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sabato 28 gennaio 2023

Sembra ieri, ma sono trascorsi 20 anni: il trionfo dei Bucs nel SB n.37

Sembra ieri, tanto sono ancora vivi e nitidi i ricordi di quella magica notte, anche se sono ormai trascorsi vent'anni dal 26 gennaio 2003 e dal primo Super Bowl vinto dai Tampa Bay Buccaneers.

A San Diego, i Bucs superarono gli Oakland Raiders in un match a senso unico, concluso con il punteggio di 48-21. 

Il Super Bowl n.37 segnò in un certo senso anche l'inizio della fine di quella squadra, che nella stagione seguente non riuscì a raggiungere i playoff e che di lì a breve avrebbe iniziato a perdere pezzi importanti della sua insuperabile difesa (Sapp, Lynch), il reparto che di fatto aveva reso possibile l'impresa di laurearsi World Champions. 

L'unico rammarico, semmai, può essere quello di avere messo in bacheca un solo SB, considerata la forza di una difesa che poteva schierare Hall of Famers del calibro di Derrick Brooks, Warren Sapp, John Lynch e fuoriclasse quali Simeon Rice e Ronde Barber.   

Per ricordi e impressioni riguardanti il Super Bowl n.37 vi rimando a questo LINK, con approfondimenti su quella indimenticabile prima volta in cui i Bucs salirono sul tetto del mondo!

martedì 26 gennaio 2021

18 anni fa, oggi: il trionfo dei Bucs nel SB n.37

Il 26 gennaio 2003 - esattamente 18 anni fa - i Tampa Bay Buccaneers si aggiudicavano il Super Bowl n.37, schiantando gli Oakland Raiders con il punteggio di 48-21, al termine di un'entusiasmante match e di una ancor più magica stagione.

Pensare, alla vigilia dell'attuale campionato, che i Bucs edizione 2020 sarebbero riusciti ad arrivare a giocarsi un altro Super Bowl, era ritenuta un po' da tutti - tanto dai tifosi quanto dagli addetti ai lavori - una follia, anzi, un'ipotesi del genere (i Bucs al Super Bowl!) non era nemmeno presa in considerazione. 

Nella NFC erano ben altre le squadre candidate ad arrivare fino in fondo, ed invece, contro ogni pronostico, tra due settimane saranno proprio i Buccaneers a disputare il secondo Super Bowl della loro storia.

Per ricordi e impressioni riguardanti il Super Bowl n.37 vi rimando a questo LINK, sperando sia di buon auspicio in vista di quello che i ragazzi in Red and Pewter andranno a giocarsi tra una decina di giorni... GO BUCS!

domenica 26 gennaio 2020

26 gennaio 2003, quando erano i Bucs a vincere il Super Bowl...

Sono trascorsi ben 17 anni dall'ormai remoto 26 gennaio 2003, quando i Tampa Bay Buccaneers conquistarono la vittoria più  importante della loro storia laureandosi con pieno merito "World Champions", superando nel Super Bowl n.37 - con il netto punteggio di 48-21 - gli Oakland Raiders al Qualcomm Stadium di San Diego.

Fa sempre piacere ricordare un simile trionfo, che molte altre squadre NFL possono solo sognare (Falcons e Panthers ad esempio, tanto per restare a due nostre rivali di Division) ma sarebbe anche giunto il tempo di rinnovare simili fasti.

Tampa Bay è approdata per l'ultima volta alla postseason al termine della stagione 2007(!), e per l'ultima "W" dei Bucs in un match di playoff bisogna addirittura ritornare al 26 gennaio 2003 di cui sopra, davvero un'eternità.... da allora solo delusioni in serie e tante, troppe, stagioni perdenti.

Per ricordi e impressioni riguardanti il Super Bowl n.37 vi rimando a questo LINK, con la speranza, prima o poi, di poter tornare a commentare se non un simile trionfo quantomeno una partita di playoff, fosse anche solo un wild card game...

sabato 26 gennaio 2019

Super Bowl n.37, sedici anni fa i Bucs sul tetto del mondo


Sono trascorsi ben sedici anni da quell'ormai lontano 26 gennaio 2003, quando i Tampa Bay Buccaneers conquistarono la vittoria più  prestigiosa della loro storia laureandosi con pieno merito "World Champions", superando nel Super Bowl n.37 - con il netto punteggio di 48-21 - gli Oakland Raiders al Qualcomm Stadium di San Diego.

Sono proprio tanti (e indimenticabili) i ricordi di quella notte californiana, che segnò l'apoteosi per i Buccaneers di Sapp, Brooks, Alstott, Lynch, Rice, Barber, K. Johnson... un gruppo di formidabili campioni che a cavallo tra gli anni '90 e i primi anni '00 regalò a Tampa Bay i successi più importanti.

E il trionfo del Qualcomm Stadium fu davvero indimenticabile, se ancora oggi - e siamo arrivati a 16 anni dal 26/01/2003 - l'emozione è davvero intensa nel ricordare quella vittoria, ed è inevitabile chiedersi se (anzi: quando!) avremo nuovamente l'occasione di riassaporare simili sensazioni e di rivedere i ragazzi in Red and Pewter sfilare per le strade di Tampa alzando al cielo il Vince Lombardi Trophy...

Per ricordi e impressioni riguardanti il Super Bowl n.37 vi rimando a questo LINK, con la speranza, prima o poi, di poter tornare a commentare se non un simile trionfo quantomeno una partita di playoff, fosse anche solo un wild card game...

venerdì 26 gennaio 2018

Super Bowl XXXVII, oggi si celebra l'anniversario n.15


Oramai sono quindici, gli anni trascorsi da quando - era il 26 gennaio 2003 - i Tampa Bay Buccaneers conquistarono la vittoria più bella laureandosi con pieno merito "World Champions", superando per 48-21 gli Oakland Raiders al Qualcomm Stadium di San Diego.

Considerata che quella contro i Raiders rimane ad oggi l'ultima vittoria dei Bucs in un match di  playoff, sarebbe anche giunta l'ora di rinnovare i fasti di quei giorni tanto gloriosi quanto lontani.

Il "turnaround" realizzato quest'anno dai Jaguars, per un decennio squadra materasso ed arrivata nella stagione in corso ad un passo dal Super Bowl, conferma che tutto è possibile; e chissà che anche i nostri amati Bucanieri, prima di quanto si possa pensare, non dico possano arrivare nuovamente a giocarsi un Super Bowl ma quantomeno a disputare dei dignitosi playoff...

Tornando a quindici anni fa, sono davvero tanti e meravigliosi i ricordi di quella magica notte di San Diego, che segnò l'apoteosi per i Buccaneers di Sapp, Brooks, Alstott, Lynch, Rice, Barber, K. Johnson... un gruppo di formidabili campioni che a cavallo tra gli anni '90 e i primi anni '00 regalò a Tampa Bay i successi più importanti.

E il trionfo del Qualcomm Stadium fu davvero indimenticabile, se ancora oggi - e siamo arrivati a 15 anni dal 26/01/2003 - l'emozione è davvero intensa nel ricordare quella vittoria, ed è inevitabile chiedersi se (anzi: quando!) avremo nuovamente l'occasione di riassaporare simili emozioni e di rivedere i ragazzi in Red and Pewter sfilare per le strade di Tampa insieme al Vince Lombardi Trophy...

Per ricordi e impressioni riguardanti il Super Bowl n.37 vi rimando a questo LINK, con la speranza, prima o poi, di poter tornare a commentare se non un simile trionfo quantomeno una partita di playoff, fosse anche solo un wild card game...

giovedì 26 gennaio 2017

Super Bowl n.37, anniversario numero 14





























Quattordici anni fa - era il 26 gennaio 2003 - i Bucs  scrivevano la pagina più bella della loro storia, alzando al cielo il Vince Lombardi Trophy a conclusione del Super Bowl n.37, dominato dai ragazzi di Jon Gruden nei confronti di quella che sino all'anno precedente era stata proprio la squadra allenata da Gruden, gli Oakland Raiders.

Sono tanti e meravigliosi i ricordi di quella magica notte di San Diego, che segnò l'apoteosi per i Buccaneers di Sapp, Brooks, Alstott, Lynch, Rice, Barber, K. Johnson... un gruppo di formidabili campioni che a cavallo tra gli anni '90 e i primi anni '00 regalò a Tampa Bay i successi più importanti.

E il trionfo del Qualcomm Stadium fu davvero indimenticabile, se ancora oggi - ormai a 14 anni di distanza - l'emozione è davvero intensa nel ricordare quella vittoria, e in casi come questo è inevitabile chiedersi se avremo nuovamente l'occasione di riassaporare simili emozioni e di rivedere i ragazzi in Red and Pewter sfilare per le strade di Tampa insieme al Vince Lombardi Trophy...

Per ricordi e impressioni riguardanti il Super Bowl n.37 vi rimando a questo LINK, con la speranza, prima o poi, di poter tornare a commentare se non un simile trionfo quantomeno una partita di playoff, fosse anche solo un wild card game, dei nostri sempre amati Bucanieri...

martedì 26 gennaio 2016

26 gennaio 2003: tredici anni fa la vittoria più bella...!



Ricorre oggi il tredicesimo anniversario della vittoria più bella nella 40ennale storia dei Tampa Bay Buccaneers: il Vince Lombardi Trophy alzato al cielo in quella magica notte di San Diego segnò l'apogeo per i Bucs di Sapp, Brooks, Alstott, Lynch, Rice, Barber... un gruppo di Campioni che tra la fine degli anni '90 e i primi anni '00 regalò a Tampa i successi più belli.

E il trionfo del Qualcomm Stadium fu davvero indimenticabile, se ancora oggi - a 13 anni di distanza - l'emozione è ancora così intensa nel ricordarlo, e in ricorrenze come questa viene da chiedersi se avremo mai la possibilità di rivedere la nostra squadra riportare in Florida il VLT...

Per ricordi e impressioni riguardanti il Super Bowl n.37 vi rimando a questo LINK, con la speranza, prima o poi, di poter tornare a commentare se non un simile trionfo quantomeno una partita di playoff, fosse anche solo un wild card game, dei nostri amati Bucanieri...


lunedì 26 gennaio 2015

26 gennaio 2003, i Bucs sul tetto del mondo!

Era il 26 gennaio 2003, esattamente dodici anni fa, quando nella memorabile notte californiana di San Diego i Buccaneers demolirono i Raiders, portando in Florida il meritatissimo titolo di World Champions. Il trionfo arrivò al termine di una serie di play-off davvero esaltante: prima il divisional stravinto con i '49ers di Jeff Garcia, poi l'impresa in quel di Philadelphia espugnando contro pronostico il Veterans Stadium e infine l'apoteosi del Qualcomm Stadium... Tampa Bay 48, Oakland 21: game, set, match!


Per evitare di ripetere i medesimi concetti, ecco il link di un post relativo proprio al SB n.37, pubblicato qualche tempo fa... idee, emozioni e parole sono sempre quelle, l'unica cosa da fare è aggiornare l'anniversario: dodici mesi fa eravamo qui a ricordare gli undici anni dalla notte magica di San Diego e oggi siamo arrivati a quota dodici... chissà se - e quando - riusciremo a rivivere quelle incredibili emozioni e a rivedere il vascello pirata in "Red and Pewter" nuovamente sul tetto del mondo...!

domenica 26 gennaio 2014

Oggi, undici anni fa...

Ventisei gennaio, una data indimenticabile nella Storia dei Tampa Bay Buccaneers. Esattamente undici anni fa, il 26-01-2003, i Bucs vinsero infatti il loro primo - e sino ad ora unico - Super Bowl, superando in una avvincente partita gli Oakland Raiders. Per i ricordi di quella notte leggendaria, vi rimando a quello che scrissi un paio di anni fa... per il resto, speriamo prima o poi di poter rivivere nuovamente le stesse meravigliose ed entusiasmanti emozioni di quell'ormai lontano 26 gennaio 2003, quando Tampa Bay salì sul tetto del mondo... GO BUCS!

26-01-2003, l'esultanza di Jon Gruden e Malcolm Glazer

sabato 11 maggio 2013

Cosa fanno oggi gli "eroi" del Super Bowl n.37?

Il numero di SI relativo al SB n.37
Ronde Barber, fino a pochi giorni fa, era un po' "l'ultimo dei Mohicani", e cioè  il solo giocatore ancora in attività tra gli "eroi" che il 26 gennaio 2003 conquistarono il primo (ed unico) Vince Lombardi Trophy nella storia dei Tampa Bay Buccaneers.

Ma che cosa fanno oggi e dove sono finiti i membri di quella mitica squadra? Il Tampa Bay Times ha cercato di rispondere al quesito, relativamente ai principali protagonisti dei fantastici Bucs 2002/03.

Cominciamo dal coaching staff:

Jon Gruden, Head Coach: "Chucky" lavora in televisione come analista per ESPN ed in particolare commenta le partite del Monday Night Football.

Monte Kiffin, Defensive Coordinator: Il "guru" della imperforabile difesa di quei Buccaneers è appena tornato (alla non tenerissima età di 73 anni) in NFL: dalla prossima stagione Kiffin ricoprirà infatti il ruolo di DC per i Dallas Cowboys.

Passiamo ai giocatori dell'attacco, iniziando dal QB:

Brad Johnson, QB: è assistente allenatore presso una high-school di Bogart (Georgia), la Prince Avenue Christian. A proposito di Brad Johnson, segnalo un interessante articolo (questo è il LINK), circa le conseguenze (durissime, da un punto di vista fisico) di una carriera di football tra i PRO...

Mike Alstott, FB: il grande "A-Train" ha da poco iniziato la carriera di allenatore. Oggi è Head Coach di una High School a St. Petersburg, i Northside Christian Mustangs.

Keyshawn Johnson, WR: il talentuoso quanto problematico Keyshawn fa parte degli analisti di ESPN, lo stesso network in cui lavora Jon Gruden (epici, ai tempi, gli scontri tra KJ e HC).

Joe Jurevicius, WR: oggi il WR di origine lituana vive e lavora a Cleveland, è uscito dal mondo dal mondo del football ed è diventato un vero e proprio "businessman".

Keenan McCardell, WR: è invece rimasto nell'ambiente Keenan McCardell, il cui ultimo impiego è stato quello di WR coach per i Washington Redskins, sino al gennaio 2012.

Per finire, ecco i membri della difesa, partendo da un Hall of Famer, Warren Sapp #99:

Warren Sapp, DT: QB Killa è analista di NFL Network, e per lui si prospetta un 2013 ricco di importanti riconoscimenti: prima (in agosto) l'ingresso nella Hall of Fame di Canton, e poi (a novembre) quello nel Ring of Honor dei Bucs, insieme al ritiro della jersey #99.

Derrick Brooks, LB: se Sapp è già Hall of Famer, Brooks sarà "eleggibile" per entrare a Canton a partire dal prossimo anno, chissà che il #55 non raggiunga presto proprio il #99... oggi Brooks è co-proprietario e presidente dei Tampa Bay Storm, una squadra della Arena Football League.

Shelton Quarles, LB: Quarles è rimasto presso i Buccaneers, dove ricopre oggi il ruolo di "Coordinator of pro scouting", in pratica è responsabile della attività di "scouting" degli avversari dei Bucs ma si occupa anche di workouts" di giocatori, valutazione di free agents e trade.

Simeon Rice, DE: Terminata la carriera nel football, Rice è passato dallo sport allo spettacolo, creando una propria casa discografica, la "Lucid Dream Entertainment" e occupandosi anche di film dirigendo nel 2011 la pellicola "When I Was King".

John Lynch, S: l'ex safety da Stanford è oggi apprezzato analista di FOX sports e non è raro sentire i suoi commenti proprio durante le partite dei Bucs, spesso affidategli dal Network che segue da vicino la NFC, la conference di Tampa Bay.

Dexter Jackson, S: e l'MVP a sorpresa del Super Bowl n. 37 che fine ha fatto? Sposato e con quattro figlie, Jackson svolge una attività decisamente "nobile", visto che lavora per una organizzazione non-profit di Tampa, la "Mental Health Caree", che si occupa di fornire assistenza a bambini alle prese con gravi problemi.

E - in conclusione - che dire di un certo Ronde Barber, CB? Beh, fino a ieri giocava (ancora benissimo) a football, chissà dove rivedremo l'ex #20, se su una sideline nei panni di allenatore o in un box televisivo come analista o commentatore...

Ad ogni modo, in bocca al lupo a tutti i vecchi "eroi" del 2003, chi può dire se e quando i Buccaneers avranno nuovamente uno squadrone ai livelli della "Invencible Armada" di dieci anni fa.... ah, che nostalgia! ;-)

sabato 26 gennaio 2013

26-01-2003, quando i Bucs diventarono Leggenda!

Super Bowl n.37, l'anello di World Champions!
Sono trascorsi esattamente dieci anni - era il 26 gennaio 2003 - da quando i Buccaneers salirono sul tetto del mondo, sgretolando i Raiders e diventando con pieno merito World Champions... e preferisco tacere sulla montagna di idiozie raccontate in questi giorni dall'ex WR di Oakland, Tim Brown, a cui evidentemente quel KO fa ancora malissimo...

Noi, invece, godiamo ancora tanto, ogni volta che rivediamo le immagini di quella partita, sublimata dall'intercetto di Derrick Brooks riportato in endzone, che chiuse definitivamente il match mettendo fine a un tardivo tentativo di rimonta orchestrato da Rich Gannon.

Per evitare di ripetere i medesimi concetti che scrissi il 26 gennaio di un anno fa, vi rimando al link del post in questione... idee, emozioni e parole sono sempre quelle, l'unica cosa da fare è aggiornare l'anniversario: dodici mesi fa eravamo qui a ricordare i nove anni dal trionfo, e oggi siamo arrivati a quota dieci.... riusciremo mai a rivedere di nuovo i nostri colori così in alto?!

Nella speranza che ciò - prima o poi - possa davvero accadere, non ci resta che ricordare il trionfo di quella notte magica di San Diego, quando i Bucs diventarono "Leggenda"...

lunedì 10 dicembre 2012

Il modo peggiore per onorare i Campioni di ieri

Il WR Vincent Jackson in azione
Mi riesce difficile tornare a parlare del match di ieri, o quantomeno farlo senza ricorrere a insulti e turpiloquio, sebbene ormai "a mente fredda" si dovrebbe essere più lucidi e l'arrabbiatura essere ormai passata del tutto.

E invece no, proprio per niente. Perché - al di  là della sconfitta - è il modo in cui ieri i Tampa Bay Buccaneers sono scesi in campo ed hanno giocato per buona parte dell'incontro a non essere in alcuna maniera nè scusabile nè ammissibile.

L'impressione che ho avuto è che l'approccio alla partita sia stato del tutto sbagliato. i Bucs sono entrati in campo deconcentrati, sicuri di fare a pezzi un avversario che un po' tutti descrivevano come un team ormai allo sbando, reduce da otto sconfitte consecutive, e che si sarebbe consegnato senza troppi problemi a Freeman e soci.

Ma nella NFL di oggi, senza la "belvaggine", ossia quella sana cattiveria che potremmo anche chiamare "killer instinct" non si vince mai, contro nessuno. E si rimediano invece figure ridicole come quella di ieri, in cui siamo riusciti a scrivere una ulteriore "pagina della vergogna", come se nella storia dei Bucs non ce ne fossero già sin troppe di sconfitte brucianti e umilianti.

Chi salvare, ieri? Nessuno, a partire dallo staff tecnico. Se quella (non) vista ieri è la carica che Schiano riesce a infondere ai giocatori, beh...auguri! Al di là poi di errori gravissimi proprio dal  punto di vista della gestione della partita, come quello di non lanciare nel terzo down cruciale del match, preferendo la corsa di Martin solo per far sprecare a Phila l'ultimo timeout; "mezzucci" simili forse funzionavano nel football degli anni ottanta, non certo in quello di oggi.  Soprattutto, con la difesa che ci ritroviamo e con una secondaria che concederebbe 400 yards a qualsiasi QB avversario, che senso può avere quello di giocare un terzo e otto solo allo scopo di... riconsegnare la palla agli avversari?!

E poi, le imbarazzanti prestazioni di attacco, difesa e special team (come si fa a calciare un punt in quel modo, nel momento più importante della partita...).

Da un lato, in attacco, abbiamo giocato solo per un quarto. Un po' pochino, dato che mi risulta che le partite siano articolate su ben quattro, di quarti....  e in quanto alla difesa, ci siamo fatti massacrare nientemeno che da Nick Foles (chi?), che nell'ultimo quarto ha irriso la nostra secondaria, incapace persino di tenere in mano i palloni che Foles gli tirava in mano (vero, Gorrer?). Abbiamo concesso anche a Foles di banchettare ai danni delle nostre secondarie, facendogli lanciare per quasi 400 yards e 2 TD... roba da matti!

Ecco, sia poi chiaro che la prestazione offerta da chi ieri è sceso in campo non merita alcuna scusa: non voglio sentire parlare di infortuni o chiamate arbitrali dubbie.... tutte le squadre a questo punto della stagione hanno perso giocatori importanti e di errori degli arbitri ieri non se ne è vista l'ombra; purtroppo, siamo stati noi a commettere penalità assurde, tipo rimanere in campo in 12 o farci fischiare un'holding dietro l'altro.....

Spiace, infine, dover constatare come da ormai un mese si debbano registrare passi indietro giganteschi, da parte della squadra. Dove è finito l'attacco che funzionava alla perfezione? L'abbiamo lasciato in California, all'Oakland Coliseum? In quanto alla difesa, ormai è inutile avere un muro insuperabile contro le corse, se tanto poi anche l'ultimo arrivato, il Foles di turno, può lanciare contro i nostri DB con la disinvoltura di un Dan Marino o di un Brett Favre.

Tutto questo, nel giorno in cui sono tornati a Tampa i Campionissimi del 2002, e l'inevitabile paragone tra i giganti di ieri e le mezze cartucce di oggi, è davvero triste e impietoso.

Chiudo proprio con una carrellata  delle foto più belle degli "eroi" del 2002, un modo come un altro per cercare di allontanare il ricordo del match con gli Eagles, davvero una delle partite più allucinanti mai viste in tanti anni di football...

Cominciamo da sabato sera: il team del 2002 si ritrova a One Buc Place: Jon Gruden "chiama" il brindisi...

...e come sempre, c'è il grande John Lynch nel cuore dell'huddle: one, two, three BUCS!

Foto di gruppo, dieci anni dopo, dei "reduci" del 2002

Forse, i due più grandi di tutti e di sempre: Derrick Brooks e Warren Sapp!

Brad Johnson, Simeon Rice, Keyshawm Johnson...  eh (sospirone...) che tempi!

Probabilmente la scena più bella dell'intero pomeriggio: Jon Gruden e Keyshawn Johnson, all'epoca spesso protagonisti di litigi furiosi e feroci, si abbracciano sul prato del Raymond James Stadium!

L'Head Coach dei Tampa Bay Buccaneers corre stringendo tra le mani il Vince Lombardi Trophy... quando i Bucs erano Leggenda!

sabato 8 dicembre 2012

In streaming sul sito ufficiale la "festa" di domenica

26-1-2003: I Bucs hanno vinto il Super 
Bowl n.37, e coach Jon Gruden esulta...
Sarebbe proprio bello, domenica prossima, essere presenti al Raymond James Stadium. Per seguire dal vivo la partita con gli Eagles, certo, ma anche per salutare e tributare un caloroso omaggio ai grandissimi Bucanieri che nella stagione 2002 vinsero il primo (e finora unico) Super Bowl nella storia di Tampa Bay.

Nel corso dell'halftime della partita con Phila, infatti, ci sarà una vera e propria festa, con quasi tutti i giocatori e lo staff tecnico di quei Bucs edizione 2002, che saranno presenti al RJS per celebrare il decennale di quella storica impresa.

I tifosi più giovani, o che da meno tempo seguono le sorti di Tampa Bay, forse conosceranno solo i nomi più illustri di quei "grandissimi", quali Brooks o Alstott, Lynch o Sapp, ossia coloro che prima o poi sono destinati a entrare a Canton nella Hall of Fame del football PRO.

Ma accanto a questi grandi campioni, domenica pomeriggio rivedremo sfilare sul terreno di gioco anche giocatori meno "celebri" ma non per questo meno importanti per la conquista del Vince Lombardi Trophy, dal QB Brad Johnson al RB Michael Pittman, dai due WR Joe Jurevicius e Keenan McCardell all'MVP a sorpresa di quel SB, la safety Dexter Jackson. Tutti nomi che - per chi quella notte del 26 gennaio 2003, trascorsa soffrendo e poi esultando davanti alla TV, se la ricorda ancora molto bene - evocano dolcissimi, e speriamo non irripetibili, ricordi.

Ho scritto "rivedremo" perché, anche non potendo essere fisicamente presenti al RJS, domenica prossima il sito ufficiale buccaneers.com trasmetterà in diretta streaming la "cerimonia" che avrà luogo nel corso dell'halftime. Per cui, consiglio caldamente a tutti, una volta terminati i primi due quarti di TB-PHI, di spostarsi dal Game Pass (o da dove voi guardiate i match...) al sito ufficiale: rivedere tutti insieme i componenti di quella grandissima squadra è, per chi ama il Red & Pewter, un appuntamento semplicemente imperdibile!

Intanto, la squadra che vinse il Super Bowl n.37 un altro mezzo miracolo lo ha già compiuto: grazie al ritorno di tanti giocatori così amati, è già stato venduto oltre l'85% dei biglietti e non è da escludere che domenica si possa finalmente registrare addirittura un "tutto esaurito"... il che sarebbe, è proprio il caso di dire, "clamoroso al Raymond James Stadium"!

mercoledì 25 luglio 2012

9 dicembre 2012, omaggio ai Campioni del SB 37

NFC Championship 2002: Ronde Barber corre verso la endzone!

Il 9 dicembre 2012 – week n.14 – arriveranno a Tampa i Philadelphia Eagles, e questa partita sarà l'occasione per festeggiare un anniversario importante: il decennale del Super Bowl n.37, il primo e fino ad ora unico Vince Lombardi Trophy ad essere presente nella bacheca dei Bucs.

Non è casuale che la scelta sia caduta su questa partita. Proprio la vittoria sugli Eagles nella finale di conference disputata a Philadelphia, una W meritata quanto ottenuta contro il pronostico che era tutto favorevole ai padroni di casa, spalancò le porte ai ragazzi di Jon Gruden per il Super Bowl di San Diego e per quell'indimenticabile trionfo del 26/01/2003.

E a meno di infortuni sarà ancora in campo, il 9 dicembre 2012 così come lo era nel gennaio del 2003, un giocatore - il CB Ronde Barber – che fu grande protagonista di quella finale di conference. Chiunque segua i Bucs, sa benissimo infatti che il suo intercetto di 92 yards ai danni di Mcnabb riportato in endzone mise in ghiaccio la partita, e sigillò l'approdo di Tampa Bay al SB n.37.

Dunque, il prossimo match con Phila sarà il "pretesto" per ricordare quel magico trionfo, nonché l'occasione per rivedere e riabbracciare tanti protagonisti di quella memorabile annata. Uno di questi, come detto, avrà ancora addosso casco e protezioni; ma oltre a Ronde Barber, spero proprio di rivedere tanti grandi Campioni, da Warren Sapp a Derrick Brooks, da John Lynch a Mike Alstott, senza dimenticare altre pedine fondamentali di quella squadra, dai ricevitori Jurevicius, K. Johnson e McCardell all'inatteso MVP del Super Bowl, la safety Dexter Jackson. Così come spero ci siano anche Gruden e Kiffin, artefici sulla sideline del periodo più vincente nella storia dei Buccaneers.

Insomma, sarà una bella occasione per celebrare i bei temi andati. Nella speranza, prima o poi, che quei tempi magici in cui i nostri colori dominavano l'NFL e la nostra insuperabile difesa era lo standard dell'eccellenza assoluta, possano finalmente ritornare...

giovedì 26 gennaio 2012

26-01-2003: Bucs World Champions!

26-01-2003... sono trascorsi nove anni esatti dalla serata che tutti noi tifosi dei Tampa Bay Buccaneers ricorderemo per sempre: il primo Super Bowl giocato e vinto (e chissà se e quando ne potremo festeggiare un secondo) non si scorda mai! 
Per noi tifosi della "vecchia guardia", che ci eravamo avvicinati ai Bucs ai tempi "arancioni", quando anche arrivare a sfiorare i playoff era già un'impresa (a quei tempi di raggiungere la postseason neanche a parlarne: un po' come adesso, insomma) il trionfo di San Diego contro Oakland fu davvero qualcosa di magico, un sogno ritenuto sino a qualche anno prima del tutto irrealizzabile e che in qualche modo invece si concretizzava sul serio...

In realtà, tra la fine degli anni novanta e i primi anni duemila i Bucs di coach Tony Dungy erano una squadra "tosta", dalla eccellente difesa quanto dall'attacco non molto produttivo, che raramente riusciva a fare strada nei playoff, fermandosi spesso e volentieri al wild card game.
  
Poi, nel 2002, la grande rivoluzione. Con una mossa discutibile, poi rivelatasi vincente, i Glazer decisero di affidare la squadra a Jon Gruden, strappato ai Raiders in cambio di soldi e scelte dei futuri draft. E soprattutto, l'arrivo di free agent importanti quali i WR Keenan McCardell e Joe Jurevicius, ad affiancare il fuoriclasse - nonché "testa calda" - Keyshawn Johnson.

E così, ad una difesa già ottima e collaudata, che poteva contare su campioni quali Derrick Brooks, Warren Sapp, Simeon Rice, John Lynch, Shelton Quarles, e un giovane Ronde Barber, si aggiunse un attacco finalmente pericoloso e produttivo, con Alstott e Pittman per correre e la sopra citata batteria di WR per ricevere i passaggi di Brad Johnson, QB non eccelso ma decisamente di altra categoria rispetto ai suoi predecessori, i modesti Trent Dilfer e Shaun King.

E fu subito Super Bowl...
Quegli indimenticabili playoff del 2002 furono una vera e propria cavalcata trionfale per Tampa Bay. Entrata in gioco nel Divisional Game, Tampa Bay affrontò al RJS i San Francisco 49ers di Jeff Garcia. Fu una vittoria netta e mai in discussione, con i Bucs già avanti per 28-6 all'intervallo e in grado di controllare senza problemi il match nella seconda parte, chiudendo l'incontro sul 31-6.

Qualificati così per la finale della NFC, mancava un'altra vittoria ai Bucs per arrivare a giocarsi il Super Bowl n.37 con gli Oakland Raiders. Occorreva però una vera e propria impresa: espugnare Philadelphia, campo a dir poco ostico, e nonostante tutti i pronostici vedessero favoriti McNabb e soci, alla fine furono i Bucs a trionfare: 27-10 per noi, e biglietto staccato per la California: destinazione San Diego!

E così, siamo arrivati al 26 gennaio 2003. San Diego, Qualcomm Stadium, Super Bowl n.37. Raiders vs Buccaneers... i Bucs iniziano bene, il primo tempo termina con i ragazzi di Gruden avanti per 20-3, e nel secondo tempo Tampa Bay allunga... la partita però non è affatto finita, Oakland non si arrende e si avvicina pericolosamente... ma ci pensa Derrick Brooks a chiudere il match: un suo intercetto riportato in endzone spezza il tentativo di rimonta di Oakland e consegna di fatto il Vince Lombardi Trophy a Tampa Bay.

E' il trionfo, il Super Bowl n.37 va in archivio col punteggio di 48-21 per i Bucs... TAMPA BAY BUCCANEERS WORLD CHAMPIONS!... quella magica notte segnerà il punto più alto raggiunto dai Bucs nella loro Storia, ma anche - in un certo senso - l'inizio di un lento quanto inesorabile declino. Da allora, infatti, Tampa Bay non sfiorerà più le vette raggiunte quel 26 gennaio 2003, tanto che - ancora oggi - l'ultima vittoria dei Bucs nei playoff è proprio il Super Bowl di San Diego!

Riusciranno i nostri eroi a ritornare sul tetto del mondo, un giorno o l'altro? Oggi i tempi sono davvero "grami", ma nel football moderno basta davvero poco per trasformare un team pessimo in uno competitivo, i San Francisco 49ers di Harbaugh insegnano.... e quindi in alto i cuori e, ora e sempre, GO BUCS!