Era iniziata nel migliore dei modi per i Bucs la partita contro i Raiders, tanto che sembrava quasi di assistere alla continuazione del brillante match di sette giorni prima giocato a San Francisco.
Attacco fluido e produttivo, con Rodgers a guadagnare yards nei giochi su corsa e l'intesa Winston-Evans in grado di procurare danni nella retroguardia dei Raiders.
Se aggiungiamo che anche Roberto Aguayo infilava un FG dalle 38 yards, la speranza di riuscire a prolungare la mini-striscia di due W consecutive iniziava a farsi strada...
Ma dopo il 10-0 in favore di Tampa Bay segnato con una ricezione di Shepard ad inizio secondo quarto, Winston e soci andavano in letargo e Oakland iniziava decisamente a prendere il comando del match.
Nel secondo e terzo periodo in campo c'era solo la squadra nero-argento, con i Bucs che in attacco non riuscivano più a guadagnare nulla ed in difesa sembravano ritornati quelli inguardabili già visti contro Rams e Broncos, incapaci di mettere pressione sul QB avversario e generosissimi nel concedere praterie sconfinate a Crabtree e Cooper.
Poi, nel quarto periodo, una fiammata dei Bucs conclusa con un TD di Brate riapriva la partita, anche se l'ennesimo errore di Aguayo su un XP (il secondo in stagione sui punti addizionali, per non parlare dei 5 FG calciati fuori dai pali) rendeva le cose più complicate per Winston e soci, che rimediavano all'errore della peggiore scelta dell'ultimo draft convertendo da due punti il successivo TD su corsa di Rodgers.
Ma Oakland sembrava non volerla vincere stasera, e sul finire del quarto periodo il K nero-argento Janikowski si mascherava da Aguayo e spediva fuori dai pali un FG dalle 50 yards, non facile ma decisamente alla portata di un kicker del suo calibro.
24-24, si va all'overtime.
E qui Oakland, già molto fallosa nel corso di tutta la partita, commetteva una penalità dopo l'altra, arrivando a infrangere un record NFL con 23 flag lanciate dagli arbitri (per 200 yards!). Le penalità, e un altro errore di Janikovsk questa volta dalle 52 yards, mantenevano in vita Tampa Bay, che però - dopo avere perso per infortunio anche Jacquizz Rodgers - non riusciva a conquistare un primo down ed era costretta a concedere ai Raiders l'ennesima opportunità per vincere la partita.
Proprio sul finire, su un quarto tentativo e 3 yards, Carr mandava in endzone il WR Roberts, con un TD pass da 41 yards che metteva la parola fine a questa partita davvero anomala e particolare.
Partita strana, si diceva, in cui i Bucs hanno giocato bene il primo e parte del quarto periodo, scomparendo dal campo e lasciando ai Raiders il pieno controllo dell'incontro nei due quarti centrali e nell'overtime.
Non fosse stato per le mille penalità, Oakland avrebbe chiuso la partita senza bisogno di quasi 15 minuti supplementari, e del resto le cifre parlano chiaro. Carr ha lanciato per 513 yards (vincendo nettamente il duello con Winston fermatosi a quota 180 e non in grado di trovare guizzi vincenti nei momenti importanti del match, non solo in un overtime giocato male) e in generale l'attacco di Oakland è parso decisamente di un altro livello rispetto a quello dei Bucs.
Il WR Mike Evans, dopo l'ottimo inizio, non ha quasi più ricevuto nulla, il gioco su corsa nel secondo tempo non ha mai prodotto risultati, e se a questo si aggiunge una prestazione complessiva della secondaria davvero deficitaria (ed una linea difensiva che ha concesso a Carr tutto il tempo di cui il QB dei Raiders aveva bisogno per trovare ogni volta il WR più libero), sarebbe stato un mezzo miracolo riuscire a strappare un "pareggino", come probabilmente sarebbe accaduto se Oakland non avesse convertito quel fatidico 4th and 3 nell'ultimo drive dell'overtime.
In conclusione, se da un lato i Bucs hanno comunque tutto sommato "tenuto" generosamente il campo contro un avversario più forte (cosa che non era avvenuta nei precedenti match casalinghi, in cui anziché rischiare di pareggiare come stasera, eravamo stati travolti da Rams e Boncos), va comunque registrato che questi Bucs non sono ancora in grado di tenere testa e di giocarsela davvero alla pari contro un team "competitivo" come gli attuali Raiders.
Tampa Bay deve crescere, e anche parecchio, perché di team "facili" come i Panthers e i '49ers contro cui sono arrivate le ultime due W non ne incontreremo ancora molti da qui a fine stagione. Adesso, giovedì sera, ci sarà un altro match difficilissimo contro gli Atlanta Falcons. Tenere testa a Ryan e soci giocando il football visto contro i Raiders nel primo quarto di stasera sarebbe già un buon risultato, mentre per vincere il Thursday Night credo ci vorrebbe un mezzo miracolo, tipo Aguayo che all'ultimo secondo infila i pali da oltre le 50 yards, per dire...
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domenica 30 ottobre 2016
giovedì 27 ottobre 2016
Parola agli avversari: Oakland Raiders
Domenica 30 ottobre Buccaneers e Raiders si affronteranno al Raymond James Stadium di Tampa. Ogni volta che questi due team si incontrano il primo pensiero va al 26 gennaio 2003, quando le due squadre si contesero a San Diego il Super Bowl n.37. Sono purtroppo lontani i giorni in cui Tampa Bay e Oakland dominavano le rispettive Conference e da tante – troppe – stagioni TB e OAK hanno intrapreso una comune parabola discendente che le ha viste spesso terminare il campionato nei bassifondi delle rispettive Division. Qualcosa di diverso sembra però stia accadendo in questo primo scorcio di stagione... sarà il 2016 l’anno della svolta per Bucs e Raiders?
Per presentare gli avversari di domenica, lascio la parola a Mako Mameli (Mako Raiders Italia su Facebook) che è al timone,
insieme al suo "socio" Sol Raf, della nave pirata di Raiders Italia.
Insieme solcano i mari del web raccontando le avventure dei Silver & Black
e cercando di diventare un punto di riferimento per i fan italiani dei Raiders (potete trovare Raiders Italia su Twitter, Facebook e Google+). Mako inoltre fa parte della redazione di Huddle Magazine dove scrive principalmente sui Raiders ma anche di altri argomenti di suo
interesse come le uniformi e le statistiche.
"The Silver & Black are back", questo era il
messaggio lanciato dai media durante la offseason quando i Raiders hanno
acquisito diversi pezzi pregiati del mercato dei free agent (l'OL Kelechi
Osemele, il CB Sean Smith e il LB Bruce Irvin su tutti). L'attuale record di
5-2 potrebbe far pensare ad un osservatore disattento che sia effettivamente
così, ma come vedremo non è tutto oro quello che luccica.
QUALCHE CENNO STORICO
I Raiders hanno una storia fatta di tanti successi e per
tanti anni sono stati una delle superpotenze della AFL prima e della NFL dopo
la fusione delle due leghe. I tifosi nero-argento erano quindi abituati a
vedere una squadra dominante, capace di spaventare gli avversari prima ancora
del calcio d'inizio.
Quando i Tampa Bay Buccaneers sono venuti al mondo del
football, nel 1976, sono stati inseriti nella AFC West (la storica Division dei
Raiders) ed hanno chiuso la stagione d'esordio con un umiliante 0-14. In quello
stesso anno i Raiders hanno perso una sola partita e sono arrivati a vincere il
tanto agognato Super Bowl, il primo della loro storia, al Rose Bowl di Pasadena
contro i Minnesota Vikings.
Mentre i Buccaneers cercavano la loro strada (3 record
positivi nei primi 21 anni della loro storia) i Silver & Black vincevano
(13 record positivi in quei 21 anni e 3 Super Bowl vinti) ma per gli allora Los
Angeles Raiders alla fine degli anni 80 stava iniziando un lento declino.
Ritornati ad Oakland i Raiders hanno vissuto un breve
momento di rinascita sotto Jon Gruden e all'incirca nello stesso periodo i Buccaneers
scoprivano il sapore del successo con Tony Dungy al comando della squadra.
Il destino (e Al Davis ha dato una mano al destino in questo
senso) ha voluto che il frutto del lavoro di Dungy fosse portato al trionfo da
Gruden contro la squadra da lui stesso costruita in quel di Oakland.
Mentre i Raiders ripiombavano in una mediocrità fatta di 13
anni di record negativi o comunque non positivi (due stagioni finite 8-8) anche
la spinta propulsiva che aveva lanciato i Bucs nell'olimpo del football si è esaurita
e la squadra di Tampa Bay è incappata in tante scelte sbagliate negli ultimi
anni, ottenendo un solo record positivo nelle ultime sette stagioni.
Le strade delle due squadre si sono incrociate davvero poco
visto che i Bucs dopo un solo anno hanno lasciato la AFC West e sono stati
trasferiti nella NFC Central dove sono rimasti fino al riallineamento del 2002
che li ha visti passare alla NFC South. Sono state solamente 8 le sfide tra le
due squadre in regular season, ed i Raiders guidano la serie 6-2 anche se ai
Buccaneers è andata l'ultima sfida giocata ad Oakland nel 2012. In postseason
le due squadre si sono sfidate solamente una volta, al Super Bowl XXXVII a San
Diego, e i Bucs dell'ex Jon Gruden hanno umiliato 48-21 i pur fortissimi
Raiders di Rich Gannon, Jerry Rice e Tim Brown.
2016 - L'ANNO DELLA
RINASCITA?
Come dicevamo all'inizio i Raiders erano indicati da tanti
esperti durante la offseason come la probabile sorpresa della stagione.
Una squadra giovane e ricca di talento, costruita con
pazienza grazie agli ultimi ottimi Draft che hanno portato ad Oakland
campioncini come Khalil Mack, Derek Carr, Gabe Jackson e Amari Cooper e
rinforzata con intelligenti acquisizioni in Free Agency (il C Rodney Hudson, il
LT Donald Penn, il WR Michael Crabtree e i già citati Osemele, Irvin e Smith).
I Silver & Black hanno un record di 5-2, ottenuto grazie
a quattro vittorie in trasferta, hanno un attacco che è attualmente ottavo
nella NFL per punti fatti e capace di fiammate spettacolari grazie a Carr e ai
suoi ricevitori Cooper e Crabtree, eppure a guardare le partite si capisce
subito che il record nasconde gran parte della verità.
E' vero che l'attacco dei Raiders è capace di fare scintille
ma è altrettanto vero che è anche capace di diventare anemico e prevedibile per
lunghi tratti di partita. I Raiders hanno la brutta tendenza a non chiudere le
partite quando ne hanno l'occasione, consentendo agli avversari di riaprirle.
Se frugate la lista chiamate del cellulare di un qualunque tifoso dei Raiders
troverete molto probabilmente il numero della guardia medica tra quelli più
frequentemente usati. La frase che riassume questo inizio di stagione è
"se continua così non arrivo a fine anno!".
Se l'attacco nero-argento in queste sette partite ha avuto
degli alti e bassi la difesa ha avuto degli assurdi picchi negativi che hanno
ricordato le indegne prestazioni tipiche di molte uscite dei Raiders di
quest'ultimo decennio. Attualmente i Silver & Black sono ultimi nella lega
per yard totali concesse agli avversari (una media di 430.4 a partita), per
yard su passaggio concesse (302.1 a partita) e per yard concesse di media ad
azione (6.7). Non va molto meglio contro le corse dove occupano la ventottesima
posizione con 128.3 yard concesse di media.
Prima della decente prestazione contro dei Jacksonville
Jaguars onestamente impresentabili i Raiders erano stati umiliati in casa dai
Kansas City Chiefs. Ad inizio stagione il neoacquisto Sean Smith, ritenuto da
tutti un ottimo CB per quanto fatto finora in carriera, sembrava un bidone e
solo ultimamente sta recuperando un po' di credibilità. Il front seven,
nonostante la presenza di Khalil Mack e Bruce Irvin, è spesso incapace di
mettere pressione al QB avversario rendendo ancora più vulnerabile una
secondaria ancora non affiatata dato che composta per tre quarti da giocatori
che non avevano mai lavorato insieme.
I Raiders 2016 hanno una difesa inesperta e ancora grezza;
il talento c'è e a tratti si vede ma gli errori sono ancora troppi sia nelle
letture, sia nella comunicazione fra reparti, sia nell'esecuzione. Davvero
troppi i big play concessi, le amnesie collettive e i tackle mancati.
Davvero troppe anche le penalità commesse dalla squadra. I
Raiders sono ultimi per infrazioni commesse e penultimi per yard regalate agli
avversari per via dei falli.
Al momento per vincere i Raiders hanno spesso necessità di
fare più punti degli avversari in quanto sono la maggior parte delle volte
incapaci di fermare l'attacco avversario.
Il coaching staff è sospetto. La squadra ha assorbito la
grinta di Del Rio e non si arrende; quando è sotto nel punteggio lotta per
recuperare e ogni tanto riesce nel comeback. I Raiders degli anni passati non
avevano questa grinta e avrebbero sicuramente perso diverse delle partite che i
Silver & Black versione 2016 sono riusciti a conquistare. I dubbi più
grandi sono però sull'offensive coordinator Bill Musgrave, spesso troppo
conservativo e prevedibile, e soprattutto sul defensive coordinator Ken Norton
Jr., che non riesce a mettere una pezza definitiva alle falle difensive.
I punti di forza più evidenti della squadra sono il QB Derek
Carr, sempre più sicuro di sé e sempre più efficace, e i suoi WR Michael
Crabtree e Amari Cooper. Un grande grazie va detto però alla linea offensiva,
capace di concedere solo 7 sack in stagione (miglior risultato al momento nella
NFL). C'è ancora un po' di lavoro da fare nel run blocking, ma i risultati 2016
sono già migliori di quelli degli anni passati (i Raiders sono tredicesimi con
una media di 114.9 yard su corsa a partita).
In difesa ci sarebbero da trovare delle soluzioni
alternative che permettano ai pass rusher nero-argento di mettere le mani
addosso al QB avversario più spesso. Difficile trovare dei veri punti di forza;
il CB David Amerson si è dimostrato a tratti ottimo in copertura ma molto
vulnerabile contro le corse. Un aspetto molto positivo è che la differenza tra
palle recuperate e palle perse segna un ottimo +8.
Il punto debole... mettiamola così, i Raiders non hanno
ancora una soluzione al problema del MLB. Non hanno preso nessuno durante la
Free Agency perché ritenevano che Ben Heeney nel suo secondo anno potesse
ricoprire quel ruolo con successo. Nel Draft hanno scelto un LB con poca esperienza
all'interno, Cory James da Colorado State, solo al sesto round, con
l'intenzione di insegnargli il mestiere.
Appurato che Heeney non rappresentava la soluzione il
coaching staff ha buttato James nella mischia e inizialmente il rookie ha fatto
molto bene. Nella partita contro i Jaguars tuttavia James è finito
misteriosamente in panchina e al suo posto ha giocato tutta la partita l'ex
Redskins Perry Riley Jr.. Inutile dire che è difficile avere una idea di chi
giocherà titolare contro i Bucs.
Un altro aspetto su cui ci sarebbe da lavorare tanto è il
coinvolgimento dei TE nelle azioni di passaggio. Molto spesso il TE non è
proprio preso in considerazione dagli schemi di Musgrave. C'è da dire che la
grande promessa Clive Walford sta al momento deludendo ed anche cotro i Jaguars
ha commesso un gravissimo drop in end zone.
SITUAZIONE INFORTUNI
I Raiders durante la
preseason hanno subito un solo infortunio significativo. Il DL titolare Mario
Edwards Jr. è stato messo almeno temporaneamente nella IR e ancora non sembra
del tutto ristabilito.
Nel corso della stagione sono poi caduti il già citato Ben
Heeney e soprattutto il TE Lee Smith, uno dei più affidabili blocking TE della
NFL. I Raiders, non avendo un TE nel roster capace di fare quello che faceva Smith,
stanno usando soluzioni alternative. Non stupitevi se domenica vedrete spesso
l'OL Denver Kirkland (numero 79) schierato come blocking TE. Kirkland sta
facendo molto bene e il primo TD di Latavius Murray contro Jacksonville è in
gran parte merito suo (https://twitter.com/GipsySafety/status/790400243653222400).
Dopo due partite saltate per un problema alle dita del piede
è tornato in campo il RB Latavius Murray ed ha subito segnato 2 TD. I suoi
backup sono due rookie, la scelta del quinto round da Texas Tech DeAndre
Washington e la gemma trovata tra gli undrafted
Jalen Richard. Preparatevi a veder ruotare i tre e magari anche il FB Jamize
Olawale anche se Murray dovrebbe portare la maggior parte del carico.
I Raiders hanno dovuto cambiare spesso RT in questa prima
metà della stagione. Il titolare Menelik Watson è stato spesso infortunato ed è
tornato ad allenarsi questa settimana così come il rookie backup Vadal
Alexander. Al momento sta giocando Austin Howard che non è stato sempre
all'altezza della situazione. Sarà interessante vedere nel corso della
settimana come evolverà la situazione.
ASPETTATIVE
La partita contro i Buccaneers non sarà certamente facile ma
una vittoria è di vitale importanza per i Raiders. Dopo la doppia trasferta in
Florida i Silver & Black ospiteranno infatti al Coliseum di Oakland i
rivali Denver Broncos, con i quali al momento si dividono il primo posto nella
AFC West.
Per arrivare ai playoff un record positivo potrebbe non
bastare in una Division che ha due squadre solide come Broncos e Chiefs. I
Raiders devono assolutamente vincere contro squadre con tutto il rispetto sulla
carta abbordabili come i Buccaneers.
La speranza è che oltre alla vittoria arrivi anche una bella
prestazione, perché giocare bene dà morale e una squadra con talento se inizia
a credere in sé stessa può davvero superare ostacoli all'apparenza
insormontabili.
I Raiders 2016 sono certamente immaturi, ma sono affamati di
successo e sono pronti a lottare. Se si riuscirà a limare alcuni aspetti sarà
possibile dare alla Raider Nation qualcosa per cui gioire già da quest'anno.
PRONOSTICO
Non mi piace fare pronostici ma se la testa mi dice che i
Raiders possono battere questi Bucs la pancia mi dice che qualcosa andrà
storto. Dico Tampa Bay, sperando ovviamente di essere smentito.
Grazie a starbucs per avermi ospitato e un saluto a tutti i
lettori di "Con il coltello tra i denti...". Vi auguro che i Bucs
possano tornare finalmente a darvi tante soddisfazioni, magari non da questa
domenica! Speriamo in ogni caso che sia una bella partita, ben giocata da
entrambe le squadre.
lunedì 5 novembre 2012
Doug Martin, come lui nessuno mai: Bucs WIN!
![]() |
| 251 yards e 4 TD per Doug Martin! |
Evidentemente il RB #22 dei Bucs - nato e cresciuto proprio da quelle parti - ci teneva a giocare una buona partita ad Oakland, davanti al "suo" pubblico... però ha un po' esagerato, l'ex Boise State, non solo guidando Tampa Bay alla prima vittoria di sempre in casa dei Raiders ma anche riscrivendo il libro dei record dei Buccaneers per yards guadagnate su corsa in una partita (251) e TD segnati (4) in un singolo match!
Davvero un alieno, il Doug Martin ammirato a Oakland, sembrava di rivedere il dominante Emmitt Smith dei Cowboys degli anni '90, altro che un rookie alla sua ottava partita tra i PRO...
La cosa incredibile è che nonostante la prestazione "storica" di Martin, i Bucs la partita la stavano letteralmente buttando via, permettendo ai Raiders di rifarsi sotto nel punteggio: solo 3 punti di vantaggio per i ragazzi di Schiano, a due minuti dalla fine...
Ma per nostra fortuna, Carson Palmer si è confermato un giocatore mediocre quando il pallone diventa pesante, e nel momento decisivo del match un paio di suoi passaggi intercettati da Black prima e Biggers poi chiudono il match a favore dei Bucs. Ma di sicuro abbiamo sudato davvero freddo, in quell'ultimo quarto che sembrava interminabile, con i Raiders che si facevano pericolosamente sotto e con il cronometro che non scorreva mai...
E dire che il primo tempo era stato molto "tranquillo", pochi i punti sul tabellone (10-7 per Oakland all'halftime) ed emozioni col contagocce. I colpi di scena, le squadre (e soprattutto Doug Martin) li avevano tenuti in serbo per i rimanenti due quarti. Nel terzo periodo dominio per Tampa, con tre TD a zero che sembrano chiudere la partita. Doug Martin vola nella prateria, segna un TD dopo l'altro macinando yards in assoluto dominio sulla difesa silver and black, e sembra che l'ultimo periodo sarà solo "garbage time"...
Neanche per idea: i Raiders non mollano, Blount commette un fumble che definire sanguinoso è ancora poco, e da lì in avanti è pura bagarre. I Raiders arrivano a meno tre e palla in mano, sembra tutto perfetto per la rimonta dell'anno e invece.... e invece no: prima Black recupera il pallone con l'intercetto e poi Martin sigilla la partita con il TD della vittoria.
E il rookie da Boise State, come detto, riscrive due record importanti, quello di yards guadagnate su corsa in un singolo match (251), strappando a James Wilder un primato che resisteva dal 1980 (219 yards corse da Wilder contro Minnesota) e affiancando Jimmie Giles in quanto a TD segnati nella stessa partita (ben 4).
Dunque Tampa Bay arriva a metà stagione con un lusinghiero record di 4-4 e con cifre molto importanti soprattutto per l'attacco, esplosivo a dir poco nelle ultime partite. Nei prossimi giorni analizzeremo meglio questa prima parte di stagione, intanto complimenti a Schiano ed al suo staff per l'ottimo lavoro sin qui svolto e gloria a Doug Martin, il marziano con la maglia numero 22.... GO BUCS!
martedì 30 ottobre 2012
Oakland, altro test importante per Tampa Bay
![]() |
| 2008, Cadilllac Williams in azione contro i Raiders |
Intanto perché ogni volta che si gioca contro i Raiders, chiunque tifi per Tampa Bay non potrà non ricordare il momento più alto mai toccato dalla nostra squadra (quale? Questo, ovviamente!), e poi perché il match con i silver & black rappresenta un crocevia importante per i ragazzi di coach Schiano.
Da un lato, non mancherebbero i motivi per essere pessimisti: i Bucs in California contro i Raiders hanno sempre perso, talvolta rimediando anche batoste pesantissime (ad esempio lo 0-45 della stagione 1999, che rappresenta la peggiore sconfitta nella storia del club) ed oltre alla tradizione sfavorevole Tampa Bay affronterà Oakland senza i suoi CB titolari: Talib e Wright sono squalificati per le note vicende legate all'assunzione di Adderall, e sebbene Palmer non sia il QB più esplosivo dell'NFL, la batteria di WR dei Raiders è sicuramente molto pericolosa, a maggior ragione se a contrastare i ricevitori di Oakland ci saranno i rincalzi di una secondaria che è invece penultima per yards concesse ai QB avversari.
Al tempo stesso però, i Bucs sono reduci dalla brillantissima W ottenuta a Minneapolis contro una delle squadre rivelazione di questa prima parte di campionato. L'attacco sta iniziando ad ingranare, Freeman sembra stia uscendo dal tunnel in cui era sprofondato nelle prime partite, Martin sulle corse e il duo Williams-Jackson sui passaggi offrono garanzie importanti, e rappresentano pericoli difficili da contenere per le difese avversarie. E in quanto alla nostra di difesa, sebbene siano ancora molte le cose da migliorare, i passi in avanti rispetto alla scorsa stagione - quando ad esempio qualsiasi RB ci correva in faccia almeno 150 yards senza alcun problema - sono comunque nettissimi e incoraggianti per il futuro prossimo.
Detto questo.... come andrà a finire in California?
Così a prima vista, tanto per parlare con il senno di prima, il match mi sembra abbastanza equilibrato, con i Raiders leggermente favoriti per via delle tante e significative assenze nella difesa di Tampa Bay. Credo che per portare in Florida la W sarà decisivo il lavoro di un settore particolare, ossia della linea difensiva; se Bennett, McCoy (ma anche Bowers, perché no, che senz'altro vedremo in campo più a lungo rispetto a giovedì scorso) riusciranno a mettere Palmer sotto pressione, possibilmente mettendogli le mani addosso spesso e volentieri, allora potremmo anche divertirci parecchio. In caso contrario, se accadrà quanto successo contro i Saints, ossia si concederanno troppi secondi al QB avversario per selezionare i WR meglio piazzati, a fare festa saranno i pirati di Oakland, anziché quelli di Tampa...
Infine, quella con Oakland sarà la partita numero 8 di questa stagione, ed i Bucs la affronteranno trovandosi con un record di 3 vinte e 4 perse. Premesso che per espugnare Oakland servirà una prestazione importante da parte di Freeman & co., chiudere la prima parte di campionato con un record di 4-4 sarebbe, a mio avviso, un piccolo capolavoro da parte di coach Schiano e del suo staff, a maggior ragione considerando che dopo le prime 4 gare la situazione era di 1-3 e le prospettive non sembravano particolarmente rosee per l'immediato futuro.
E poi una eventuale W alimenterebbe anche quello che al momento è un "sogno" che oggettivamente sembra irrealizzabile (sì, proprio quello: scendere in campo anche nel mese di gennaio...!) anche se, vista la situazione di sostanziale equilibrio - dove a parte i lanciatissimi Falcons le altre squadre hanno record abbastanza vicini tra loro - tutto è ancora possibile. E poi, sognare non costa nulla, per cui.... GO BUCS!
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