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lunedì 30 dicembre 2024

Atlanta KO, i Bucs sono ora arbitri del proprio destino

I Washington Commanders hanno fatto un bel favore non solo a se stessi, superando i Falcons al termine di un match tiratissimo concluso solo in overtime, ma anche ai Buccaneers, che grazie alla sconfitta di Atlanta ritornano in vetta nella NFC South e ridiventano arbitri del proprio destino.

Superando domenica prossima New Orleans, al RJS, i Bucs vinceranno per il quarto anno consecutivo la NFC South e approderanno ai playoff. In pratica, per i Bucs quello con i Saints è già un match anticipato di postaseason, nel senso che vincendolo proseguirebbe la stagione, mentre perdendolo calerebbe il sipario su questa annata, a meno di una contemporanea quanto improbabile vittoria dei Panthers sui Falcons.  

Atlanta, dicevamo, ha sprecato una occasione enorme, e dobbiamo ringraziare la scellerata gestione del finale di gara da parte di Raheem Morris, uno che a Tampa ricordiamo tra i peggiori HC di sempre nella cinquantennale storia della franchigia e rispetto al quale anche uno come Todd Bowles sembra quasi avere la sagacia tattica di un drago della sideline, per capire quale sia il livello di Morris. E chi c'era, nell'infausta stagione 2011, ricorderà cosa è stato capace di combinare Raheem a Tampa... 

Morris, dicevamo, pur avendo a disposizione due preziosissimi timeout, nel finale del quarto periodo ha gestito malissimo gli ultimi secondi del match, "mangiandosi" il tempo e non usando i timeout, costringendo il proprio kicker ad un difficile FG dalle 56, il cui esito ha fatto stappare bottiglie di quello buono dalle parti di Tampa.

In overtime, ci ha pensato Daniels (ha dei numeri interessanti, il QB rookie di Washington) a guidare i suoi al drive della vittoria, concluso con un TD pass per il TE Ertz e quindi senza nemmeno dare ai Falcons il possesso per una eventuale replica.

A parte che, benché sia facile dirlo col senno di poi, forse Atlanta avrebbe fatto bene ad andare direttamente con la conversione da due punti nel finale di match, anziché calciare per il supplementare. 

E' una questione molto dibattuta quella se andare con la trasformazione da uno o da due punti in casi simili; Denver, sabato a Cincinnati, è andata da uno ed ha perso in overtime, come Atlanta ieri. Anche i Bucs, a Kansas City, preferirono calciare per andare in overtime, con l'esito funesto che ricordiamo. 

Ringraziamo dunque il QB Daniel e l'HC Morris per le belle emozioni che ci hanno regalato nel sunday night, e adesso tutto dipende dai Bucs: guai a pensare che i Saints verranno a Tampa in vacanza, a loro rimane un unico obiettivo stagionale, ossia cacciare Tampa Bay fuori dai playoff, ed è sicuro che faranno di tutto per provarci. 

I Bucs dovranno scendere in campo come se si trattasse di una partita di playoff, "con il coltello tra i denti", guai a prendere sottogamba un avversario che, storicamente, è sempre ostile e mai facile da superare, benché in difficoltà come in questa stagione.

Domenica prossima avremo dunque due obiettivi da raggiungere: quello principale sarà vincere la partita e approdare ai playoff; quello secondario ma che comunque noi tutti speriamo venga raggiunto è che Mike Evans guadagni quelle 85 yards che gli farebbero continuare la striscia leggendaria di stagioni consecutive con almeno 1.000 yards ricevute.  

giovedì 29 gennaio 2015

Raheem Morris nel coaching staff dei Falcons?

Ve lo ricordate, vero, Raheem Morris? Sì, proprio lui, il peggiore Head Coach /Defensive Coordinator nella quarantennale storia dei Tampa Bay Buccaneers.

Ebbene, l'accordo non è stato ancora ufficializzato, ma i soliti bene informati danno l'affare per concluso: Morris farà parte del nuovo coaching staff degli Atlanta Falcons, che sarà diretto da un nuovo HC, quel Dan Quinn attualmente DC dei Seahawks ed impegnato questa domenica a guidare la difesa di Seattle nel Super Bowl n.49.

Raheem rivestirà il ruolo di "assistant head coach/passing defense coach", dunque un ruolo di assistente di Quinn e al tempo stesso di allenatore della difesa nel gioco aereo.

Se la perizia e l'abilità di Morris nel guidare una difesa sono rimaste le stesse mostrate nelle sue tre stagioni come HC di Tampa, anni in cui rivestì anche i panni di Defenisve Coordinator, gli avversari dei Falcons - in particolare QB e WR - possono dormire sonni tranquilli...!

Battutacce a parte, non mi sembra che il suo innesto possa rinforzare in maniera particolare il nuovo CS di Atlanta, ma questi non sono problemi nostri. L'augurio, ai "simpaticissimi" falchetti di Atlanta, è che il buon Raheem confermi anche in Georgia le sue incredibili doti di illustre stratega difensivo (....); good luck, coach! ;-)

martedì 31 dicembre 2013

Due anni dopo al punto di partenza... oppure no?

Morris, Schiano e Smith, rispettivamente HC dei Bucs di ieri, oggi e... domani?
Cosa è cambiato rispetto a due anni fa, quando in una situazione apparentemente analoga a quella attuale i Bucs licenziarono l'HC dell'epoca, il sin troppo "morbido" Raheem Morris, per sostituirlo con un vero e proprio "sergente dei marines", e cioè Greg Schiano?

Sono cambiate parecchie cose, credo, benche' in apparenza si debba ripartire ancora una volta da un record di 4-12 e da un team che se non è allo sbando... poco ci manca!

Rispetto a due anni fa i Bucs possono oggi contare su un team complessivamente più forte, e anche se ci sono enormi voragini da colmare (basti pensare che per quanto riguarda i TE, rookie Wright a parte, i Bucs ne sono praticamente privi) non si tratta di ricostruire una squadra da zero, ma di portare avanti quel processo di crescita che con Schiano si era bruscamente interrotto.

Non mancano anche adesso situazioni difficili e nodi cruciali da sciogliere (QB starter in primis) ma nel complesso mi pare che rispetto a quando terminò la stagione 2011 ci sia ora qualche importante certezza in più da cui ripartire come ad esempio Doug Martin e Vincent Jackson in attacco e Darrelle Revis e Lavonte David in difesa, tanto per citare alcune "stelle" che dovranno essere importanti punti di forza per i nuovi Bucs 2014.

Per quanto riguarda poi la scelta dell'HC , voglio sperare che i Glazer abbiano imparato dagli errori commessi nel recente passato e dunque che non affideranno più la guida tecnica della squadra a un coach esordiente assoluto in NFL. E' andata malissimo con Morris, esito analogo si è avuto con Schiano, per cui di allenatori "rookie" mi augurerei di non vederne più dalle parti di One Buc Place.

Il nome che circola non più insistenza in queste ore per quel che riguarda la sideline di Tampa Bay è quello di Lovie Smith. Credo che parecchi tifosi dei Bucs si ricordino di Smith, che dal 1996 al 2000 fu il LB coach dei Buccaneers allenati da Tony Dungy. A questa prima esperienza in NFL con i Bucs, seguirono per Smith gli anni a St. Louis come DC (dal 2001 al 2003) e poi l'esperienza più importante, le nove stagioni da Head Coach dei Chicago Bears, condotti sino al Super Bowl n.41 perso contro i Colts di Peyton Maning.

Vedremo se l'ipotesi Smith sarà destinata a trovare conferma; "profilo" e "curriculum" di questo allenatore potrebbero anche essere quelli giusti qualora (io me lo auguro) si decida di andare per quel che riguarda l'HC su un "usato sicuro" (sulla falsariga di Andy Reid a Kansas City) anziché su una "scommessa" (come lo sono stati Morris e Schiano).

Smith inoltre conosce l'ambiente di Tampa, il che non guasta, ma soprattutto è uomo di profondissima esperienza a livello di NFL e tutti noi sappiamo bene cosa abbia significato - negli ultimi 5 anni - essere guidati dalla sideline da allenatori che non avevano la minima idea di cosa significasse fare l'HC a certi livelli...

Naturalmente l'HC è solo uno dei numerosi tasselli che andranno a comporre i nuovi Buccaneers. Molto importante sarà la scelta del nuovo GM chiamato a sostituire Dominik, così come sarà interessante vedere chi rimarrà dell'attuale coaching staff, anche perché a differenza di due anni fa non credo che tutti gli attuali allenatori siano da sostituire (uno che terrei è Dave Wannstedt, ma ce ne sono anche altri che meriterebbero la riconferma).

Poi, definiti GM, HC e CS, ci sarà da valutare come impiegare non solo la pick n.7 overall del prossimo draft ma anche le rimanenti scelte, decidere quali free agent andare a prendere e quali veterani rilasciare e soprattutto (e questa sarà la mossa più importante di tutte) a chi affidare la guida dei Bucs sul rettangolo di gioco, ossia chi sarà il nuovo QB starter dei Tampa Bay Buccaneers edizione 2014...

Non credo che rivedremo Glennon titolare l'anno prossimo; probabile che Mike rimanga a roster, ma nel ruolo di backup anzichè in quello di starter. Quanto poi sia importante il QB, nella NFL di oggi, penso sia evidente a tutti. Se una squadra può contare su "califfi"del calibro di Brees, Rodgers, Brady, Manning (per citare la vecchia guardia) o su giovani talenti dal futuro - ma anche dal presente - più che brillante (Newton, Kaepernick) di strada ne farà, e anche molta. Del resto basta ricordarsi dei Bucs del 2010, team tutto sommato modesto ma guidato da un Freeman che in quella stagione giocò alla grandissima, per rendersi conto che una volta trovato il QB giusto, metà dell'opera è fatta (e forse anche di più...).

Ma una cosa alla  volta: adesso vediamo se la scelta di HC e GM sarà fulminea come sono stati i licenziamenti di Schiano e Dominik, l'importante è che sia una decisione ben ponderata, valutata con estrema attenzione e magari, anche solo per scaramanzia, evitiamo di far firmare al prossimo HC un contratto di cinque anni, ok?! ;-)

venerdì 13 aprile 2012

Tanard Jackson firma con i Redskins

Un celebre proverbio dice "Dio li fa e poi li accoppia". Ebbene, a nemmeno due giorni dal suo rilascio, Tanard Jackson ha prontamente trovato una squadra disposta ad accoglierlo. E in quale team poteva finire il buon "Tanardo" se non ai Washington Redksins, la cui secondaria è allenata - ma guarda che coincidenza... - da una nostra famigerata nonché vecchia conoscenza, ossia Raheem "the nightmare" Morris?
Dio li fa e poi li accoppia: Tanard Jackson e  Raheem Morris
Era facile prevedere che Morris avrebbe portato a Washington Tanard Jackson, che se "sano" e (soprattutto) "pulito" è senz'altro un ottimo giocatore. Il punto, è che se i Bucs hanno deciso di rilasciare - nonostante la "tragica" situazione in cui versa la propria secondaria - il due volte squalificato per uso di droga (e ad una sola squalifica dalla radiazione a vita dall'NFL), forse c'era qualche ragione un po' più seria e complessa, del semplice fatto che il ragazzo non stava seguendo il percorso previsto per la riabilitazione dall'infortunio alla spalla...

Ma a quel geniaccio (molto, molto incompreso) di Morris non sarà parso vero di fare un "dispettuccio" alla squadra che lo ha licenziato (con tre anni di ritardo!), voglioso presumo di dimostrare che Dominik e Schiano non avevano capito un bel niente nel decidere di tagliare Jacskon e che ci penserà lui, sommo stratega difensivo, a riabilitare l'ex safety di Tampa Bay.

Scherzi (e battutacce) a parte - che peraltro Morris si merita in abbondanza, visti gli anni da incubo vissuti sotto la sua guida - sarà davvero interessante verificare se hanno avuto ragione i nostri GM ed HC, o se invece Tanard Jackson meritava l'ennesima occasione per dimostrare di non essere una "mela marcia" incapace di tenersi lontano dai guai.

Ecco, di sicuro se Tanard Jackson rimarrà nel roster dei Redskins e se all'epoca Morris non sarà già stato licenziato, ci sarà un motivo in più per non perdere il match di regular season tra Bucs e Skins (squadre che tra l'altro si incontreranno anche in preseason)...e tutto sommato, da parte di Josh Freeman, potrebbe essere una buona occasione per mettere a posto le statistiche, quella di affrontare una secondaria allenata dal "mitico"...!

domenica 29 gennaio 2012

I primi commenti dei giocatori sul nuovo HC

Tutti coloro che seguono abitualmente i Bucs credo ricorderanno i commenti sempre entusiasti e l'incondizionato supporto che i giocatori di Tampa Bay hanno sempre riservato al loro ex allenatore, Morris, anche quando cercare di difendere le malefatte di Raheem era impresa più ardua che tentare di arrampicarsi su una parete di vetro...

Ebbene, a quanto pare i giocatori si sono dimenticati in fretta del loro "amicone", pronti a salire sul carro del nuovo HC, Greg Schiano. Per carità, tutto regolare e questo atteggiamento non sorprende più di tanto, ad ogni modo vediamo cosa hanno detto coloro che domenicalmente dovranno scendere in campo, a proposito del loro nuovo HC.
Greg Schiano e famiglia a One Buc Place

Da segnalare, il giorno della presentazione di Schiano a One Buc Place, la presenza anche di un grandissimo Bucaniere del recente passato, Mike Alstott, oltre a quella di attuali componenti del roster tra cui il QB Josh Freeman e il RB LeGarrette Blount.

Entusiasta Josh Freeman, che per essere presente a One Buc Place il giorno della presentazione di coach Schiano è saltato sul primo aereo disponibile per Tampa... queste le sue parole, dal Tampa Tribune: "To be honest, I think he's a great fit," Freeman said after the Bucs made Greg Schiano the ninth head coach in franchise history. "I'm rushing to the airport right now to catch a flight to Tampa, and I'm excited about the news. From everything I hear about him, he's the right guy. I can't wait to meet him."

Un giocatore dei Bucs che conosce molto bene Greg Schiano è Jeremy Zuttah, l'offensive lineman (che tra poco diventerà free agent) che al college ha giocato proprio a Rutgers, alle dipendenze di coach Schiano. Sempre dal Tampa Tribune, queste le parole di Zuttah: "He's a great coach," said Zuttah, who started 40 games for the Scarlet Knights before the Bucs selected him in the third round of the 2008 draft. "Coach Schiano believes in doing everything the right way, and the man's very energetic. More than that, he knows how to instill energy to his players. This is his first time as a head coach at the NFL level, and I'm confident he'll get the job done. We certainly ran the ball a lot in college," Zuttah said. "I'm not absolutely certain that will carry over at the NFL level, we'll have to see, but it's what we did at Rutgers. I can remember when he recruited me. Coach Schiano didn't make false promises. He had a vision for the program and he made you believe he would get the job done."

Oltre a Freeman e Blount, il giorno della presentazione di Schiano erano presenti a One Buc Place anche altri giocatori dei Bucs: Arrelious Benn, George Johnson (come Zuttah, anch'egli proveniente da Rutgers), Cody Grimm, Luke Stocker e Jeff Faine. Non c'era invece Kellen Winslow, che non ha però fatto mancare i suoi commenti sul nuovo HC, riportati da Pro Football Talk, e da cui emerge che Winslow avrebbe probabilmente preferito Rob Chudzinski come nuovo capo allenatore dei Bucs: "I was really hoping for Coach Chudzinski who I was with at Miami and Cleveland,” Winslow said. “But, you know, we got another guy in Greg Schiano who I know and heard he’s one of the best coaches people have been around. And he’s got a lot of enthusiasm and [is] real energetic so I’m excited, man.” So what does Winslow think about Schiano? “I’m happy with Greg Schiano,” Winslow said. “You know, I was just kinda hoping that it would be Chud. But Greg Schiano is fine with me, man."

Per chiudere, una "battuta" (involontaria, as usual...) dell'indimenticato Raheem Morris, direttamente dal Senior Bowl: a precisa domanda sul suo ex OC Greg Olson, Morris ne ha tessuto le lodi, segnalandone soprattutto la capacità di sviluppare i giovani giocatori: "He's great at developing young players", le parole del nostro ex Head Coach. Eh già, come no, infatti basta vedere come Olson ha sviluppato - ma all'indietro! - nella stagione appena trascorsa i giovani di belle speranze quali Mike Wiliams, LeGarrette Blount e soprattutto Josh Freeman, che erano stati affidati alle sue cure...

sabato 28 gennaio 2012

Buon lavoro, coach!

Greg Schiano nel corso della conferenza stampa
Buon lavoro, coach! Credo sia questo l’augurio che, di cuore, ogni tifoso dei Bucs voglia rivolgere al nuovo allenatore di Tampa Bay, Greg Schiano, presentato ieri ufficialmente a One Buc Place nel corso di una conferenza stampa.

Personalmente, l'impressione che mi ha fatto coach Schiano, che non conoscevo, è stata buona. A sentirlo parlare ricordava un po' Jon Gruden: parole ben scandite, concetti molto precisi e ribaditi con estrema decisione, finalmente sembrava di sentire parlare un VERO head coach e non - come capitava con il predecessore di Schiano - un allegro saltimbanco che esponeva teorie astratte quanto bizzarre, che si mangiava metà delle parole blaterando a raffica, che si inventava sciocchi neologismi (yungry...), che si copriva di ridicolo spesso e volentieri (l'autoproclamazione dei Bucs come miglior team della NFC dopo le prime risicate vittorie ottenute nel 2010, tanto per dirne una...) e che aveva un carisma pari allo zero assoluto.

Nessuno può prevedere cosa combinerà sul campo coach Schiano, e sappiamo benissimo che saranno solo i risultati, e in particolare il numero di vittorie ottenute, il giudice ultimo che dirà se la scelta di affidarsi all’ex coach di Rutgers sia stata una mossa abile ed astuta o solamente l’ennesima decisione sbagliata della famiglia Glazer.

Ad oggi, l’unica cosa che si può dire è che Schiano sembra una persona di buon senso ed assai motivata, e le referenze che può vantare sembrano essere quelle giuste per riportare sulla buona strada l’ambiente dei Bucs, visto che coach Schiano viene ritenuto un allenatore molto “rigoroso”, dal forte carattere, e che dovrebbe essere in grado di riportare ordine e disciplina in uno spogliatoio che, nel triennio di Morris, aveva deviato sempre più verso una “anarchia” divenuta negli ultimi tempi pressoché assoluta.

Adesso sarà molto importante vedere chi saranno i nuovi OC e DC, dato che a precisa domanda Schiano ha affermato che intende assumere sia un offensive che un defensive coordinator, affidando quindi la difesa a un allenatore specifico, nonostante lui stesso sia un coach di matrice prettamente difensiva, avendo ricoperto il ruolo di DC all’Università di Miami oltre a ruoli minori, sempre nel coaching staff difensivo, dei Chicago Bears.

In bocca al lupo a Greg Schiano, dunque. Con una sola certezza: che sarà comunque impossibile, per lui, fare peggio dei mille e mille disastri messi insieme da Raheem "sciagura" Morris nel suo dimenticabilissimo triennio... e comunque mi ha fatto davvero una strana impressione sentire parlare, nella conferenza stampa di ieri, un "vero" allenatore di football. Paragonata a quella del suo predecessore, l' "ars oratoria" di Schiano sembrava infatti quella di Al Pacino nei panni di coach Tony D'Amato in “Any given Sunday”!

venerdì 13 gennaio 2012

Raheem ai Redskins!

In attesa di sviluppi concreti sulla questione HC, la notizia della settimana è sicuramente un’altra: Raheem “sciagura” Morris ha già trovato un nuovo posto di lavoro a nemmeno due settimane dal suo licenziamento! Sono state infatti confermate le voci che circolavano nei giorni scorsi e Raheem è approdato proprio ai Redskins, dove allenerà il reparto dei defensive backs.
Morris e Shanahan

Trovo abbastanza singolare che qualcuno, tra l’altro un vecchio drago come Mike Shanahan, per migliorare il la propria difesa non vedesse l’ora di affidare i propri cornerbacks e safeties al peggior HC nonché DC di sempre dei Bucs. Ad ogni modo, buon per Morris e in bocca al lupo al nostro ex Head Coach, chissà che a Washington non possa rifarsi una verginità, compromessa e non poco dalla fallimentare esperienza triennale a Tampa Bay ma soprattutto dalle orribili prove del reparto difensivo dei Bucs edizione 2011.


Intanto, sono proseguite in settimana le trattative per portare a Tampa un nuovo Head Coach. In sintesi, la situazione al momento pare essere più o meno questa:
- Wade Phillips si è chiamato fuori, declinando un’intervista che avrebbe dovuto sostenere con il management dei Bucs.
- Brad Childress, ex HC di Minnesota, potrebbe arrivare ai Bucs ma solo per ricoprire il ruolo di OC e non di HC.
- Altri due nomi accostati nei giorni scorsi ai Buccaneers i sono accasati altrove: Mularkey ai Jaguars e Fisher ai Rams.
- Il nome nuovo (si fa per dire, viste le sue 68 primavere!) è quello di Marty Schottenheimer, veterano di mille battaglie sulle sideline di Browns, Chiefs e Chargers. Se si cercava un allenatore di esperienza, da questo punto di vista il buon vecchio Marty non mi sembra possa avere rivali..
- Mike Sherman, il nome circolato subito dopo l’esonero di Morris, rimane tra i candidati principali.
- Jason LaCanfora, su NFL.com, segnala che i Bucs intervisteranno, oltre al DC dei Benglas Mike Zimmer il cui nome era già uscito nei giorni scorsi, anche l’OC di Carolina  Rob Chudzinksi. Gli 86 punti segnati dai Panthers ai Bucs nei due match del 2011 sono valsi a Chudzinksi quantomeno un’intervista per diventare HC dei Bucs...

venerdì 6 gennaio 2012

Morris a Washington?

Ma davvero a Washington - così pare - hanno intenzione di offrire il ruolo di allenatore dei DB nonché di Assistant Head Coach a Raheem Morris? No, perché dopo tutti i disastri combinati a Tampa, soprattutto per quel che riguarda la difesa di cui era il responsabile principale, sembra incredibile che a pochi giorni dal suo licenziamento ci sia già qualche squadra pronta ad affidargli la cura della propria secondaria, nonché il ruolo di assistente del capo allenatore… mah, evidentemente il GM dei Redskins Bruce Allen, anch'egli un ex bucaniere, si sarà fatto una buona opinione di Morris ai tempi della comune militanza in Florida, certo che al posto di Shanahan ci penserei mille volte prima di affidare la cura di cornerbacks e safeties a quel geniaccio (assai incompreso) della difesa che risponde al nome di Raheem “the nightmare” Morris...!

Per quel che riguarda le voci sul nuovo HC dei Bucs, sembra allontanarsi l'ipotesi Jeff Fisher, che pare intenzionato a scegliere la sideline di una tra Rams e Dolphins, mentre dopo l’intervista al DC dei Titans nonché ex giocatore dei Bucs, Jerry Gray, già incontrato dalla Proprietà nei giorni scorsi, adesso i Glazer vaglieranno la candidatura di Mike Sherman, il cui colloquio è avvenuto mercoledì e che al momento pare il favorito a diventare il nono allenatore nella storia di Tampa Bay.

lunedì 2 gennaio 2012

I Bucs esonerano Morris!

Era nell'aria, ma adesso finalmente la notizia è ufficiale: Raheem Morris NON è più l'allenatore dei Tampa Bay Buccaneers! Termina così una delle pagine più buie nei 35 anni di vita della nostra squadra, umiliata negli ultimi mesi da una serie ininterrotta di tremende batoste, come mai era accaduto nemmeno nei primi anni di vita della franchigia. Di seguito, la notizia dell'esonero di Morris direttamente dal sito Tampabay.com.

One year after leading the Tampa Bay Buccaneers to their biggest single-season turnaround in victories in club history, Raheem Morris was fired Monday.

The Bucs announced the decision to dismiss Morris after three seasons with a four paragraph release. The team has scheduled a 3 p.m. news conference at One Buc Place.

"We want to thank Coach Morris for all his hard work and dedication as head coach of the Buccaneers," said Bucs co-chairman Joel Glazer.

Morris went 17-31, losing 10 straight games to finish the 2011 season.

"I have a lot of respect ... for the passion Coach Morris gave to our team, but this change is one we felt was necessary," said GM Mark Dominik.

Game over

Finalmente, è finita. La stagione 2011 se ne va definitivamente in archivio, e la speranza è che l'ultima umiliante debacle rimediata ad Atlanta rappresenti la fine di una delle pagine più buie della storia dei Buccaneers. E il termine del campionato rappresenta quasi una liberazione, visto che ormai ogni match non solo era un appuntamento fisso con la sconfitta (ieri è arrivata la decima consecutiva...!) ma anche una vera e propria umiliazione per i nostri colori.

Ieri sera, quando a metà del secondo quarto i Falcons conducevano per 42-0 (!!!), ho temuto il peggio, ossia che Atlanta continuasse a spingere per riscrivere tutti i record possibili di una partita di football... per fortuna così non è stato, Ryan è finito in panchina prima ancora dell'intervallo, e Atlanta ha persino misericordiosamente concesso ai Bucs di mettere qualche punto sul tabellone.

Ma fino a quando Atlanta ha giocato sul serio, l'imbarazzo è stato molto forte. I Falcons segnavano rapidamente sette punti ad ogni possesso, mentre i Bucs non solo non guadagnavano nemmeno mezza yarda ma regalavano palla agli avversari dopo due o tre giochi: intercetti, fumble, errori di ogni tipo, per non parlare dalla pessima tecnica di placcaggio nel tentativo di limitare i giochi sulle corse di Atlanta... insomma, una galleria degli orrori mai vista in ormai tanti anni che seguo il football. Veramente una roba immonda, solo da vergognarsi.

Ora, va bene tutto, era una partita di fine stagione ed il risultato non contava più nulla ma sono l'approccio (molle, mollissimo...) e l'intensità (pari a zero) a lasciare a bocca aperta: per esempio, pur nell'ultima giornata di regular season altre squadre nella stessa situazione dei Bucs (i Rams) hanno comunque messo in difficoltà avversari ben più titolati (i 49ers). I Bucs no, mai, solo una umiliazione dietro l'altra e una batosta continua, da ottobre a gennaio.
Goodbye, Morris...
Ovviamente battuto, come da facile pronostico, il record dei punti subiti in una singola stagione, che resisteva dal 1986. Era sufficiente subire 25 punti per centrare l'impresa, che è stata raggiunta a inizio del secondo quarto; dopo circa 20 minuti di football i Falcons erano già infatti comodamente sul 42-0...

Adesso si volti pagina, e si inizi una nuova epoca partendo dal licenziamento di quell'incapace di Raheem Morris, il peggior allenatore di ogni tempo che abbia mai guidato i Bucs, e del suo impresentabile coaching staff. E che Morris se ne stia zitto per un po' di tempo e che taccia, una buona volta. Basta con le solite scuse puerili tipo “la squadra non era pronta...”. Ah no? Non era pronta? E a chi spettava il compito di prepararla e mandarla in campo ad affrontare l'avversario nel migliore dei modi, se non all'Head Coach nonché Defensive Coordinator?! Mah!

Per chiudere, un applauso a Ronde Barber, che ieri ha probabilmente terminato la sua avventura nel mondo NFL quantomeno nelle vesti di giocatore. La partita numero 225 in maglia Bucs (record all-time tra i giocatori di Tampa Bay) non è stata tra le più fortunate per lui, visto che oltre all'ennesima sconfitta, è arrivato per Ronde anche un infortunio al braccio che gli ha impedito di giocare il secondo tempo. Buona fortuna e in bocca al lupo dunque all'ultimo giocatore rimasto di quella squadra che nove anni fa, più o meno di questi tempi, sarebbe salita sul tetto del mondo onorando in ben altro modo la nostra maglia.

giovedì 29 dicembre 2011

"Black Monday" is coming...

Arriverà il 2 gennaio, all'indomani dell'ultima giornata di regular season, il cosiddetto “Black Monday”, tanto atteso da buona parte della tifoseria NFL. Si tratta infatti del giorno in cui verranno diramati i comunicati ufficiali da parte di quelle franchigie che intendono cambiare guida tecnica, e mediante i quali verranno ringraziati per il lavoro svolto e contestualmente sollevati dall'incarico numerosi allenatori NFL.

Goodbye, Morris...
E tra essi dovrebbe proprio esserci anche il “nostro” (ancora per poco, speriamo) Raheem Morris, che si accinge a chiudere nel peggiore dei modi il suo triennio da Head Coach dei Tampa Bay Buccaneers. Il record finale di questa stagione sarà infatti un probabilissimo 4-12, con dieci (dicasi: d-i-e-c-i-!) sconfitte consecutive molte delle quali veri e propri “massacri”, e sarà sufficiente subire 25 punti ad Atlanta per battere un record negativo di franchigia, quello del maggior numero di punti subiti nel corso di una singola stagione (risalente al 1986).

Non male, considerato che Morris è anche il Defensive Coordinator di questa squadra. E per riuscire a battere record negativi che risalivano agli anni “arancioni”, beh, vuol dire che peggio di così proprio non si poteva fare.

Eppure c'è chi ancora difende Raheem; le esternazioni più recenti a suo favore provengono da Ronde Barber, ultimo di una lunga serie di giocatori ad avere perso una buona occasione per tacere, non essendo ormai più difendibile in alcun modo l'operato del peggior HC (e DC) dell'intera NFL.

E Morris sbaglia, a mio avviso, anche nel continuare a ripetere col sorriso sulle labbra che lui non si licenzierebbe mai; si sbaglia perché il suo operato è sotto gli occhi di tutti, perché nonostante il discreto materiale umano a sua disposizione la sua squadra assomiglia sempre più a una truppa allo sbando, e si sbaglia infine perché un HC/DC incapace perfino di motivare i suoi uomini affinché perdano solo le partite e non anche la faccia, dovrebbe prendere finalmente atto della realtà.

Se proprio non intende dimettersi - che è poi l'unica cosa sensata che Morris avrebbe dovuto fare ormai da parecchio tempo - quantomeno il buon Raheem farebbe bene ad avere il buon gusto di tacere. Tra l'altro, queste continue manifestazioni di supporto e di fiducia a suo favore da parte dei giocatori, costituiscono delle “aggravanti”, e anche di un certo peso. Infatti, se Morris ha combinato tutti questi disastri con l'appoggio della squadra, è meglio non pensare a cosa avremmo potuto assistere se il team gli avesse invece remato contro...

giovedì 22 dicembre 2011

Le cuffie di Mark Dominik

Nel corso della partita di sabato scorso vs Dallas, le telecamere hanno inquadrato il GM dei Bucs, Mark Dominik, che assisteva alla partita dalla tribuna, più precisamente dal box generalmente occupato dagli assistenti allenatori. Ebbene, Dominik che seguiva attentamente il match con l’ausilio di un binocolo, aveva in testa le classiche “cuffie” della Motorola, identiche a quelle che aveva anche Morris sulla sideline.

Su forum e siti d’olltreocaeano si erano diffuse voci di ogni tipo sul perché il GM indossasse simile cuffie durante la partita e soprattutto su che cosa Mark Domink comunicasse, e a chi.

A precisa domanda su che cosa ci faccesse Dominik con le cuffie in testa, Morris prima l’ha messa simpaticamente sul ridere "He actually calls every offensive play and every defensive play,'' Morris quipped. "So under fire is Mark Dominik", per poi chiarire che è in realtà la prassi, che nel corso delle partite il GM segnali a Morris se sia il caso o meno di gettare in campo il fazzoletto rosso per chiamare un challenge, oltre ad aggiornare la sideline sulla situazione infortunati, sia dei Bucs che della squadra avversaria.

Direttamente dal St. Petersburg Times, queste le parole di Morris: 

"No, Mark Dominik handles injuries for me on both sides of the ball. (Trainer) Todd (Toriscelli) is able to call up to Mark Dominik and Mark Dominik is able to call down and say, "Raheem, you lost this guy for a series, you lost that guy for a series.' Hey, (Rah), I think Romo is limping.' I wished he had said that but he didn't. Things of that nature.
"He tells me everybody who potentially may be hurt on the other team, what's going on. When (Matt) Schaub got hurt, he was the first person to know at the stadium. He let me know right away. "I don't know if he's coming back.' He ended up coming back and then left after our game. Great.'

lunedì 19 dicembre 2011

Tampa Bay "anno zero"

Dalla partita di sabato sera vs Dallas è arrivata l'ennesima conferma: questi Tampa Bay Buccaneers sono ad oggi, e di gran lunga, la peggiore tra tutte le squadre NFL. Nel Saturday Night, ad una buona (ma tutto sommato non così travolgente) squadra come i Cowboys è stato sufficiente giocare seriamente solo per mezz'ora, per chiudere la partita già all'intervallo e “gestire” in piena tranquillità il match nei restanti trenta minuti.

Ora, che a Tampa ci si trovi ad affrontare una sorta di “anno zero”, in cui bisogna ricostruire sulle macerie lasciate dai tre anni della scellerata gestione Morris, credo e spero sia evidente a tutti, in particolar modo alla Proprietà. Sarebbe un inutile accanimento insistere con l'attuale Head Coach, così come non risolverebbe alcun problema l'idea, fattasi largo nei giorni scorsi, di confermare Morris come Capo Allenatore e di togliergli unicamente le responsabilità di Defensive Coordinator.

E invece, ancora più di un DC a Tampa c'è proprio bisogno di un nuovo Head Coach, di una figura carismatica e competente, ascoltato e rispettato da assistenti e giocatori. Basta, con “l'amicone” Raheem, che scambia gli mp3 coi suoi “ragazzi” e che (ai bei tempi) saltellava con loro sulla sideline scambiandosi il cinque “di panza”. Basta, con questo inutile “circo” e con questa gestione, aperta e liberale e (teoricamente) suggestiva quanto (da un punto di vista pratico) rivelatasi fallimentare ed improduttiva su tutta la linea.

Che Morris rimanga a gestire le prossime due sconfitte e chiuda pure l'attuale stagione 2011 con il brillante record di 4-12 ed una “losing streak” che arriverà a toccare quota 10. Dopodiché, però, ci sarà bisogno di aria nuova e facce nuove, a partire proprio dalla sideline. Anche perché, se siamo insoddisfatti noi tifosi europei, potete leggere voi stessi nei vari forum in “Red & Pewter” cosa pensano i nostri “fratelli di tifo” di oltreoceano. Chiaramente, confermare Morris & co. vorrebbe dire, tra le altre cose, giocare nel 2012 in un RJS perennemente deserto, e la cifra di 15mila biglietti invenduti come di norma è accaduto quest'anno sarebbe come minimo destinata a raddoppiare.

L'esperimento è fallito, credo dispiaccia a tutti quanti che il progetto di puntare su facce giovani e di belle speranze sia finito così malamente, ma a questo punto anche i Glazer non possono fare altro che prenderne atto. Di allenatori in grado di gestire con un minimo di raziocinio e buon senso il discreto materiale umano che c'è a Tampa ce ne sono molti (il primo nome che mi viene in mente è quello di Jeff Fisher), per cui non si perda inutilmente tempo e si inizi a programmare la stagione 2012.

Scelta di nuovo Head Coach e relativo coaching staff, free agency, draft.... le scadenze importanti non mancano e non sono poi così lontane. Come dicevo, questo è un “anno zero” per i Buccaneers, ma sotto le attuali macerie qualcosa di buono su cui ricostruire c'è sicuramente, l'importante è “scuotersi” - a partire dalla Proprietà – da quella rassegnazione mista a torpore che avvolge Tampa Bay da un po' troppo tempo e che ha riportato i Bucs indietro di vent'anni, quando il principale obiettivo stagionale era quello di evitare (peraltro senza quasi mai riuscirci) la doppia cifra nella casella delle sconfitte...

venerdì 16 dicembre 2011

Morris: ma ci è o ci fa?

Leggendo sul Tampa Truibue alcune dichiarazioni rilasciate ieri da Raheem Morris, credo che una profonda amarezza assalga tutti coloro che hanno a cuore le sorti dei Bucs...

Per esempio, lo sapevate che: “I'm probably the most mentally tough person you could ever be around,'' Morris said. Ecco, basta questa frase per capire come lo scollamento con la realtà sia pressoché totale... ormai l’Head Coach vive in un suo mondo, in cui crede di essere una specie di supereroe, senza rendersi conto che invece è diventato il protagonista fisso delle barzellette aventi ad oggetto l’NFL, e con lui la sua squadra. Nel caso specifico, poi, Morris mi ha ricordato Vieri, quando in una celebre conferenza stampa l'ex centravanti della nazionale di calcio si coprì di ridicolo rivolgendosi ai giornalisti ed affermando che era più uomo lui di tutti quanti gli stessi giornalisti presenti messi insieme...

Ad ogni modo, quali sarebbero le prove concrete di tutta questa “solidità mentale” di cui Morris blatera a sproposito? Avere subìto un ignobile massacro dai Jaguars (il cui effettivo valore è emerso ampiamente nel match di ieri coi Falcons, con Jacksonville spazzata via da Atlanta senza la minima fatica), ed essere arrivati a quota 7 sconfitte consecutive è per caso dimostrazione di “mental toughness”?

A me pare che Morris, che farebbe bene a sghignazzare un po’ meno nel corso delle conferenze stampa visto che da ridere mi pare ci sia proprio pochissimo, in questi ultimi tempi abbia dato prova di tutto tranne di una cosa: di “mental toughness”, appunto, di cui il Nostro si spaccia invece per campione assoluto.

Sempre ieri, Morris ha poi aggiunto "My guys support me through wins, losses … whatever,'' Morris said. Ecco, a me questa pare una confessione clamorosa di incapacità conclamata: ma come, i suoi giocatori lo amano, danno il 101% per lui ed il risultato qual è? Essere asfaltati da chiunque, Jacksonville Jaguars compresi, uno squadrone che nella partita contro i Bucs ha segnato gli stessi punti che di solito impiega almeno tre partite a mettere sul tabellone?!

Se Morris avese un minimo di dignità, avrebbe dovuto dimettersi proprio per le ragioni che lui stesso ha menzionato: se davvero tutta la squadra è con lui e i risultati sono questi, allora c’è poco da fare; e proseguire con questa agonia sarebbe cosa inutile e priva del benché minimo senso.

Il giorno in cui ci libereremo di questo individuo, beh, sarà sempre troppo tardi…

giovedì 15 dicembre 2011

John Clayton (ESPN): Morris è stato ad un passo dall’esonero


John Clayton (ESPN) ha affermato su Twitter che lunedì scorso, dopo la disastrosa sconfitta di Jacksonville, Morris è stato ad un passo dal venire esonerato. Pare che il mancato allontanamento di Raheem sia dipeso dalla mancanza di un valido sostituto in grado di prenderne “ad interim” il posto, non ritenendosi Greg Olson, di fatto il principale collaboratore di Morris vista anche l'assenza di un Defensive Coordinator, all'altezza della situazione.

Se quanto affermato da Clayton corrisponde a realtà, i giorni di Morris a Tampa sono comunque segnati. Il che mi pare una ottima notizia; ancora tre partite (o meglio, tre sconfitte), e poi si cambierà pagina, sperando che con la nuova guida tecnica possa iniziare un periodo per così dire di “rinascita” per i nostri colori. Ad ogni modo, chiunque sarà il nuovo Head Coach direi che ha già un buon punto di partenza: fare peggio di Morris credo sia infatti praticamente impossibile…

mercoledì 14 dicembre 2011

Anche Winslow si schiera con Raheem


Gli avvocati d’ufficio davvero non mancano, a Raheem Morris. Questa volta è Kellen Winslow a prendere la parola per difendere l'allenatore di Tampa Bay; il TE #82 ha infatti dichiarato – ma che novità! – che sarebbe un grave errore esonerare l’attuale Head Coach e che i Bucs giocheranno per Morris (il quale Morris farebbe bene a toccare ferro, visto come è finita a Jacksonville dopo che l’intera squadra si era schierata al suo fianco urlando ai quattro venti che avrebbe giocato al massimo proprio per salvargli la panchina!).

Queste, comunque, le parole di “The Soldja” in versione "avvocato difensore": “We can’t have anything happen to (Morris)—it would ruin the team,” Winslow said. “Rah is the heart and soul of this team. If something were to happen to him our hearts (would) be broken. We’re playing for him.”

Ecco, io invece la penso esattamente al contrario di Winslow e credo che la conferma di Morris sarebbe una sventura per questa squadra. Occorre un Head Coach dall’approccio meno “friendly” coi giocatori e soprattutto in grado di tirare fuori tutto il talento (che non è così poco come sembrerebbe dai risultati) di cui i Bucs sono comunque dotati. Ed in grado di riaccendere l’entusiasmo tra i tifosi di Tampa, che se invece rimanesse Morris, beh... diciamo che non farebbero esattamente la corsa a rinnovare gli abbonamenti e a  comprare i biglietti per gremire il Raymond James Stadium la prossima stagione...

Intanto emergono, a qualche mese di distanza, alcuni retroscena sul caso Talib. Ricorderete che nella scorsa offseason il CB dei Bucs rimase coinvolto in una brutta storia, per la quale nel prossimo mese di marzo dovrà affrontare un processo che potrebbe costargli parecchi anni di carcere. L’accusa è infatti molto grave, ossia quella di avere esploso alcuni colpi di pistola nei confronti del compagno della sorella, per fortuna mancandolo... ebbene, pare che il GM Dominik volesse tagliare Talib in netto disaccordo con Morris, che alla fine di questa “diatriba” riuscì a far prevalere la propria posizione trattenendo il CB a roster.

Jason Cole, di yahoo sports, riporta a questo proposito il parere di un giocatore dei Bucs, circa la gestione dell’affare Talib da parte dell’Head Coach dei Bucs: “Wrong message,” a Bucs player told Cole. “Raheem believes he can get through to anybody and he can, to an extent. Guys do listen to him. But sometimes they have to see that you’re going to back it up . . . [Talib] is a huge talent, but you have to know there are certain guys who are impossible to get through to.”

martedì 13 dicembre 2011

Esonerare Morris: se non ora, quando?

Quello di ieri è stato un vero e proprio “black monday” per gli allenatori NFL, con due panchine saltate – KC e Miami – nonostante manchino solamente tre partite alla fine della stagione. Evidentemente i proprietari di queste due franchigie erano stanchi delle sconfitte delle loro squadre e non hanno atteso il termine del campionato per voltare pagina. E a Tampa Bay, allora, dove si perde ininterrottamente da due mesi? No, a Tampa Bay non accade nulla; evidentemente i Glazer hanno molta, moltissima pazienza, forse anche troppa....

Io, fossi il proprietario dei Bucs, avrei cacciato Morris  subito dopo averlo sentito inanellare una sciocchezza dietro l'altra nel corso della conferenza stampa del lunedì. Nel corso della quale quel geniaccio (incompreso) di Raheem anziché fare una seria autocritica per l'immondo spettacolo offerto a Jacksonville, ha dato il solito spettacolo con le sue ormai classiche “fanfaronate” (“pronti a battere Dallas...”), e per chiudere ha testualmente affermato che delle critiche di tifosi e stampa se ne infischia, dato che le uniche che semmai gli interessano sono quelle che provengono da persone i cui cognomi iniziano per “D” e per “G”....

A parte che un'affermazione così stupida dà in maniera inequivocabile la patente del cretino a chi la pronuncia, Morris si riferiva al GM Dominik e ai proprietari Glazer, i cui cognomi iniziano appunto con le sopracitate lettere dell'alfabeto e che evidentemente l'attuale HC dei Bucs ritiene siano gli unici autorizzati a contestare il suo splendido lavoro sin qui svolto....ecco, dopo l'ennesimo show di questo fenomeno (da baraccone), che se avesse avuto un minimo di dignità e di orgoglio avrebbe rassegnato dimissioni irrevocabili subito dopo la disfatta coi Jaguars, mi chiedo che aspettino i Glazer a liberarsi di questo individuo che ha ormai perso ogni contatto con la realtà, e che con le sue assurde dichiarazioni non fa altro che coprire ridicolo la squadra che allena.

C'è decisamente bisogno di aria nuova, a Tampa, ma immediatamente: è proprio necessario aspettare ancora tre settimane...?

lunedì 12 dicembre 2011

La disfatta

Nel disastroso massacro di Jacksonville mi pare si possano ritrovare un po' tutti gli elementi che hanno caratterizzato questa orribile stagione dei Bucs. Penalità, errori stupidi, fumble, intercetti, occasioni sprecate, l'impressione di potercela fare che – nel corso del match – si tramuta invece nella rara capacità di rivitalizzare avversari dati per morti... insomma, anche ieri sempre la solita storia.

Al peggio, evidentemente, non c'è mai fine. Sembrava impossibile riuscire ad andare oltre a quanto visto nelle imbarazzanti prestazioni casalinghe contro Houston e Carolina e invece i ragazzi di Morris sono riusciti a superarsi, arricchendo quel film dell'orrore che è la stagione 2011 di un ennesimo capitolo.

E dire che ieri le cose, nel primo quarto, sembravano mettersi per il verso giusto. Trovando – prima volta quest'anno – il TD nel primo possesso, limitando bene Jones-Drew e annullando Gabbert, e poi trovando il TD del 14-0 con uno scramble di Freeman...e invece, come non detto. E' bastato un quarto - il secondo - a Jacksonville per segnare 28 punti e chiudere la partita. Nel secondo tempo, altri due TD per i Jaguars e Bucs non pervenuti; solamente errori su errori, penalità, palle perse oltre ad una mancanza di concentrazione, un pressapochismo ed un atteggiamento di sufficienza davvero irritanti.

Con Raheem Morris che se ne stava lì sulla sideline, in evidente stato di shock, braccia conserte e sguardo perso nel nulla, capace solo di comunicare tensione e nervosismo alla truppa, alla quale ormai da tempo – quella di ieri è stata solo l'ennesima conferma – l'attuale head coach non riesce a trasmettere più nulla. Né cattiveria, né capacità di reazione, ed è davvero uno spettacolo triste vedere questo ragazzo di 35 anni che ormai non ha più la minima idea di che cosa inventarsi per uscire da queste sabbie mobili, alle prese con qualcosa – la gestione di un team professionistico di football – che è evidentemente al di sopra delle sue capacità.

Reagisse, almeno, prendesse a calci qualcuno o qualcosa, si levasse quelle inutili cuffie dalle orecchie e le gettasse a terra con rabbia.... forse non servirebbe a nulla, ma almeno darebbe un segno di vita e potrebbe dare se non altro una minima scossa ad una truppa che, senza nessuno che la guidi, è ormai allo sbando.

Così come nel calcio nostrano è segno di esonero imminente, quando i giocatori dopo un gol vanno ad abbracciare l'allenatore la cui panchina traballa, così le parole pro-Morris spese la scorsa settimana dai vari Price, Hayward, Miller, Briscoe & co. appaiono oggi più che mai come un epitaffio... infatti, se nonostante l'appoggio incondizionato (a chiacchiere) da parte della squadra, i risultati sono questi, beh, è evidente che c'è qualcosa, di molto grave, che non funziona proprio a livello di coaching staff e che urgono soluzioni drastiche.

Fermo restando che - acclarate le gravi colpe di Morris - coloro che scendono in campo, dopo questa ennesima disastrosa prestazione, farebbero bene a vergognarsi (tutti quanti, nessuno escluso) e anche molto per come, da mesi a questa parte, stanno "calpestando" la maglia che indossano. L'esperimento Morris – coach giovane, amico dei giocatori, quasi un fratello maggiore più che un Capo – è dunque ufficialmente fallito. Si torni all'Head Coach modello sergente di ferro/domatore di leoni, con frusta incorporata. Questi pagliacci che da mesi stanno disonorando i nostri colori direi che non meritano altro.

Ora la parola passa ai Glazer, poiché dubito che Morris decida di dimettersi, anche se questa sarebbe la scelta giusta da parte sua; forse, così facendo, Morris riuscirebbe davvero – per una volta! - a scuotere dal torpore in cui è caduta una squadra che ormai aspetta serenamente la domenica in attesa di sacrificarsi all'avversario di turno, senza nemmeno opporre troppa resistenza... Sul fatto che Morris non sia più ripresentabile, credo che nemmeno la Proprietà possa avere dubbi, al di là di quale sarà l'entità delle prossime tre (inevitabili) sconfitte nelle restanti partite di campionato.

Occorre cambiare molto – direi quasi tutto – a livello di coaching staff, intervenire seriamente nella free agency (magari portando a Tampa qualcosina di più che non un punter...), e operare bene nel prossimo draft, puntando alla ricostruzione di quei due reparti (CB e LB) che più di ogni altro necessitano di forze fresche e talento. Anche perché, cara famiglia Glazer, se non dovessero bastare dieci sconfitte consecutive per cambiare finalmente qualcosa... allora quando?!

giovedì 8 dicembre 2011

La squadra si schiera con Morris (a parole...)

Si sprecano, in questi giorni, le attestazioni di stima da parte dei giocatori dei Buccaneers nei confronti di Morris e del coaching staff di Tampa Bay. 

Il DT Brian Price, che proprio Morris aveva severamente punito domenica scorsa mandandolo anzitempo negli spogliatoi, dopo una sciocca penalità costata 15 yards, ha così commentato la “autoespulsione “ di cui è stato oggetto: "It's kind of like getting a whuppin' by your dad," Price said of being told Sunday by Morris to leave the field immediately after his third-quarter penalty. "You can't really take it too personal. You know when you mess up and you're like, 'Man, I wonder what kind of whuppin' I'm going to get or what kind of punishment?' It's all love. He's my coach, and I love him to death, and I love playing for him, and I love this team, and I just want to apologize to the owners and (general manager) Mark Dominik and Raheem.” 
Praticamente una dichiarazione d’amore, quella di Price per il suo Head Coach….

Ma andiamo avanti con le affermazioni - tratte da nfl.com - di altri giocatori, e cominciamo con il LB Adam Hayward: "If we’re not tackling, that's not Rah's fault,” said Hayward. "We're the ones that aren't tackling, or we’re missing, or we’re not getting our blocks, or whatever the case may be. Rah has nothing to do with that. He’s not the one on the field. None of the coaches are…We know what Rah’s capable of and we play for him, and we like where he is as a head coach.." 
Dunque, tutta colpa dei giocatori per Hayward: mica ci va Raheem, in campo…

Così, invece, ha parlato il DT Roy Miller:
"All week, we believe and trust in what [Raheem] tells us and it works in practice," said defensive tackle Roy Miller. “We can't be 'practice all-stars.' We’ve got to bring it to the game." Miller also dismissed the idea that any member of the coaching staff is to blame for the team’s struggles. "They (the coaches) study everything about these teams," he said. "They know what it will take to get in position to make a play. If we don’t make it, it's on us." 
Diverso il giocatore, stessa la musica: solo fiducia e stima per il coaching staff anche da parte di Miller….

Per il WR Dezmon Briscoe, i Bucs invee sono - addirittura - una famiglia: "We're a family. We’re all brothers around here so we always try to keep each other up”.

Sinceramente, tutte queste parole sdolcinate da parte dei giocatori nei confronti di Morris mi sarebbero anche venuta a noia. A parole, tutti pazzi per Raheem; ma nei fatti, l’impressione è esattamente di segno opposto. E soprattutto, sorge spontanea una domanda: ma se i giocatori dei Bucs giocassero invece contro il proprio allenatore, il loro rendimento potrebbe veramente essere inferiore a quello (ignobile) mostrato nelle ultime disastrose prestazioni?! Perché se questi “fenomeni” stanno *DAVVERO* giocando per salvare il posto di lavoro del loro Head Coach…beh….aiuto, si salvi chi può!

martedì 6 dicembre 2011

I dolori del giovane Raheem

Tre stagioni alla guida di un team sono un periodo ragionevole per giudicare il lavoro di un allenatore nel duro mondo dell’NFL? O quantomeno, per capire se – al di la del numero di vittorie e sconfitte – esistono margini di miglioramento del lavoro svolto in questo arco di tempo?

Beh, io direi proprio di sì. Ed il giudizio su Raheem Morris ed il suo coaching staff - in particolare sull'OC Greg Olson - non può che essere pesantemente negativo, e senza più appello.

Era il Gennaio 2009 quando i Glazer, come sempre molto attenti al portafoglio, decisero di promuovere da allenatore dei defensive backs ad Head Coach l’allora 32enne Raheem Morris, licenziando il vecchio drago un po’ imbolsito Jon Gruden.

Il giovane rampante Morris aveva molti argomenti che i Glazer ritennero interessanti al punto da affidargli le redini della squadra: costava poco, era sufficientemente ambizioso quanto incosciente da accettare un impegno così gravoso come quello di HC di un team NFL senza avere nessuna esperienza significativa di head coaching alle spalle, aveva un ottimo rapporto con molti dei giocatori di cui era quasi coetaneo, ed era ritenuto l’uomo adatto su cui puntare per la ricostruzione dei Bucs, e per riaprire un nuovo ciclo dopo gli anni, sostanzialmente mediocri, post Super Bowl. 

Sono state giocate quasi 45 partite, da quando Morris è diventato HC (ma anche Defensive Coordinator, dopo il licenziamento di Jim Bates nel corso del 2009) e adesso, giunti alla fine della terza stagione, ci ritroviamo esattamente allo stesso identico punto di partenza: sia dal punto di vista della qualità del gioco, che del rendimento dei singoli e dei vari reparti, per non parlare dei risultati. Le recenti umilianti batoste casalinghe vs Houston e Carolina, per dire, hanno ricalcato fedelmente quella contro i NY Giants datata settembre 2009. Stesso copione, stesso film...

E dire che questo 2011 doveva essere l’anno della verità, dopo il brutto 2009 (3-13) e l'incoraggiante 2010 (10-6). Ebbene, i risultati ed il rendimento della squadra sono sotto gli occhi di tutti. Dopo un inizio positivo dal punto di vista dei risultati (3-1 dopo le prime 4 partite) anche se non del gioco, i Bucs sono arrivati al match di Wembley con un record vincente (4-2) e vittorie importanti ottenute contro le forti rivali di division Atlanta e New Orleans. E invece, proprio a Londra è arrivata la prima sconfitta di una striscia rivelatasi poi lunghissima, tuttora aperta e giunta ormai a quota 6.

A Wembley si gioca male e si perde, ma i Bucs hanno comunque a disposizione il drive per la vittoria, sprecato malamente da Freeman. Da lì in poi, non solo sono arrivate altre sconfitte ma la squadra ha iniziato un processo di ”liquefazione” tale che le partite ormai durano sempre meno, spesso è sufficiente un solo quarto di gioco agli avversari per schiantare Tampa Bay, e proprio al RJS arrivano due sconfitte umilianti vs Houston e Carolina, in cui i Bucs assistono inerti ed inermi, senza mai mostrare il minimo segno di reazione, alla schiacciante dimostrazione di forza degli avversari.

La squadra non risponde in nessun modo agli stimoli di Morris, che nel “throwback game” vs Carolina indossa anche i panni del sergente di ferro “auto espellendo” Brian Price, reo di avere commesso una inutile penalità… ma ormai è troppo tardi. Oltre al fatto che Morris non è minimamente credibile quando decide di indossare i panni del “cattivo”….

I Bucs sono allo sbando, e ancor di più lo è il reparto sotto il diretto controllo di Morris, ossia la difesa: reparto che concede di tutto, incapace di difendere tanto sulle corse quanto sui passaggi, e contro cui diventa – per gli avversari – un piacere giocarci contro. E soprattutto, l'impressione è che Morris e i suoi collaboratori non riescano non solo ad elevare minimamente il rendimento del discreto materiale umano a disposizione ma nemmeno a trasmettere grinta e rabbia, quanto solamente nervosismo e tensione: tutte cose utili a far diventare i Bucs una delle squadre più fallose e penalizzate dell'intera NFL...

Credo che l’era Morris si stia chiudendo nel modo peggiore e decisamente in anticipo rispetto agli auspici della Proprietà, che sperava di avere trovato in Morris il nuovo Tony Dungy, in grado di riaprire un ciclo vincente e risvegliare i sopiti entusiasmi. Purtroppo è andata male, e la scommessa molto azzardata dei Glazer di affidare la squadra a un giovane rampante e senza curriculum si avvia al termine nel peggiore dei modi….

Niente di personale contro Morris, a me fa quasi tenerezza vederlo lì sulla sideline, sguardo vitreo e braccia conserte, senza la minima idea di cosa fare per raddrizzare una baracca che sta crollandogli addosso, sembra quasi che un fumetto gli esca dalla testa con scritto “E adesso che faccio? Ma chi me lo ha fatto fare…”. 

Però ormai è davvero indifendibile, nemmeno nei famigerati anni ’80 i Bucs - pur perdendo spesso e volentieri - giocavano così male come la squadra attuale, e non vedo proprio come i Glazer potrebbero decidere di confermare Morris, magari insieme all’OC Olson, anche per l’anno prossimo anche perché (e non è un dettaglio, se vogliamo che la franchigia rimanga in Florida) è ora di fare qualcosa di concreto per tornare a riempire lo stadio, ormai sempre più vuoto: immagino che fila ai botteghini per rinnovare l'abbonamento o per comprare i biglietti, se i Glazer riproponessero nuovamente lo stesso coaching staff dopo tutti i disastri combinati da Raheem & co.!

Buona fortuna, Raheem, ci hai provato ma è andata male…

Game Over.