L'NFL ha reso noto che lo spareggio decisivo tra Bucs e Panthers per definire la vittoria nella NFC South, ed il conseguente accesso ai playoff, si giocherà sabato 3 gennaio, con il calcio d'inizio fissato per le 22:30 ora italiana.
Va ricordato comunque che, anche in caso di vittoria di Tampa Bay, affinché i Bucs possano vincere la NFC South sarà necessario che Atlanta perda almeno una delle prossime due partite, in casa con i Rams o in trasferta a New Orleans.
Un arrivo a tre infatti, con Panthers, Falcons e Buccaneers tutte a quota 8-9, premierebbe Carolina, che vincerebbe la Division e andrebbe ai playoff, anche in caso di sconfitta a Tampa nel match di sabato.
Ad ogni modo, comunque vada a finire lo spareggio del 3 gennaio, si può già tirare qualche conclusione su questa stagione dei Bucs.
Anche un fortunoso approdo ai playoff, per poi farsi spazzare via al primo turno da qualunque dovesse essere l'avversario, non cambierà quello che abbiamo visto sul terreno di gioco da settembre ad oggi.
L'inizio della stagione era stato incoraggiante, e dopo alcune fortunose vittorie (contro Falcons e Jets) erano arrivate le due W consecutive contro Seattle e San Francisco, due squadre molto forti, e questo aveva illuso un pò tutti che i Bucs potessero essere un team solido, sicuramente in grado di vincere in scioltezza la NFC South e di fare una discreta figura nella posteseason.
Dopo il "bye", invece, è andato tutto di male in peggio, e nonostante il recupero di alcuni illustri infortunati, la squadra ha iniziato a perdere, prima la fiducia in se stessa e poi le partite sul campo.
Le ragioni di questa crisi?
Difficile dirlo, sicuramente c'è stato un calo vistoso nel rendimento di Baker Mayfiled, decisivo per vincere le prime partite con finali travolgenti e purtroppo decisivo anche nelle ultime sconfitte, in cui nei minuti finali il nostro QB ha sparacchiato intercetti e perso palloni condannando la squadra alla sconfitta.
Sarebbe però ingeneroso puntare il dito contro Mayfield e considerarlo l'unico responsabile di questa disfatta; va infatti ricordato che Baker è spesso sceso in campo in condizioni fisiche precarie, e che la linea offensiva, da cui dipende in buona parte il rendimento del QB, da punto di forza è diventato uno dei punti di debolezza della squadra.
Decimata dagli infortuni, quasi mai la OL titolare è potuta scendere in campo, alcuni elementi (ad esempio il secondo anno Barton) non hanno certo disputato un buon campionato, e senza una OL forte che protegge il QB e apre varchi per i giochi su corsa, di strada se ne farà comunque poca.
Spero che Licht se ne ricordi quando in offseason, tra draft e free agency, si tratterà di "ricostruire" questa squadra, partendo proprio dalla OL.
A livello di WR ci sono giovani interessanti (Egbuka, McMillan) destinati a prendere il posto di vecchi draghi ormai a fine corsa o quasi (Evans, Godwin), mentre ci sarà bisogno di innesti importanti anche a livello di TE, altro reparto da rifondare quasi interamente.
Poi c'è il grande problema della difesa, che quest'anno, proprio sotto la guida di Bowles, ha fornito un rendimento pessimo, concedendo ad avversari, anche assai modesti, ripetuti big plays e continue chiusure di terzi down e lunghissimo.
La linea difensiva, senza Kancey, non mette pressione sul QB avversario, a livello di LB siamo pressoché a zero, con il buon Lavonte David che ormai ha quasi finito del tutto la benzina ma alle cui spalle c'è il vuoto totale, e per quanto riguarda la secondaria, tolto Winfield e in parte l'altra safety Smith, siamo quasi alla disperazione, tra veterani alla frutta (Dean) e giovani che non decollano (Morrison, Parrish).
Ma non è questo il momento dei bilanci definitivi, con un match decisivo (Atlanta permettendo) ancora da disputare.
Anche se l'impressione, forse non solo mia, è che la partita di sabato sia attesa non tanto con la speranza di vincere e andare ai playoff (per venire poi massacrati da Rams, 49ers o Seahawks?) quanto con un senso di "liberazione", perché si chiuderà finalmente un ciclo, quello di Todd Bowles come HC, che non credo possa essere riproposto dai Glazer anche nel 2026, dopo non solo le sconfitte in serie, ma proprio per il rendimento fornito dai Buccaneers in questa stagione.
A prescindere, ripeto, da come andrà a finire sabato lo spareggio con Carolina, per il 2026 a Tampa c'è bisogno di gente nuova, con idee brillanti e innovative rispetto a quelle (poche, improduttive e confuse) viste quest'anno e in grado di riaccendere entusiasmo in un ambiente "spento", bastava vedere ieri lo sguardo perso nel vuoto di Mayfield sulla sideline per rendersi conto di come ormai siano proprio i giocatori quelli a crederci meno di tutti...