Da segnalare un movimento - sia pure marginale - nel roster dei Bucs. E' stato infatti tagliato il RB Mike James, scelto da Tampa Bay al sesto giro del draft 2013.
Nei suoi primi due anni a Tampa l'ex RB dei Miami Hurricanes aveva raramente visto il campo, anche se le poche volte che era stato impiegato le sue prestazioni erano state tutt'altro che negative.
Tra queste, ricordiamo la partita che i Bucs persero in overtime a Seattle contro i futuri World Champions dei Seahawaks. In quell'occasione, il rookie James corse per 28 vole guadagnando 158 yards, trascinando la squadra ad un passo da una vittoria che sarebbe stata clamorosa.
Anche alcuni infortuni, tra cui una caviglia fratturata, hanno impedito a questo prospetto di trovare spazio, e dopo essere stato "inattivo" per i primi tre incontri del 2015 Lovie Smith ha deciso di tagliarlo, limitando la batteria dei RB al trio Martin-Sims-Rainey, anche se in realtà a correre ci pensano solamente Martin e Sims, con Rainey chiamato a svolgere le mansioni di ritornatore di punt e kick-off.
Per quel che riguarda altri tagli, coach Lovie Smith ha detto che - "per ora" - il kicker della squadra continuerà ad essere Brindza, al quale chiaramente un'altra prestazione come quella di Houston costerebbe il posto. Che dire di Brindza... la W di New Orleans porta anche la sua firma, la potenza non gli difetta, ma a Houston la sua prestazione è stata clamorosamente disastrosa, peraltro dopo avere iniziato la partita nel modo migliore infilando tra i pali un FG dalle 58 yards. Vedremo se il ragazzo recupererà, dal punto di vista psicologico, o se a breve tornerà Murray a calciare i FG per Tampa Bay. In quanto a Barth, in questi giorni è in prova proprio a Houston, evidentemente anche i Texans non sono molto soddisfatti del proprio kicker...
Infine, da segnalare che il LB Kwon Alexander è tra i candidati al riconoscimento di rookie of the week, dopo l'ottima partita disputata a Houston, l'ennesima per il prodotto da LSU. 10 tackle, 2 passaggi difesi e 1 intercetto, questo il tabellino del sorprendente rookie scelto al quarto giro dell'ultimo draft.
martedì 29 settembre 2015
domenica 27 settembre 2015
Troppi errori per i Bucs, alla fine vince Houston
Troppi errori si diceva, anche se non tanto, a mio avviso, da parte di Jameis Winston, molto ben protetto dalla linea, autore di una prestazione più che sufficiente e "colpevole" solo di un brutto errore, un intercetto nel primo tempo.
Decisivi sono stati invece i tanti calci sbagliati da Kyle Brindza, un XP e ben 3 FG, tra l'altro due dei quali da distanze tutt'altro che impossibili, considerato che Brindza aveva infilato tra i pali il primo FG della serata, un "siluro" dalle 58 yards.
Poi, i troppi palloni non trattenuti da Mike Evans, cercato ripetutamente da Winston e ancora indietro di condizione. Evans è appena rientrato da un infortunio e di ruggine deve scrollarsene di dosso ancora parecchia, perché tutti quei drop un Evans al 100% non li commetterebbe neanche in sei partite. Infine, le tantissime, sanguinose, penalità che spesso nei momenti cruciali hanno vanificato ottime azioni, contribuendo non poco a determinare il risultato finale, una vittoria per i Texans che, spiace constatarlo, ci sta tutta.
In difesa da segnalare alcuni inediti passaggi a vuoto di Lavonte David, di solito impeccabile, autore di tentativi di placcaggi mancati, decisamente non da lui. Ma che questa fosse una serata storta per Tampa Bay lo si era capito anche da tanti episodi, come ad esempio il fumble incredibilmente non ricoperto dallo special team dei Bucs, quando il #59 Josh Martin aveva già la palla in mano e l'endzone spalancata davanti a lui a poche yards e si è incredibilmente fatto sfuggire il pallone di mano...
Brutta sconfitta, anche perché contro un avversario non irresistibile come quello affrontato oggi si poteva fare di più e meglio, e poi non sono ammissibili tutti gli errori visti questa sera. Già i Bucs sono un team "modesto", se poi ci mettiamo anche a fare generosi regali agli avversari, beh... buonanotte!
Domenica prossima arriveranno a Tampa i lanciatissimi Panthers; sarà il caso di aumentare - e non di poco! - il grado di concentrazione e di limitare errori, penalità e sciocchezze, se contro Newton e soci vogliamo evitare il replay della opaca e confusionaria prestazione di questa sera, con inevitabile sconfitta annessa.
venerdì 25 settembre 2015
E' Jameis Winston il "rookie of the week" della 2° giornata
L'NFL ha reso noto che è stato attribuito al QB dei Bucs Jameis Winston il riconoscimento di "rookie of the week" relativamente alla seconda giornata della stagione.
Un bella soddisfazione per il rookie da FSU, "massacrato" forse oltre le sue effettive colpe dopo il brutto esordio con i Titans, ma in grado di riprendersi prontamente dal pessimo "opener" e di guidare i suoi compagni nella apparentemente proibitiva impresa di espugnare il Superdome.
Domenica scorsa Winston ha lanciato per 207 yards (14 su 21), con un TD pass recapitato a V. Jackson ed un altro TD segnato direttamente su corsa. Una partita solida, senza sbavature, in cui Jameis ha anche chiuso importanti primi down correndo in prima persona.
Si tratta solamente della sesta occasione in cui il riconoscimento di "rookie of the week" viene assegnato ad un giocatore dei Bucs. Prima di Jameis, erano stati "matricola della settimana" Doug Martin (2012), Cadillac Williams (in tre diverse occasioni nel 2005) e Michael Clayton (2004).
Un bella soddisfazione per il rookie da FSU, "massacrato" forse oltre le sue effettive colpe dopo il brutto esordio con i Titans, ma in grado di riprendersi prontamente dal pessimo "opener" e di guidare i suoi compagni nella apparentemente proibitiva impresa di espugnare il Superdome.
Domenica scorsa Winston ha lanciato per 207 yards (14 su 21), con un TD pass recapitato a V. Jackson ed un altro TD segnato direttamente su corsa. Una partita solida, senza sbavature, in cui Jameis ha anche chiuso importanti primi down correndo in prima persona.
Si tratta solamente della sesta occasione in cui il riconoscimento di "rookie of the week" viene assegnato ad un giocatore dei Bucs. Prima di Jameis, erano stati "matricola della settimana" Doug Martin (2012), Cadillac Williams (in tre diverse occasioni nel 2005) e Michael Clayton (2004).
giovedì 24 settembre 2015
Bucs a Houston, alla ricerca di un'altra impresa
Espugnata New Orleans, il calendario prevede ora un'altra insidiosa partita per Tampa Bay, che domenica prossima dovrà affrontare in trasferta gli Houston Texans.
E' possibile ipotizzare una nuova impresa, per la squadra di Lovie Smith?
In realtà, al di là che dal Texas si torni in Florida con una W o con una L, la cosa più importante sarebbe vedere una certa continuità con quanto di buono mostrato al Superdome.
A New Orleans è parso evidente che se le due linee svolgono il loro dovere fino in fondo, lasciando da un lato a Winston il tempo necessario per scegliere il ricevitore meglio piazzato e dall'altro mettendo sul QB avversario la giusta pressione, questa squadra può tenere il campo in maniera dignitosa anche contro avversari più quotati, come erano i Saints domenica scorsa e come saranno i Texans tra pochi giorni.
Perché è vero che Houston è ancora alla ricerca della prima vittoria, ma si tratta comunque di un team con ottimi giocatori e che vorrà senz'altro riscattare la falsa partenza di questa stagione. Se Tampa Bay riuscirà a replicare la prestazione del Superdome, credo che ce la giocheremo fino ala fine, se invece la concentrazione e l'impegno saranno quelli dell'opener, beh... buon Maalox a tutti!
Da segnalare la presenza in campo, tra le file dei Bucs, della safety D.J. Swearinger, giocatore molto interessante che proprio a Houston ha disputato le sue due prime stagioni in NFL; i Texans lo draftarono al secondo giro del 2013 (pick n.57 overlall) per rilasciarlo poi - abbastanza a sorpresa - nel corso della scorsa estate.
Dall'infermeria, appurato che il TE Seferian-Jenkins ne avrà per almeno un mese per problemi alla spalla, si apprende che i giocatori più a rischio per domenica sono il centro Evan Smith e la safety Major Wright, mentre per Gerald McCoy, uscito dolorante ad un braccio nel finale del match di New Orleans, non dovrebbe trattarsi di nulla di particolarmente grave.
Infine, una breve comunicazione di servizio: se avete voglia di dare un'occhiata a qualche foto scattata dal sottoscritto a New Orleans, nel corso della vittoriosa trasferta dei Bucs di domenica scorsa, segnalo che è on-line la nuova pagina "BUCSLIVE! - 09/2015: at Saints" in cui ho appunto pubblicato alcune immagini relative a questa bella impresa dei ragazzi in Red and Pewter. Per vederle è quindi sufficiente cliccare sul link della riga qui sopra (mentre per ingrandire le foto, occorre cliccarci sopra). Buona visione!
E' possibile ipotizzare una nuova impresa, per la squadra di Lovie Smith?
In realtà, al di là che dal Texas si torni in Florida con una W o con una L, la cosa più importante sarebbe vedere una certa continuità con quanto di buono mostrato al Superdome.
A New Orleans è parso evidente che se le due linee svolgono il loro dovere fino in fondo, lasciando da un lato a Winston il tempo necessario per scegliere il ricevitore meglio piazzato e dall'altro mettendo sul QB avversario la giusta pressione, questa squadra può tenere il campo in maniera dignitosa anche contro avversari più quotati, come erano i Saints domenica scorsa e come saranno i Texans tra pochi giorni.
Perché è vero che Houston è ancora alla ricerca della prima vittoria, ma si tratta comunque di un team con ottimi giocatori e che vorrà senz'altro riscattare la falsa partenza di questa stagione. Se Tampa Bay riuscirà a replicare la prestazione del Superdome, credo che ce la giocheremo fino ala fine, se invece la concentrazione e l'impegno saranno quelli dell'opener, beh... buon Maalox a tutti!
Da segnalare la presenza in campo, tra le file dei Bucs, della safety D.J. Swearinger, giocatore molto interessante che proprio a Houston ha disputato le sue due prime stagioni in NFL; i Texans lo draftarono al secondo giro del 2013 (pick n.57 overlall) per rilasciarlo poi - abbastanza a sorpresa - nel corso della scorsa estate.
Dall'infermeria, appurato che il TE Seferian-Jenkins ne avrà per almeno un mese per problemi alla spalla, si apprende che i giocatori più a rischio per domenica sono il centro Evan Smith e la safety Major Wright, mentre per Gerald McCoy, uscito dolorante ad un braccio nel finale del match di New Orleans, non dovrebbe trattarsi di nulla di particolarmente grave.
Infine, una breve comunicazione di servizio: se avete voglia di dare un'occhiata a qualche foto scattata dal sottoscritto a New Orleans, nel corso della vittoriosa trasferta dei Bucs di domenica scorsa, segnalo che è on-line la nuova pagina "BUCSLIVE! - 09/2015: at Saints" in cui ho appunto pubblicato alcune immagini relative a questa bella impresa dei ragazzi in Red and Pewter. Per vederle è quindi sufficiente cliccare sul link della riga qui sopra (mentre per ingrandire le foto, occorre cliccarci sopra). Buona visione!
mercoledì 23 settembre 2015
Il TE Seferian-Jenkins fuori oltre un mese per infortunio
Spiace sempre quando un giocatore, soprattutto se uno di quelli "importanti", è costretto a saltare delle partite a causa di un infortunio.
E' il caso del TE Austin Seferian-Jenkins, che per un guaio alla spalla dovrà rimanere fuori dalle quattro alle sei settimane di gioco. In pratica, lo rivedremo a inizio novembre, se non ci saranno complicazioni e il giocatore riuscirà a recuperare pienamente da questo KO.
ASJ è un elemento dal grande potenziale, ancora in buona parte inespresso, e che (per quanto ci ha fatto vedere sin qui) può alternare ricezioni eccellenti come ad esempio i 2 bei TD messi a segno nell'opener contro i Titans, ad altre brutte giocate, quali penalità banali o passaggi droppati malamente per un TE dotato del suo talento.
Fuori ASJ, vedremo più spesso in campo - per forza di cose - Brandon Myers e Luke Stocker, oltre a Cameron Brate, prontamente rifirmato oggi proprio in seguito al forfait di Seferian-Jenkins.
Non dovrebbero essere invece gravi le conseguenze dell'infortunio riportato da Gerald McCoy ad un braccio, nel finale di partita domenica scorsa a New Orleans. L'elemento più importante dei Bucs dovrebbe dunque essere in campo regolarmente sin dal match di domenica prossima ad Houston.
Infine, tutte da valutare le condizioni del centro Evan Smith, che contro i Saints è stato costretto a saltare le ultime 28 azioni dell'attacco dei Bucs per un infortunio alla caviglia.
E' il caso del TE Austin Seferian-Jenkins, che per un guaio alla spalla dovrà rimanere fuori dalle quattro alle sei settimane di gioco. In pratica, lo rivedremo a inizio novembre, se non ci saranno complicazioni e il giocatore riuscirà a recuperare pienamente da questo KO.
ASJ è un elemento dal grande potenziale, ancora in buona parte inespresso, e che (per quanto ci ha fatto vedere sin qui) può alternare ricezioni eccellenti come ad esempio i 2 bei TD messi a segno nell'opener contro i Titans, ad altre brutte giocate, quali penalità banali o passaggi droppati malamente per un TE dotato del suo talento.
Fuori ASJ, vedremo più spesso in campo - per forza di cose - Brandon Myers e Luke Stocker, oltre a Cameron Brate, prontamente rifirmato oggi proprio in seguito al forfait di Seferian-Jenkins.
Non dovrebbero essere invece gravi le conseguenze dell'infortunio riportato da Gerald McCoy ad un braccio, nel finale di partita domenica scorsa a New Orleans. L'elemento più importante dei Bucs dovrebbe dunque essere in campo regolarmente sin dal match di domenica prossima ad Houston.
Infine, tutte da valutare le condizioni del centro Evan Smith, che contro i Saints è stato costretto a saltare le ultime 28 azioni dell'attacco dei Bucs per un infortunio alla caviglia.
martedì 22 settembre 2015
Back to Italy, con una gran bella W in più!
Seguiranno nei prossimi giorni foto e impressioni della più entusiasmante partita dei Bucs a cui abbia avuto la fortuna di assistere. Una W emozionante, giunta al termine di una gara forse non bellissima da un punto di vista strettamente tecnico considerati i tanti errori e le troppe penalità, ma in tutta onestà non siamo andati al Superdome per giocare del "bel football". L'obiettivo, in Louisiana, era quello di cercare l'impresa contro ogni pronostico per dimostrare che i Bucs non erano la squadra barzelletta vista nell'opener.
Missione (che sulla carta era "impossibile", o quasi) compiuta!
Dopo le tante batoste in serie degli ultimi anni c'era proprio bisogno per i Buccaneers di una W di questo tipo, in grado di ridare fiducia e positività ad un ambiente piuttosto giù di corda dopo l'avvio terrificante anche di questo campionato. E avere ottenuto questa importante vittoria in trasferta, sul campo degli acerrimi rivali dei New Orleans Saints al termine di un match mozzafiato con Brees che per due volte (a 8 e a 2 secondi dalla fine) ha avuto l'occasione di cercare l'endzone, è stato davvero molto, ma molto bello... anzi, di più!
Personalmente, questa W mi ripaga della enorme delusione di dodici mesi fa, quando al Georgia Dome assistetti all'indimenticabile (in senso negativo) 14-56 contro i Falcons, con Atlanta che demolì Tampa Bay in un match che era già terminato dopo nemmeno un quarto di partita ... ecco, diciamo che questa volta è andata a finire in maniera un po' (tanto) diversa, gli Dei del football hanno sorriso a Jameis e soci, e il cielo era tutto Red and Pewter, domenica 20 settembre, sopra New Orleans! ;-)
lunedì 21 settembre 2015
E' tutto vero: espugnata New Orleans!
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| Miracolo a New Orleans: Bucs win...! |
Ma oggi i Buccaneers erano i lontani parenti di quelli, orribili, di soli sette giorni prima. E grazie a una prova di squadra importante, in cui ciascuno ha fornito il proprio contributo, alla fine Tampa Bay ritorna in Florida con la prima W stagionale, vittoria che peraltro vale doppio poiché ottenuta contro una rivale divisionale.
In assoluto, non si può dire che il match odierno sia stata una bella partita di football: tanti gli errori, tantissime le penalità, con i Bucs incapaci di chiudere il match a proprio favore nonostante, a un certo punto, sembrasse possibile per Tampa Bay quello che nessuno avrebbe mai immaginato e cioè mettere in ghiaccio la partita con un certo anticipo.
Ammettiamolo: con due minuti da giocare e palla in mano a Drew Brees, tutti quanti pensavamo che alla fine i Bucs avrebbero trovato il modo di perdere anche questa partita, condotta con merito fino a quando la paura di vincere e alcune decisioni un po' troppo conservative avevano riportato i Saints a stretto contatto.
E invece, per una volta, a sorridere siamo stati noi e vi assicurò che uscire dal Superdome a testa alta con la W in tasca, mentre la marea nero-oro sfilava via mogia rimuginando su questa inattesa L, beh, lo definirei un momento impagabile, di quelli destinati a rimanere impressi nella memoria e ad essere ricordati a lungo...
Eravamo in pochi, al Superdome, a indossare i colori dei Bucs, e alla fine vincere è stato ancora più bello, proprio perché le W inattese e insperate - quelle "soli contro tutti" - sono le più dolci da assaporare....e questa sera, a Bourbon Street, a festeggiare siamo noi, quelli in Red and Pewter!
domenica 20 settembre 2015
Saluti da New Orleans!
Un saluto a tutti da New Orleans! Qui è ancora mattina ma c'è già un bel sole a riscaldare Bourbon street e dintorni. Ieri sera, girando per il French quartier, mi sono imbattuto in qualche raro supporter dei Bucs, mentre qui i tifosi sono entusiasti per la bella vittoria, in NCAA, di LSU che ieri ha demolito Auburn.
Tanti tifosi giallo viola dei Tigers di LSU ma anche tantissimi i fans dei Saints. Qui è un tripudio di nero-oro, molti negozi, anche non sportivi, espongono vessilli dei Saints e indubbiamente l'attaccamento della gente del posto alle squadre locali è molto forte e percepibile a prima vista.
Tra l'altro, per caso, ho visto l'arrivo dei Bucs all'albergo in cui risiedono a New Orleans (il Ritz in Canal Street, si trattano bene i nostri!) e il tutto è stato molto scenografico, con motociclette della polizia a scortare sino all'ingresso i ben 5 pullman con dentro giocatori e staff di Tampa Bay.
Che partita ci attende, alle ore 12 locali (qui sono un'ora indietro rispetto alla east coast)?
Sarà il preannunciato massacro, o per una volta Winston e soci ci regaleranno qualche emozione di segno positivo, senza costringerci a dare fondo alle scorte di Maalox? Lo sapremo tra poche ore, nel frattempo godiamoci questi momenti di attesa - in cui siamo ancora sullo 0-0...! - e mai come oggi, direttamente dalla tana dei Santi, un bel GO BUCS non ce lo toglie nessuno!
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