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domenica 17 settembre 2023

Altra W per i Bucs, superati i Bears per 27-17

Altra vittoria per i Bucs, che nella seconda settimana superano i Chicago Bears, al RJS, con il punteggio di 27-17.

E' stata una partita risolta a favore di Tampa Bay solo nel finale, con l'intercetto riportato in endzone da Shaq Barrett, nonostante i Bucs abbiano controllato il match sin dall'inizio, senza però mai riuscire ad infliggere il definitivo colpo del KO agli avversari.

Ottima, come sette giorni fa a Minnesota, la prestazione del reparto difensivo, che ha portato di continuo grande pressione a Fields e che nel finale ha messo a segno i due intercetti che hanno chiuso il match a favore dei Bucs.

Peccato avere sofferto fino agli ultimi minuti del quarto periodo, quando una rimonta die Bears, abbastanza impalpabili fino a quel punto del match, sembrava potesse davvero concretizzarsi. Come detto, ci ha pensato la difesa a regalare a Tampa Bay la seconda vittoria in due partite.

Ancora una partita solida e concreta da parte del QB Mayfield, la cui intesa con i ricevitori è sembrata già molto buona; da segnalare un paio di ricezioni spettacolari di Mike Evans, il più brillante quest'oggi tra i bersagli a disposizione di Baker.

Chiaramente i Bears non erano un test particolarmente impegnativo, dato che Chicago è una squadra dai limiti noti ed evidenti, ma avere comunque chiuso il match nel finale, senza farsi prendere dal panico per la rimonta dei Bears ma anzi mettendo a segno giocate importanti, è un segnale positivo per Mayfield e soci.

Nella terza settimana arriveranno a Tampa, per il Monday Night, i Philadelphia Eagles, anch'essi con due vittorie nelle prime due partite. Chiaramente i vice campioni di Phila sono i favoriti, ma questi Bucs, con una difesa aggressiva ed un attacco concreto, possono mettere in difficolta gli Eagles, o quantomeno cercare di giocarsela fino in fondo.   

lunedì 25 ottobre 2021

Tornano i Bucs "formato playoff", Bears travolti 38-3

Contro i Chicago Bears, travolti per 38-3 e con la W già in tasca dopo il primo quarto, si sono rivisti i Tampa Bay Buccaneers degli ultimi playoff: belli, vincenti e implacabili. 

Dopo le prime prestazioni di questa stagione, quasi sempre vincenti ma spesso opache ed in cui la vittoria era arrivata con qualche brivido di troppo, contro Chicago, come detto, non c'è stata davvero storia. 

Partita stradominata non solo dall'attacco (con Brady che continua a inanellare record che chissà se e quando verranno superati) ma soprattutto dalla difesa, che ha disintegrato il povero QB rookie dei Bears, Justin Fileds, intercettato 3 volte e costretto anche a 3 fumble, di cui 2 persi.

Ieri al RJS non c'è mai stata una vera contesa e sin dal primo quarto Tampa Bay ha preso il largo continuando a mettere punti pesanti sul tabellone, mentre Chicago perdeva palloni e, nel migliori dei casi, arrivava a calciare un punt. Il match con i Bears è stato un buon allenamento, oltre che una bella rivincita per la sconfitta subita lo scorso anno a Chicago, in vista della prossima partita, l'atteso scontro con i rivali di division dei Saints.

Dopo la trasferta di New Orleans i Bucs avranno la settimana di riposo, e si spera di recuperare almeno qualcuno dei tanti infortunati in vista del periodo decisivo della stagione. Intanto godiamoci questa bella e rilassante vittoria e fari puntati sui Saints, guidati dalla nostra vecchia conoscenza Jameis Winston. 

venerdì 9 ottobre 2020

Penalità, infortuni, errori e sviste arbitrali: Bucs KO a Chicago

Finisce male il Thursday Night per i Bucs, con la sconfitta di misura per 19-20 a Chicago contro i non irresistibili Bears.

E' stata una prestazione offensivamente mediocre da parte di entrambe le squadre, con attacchi opachi e poco produttivi, un match molto "vecchio stile" dominato dalle difese, e con tante penalità (oltre 100 yards di penalità per i Bucs, cosa davvero inammissibile).

Purtroppo Tampa Bay deve registrare un altro grave infortunio dopo quello di O.J. Howard: infatti il DT Vita Vea si è fratturato la caviglia e ha chiuso in anticipo la stagione; nello spazio di cinque giorni i Bucs hanno perso per infortunio le prime scelte sia del draft 2017 (Howard) che del 2018 (Vea).

Gli infortuni sono connaturati al football, ma perdere due titolari giovani e di talento in meno di una settimana è davvero una brutto colpo, considerato anche che Mike Evans sta giocando su una gamba sola e che Chris Godwin fatica a riprendersi dai suoi problemi fisici (e Fournette anche ieri, in pratica, non ha giocato).

Decisive per la sconfitta sono state le oltre 100 yards di penalità, oltre a una linea offensiva che ha faticato moltissimo contro l'aggressiva difesa dei Bears. Purtroppo è evidente che Donovan Smith sta diventando un problema, così come Jensen è troppo nervoso e commette falli personali a ripetizione (che costano 15 yards di penalità ciascuno), e se Brady non viene protetto in maniera adeguata dalla OL cala il sipario su un attacco già pesantemente limitato dai tanti giocatori di spicco infortunati.

A tutto questo, aggiungiamo alcune sviste arbitrali: ne parlo perché si è trattato proprio di errori tecnici, abbastanza inediti per le zebre professioniste della NFL. 

Al di là del TD (regolare) negato a Ronald Jones, mi ha colpito la chiamata di un "roughing the passer" ai danni di Barrett, una fischiata tecnicamente sbagliata dato che Shaq in pratica è entrato in contratto con Foles quando il QB dei Bears aveva ancora la palla in mano (o aveva lanciato da mezzo decimo di secondo). Barett, evidentemente, doveva smaterializzarsi per evitare la flag... e comunque, con analogo metro arbitrale, ai difensori dei Bears avrebbero dovuto chiamarne una decina di simili infrazioni, dato che Brady è stato colpito più volte a palla ampiamente lanciata. 

Insomma, a Chicago non ne è andata una per il verso giusto, ma nonostante questo i Bucs hanno seriamente rischiato di vincere, cedendo per un soffio proprio su filo di lana. Adesso per Brady e soci ci sono alcuni giorni di meritato riposo, in vista dell'impegno (quasi proibitivo, sulla carta) del prossimo turno, contro i lanciatissimi Green Bay Packers.

domenica 30 settembre 2018

Bucs inesistenti, tutto troppo facile per i Bears

Non dura nemmeno un quarto la partita dei Bucs a Chicago, letteralmente travolti dai Bears sin dalle prime battute del match e già sotto di 35 (!) punti all'intervallo.

C'è qualcosa da salvare, nonostante tutto, in questa batosta? Direi proprio di no, quelli visti al Soldier Field sono stati i Buccaneers già "ammirati" tanti volte in questi ultimi anni, con difesa friabile e attacco inconcludente, dalle mille penalità inutili ed errori a ripetizione uno dietro l'altro...

I soliti vecchi Bucs, insomma. Da quando il Capo Allenatore era Raheem Morris ad oggi di anni ne sono trascorsi parecchi, ma il rendimento sul terreno di gioco di Tampa Bay è, purtroppo, più o meno sempre quello...

Non hanno inciso minimamente i due rookie Vita Vea e Ronald Jones, le prime due scelte al draft dei Buccaneers, che hanno esordito tra i professionisti soltanto oggi, a causa di infortunio (Vea) o perché non ritenuti ancora pronti (Jones).

Raccapricciante la prestazione difensiva dei Bucs, e nemmeno le tante assenze nella secondaria giustificano un simile, indecoroso, spettacolo. Trubisky ha avuto decine di secondi per selezionare - sempre - il ricevitore più libero, e i WR smarcatissimi dei Bears erano sempre tanti, nella desolata prateria lasciata libera dai DB di Tampa Bay.

Conte e Hargreaves, tanto per citare due assenti, saranno anche modesti giocatori (anzi, lo sono proprio), ma se ci tocca rimpiangere le loro assenze, vuol dire che là dietro siamo messi davvero molto, molto male...

Ma se la difesa piange l'attacco non ride. Fitzpatrick ha esaurito le scorte di pozione magica ed è tornato il solito QB normale (se non mediocre) che è sempre stato in tanti anni di carriera, e del resto non è semplice guidare un attacco del tutto privo di un credibile gioco sulle corse.

Nel secondo tempo ha fatto l'esordio in questo campionato anche Jameis Winston, che ha improvvisato, sparacchiato un paio di intercetti, ma di certo non gli si potevano chiedere miracoli, considerando che è entrato in campo sul punteggio di 3-38...

Domenica prossima i Bucs avranno il "bye week", poi saranno di scena nella proibitiva trasferta di Atlanta. Vedremo se Jameis Winston, al quale sarà affidato dal primo minuto l'attacco della squadra, riuscirà a risollevare le sorti di un team che aveva iniziato in maniera sorprendente e scoppiettante la stagione, ma che solamente dopo quattro partite sembra già avere esaurito la benzina...

domenica 17 settembre 2017

Esordio vincente per i Bucs, superati i Bears per 29-7

Vittoria in scioltezza per i Bucs, che superano i Chicago Bears con il punteggio di 29-7 in un match mai in discussione, e in pratica già archiviato all'halftime, chiuso da Tampa Bay avanti per 26-0.

A decidere il netto successo dei Bucs sono state in primo luogo le troppe palle perse dai Bears (ben 4 i turnovers per Chicago), con l'ex Mike Glennon autore di un fumble e di due intercetti, uno dei quali riportato in endzone da Robert McClain.

I gravi errori di Glennon hanno dunque indirizzato la partita a favore di Winston e soci, e grazie ad una consistente prova della difesa e ad un attacco che ha svolto bene il suo compito senza forzare, i Bucs hanno ottenuto il massimo risultato con il minimo sforzo, tanto è vero che nel secondo tempo ci si è limitati a far scorrere il cronometro affidando il pallone alle corse di Rodgers e Barber, dato che la partita - come detto - era praticamente conclusa dopo i primi trenta minuti di football.

Nell'ultimo quarto Mike Glennon ha un po' raddrizzato le statistiche chiudendo con 301 yards lanciate, e trovando nel finale anche un bel TD pass che ha evitato a Chicago di concludere la partita con zero punti sul tabellone.

Per i Bucs, da segnalare il 3/3 di Nick Folk nei FG, tra cui uno non semplice calciato dalle 50 yards, anche se c'è da registrare un errore in un tentativo di XP...

Per il resto, brillante la prestazione di Mike Evans (7 ricezioni per 93 yards ed 1 TD), mentre Rodgers e Barber si sono suddivisi le corse in attesa del rientro di Doug Martin. Sotto tono l'altro RB Charles Sims, che ha anche commesso un fumble in una posizione di campo molto favorevole sia pure a partita di fatto già terminata.

Dopo questo buon allenamento (come definire altrimenti una partita già vinta all'intervallo?), adesso il calendario prevede per i Bucs la non facile trasferta di Minnesota. Ma al di là dell'avversario di turno, l'obiettivo dei Bucs deve essere quello di continuare a vincere, per mantenere vivo quel sogno playoff che ormai da dieci anni rimane, appunto, solamente un sogno...

martedì 12 settembre 2017

Il match con i Bears si disputerà regolarmente al RJS

La conferma è arrivata quest'oggi, direttamente dal sito ufficiale dei Bucs: il match di domenica prossima tra Buccaneers e Bears si disputerà regolarmente al Raymond James Stadium di Tampa.

L'uragano Irma, che negli scorsi giorni ha attraversato l'intera Florida - area di Tampa compresa - non ha per fortuna procurato danni tali da dover spostare altrove il match, e considerato che per oggi è prevista anche la riapertura del Tampa International Airport ed un sostanziale ritorno alla "normalità", ci sono tutte le condizioni affinché la partita in questione possa avere luogo al RJS.

Di seguito, le parole di Brian Ford, Chief Operating Officer dei Bucs, tratte dal sito ufficiale ed in cui si sottolineano gli sforzi fatti per consentire che dopo il "bye" forzato di domenica scorsa Winston e soci possano finalmente fare il loro esordio nella stagione 2017 e l'intera comunità dell'area di Tampa Bay possa trascorrere una domenica di sport e tranquillità dopo l'inferno degli ultimi giorni.

“We have been working tirelessly with the Tampa Sports Authority, as well as the NFL league office, to ensure that Raymond James Stadium would be available to host our season opener against the Chicago Bears this Sunday.” said Buccaneers Chief Operating Officer Brian Ford. “Hosting the game is important to us, as Tampa Bay has been through a lot over the past few days. We look forward to providing our fans and the entire region an opportunity to come together this Sunday to kick off our 2017 season.”

domenica 13 novembre 2016

Bucs, finalmente una vittoria al RJS!


Finalmente è arrivata la prima vittoria casalinga per Tampa Bay, dopo una serie di sconfitte al Raymond James Stadium che sembrava fosse destinata a non avere mai fine.

E, soprattutto, contro Chicago è arrivata un vittoria ottenuta in scioltezza, un match tenuto sempre sotto controllo da parte dei Bucs, nonostante non siano mancati momenti "difficili" come ad esempio l'hail mary pass nell'ultima azione del primo tempo che ha consentito a Cutler di riportare i Bears a -7, una giocata incredibile che si temeva potesse riaprire la partita.

Così non è stato, i Bucs hanno aperto il secondo tempo nel migliore dei modi con un drive che li ha portati immediatamente a ristabilire le distanze segnando il TD del 24-10 e da quel momento è stato tutto in discesa per Winston e compagni.

A tratti, quella di stasera è sembrata quasi una partita dei bei vecchi tempi che furono, quando era prassi abituale per la difesa di Tampa Bay tenere sotto controllo l'attacco avversario e recuperare palloni (ben 4 stasera), e con l'attacco a capitalizzare il lavoro della "D", con la puntuale e rotonda W al termine dei 60 minuti di football...

Ma andiamo con ordine; i Bears non partivano male e ad inizio partita sembravano in grado di macinare yards senza eccessivi problemi, sino a quando Jay Cutler non ha commesso il secondo grave errore della sua opaca partita (aveva già lanciato un INT), facendosi intercettare dall'ex di turno, la safety Chris Conte, che segnava il suo primo TD in carriera portando i Bucs sul 7-0.

Da lì in avanti Cutler avrebbe regalato altre soddisfazioni ai tifosi di Tampa Bay, commettendo un sanguinoso fumble nei pressi dell'endzone dei Bucs, e in pratica spianando la strada alla vittoria di Tampa. Certo, quell'hail mary pass a ridosso dell'intervallo avrebbe potuto cambiare volto alla partita ma, come detto, nel secondo tempo i Bears sono letteralmente usciti di scena, non dando mai l'impressione di poter agguantare i Bucs che - un drive dopo l'altro - riuscivano a mettere punti sul tabellone.

Da sottolineare la convincente prestazione di di Jameis Winston, 312 yards lanciate e 2 TD pass per lui, nonostante una linea offensiva in piena emergenza. Erano assenti due titolari, Pamphile e Hawley, e anche il centro di riserva Evan Smith è finito KO dopo pochi minuti. Ma i due esordienti prressochè assoluti - Benenoch e Gottschalk - hanno a mio avviso tenuto bene il campo, contro la forte D-line di Chicago, senza far troppo rimpiangere i tanti infortunati.

Si è poi rivisto sul terreno di gioco, dopo quasi due mesi di assenza, il RB Doug Martin, chiaramente ancora un po' arrugginito ma comunque autore del TD che ha definitivamente chiuso la partita. Sempre in attacco, nota di merito per il TE Cameron Brate, che con 7 ricezioni per 84 yards e 1 TD questa sera si è rivelato il bersaglio preferito e più produttivo di Jameis Winston.

In quanto alla difesa, sono i numeri a parlare: 4 palle recuperate, 4 sack, 1 TD su intercetto e 1 safety. A questo, vanno aggiunti i soli 10 punti e le poche yards concesse all'attacco avversario, in pratica è in queste cifre la chiave della "facile" vittoria dei Bucs. Del resto, come si diceva Tampa Bay ha costruito i trionfi di 15 anni fa proprio sulla difesa, ed è un po' la scoperta dell'acqua calda il fatto che se la "D" gioca in maniera aggressiva limitando gli avversari e recuperando palloni, poi tutto diventa più facile e in discesa per l'attacco.

E se a tutto ciò aggiungiamo una partita senza errori da parte di Roberto Aguayo (4/4 sugli XP e 2/2 nei FG, sia pure "facili" in quanto calciati dalle 30 e dalle 27 yards), la partita di stasera meglio di così non poteva proprio andare.

Espugnato il Raymond James Stadium con una netta vittoria, recuperato un giocatore-chiave come Doug Martin, una confortante prestazione del reparto sin qui più in difficoltà - la difesa - e un Jameis Winston che ha giocato bene arricchendo la sua partita con qualche "chicca" notevole, come ad esempio quando ha trovato Evans a metà campo dopo avere evitato miracolosamente un sack nei pressi della propria endzone... e nell'azione successiva, un TD pass di 43 yards per il WR Martino!

Domenica prossima si va a Kansas City, contro una squadra tosta come i Chiefs che oggi hanno vinto a Carolina, e non sarà facile tornare con una W dal quasi inespugnabile Arrowhead Stadium. Sarà un test interessante, per verificare se la buona prestazione di stasera, in particolare della difesa, è stato solo uno sporadico episodio o invece l'inizio di qualcosa di più importante...

domenica 27 dicembre 2015

Tampa Bay alla deriva, Chicago passeggia al RJS...


Sono davvero una "squadretta", questi Tampa Bay Buccaneers edizione 2015. La partita di stasera contro i tutt'altro che irresistibili Bears ha confermato che di strada per diventare un team "serio", con aspirazioni da postseason, ne dovranno percorrere ancora tantissima, Winston e soci.

Dopo un inizio di match confortante, con la difesa abile nel bloccare l'attacco di Chicago e con lo special team che (dopo anni!) metteva a segno nientemeno che un punt bloccato, è calato ben presto il sipario per i nostri sempre più sbiaditi e sgualciti colori.

Il copione è stato, più o meno, il medesimo già visto tante volte quest'anno; errori a ripetizione (drop, penalità sanguinose, fumble, intercetti, FG sbagliati...) e tutta l'inerzia passa lentamente quanto inesorabilmente agli avversari di turno, che accettano gli omaggi dei ragazzi in Red and Pewter e si portano a casa la vittoria.

Troppe volte quest'anno abbiamo assistito a questo film di cui il finale è - purtroppo - arcinoto...

E dire che la "schedule" dei Bucs di quest'anno era scandalosamente facile, se si pensa che abbiamo giocato contro le division "materasso" dell'NFL quali NFC East e AFC South, e nonostante questo riusciremo a chiudere con un record di 6-10, pur avendo affrontato in tutto il campionato solo un vero team "vincente", i Carolina Panthers.

Dispiace, constatare la pochezza di questa squadra, perché i veterani di valore non mancano, i rookie di belle speranze nemmeno, e allora è inevitabile voltarsi verso la sideline e domandarsi se abbia un senso proseguire ancora il cammino con Lovie Smith, coach dal grande passato quanto dal piccolo presente.

I suoi predecessori Morris e Schiano - con squadre decisamente meno competitive di quella attuale - tutto sommato vennero licenziati per molto meno. E credo sia inevitabile chiedersi se il credito di cui gode Smith sia infinito o se anche i Glazer ne abbiano le tasche piene - any given sunday - di svuotare intere casse di Maalox nell'assistere a simili impietosi spettacoli......

domenica 23 novembre 2014

Errori e turnovers, un'altra brutta sconfitta per i Bucs

Le partite di football durano 60 minuti, non 30. Forse a Tampa si sono dimenticati questo non proprio secondario dettaglio, perché oggi i Buccaneers hanno giocato (bene, tra l'altro) solamente per i primi trenta minuti.

Nel secondo tempo: Bucs non pervenuti.

E quindi, dopo la W di sette giorni fa, si torna alle "classiche" abitudini domenicali, archiviando l'ennesima brutta sconfitta di questa sconfortante stagione di football.

La prima metà del match, si diceva, aveva fatto sperare in un altro "colpaccio" da parte dei ragazzi di Lovie Smith.

Ottima per 30 minuti la prestazione della difesa (nonostante l'assenza di Lavonte David), capace di mettere sotto pressione Cutler, di forzare turnovers, e di fermare ripetutamente l'attacco dei Bears. A una brillante prestazione dell "D" non ne corrispondeva una altrettanto positiva da parte del reparto offensivo, che non riusciva a mettere molti punti sul tabellone, anche se il 10-0 dell'intervallo faceva ben sperare. E e invece...

E invece, niente: nel secondo tempo, i Bucs hanno giocato un football orrendo, pieno di errori, palle perse, scelte sbagliate, spianando la strada alla rimonta dei Bears, che diligentemente hanno sfruttato gli errori di Tampa Bay per portarsi a casa la W.

Fumble e intercetti hanno permesso così a Chicago di vincere, e a questo proposito non si può non chiamare in causa Josh McCown. Come ha giocato il QB dei Bucs? Nel solito modo in cui ha giocato per 12 anni in NFL: male.

Certo, è stato anche protetto in maniera insufficiente e approssimativa dalla propria linea, ma ha commesso davvero troppi errori nei secondi trenta minuti, e non mi riferisco solo ai fumble e agli intercetti, pur sanguinosi. Non mi sono piaciuti i troppi passaggi sbagliati dal nostro QB, fuori misura per suoi evidenti errori, con palloni lanciati o troppo corti o troppo bassi o troppo alti, obbligando i ricevitori ai salti mortali per riuscire ad afferrare un pallone.

Orribile, poi, la gestione dell'ultimo possesso, quando un TD convertito da due punti avrebbe potuto portare il match in parità: in ben tre tentativi i Bucs sono stati incapaci di prendere una (una!) yarda, e alla fine, allora, è giusto perderla una partita del genere, se si dimostra di essere incapaci anche di chiudere le situazioni più elementari.

Sulle tante penalità, poi, ripeteremmo i concetti espressi già troppe altre volte; questa squadra non può permettersi tutte quelle flag e le conseguenti yards regalate agli avversari, spesso in circostanze davvero demenziali come nel caso dell'infrazione chiamata a Gholston per il fallo sul punter dei Bears, per tacere dei tanti holding chiamati a una OL opaca e incapace di fermare la difesa di Chicago.

Purtroppo, anche la difesa negli ultimi due quarti è un po' uscita di scena, non replicando la buona prestazione del primo tempo. E dunque è stato inevitabile il solito amaro epilogo a cui siamo ormai sin troppo abituati.

Male McCown, ma male anche il gioco sulle corse. Che il pallone lo porti Martin, Sims o Rainey, non cambia nulla: magari ogni tanto si riuscirà anche a guadagnare qualche yarda ma alla lunga il running game di questa squadra è, per dirla con una sola parola, "inconsistente". Anche stasera, zero varchi e guadagni limitati per tutti i RB che a rotazione hanno cercato invano di correre con la palla in mano.

Tra i WR, partita "normale" di Mike Evans nobilitata comunque da un bel TD; Vincent Jackson ha alternato ricezioni da circo a errori gravi (quel fumble...) e alla fine è da sottolineare la prestazione di Murphy, che ha ricevuto 6 palloni per oltre 100 yards.

Il benefico effetto della W della settimana scorsa è dunque durato solo per 30 minuti, dopodiché si sono rivisiti all'opera i "soliti" Bucs. Questa squadra proprio non ce la fa a trovare un minimo di continuità, ed è davvero un peccato perchè anche stasera i nostri avversari sono parsi tutt'altro che irresistibili. Ma Tampa Bay, è un dato di fatto, è proprio una delle squadre peggiori di tutte, e la corsa ad una delle primissime scelte del prossimo draft continua...