defensive Player of the Week nonchè Rookie of the Week, riconoscimenti prestigiosi quanto meritati per questo ragazzo che, se continuerà a far registrare progressi senza adagiarsi sugli allori sin qui conseguiti, potrebbe costruirsi una carriera importante e diventare un pilastro della difesa dei Bucs per il prossimo futuro.
Vedremo se Alexander replicherà l'ottimo match anche nella partita che andrà in scena al RJS domenica prossima contro i New York Giants. Purtroppo saranno parecchi, e importanti, gli assenti per problemi fisici. Vincent Jackson dovrà saltare la sua seconda partita consecutiva, e anche il DE J. Smith e la S Major Wright saranno costretti ad assistere alla partita dalla sideline.
Incerto il recupero del TE Aaustin Seferian-Jenkins, che si è però allenato nel corso della settimana e che si spera possa tornare in campo dopo un mese e mezzo di stop per problemi alla spalla, mentre potrebbe dare forfait anche la safety D.J. Swearinger.
Ad ogni modo, al di là chi sarà "abile e arruolabile", sarà molto interessante vedere se la squadra scenderà in campo con l'approccio "giusto", trovando finalmente un po' di quella "continutià" che nel corso di un anno e mezzo non si è mai vista, da parte della squadra guidata da Lovie Smith; così come è inutile sottolineare come tutte le partite che rimangono da disputare da qui sino al termine della stagione saranno decisive per definire l'eventuale permanenza - o meno - dell'attuale Head Coach sulla sideline dei Bucs anche per l'anno prossimo.
Alexander è stato nominato NFC Defensive Player of the Week nonchè Rookie of the Week, riconoscimenti prestigiosi quanto meritati per questo ragazzo che, se continuerà a far registrare progressi senza adagiarsi sugli allori sin qui conseguiti, potrebbe costruirsi una carriera importante e diventare un pilastro della difesa dei Bucs per il prossimo futuro.
Vedremo se Alexander replicherà l'ottimo match anche nella partita che andrà in scena al RJS domenica prossima contro i New York Giants. Purtroppo saranno parecchi, e importanti, gli assenti per problemi fisici. Vincent Jackson dovrà saltare la sua seconda partita consecutiva, e anche il DE J. Smith e la S Major Wright saranno costretti ad assistere alla partita dalla sideline.
Incerto il recupero del TE Aaustin Seferian-Jenkins, che si è però allenato nel corso della settimana e che si spera possa tornare in campo dopo un mese e mezzo di stop per problemi alla spalla, mentre potrebbe dare forfait anche la safety D.J. Swearinger.
Ad ogni modo, al di là chi sarà "abile e arruolabile", sarà molto interessante vedere se la squadra scenderà in campo con l'approccio "giusto", trovando finalmente un po' di quella "continutià" che nel corso di un anno e mezzo non si è mai vista, da parte della squadra guidata da Lovie Smith; così come è inutile sottolineare come tutte le partite che rimangono da disputare da qui sino al termine della stagione saranno decisive per definire l'eventuale permanenza - o meno - dell'attuale Head Coach sulla sideline dei Bucs anche per l'anno prossimo.
martedì 3 novembre 2015
Il DT Clinton McDonald inserito in IR
Si chiude in anticipo la stagione 2015 per il DT Clinton McDonald, inserito quest'oggi dai Bucs nella Injured Reserve a causa di un infortunio muscolare.
McDonald, uno dei Capitani del team nonché uno dei principali leader dello spogliatoio, sarà sostituito da Akeem Spence, riattivato da un paio di settimane, Tony McDaniel e Henry Melton, che si alterneranno al fianco di Gerald McCoy nel cuore della D-line di Tampa Bay.
Per un giocatore che termina qui la sua stagione, ce n'è un altro, Demar Dotson, atteso all'esordio del suo campionato 2015; quella di Dotson è sicuramente una addizione importante per una linea offensiva che sin qui ha comunque offerto un rendimento superiore alle attese.
Sempre a proposito di OL, da segnalare come anche nella depth chart il ruolo di centro titolare appartenga ormai a Joe Hawley, nonostante Evan Smith sia ormai pienamente ristabilito dell'infortunio che lo aveva appiedato per alcune settimane.
Infine, da segnalare che l'eccellente prestazione di Atlanta ha consentito al LB Kwon Alexander - primo rookie dal 2006 (DeMeco Ryan) a mettere a segno nello stesso match un intercetto, un fumble forzato ed un fumble recuperato - di essere tra i candidati al riconoscimento di rookie of the week (e, considerato il suo rendimento in questa prima parte di stagione, anche a quello di rookie difensivo dell'anno, aggiungerei...).
McDonald, uno dei Capitani del team nonché uno dei principali leader dello spogliatoio, sarà sostituito da Akeem Spence, riattivato da un paio di settimane, Tony McDaniel e Henry Melton, che si alterneranno al fianco di Gerald McCoy nel cuore della D-line di Tampa Bay.
Per un giocatore che termina qui la sua stagione, ce n'è un altro, Demar Dotson, atteso all'esordio del suo campionato 2015; quella di Dotson è sicuramente una addizione importante per una linea offensiva che sin qui ha comunque offerto un rendimento superiore alle attese.
Sempre a proposito di OL, da segnalare come anche nella depth chart il ruolo di centro titolare appartenga ormai a Joe Hawley, nonostante Evan Smith sia ormai pienamente ristabilito dell'infortunio che lo aveva appiedato per alcune settimane.
Infine, da segnalare che l'eccellente prestazione di Atlanta ha consentito al LB Kwon Alexander - primo rookie dal 2006 (DeMeco Ryan) a mettere a segno nello stesso match un intercetto, un fumble forzato ed un fumble recuperato - di essere tra i candidati al riconoscimento di rookie of the week (e, considerato il suo rendimento in questa prima parte di stagione, anche a quello di rookie difensivo dell'anno, aggiungerei...).
lunedì 2 novembre 2015
Kwon e Jameis, se il buongiorno si vede dal mattino...
Il match del Georgia Dome che pure ci ha regalato una gran bella soddisfazione (espugnare Atlanta dopo il 14-56 dell'anno scorso.... e chi se l'aspettava!) ha però lasciato anche un sapore un po' amaro in bocca, dato che solo in overtime siamo riusciti ad ottenere una vittoria che sembrava già ampiamente in tasca, una volta raggiunti i 17 punti di vantaggio; insomma, ieri sera abbiamo rivisto gli spettri di Washington ed il pericolo di regalare letteralmente agli avversari la W, proprio come era accaduto sette giorni prima con i Redskins, è stato davvero concreto.
Detto questo, va anche però sottolineato come una squadra con tantissime assenze (ieri il reparto dei ricevitori era praticamente azzerato) sia riuscita a portare a termine una piccola "impresa", e cioè andare a vincere contro ogni pronostico in un campo difficile come quello dei lanciatissimi Falcons.
E se alla fine i Bucs sono tornati in Florida con la W, grande, grandissima parte del merito va riconosciuta a due "matricole", due rookie che al loro primo anno da professionisti stanno tenendo in piedi la squadra, crescendo di rendimento partita dopo partita, e segno che forse qualche decisione azzeccata alla fine Lovie & Licht l'hanno fatta...
Kwon Alexander è il miglior difensore (veterani compresi) di Tampa Bay, dotato di una velocità notevolissima che gli permette di essere sempre il più rapido a placcare gli avversari, a maggior ragione in questo periodo in cui Lavonte David sembra invece avere perso un passo. E poi, a proposito del giocatore da LSU, occorre sottolineare il carattere che ha dimostrato di possedere questo ragazzo, che ha disputato una partita di tale eccellenza nonostante nella giornata di sabato Kwon abbia perso il fratello minore, tragicamente scomparso a soli 17 anni.
E se parliamo di carattere, che dire di Jameis Winston? Bello vedere questo rookie "arringare" e "caricare" i compagni sulla sideline (non solo i suoi coetanei ma anche veterani del calibro di Logan Mankins), e ancora più bello vederlo chiudere terzi down determinanti andando a pescare anche non proprio dei campionissimi quali il WR "tascabile" Humpries o il TE Cameron Brate per non parlare del TD che lo stesso Jameis è andato a segnare con una bella corsa.
Sta crescendo bene Jameis, e se è vero che dopo sole sette partite tra i PRO non dobbiamo farci prendere dall'entusiasmo e che questo ragazzo di errori classici "da rookie" ne commetterà ancora parecchi, l'impressione è che Winston ad un buon fisico e ad un ottimo braccio abbini anche quelle doti caratteriali (grinta, faccia tosta, sana cattiveria) essenziali per sfondare in NFL.
Kwon e Jameis, si diceva, a Tampa li ha portati Lovie Smith. E proprio a proposito del nostro HC non mancano le discussioni tra i tifosi, tra chi lo ritiene "bollito" e pronto per appendere le cuffie al chiodo e chi invece confida nel fatto che questo coach di lungo corso e dall'ottimo curriculum abbia ancora le capacità per risollevare le sorti della squadra.
Mi sembra opportuno, a questo proposito, dare risalto ai commenti molto articolati ed interessanti - che due tifosi dei Bucs nonché abituali frequentatori del blog "Freeman 80" e "Buccaneer" - hanno lasciato nel post dedicato alla vittoriosa partita di ieri contro i Falcons.
Lascio dunque la parola ai due "colleghi di tifo" ed alle loro interessanti considerazioni a proposito dell'operato del nostro Head Coach. Buona lettura!
["Freeman 80"]
Dopo settimana scorsa ho cominciato a nutrire sentimenti piuttosto contrastanti per Lovie Smith. E da qui la mia disamina (tra l'altro confermata ieri).
Come è possibile avere una squadra incapace di chiudere partite già vinte e non fare nulla per cambiare la situazione? Come è possibile accettare la cosa con la "serenità" con cui la ha accettata Lovie?
A questo punto la mia sensazione è che Smith sappia di avere una squadra incompleta e abbia messo le mani avanti con la proprietà. Mi spiego meglio.
Quando è arrivato a Tampa la situazione era la seguente:
- Spogliatoio colmo di malcontento
- OL scarsa per rendimento, avanti con l'età, strapagata e con l'enorme incognita Carl Nicks.
- Parco Wr con VJ, Williams e il nulla.
- TE nulla cosmico
- RB con Martin costretto a fare mille portate
- Nessun vero QB
- Difesa incapace di mettere pressione e di coprire sui passaggi.
Con 2 offseason alle spalle, Lovie è riuscito a ricreare uno dei 2 lati del campo. Oggi abbiamo un attacco che è piu che decente ma soprattutto giovane e con grandi potenzialità. Per ottenere questo risultato Lovie ha investito 2 interi draft sull'attacco. Certo, ha cannato delle scelte (Zuttah, Collins, McCown tanto per fare dei nomi) e ha sciacquonato delle picks (Herron, Clay, Edwards).
Però è riuscito a fare alcune cose importanti:
- ha rifondato la OL costruendo una base solida
- ha trovato quello che potrebbe essere davvero il nostro franchise QB
- ha allestito un buon parco ricevitori con (oltre a VJ) Evans, ASJ, Murphy e sono pronto a scommettere su Bell per la prossima stagione.
- ha creato un solido duo di RB che unisce forza, velocità, agilità e capacità di ricevere fuori dal backfield.
Credo che Smith, non avendo abbastanza materiale, per rifondare contemporaneamente i 2 reparti, abbia pensato prima a rifare l'attacco che poteva essere molto piu in alto mare.
E credo che abbia intenzione di sistemare la difesa (soprattutto la secondaria) nella prossima offseason che potrà dedicare quasi interamente a quel reparto.
So che questi pensieri si potevano fare anche prima della stagione (bastava guardare chi si era preso e su cosa si era lavorato), ma quel che voglio dire è che credo che Lovie avesse un progetto a lungo termine avallato dalla proprietà. Che insomma fosse consapevole PRIMA di come sarebbe stata questa stagione. Cosa mi fa dire questo? Una serie di elementi.
1) Mentre rinnovava l'attacco, Lovie ha voluto in difesa giocatori che avessero gia giocato con lui. Pur sapendo che non sarebbero state risposte nel lungo periodo. Come quasi a voler tamponare alla meno peggio.
2) Lovie non sembra mai preoccuparsi di una difesa che PALESEMENTE si dimostra incapace di eseguire gli schemi. Come se lo sapesse. E sapesse che non è una situazione sanabile con questi giocatori.
3) Ieri sul quel 4&1, dove puoi scegliere se prenderti un rischio enorme o provare prudentemente a difendere un drive da come minimo 80 yds, sceglie di giocarsela con l'attacco dimostrando di aver piu fiducia li che nella difesa.
4) Lovie non mostra quella cattiveria e quella grinta di chi si sta giocando il tutto per tutto.
5) Lo spogliatoio pare essere completamente dalla parte del coach.
Se le cose stanno come penso, dopo 1 season e mezza, se doveste esprimere un giudizio sulla ricostruzione fatta da Smith, tenendo in considerazione le condizioni di partenza, che giudizio dareste?
Personalmente mi sentirei di dare un giudizio positivo ma non troppo.
Non boccerei senza appello perche appare evidente che l'attacco sia il migliore dal 2010. E con ancora grandi prospettive. Aver blindato McCoy e David, aver trovato dal nulla Kwon e Jacquies sono enormi meriti di Lovie. Ma...non sono mancate alcune scelte scellerate.
Scusate se sono stato magari confusionario. Se riuscite ad "interpretare" i miei pensieri, mi piacerebbe sapere la vostra opinione
["Buccaneer"]
Ti rispondo più che volentieri.
Con due offseason e due draft a prime scelte credo che molti HC sarebbero riusciti a tamponare ben più dell'attacco. Chiariamo, due draft tutto sommato ben fatti, ma scontati. Che Winston finisse a Tampa così come Evans l'anno scorso lo sapevamo mesi prima. La OL è andata avanti a esperimenti, hai citato non a caso Collins che ha fatto "il giro del tavolo" così come altri, altri nomi erano buoni giocatori e invece andavano tenuti.
Non credo che si possa sistemare un reparto abbandonando l'altro, tanto più che oggi ci vorrebbero due anni per sistemare la difesa ma sarebbero comunque due anni in cui le vecchie G andrebbero rimpiazzate e anche VJ è un'incognita data l'età.
La difesa: se è come dici tu allora ha sbagliato. Perchè tutto sommato la squadra di Schiano aveva un attacco osceno, ma la difesa faceva un'onesto giocare da metà classifica. Perchè smantellare tutto per portarsi i prepensionati da Chicago? Se sai già che non la sistemi per i prossimi due draft e non ci fai investimenti, allora non toccarla proprio, ed evita esperimenti rischiosi, vai avanti con quel che hai.
E aggiungo che si è tirato la zappa sui piedi, perchè se arrivi e parli di "squadra subito competitiva" il primo anno i tifosi te lo passano, il secondo no. Allora potrebbe anche essere un accordo a lungo termine con la proprietà, ma si doveva fare un altro parlare, perchè il RJS si sta svutando.
Alla luce di ciò non posso dare un voto positivo.
domenica 1 novembre 2015
E questa siamo riusciti a vincerla, ma che fatica!
Pensavamo di averle viste tutte le mille maniere in cui è possibile perdere una partita di football, e invece questa sera gli ineffabili Buccaneers di Lovie Smith stavano trovando un altro modo inedito per regalare agli avversari una W già ampiamente in tasca...
Per un soffio, siamo riusciti ad arpionare la vittoria in overtime, in una partita caratterizzata da un margine di turnover di +4 a nostro favore; e perdere una partita con un margine di +4 a livello di palloni recuperati sarebbe stato davvero troppo, dopo avere regalato sette giorni fa una incredibile W ai derelitti Washington Redskins.
Premesso che bisognerebbe analizzare con estrema attenzione il perché la squadra di Lovie Smith non riesca mai una volta a chiudere la partita, nemmeno quando si trova a condurre con un margine di vantaggio ampiamente superiore alla doppia cifra, questa sera dobbiamo ringraziare soprattutto il LB rookie Kwon Alexander, se siamo riusciti ad espugnare il Georgia Dome. Alexander ha recuperato due palloni, uno strappandolo direttamente dalle mani di Julio Jones e poi intercettando Matt Ryan. Davvero un match di alto livello per la matricola da LSU, serio candidato al preimo di rookie difensivo dell'anno.
E poi, nonostante statistiche non scintillanti, bene anche Winston, peccato non abbia conquistato il decisivo primo down chiudendo un "4 and 1" nel finale del quarto periodo, ma alla fine la sua prestazione è stata più che positiva considerato che non aveva davvero nessuno a cui lanciare il pallone, dato che oltre agli assenti Vincent Jackson, Louis Murphy e Seferian-Jenkins, anche l'unico bersaglio decente rimasto, e cioè Mike Evans, era limitato da acciacchi di varia natura.
Bene la difesa (linea e LB) reattiva e capace di recuperare palloni, poi lo sappiamo che giochiamo in pratica senza una secondaria presentabile, e anche oggi Ryan ha banchettato trovando i suoi ricevitori sempre liberi e pronti a ricevere senza troppi problemi. E meno male che in overtime, nel drive decisivo, prima Ryan ha commesso un fumble - recuperato dai Falcons - e poi nel quarto tentativo la pressione della nostra D-line lo ha mandato fuori giri costringendolo al decisivo incompleto che ha chiuso il match a favore di Tampa Bay.
Alla fine abbiamo vinto, espugnando Atlanta senza poter contare su giocatori importanti (in pratica quasi l'intero reparto dei ricevitori era out), e comandando nel punteggio per quasi tutto il match. Benissimo, dunque, ma che fatica incredibile, però! E se i Falcons non avessero commesso così tante penalità (incredibile: stavolta ne hanno commesso di più i nostri avversari), anche stasera saremmo qui a commentare l'ennesima incredibile sconfitta... insomma, nemmeno quando si riesce a portare a casa una W i nostri amati Bucanieri riescono a farci trascorrere una domenica sera in tranquillità...! ;-)
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