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lunedì 13 ottobre 2025

Gli infortuni non frenano i Bucs: superati i Niners 30-19

Gran bella vittoria per i Bucs, che pur decimati dalle tante assenze hanno superato per 30-19 i San Francisco '49ers, avversario storicamente ostico per Tampa Bay, sebbene ieri anch'esso limitato dai molti infortuni. 

Questa vittoria porta in maniera molto chiara e netta la firma di un giocatore, il QB Baker Mayfield.

Pur senza i primi 4 WR (Evans, Godwin, McMillan e anche Egbuka dopo pochi snap), il RB titolare (Irving) e metà della OL titolare ( edurante il match si è infortunato anche Luke Haggard), Mayfield si è fatto andare bene le seconde e terze linee.

I due WR "Johnson & Johnson" (Kam e Tez), due giocatori interessanti finché si vuole, ma destinati in un mondo normale a fare parte della "practice squad", non hanno fatto rimpiangere i ben più illustri titolari; il WR Shepard e il TE Otton si sono rivelati utili e preziosi, e poi come non citare quella incredibile giocata dello stesso Mayfield che probabilmente ha deciso la partita? 

Inizio del 4° periodo, Bucs avanti solo di un punto, e un complicatissimo "Third and 14" da affrontare: situazione ai limiti della disperazione viste le condizioni dell'attacco, e allora che fa Baker? Evita un sack sgusciando via a tre difensori, e si mette in proprio: corre lui, si rifiuta di venire placcato dai difensori dei '49ers, e conquista un primo down cruciale, da campione con la "C" maiuscola. E non è la prima volta, quest'anno, che Baker fa giocate simili, che alla fine si rivelano decisive per vincere o meno una partita.

Ma ieri anche la difesa ha fornito il suo contributo per portare a casa la W: 6 sack, 2 intercetti, e anche se è giusto ribadire che San Francisco era priva di tanti titolari, la nostra difesa ha comunque disputato un match attento e puntuale, concedendo davvero il minimo agli avversari.

Una bella vittoria, in vista del prossimo (impossibile?) impegno, la trasferta a Detroit di lunedì prossimo. Ma le 6 partite fin qui disputate dovrebbero avercelo insegnato: per Mayfiled e soci non esistono limiti, si può vincere o perdere ma si lotta fino all'ultimo secondo, sempre "con il coltello tra i denti". Ecco, se poi l'infermeria si iniziasse un po' a svuotare e recuperassimo qualche titolare, saremmo tutti un po' più contenti... 

domenica 10 novembre 2024

Bucs KO all'ultimo secondo, vince San Francisco per 23-20

In un match rocambolesco, in cui è successo un po' di tutto, alla fine la spuntano i San Francisco 49ers, che con un FG all'ultimo secondo superano i Bucs con il punteggio di 23-20.

Ancora una volta una generosa prestazione di Tampa Bay non è stata sufficiente per conquistare la W, nonostante San Francisco abbia provato in tutti i modi a perdere la partita.

Parte bene San Francisco, ma Tampa Bay rimane sempre in scia grazie agli errori dei '49ers (3 FG sbagliati, un muff punt); nel finale di partita però, i Bucs si devono accontentare del FG del pareggio, lasciando quasi un minuto e un time out (troppo tempo) a Purdy per orchestrare il drive che porterà San Francisco a calciare il FG della vittoria.

Molti errori e tante penalità da entrambe le parti, per un match abbastanza confusionario in cui Mayfield - sempre privo dei suoi bersagli principali, Evans e Godwin - ha cercato di far girare un attacco in cui ha brillato Otton nella prima parte e Irving nella seconda.   

Purtroppo si è infortunato Tristan Wirfs, il miglior OL della squadra, speriamo che il suo problema al ginocchio non si riveli particolarmente grave.

Alla fine è dunque arrivata un'altra sconfitta al fotofinish, l'ennesima di questa stagione. Del resto l'attacco è ormai limitato ai guadagni sugli screen pass a White e Irving, e la difesa fa una fatica terribile a limitare gli attacchi avversari. 

Le ultime sconfitte sono state un po' una fotocopia l'una dell'altra, sia contro Atlanta, Kansas City che questa sera contro San Francisco poteva finire in maniera diversa, se nel finale di partita, oggi come nelle altre partite, ci fosse stato quel guizzo decisivo che purtroppo non è mai arrivato.

Ora per i Bucs c'è il "bye", una settimana di riposo che speriamo serva per svuotare un po' l'infermeria, e poi una seconda parte di campionato in cui Tampa Bay, sulla carta, dovrà affrontare avversari più abbordabili. 

La corsa ai playoff sembra abbastanza compromessa, ma non sarebbe male chiudere comunque con orgoglio questo campionato, partito bene e poi diventato in salita, cercando di portare a casa il maggior numero possibile di W.    

lunedì 20 novembre 2023

Tutto secondo pronostico, vincono i '49ers per 27-14

A San Francisco il  match tra i '49ers e i Bucs ha visto prevalere i padroni di casa, con il punteggio di 27-14. 

La partita si è svolta come da copione, con San Francisco - squadra tra le favorite per la vittoria nel Super Bowl - che appena spingeva un minimo sull'acceleratore riusciva a mettere punti sul tabellone senza grossi problemi, complice una secondaria di Tampa Bay anche oggi molto "collaborativa" con gli avversari.

Purdy ha trovato ampie praterie per i suoi ricevitori e nonostante i Bucs non abbiano mai "mollato" rimanendo comunque in scia, è parso evidente il divario tra le due squadre.

Non era questa la partita da vincere per i Bucs, e a fine stagione, semmai, saranno altri i rimpianti (la gara casalinga sprecata malamente coi Falcons, ad esempio).

L'importante adesso è recuperare i vari giocatori usciti acciaccati dall'incontro di San Francisco e prepararsi al meglio per domenica prossima. Tampa Bay sarà nuovamente in trasferta, ad Indianapolis, contro un avversario di pari livello come i Colts, non certo una corazzata quali gli attuali '49ers.      

Considerato il livello dell'NFC South, quasi incredibilmente questi Bucs, nonostante tutto, sono ancora pienamente in corsa per vincere la Division. Certo, con la secondaria vista ieri, parente stretta di quella "ammirata" ad Houston, sarà abbastanza difficile.... 

lunedì 12 dicembre 2022

Bucs non pervenuti, per San Francisco è una passeggiata

A San Francisco non c'è partita, i 49ers passeggiano sui Bucs travolti con il punteggio di 35-7.

Va tutto male per Tampa Bay, che non solo non riesce a contenere l'attacco avversario guidato nientemeno che dal temibilissimo Mr. Irrelevant (Brock Purdy, ultima scelta assoluta dello scorso draft) ma che ha contribuito non poco a determinare la vittoria dei californiani, con penalità sanguinose che hanno stroncato sul nascere ogni velleità di rimonta.

Si comincia subito malissimo, con un sack di Neal nel primo gioco del match punito con una violenza non necessaria. Poi l'holding di un sempre più involuto Donovan Smith, che ha vanificato la più bella giocata dell'anno (un TD pass di Brady per Evans da oltre 60 yards....), e infine l'intercetto di Nelson, annullato per una penalità chiamata al CB Carlton Davis (ma in quest'ultimo caso, va detto, la penalità proprio non c'era).   

Tutto malissimo dunque, con il coaching staff di San Francisco che ha dato lezione a quello di Tampa Bay: da una parte (i 49ers) una squadra che eseguiva tutto alla perfezione, con un QB a dir poco improvvisato ma perfettamente a suo agio, dall'altra (i Bucs) un team con poche idee e anche molto confuse: o corsa centrale con guadagno di una yarda, o passaggino per il RB con guadagno, nel migliore dei casi, di 2 o 3 yards. Nient'altro.

Alla fine ci si sono messi anche gli infortuni di Vea, Tryon e SMB, a colpire ancora di più una difesa già priva di elementi importanti. In pratica la partita era già chiusa dopo il primo tempo, nel finale ha addirittura trovato spazio, per i 49ers, il QB Josh Johnson, che i tifosi veterani dei Bucs ricorderanno come una delle scelte del draft didi Tampa Bay del lontano 2008 (l'HC era addirittura Gruden).

Il disastro mi pare totale, e da salvare non trovo davvero niente. Anche l'idea di far calciare un FG a Succop dalle 55, quando ancora c'era partita, è una idea folle considerato che Succop, da oltre le 50 yards non la infila mai tra i pali. Questo per dire dello stato confusionale in cui versano i vari Bowles e  Leftwich, evidentemente incapaci di gestire una squadra senza più la presenza del loro "mentore", Bruce Arians.       

Unica nota positiva, il nuovo ritornatore Thompkins: era dai tempi di Arrelious Benn (oltre dieci anni fa!) che i Bucs non ritornavano un kick off per oltre 50 yards; ma anche qui mi pare quasi una colpa del coaching staff essersi accorti solo ora, a campionato quasi finito, che avevamo in casa tenuto a marcire nella Practice Squad un giocatore in grado di ritornare i calci in maniera efficace e avere invece insistito per troppo tempo sul modestissimo Darden.

Domenica prossima sarà il turno dei Bengals, di banchettare sui resti dei Bucs, che a questo punto non credo riusciranno a vincere nemmeno la peggior NFC South di sempre. I Panthers che ieri hanno  sbancato Seattle, ma anche gli stessi Falcons o i Saints se non ci avessero regalato la "W" nello scorso monday night, non possono essere peggiori dell'attuale Tampa Bay, ad oggi team del tutto impresentabile. "Playoff ? Are you kidding me?" come direbbe Jim Mora in un famoso video di qualche tempo fa, mai così attuale in casa Bucs...

lunedì 9 settembre 2019

Inizia male il campionato dei Bucs, netto KO interno con San Francisco

E' iniziata male la stagione 2019 per i Tampa Bay Buccaneers di Btruce Arians. L'opener, disputato al Raymond James Stadium, si è infatti concluso con il punteggio di 31-17 a favore dei non irresistibili San Francisco '49ers, al termine di una gara brutta dovuta alla pochezza dei protagonisti in campo, e alla fine di una prestazione a tatti imbarazzante da parte dei padroni di casa.

Le troppe penalità sanguinose ed i decisivi palloni persi tra fumble e intercetti  sono alla base di questa sconfitta, da cui il QB Jameis Winston - in scadenza di contratto, dunque chiamato alla stagione della verità - esce nel peggiore dei modi: tre intercetti di cui due riportati in endzone, due fumble (per fortuna recuperati) un complessivo 20/36 per 194 yards (1 TD e 3 INT) e una sensazione di non avere mai il match sotto controllo.

Non che l'altro QB, Garoppolo, abbia entusiasmato, ma quantomeno quando c'erano da prendere le yards necessarie ha quasi sempre trovato i suoi ricevitori, tra cui l'ottimo TE Kittle. Poi anche San Francisco ha commesso tantissime penalità, alcune delle quali sono costate punti sul tabellone, proprio come è accaduto ai Bucs, ma tra le due squadra mediocri ha comunque vinto quella meno pasticcione e più concreta.

Il match di ieri segnava anche il ritorno a Tampa del LB Kwon Alexander, passato a San Francisco nel corso della passata free agency. Rientro pessimo, il suo: espulso dopo nemmeno un quarto di gioco per un brutto colpo "helmet to helmet" ai danni di un Winston già a terra. Sarà anche bravo tecnicamente, Kwon Alexander, ma il talento diventa inutile quando non si è in grado di controllare la propria emotività Voleva farsi rimpiangere dai suoi vecchi tifosi, Alexander, in occasione del suo ritorno da avversario al RJS: missione clamorosamente fallita.

Ma veniamo al match: Bucs e 49ers, come detto, si sono affrontati in un match caratterizzato, più che dalle belle giocate, dagli errori e dal numero elevatissimo di penalità chiamate - a entrambi i team - dagli arbitri. Due flags imputabili a Demar Dotson sono costate due TD, ma anche i '49ers si sono visti togliere dal tabellone punti per infrazioni commesse in giocate concluse con un touchdown.

Per fortuna la difesa dei Bucs tiene bene il campo, e proprio grazie ad un intercetto riportato in TD da Hargreaves, Tampa Bay conclude il primo tempo in vantaggio per 7-6. Per quanto visto in campo, non ci si può proprio lamentare di quanto dice il tabellone.

Nel secondo tempo San Francisco prova ad allungare, grazie anche ai gravi errori di un Winston che fa una fatica enorme a trovare i proprio ricevitori. Quando il kicker Matt Gay infila tra i pali il FG del -3 (17-20) sembra che ci sia ancora partita, ma ci pensa la difesa di San Francisco a chiudere il discorso.

A 2'15'' dalla fine del match, sotto di 6 punti, il destino dei Bucs è nelle mai di Winston, che ha tutto il tempo per orchestrare il drive della vittoria: e invece finisce tutto nel primo gioco di questo drive, con Witherspoon che intercetta Jameis e regala a SF i punti per la vittoria. Conversione da due punti per Garoppolo e risultato finale di 31-17 per San Francisco.

C'è poco da salvare in questa sconfitta: in attacco, a parte la pessima prestazione di Winston, da segnalare qualche buona corsa, nella fase finale del match, da parte di Ronald Jones che ha chiuso con 75 yards in 13 portate. Poco incisivo Mike Evans, debilitato dell'influenza, bene Chris Godwin e da rivedere O.J. Howard, che deve stare più attento - molto più attento - a controllare il pallone (e magari bloccare anche con un po' più di incisività).

La difesa è riuscita per buona parte del match a limitare gli avversari, anche se le penalità commesse dalla secondaria hanno regalato molte yards a SF. Qualche placcaggio mancato dalla prima scelta Devin White, ma anch'egli - come Evans - era reduce da problemi influenzali che ne avevano messo in dubbio la partecipazione al match.

In conclusione: cambiano gli allenatori, cambiano i giocatori, ma la certezza - ad ogni settembre - è che sul terreno di gioco vedremo i "soliti" Tampa Bay Buccaneers: fallosi, inconcludenti e sempre molto ben disposti nei confronti degli avversari ai quali vengono regalati palloni con estrema generosità...

E giovedì notte si torna in campo, in trasferta contro i Panthers, anch'essi reduci da una sconfitta interna con i LA Rams. Vedremo se in così pochi giorni Arians riuscirà a cancellare le troppe cose negative viste ieri e soprattutto se Jameis raddrizzerà la mira....

domenica 25 novembre 2018

Vittoria agevole per i Bucs, superati i '49ers per 27-9


Si interrompe a quattro la striscia di sconfitte consecutive per Tampa Bay, che quest'oggi ha sconfitto San Francisco con il punteggio di 27-9, controllando agevolmente il match dal primo all'ultimo quarto.

E' vero che gli avversari di questa sera, privi di alcuni elementi importanti, non hanno opposto una particolare resistenza, ma finalmente abbiamo visto una partita in cui i Bucs non hanno in pratica commesso alcun errore, portando a termine l'incontro senza palloni persi e con ben due intercetti, i primi messi a segno dalla difesa dei Bucs dopo il monday night della week n.3 con Pittsburgh...

Winston ha giocato un buon match, ma al di là delle ottime statistiche (29/38 per 312 yards, 2 TD pass e 0 intercetti) va sottolineato come questa sera Jameis abbia forzato pochissimo, cercando spesso il passaggio sulla corta/media distanza al RB anziché intestardirsi sul profondo cercando il WR in doppia copertura.

Questa sera, contro il quasi esordiente QB avversario Nick Mullens, anche la difesa ha disputato un match di sostanza, con buone cose mostrate oltre che dal solito JPP anche da Nassib (giocatore in costante crescita, pescarlo dagli "scarti" dei Browns è stato decisamente un buon affare ) e finalmente si sono visti confortanti segnali di vita da parte di - scusate il gioco di parole - Vita Vea, la first round pick dell'ultimo draft dei Bucs, sin qui "missing in action".

Tra gli aspetti più confortanti, credo ci siano le statistiche del kicker: Cairo Santos ha segnato 3 XP su 3, e ha messo a segno un bel 2/2 nei tentativi di FG. L'importanza del kicker si è vista stasera quando i '49ers hanno sbagliato l'XP dopo il TD che poteva portarli al pareggio, rimanendo indietro di una lunghezza il che, non solo da un punto di vista psicologico, ha avuto la sua importanza nello svolgimento del match.

Vittoria rotonda per Tampa Bay, dunque, con un brillante Winston e una difesa che sembrava lontana parente di quella colabrodo vista sin qui nel corso delle precedenti partite di campionato.

Ovviamente, buona parte della bella prestazione di stasera lo si deve ai nostri avversari, che come detto erano privi di elementi importanti e che guidati da un QB rookie alla terza partita da starter hanno fatto davvero molta fatica, sia in attacco che in difesa.

Ad ogni modo, i "soliti" Bucs sarebbero riusciti a complicarsi la vita anche contro questi '49ers. Il fatto che si sia vinto in scioltezza, con alcune belle cose viste in entrambi i lati del campo sia in attacco che in difesa, fa comunque piacere, dopo tutte le delusioni incassate sin qui.

Sarebbe importante dare continuità a questa W e alla buona prestazione bissando entrambe domenica prossima, quando al RJS arriveranno i Carolina Panthers, beffati questa sera da Seattle, e che a Tampa si giocheranno buona parte delle possibilità di arrivare ai playoff. Sgambettare Newton e soci sarebbe una discreta soddisfazione, in una stagione che di gioie, ai tifosi in Red and Pewter, ne ha riservate davvero poche.

lunedì 24 ottobre 2016

Bucs in rimonta, terza W in archivio!


Era iniziata nel peggiore dei modi la partita dei Bucs al Levi's Stadium: subito in svantaggio per 0-14 contro un avversario non irresistibile ma abile nello sfruttare nel migliore dei modi gli errori di Tampa Bay (un 4th and 1 non convertito, un intercetto di Winston) e intenzionato a porre fine a una striscia di 5 sconfitte consecutive.

Ma a partire dal secondo quarto è andata in scena tutta un'altra partita.

In attacco i Bucs hanno iniziato a macinare yards, sia sulle corse con un ottimo Jacquizz Rodgers che ha replicato la brillante prestazione del Monday Night (per lui 154 yards in 26 portate) sia sui passaggi con il duo Winston-Evans autori anche stasera di ottime giocate e di un'intesa sempre migliore.

E anche in difesa non sono mancate le azioni importanti, decisive a cambiare l'inerzia del match a favore dei Bucs. Intercetti, fumble e sack, era da parecchio tempo che non si vedeva una difesa di Tampa Bay così "viva" e aggressiva.

Chiaramente in tutto ciò non va dimenticato il valore assai modesto dell'avversario: davvero brutti questi '49ers, con poche idee e anche piuttosto confuse. Inguardabili in difesa e con pochissima fantasia in attacco, al di là delle estemporanee corse di Kaepernick.

Ad ogni modo, vincere a San Francisco sia pure contro una "nobile decaduta" come sono gli attuali '49ers, è sempre una bella iniezione di fiducia, e la seconda W consecutiva in trasferta porta il record dei Bucs su un confortante 3-3. Considerato che i Saints e i Falcons hanno perso, la NFC South è decisamente aperta a tutte le possibilità...

La stagione è dunque ancora apertissima, e ritrovarsi a novembre senza dover già pensare al prossimo draft ma a battere i Raiders per portarsi su un record vincente mi sembra già un buon risultato, sul quale un po' tutti credo avremmo messo la firma ad inizio stagione.

Soprattutto considerando che sono ancora molti i giocatori importanti fermi ai box per infortuni vari, dai due RB Martin e Sims al DE Ayers, al WR Jackson. per fortuna stasera è rientrato Gerald McCoy (e si è sentita la sua presenza nel cuore della DL) speriamo che contro i Raiders l'infermeria continui a svuotarsi.

Per chiudere, le ormai immancabili righe dedicate a Roberto Aguayo: 4/4 per lui negli XP anche se uno è stato un palo-gol, mentre nei FG ha chiuso con 2/3, realizzando dalle 38 (sfiorando pericolosamente il palo) e dalle 37 (calcio "pulito" in mezzo ai pali) e sbagliando abbastanza nettamente quello dalle 50 yards. In definitiva, il solito match di Aguayo, un kicker al momento mediocre ma che si spera possa migliorare nelle rimanenti dieci partite...  

E adesso, dopo esserci gustati la bella W di San Francisco, speriamo di proseguire la striscia vincente con la prima W casalinga del 2016, contro quegli Oakland Raiders a cui è legato il momento più bello della storia dei Bucs: la magica notte di San Diego del 26/01/2003 quando i ragazzi in Red and Pewter allenati da Jon Gruden dominarono il Super Bowl n.37 superando quelli in Silver and Black per 48-21...

sabato 22 ottobre 2016

Ayers, Martin e McDonald assenti a San Francisco

Dall'infermeria dei Bucs continuano a giungere notizie non particolarmente confortanti. L'ultimo "bollettino medico" emesso ieri prima della partenza della squadra per San Francisco ha infatti reso noto che tre elementi non saranno disponibili per il match con i '49ers (il DE Robert Ayers, il RB Doug Martin e il DT Clinton McDonald) ed è in forse ("questionable") il ritorno sul terreno di gioco di Gerald McCoy.

Dovrebbero invece rientrare il TE Stocker, il WR Shorts, il C Hawleye il CB Adjei-Barimah, tutti quanti alle prese con problemi fisici ma in via di guarigione.

Senza dimenticare che, da qui al termine della stagione, i Bucs dovranno rinunciare a giocatori importanti quali il WR Vincent Jackson e il RB Charles Sims, oltre al fatto che due elementi non marginali della Defensive Line - i DE Jacquies Smith e George Johnson - nel 2016 non giocheranno nemmeno un singolo snap.

Infine ci sarebbero anche i "lungodegenti" inseriti nella "PUP list", che si spera possano rientrare il prima possibile, e cioè il WR Louis Murphy e l'OG J.R. Sweezy,

Esaurito l'aspetto "medico" e passando a questioni più tecniche, domenica i Bucs scenderanno in campo in California, contro quei San Francisco '49ers che non stanno certo attraversando un buon momento di forma, reduci dalla batosta di Buffalo (45-16 per i Bills) e che hanno una striscia aperta di 5 sconfitte consecutive, dopo l'esordio vincente nell'opener stagionale contro i Rams.

Sarebbe importante che i Bucs, pur a ranghi ridotti per infortuni di ogni tipo, riuscissero ad allungare la striscia perdente di SF a quota 6; una eventuale vittoria in California, la seconda consecutiva in trasferta dopo la W di Charlotte dello scorso Monday Night, darebbe entusiasmo all'ambiente, riporterebbe il record W-L di Tampa Bay in parità sul 3-3 e - in attesa del rientro dei tanti infortunati - consentirebbe di guardare alla seconda parte della stagione con un minimo di fiducia.

domenica 15 dicembre 2013

Vincono i '49ers, come da scontato pronostico

Adrian Clayborn in azione 
Tutto secondo pronostico e nessuna sorpresa al RJS, per l'ultima partita casalinga di questa brutta stagione 2013 per i Tampa Bay Buccaneers.

San Francisco si è confermata squadra di livello superiore, e sebbene il punteggio finale sia un po' ingeneroso con i Bucs, puniti un po' troppo severamente, si può dire che i '49ers hanno avuto sempre il controllo del match, e alla fine la W è andata alla squadra che ha senza dubbio meritato di uscire dal campo con la vittoria in tasca.

Ma come hanno giocato i Bucs?

La difesa, tutto sommato, il suo dovere l'ha fatto. Certo, purtroppo nei momenti cruciali non è riuscita a fermare Kaepernick in quelle due/tre giocate decisive per chiudere improbabili down che alla fine hanno fatto tutta la differenza a favore di San Francisco.

Ma va sottolineato come la nostra D sia dovuta rimanere troppo a lungo in campo, non aiutata minimamente da un attacco che ha prodotto solo due potenti fiammate, ossia i due drive che hanno portato ai TD di Jackson e Wright, ma che per il resto non si è praticamente mai visto.

Due ottimi drive e per il resto il nulla assoluto; si può sintetizzare così la prestazione offensiva dei Bucs di stasera. Un po' troppo poco per sperare di vincere contro San Francisco, producendo solo due efficaci serie offensive e poi una marea di errori e scelte sbagliate.

Con 39 yards totali guadagnate su corsa non si va da nessuna parte, a maggior ragione se il QB si ferma a 179 yards di passaggio. A QB invertiti sarebbe probabilmente finita in maniera diversa; ad oggi Kaepernick è decisamente un giocatore di ben altro livello rispetto a Glennon, che in queste ultime tre partite, vittoria su Buffalo compresa, non ha fatto vedere gli auspicati miglioramenti, anzi, pare essersi un po' involuto rispetto al brillante giocatore visto nel mese di novembre.

In difesa, da sottolineare oltre ai soliti noti, la prestazione del DE William Gholston, il rookie da Michigan State che già da alcune partite sta dimostrando di poterci stare eccome in questa D-line, considerata anche la non fortissima concorrenza nel ruolo specifico di DE.

E adesso andiamo a chiudere la stagione con due trasferte consecutive, prima a St. Louis e poi a New Orleans. Ma se giochiamo come stasera, dubito potrà arrivare un'altra W prima del 2014...

mercoledì 11 dicembre 2013

RJS tutto esaurito per la sfida con San Francisco

Il RJS tutto gremito, un evento raro a Tampa!
La notizia va segnalata, perché tutto sommato è accaduto raramente negli ultimi tempi che il Raymond James Stadium facesse registrare il "tutto esaurito" già da alcuni giorni precedenti la partita.

Ieri il sito ufficiale dei Bucs annunciava questo piccolo "evento", ma a ben vedere il "sold out" per questa partita era facilmente pronosticabile, e per vari motivi.

In primo luogo, si tratta dell'ultima partita casalinga del 2013; dopo questo match bisognerà attendere sino al prossimo mese di agosto per rivedere la squadra in azione "live", e già questo sarebbe un buon motivo per non perdersi l'ultimo appuntamento casalingo.

Poi, la squadra è reduce da tre vittorie interne consecutive, e questo male non fa (anzi) per incrementare la vendita di biglietti, dato che sono proprio le "W" a contribuire più di ogni altra cosa affinché ci sia uno stadio bello pieno e senza tutti quei desolanti sedili vuoti...

E sicuramente anche l'avversario di grido (i San Francisco '49ers, team "storico" e glorioso nonché tra i candidati principali a rappresentare l'NFC al prossimo Super Bowl) ha contribuito non poco a far sì che già da martedì i biglietti fossero tutti quanti venduti.

Inoltre, nel dopo partita al RJS avrà luogo un concerto, per cui mettiamoci anche i fans della band "MercyMe" che si esibirà dopo Bucs e '49ers tra i vari motivi che hanno portato al "tutto esaurito".
 
Tampa Bay concluderà la stagione 2013 con tre "sold out" casalinghi; dopo quelli con Eagles e Dolphins, si chiuderà dunque in bellezza (almeno per quel che riguarda gli spalti gremiti) con i San Francisco '49ers. E se poi ci scappasse anche il miracolissimo sul rettangolo di gioco...! ;-)

lunedì 9 dicembre 2013

Bucs-'49ers, uno sguardo ai grandi match del passato

1997: Bucs -'49ers sulla copertina di SI
Oggi i San Francisco '49ers sono una delle "corazzate" dell'NFL: reduci dallo scorso Super Bowl perso all'ultimo soffio contro Baltimore, anche quest'anno la squadra californiana è in piena corsa per un posto ai playoff ed è tra le principali candidate a rappresentare l'NFC al prossimo SB di New York. 

I Tampa Bay Buccaneers sono invece da troppi anni relegati nei bassifondi della classifica, ed anche qauest'anno il sogno di approdare ai playoff è svanito già dopo le primissime giornate. Eppure c'era un tempo - nemmeno troppo lontano - in cui Bucs e '49ers erano avversarie per così dire di "pari livello" e sebbene siano state abbastanza rare, non sono mancate nel corso degli anni alcune "imprese" compiute dai pirati della Florida ai danni dei cercatori d'oro californiani... 

Gli scontri diretti parlano infatti chiaramente a favore dei niners (16 vittorie a 5 per San Francisco nei 21 precedenti sin qui disputati, playoff compresi), ma quelle poche volte in cui l'abbiamo spuntata noi, diciamo che siamo riusciti a toglierci alcune belle soddisfazioni...

In attesa del match di domenica prossima, quando i '49ers arriveranno al RJS per una partita praticamente senza pronostico tanto la squadra di coach Jim Harbaugh è favorita, voglio ricordare brevemente tre incontri del recente passato tra queste due squadre, che chiunque segua i Bucs da un po' di tempo credo rammenti ancora oggi (quasi) alla perfezione...

31 agosto 1997, week 1: Buccaneers - '49ers 13-6 
Fu proprio questa la prima partita in assoluto disputata dai Bucs indossando le nuovi uniformi dopo il "pensionamento" di Bucco Bruce, ed esordio più ostico non poteva esserci: al Tampa Stadium (ai tempi si giocava ancora al mitico Big Sombrero) arrivarono infatti i San Francisco '49ers, lo squadrone che con i Dallas Cowboys aveva dominato a mani basse gli anni '90 e che seppure avviato sulla via di un lento declino avrebbe dovuto rappresentare un ostacolo insormontabile per i giovani Buccaneers allenati da Tony Dungy.

Tampa Bay, all'epoca, era reduce da quattordici campionati consecutivi terminati con record perdenti (!), ma in squadra erano già presenti tre dei giocatori che avrebbero composto l'ossatura della formidabile difesa che di lì a qualche anno avrebbe condotto i Bucs alla vittoria nel Super Bowl n.37 (Sapp, Brooks, Lynch).

Il match ebbe un andamento estremamente equilibrato, Tampa Bay giocò con una fisicità fuori dal comune, e con un formidabile Warren Sapp (che si meritò gli onori della cover di Sports Illustrated) a tenere quasi da solo in scacco l'attacco dei californiani. Fu una partita brutta, sporca e cattiva (o semplicemente meravigliosa, a seconda dei punti di vista!) con i Bucs che nel secondo tempo recuperarono lo svantaggio di 0-6 segnando 13 punti consecutivi e resistendo agli attacchi finali dei '49ers. 

Prima partita e prima vittoria con le nuove divise, contro un avversario titolatissimo... in pratica, un piccolo-grande trionfo. "New uniforms, new attitude" era più o meno lo slogan utilizzato da Tampa Bay per la stagione 1997 e quale esordio migliore poteva esserci, che superare uno dei team più forti degli ani '90 dopo una vera e propria battaglia...

12 gennaio 2003, Divisional Playoff: Buccaneers - '49ers 31-6 
Sì, confermo: c'era un tempo in cui non solo i Bucs giocavano i playoff, ma saltavano anche il wild card game, entrando in gioco solamente nel turno successivo... nei playoff 2002 (l'anno del Trionfo) i Bucs iniziarono la postseason proprio nel Divisonal game contro i i 49ers di Jeff Garcia (un QB che anni più tardi avremmo visto tra le nostre fila) che all'ultimo soffio avevano eliminato i New York Giants in un rocambolesco wild card game.

Si pensava di assistere ad un match equilibrato, con Bucs e '49ers a combattere fino all'ultimo per andare a sfidare gli Eagles a Philadelphia. E invece no: fu dominio assoluto da parte di Tampa Bay, che chiuse il match già nel primo tempo, andando all'intervallo sul punteggio di 28-6 dopo 30 minuti di football quasi perfetto. La difesa si confermò come sempre una garanzia, ma in questa partita anche l'attacco girò a mille, e per i 49ers non ci fu mai la possibilità di rimettere in discussione l'esito della sfida.

Forse una delle gare in assoluto meglio giocate – su entrambi i lati, attacco e difesa – da parte di quel formidabile team che troppo spesso accanto ad una difesa dominante proponeva invece un attacco quantomeno "rivedibile". Ma così non fu in questa partita, in cui entrambi i reparti – D e O – giocarono al meglio delle loro possibilità. 2 TD su corsa di Alstott, uno per il WR Jurevicius e uno per il TE Dudley, oltre ad un FG di Gramatica, sigillarono il punteggio sul 31-6. Tempo un paio di settimane e i Bucs avrebbero alzato al cielo il Vince Lombardi Trophy, nella indimenticabile notte magica di San Diego...

21 novembre 2010, week 11: '49ers - Buccaneers 0-21
Questo invece è un match recente, e risale solo a tre anni fa, alla stagione del "grande bluff", quella in cui sembrava che i Bucs fossero avviati a costruire qualcosa di importante, ma il record finale di 10-6 fu a dir poco ingannevole, visto che dalla stagione seguente ai nostri giorni si sono succedute solo delusioni in serie. Per non parlare di quella massima, tra le delusioni, e cioè Josh Freeman, che a quella memorabile annata fece seguire campionati sostanzialmente mediocri e comunque mai più all'altezza di quell'illusorio 2010.

Ma torniamo a questa partita del novembre 2010, in cui i Bucs espugnarono il Candlestick Park tenendo a zero punti segnati i '49ers (non accadeva da oltre trent'anni, dal 1977, che San Francisco non segnasse punti in un match casalingo!) con Freeman che si prese il lusso di lanciare un TD pass anche all'OL Donald Penn, oltre a condurre la squadra ad un successo brillante e mai in discussione.

Quell'anno San Francisco era un team che navigava nei bassifondi nella NFC West, ma espugnare uno stadio "mitico" dell'NFL come il Candlestick Park, per di più tenendo a zero punti segnati, dopo decenni, una delle squadre più gloriose di sempre è, come si dice in questi casi, "priceless".


E dopo il dolce amarcord, veniamo all'amaro presente: nessuna illusione, domenica San Francisco vincerà al RJS e continuerà la sua cavalcata verso i playoff. Sarà comunque importante vedere che "grado" di opposizione ci sarà da parte di Tampa Bay. Ci faremo travolgere come a Charlotte o perderemo in maniera "dignitosa" e giocandocela fino all'ultimo come è accaduto a Seattle?

Come ripetiamo ormai da tempo, queste partite di fine stagione meritano comunque di essere seguite con attenzione, non fosse altro che per meglio valutare alcuni giocatori in ottica 2014 (Bobby Rainey e Mike Glennon su tutti, tanto per fare nomi).

E non è escluso che questi match siano importanti anche per definire le sorti del nostro "amatissimo" coaching staff... rivedremo Schiano & co. anche l'anno prossimo sulla sideline dei Bucs? Glazer a parte nessuno conosce la risposta a questa domanda (forse nemmeno i Glazer stessi!) e qualche indizio credo che potrebbero darcelo le prossime tre partite, dato che – ad esempio – perderle ignobilmente tutte quante o magari riuscire a vincerne un paio potrebbe fare per Schiano, a fine stagione, la differenza tra avere un posto di lavoro anche per l'anno prossimo oppure ritrovarsi disoccupato...