domenica 10 agosto 2014

Lovie Smith e i margini di miglioramento dei Bucs

Lovie Smith, HC dei Bucs
L'esordio prestagionale dei Tampa Bay Buccaneers non è stato certamente dei più brillanti, al di là di una sconfitta di misura maturata nel finale di gara, quando in campo c'erano ormai solamente i rincalzi dei rincalzi.

La prestazione dei Bucs è stata opaca anche e soprattutto quando in campo c'erano i titolari (o presunti tali) e la cosa non può che suscitare qualche dubbio, senza dimenticare che i Jaguars sono una delle squadra meno accreditate in vista del prossimo campionato, nonostante la "stellina" Blake Bortles, il QB rookie di cui probabilmente sentiremo ancora parlare parecchio nel prossimo futuro.

E se è vero che si trattava solo del primo match di preseason, va anche sottolineato che tra meno di un mese inizierà la regular season e dunque il tempo per oliare i meccanismi e perfezionare l'intesa tra i giocatori non è poi moltissimo.

Coach Lovie Smith nel corso di una conferenza stampa ha fatto il punto della situazione, soffermandosi in particolare sulla non brillante prestazione fornita a Jacksonville dai suoi ragazzi; ecco alcune delle sue dichiarazioni tratte sia dal sito ufficiale che dal Tampa Bay Times.

Una delle note più negative del match con i Jaguars ha riguardato la linea offensiva titolare, incapace sia di proteggere Josh McCown che di aprire varchi per Doug Martin. Ecco l'analisi del coach riguardo all'OL, senza drammatizzare ma anche senza nascondere i problemi che ci sono, soprattutto, nella posizione di Guardia:
"On the offensive side of the football, I know you want to ask about 30 offensive line questions right now, so let’s go into the offensive line right away. Demar Dotson played well. He had the penalty that really hurt us, most of those aren’t normally called. His play, he’s been that way throughout. He’s not the only one, of course Evan [Dietrich-Smith] played well. We didn’t play as well at the guard position as we needed to, but we needed to see them in that role. 

Non è facile valutare la prestazione del QB starter, Josh McCown, rimasto in campo per un solo quarto e non adeguamento supportato dalla linea. Queste le parole di Smith a proposito di McCown:
"It was tough, but we got a chance to evaluate Josh under tough circumstances," Smith said of the quarterback signed during the offseason to supplant Mike Glennon as the starter. "That's why he's a mobile quarterback sometimes. Sometimes, you have to move around a little bit. Josh will learn. He took a hit as he scrambled one time. You can't take that hit. But we'll have better protection for him, and he'll be able to have more success. Any time you throw a pick, it's bad. There's a lot of people involved. We looked at the route. Was the split right? Was the receiver where he needed to be? Of course, there was pressure. That's part of it also. All of that comes into play."

Lovie Smith è invece rimasto favorevolmente impressionato dalle prestazioni di alcuni giocatori, in particolare del reparto difensivo:
"A lot of encouraging points from last night. You have to look at the way we started the game. We chose to defer, wanted our defense to play first. Gerald McCoy, best player on our team, was that and played that way right away. Lavonte David – a lot of guys on the defensive side that you expected to play well, did. It’s good to get some of our young corners action while we’re out there. Johnthan Baks played well. Rashaan Melvin, coming off the IR list played good ball. Major Wright – defensively there was some good play."    

L'unico giocatore uscito malconcio dalla partita è stato il WR rookie Robert Herron; ecco quali sono le sue condizioni:
“We think he’ll be ok. We’re hoping that, because, take Robert for instance, had one really good catch, could have made another. That’s kind of how it goes with rookies in general. We didn’t really get a chance and the plan wasn’t to play Mike Evans an awful lot, didn’t get a chance to really see him, but we’ll have things and plays to try and showcase some of the other guys coming up this week.”

Infine, Lovie butta acqua sul fuoco e stronca sul nascere eventuali polemiche: siamo solo in preseason, e l'importante sarà essere in forma per l'opener contro Carolina...
"You have to keep in mind what the goal of the preseason is: to get ready for the Carolina Panthers (in the season opener)," Smith said. "With that, we wanted to put our guys in position to … let them play. We didn't have an extensive game plan or anything like that. With that said, though, there's some things that we liked from this first preseason game. Some of the players we thought would play a certain way did that. And some of the players we felt would play a little bit better didn't play as well as we would've liked. So that's kind of where we are right now."

sabato 9 agosto 2014

Preseason opener, vincono i Jaguars per 16-10

Lavonte David e Gerald McCoy in azione
La prima partita della preseason 2014 dei Bucs va in archivio con una sconfitta di misura maturata nel finale (16-10 il risultato a favore di Jacksonville) contro i non irresistibili Jaguars.

Anche i Bucs, va detto, sono apparsi abbastanza "arrugginiti", come era facile prevedere considerando che si trattava della prima partita stagionale e che erano tanti i volti nuovi sia tra i giocatori che soprattutto nel coaching staff, rinnovato al 100% rispetto alla scorsa stagione.

E' stato comunque interessante vedere in azione i nuovi arrivati e pur trattandosi solamente di un match "amichevole", qualche spunto meritevole di riflessione mi sembra sia comunque emerso.

Cominciamo dalle note positive: la difesa titolare è parsa già in discreta condizione, e nonostante la secondaria titolare fosse quasi del tutto assente per problemi fisici (Verner, Jenkins e Goldson sono stati tenuti precauzionalmente a riposo) McCoy e soci hanno fermato l'attacco titolare dei Jaguars senza eccessive difficoltà.

Anche quando sono scesi in campo i rincalzi, il reparto difensivo ha fatto comunque il suo dovere, e tra le riserve ha mostrato qualche confortante segnale di vita il DE Da'Quan Bowers, reduce da tre stagioni decisamente deludenti. 

Tra le note liete segnalerei anche il ritorno del kicker Connor Barth, che con estrema sicurezza ha messo a segno un FG dalle 44 yards. Interessante poi la rotazione dei tanti RB attualmente a roster; ad iniziare il match da titolare è stato Doug Martin, ma ampio spazio hanno avuto anche Bobby Rainey, Mike James, Jeff Demps ma soprattutto il rookie Charles Sims, utilizzato anche come ricevitore (3 passaggi per lui, di fatto il miglior ricevitore della serata per i Bucs insieme a Louis Murphy).

Non mi sono piaciute, invece, le tante, troppe penalità commesse sia in attacco che in difesa, alcune delle quali davvero pesanti come nel caso in cui il terzo QB Mike Kafka aveva ottimamente trovato il TE rookie Austin Seferian-Jenkins per una giocata elettrizzante, vanificata dall'ennesimo holding...

Poca disciplina dunque e tante flag, il che non ha aiutato l'attacco a trovare ritmo e fluidità. E a proposito dell'attacco, che dire del QB starter Josh McCown? Onestamente la linea offensiva non ha protetto nel modo migliore l'ex giocatore dei Bears, che ha avuto davvero troppo poco tempo per selezionare i suoi ricevitori  e che in un paio di occasioni ha dovuto ripiegare su improvvisati scramble per sfuggire alla difesa di Jacksonville.

Da parte sua, McCown ha commesso un errore grave, facendosi intercettare malamente un lancio che aveva come destinatario Mike Evans. Il difensore dei Jaguars, Winston Guy, ha riportato in TD l'intercetto ritornandolo per 68 yards, in quella che è stata la giocata più spettacolare della serata.

Esordio dunque in tono minore per McCown (che nel breve tempo in cui è stato impiegato ha anche commesso un fumble...) anche se la OL, come detto, lo ha aiutato davvero poco; il suo attuale backup, Mike Glennon, ha invece fatto vedere qualcosa di più, se non altro mettendo in piedi un bel drive di 85 yards concluso con un TD pass per il WR Streeter.  

Partita dunque complessivamente modesta tra due squadra che sono parse - come era inevitabile che fosse, a questo punto della stagione - ancora molto indietro e che, probabilmente, non reciteranno comunque nella stagione 2014 un ruolo da protagoniste. Di sicuro, per quel che riguarda i Bucs, c'è ancora tanto da lavorare, vanno perfezionati i meccanismi tra il QB titolare McCown e i ricevitori, sarà necessario ridurre drasticamente le penalità, e soprattutto se la titubante linea offensiva vista contro i Jaguars non eleverà (e di parecchio) il proprio rendimento, sarà una stagione molto lunga per il quarterback dei Bucs, chiunque dovesse essere...

venerdì 8 agosto 2014

Inizia a Jacksonville la preseason dei Bucs

Preseason, si comincia a Jacksonville
Inizierà questa notte (ora locale 19.30, in Italia sarà l'1:30 di sabato mattina) la preseason dei Tampa Bay Buccaneers di coach Lovie Smith.

Il primo dei quattro match prestagionali vedrà i Bucs impegnati a Jacksonville contro i Jaguars, nel primo dei due derby della Florida previsti in calendario (il 16 agosto, per il secondo incontro di preseason, saranno i Miami Dolphins gli avversari di Tampa Bay).

Finalmente si torna a parlare di football giocato, e anche se è "solamente" una partita amichevole non mancano i motivi di curiosità e di interesse per assistere (sia sempre lodato chi ha inventato il gamepass!) a questa partita, a cominciare dall'esordio di Lovie Smith nei panni di Head Coach dei Tampa Bay Buccaneers.

Inoltre, sarà questa la prima occasione per vedere utilizzate, nel corso di una partita, le nuove (controverse...) uniformi; a Jacksonville i Bucs utilizzeranno la jersey rossa, mentre il 16 agosto contro Miami faranno il loro esordio le maglie bianche. Speriamo che l'impressione sia migliore di quella suscitata al momento della presentazione di queste nuove uniformi, che lasciò in molti tifosi un forte rimpianto per le vecchie divise...

Passando a considerazioni un po' più tecniche, va segnalato che per le prime due partite di preseason la NFL ha stabilito che i PATs - gli extra point calciati dopo il touchdown - saranno allontanati di una quindicina di yards dai pali, per renderne meno "scontata" la realizzazione che si attesta quasi al 100% dei tentativi.

Ma contro i Jaguars la curiosità maggiore credo riguardi in particolare alcuni giocatori, osservati speciali di questo match di preseason. Sarà interessante ad esempio vedere all'opera nella loro prima partita di NFL i rookie draftati dai Bucs nello scorso maggio. Occhi puntati dunque su Mike Evans, ASJ e Charles Sims, senza dimenticare i due uomini di linea offensiva Edwards e Pamphile e il WR Robert Herron.

E poi sarà interessante assistere alla "sfida" tra i due i QB dei Bucs, McCown e Glennon, impegnati a contendersi il ruolo di titolare, anche se in queste partite di precampionato non mancherà ampio spazio per il terzo quarterback, Mike Kafka.

A livello di secondaria ci sono da segnalare alcune defezioni per problemi fisici (per fortuna lievi) che terranno fuori dal match sia Alterraun Verner che Mike Jenkins. Vedremo dunque a lungo sul campo di gioco i vari Banks e Gorrer (che dovrebbero partire da titolari) e ampiamente utilizzati saranno anche i vari Melvin, Carr, Lewis e Gaitor. Sempre rimanendo alla secondaria ma spostandosi alle safeties, i due titolari Barron e Goldson dovrebbero rimanere a lungo sulla sideline non essendo in perfette condizioni fisiche, e anche in questo caso potremo vedere impegnati a lungo i cosiddetti "rincalzi" (da Major Wright a Keith Tandy).

Ad ogni modo, un grosso in bocca al lupo ai nostri Bucanieri per l'esordio nella stagione 2014 e appuntamento a domani per commenti e impressioni sulla prima partita dei "nuovi" Bucs  di coach Lovie Smith.

mercoledì 6 agosto 2014

Un patch sulle maglie per ricordare Malcolm Glazer

Un patch in memoria di Malcolm Glazer
Lo scorso 28 maggio ci ha lasciato Malcolm Glazer, lo storico "patriarca" nonché artefice principale della rinascita dei Bucs, acquistati quasi sull'orlo della bancarotta a metà degli anni '90 e portati quasi subito ai vertici dell'NFL, sino al trionfo del 26 gennaio 2003, la vittoria nel Super Bowl n.37 contro gli Oakland Raiders.

E' di quest'oggi la notizia che nel corso di tutta la stagione 2014 i Bucs indosseranno sulle proprie maglie un apposito "patch" per ricordare lo storico proprietario; le lettere MG - bianche all'interno di un cerchio nero - saranno infatti inserite in alto a sinistra sulle jersey dei giocatori.

Bryan Glazer, uno dei figli del "patriarca" e Co-Chairman, commenta così questa scelta:
“Our father was very proud of his ownership of the Buccaneers and we know how special each football season was to him and our entire family. The support we have received since his passing has been overwhelming and we look forward to honoring him this season”.

martedì 5 agosto 2014

Resa nota la prima "depth chart" stagionale

Training Camp, i Bucs riuniti nell'huddle
E' stata comunicata quest'oggi la prima "depth chart" stagionale, in vista della partita di preseason che i Buccaneers disputeranno venerdì 8 agosto a Jacksonville contro i Jaguars.

C'era curiosità nel vedere, soprattutto per alcuni ruoli, i nomi di coloro che attualmente risulterebbero essere i "titolari", premesso che da qui all'opener contro Carolina le attuali gerarchie riserve/titolari potrebbero ribaltarsi, soprattutto nei ruoli più in bilico in cui il posto da "starter" è ancora da definire.

Spicca, in difesa, il fatto che i titolari siano stati indicati per 12 ruoli, anziché per i canonici 11. Lovie Smith ha infatti voluto considerare in via autonoma anche il "nickel" titolare, quel giocatore cioè che sarà in campo quando i Bucs schiereranno tre CB.

Ma andiamo con ordine e partiamo dall'attacco e precisamente dal QB: come da pronostico il titolare ad oggi è il veterano Josh McCown, con Mike Glennon alle sue spalle e Mike Kafka terzo QB.

Situazione RB, reparto molto affollato: Doug Martin sarà il titolare, Bobby Rainey è il RB #2, seguìto dal rookie Sims. Il secondo anno Mike James e lo sprinter Jeff Demps sono invece listati a pari merito in quarta posizione.

Grande affollamento anche per i TE, in cui - un po' a sorpresa - il  titolare risulta essere il veterano Brandon Myers, davanti al secondo anno Tim Wright e a Luke Stocker, con il talentuoso rookie Auston Seferian-Jenkins solamente in quarta posizione.

A livello di WR, i due titolari sono l'indiscusso Vincent Jackson e Chris Owusu, con Louis Murphy e il rookie Mike Evans - pick n.7 overall all'ultimo draft - alle loro spalle.

La linea offensiva titolare, priva in maniera definitiva di Carl Nicks, avrebbe ad oggi la seguente composizione: Dotson (RT), Meredith (RG), Dietrich-Smith (C), Cousins (LG), Collins (LT).

Passando alla difesa, ecco quale sarebbe invece - sempre ad oggi, è importante ribadirlo - la linea difensiva titolare: Clayborn (LDE), McCoy (DT), McDonald (DT), Johnson (RDE).

I tre LB titolare, senza grosse sorprese, sono invece David, Foster e Casillas, mentre a livello di secondaria, come detto, sono presenti nella depth chart cinque posizioni. Le due safeties starter sono Barron e  Goldson mentre per i CB gli spot da titolari sono occupati da Verner e e Jenkins. E' invece Leonard Johnson il "nickel" titolare, se così si può dire.

Capitolo specialisti: nessuna sorpresa per i "calciatori" (Koenen per i punt e Barth per i FG), mentre Eric Page è indicato come ritornatore sia per i punt che per i kick-off.

Come detto, si tratta di graduatorie momentanee e provvisorie (dubito ad esempio che a livello di TE il rookie Austin Seferian-Jenkins sia destinato a rimanere alle spalle di Luke Stocker, quando si inizierà a fare sul serio...), e vedremo se in seguito alle partite di preseason e agli allenamenti a One Buc Place ci saranno modifiche nella "vera" depth chart, quella in cui - tra un mese - figureranno i 53 giocatori che andranno ad iniziare la stagione 2014.

lunedì 4 agosto 2014

Connor Barth, un rientro importante per i Bucs

Il K Connor Barth
Tra le note liete che giungono dal Training Camp attualmente in corso a One Buc Place, c'è sicuramente quella relativa al rientro del kicker Connor Barth, pienamente recuperato dal grave infortunio al tendine d'Achille che lo aveva costretto sulla sideline per l'intera stagione 2013.

Quanto sia importante il ruolo del kicker, uno "specialista" che scende sul terreno di gioco in pochissime quanto decisive azioni, credo sia emerso in tutta la sua evidenza proprio lo scorso anno, quando l'incerto sostituto di Barth - Eric Lindell - in tante, troppe occasioni fece rimpiangere la  precisione quasi assoluta del kicker con la maglia #10.

Come è noto, Barth si infortunò in maniera davvero banale, nel corso di una partita di pallacanestro disputata per beneficenza nel luglio del 2013. I mesi successivi sono trascorsi molto lentamente per Connor, alle prese con una riabilitazione non semplice, anche considerando che il tendine lesionato era del piede destro, proprio quello utilizzato per calciare.

Di seguito, tratti dal Tampa Bay Times, alcuni ricordi del giocatore relativamente ai giorni successivi all'infortunio:
"The worst part is just not being in the locker room with the guys, and that's one of the biggest things you miss," Barth said. "I got to go down to the field for the pregame stuff and talk to the coaches and joke around with the guys, and after that I would go up in the club level where I would sit with my family and just watch from there. It was tough, but it makes you realize how blessed you are to play this game."

L'obiettivo principale, in questi lunghi mesi, è stato quello di recuperare al 100% dal pesantissimo KO, senza farsi assalire da timori e preoccupazioni:
"You're always going to (have that worry) in the back of your mind, but the main thing for me and my family was first things first, just get healthy, heal up your leg and the rest will take care of itself," Barth said. "That's what I did. The main focus for me was let's just get healthy, because even if I never play football again at least I want to be able to be normal and active again and do the hobbies I have."

Le parole di Barrth sulle sue condizioni di salute attuale fanno ben sperare, a poco più di un mese dall'inizio della nuova stagione: 
"Hopefully it's stronger than it was before," Barth said. "My swing's good and I'm hitting the ball well, and that's what's important."

Auguriamoci che sia proprio così e che  i Bucs abbiano recuperato al 100% il proprio kicker, e cioè quel giocatore "oscuro" quanto decisivo e a cui magari più di una volta si chiederà - proprio nei secondi finali di una partita - di "concretizzare" tutto il lavoro svolto dalla squadra nei precedenti 59 minuti di football, infilando tra i pali il FG della vittoria...

domenica 3 agosto 2014

Derrick Brooks tra gli "immortali" della Hall of Fame

Derrick Brooks, con il figlio Decalon, svela il suo busto a Canton

Un anno dopo Warren Sapp, un'altra "leggenda" di quel reparto difensivo dei Tampa Bay Buccaneers che a cavallo tra la fine degli anni '90 e i primi anni '00 dominò l'NFL, ha fatto il suo trionfale ingresso nella Hall of Fame di Canton.

L'inserimento nella Hof, tra gli "immortali" che hanno scritto la storia del football rappresenta il più grande onore possibile per un giocatore, e nel caso di Brooks mai riconoscimento è da ritenersi più meritato.

Classe purissima sul campo da gioco nonostante un fisico che molti esperti ritenevano fosse "undersized" per il mondo dei PRO, comportamento esemplare fuori dal rettangolo di gioco, una longevità incredibile in uno sport durissimo come il football (mai una partita saltata in 14 anni di professionismo), tantissimi record personali e la ciliegina sulla torta costituita dal Super Bowl n.37 vinto dai Bucs a San Diego nel gennaio 2003, i cui "titoli di coda" vennero scritti proprio da questo giocatore, con quel celebre intercetto riportato in endzone che stroncò il tardivo tentativo di rimonta da parte dei Raiders...

Insieme al figlio Decalon, un emozionato Derrick ha svelato il busto che è stato inserito nella HoF, e come da tradizione ha tenuto un discorso di ringraziamento in cui ha ripercorso le pagine più importanti e significative della sua carriera.

Parole di ringraziamento sono state spese da Brooks per la sua famiglia, gli allenatori, gli ex compagni di squadra, e per tutti coloro che hanno reso possibile questo lungo ed entusiasmante viaggio, dalla nativa Pensacola sino a Canton, passando per Florida State e Tampa Bay...

Ecco alcuni parole tratte dallo "speech" di Derrick:
"Tonight, I guess for the first time in my life, I get a chance to sit back and enjoy some of the successes of my individual career in the ultimate team game," Brooks said. "When we unveiled that bust, it just realized to me that this is what it's all about. There's no higher place to go in this game. I promise you, now that I'm a part of this team, it's going to be a better team, and I'm going to work my butt off to make the Pro Football Hall of Fame better."

Per il figlio Decalon, che lo ha aiutato a svelare il busto, Derrick era già un papà da Hall of Fame, e così il ragazzo descrive l'illustre genitore:
"A man who loved the game and he would play like he loved it... to me, he's a Hall of Fame dad and a Hall of Fame player." 

Brooks ha poi voluto ringraziare in maniera particolare tre persone care che non ci sono più e che lo hanno cresciuto - la madre, la nonna e il patrigno - nonché il suo coach a Florida State, Bobby Bowden, dicendosi poi orgoglioso di essere l'unico Hall of Famer ad ad avere giocato a football unicamente nello stato della Florida, prima al college con FSU e poi in NFL con i Bucs. 

Inevitabile da parte del #55 una menzione per Warren Sapp, giocatore la cui carriera è stata strettamente legata a quella di Brooks. Entrambi draftati da Tampa Bay nel 1995, ed entrambi giocatori decisivi dei leggendari Buccaneers di una quindicina di anni fa, ed attualmente - sia il #99 che il  #55 - illustri membri della Hall of Fame di Canton.

E dopo la celebrazione di Canton, appuntamento al 14 settembre al Raymond James Stadium, quando - in occasione della partita contro i St. Louis Rams - i Tampa Bay Buccaneers ritireranno la maglia #55 ed inseriranno Derrick Brooks anche nel Ring of Honor dei Bucs.

sabato 2 agosto 2014

Presenti 15mila tifosi per l'allenamento in notturna

Allenamento notturno al RJS
Si è svolto venerdì sera quello che ormai è diventato un appuntamento fisso nella preseason dei Bucs, e cioè l'allenamento in notturna - aperto al pubblico - al Raymond James Stadium.

Al di là dell'allenamento, quella di ieri è stata l'occasione per i tifosi di trascorrere una bella serata in "Red and Pewter", visto che erano presenti le cheerleaders, hanno avuto luogo sessioni di autografi con i giocatori, erano presenti stand con il nuovo merchandising, insomma una simpatica serata di sport (e non solo) per i tifosi di Tampa Bay.

Circa 15mila le presenze sugli spalti, per un allenamento che ha lasciato soddisfatto coach Lovie Smith. Ecco le sue impressioni, tratte al Tampa Bay Times, relative in particolare alle buone cose messe in mostra dall'attacco:
"It's about scoring points, I love what the offense was able to do," Smith said. "Most games come down to that two-minute drill at the end of the game. Josh and Mike did a great job."

Per oggi, sabato, è prevista una giornata di riposo in casa Bucs, ma un cospicuo contingente di Bucanieri sarà in volo per Canton, Ohio, dove questa notte Derrick Brooks verrà introdotto nella Hall of Fame, ed entrerà a far parte degli "immortali"del football.

Tra gli altri, a Canton sarà presente anche coach Lovie Smith, che si esprime così a proposito del leggendario #55:
"All week I've been thinking about Derrick going in," Smith said. "It's a special day for him. Who deserves to be in the Hall more than him? We can't wait to get there."

In chiusura, le inevitabili note dall'infermeria: non hanno preso parte all'allenamento di ieri sera i seguenti giocatori, tutti alle prese con problemi fisici anche se di entità abbastanza lieve:
Evan Dietrich Smith (foot), Alterraun Verner (hamstring), Mike Jenkins (leg), Rashann Melvin (ankle), Dashon Goldson (foot).