venerdì 9 agosto 2013

Tampa Bay resiste due quarti, poi Baltimore dilaga

Il QB Mike Glennon
Alla fine hanno vinto i Ravens, nel primo match di preseason che vedeva i Campioni in carica di scena al Raymond James Stadium, anche se il risultato finale (un pesante 44-16) penalizza forse in maniera eccessiva i ragazzi di coach Greg Schiano.

Per quasi due quarti la partita si è infatti mantenuta in sostanziale equilibrio, poi, quando in campo sono scese le seconde e le terze linee, i Ravens hanno dilagato, approfittando anche dei numerosi errori e delle troppe imprecisioni da parte delle riserve dei Bucs.

Ma cerchiamo di capire cosa ha funzionato bene, e cosa un po' meno, nel primo match di preseason dei Buccaneers 2013.

Mike Glennon - Ebbene sì, il QB rookie mi ha sorpreso in maniera decisamente positiva! A parte i fuochi d'artificio nel suo primo passaggio in assoluto tra i PRO (un missile da 61 yards per il TE Tom Crabtree, che con un po' di velocità in più avrebbe anche potuto arrivare in endzone visto che aveva il campo praticamente aperto...), Glennon ha tenuto il campo bene, chiaramente con alcuni impacci inevitabili per chi gioca per la prima volta una partita NFL, ma non sembrava il classico rookie timido ed impacciato. Certo, qualche lancio è andato decisamente fuori bersaglio e non sono mancati gli errori (1 intercetto), però, dovendo giudicare nel complesso la sua prestazione, il simpatico "giraffone" (la lunghezza del collo di Glennon - che già è alto di suo visto che parliamo di un ragazzo di 2 metri - è qualcosa di impressionante...) non è parso affatto emozionato, si è mosso con rapidità sul terreno di gioco, e ha dimostrato di possedere velocità di esecuzione ed un braccio potente, anche se non sempre preciso. Ma, come detto, ricordiamoci che stiamo parlando di un esordiente assoluto a questi livelli. Insomma, come prima impressione Glennon mi sembra un backup molto interessante alle spalle di Freeman, qualcosa di più, insomma, di un mestierante come il Dan Orlovski dello scorso anno. Ecco, la prestazione di Glennon assume poi maggior risalto se paragonata a quella dell'altro QB, Adam Weber, schierato da Schiano nel finale di partita e "distintosi" solo per due intercetti lanciati (peraltro davvero molto male) nei suoi primi due tentativi di passaggio...

Brian Leonard - tra i vari RB che si contenderanno il ruolo di backup di Doug Martin (Michael Smith, Mike James, Peyton Hillis) Leonard è stato quello che ieri ha brillato maggiormente, segnando un TD e facendosi sempre trovare pronto a guadagnare yards. Veramente anche Hillis aveva iniziato bene il secondo tempo, poi l'ex stella dei Browns è stato costretto ad uscire dal campo per un infortunio al ginocchio, speriamo che non si tratti di nulla di grave anche se la botta presa è stata di una certa entità...

Kevin Ogletree - Se Leonrd è stato il migliore sulle corse, tra i ricevitori menzione d'obbligo per Kevin Ogletree, che ha chiuso la serata con 5 ricezioni per oltre 60 yards. Come anche per QB e RB, anche a livello di WR i titolari sono stati utilizzati pochissimo, e le cosiddette seconde linee hanno avuto più spazio per cercare - non sempre riuscendoci - di mettersi in luce...

Special Team - Forse la nota più negativa della serata. Al di là del fumble di Owusu su tentativo di ritorno di punt e di un punt bloccato per un TD da parte dei Ravens, ieri sera lo ST dei Bucs sembrava la brutta copia di quello già pessimo del 2012: incapace cioè di produrre un buon ritorno sia su punt che su kcik-off, e se Dimke, il kicker rookie dei Bucs, a un certo punto non ci avesse messo una pezza con un placcaggio (peraltro falloso...), i Ravens avrebbero segnato anche su ritorno di kick-off. Urge sistemare questo reparto, la cui unica nota lieta è stata rappresentata proprio da Dimke, 3 FG segnati per lui su 3 tentati, di cui uno dalle 45 yards.

Lavonte David - La difesa titolarle è rimasta in campo per pochi drive, ma nonostante ciò il LB Lavonte David ha trovato il modo per un paio di giocate da vero fuoriclasse. Ad oggi, David è probabilmente il miglior difensore in assoluto dei Bucs. Rimanendo alla D, da segnalare un bell'intercetto per il CB Gorrer, poi uscito per infortunio, e alcune belle giocate del rookie CB Johnthan Banks.

Ma cosa dice coach Schiano, a proposito del match dei suoi Bucs? Ecco un breve commento dell'HC sulla partita, dal Tampa Bay Times:
"It was 3-0 at the end of the first quarter," Schiano said. "Certainly, it got sloppy there after that. We've got a long way to go as a football team. The good news is we have three games left to get better. Nor am I ready to go ballistic. The score is what it is. There will be some good things on that tape."

Infine, parola al QB Mike Glennon, che descrive così il suo primo passaggio (da 61 yards!) in NFL: 
"My initial read wasn't really open, and then I started thinking, 'Oh God, I'm going to take a safety on my first play," said Glennon on the play that started at the Bucs 6. "All of a sudden, Crabtree flashed on me. It was a unique way to start my first game."

giovedì 8 agosto 2013

Una lettura imperdibile: la "Media Guide 2013"

La "Media Guide" edizione 2013
Questa sera i Bucs scenderanno in campo al RJS per la prima partita di preseason contro i Baltimore Ravens; ma sul match contro i Campioni in carica ci soffermeremo ampiamente domani, sperando di poter parlare solo di football e non di infortuni (tra parentesi, da segnalare che l'ex WR dei Bucs Arrelious Benn, oggetto di una trade con gli Eagles nella scorsa offseason, ha già terminato la stagione a causa di un grave infortunio al ginocchio...).

Oggi invece voglio segnalarvi l'uscita di una lettura fondamentale, del vero e proprio "testo sacro" per eccellenza per ogni tifoso in Red and Pewter: la media guide 2013!

La guida non è ancora ufficialmente online ma da questa pagina del sito ufficiale dei Tampa Bay Buccaneeers - come segnalato dai ragazzi del forum di Bucs UK - è possibile scaricare o l'intera guida (circa 68MB) oppure solamente la sezione che più vi interessa (giocatori, storia, record, ecc...). Per ora ho dato solo una rapida occhiata, ma come sempre mi sembra che anche questt'anno la media guide sarà in grado di soddisfare tutte le curiosità degli appassionati dei Bucs.
Buona lettura, dunque!

mercoledì 7 agosto 2013

Rashaan Melvin, un rookie (undrafted) da seguire

Il CB roookie (undrafted) Rashaan Melvin
L'anno scorso fu il CB Leonard Johnson, undrafted rookie da Iowa, a compiere l'impresa non solo di entrare a far parte del roster dei 53 ma anche di ritagliarsi un ruolo sempre più importante nella secondaria di Tampa Bay (non che ci volesse molto, visto il livello dei DB dello scorso anno...).

Ma anche nei Bucs edizione 2013 c'è un giocatore che, stando a quanto visto in questi giorni di training camp, potrebbe essere sulla strada giusta per ripetere l'impresa di Johnson.

Si tratta di un altro CB, il 23enne Rashan Melvioin da Northern Illinois, anch'egli firmato da Tampa Bay come undrafted rookie. 

Il fatto di non essere stato scelto da nessun team nel draft di aprile non ha però scoraggiato Melvin, che ha preso il tutto con filosofia, si è rimboccato le maniche e in questi giorni di training camp sta lavorando duro, e con profitto, per guadagnarsi un posto nel roster che tra un mese andrà ad iniziare la stagione. Ecco a questo proposito le sue parole, dal Tampa Bay Times:
"Everybody wants to get drafted, but in reality, everybody doesn't," Melvin, 23, said. "For me, it was an opportunity to keep working and keep grinding and keep a chip on my shoulder; showing that drafted or undrafted, you still have to come out and play ball no matter what."

Coach Greg Schiano sottolinea invece le potenzialità del ragazzo ed il fatto che, sia dal punto di vista fisico che da quello caratteriale, Melvin ha le carte in regole per giocarsi fino in fondo la sua grande occasione:
"He's got physical tools," Bucs coach Greg Schiano said of the 6-foot-2, 193-pounder. "He works very hard at his preparation mentally. He's got a good temperament. I think he's got a chance to be a good player. Now that's a lot of pressure on an undrafted player. But every day he goes out there and practices and does a good job, if you keep stacking those on top of each other, he's got a chance."

Nella prima depth chart rilasciata dai Bucs, Melvin figura come terzo RCB, dietro al titolare Revis e al primo rincalzo Gorrer. Ora, considerato che Darrelle è ancora in fase di riabilitazione, e che il buon Gorrer non è proprio un "fenomeno", chissà che per il secondo anno consecutivo i Bucs non si ritrovano un CB undrafted rookie in grado di recitare, da subito e con discreto profitto, un ruolo di primo piano...

martedì 6 agosto 2013

Pochi biglietti venduti per il match con i Ravens

Uno spicchio, semivuoto, del RJS...
Mancano ormai solamente un paio di giorni per l'esordio dei ragazzi di coach Schiano in una partita di preseason: giovedì sera infatti i Bucs ospiteranno al Raymond James Stadium i Campioni in carica dei Baltimore Ravens, per la prima delle tradizionali quattro amichevoli precampionato.

Ma, stando a quanto riportato dal Tampa Tribune, non è che il debutto dei Buccaneers edizione 2013 sia proprio molto sentito dai tifosi in Red & Pewter, dalle parti di Tampa...

Di "sold out", o quantomeno di 85% dei biglietti venduti entro le 72 ore dal kickoff per consentire la diretta TV del match anche nella zona di Tampa, nemmeno a parlarne; sono ancora molti i tagliandi a disposizione, e prepariamoci dunque a vedere i soliti spicchi di stadio in cui abbondano le seggioline rosse senza nessun tifoso sopra. Ed è un peccato: perché anche se in queste partite di preseason  i titolari vengono utilizzati col contagocce, è possibile comunque vedere all'opera molti giocatori nuovi, e da parte dei rincalzi che scendono in campo l'impegno è massimo, per cercare di strappare un posto in squadra; e poi, si tratta pur sempre del primo match stagionale - per di più contro i detentori del Vince Lombardi Trophy - dopo tanti lunghissimi mesi di astinenza...

E invece, niente da fare: a Tampa, una volta città "affamata" di football, ormai è da tempo che l'entusiasmo non è più quello degli anni d'oro... capisco che vedere all'opera i vari Sapp, Brooks e Lynch fosse tutta un'altra cosa, ma a maggior ragione, non essendoci più quei campionissimi, la squadra andrebbe seguita e sostenuta dai tifosi proprio nel momento del bisogno e anche in amichevoli come quella che andrà in scena giovedì sarebbe importante, ad esempio, far sentire un minimo di entusiasmo e di calore ai nuovi arrivati...

Vabbè, noi da quest'altra parte dell'oceano come sempre ci limiteremo a fare il tifo via game pass, sperando soprattutto che i titolari vengano centellinati e che non si debba parlare di infortuni o problemi fisici; è ancora vivo infatti il ricordo del pesantissimo KO che colpì Davin Jospeh lo scorso anno, proprio in un match di preseason...

lunedì 5 agosto 2013

Infermeria, le ultime news dal training camp

Il TE Luke Stocker
Prosegue a One Buc Place il training camp dei Bucs. E quest'oggi coach Schiano ha fatto il punto sulla situazione infortuni, con alcuni aggiornamenti su vecchi e nuovi problemi fisici. Queste le news principali, relative al bollettino medico odierno.

Luke Stocker - Colui che dovrebbe essere Il TE starter dei Bucs 2013, e che aveva iniziato il camp nellla PUP list per un problema al polpaccio, è stato attivato quest'oggi e può dunque prendere parte agli allenamenti insieme agli altri giocatori. Schiano però è cauto circa il suo utilizzo; ecco le parole del coach circa il TE #88:
“Progress is a good way to put it,” Schiano said. “He’s not ready to go, but he was taken off PUP because he was going to do some things with pads on, which is the rule. He’s moving in the right direction.”

Adrian Clayborn - La scorsa settimana il DE starter dei Bucs aveva dovuto interrompere gli allenamenti per un guaio all'inguine, che si temeva potesse rivelarsi di una certa gravità. Così per fortuna non è, dunque Clayborn può riprendere ad allenarsi, ma il ragazzo ha bisogno ancora di un paio di giorni per recuperare al meglio, come ha chiarito il coach:
“He went back out and didn’t quite feel good enough,” Schiano said. “So we’ll give it a couple more days.”. 

Lawrence Tynes - Non è evidentemente un periodo fortunato per i kicker dei Bucs... dopo il grave infortunio che ha colpito Connor Barth, anche il suo sostituto Tynes è adesso alle prese con un problema al dito di un piede, che potrebbe impedirgli di partecipare alla prima partita di preseason che vedrà i Bucs scendere in campo giovedì 8 agosto al RJS contro i Campioni in carica dei Baltimore Ravens. In questo match il K dei Bucs sarà dunque molto probabilmente il 23enne Derek Dimke. Anche qui, parola all'HC circa il duello Tynes-Dimke per la posizione di K starter:
“I think when we started this competition, Tynes was in front because he was the veteran,” Schiano said. “But I’ve never coached either one of them. Where are we today? This isn’t a book about what’s happened in the past. It’s about the Bucs in 2013. “The competition is good, but the injury has definitely set Lawrence back. We have to get him feeling good before we can make a fair judgment.”

domenica 4 agosto 2013

Warren Sapp, un Bucaniere nella HoF!


Warren Sapp "svela" il suo busto insieme alla figlia
Si è svolta nella giornata di ieri la tradizionale cerimonia che prevede, ogni anno, l'inserimento di alcune tra le più grandi leggende del football nella Hall of Fame di Canton (Ohio).

I Tampa Bay Buccaneers non hanno una rappresentanza numerosa, all'interno della HoF. Sino a ieri, c'era solo Lee Roy Selmon a  rappresentare i Bucs, ma adesso al grande #63 si è aggiunta un'altra nostra vecchia conoscenza: Warren Sapp!

Credo che tutti coloro che amano i Bucs sappiano - o dovrebbero sapere! - che cosa ha rappresentato questo giocatore per la nostra squadra. Sapp fu parte integrante di quel nucleo di fuoriclasse (insieme a lui, voglio citare Derrick Brooks, John Lynch, Ronde Barber, Mike Alstott) che consentirono a Tampa Bay di realizzare un "turnaround" che portò in pochi anni i Bucs da squadra barzelletta della Lega (quando Sapp venne draftato, Tampa Bay aveva una striscia aperta di oltre un decennio di stagioni consecutive con più di dieci sconfitte!) a team dominante dell'NFL, facendo dei Bucs una presenza quasi fissa ai playoff... il tutto, culminato con l'indimenticabile notte di San Diego, quel 26 gennaio 2003 in cui Tampa Bay, superando Oakland nel Super Bowl n.37, portò in Florida il primo e sino da ora unico Vince Lombardi Trophy della sua storia.

Non sono mancati i momenti di commozione per Sapp, durante il discorso che ogni membro della Hall of Fame è tenuto a svolgere nel corso della cerimonia. Warren ha ricordato i momenti difficili della sua infanzia, trascorsa in una baracca di Plymouth, sobborgo di Orlando, mantenuto a fatica insieme ai suoi numerosi fratelli e sorelle da una madre single, che l'ex DT #99 ha espressamente ringraziato nel suo discorso, con la voce incrinata dalle lacrime:
“I never played this game to get in the Hall of Fame,” Sapp said. “I played this game to retire my mother because my mother worked to the bone and I wasn’t going to allow her or myself to be in that position again.''

A introdurre Sapp sul palco è stata la figlia 15enne Mercedes, che ha così presentato il suo illustre genitore:
“My dad is way more to me than a dad. He’s a best friend, a motivator, an inspiration.”

Sapp ha poi voluto ringraziare le persone che maggiormente gli hanno consentito, ieri, di entrare tra gli immortali della Hall of Fame. Come ad esempio la famiglia Glazer, i quali appena diventati proprietari dei Bucs scelsero nel loro primo draft Derrick Brooks e Warren Sapp, nonostante i molti dubbi che aleggiassero su quest'ultimo, ritenuto sì un potenziale fuoriclasse ma anche un elemento problematico, essendo risultato - proprio alla vigilia del draft - positivo a test che evidenziavano l'uso di sostanze stupefacenti...

E invece, mai decisione si rivelò più azzeccata. Warren Sapp confermò sul campo di essere  un campione dalla classe infinita e fuori dal terreno di gioco dimostrò di non avere quella "testa calda" che aveva spinto tante squadra a bypassarlo al momento del draft...

Anche per chi non avesse mai avuto la fortuna di vederlo giocare, bastano alcune cifre per capire come questo giocatore abbia rappresentato per una decade il top assoluto, nel ruolo di Defensive Tackle: 
membro della All-Decade team per il periodo dal 1990 al 2000; Defensive Player of the Year nel 1999; vincitore del Super Bowl n.37; sette partecipazioni al Pro Bowl; e poi i  96 e 1/2 sacks registrai in carriera, che lo pongono al secondo posto assoluto tra i defensive tackle.

Tornando al discorso di Sapp, da segnalare anche il ringraziamento a Tony Dungy, il coach che ricoprì un ruolo fondamentale nella trasformazione dei Bucs in team vincente e nel fare di Sapp un fuoriclasse assoluto:
“I played for a lot of coaches in my day,” Sapp said. “When I got to the Tampa Bay Bucs in 1995, it was 11 straight double digit losing seasons. If you don’t know what that means, its 10 losses or more. It was a lot of losing and lot of bad times. But a young man walked in the door and he showed us structure and a path and a vision how to get it done day in and day out.”

Inevitabili poi i rignraziamenti per coach Jon Gruden, l'allenatore strappato a peso d'oro ai Raiders che nella stagione 2002 condusse i Bucs sul tetto del mondo, sconfiggendo in finale proprio Oakland:
“Jon Gruden, they sent two draft picks and $8 million (to the Raiders),” he said. “I had to walk into this man’s office every day and see what this man was, and he was something special. Boy, it was so fun to watch that offense get yelled at like we got yelled at on defense.”

Infine, Sapp ha voluto ricordare le parole della nonna, Rosie Lykes, che lo esortava a non dimenticare mai quali fossero le proprie origini, da cui tutto aveva avuto inizio:
“She said, 'Boy, don’t ever forget where you come from and I stand before you today, one humble, proud country boy from Plymouth, Florida. That’s right. The dirt. That dirt road was something rough, but sure turned it into something special.”

Warren Sapp.... personalmente ho avuto la fortuna di ammirarne le gesta sin dal suo esordio in NFL, ai tempi in cui i Bucs vestivano ancora in white and orange, sebbene all'epoca fosse una vera impresa procurarsi notizie, immagini e filmati relativamente al mondo NFL... dopo la prima stagione da rookie - il coach era Sam Whyche - di assestamento e con parecchi alti e bassi nel rendimento, ricordo che fu il 1996 (la prima stagione di coach Dungy e l'ultima con Bucco Bruce sul casco) l'anno in cui un po' tutti si resero conto che questo giocatore avrebbe scritto pagine molto importanti non sono nella storia dei Bucs ma in quella dell'NFL... e poi, voglio citare l'indimenticabile partita contro i San Francisco 49ers, nell'opener del 1997 (la prima gara con le nuove uniformi) in cui proprio Warren Sapp fu in grado da solo o quasi di demolire (anche fisicamente...) il team all'epoca più forte dell'NFL, i 49ers di Steve Young e Jerry Rice. Per chi avesse bisogno di una rinfrescata alla memoria, ecco il video con una breve sintesi di quello splendido match....buona visione! 

venerdì 2 agosto 2013

Un nuovo leader per la difesa: Dashon Goldson

Dashon Goldson
Dopo una settimana di training camp, c'è un giocatore che ha letteralmente preso in mano il suo reparto diventandone leader e punto di riferimento: si tratta di Dashon Goldson, la safety arrivata nel corso dalla free agency dai San Francisco 49ers, con i quali il giocatore era arrivato ad un solo passo dalla conquista dell'ultimo Super Bowl perdendo in finale contro i Baltimore Ravens.

E' proprio coach Schiano, dalle colonne del Tampa Bay Tribune, a sottolineare l'importanza della nuova safety dei Bucs:
“I think Dashon Goldson has taken the group over, for sure," said Schiano.  "He’s the man back there, running the show, which is what we anticipated and hoped for."

L'arrivo di Goldson a Tampa nel corso della free agency era stato forse un po' "oscurato" da quello di una superstar del calibro di Darelle Revis, che ha catalizzato l'attenzione dei media, togliendo le luci della ribalta all'ex giocatore dei 49ers.

Ma in questi giorni, con Revis ancora alle prese con la riabilitazione dall'infortunio al ginocchio e costretto a partecipare al training camp in maniera limitata, è stato proprio Goldson a guidare il gruppo dei defensive backs, diventandone in breve il punto di riferimento.

Ecco il pensiero di Dashon, circa il suo ruolo da "leader" della difesa dei Bucs:
“I take that leadership role very seriously," said the former San Francisco 49er. "I understand that I’m here to definitely help the younger guys out and definitely win football games around here. [That's how] I approach this practice field, and definitely when we’re in the classroom [I need] to show these guys how to approach this game. With Revis being down, I’ve got to step up and play a bigger role and just help out as a leader with experience.”

Dei 16 defensive backs attualmente a roster, la metà ha al massimo tre anni (o meno) di esperienza tra i PRO... inevitabile dunque per i nuovi arrivi Revis e Goldson ricoprire il ruolo di "guida" e di "esempio" per i compagni più giovani:
"The young players have responded very well," said Goldson.  "I think these guys do a great job of taking coaching, not just from the coaching staff but from the leaders at the same time.  They're not prima donnas out here.  These guys just want to win and want to get better, and that's a good start."

Ma nonostante la giovane età di buona parte del roster, l'obiettivo per Goldson è uno solo, e speriamo che sia di buon auspicio: vincere!
“They already had a young football team," said Goldson.  "They had a lot of very good talent.  The coaching staff is very motivated, wants to win and I think that was a good showing to me. The mindset of this football team, especially since I’ve got here, the work has been good. Everybody puts in the work, nobody complains. They all want to win and that’s what I want to do.”

giovedì 1 agosto 2013

Niente di grave per Clayborn (e Revis progredisce)

Clayborn in azione: sack + fumble!
La paura di perdere Adrian Clayborn per parecchio tempo, dopo averlo appena recuperato da un lunghissimo infortunio, era ieri tangibile nelle parole di Greg Schiano, che temeva di dover fare a meno per un lungo periodo di uno dei suoi defensive linemen più importanti.

Ma Greg Schiano  - e noi con lui - può tirare un sospiro di sollievo: nulla di grave per Adrian Clayborn, il cui problema all'inguine che ieri lo aveva costretto a interrompere gli allenamenti si è rivelato per fortuna di modesta entità.

Come conferma il coach, Clayborn rimarrà fuori solo alcuni giorni:
“It’s going to be a few days, but it’s not as bad as I originally thought,” Schiano said. “(Trainers) seem to think it won’t be as bad.”
Bene così, la linea difensiva di Tampa Bay non può permettersi il lusso di perdere uno dei suoi principali interpreti, a maggior ragione dopo averlo aspettato per quasi un anno visto che il buon Clayborn ha giocato solo tre partite nel corso del 2012, prima di finire in IR per un grave infortunio al ginocchio.

Nel frattempo, ci sono da registrare anche confortanti progressi da parte di un altro lungodegente in via di piena guarigione, il CB Darrelle Revis. L'ex fuoriclasse dei New York Jets si è allenato a pieno ritmo per il secondo giorno consecutivo, il che fa ben sperare per un suo completo recupero in vista dell'opener dell'8 settembre.

Infine, ecco le parole di coach Schiano relative proprio a Darrelle Revis e al suo percorso verso il pieno recupero:
"We’ll see how he feels tomorrow after stacking two days in a row,” Schiano said “When you press (receivers) and you torque, and your hands are on a guy and your legs are twisting, that’s different than running footwork drills,” Schiano said. “I think there’s steps and we just have to continue taking those steps. That’s why (when asked) will he play in the preseason or won’t he? How do you know? Because any one of these thresholds could – we’re hoping not but it could – push back on you and then you have to slow down.”