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| Larry Fitzgerald, fuoriclasse dei Cardinals |
E se tornassimo, per una volta, a parlare solo e semplicemente di football?
Ormai, ed è così da quando è iniziata la stagione, ci si ritrova ogni giorno a discutere di complotti, di quello che "accoltella" alle spalle quell'altro, di decisioni più o meno schizofreniche da parte del nostro CS che hanno contribuito a trasformare fin dal suo avvio la stagione 2013 - che doveva essere quella del ritorno ai playoff! - in una annata pessima, intossicata da troppi "veleni" che hanno reso l'aria irrespirabile dalle parti di One Buc Place.
Non so voi, ma sarei un po' stufo di discutere di tutto tranne che, appunto... di football!
Football giocato, si diceva... beh, trovandosi in una situazione così precaria come quella attuale, è evidente come il match con gli Arizona Cardinals rappresenti un po' un punto "di non ritorno" per i Bucs. I due scenari possibili, infatti, parlano chiaro: una vittoria allontanerebbe almeno per una settimana le nubi da Tampa, mentre l'ennesima sconfitta, contro un avversario che ha molti giocatori infortunati e che anche al completo - con tutto il rispetto per alcuni campioni che Arizona ha tra le sue fila (Fitzgerald su tutti) - non è proprio un top team dell'NFL.
Ma se ad Arizona l'infermeria è piena, anche quella di Tampa Bay non è affatto vuota. In settimana non si sono allenati nè Vincent Jackson nè Mike Williams, ma è fondamentale che entrambi riescano a recuperare per domenica. Fare esordire Glennon schierando Ogletree e Page come WR titolari, beh... sarebbe davvero troppo!
Come sempre, una delle chiavi della partita sarà la pressione che la nostra difesa riuscirà mettere addosso al QB di Arizona, il non fenomenale Carson Palmer. Vorrei vedere una linea aggressiva, che al di là dei sack riesca a "dare fastidio" a Palmer per l'intero corso del match, non solo nel primo quarto come a Foxboro, dove Brady a partire dai secondi quindici minuti ha avuto davvero troppo tempo a disposizione per selezionare il WR più libero e meglio piazzato.
Poi sarà da valutare l'eventuale utilizzo di Tom Crabtree, in pratica l'unico vero TE di un certo spessore rimasto in squadra, che pare ancora abbastanza lontano dal pieno recupero... certo comunque che se Glennon non potrà contare nè su Crabtree, nè su Williams, nè su Jackson, beh... sarebbe un po' come mandarlo in guerra dandogli una baionetta mentre gli altri usano i cannoni...!
Intanto, una notizia che potremmo definire "curiosa", per quel che riguarda la trasmissione in TV delle partite dei Bucs. Ora, come è noto bisognerebbe vendere almeno l'85% dei biglietti del RJS affinché sia possibile consentire la trasmissione delle partite nell'area di Tampa. Ebbene, da qui al termine del campionato tutte le partite dei Bucs saranno teletrasmesse, in pratica i Glazer hanno voluto "premiare" la tifoseria locale, per cui anche nel caso di spalti semivuoti le partite saranno ugualmente visibili in TV.
Questo le parole della società:
“In appreciation for the loyal support of our fans throughout the Tampa
Bay area, we have committed to televise the remaining seven home games
of the 2013 season,” Buccaneers co-chairman Bryan Glazer said.
Non per "pensare male" eh, ma non è che col "contentino" delle partite trasmesse in TV i Glazer stiano cercando di "distogliere" l'attenzione dai mille problemi che stanno trasformando la stagione dei Bucs in un vero e proprio calvario? La risposta sembrerebbe fin troppo facile, in effetti...!
Chiudo con una breve riflessione. Adesso il nostro QB è Glennon, un ragazzino che non ha la minima colpa di essere capitato in quel "manicomio" ;-) che sembrano essere diventati i Tampa Bay Buccaneers, e che domenica affronterà un test durissimo e forse al di fuori della sua portata. Credo che mai come adesso, proprio in un momento difficile come questo, tutti coloro che vogliono bene ai nostri colori dovrebbero sostenere dall'inizio alla fine e con il massimo calore possibile per tutti i 60 minuti del match - mi riferisco in particolare ai tifosi che saranno presenti al RJS - il rookie a cui è stata affidata la guida del team e i suoi compagni in red and pewter. Altra cosa è l'opinione sul CS e sull'HC, che esce malissimo non solo da come ha gestito la questione Freeman ma che proprio ha dimostrato di non essere all'altezza di guidare un team NFL. Ma non esiste proprio - dal mio punto di vista - auspicare sconfitte "salutari" (salutari a chi? A cosa?) o addirittura sperare in una - l'ennesima - debacle da parte della nostra squadra.
Per carità, ovviamente ognuno faccia come gli pare, ma ci mancano solamente i "gufi" tra i nostri stessi tifosi, e poi l'opera di "autodistruzione" sarebbe - davvero - completata.... ad ogni modo, non c'è proprio niente da fare e non posso che arrendermi di fronte all'evidenza: volevo solo parlare di football, almeno in questo post, e invece niente, eccomi ancora qui a blaterare a proposito di Schiano, Freeman, Glennon....! ;-)