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martedì 27 gennaio 2015

Quando i Bucs scelsero con la first pick overall...


Come è noto, quest'anno saranno proprio i Tampa Bay Buccaneers ad avere a disposizione la first pick overall del draft. E c'è dunque curiosità ed attesa per vedere in che modo i Bucs utilizzeranno l'opportunità di chiamare per primi assoluti, avendo la possibilità - in teoria - di portare a Tampa il miglior prospetto della classe 2015 dei rookie.

Si sa che il draft è tutto tranne che una scienza esatta, e non sempre scegliere per primi garantisce dal tenersi al riparo da giocatori che nel corso degli anni si riveleranno imprevedibili bust se non proprio assoluti bidoni...

Ma cosa è accaduto le altre volte che i Buccaneers hanno avuto a disposizione la first pick overall?

Di seguito, ecco un breve "riassunto" di come è stata impiegata la prima scelta assoluta da quando Tampa Bay entrò a far parte dell'NFL nel 1976, ottenendo la possibilità di chiamare per prima rispetto a Seattle, l'altro team entrato in NFL nello stesso anno e costretto a chiamare per secondo dopo aver perso con i Bucs il sorteggio per la first pick overall.

1976: Lee Roy Selmon, DE, Oklahoma
La prima volta chei Bucs ebbero a disposizione la scelta n.1 di un draft fu dunque nel 1976 e quell'anno in uscita dal college c'era un giocatore che aveva tutte le credenziali per diventare un futuro campione. Si trattava del DE Lee Roy Selmon, fenomeno all'università con la maglia di Oklahoma e prima scelta da parte di un expansion team che aveva lacune da colmare un po' in tutti i settori; inevitabile dunque andare sul prospetto più interessante, e cioè Lee Roy Selmon.

A quasi 40 anni di distanza questa chiamata rimane una delle migliori mai effettuate dai Bucs: Selmon si rivelò non solo un immenso campione sul terreno di gioco, al punto di meritarsi l'ingresso nella Hall of Fame nonostante un'intera carriera trascorsa sempre e solo indossando la maglia di un team che a quei tempi perdeva praticamente sempre, ma anche persona di grande spessore fuori dal campo ed esempio per la comunità di Tampa, che nel 1999 gli ha dedicato tra l'altro una superstrada che attraversa la città.

Un attacco cardiaco lo ha portato via nel 2011 a soli 57 anni, ma il suo ricordo rimarrà scolpito in eterno nella memoria di chi ama questi colori. Lee Roy Selmon, in tutti i sensi il numero 1.

1977: Ricky Bell, RB, University of Southern California
Dopo avere perso tutte e 14 le partite della loro stagione inaugurale in NFL, anche nel draft 1977 i Bucs ebbero a disposizione la first pick overall. Questa volta si decise di rinforzare l'attacco, optando per il RB Ricky Bell, da USC.

Dopo un inizio difficile, in un team con tantissimi problemi, Bell fu tra gli artefici della splendida stagione 1979, contribuendo a guidare i Bucs sino alla finale di Conference, al termine di un ottimo campionato in cui guadagnò su corsa ben 1.263 yards. Eccellente fu poi la sua prestazione proprio nella partita del Divisional Playoff 1979 contro gli Eagles: 142 yards in 38 portate e 2 TD, le cifre con cui Bell guidò Tampa Bay alla prima storica W in una partita di postseason.

Nel 1982 Bell andò a giocare a San Diego, ma le sue condizioni di salute lo costrinsero di lì a poco a lasciare il football, prima di spegnersi nel 1984 per una grave malattia.

1978: Trade down con gli Houston Oilers
Ebbene sì, anche nel 1978 - per il terzo anno consecutivo - i Bucs si ritrovarono la first pick overall a disposizione. Ma questa volta venne architettata una trade con gli Houston Oilers, che per avere la prima scelta assoluta (con cui portarono in Texas  il RB Earl Campbell), cedettero ai Bucs il TE Jimmie Giles più quattro scelte: primo e secondo giro del '78 più terzo e quinto del '79.

Con una delle scelte ricevute da Houston (quella al primo giro '78) i Bucs scelsero il QB Doug Williams, forse l'unico vero e proprio "franchise QB" nella storia del Team. Meno rilevanti furono i giocatori draftati con le altre pick ricevute da Houston, ma considerato che nel "pacco regalo" arrivato dal Texas in cambio della first pick overall i Bucs trovarono anche l'ottimo TE Jimmie Giles, questa trade down fu tutt'altro che negativa per Tampa Bay.

1984: Una prima scelta assoluta "regalata" ai Bengals
Nel 1983 i Bucs avevano bisogno di un QB che sostituisse Doug Williams; venne così presa una decisione rivelatasi poi disastrosa, e cioè quella di acquisire il QB dei Bengals Jack Thompson, soprannominato "The Throwin' Samoan" per via delle sue esotiche origini (nativo di Tutuila, American Samoa) un onesto mestierante o poco più, cedendo a Cincinnati la prima scelta del draft dell'anno seguente, il 1984. Peccato che poi quella scelta si sarebbe rivelata la prima chiamata assoluta dell'intero draft! I Bengals a loro volta cedettero la pick ai Patriots, e dunque New England ebbe la facoltà di chiamare per prima grazie alla pick dei Bucs, portando a Boston il WR Irving Fryar.

E' sempre pericoloso cedere una scelta di un futuro primo giro, e quanto accaduto ai Bucs lo conferma: in pratica venne "regalata" la scelta n.1 in cambio di Jack Thompson, un giocatore più o meno dello stesso mediocre livello di un Josh McCown qualsiasi...!

1986: Bo Jackson, RB, Auburn (che non giocò mai per i Bucs...)
Una delle pagine più basse toccate dai Bucs nei loro 40 anni di storia: il giocatore scelto da Tampa Bay con la prima scelta ssoluta, il RB Bo Jackson, si rifiutò infatti di giocare con i Bucs per dissidi insorti con il proprietario Hugh Culverhouse, e disse che avrebbe optato per una carriera da professionista nel mondo del baseball.

In realtà l'anno seguente Jackson, di nuovo eleggibile nel draft NFL, venne chiamato dai Raiders con i quali giocò alcune ottime stagioni, continuando a scendere in campo anche per i Kansas City Royals nella MLB.

Praticamente, una scelta sprecata per Tampa Bay; sarebbe stato grave anche al quinto o al sesto giro, figuriamoci se - come in questo caso - si trattava della first pick overall...

1987: Vinny Testaverde, QB, Miami 
L'ultima volta (prima del 2015...) che i Bucs scelsero per primi fu il 1987. Quell'anno la scelta andò su un QB, l'italo-americano Vincent Frank Testaverde, per tutti "Vinny". Che dire di Testaverde? Personalmente sono affezionato a questo giocatore, dato che era proprio Vinny il QB dei Tampa Bay Buccaneers che iniziai a seguire e dei quali divenni tifoso.

Va però obiettivamente riconosciuto che Testaverde non mantenne le promesse nè rivestì mai i panni del franchise QB o tantomeno quelli del campione che si sperava potesse diventare quando venne scelto. Ad ogni modo, Testaverde ebbe in NFL una carriera più che dignitosa e molto longeva, giocando - dopo i primi 6 anni di carriera trascorsi in Florida - per una decina di squadre ed è tuttora leader per quel che riguarda Tampa Bay nelle categorie di Pass attempts, Passing yards e - purtroppo - Interceptions.

2015: With the first pick, the Tampa Bay Buccaneers select...
Al 30 aprile mancano ormai tre mesi: un po' di pazienza e tra circa novanta giorni finalmente sapremo chi tra Marcus Mariota e Jameis Winston, ad oggi i principali candidati, sarà la first pick overall del draft 2015. A meno ovviamente di trade down o di sorprese dell'ultimo minuto, sempre dietro l'angolo. Nel frattempo, la "fan base" di Tampa sembra decisamente schierata a favore del QB di Florida State...

domenica 4 gennaio 2015

Scegliere un QB con la pick n.1: mossa inevitabile?

Non so se draftare un QB con la first pick overall sia una buona mossa oppure un grave errore, ma credo che alla fine sarà quasi inevitabile puntare su Mariota (oppure su Winston, se Smith preferisce questo tipo di giocatore).

Il punto è il seguente: o arriveranno offerte irrinunciabili da parte di una squadra che ha bisogno di un QB e che vuole assolutamente Mariota (ad esempio Philadelphia, allenata proprio dall’ex HC dei Ducks) e quindi andremo di trade down, oppure il QB lo prenderemo noi, anche perché altrimenti chi sarà il QB dei Tampa Bay Buccaneers per la stagione 2015?!

Mike Glennon? A Smith non piace, e dopo averlo tenuto a marcire per un campionato sulla sideline è probabile che venga svenduto nel corso della free agency per la solita quinta/sesta scelta.

Josh McCown? Il suo 2014 è stato un fallimento assoluto e non è più riproponibile, a meno che i Bucs non puntino alla first pick overall anche per il 2016 e intendano stabilire il record per minor numero di spettatori presenti al RJS.

E a questo proposito ricordiamoci che bisogna anche vendere biglietti e abbonamenti ai tifosi e l'"hype" che si creerebbe intorno alla squadra con Mariota o Winston non è nemmeno paragonabile alla "depressione" che ci sarebbe riproponendo il NON riproponibile McCown.

In teoria ci si potrebbe orientare su un free agent , ma i QB disponibili sono davvero pochi e soprattutto mediocri: Sanchez, Vick, Hoyer, Mallett... tutti giocatori di secondo piano o ormai prossimi alla pensione, di poco superiori a McCown e quindi inadatti sia a riaccendere entusiasmo tra i tifosi che a vincere qualche partita in più.

Poi c'è la "polpetta avvelenata" rappresentata da Jay Cutler, un "peso morto" di cui Chicago cercherà di liberarsi ed il cui assurdo contratto che scadrà al termine del 2020 prevede qualcosa come circa 15 milioni di media a stagione per i prossimi sei anni.

Ora, visto che qualcuno nel ruolo fondamentale di QB dovrà pur giocare, che nè McCown nè Glennon - sia pure per motivi diversi - sono riproponibili, che di FA appetibili non ce ne sono, che la priorità numero uno è tenersi lontani da Cutler, e che dopo una stagione deprimente come quella appena conclusa occorre ricreare entusiasmo tra i tifosi, beh, lo chiedo a voi: esiste una logica alternativa a quella di chiamare un giocatore diverso da Mariota o Winston con la prima scelta assoluta del prossimo draft?

mercoledì 31 dicembre 2014

First pick overall: come utilizzarla?

Da qui sino al 30 aprile, giorno in cui a Chicago avrà luogo la prima delle tre giornate in cui sarà articolato il draft 2015, credo che le discussioni intorno ai Tampa Bay Buccaneers verteranno quasi esclusivamente su un argomento ben preciso: come utilizzare nel miglior modo possibile la prima scelta assoluta?

Non capita spesso (per fortuna, direi...) che un team abbia a disposizione l'opportunità di chiamare prima di tutte le altre squadre. E' un vantaggio importante che deve essere sfruttato nel migliore dei modi, tenendosi lontano non solo dai "bidoni" ma anche dalle "scommesse", e cercando invece di scegliere un prospetto "sicuro" dotato di mezzi tecnici importanti, in grado di far compiere alla squadra che lo ha chiamato un importante salto di qualità.

Per quel che riguarda i Bucs e il draft 2015, direi che - ad oggi - le principali opzioni a disposizione di Smith e Licht sono le seguenti quattro...

Opzione 1: QB (Mariota o Winston)
Quello del QB, si sa, è un ruolo decisivo ma è altrettanto difficile capire se un giocatore che a livello collegiale sembra un fenomeno una volta entrato in NFL diventerà un campione o si rivelerà un flop.

Gli esempi, anche recenti, abbondano: uno dei giocatori oggi più "quotati" in questo ruolo, Russell Wilson dei Seahawks, nel 2012 è stato draftato solamente al terzo giro con la scelta n.75, eppure oggi è ritenuto elemento fondamentale della squadra che lo stesso Wilson cercherà di condurre alla vittoria nel secondo Super Bowl consecutivo.

E poi ci sarebbero mille altre esempi, passando da Tom Brady (un fenomeno) scelto solamente al sesto giro fino a JaMarcus Russell (un bidone) draftato nel 2007 dai Raiders con la first pick overall.

Fatta questa doverosa premessa e considerata la situazione precaria dei Bucs a livello di QB, un reparto in cui al momento abbiamo un veterano utile al massimo come backup (McCown) e un giovane (Glennon) che non rientra nei piani tecnici di Lovie Smith, se ci fosse un QB "sicuro" (l'Andrew Luck della situazione, per capirci) forse sarebbe opportuno puntare proprio su questo tipo di giocatore.

E' vero che le squadre si costruiscono dalle fondamenta (le due linee) e non dal tetto (il QB) ma se ci fosse la garanzia di avere la possibilità di sistemare le cose per un paio di lustri alla voce "quarterback", la scelta sarebbe quasi obbligata.

La vera domanda è, quindi, un'altra: Mariota (o Winston) sono due QB che offorno ampie garanzie, cioè due giocatori su cui puntare con una certa sicurezza ed in grado di consentire la copertura di un ruolo importante e delicato come quello del QB per i prossimi dieci anni?

Ecco, se la risposta per Smith e Licht è un sì (ma deve essere un "sì" molto convinto) allora si vada su Mariota (o Winston). Tra gli addetti ai lavori è il giocatore di Oregon, Marcus Mariota quello più quotato, anche se la "fan base" di Tampa Bay sembra invece preferire il prodotto di Florida State.

Non seguo il college football così da vicino per potermi sbilanciare in maniera netta a favore dell'uno o dell'altro, ribadisco soltanto che, se la prima scelta deve essere un QB, che si prenda questa decisione non solo per riportare entusiasmo tra i tifosi e vendere qualche biglietto in più (perché è ovvio che un QB accenda maggiore entusiasmo tra i fans rispetto ad un "oscuro" OL) ma perché si è convinti di avere tra le mani il prossimo "franchise QB".

Opzione 2: Trade Down
La trade down mi sembra un'alternativa interessante, considerate le vere e proprie "voragini" che dobbiamo colmare in  tanti reparti, ma solo ad una condizione: che ci sia qualche squadra disposta a cedere tanta, tantissima "roba" in cambio della prima scelta assoluta.

In altre parole, ci può anche stare che i Bucs si privino della first pick, ma solo se l'offerta è proprio irrinunciabile. Per dire, non accetterei mai una trade che ad esempio prevedesse come controparte un giocatore di grande classe ma ormai sul viale del tramonto... già me lo vedo Bill Belichick che offre ai Bucs un vecchio drago come Tom Brady in cambio della prima chiamata...! ;-)

In linea di principio prenderei quindi in considerazione l'ipotesi della trade down se un team offrisse molte scelte e molto interessanti, magari articolate in più anni un po' come accadde ai Rams, ricoperti di tante ottime pick per cedere ai Redskins la scelta che poi consentì a Washington di chiamare RG III. Per la precisione, gli Skins pur di arrivare a RGIII cedettero ai Rams le loro first-round pick del 2012 (No.6 overall), del 2013 (No.22 overall), e del 2014 (No.2 overall), oltre alla loro second-round pick del 2012 (No.39 overall). Non male... (dal punto di vista di St. Louis, ovviamente!).

Ad esempio, se un GM di un'altra squadra chiamasse Smith e Licht mettendo sul piatto della bilancia un'offerta simile o comunque un numero rilevante di scelte sia del draft 2015 che di quello del 2016 in cambio della first pick overall di quest'anno, non so se accetterei, ma di sicuro valuterei la proposta in questione con estrema attenzione.

Opzione 3: Offensive Lineman
Il discorso cambia se Licht e Smith ritengono invece che Mariota e Winston rientrino nella categoria dei Geno Smith e degli E.J. Manuel e se nessuna altra squadra farà offerte importanti per una trade down; in questo caso, direi che la scelta sarebbe quasi obbligata.

La linea offensiva dei Bucs va rifondata e avere la possibilità di chiamare al primo giro un OL in grado di puntellarla per la prossima decade (magari avendo la fortuna di pescare il prossimo Paul Gruber, per citare forse il migliore OL mai scelto dai Bucs) sarebbe un ottimo modo di impiegare la first pick.

Anche qui, il discorso necessita di una premessa doverosa: vista l'importanza della pick di cui stiamo parlando, è ovvio che non sono ammesse "leggerezze" da parte di HC e GM, che dovranno pescare solo giocatori "certi" e in grado di offrire da subito un contributo importante alla causa, non "promesse" magari dall'ottimo potenziale ma ancora tutte da sviluppare.

Opzione 4: Defensive Lineman
Infine, l'ipotesi che credo sia quella meno probabile, anche se non la escluderei in assoluto: se ci fosse un nuovo Clowney, la prima scelta assoluta dello scorso anno, sarebbe il caso di portarlo a Tampa oppure no?

Il punto è che anche la DL ha bisogno di innesti importanti, ma utilizzare proprio la prima scelta assoluta per un uomo di linea difensiva potrebbe essere un azzardo eccessivo, a meno che non ci sia tra i rookie il "fenomeno" indiscusso e indiscutibile, quello da prendere senza esitare perché in grado di fare reparto da solo.

Considerato che non mi sembra che tra i giocatori che verranno draftati ad aprile ci sia il prossimo Lee Roy Selmon, ritengo l'ipotesi di orientarsi su un DL quella meno probabile di tutte, anche se in qualche modo, magari tramite free agency, sarà di assoluta importanza rinforzare la linea difensiva soprattutto a livello di defensive end.


Bene, queste sono a mio avviso le ipotesi più probabili che si potranno verificare ad aprile, perlomeno in questo preciso momento. Poi, è evidente che nei 120 giorni che mancano da oggi al 30 aprile potranno accadere colpi di scena, sorprese e magari si concretizzerà un'ipotesi diversa da quelle che ad oggi appaiono le più probabili. L'importante è evitare colpi eccessivamente a sorpresa, che so, ad esempio usare la prima scelta assoluta per draftare un RB, vero Lovie?! ;-)

domenica 28 dicembre 2014

Missione compiuta, la first pick overall è dei Bucs!

Essere costretti a fare il tifo contro i propri colori sperando in una rimonta - poi concretizzatasi - degli storici rivali dei New Orleans Saints: anche a questo siamo stati costretti, nell'orribile campionato 2014 che per fortuna, da stasera, ci lasciamo alle spalle e mandiamo definitivamente in archivio.

I Bucs riescono dunque nella non facile impresa di perdere anche contro i peggiori New Orleans Saints degli ultimi anni, una squadra molle, opaca persino nei suoi elementi migliori,con Brees intercettato per ben tre volte e il TE Graham, di solito letale, stasera limitato a 54 yards ricevute dalla difesa dei Bucs.

Ma andiamo con ordine: nel primo tempo Tampa Bay sembra una squadra "vera", la difesa è aggressiva e reattiva, il gioco sulle corse funziona, Doug Martin sembra quello del 2012, e Mike Evans, ben spalleggiato da Vincent Jackson, conferma di essere un fuoriclasse, mettendo a segno il TD stagionale n.12.

Si va all'intervallo con i Bucs avanti e in apparente controllo del match, ma nel secondo tempo è tutta un'altra musica. Mike Evans e Vincent Jackson rimangono sulla sideline, Martin e Sims vengono impiegati ma senza più buoni guadagni e l'attacco di Tampa Bay non combina più nulla di decente. Dall'altra parte, Brees e i suoi fanno davvero il minimo indispensabile, che è comunque sufficiente per arrivare a segnare il TD del sorpasso: 21-20 per New Orleans a meno di due minuti dalla fine.

Riusciranno i Bucs a mettere in piedi il drive della contro-rimonta? Ovviamente no, McCown incassa una safety e la partita si chiude con la vittoria per 23-20 dei Saints, con Tampa Bay che afferra la first pick overall del prossimo draft. Credo che nella postazione del GM Licht, più volte inquadrato dalla FOX nel corso della telecronaca, al momento della safety abbiano iniziato a stappare le bottiglie tenute in serbo per le grandi occasioni...! ;-)

Vincere stasera sarebbe stata una beffa, e per un bel po' sembrava che i ragazzi in Red and Pewter potessero farcela a concludere la stagione con quello che sarebbe stato un clamoroso autogol. Ma niente paura: nel secondo tempo ci ha pensato il solito McCown (anche stasera il migliore in campo, ovviamente per gli avversari) a rimettere le cose a posto; un intercetto, una safety, e alla fine è arrivata l'unica buona notizia di questo campionato da dimenticare. Al draft 2015 sarà Tampa Bay a chiamare per prima assoluta, a meno di eventuali trade down.

Nelle prossime settimane sarà tempo di bilanci, adesso godiamoci la first pick overall e, con essa, la speranza che il 2015 possa essere un anno di "rinascita" per i nostri amati Bucanieri. Abbiamo davvero toccato il fondo quest'anno, inanellando sconfitte a raffiche accompagnate da prestazioni ingloriose. Adesso è arrivato tempo di rimboccarci le maniche e di iniziare la risalita: GO BUCS, ora e sempre!