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domenica 24 novembre 2024

i Bucs tornano alla vittoria, espugnata NY per 30-7

I Bucs tornano a vincere dopo quattro sconfitte consecutive, espugnando facilmente il campo dei New York Giants con il netto punteggio di 30-7.

Match mai in discussione, controllato dal primo all'ultimo minuto da Mayfield e compagni, bravi fin dal primo drive a mettere punti sul tabellone e con la difesa finalmente in grado di limitare nel migliore dei modi l'attacco avversario, non certo irresistibile.

I NY Giants sono, ad oggi, forese la squadra più in difficoltà dell'intera NFL;  non hanno ancora vinto un match in casa e hanno appena tagliato il QB veterano Daniel Jones, al cui posto è sceso in campo oggi Tommy DeVito, messo sotto enorme pressione dalla D-line di Tampa Bay. 

Tutto bene in attacco,  parte qualche fumble di troppo, in cui si registra il confortante rientro di Mike Evans; da segnalare il "cameo" di Vita Vea, schierato come fullback nel primo TD su corsa dei Bucs messo a segno da Tucker. Ben quattro oggi i TD su corsa per Tampa, messi a segno da quattro giocatori diversi (i 3 RB più Mayfield).

I Bucs hanno dunque ripreso confidenza con la vittoria, mantenendo accese la speranze di agganciare in qualche modo la postseason. Ora però bisognerà prolungare la striscia vincente; domenica prossima si va a Charlotte contro i Panthers, che oggi hanno ceduto ai Chiefs solo all'ultimo secondo, e sarà necessario tornare a Tampa con un'altra W per continuare a rincorrere il sogno playoff.     

martedì 23 novembre 2021

Monday Night vincente per i Bucs, superati i Giants 30-10

Ritorno alla vittoria per i Bucs, che dopo due sconfitte consecutive riassaporano il gusto della W superando nel Monday Night i New York Giants con il punteggio di 30-10.   

Nonostante il risultato finale nettamente a favore di Tampa Bay, non è stata però una prestazione particolarmente brillante quella dei padroni di casa, soprattutto nel primo tempo, in cui i Bucs, pur controllando la partita, hanno comunque tenuto in partita gli avversari, più grazie a propri demeriti (la solita palla persa malamente, costata 7 punti) che per meriti altrui.

Per fortuna questi Giants sono sembrati un team davvero modesto, in cui il fuoriclasse Barkley, reduce da infortunio, è decisamente lontano dalla sua forma migliore ed il QB Jones ha confermato i suoi ben noti limiti.  

La settima vittoria stagionale fa bene al morale ma anche alla classifica, consentendo ai Bucs di consolidare il primo posto nella NFC South, grazie anche alle concomitanti sconfitte delle tre rivali di division, nessuna delle quali, quest'anno, sembra particolarmente "da corsa".

Domenica prossima i Bucs sono attesi da un match molto difficile, la trasferta ad Indianapolis, contro una delle squadre più in forma dell'NFL. I Colts hanno appena demolito i Bills in trasferta, e per tornare da Indianapolis con la vittoria occorrerà una prestazione di ben altro livello rispetto a quella del Monday Night.

Se per superare i Giants è stato sufficiente svolgere con diligenza il "compitino", ben altra prestazione sarà necessaria per proseguire la corsa verso i playoff. Per espugnare Indy occorreranno i Bucs in formato "playoff", non quelli grigi e abbastanza incolori dell'ultimo periodo. 

martedì 3 novembre 2020

Quanta fatica per i Bucs, per superare i modesti Giants

 

I Bucs espugnano Meadowlands, imponendosi sui modesti New York Giants con il punteggio di 25-23, e chiudendo la prima metà di stagione con un brillante record di 6-2; è solo la terza volta nella storia del club (era già accaduto nel 1979 e nel 2002) che dopo 8 partite sono ben le 6 W conquistate.

Le buone notizie, però, direi che finiscono qui. 

Contro un avversario mediocre, i Bucs hanno acciuffato la vittoria quasi per inerzia, grazie soprattutto agli errori del QB avversario Daniel Jones, i cui due intercetti sono stati decisivi per spingere i Bucs alla rimonta ed al sorpasso.

Lo stesso Jones ha poi guidato New York ad un passo dal pareggio, e se gli arbitri non fossero stati benevoli con Tampa Bay "rimangiandosi" una flag già lanciata in campo ed annullando una penalità sanzionata a Winfield sul tentativo di conversione da due punti di NY, forse oggi il record dei Bucs sarebbe diverso...

Male l'attacco, poco fluido, in cui Ronald Jones non si è più visto dopo il fumble convertito in TD dai Giants, e dove si è vista quanto sia pesante l'assenza di Chris Godwin, considerato il momento di non particolare brillantezza dell'altro fuoriclasse a livello di WR, Mike Evans.

Per fortuna la difesa, nonostante qualche amnesia, ha messo a segno giocate importanti, consentendo a Succop di mettere il pallone più volte tra i pali (4/4 per il kicker di Tampa Bay) e a Brady di imbastire due drive conclusi con altrettanti TD pass.

La squadra che ieri è scesa in campo contro i Giants, se mai arrivasse ai playoff verrebbe spazzata via all'istante. Ma così come non credo fossero i "veri" Bucs quelli che hanno strapazzato nell'ordine Packers e Raiders, spero non lo siano nemmeno quelli visti ieri sera, grigi e opachi, nonostante le fiammanti divise rosse, praticamente identiche a quelle dei lontani giorni di gloria dei primi ani 2000.

Domenica prossima, test-verità per Brady e soci contro i New Orleans Saints di Drew Brees. Anche i Saints stanno giocando male e vincendo, vediamo che cosa accadrà nel sunday night in scena al RJS, dopodiché avremo forse un'idea più chiara di quelle che possono essere le reali e concrete ambizioni dei Buccaneers per questa stagione 2020.

lunedì 23 settembre 2019

Bucs, contro i Giants del QB rookie Jones è andato in scena il suicidio perfetto

Chi segue da un po' di tempo i Tampa Bay Buccaneers lo sa, ed è pienamente consapevole che i ragazzi in Red and Pewrter ce la mettono tutta, any given sunday, per non farci annoiare.

Infatti, non perdono mai nello stesso modo: in ogni partita trovano una maniera inedita e differente per raggiungere sempre - sia chiaro - il medesimo obiettivo: arpionare la la tanto agognata L.

Cambiano i capi allenatori, cambiano i coordinatori di attacco e difesa, cambiano i giocatori... ma pur cambiando i fattori quello che rimane sempre identico è il risultato finale: e ieri notte, contro i New York Giants, è andata in scena la più significativa rappresentazione di che cosa siano i Tampa Bay Buccaneers degli anni '10...

Primo tempo perfetto dei Bucs, con Winston e soci che riuscivano a mettere punti sul tabellone ad ogni drive; dall'altra parte però, il QB rookie Daniel Jones, all'esordio assoluto in NFL, dimostrava abilità e freddezza da veterano, non facendosi intimorire e riuscendo comunque a mantenere NY in linea di galleggiamento, sebbene il risultato dell'halfitme (28-10 per Tampa Bay) lasciasse pensare (a chi i Bucs non li conosce davvero e non sa di cosa possano essere capaci!) che i ragazzi allenati da Arians sarebbero stati in grado di dare continuità alla bella vittoria del turno precedente contro i Panthers.

Di negativo, il primo tempo dei Bucs contro i Giants faceva registrare "solo" i due errori nei tentativi di XP da parte di un altro rookie, Matt Gay, il nuovo kicker di Tampa e invece quei due miseri punti lasciati per strada sarebbero costati carissimi ai padroni di casa.

Il terzo quarto faceva capire che NY era viva e tutt'altro che disposta ad arrendersi nonostante la perdita del suo fuoriclasse, il RB Barkley, e guidata da Jones si rifaceva pericolosamente sotto nel punteggio.

Nel quarto periodo alcune buone giocate della difesa di Tampa sembravano rimettere le cose a posto, ma alla fine la differenza tra la W e L la facevano proprio i due rookie; quello di New York (una specie di Tom Brady con la mobilità del miglior Steve Young) avrebbe regalato ai suoi colori la W, impresa rivelatasi impossibile per la matricola dei Bucs, che a 4 secondi dalla fine partita sparacchiava malamente wide right dalle 34 yards il calcio del possibile controsorpasso.

Basta, inutile dilungarsi ulteriormente sul match con i Giants (se non per complimentarsi con il grande Rondè Barber, che da ieri è membro del Ring of Honor dei Bucs).

Al Raymond James Stadium è andato in scena un suicidio perfetto, una sorta di "tragedia greca" più che una partita di football. Complimenti a chi ne ha scritto il copione, gli spettatori neutrali credo si saranno divertiti, quelli che assistevano al match facendo il tifo per Tampa Bay.... vabbè, lasciamo perdere: onestamente di fare i soliti identici discorsi, da dieci anni a questa parte, inizierei ad essere leggermente stufo...!

domenica 18 novembre 2018

Fitzpatrick e la difesa condannano i Bucs all'ennesima sconfitta


Contro i New York Giants è arrivata l'ennesima sconfitta per i Tampa Bay Buccaneers, la settima nelle ultime otto partite. 

Dal punteggio finale (35-38) si potrebbe pensare ad un partita equilibrata, ma così non è stato. New York ha comandato fin dall'inizio, e con ampi margini di vantaggio, aiutata in particolare da un Fitzpatrick disastroso (3 intercetti e 0 TD per Fitz) e dalla solita difesa-colabrodo, che anche questa sera ha incassato quasi 40 punti opponendo una resistenza impalpabile, a parte poche eccezioni come ad esempio l'ex di turno Jason Pierre-Paul.

Con la partita ormai quasi irrimediabilmente compromessa, coach Koetter ha deciso di buttare nella mischia Winston, continuando quella girandola dei QB che sembra non avere mai fine. E Jameis, questa sera, ha guidato i suoi quasi ad un passo da quella che sarebbe stata una memorabile rimonta, portando i Bucs a soli 3 punti dai Giants.

Winston ha lanciato 2 TD pass e un intercetto (nel tentativo disperato di fine partita, un quasi hail mary pass), e nonostante abbia rischiato più volte di farsi intercettare a abbia commesso un fumble (ricoperto per fortuna da Mike Evnas in endzone), va riconosciuto che stasera Winston ha fatto girare la squadra molto meglio del buon Fitzpatrick, che evidentemente ha sparato tutte le sue cartucce nelle prime due partite di stagione, dopo le quali il suo rendimento ha subito un calo impressionante.

Ad ogni modo, senza difesa (e stasera mancava per infortunio anche Lavonte David) non si va davvero da nessuna parte, e con un reparto di LB e DB ridotto ai minimi termini (uno dei LB titolari era Riley Bullough, per dire) per gli avversari di turno è un piacere giocare contro i Bucs, considerata anche l'incredibile incapacità da parte della difesa di forzare un turnover, basti pensare che l'ultima palla recuperata dalla difesa risale addirittura alla terza partita di campionato contro Pitttsburgh.

Tra le poche note liete il RB Peyton Barber, oltre 100 yards corse per lui, anche se ottenute contro una difesa, quella dei Giants, che si è dimostrata decisamente abile contro il gioco aereo mettendo a segno quattro intercetti, ma molto meno nel difendere sui giochi di corsa.

Adesso i Bucs sono attesi da tre partite casalinghe consecutive, contro '49ers, Panthers e Saints. Vincerne almeno una, e quella di domenica prossima con San Francisco è la più abbordabile, sarebbe già un mezzo trionfo.

lunedì 2 ottobre 2017

Contro i Giants W col brivido (nonostante Nick Folk...)

Contro i New York Giants è arrivata una vittoria estremamente importante per i Bucs, che rimangono in scia dei Falcons, ieri sgambettati a sorpresa dai Bills, e tengono il passo di Saints e Panthers, entrambe vittoriose.

La partita con NY, terminata 25-23 in favore di Tampa Bay, ha avuto un andamento un po' particolare, anche a causa della terribile prestazione del kicker Nick Folk, i cui gravi errori (1 XP e 2 FG sbagliati) hanno tenuto in vita e rianimato Manning e soci, che nel secondo tempo hanno messo la freccia passando in vantaggio dando l'impressione di poter gestire una gara che nella fase iniziale sembrava invece in pieno controllo da parte dei ragazzi di Dirk Koetter.

Ottimo il primo quarto, con le corse produttive di Rodgers tra cui un big play da 36 yards, e con un Winston che con un tocco morbido ha mostrato la giocata più spettacolare della giornata, un TD pass da 58 yards per il TE rookie O.J. Howard alla sua prima realizzazione in NFL.

Poi, come detto, gli erroracci di un Folk nei panni del peggior Aguayo uniti alla cronica incapacità della linea difensiva di mettere pressione sul QB avversario stavano per regalarci l'ennesima delusione domenicale.

Invece, anche grazie ad un errore su un FG questa volta del  kicker di NY e ad un fallito tentativo di conversione da due punti di un TD da parte dei Giants, i Bucs hanno ripreso il possesso del pallone in svantaggio di un solo punto.

Nell'ultimo e decisivo drive è stato molto bravo Winston - ieri indiscusso MVP - a portare Folk a calciare dalle 34 yards il FG della vittoria. Palla tra i pali, e seconda W su tre partite in questo avvio di campionato, in vista dell'impegnativo Thursday Night che tra quattro giorni porterà al RJS i Patriots (ieri battuti a Foxboro dai Panthers).

Chiaramente per vincere la terza gara del 2017 giovedì sarà necessaria una prestazione più precisa ed attenta di quella di ieri sera, che solo a tratti è stata di buon livello. I Pats non sono i Giants e sebbene Brady e soci non stiano giocando  il solito football stravincente degli ultimi ami, rimangono pur sempre un osso durissimo da spolpare.

Sarebbe importante recuperare almeno uno degli infortunati eccellenti del reparto difensivo, tra David, Alexander e Ward, e soprattutto - rimanendo alla D - speriamo di vedere contro New England una difesa non solo brava nel limitare il gioco su corsa dei RB avversari, ma anche in grado se non di placcarlo, quantomeno di mettere a Brady la necessaria pressione per cercare di mandarlo fuori giri.

In attacco, con l'auspicato rientro di Doug Martin che ha terminato di scontare la squalifica di tre giornate, e con il Jameis Winston visto ieri sera, le possibilità di giocarsela sino in fondo con i Campioni in carica credo ci possano essere. Non sarebbe male cercare di coinvolgere maggiormente DeSean Jackson, ancora un po' un corpo estraneo, e speriamo che il buon Ali Marpet, che adesso gioca da Centro titolare, eviti di fare almeno uno snap sbagliato a drive, perché proprio non ce lo possiamo permettere; in quanto a Folk, ci sarebbe da riflettere seriamente ad un suo eventuale taglio dopo il disastro di ieri, purché a Licht e Koetter non venga mai in mente la malsana idea di dare una seconda possibilità a Roberto Aguayo ...

lunedì 9 novembre 2015

Bucs imprecisi e fallosi, vittoria ai Giants

I Bucs non riescono a dare continuità alla W di Atlanta, ed eccoci dunque a commentare un'altra sconfitta, sebbene alla squadra di Lovie Smith non siano mancate le occasioni per bissare il successo di sette giorni fa.

Le ragioni del KO? La solita difesa "molle", con una secondaria come sempre molto perforabile a cui si è aggiunta l'incapacità di difendere in maniera adeguata sulle corse e di mettere Eli Manning sotto pressione.

E poi, nonostante la prestazione positiva di Winston, anche l'attacco non ha fornito quella prestazione "importante" che era necessaria per superare New York.

Le corse, a parte un big play di Sims, hanno prodotto poco, i ricevitori hanno droppato di tutto (con V. Jackson, ASJ e Murphy forse sarebbe andata a finire in un altro modo, chissà), e se a tutto questo aggiungiamo un paio di fumble e le solite mille penalità, l'esito del match non poteva che essere la vittoria di NY...

Non che i Giants siano parsi irresistibili, ma di sicuro sono stati, ad esempio, più efficaci in Red Zone, entrando in endzone con facilità a differenza di Tampa Bay, che si è sempre dovuta accontentare dei FG di Barth a parte uno spettacolare TD su corsa realizzato acrobaticamente da Winston stesso.

E poi si diceva, i tanti errori, dalle penalità sanguinose come quella di Akeem Spence nel finale di match e i tanti drop di Mike Evans, che pure ha chiuso con cifre importanti (8 ricezioni per 152 yards), ma davvero con troppi palloni ampiamente ricevibili e che invece il WR #13 non è riuscito a trattenere.

Poi, si diceva, le giustificazioni non mancano (le tante assenze, gli infortuni sopravvenuti in corso di partita), però l'impressione è stata che New York abbia sempre avuto il controllo del match, e nonostante l'inizio facesse sperare bene (con Manning intercettato nel primissimo gioco dell'incontro), è poi parso chiaro come difficilmente i Bucs avrebbero potuto arpionare la seconda vittoria casalinga consecutiva.

E domenica prossima arriveranno al RJS i Dallas Cowboys; difficile sperare in un esito diverso da quello di ieri sera, se non aumenteranno concentrazione, cattiveria e se l'infermeria continuerà a riempirsi anziché a svuotarsi...

venerdì 6 novembre 2015

Contro i Giants mancheranno sia V. Jackson che J. Smith

Sta per concludersi quella che è stata la settimana che ha visto Kown Alexander, il giovane rookie dei Bucs, nei panni di protagonista assoluto. Prima per la tragica scomparsa del fratello minore, avvenuta sabato scorso, e poi per l'eccellente prestazione sul terreno del Georgia Dome, decisiva per consentire a Tampa Bay di espugnare Atlanta.

Alexander è stato nominato NFC Defensive Player of the Week nonchè Rookie of the Week, riconoscimenti prestigiosi quanto meritati per questo ragazzo che, se continuerà a far registrare progressi senza adagiarsi sugli allori sin qui conseguiti, potrebbe costruirsi una carriera importante e diventare un pilastro della difesa dei Bucs per il prossimo futuro.

Vedremo se Alexander replicherà l'ottimo match anche nella partita che andrà in scena al RJS domenica prossima contro i New York Giants. Purtroppo saranno parecchi, e importanti, gli assenti per problemi fisici. Vincent Jackson dovrà saltare la sua seconda partita consecutiva, e anche il DE J. Smith e la S Major Wright saranno costretti ad assistere alla partita dalla sideline.

Incerto il recupero del TE Aaustin Seferian-Jenkins, che si è però allenato nel corso della settimana e che si spera possa tornare in campo dopo un mese e mezzo di stop per problemi alla spalla, mentre potrebbe dare forfait anche la safety D.J. Swearinger.

Ad ogni modo, al di là chi sarà "abile e arruolabile", sarà molto interessante vedere se la squadra scenderà in campo con l'approccio "giusto", trovando finalmente un po' di quella "continutià" che nel corso di un anno e mezzo non si è mai vista, da parte della squadra guidata da Lovie Smith; così come è inutile sottolineare come tutte le partite che rimangono da disputare da qui sino al termine della stagione saranno decisive per definire l'eventuale permanenza - o meno - dell'attuale Head Coach sulla sideline dei Bucs anche per l'anno prossimo.

lunedì 17 settembre 2012

Eli Manning spezza i sogni dei Bucs

Peccato, siamo stati davvero vicini a compiere l'impresa, ma le partite durano quattro  quarti, non tre....

E nell'ultimo quarto Manning ha guidato i suoi alla rimonta, grazie anche a Cruz e Nicks, davvero micidiali.

Che dire, e' stato un pomeriggio davvero ricco di emozioni, addirittura entusiasmante prima che Manning salisse in cattedra. E il viaggio di ritorno da Meadowlands a Manhattan mi e' sembrato molto, molto lungo, circondato com'ero dai tifosi dei Giants belli carichi per una W agganciata all'ultimo respiro.

Va anche detto che Manning ha sempre avuto tutto il tempo necessario per selezionare il WR meglio piazzato, mai una volta la nostra D e' riuscita a metterlo sotto pressione.

Tornando ai Bucs, mi ha invece convinto poco Josh Freeman, che tra l'altro mi pare anche poco mobile, nonostante abbia perso parecchi chili nel corso dell'offseason.

Detto cio', saluti a tutti da NY e a risentirci next week dall'Italia, con impressioni, foto e filmati di questa bella trasferta (nonostante il KO di oggi) in terra americana.

E, ora e sempre, GO BUCS!