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mercoledì 25 ottobre 2017

Noah Spence inserito in IR, firmato il veterano Darryl Tapp

I Tampa Bay Buccaneers hanno comunicato che il DE Noah Spence, uno dei pochi elementi di spicco della D-line, è stato inserito in Injured Reserve a causa di seri problemi alla spalla destra.

E' probabile che il giocatore debba sottoporsi ad un intervento chirurgico, dunque la sua stagione sarebbe da considerarsi conclusa e lo rivedremo in campo, salvo complicazioni dato che si tratta del secondo serio infortunio alla spalla in due anni, solamente nel 2018.

Per sostituire Spence i Bucs hanno firmato un veterano di lungo corso, il 33enne Darryl Tapp.

Scelto al secondo giro del draft 2006 dai Seattle Seahawks, Tapp ha poi giocato per numerose squadre (Eagles, Redskins, Lions, Saints), prima di siglare quest'oggi un contratto che lo legherà ai Bucs sino al termine dell'attuale campionato.

Intanto, la nostra vecchia conoscenza Roberto Aguayo ha trovato una nuova squadra disposta a credere in lui: si tratta dei prossimi avversari dei Bucs, i Carolina Panthers, che hanno firmato Aguayo per la practice squad, considerati i problemi del kicker titolare, Graham Gano, ad un ginocchio.

martedì 17 maggio 2016

Firmati il veterano Francis (DT) e il rookie Spence (DE)


Ci sono da segnalare un paio di movimenti, per quel che riguarda il roster dei Bucs. Nei giorni scorsi è stato firmato il rookie Noah Spence, il talentuoso DE che ci auguriamo si sia lasciato alle spalle i non lievi problemi "off field" che lo hanno fatto scivolare sino al secondo giro del draft.

A questo punto, l'unico rookie draftato da Tampa Bay e ancora senza contratto è il kicker Roberto Aguayo, la cui firma dovrebbe comunque arrivare nei prossimi giorni.

E' di oggi invece l'acquisizione di un veterano, con tre anni di football professionistico alle spalle, il DT A.J. Francis.

Entrato in NFL nel 2013 come undrafted free agent, Francis ha fatto parte dei roster - più che altro delle practice squad - di Miami, New England e Seattle. Il giocatore va ora a dare un po' di profondità allo specifico reparto dei DT, non profondissimo visto che prima dell'arrivo di Francis era composto in pratica solamente dal duo titolare McCoy-McDonald e dal quarto anno Akeem Spence.

sabato 30 aprile 2016

Due pick al 2° giro, il DE Spence e... il K Aguayo!


Se la prima scelta dei Bucs, il CB Vernon Hargreaves, era stata una chiamata condivisa quasi all'unanimità da tifosi e addetti ai lavori, le decisioni di Licht e Koetter prese nel corso della seconda giornata del draft credo provocheranno qualche discussione in più...

Ma andiamo con ordine: al secondo round, con la propria chiamata, (la pick n.39 overall) Tampa Bay ha deciso di "rischiare", puntando su un talento sceso sino al secondo giro per i noti (e seri) problemi fuori dal campo che lo hanno fatto precipitare fino a questo punto del draft, e cioè il DE Noah Spence.

I Bucs avevano un disperato bisogno di rinforzare la propria linea difensiva, e considerato che ormai anche i DE più interessati rimasti a disposizione in questa seconda giornata del draft si erano accasati altrove (Ogbah ai Browns, Dodd ai Titans), la decisione di Licht e Koetter è stata quella di scommettere sul problematico elemento da Eastern Kentucky.

Spence ha avuto seri problemi per uso di sostanze stupefacenti che ne hanno comportato l'esclusione permanente dalla Big Ten (prima di finire a Eastern Kentucky, il giocatore era un punto di forza di Ohio State), e "two failed drug tests and an arrest for public intoxication" sono qualcosa di evidentemente molto grave, che noi tutti speriamo che il ragazzo si sia lasciato alle spalle ed abbia superato in maniera definitiva.

Ma se la scelta di Spence, tutto sommato, poteva starci, decisamente sorprendente è stata la successiva mossa di HC e GM dei Bucs; i quali hanno deciso di fare trade up con Kansas City (ai Bucs è finita la pick al secondo round dei Chiefs, ed a KC sono andate il terzo round dei Bucs più una delle due scelte che TB aveva al quarto giro, quella ricevuta ieri dai Bears), e tutto ciò per draftare nientemeno che... un kicker!

Ora, con i mille need che ha questa squadra (LB, S, WR....) noi facciamo trade up per prendere un kicker? Con la pick n.59 overall? Tra l'altro avendo sotto contratto un giocatore affidabile come Connor Barth? Certo, è vero che Aguayo è considerato un prospetto interessantissimo nel ruolo specifico, ma onestamente draftarlo al secondo giro, per di più con trade up, mi pare un lusso che i Bucs non potevano permettersi.

Un kicker al secondo giro quando a livello di LB siamo decisamente scoperti, e in quello di S e WR abbiamo una profondità minima? Mah, certo che se Aguayo non si dovesse rivelare una macchina infallibile per i FG calciati fino dalle 55 yards, questa pick (che ci è costata anche una scelta per fare trade up) credo verrà ricordata a lungo...

lunedì 29 febbraio 2016

Draft, da "Mariota o Winston" a "Spence o Hargreaves"?


Lo scorso anno, di questi tempi, in casa Bucs il dilemma era "Winston o Mariota", ossia su chi puntare con la first pick overall del draft 2015 tra i due talentuosi QB di FSU e Oregon.

Nel 2016, con Tampa Bay in possesso della pick n.9 overall, la questione su chi puntare al primo giro del draft sembra essere concentrata principalmente su due elementi, un DE e un CB, ossia due giocatori che andrebbero a rinforzare quei due reparti - linea difensiva e secondaria - che maggiormente avrebbero bisogno di robuste iniezioni di talento.

Se però Mariota e Winston erano "rivali" nel vero senso della parola considerato che giocavano nel medesimo ruolo, il discorso cambia con Spence e Hargreaves. Il DE da Eastern Kentucky è un "cacciatore di QB", laddove il CB da Florida ha come obiettivo principale quello di intercettare o comunque neutralizzare i passaggi dei quarterback avversari.

La "rivalità" dello scorso anno riemerge invece quando si inizia a parlare dell'aspetto caratteriale dei due giocatori; Se Mariota era ritenuto un "bravo ragazzo" e Winston una pericolosa "testa calda", così ora Spence viene considerato un elemento problematico e con "precedenti" ben più seri del famigerato "furto di chele di granchio" attribuito a Winston ed Hergreaves invece il classico "bravo ragazzo".

"Two failed drug tests and an arrest for public intoxication" sono "precedenti" di un certo peso che non necessitano di traduzione, che sono costati a Spence il "ban" dalla Big Ten e l'allontanamento da Ohio State, e che faranno riflettere a lungo i vari front office delle squadre NFL, prima che si decidano a draftarlo facendogli firmare un contratto dai tanti zeri.

Discorso opposto per Hergreaves, bravo ragazzo sicuramente meno problematico di Spence, buon talento e ottima etica lavorativa. Inoltre Vernon è nativo di Tampa e giocare per i Bucs costituirebbe per lui un motivo di orgoglio "I like when they have me going to the Bucs, going back to my hometown" sono le sue parole, che difficilmente potremmo sentire pronunciate da altri rookie, considerata la scarsa attrattiva di Tampa Bay, squadra ormai da tempo abbonata ai bassifondi dell'NFL.

Inoltre l'ex CB di Florida è legato in un certo senso anche all'Italia, dato che il padre - Vernon Hargravs anch'egli, evidentemente la fantasia non abbonda in fatto di nomi in casa Hargreaves! - ha giocato a football proprio in Italia, e a metà degli anni '80 fu uno degli elementi più rappresentativi dei Warriors Bologna, che grazie anche al suo contributo vinsero il Super Bowl nel 1986. Oggi Hargreaves "padre" allena i LB degl Arkansas Razorbacks, dopo avere fatto parte anche del coaching staff di USF, l'Università che gioca le sue partite proprio al Raymond James Stadium.

Tornando al dualismo Spence-Hargreaves, chi scegliere dunque con la pick n.9 del prossimo draft, Il talentuoso e problematico Spence o il "ragazzo di casa" desideroso di vestire il red and pewter?

Molto dipenderà anche da come si muoveranno i Bucs nell'ormai imminente free agency, chiaramente se nel corso della FA Licht e Koetter dovessero investire in maniera importante sulla linea difensiva o viceversa sulla secondaria, la scelta di chi draftare con la pick n.9 diventerebbe una inevitabile conseguenza proprio dei movimenti effettuati in sede di free agency.