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lunedì 14 ottobre 2013

Bucs, una squadra allo sbando: per colpa di chi?

Greg Schiano
Ogni maledetta domenica, i Tampa Bay Buccaneers si dimostrano bravissimi nel fare sempre la stessa cosa: perdere.

Ormai la situazione prosegue in questo modo da metà della scorsa stagione, visto che delle ultimi undici partite disputate Tampa Bay ne ha vinta solo una, peraltro una "W" del tutto "finta", poiché ottenuta nell'ultima giornata dello scorso campionato, quando i Falcons fecero ampio ricorso a seconde e terze linee preferendo risparmiare i titolari per i playoff.

Ma come è possibile che una squadra ritenuta (alla vigilia del campionato) da tutti gli analisti in grado di giocarsi fino in fondo l'approdo ai playoff, sia oggi diventata la candidata numero uno (insieme ai Jaguars) per ottenere la first pick overall del prossimo draft?

Cerchiamo di analizzare le cose nella maniera il più possibile "oggettiva", partendo dall'imputato numero uno, ossia colui che viene pagato (e non poco) per far rendere al meglio la squadra da lui stesso assemblata insieme a GM e Proprietà: il capo allenatore.

Greg Schiano... ci sono due cose che voglio sottolineare del nostro HC, andando al di là delle mille polemiche legate alla "Freeman saga", e limitandomi a evidenziare quelli che, da un punto di vista strettamente "tecnico" sono a mio avviso due errori molto gravi commessi dall'HC dei Bucs e dal suo staff, e le cui conseguenze sono davanti agli occhi di tutti.

Pensare di sostituire Freeman con Glennon - L'errore più grave, direi, è proprio questo. Il fatto cioè che Schiano pensasse veramente che "il problema" di questa squadra fosse Josh Freeman, e che fatto fuori il QB#5 (sostituendolo con un rookie...!) ci sarebbe stata l'auspicata inversione di gioco e risultati.

Ecco, questa mi è sembrata una "leggerezza" davvero imperdonabile: ma come è possibile che un Capo Allenatore NFL, un uomo che da tanti anni calca le sideline dei campi di football a ogni livello, non si sia reso conto che questi Bucs erano destinati a vivere o a morire solo ed esclusivamente con Josh Freeman? E che era un follia pura pensare di risolvere le cose buttando nella mischia un rookie (un giocatore interessante, questo sì', ma non certo un cavallo di razza...), non ancora pronto nè tecnicamente nè fisicamente a prendere per mano un team immerso nelle sabbie mobili fino al collo come gli attuali Tampa Bay Buccaneeers?!

Mi è sembrata una mossa quasi "suicida", quella di mettere il proprio futuro professionale (perché presumo che Schiano sia consapevole del fatto che ad ogni sconfitta si accorcia la sua carriera da capo allenatore) nelle mani di Mike Glennon, al quale - per carità! -  sono il primo ad augurare una brillante carriera tra i PRO e di diventare un giocatore importante nonché un solido starter, ma a cui non si poteva certo chiedere di risollevare le sorti di un team allo sbando....

Primi tempi decenti, secondi tempi orrendi...perché? - Una caratteristica delle sconfitte di Tampa Bay è proprio questa: in quasi tutte le partite i Bucs sono partiti bene, e hanno spesso dato l'impressione di avere in mano la partita (persino a Foxboro!), prima di crollare miseramente nel secondo tempo, ed in particolare nell'ultimo quarto...

Solo una coincidenza? Non credo proprio. Di solito la bontà e il valore di un coaching staff si vede proprio da come - in corso di partita - gli allenatori riescono ad effettuare aggiustamenti, a cambiare l'inerzia del match, a trovare le contromosse idonee a fermare l'avversario, insomma a fare tutto quello che i nostri tanti allenatori capitanati da Greg Schiano non sono mai stati in grado di fare, nemmeno una volta!

Sapete quanti TD sono stati messi a segno dall'attacco di Tampa Bay, nei secondi tempi delle cinque partite fin qui disputate, che a guidarlo fosse Freeman o Glennon? Z-e-r-o...  ora, se a qualsiasi coaching staff avversario bastano i primi trenta minuti del match per applicare le contromosse necessarie per bloccare il nostro attacco, e - in maniera uguale e contraria - il nostro CS nei secondi trenta minuti delle partite è del tutto incapace di "riprendere" il controllo di un match o di mettere in pratica una tattica vincente, beh, a me ne viene in mente uno solo di "rimedio" per risolvere il problema... e il "rimedio" (la sostituzione dello staff tecnico, nella sua quasi totale interezza) potrà avvenire dopo la prossima sconfitta oppure al termine della stagione, ma comunque mi pare davvero l'unica soluzione possibile, stando così le cose.

Purtroppo, i fatti parlano chiaro: il capo allenatore dei Bucs ed il suo coaching staff si sono rivelati inadeguati a guidare un team NFL, peraltro formato non da quei "broccacci", e per lo più autentiche  "teste caldissime", che si ritrovava ad allenare Raheem Morris, ma da giocatori che dovrebbero garantire se non un tranquillo approdo ai playoff comunque un campionato più che dignitoso, non certo questa serie di sconfitte che non so, a questo punto, in che modo riuscirà ad interrompersi... forse per festeggiare la prima "W" del 2013 dovremo aspettare l'ultima giornata del campionato, quando i Bucs giocheranno a New Orleans ed i Saints in vista dei playoff faranno giocare solamente le riserve delle riserve....!

Di punti "critici" a carico del capo allenatore del suo coaching staff ne ho evidenziati solamente due, ma avrei potuto andare avanti per ore. A partire dal "peccato originale" di Schiano, e sul quale colui che a breve sarà l'ex head coach dei Bucs farebbe bene a meditare a lungo: la scriteriata gestione del quarteback, il giocatore chiave di una squadra di football a qualsiasi livello si giochi, figuriamoci in un team NFL... non avere "tradato" Freeman nel corso della free agency ma averlo scaricato dopo solo tre partite della nuova stagione credo sia all'origine di buona parte dei mali della nostra squadra. A Schiano, dopo averlo allenato per un anno, non piaceva Josh Freeman? Liberissimo di cambiarlo con un altro QB, ma non dopo tre partite della nuova stagione, non scaricando quintali di immondizia su Josh, e soprattutto non con un QB rookie che (non per colpa sua) non ha nè i mezzi nè le capacità per fare uscire la squadra dal tunnel...cribbio! ;-)

Detto ciò, e dando un'occhiata al calendario e ai prossimi avversari, i Bucs perderanno domenica prossima ad Atlanta, poi ci faremo travolgere al RJS nel "thursday night" da Carolina dopodiché andremo a Seattle contro una delle squadre più forti del campionato. Credo che i bookmakers non accettino scommesse, sul fatto che fra tre partite il record dei Bucs sarà un rotondissimo zero-otto...!

lunedì 7 ottobre 2013

"Freeman saga", il punto di vista di Roy Cummings

L'ex QB dei Bucs, Josh Freeman
Chi è Roy Cummings? Si tratta di uno dei principali “sportswriter” del Tampa Tribune, uno dei due quotidiani (insieme al Tampa Bay Times) della zona di Tampa Bay.  Ieri, sul Tribune, è apparso un articolo a firma di Cummings, in cui il giornalista analizza nel dettaglio la “Freeman saga", cercando di spiegare i motivi per cui il ragazzo dovrebbe solo rimproverare se stesso, se le cose sono finite nel modo che sappiamo, "assolvendo" di fatto la società che ha agito – a dire di Cummings – nell’unico modo possibile.

Riporto sul blog il punto di vista di vista di Cummings non tanto perché lo condivida, quanto perché a fronte di tante voci scettiche circa l’operato del coaching staff ed in particolare di Greg Schiano, Cummings è forse il primo autorevole giornalista "locale", ossia che conosce meglio la realtà dei Bucs proprio per frequentazione quotidiana dell’ambiente, che cerca di aprire scenari nuovi e si sforza di offrire un punto di vista inedito sui motivi per cui, in un mese, a Tampa sia successo tutto il putiferio terminato con l’allontanamento del giocatore.

Quello che mi interessa capire, nei limiti del possibile, è cosa sia successo davvero in questa storia che ha cambiato il volto alla nostra squadra, con un’uscita di scena repentina e inattesa di quello che era il giocatore più rappresentativo dei Bucs. Ribadisco che la "Freeman saga" è una orribile telenovela, ma proprio per questo vorrei che si riuscissero a scrivere in maniera definitiva i titoli di coda, e dunque ritorno, per l’ennesima volta, sull’argomento.

Che cosa sostiene Roy Cummings? A suo avviso, fino al famoso episodio della mancata partecipazione di Josh alla foto di squadra, non c’erano problemi particolarmente gravi tra giocatore e head coach. In quella ormai famigerata circostanza della foto mancata, un black-out notturno – racconta Cummings – mise fuori uso la sveglia del giocatore, che non riuscì ad arrivare in tempo all’evento in questione. Quale fu la reazione della società, dopo questo fatto? Nessuna, Schiano decise di non multare il giocatore e, visto che si era trattata di una serie sfortunata di eventi, preferì evitare ogni tipo di sanzione.

Il problema, a detta del giornalista del Tribune, è che un episodio analogo e ancora più grave si verificò la settimana seguente, precisamente il giorno dell’opener contro i New York Jets: in quella occasione Freeman non si presentò al "team breakfast" e arrivò in ritardo al "team bus" che avrebbe accompagnato la squadra allo stadio. Altri due episodi di "negligenza", sottolinea Cummings, ma anche qui Schiano decise di non calcare troppo la mano, multando il giocatore per 4.000 dollari anziché per i 12.000,00 previsti dal regolamento interno per infrazioni di questo tipo, il tutto accompagnato da una raccomandazione "Don’t let it happen again".

Dalla partita contro i Jets in poi, però, Cummings non riporta altri episodi "negativi" o "negligenti" o "di insubordinazione" da parte di Freeman; il giornalista del Tribune sottolinea invece che, dopo l’annuncio del suo panchinamento a favore di Glennon, Freeman non si presentò a due "team mettings", il che gli costò il "declassamento" a terzo QB e il conseguente fatto di essere dichiarato “inactive” per la partita contro i Cardinals. Da qui in avanti Cummings non scende più nel dettaglio, sorvolando su alcuni episodi che forse avrebbero meritato un po’ di attenzione (l’uscita delle notizie relative all’uso di sostanze proibite da parte del giocatore, ad esempio), terminando il suo articolo con queste parole:
"Given all that, it’s hard to imagine any other coach or team handling this situation any differently… Based on all the evidence, however, it seems Freeman did all this to himself."

Premesso che sono certo della buona fede del  giornalista, il suo mi pare un articolo un po’ troppo "schierato" e che poco mi convince sulla assoluta bontà dell’operato da parte della Società. Davvero qualsiasi altro coach avrebbe gestito la cosa come ha fatto Schiano? Sicuri che la colpa sia tutta e sola di un parte, cioè di Freeman?

Mah, sarà che io non sono sicuro di nulla e che mi alimento di dubbi, però più si scava in questa storia e meno si capisce come siano andate le cose. Anche perché Cummings in pratica fa capire come, dall’episodio del "duplice ritardo" prima della partita con i Jets sino al suo panchinamento e alla mancata partecipazione ai "team meetings" a cui avrebbe dovuto partecipare nei panni di backup QB, Freeman si sia comportato in maniera pressoché impeccabile.

Dunque sarebbe stata solo una scelta dettata da ragioni "tecniche" quella di Schiano, così almeno sembra voler sostenere Cummings... Ma se è stato così, allora, si torna al punto di partenza: dopo averlo allenato per un anno intero, Schiano non si era accorto che Josh Freeman era questo tipo di giocatore? Non poteva "liberarsene" in offseason guadagnandoci anche qualcosa, in una eventuale trade? Occorrevano tre partite della nuova stagione (due delle quali perse non a causa di Freeman) per rendersi conto che occorreva un altro QB?

Non so, personalmente l’arringa difensiva di Roy Cummings a favore della Società non mi ha proprio convinto, mi pare un po’ lacunosa e le argomentazioni a sostegno della sua tesi lasciano a desiderare omettendo situazioni che invece avrebbero meritato ben altro rilievo... pur avendone (un po' tutti, credo) le scatole piene di questa storia, sembra quasi impossibile parlare di altro e tornare a discutere di sano football giocato; riusciremo, un giorno si spera non lontano, a scrivere a proposito della "Freeman saga" la parola "FINE"?

domenica 6 ottobre 2013

E' già terminata la stagione 2013 di Tampa Bay?

L'HC dei Bucs, Greg Schiano
La stagione 2013 è, tutto sommato, appena iniziata; se è vero che un quarto di questo campionato è già in archivio, da qui al termine di questo anno di football mancano ancora 12 partite, cioè tantissime, e dunque - almeno in teoria - tutto è ancora possibile... o no?!

Vediamo cosa ci dice la "Storia" del nostro sport: dal 1970, cioè da quando NFL e AFL si unirono dando vita all'attuale NFL, soltanto una volta (in oltre 40 anni) un team che ha iniziato la stagione con un record di quattro sconfitte consecutive è riuscito a disputare i playoff.

Una simile impresa riuscì ai San Diego Chargers del 1992 allenati da Bobby Ross, che dopo una partenza ad handicap chiusero con un lusinghiero 11-5, che li condusse in postseason dove peraltro nell'incontro di Wild Card ebbero la meglio sui Kansas City Chiefs, prima di terminare l'annata nel successivo incontro di Divisional contro i Miami Dolphins.

Sono quasi 200 le squadre, in oltre 40 anni, ad avere iniziato con un record di 0-4 ma solo una ha compiuto il miracolo di agganciare i playoff: Beh, diciamo che i precedenti storici non sono proprio molto favorevoli (eufemismo...!), anche se prima o poi - per la legge dei grandi numeri - ci sarà pure un'altra squadra che riuscirà a ripetere l'impresa dei Chargers 1992... ecco, diciamo che sembra poco probabile che questo potrà riuscire ai "nostri" Bucanieri, visto tutto quello che sta capitando dalle parti di One Buc Place! ;-)

Ma anziché "giocare" con i numeri, cerchiamo di analizzare con un minimo di criterio la situazione dei Bucs, sulla base di quanto visto in questo primo scorcio di stagione e dando anche un'occhiata alla "schedule" rimanente da qui a fine dicembre.

Il problema principale dei Bucs, a mio avviso, non è tanto (paradossalmente...) il fatto di ritrovarsi sullo 0-4, quando la situazione di permanente "tensione" e di "caos" ininterrotto che sembrano regnare in quel di Tampa. Il sergente Schiano, dopo aver fatto fuori nel peggiore dei modi possibili e con una tempistica altrettanto pessima Josh Freeman, adesso non ha più scuse: e dato che, se non cambieranno le cose, la prossima testa a saltare sarà la sua, da qui in avanti l'HC dovrà dimostrare non solo di avere ancora in pugno la squadra, ma soprattutto di essere in grado di condurre il team all'obiettivo per il quale, sostanzialmente, viene lautamente retribuito: vincere qualche partita.

Circa la disputa "Schiano vs Freeman" se ne sono scritte, e se ne sono lette, di tutti i colori. Chi difende il coach, chi difende il giocatore, chi parla senza conoscere l'argomento del contendere ma solo per un vaghissimo sentito dire... ecco, in tutto ciò affermare che la "saga" in questione mi sia venuta letteralmente "a noia", non rende bene il concetto: molto, molto di più! ;-)

Come ho avuto modo di sostenere in precedenti post, a mio avviso poteva starci - da un punto di vista strettamente tecnico - l'avvicendamento di Josh Freeman, anche perché è un sacrosanto diritto di qualsiasi HC quello di scegliere come QB un giocatore di sua assoluta fiducia, visto che buona parte della fortuna professionale di un capo allenatore dipende proprio dal quarterback. Quello che però contesterò sempre a Greg Schiano sono i modi e i tempi con cui si è giunti al siluramento di Freeman.

In quanto ai modi, non c'era il minimo bisogno di far uscire da One Buc Place tutti quegli "spifferi" tesi a delegittimare Josh di fronte a tifosi e opinione pubblica, fino a quasi farlo passare per un delinquente (tra l'altro la NFLPA si sta muovendo per chiarire meglio la situazione, dato che la privacy di Freeman è stata violata in modo pesante, proprio dalla Società).

In quanto ai tempi, Schiano sapeva benissimo sin dal termine dello scorso campionato cosa potesse garantirgli Freeman, dopo averlo allenato per un anno intero. E allora non si aspettano tre partite del 2013 per farlo fuori, ma si cerca una trade con un altro team nel corso dell'offseason, cosa che peraltro avrebbe consentito ai Bucs di ricevere qualcosa in cambio, fosse stato anche solo una scelta al quarto o al quinto giro.

E se invece è successo qualcosa di particolarmente grave che ha fatto precipitare la situazione in questo ultimo mese, si abbia il coraggio di metterci la faccia spiegando, nei limiti del possibile, le "vere" ragioni del siluramento del giocatore, senza raccontare "storielle" (dalla mancata partecipazione di Josh alla foto della squadra, in giù...). Ma farlo fuori ricorrendo allo stillicidio di "notizie" spifferate all'insider NFL di turno, mi pare un comportamento quasi meschino, tra al'altro assai poco in linea con quelli che sono i valori che paiono essere fondanti per Schiano (spirito di corpo, lealtà, coesione del gruppo, unità di intenti, ecc.).

Ad ogni modo, è probabile che la verità VERA non la sapremo mai, ammesso che ce ne sia una sola di verità, in una "storiaccia" come questa dalle mille sfaccettature...

Ma tornando al titolo del post, la domanda corretta non mi sembra tanto se sia possibile o meno raddrizzare la stagione, quanto se giocatori e CS riusciranno a lasciarsi alle spalle l'enorme polverone che i recenti fatti hanno sollevato. Senza peraltro tralasciare un altro (importantissimo) aspetto, quello tecnico: riuscirà un rookie di belle speranze come Mike Glennon, buttato nella mischia più per mancanza di alternative che per convinzione, a guidare sul campo i Bucs e a realizzare l'auspicata inversione di tendenza?

Nelle ultime dieci partite disputate sono arrivate ben nove "L", e l'unica "W" risale all'ultima giornata del 2012, con i Falcons che negli ultimi secondi di quell'incontro anziché cercare la rimonta preferirono far terminare il match, per evitare infortuni in vista degli imminenti playoff... dunque non proprio una W particolarmente significativa, ottenuta giocando contro un team con la testa già proiettata alla posteseason.

Dando un'occhiata alla schedule rimanente di questo 2013, mi pare che sia proprio la prossima partita quella che i Bucs hanno più possibilità di vincere, e per varie ragioni. Intanto, oggi Tampa Bay osserverà il "bye", mentre i prossimi avversari, i Philadelphia Eagles, saranno impegnati nella difficile partita con i tradizionali rivali dei New York Giants; vero che anche i NYG sono sullo 0-4, ma un match tra New York e Phila è - e sarà sempre, in qualsiasi situazione di classifica - una battaglia durissima.

Dunque domenica 13 ottobre i Bucs, reduci dal bye, affronteranno gli Eagles, reduci dal match con i Giants. E già questo è un aspetto positivo (minimo, certo, ma nella situazione attuale ci dobbiamo aggrappare proprio a tutto) per la truppa di Schiano. Aggiungiamoci il fatto che Mike Glennon, dalla partita con i Cardinals sino al 13 ottobre, avrà avuto parecchio tempo per analizzare con il coaching staff il match con Arizona, e per cercare di correggere quelli che sono stati gli errori più evidenti del suo esordio.

E poi, oggettivamente, anche Philadelphia è una squadra che sta attraversando un periodo di assestamento, dopo tantissimi anni ha cambiato head coach, e la filosofia di Chip Kelly deve ancora essere assorbita pienamente da Vick e compagni. Insomma, gli attuali Eagles rimangono un avversario ostico ma alla portata dei Bucs, sempre che la nostra squadra riesca a scendere in campo concentrata e "cattiva" (in senso buono), lasciandosi alle spalle polemiche e controversie di quest'ultimo periodo.

Dopo il match con gli Eagles, nelle successive cinque partite, i Bucs affronteranno due volte Atlanta (che al momento ha perso qualche partita di troppo, ma che rimane un avversario sempre tostissimo), giocheranno due volte in casa con Panthers e Dolphins e saranno impegnati a Seattle (forse la partita più difficile di tutte, considerato il valore dei Seahawks).

Insomma, per evitare di ritrovarsi dopo dieci partite con un record di sconfitte già in doppia cifra (0-10... roba che neanche ai tempi dei derelitti Bucs di Testaverde!) bisogna incominciare a incamerare qualche "W". A mio avviso, Eagles (soprattutto), e poi Panthers e Dolphins sembrano le avversarie più abbordabili, più difficile sarà - sempre sulla carta - superare gli arcirivali di Atlanta ed espugnare Seattle.

Ma, lo ripeto, queste sono solo chiacchiere di un tifoso, amareggiato e deluso per come è iniziata quella che nelle speranze di tutti doveva essere la stagione del riscatto, e che invece si è tramutata nella ennesima annata costellata di problemi, caos totale e difficoltà...

L'ultimo pensiero (ma ultimo in assoluto, spero, perché sull'argomento specifico non vorrei tornarci più) è per Josh Freeman.

Se siete lettori più o meno assidui del blog, saprete che non sono mai stato tenero con questo giocatore, a cui in un certo senso non perdonavo di avere prima "illuso" disputando una stagione 2010 a livelli eccellenti, e poi "deluso" per le tante, troppe, partite scialbe e incolori delle annate successive. Ebbene, devo però dire che il modo in cui il QB #5 è stato fatto fuori mi ha provocato un qual certo dispiacere (sarà la vecchiaia che incombe, ad avermi trasformato  in un "lacrimoso" sentimentale? Può darsi ;-)...!).

Freeman, dopotutto, è stato un giocatore importante per la storia di questa franchigia, della quale tra l'altro detiene ad oggi praticamente tutti i record nel ruolo di QB, per quanto l'unica vera statistica che conti sia, alla fine, quella relativa al numero di "W" e di "L"; e avendolo seguito praticamente dal suo esordio (ricordo che con altri tifosi dei Bucs scherzammo, all'epoca, sul fatto che il giorno in cui Freeman sarebbe stato introdotto nella HoF avremmo potuto raccontare ai nostri nipoti che noi c'eravamo, quel giorno a Wembley, quando Josh fece il suo esordio in NFL con la maglia dei Bucs...) ebbene, mi sembra che questo ragazzo paghi al di là di limiti tecnici evidenti, anche una certa fragilità caratteriale, il che - in uno sport in cui si fa a gara a recitare il ruolo di "duro" a tutti i costi - me lo ha reso, in questi ultimi tempi, particolarmente simpatico...

Poi, magari un domani salterà fuori che aveva ragione da vendere Schiano e che Josh era "il male"... nel frattempo, ribadisco il mio "good luck" all'ultima profezia mancata di Raheem Morris, colui che doveva diventare "the next franchise QB" e che invece sarà ricordato come uno dei giocatori più discussi e controversi nella quasi quarantennale storia dei Tampa Bay Buccaneers ...

lunedì 30 settembre 2013

Il pessimo bilancio del primo quarto di stagione

Greg Schiano: HC dei Bucs fino a quando?
Il primo quarto di stagione è già andato in archivio, dunque è già possibile fare un primissimo bilancio di questa stagione, in attesa dei rimanenti "tre quarti" di campionato che bisognerà disputare per portare a termine l'annata 2013, che per noi tifosi dei Bucs si prospetta davvero lunga, lunghissima...

Peggio di così, infatti, questo primo spicchio di stagione non poteva andare. e non solo per le quattro sconfitte, che forse sono un aspetto addirittura marginale...

La cosa più grave di tutte è che a Tampa ci ritroviamo adesso con un CS, ed in particolare con un HC, che ha completamente perso il controllo della squadra, che non ha la minima idea di come uscire dalla profondissima crisi in cui i Bucs sono sprofondati e che al tempo stesso non ha alcuna intenzione di farsi, spontaneamente, da parte per "manifesta incapacità" nel gestire la situazione.

Ma cominciamo dall'aspetto strettamente "tecnico", e cerchiamo di evidenziare i tratti salienti di questo primo scorcio di stagione.

QB, Josh Freeman vs Mike Glennon
Inutile ripercorrere qui le tappe che hanno lentamente quanto inesorabilmente portato Freeman e Schiano ai ferri corti; già in offseason si era discusso a lungo se fosse opportuno o meno che "the next franchise QB" entrasse nell'ultimo anno di contratto senza alcuna ipotesi, neanche vaga, di estensione dell'accordo che lo legava a Tampa Bay fino solamente al 2013. Poi, si sono succeduti una serie di episodi che hanno "azzerato" il rapporto tra quarteback e capo allenatore, dalla perdita dei gradi di capitano alla mancata partecipazione alla foto di gruppo, passando per una ripetuta serie di "frizioni" esplose nell'ultima settimana in maniera fragorosa quanto clamorosa...

Freeman, infatti, in una sola settimana è passato da QB titolare a terzo QB, e a questo punto pare inevitabile una trade se non addirittura un suo taglio. Per farla breve, fino a che Schiano sarà l'HC dei Bucs, per Freeman non ci sarà più spazio in squadra, visto che la rottura tra i due è del tutto insanabile. Tra l'altro, sono da registrare le dichiarazioni rilasciate ieri dall'agente di Josh, il quale ha smentito che ci fosse accordo tra HC e QB sul fatto che ieri il giocatore seguisse il match dalla tribuna anziché dalla sideline.
Così si era espresso Schiano:
“It was a mutual decision,'' head coach Greg Schiano said of Freeman viewing the game from the suite. “With all the happenings of the week, it was the best thing for our team.''
L'agente di Freeman, Burkhardt, ha risposto invece:
“Lie,” Burkhardt said in a text message response to The Tampa Tribune.
Freeman, da parte sua, se l'è cavata in questo modo:
“I have no comment at this time,'' Freeman said as a horde of reporters chased him from outside the locker room toward the parking lot.
Insomma, stanno proprio volando gli stracci, dalle parti di One Buc Place...

Davvero peggio di così non poteva finire l'avventura di Freeman in maglia Bucs, e comunque non mi spiego per quale motivo Schiano, che evidentemente non riteneva Josh il giocatore adatto a cui affidare le sorti della sua squadra, non abbia cercato di scambiarlo a febbraio o marzo, quando il ragazzo aveva ancora un certo valore sul mercato, ma lo abbia scaricato adesso, tra l'altro in maniera così "clamorosa" dopo solamente tre partite (perse non per colpe specifiche del QB), non perdendo occasione per dargli addosso e per "umiliarlo" utilizzando qualsiasi pretesto (vedi l'ultimo episodio, e cioè averlo relegato in tribuna nel match con i Cardinals impedendogli di seguire la partita dalla sideline, neanche fosse un appestato...).

Da qui in avanti, dunque, a meno di clamorose sorprese si andrà avanti con Mike Glennon. Che dire del rookie che ha esordito ieri contro Arizona? Il ragazzo sembra avere discrete qualità, ma è inevitabilmente "acerbo", non ancora in grado di guidare un team NFL, come si è visto ieri  in maniera fin troppo evidente: nel momento della verità, quando sale la pressione e il pallone pesa tantissimo, sono arrivati i due intercetti che hanno chiuso una partita che sino a quel momento sembrava saldamente in mano ai Bucs. E poi Glennon deve migliorare anche da un punto di vista fisico. Il ragazzo è troppo gracile, basta sfiorarlo per farlo volare a terra; se Glennon vuole "sopravvivere" qualche anno in una lega dura come l'NFL sarà il caso che si irrobustisca un po', perché - come si è visto ieri - al momento basta una leggera spinta di un difensore avversario per abbatterlo...

La scriteriata gestione di Doug Marttin
In queste prime quattro partite stagionali Doug Martin ha portato il pallone per ben 100 volte (primo in NFL per numero dì portate, secondo è Adrian Peterson con 92 e terzo Chris Johnson con 84), con una media di 25 a partita. Ma Doug non è certo un colosso alla Blount, bisognerebbe usarlo poco e bene, alternandolo cioè con altri RB, che peraltro nel roster dei Bucs non mancano visto che oltre a Martin ci sono i vari Demps, James, Leonard...

E invece no: Schiano ha deciso che il RB titolare è Martin e dunque i palloni li porta lui, sempre e comunque! Tra l'altro ieri ha esordito Jeff Demps, un velocista di caratura mondiale, e nell'unica corsa ha guadagnato 14 yards correndo veloce come un missile. Non si poteva fargli portare qualche altro pallone? Alternandolo magari al veterano Leonard e al rookie James? In questo modo si sarebbe potuto far rifiatare Martin, ad esempio nel terzo quarto, per trovarlo più fresco e riposato nel quarto periodo, quando si sarebbe deciso il match....

Davvero, una delle (tante) cose che non capisco di questo CS è come si possa pensare di "spremere" i propri fuoriclasse in questo modo... poi è ovvio che alla fine, stremato, ieri Martin abbia commesso anche un fumble e guadagnato poche yards, in relazione alle tante, troppe, corse tentate. Ripeto, Martin andrebbe centellinato e usato "poco e bene", ma - anche da questo punto di vista - Schiano sembra non intendere ragione...

Difesa:  qualche scintilla vanificata da troppe penalità 
Eppure, rispetto all'anno scorso, qualche cosa di interessante l'abbiamo anche vista, in queste quattro partite... ad esempio in difesa, un reparto che che rispetto all'anno scorso sembra essere cresciuto grazie agli innesti di giocatori importanti come il rookie Banks e i veterani Revis e Goldson. Inoltre, finalmente!, Gerald McCoy sta diventando un giocatore davvero di "elite", e a livello di LB il duo Lavonte David - Mason Foster costituisce un'accoppiata davvero eccellente.

C'è però anche qui una nota decisamente stonata: sono troppe, infatti, le penalità rimediate spesso per falli inutili e gratuiti, che ci sono costati addirittura la partita (vedi l'episodio di New York, con il fallo di David su Geno Smith) o i ripetuti "fallacci" di Goldson, che non ha ancora capito che il casco non va utilizzato come arma impropria per abbattere gli avversari....

Se proprio vogliamo aggrapparci a qualcosa e ci vogliamo sforzare di trovare qualche elemento positivo nei Bucs di questo avvio della stagioone 2013, diciamo che la difesa potrebbe essere un settore in cui, con pochi e mirati ritocchi e aggiustando le cose alla voce "disciplina", Tampa Bay potrebbe davvero essere competitiva...

Coaching staff
In poche e chiare parole: Greg Schiano ha dimostrato di non essere adatto a guidare un team NFL. Uno che,  tanto per dirne una, al secondo anno tra i PRO ancora non ha capito che NON si attacca il QB avversario mentre si inginocchia a fine partita (ieri lo abbiamo rifatto per ben due volte...) non ha capito nulla dell'NFL e di come ci si comporta in questa lega. E a proposito delle "aggressioni" ai QB avversari, ecco un "tweet" di Rick Stroud, del Tampa Bay Times:
Rick Stroud @NFLSTROUD
In case you missed it, Cardinals coach Bruce Arians didn't take well to Bucs attacking Carson Palmer on the kneel down.

Questo, ovviamente, è solo un piccolo quanto emblematico episodio circa l'inadeguatezza di Schiano. Il quale, forse supportato da un CS non all'altezza, alle prime difficoltà è letteralmente naufragato, non riuscendo ad esempio a gestire il rapporto con il suo QB starter, che poteva anche stargli antipatico da morire ma che era però l'unico che poteva fargli vincere qualche partita. Se davvero Schiano ritiene di poter fare strada nei prossimi 12 match con Glennon (o con Orlovsky), ecco, è meglio che torni il prima possibile ad allenare in NCAA, ma con l'NFL è proprio il caso di lasciar perdere...

La speranza è che la Proprietà non rimanga "inerte" di fronte allo sfacelo attuale, ma credo sia difficile che ci possano essere soluzioni drastiche in breve tempo. Sia per la difficoltà di reperire in questo momento un HC affidabile (chissà, magari un sondaggio esplorativo con Dungy o Gruden si potrebbe anche fare...), sia per il fatto che probabilmente si aspetterà il termine del campionato per prendere quella decisione che, al momento, pare inevitabile. Via Schiano e una buona parte del suo staff, e ricominciare (forse) da Sheridan e Wannstedt (coach di difesa e ST), cercando un Head Coach di comprovata esperienza. Ecco, basta con gli esperimenti, però: dopo due esordienti assoluti in NFL come Morris e Schiano, vorrei vedere sulla sideline dei Bucs un allenatore veterano e affidabile, e con tanto buon senso: chiedo troppo...?!


Di cose da dire su questo sciagurato avvio di stagione ce ne sarebbero tante altre, ma lo faremo nei prossimi giorni approfittando anche del "bye". Domenica prossima, infatti, non è prevista alcuna  partita per i Bucs. Una domenica tranquilla, finalmente, visto che l'appuntamento - inevitabile... - con la "L" numero cinque è previsto per il 13 ottobre, quando a l RJS arriveranno i Philadelphia Eagles...

sabato 5 gennaio 2013

Il punto sui contratti dei giocatori

Ronde Barber, uno dei principali FA dei Bucs
Qual è la situazione, da un punto di vista contrattuale, dei giocatori che Tampa Bay ha attualmente a roster? E quando chi è in scadenza diventerà free agent, sarà "unrestricted" o "restricted"? Di seguito, ruolo per ruolo, ho cercato di chiarire i "vincoli" degli "starters" o comunque dei giocatori più importanti della nostra squadra.

Per cercare di farsi un'idea su quelle che saranno le strategie in vista di FA e draft, credo sia utile conoscere la situazione contrattuale, ad oggi, dei vari giocatori. Dunque, buona lettura!

Attacco

QB
Josh Freeman e Dan Orlovski: per i due QB dei Bucs c'è ancora un anno di contratto (ad essere diverse, e non di poco, sono le cifre dei rispettivi accordi...), dunque saranno entrambi UFA tra 16 partite.

OL
Donald Penn e Jeremy Zuttah: sia Penn che Zuttah diventeranno UFA fra tre stagioni, essendo legati ai Bucs fino al 2015 compreso.  
Carl Nicks: altri quattro anni di contratto per Nicks, che sarà UFA al termine del 2016.
Davin Joseph: il contratto tra i Bucs e Joseph è lunghissimo, arriva fino al 2017 (compreso).
Jamon Meredith, Ted Larsen e Demar Dotson: tutti e tre questi giocatori diventeranno UFA tra una sola stagione, dunque al termine del campionato 2013.
Jeremy Trueblood: è già UFA e non credo verrà confermato, dunque lo possiamo considerare ormai un ex-Bucaniere.  

WR
Sammie Stroughter: è free agent, vedremo se verrà confermato.
Mike Williams, Arrelious Benn e Tiquan Underwood: un solo anno di contratto lega i Bucs a Williams, Benn e Underwood, tutti e tre UFA al termine della prossima stagione.
Vincent Jackson: l'ex San Diego è invece titolare di un contratto di lunga durata, e sarà un Bucaniere per altri quattro anni fino al 2016 compreso.

TE
Dallas Clark: è già free agent, in attesa di rifirmare o con i Bucs o con qualunque altro team gli offra un contratto di suo gradimento. 
Luke Stocker: altri due anni di contratto, fino al 2014 compreso, per il TE da Tennessee.

RB e FB
Doug Martin: il "criceto muscoloso" è legato a Tampa dal quadriennale firmato lo scorso anno, dunque fino al 2015 compreso.
Legarrette Blount: attualmente Blount è un RFA, dunque il suo destino dipende comunque dai Bucs, al di là dell'interesse di altre squadre.
Erik Lorig: il roccioso FB da Stanford ha ancora un anno di contratto, fino a tutto il 2013.

Difesa

DL
Michael Bennett e Roy Miller: sono due tra i principali UFA dei Bucs, insieme a Barber. Riusciranno a trovare un accordo con Dominik per prolungare la loro permanenza a Tampa?  
Da'Quan Bowers, Adrian Clayborn e Gerald McCoy: diventeranno tutti e tre UFA tra due campionati, al termine del 2014. 
Daniel Te'o-Nesheim: è un "Exclusive Rights Free Agent". In sintesi, il suo futuro è nelle mani di Tampa Bay in quanto il giocatore non può negoziare con altri team che non siano i Bucs. 

LB
Quincy Black: in teoria il suo contratto scade fra due anni dopo la stagione 2014, in pratica si teme che il ragazzo abbia chiuso con il football dopo il grave infortunio rimediato nel match contro San Diego. 
Lavonte David: ancora tre anni di contratto, fino al 2015 compreso, per l'ottimo rookie da Nebraska.
Mason Foster: altri due anni di contratto per Foster, UFA dopo il 2014.
Dekoda Watson e Adam Hayward: saranno entrambi UFA alla fine del prossimo campionato.

DB
Ronde Barber: è free agent, deve decidere se continuare o appendere il casco al chiodo.
E. J. Biggers: altro FA, tutta da valutare la sua riconferma.
Eric Wright: in teoria ha ancora quattro anni di (ricchissimo) contratto, fino al 2016 compreso, ma si spera venga tagliato quanto prima.
Mark Barron: altri tre anni di contratto fino a tutto il 2015 per la prima scelta dello scorso draft
Ahmad Black, Anthony Gaitor e Leonard Johnson: ancora due anni di contratto per tutti e tre i giocatori, con il solo Johnson a diventare RFA al termine del 2014 (UFA, gli altri due).
Danny Gorrer e Cody Grimm: saranno FA dopo la prossima stagione 2013.

Special Team

LS
Andrew Economos: è attualmente senza contratto, verrà riconfermato? 

K
Connor Barth: il suo accordo prevede altri tre campionati in maglia Bucs, fino 2015 compreso.  

P
Michael Koenen: sono invece quattro gli anni di contratto che ancora legano Koenen a Tampa Bay, fino a tutto il 2016.


E dopo tutte queste cifre, ecco il "Riassuntone finale", ossia le scadenze anno per anno dei giocatori più importanti, tanto per avere sempre la situazione sott'occhio:

Free agent attuali
- Ronde Barber - CB
- E.J. Biggers - CB
- Michael Bennett - DE
- Roy Miller - DT
- Jeremy Trueblood - T
- Sammie Stroughter - WR
- Dallas Clark - TE
- LeGarrette Blount - RB (RFA)
- Daniel Te'o-Nesheim - DE (Exclusive FA)

Free agent dopo il prossimo campionato (2013)
- Josh Freeman - QB
- Dan Orlovski - QB
- Jamon Meredith - T
- Demar Dotson - T
- Ted Larsen - C
- Mike Williams - WR
- Arrelious Benn - WR
- Tiquan Underwood - WR
-  Erik Lorig - FB
- Dekoda Watson - LB
- Adam Hayward - LB
- Danny Gorrer - CB
- Cody Grimm - S

Free agent dopo due campionati (al termine del 2014)
- Luke Stocker - TE
- Da'Quan Bowers - DE
- Adrian Clayborn - DE
- Gerald McCoy - DT
- Quincy Black - LB
- Mason Foster - LB
- Ahmad Black - S
- Cody Grimm - S
- Leonard Johnson - CB (RFA)

Free agent dopo tre campionati (al termine del 2015)
- Donald Penn - T
- Jeremy Zuttah - C
- Doug Martin - RB
- Lavonte David - LB
- Mark Barron - S
- Connor Barth - K

Free agent in un futuro remoto (al termine del 2016 o oltre) 
- Carl Nicks - G
- Davin Joseph - G
- Vincent Jackson - WR
- Eric Wright - CB
- Michael Koenen - P