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venerdì 27 luglio 2012

Brian Price ai Bears, Dezmon Briscoe rilasciato!

Due ex Bucanieri: Dezmon Briscoe e Brian Price
Neanche il tempo di cominciare, e ci sono subito da registrare due movimenti di un certo rilievo nel roster dei Bucs. Il WR Dezmon Briscoe è stato rilasciato, mentre il DT Brian Price è stato mandato a Chicago in cambio di una "unidsclosed pick" dei Bears al prossimo draft (un settimo giro, per il Tampa Bay Times).

Per quel che riguarda Dezmon Briscoe, il ragazzo si era distinto in maniera negativa nel corso della off-season, saltando alcuni OTA e cercando (via-twitter) di giustificare la sua assenza adducendo improbabili ragioni sentimentali. Ad ogni, modo, si tratta di un giocatore giovane (22 anni) e talentuoso, ma in un reparto - quello dei WR - in cui i Bucs possono contare su una certa profondità, ed evidentemente Schiano ha preferito rinunciare a questo giocatore dal carattere non facile, sebbene giovane e dotato di interessanti qualità tecniche.

Ma il movimento più clamoroso è quello che riguarda il DT Brian Price. Qui (DL) il reparto non è affatto profondo come nel caso dei WR, e la rinuncia a Brian Price ha sicuramente un peso e una importanza maggiore. Intanto, a diferenza di Briscoe che è stato semplicemente rilasciato, in cambio di Price arriverà da Chicago una scelta nel prossimo draft, sebbene dovrebbe trattarsi solo di un settimo giro, un po' poco considerato che Price venne scelto dai Bucs al secondo giro del draft di due anni fa. In quanto ai motivi per cui si è giunti alla sua "trade", le ipotesi non mancano...

Price - se ne parlava proprio ieri - è reduce da due stagioni in NFL assai problematiche, sempre alle prese con infortuni che ne hanno ridotto e non di poco l'utilizzo e il rendimento. Poi - altro episodio forse da non sottovalutare - il recente, violento, alterco con il rookie Mark Barron, preso a pugni in faccia perchè in un team meeting aveva osato sedersi in quella che a detta di Price era la sedia che spettava a lui...

Apre col botto, dunque, il training camp dei Bucs: Donald Penn fuori alcune settimane per infortunio, Brian Price scambiato coi Bears, Dezmon Briscoe tagliato...

giovedì 26 luglio 2012

Il duro percorso di Brian Price

L'HC dei Bucs Greg Schiano e il DT Brian Price
Il DT Brian Price sarà regolarmente presente al Training Camp di Tampa Bay, che inizierà quest'oggi a One Buc Place e che segna l'avvio ufficiale della nuova stagione 2012.

Ma quella appena trascorsa non è stata certo una off-season serena, per l'ex giocatore di UCLA. Il quale non solo ha dovuto far fronte ai soliti problemi fisici che lo affliggono in pratica da quando è entrato in NFL, ma ha dovuto affrontare l'ennesimo dramma personale, ossia la perdita della sorella in un incidente automobilistico, dopo che già altri due fratelli erano morti - quando Brian era poco più di un ragazzo - in scontri a fuoco fra gang a Los Angeles.

Ma andiamo con ordine e parliamo della situazione fisica di Price. Il suo agente, dalle colonne del Tampa Tribune, pare finalmente ottimista sulle condizioni del DT #92: "Physically he's ready to go,'' Price's agent, Charles Price (no relation), said Tuesday from his Los Angeles office. "He's under 300 pounds, he's put in a lot of time and effort and he is in substantially better condition than he was when last year's training camp opened. He is still working through tremendous amounts of scar tissue that, when they bump up against the sciatic nerve, send sensations throughout the body,'' Charles Price said. "But I think everyone will be pleased with where he is. For at least another year, there are always going to be lingering issues from the procedures that he's had to have done. But the Bucs are going to be pleased with the way this kid looks when ne gets to camp.''

Psicologicamente, invece, nei mesi scorsi Price ha dovuto affrontare come detto la perdita della sorella, per lui in pratica una seconda madre, e la cui scomparsa ha costretto il giocatore dei Bucs ad alcuni giorni di ricovero in ospedale per cercare di riprendersi dal trauma. Ancora le parole del suo agente, a proposito dell'ennesimo dramma personale di Brian:
"No one has been struck by more bad luck and personal tragedy than this kid,'' Charles Price said of Brian, who grew up in the Crenshaw district of Los Angeles and lost two brothers to gang-related shootings before he was 15. "And Bridget was his bedrock. She was the one he leaned on after he lost his two brothers, and her loss was just too much for him. It was tragic in so many ways, not the least of which is the fact she was the mother of 7- and 9-year-old boys.''

Adesso Brian, che insieme alla moglie intende adottare i figli della sorella, è pronto a lasciarsi drammi personali e problemi fisici alle spalle e ad iniziare una nuova fase della sua vita e della sua carriera sportiva. ''He'll be stronger because of all of this, because that's the kind of guy he is,'' Charles Price said. "No matter what is thrown at him, he keeps on going. He never gives up.''

venerdì 22 giugno 2012

Sono volati pugni tra Brian Price e Mark Barron

Brian Price: meglio non farlo arrabbiare!
E' venuta a galla in questi giorni di calma relativa, in cui sono terminati gli OTA e si attende l'avvio del training camp previsto per fine luglio, una storiaccia che vede per protagonisti due giocatori dei Bucs, il DT al terzo anno Brian Price e il rookie Mark Barron, prima scelta di Tampa Bay nel draft di quest'anno.

Il fatto risale a parecchio tempo fa, e in pratica altro non è che un episodio di “nonnismo”. Il veterano Price, nel corso di un meeting di giocatori, pretendeva che il rookie Barron gli cedesse il posto a sedere, l'ex Alabama non ne ha voluto sapere, e in cambio si è preso alcuni pugni in faccia, e ricevere sberle da un bisonte come Brian Price non deve essere un'esperienza particolarmente piacevole.

Forse anche per questo motivo Price non ha preso parte agli OTA successivi, rimanendo in California. Ufficialmente, per recuperare dai problemi fisici che in pratica ne limitano il rendimento dal suo approdo in NFL nonché dallo stress causato dalla morte improvvisa di una sorella, dopo che già in passato Price aveva perso due fratelli uccisi in scontri a fuoco tra gang rivali. In realtà, forse, anche per meditare su questo spiacevole episodio che lo ha visto protagonista.

La rissa tra Barron e Price non credo debba essere ingigantita, rimane uno stupido episodio di nonnismo, ad ogni modo simili fatti sarebbe il caso non accadessero, e a maggior ragione un coach come Schiano, così attento all'aspetto comportamentale dei giocatori, non credo possa tollerare che la sesta scelta assoluta del draft venga pestata da un veterano per futili motivi.

Poi, che Price sia una persona “problematica” è un fatto noto, purtroppo la sua biografia e le tragedie che ha dovuto affrontare nel corso della sua giovane quanto già tormentata esistenza parlano chiaramente. Ciò non toglie che il giocatore debba essere a mio avviso multato pesantemente, visto che sono finiti i tempi in cui a One Buc Place regnava l'anarchia più assoluta.

Se poi Price non riuscisse a controllarsi e simili episodi dovessero ripetersi, a gente del suo calibro (o di quello dei vari Winslow, Tanard Jackosn, Geno Hayes...) credo si possa rinunciare sempre e comunque, si perderà qualcosa dal punto di vista tecnico ma si guadagnerà molto di più da quello della coesione del gruppo e dell'unità di intenti. Di avere nel team, nel caso di Price, un “picchiatore” che peraltro se la prende con i propri compagni di squadra (e a cui piace vincere facile: un veterano DL che “pesta” una S rookie fa quasi ridere...) non se ne sente alcun bisogno, mi pare.

giovedì 8 dicembre 2011

La squadra si schiera con Morris (a parole...)

Si sprecano, in questi giorni, le attestazioni di stima da parte dei giocatori dei Buccaneers nei confronti di Morris e del coaching staff di Tampa Bay. 

Il DT Brian Price, che proprio Morris aveva severamente punito domenica scorsa mandandolo anzitempo negli spogliatoi, dopo una sciocca penalità costata 15 yards, ha così commentato la “autoespulsione “ di cui è stato oggetto: "It's kind of like getting a whuppin' by your dad," Price said of being told Sunday by Morris to leave the field immediately after his third-quarter penalty. "You can't really take it too personal. You know when you mess up and you're like, 'Man, I wonder what kind of whuppin' I'm going to get or what kind of punishment?' It's all love. He's my coach, and I love him to death, and I love playing for him, and I love this team, and I just want to apologize to the owners and (general manager) Mark Dominik and Raheem.” 
Praticamente una dichiarazione d’amore, quella di Price per il suo Head Coach….

Ma andiamo avanti con le affermazioni - tratte da nfl.com - di altri giocatori, e cominciamo con il LB Adam Hayward: "If we’re not tackling, that's not Rah's fault,” said Hayward. "We're the ones that aren't tackling, or we’re missing, or we’re not getting our blocks, or whatever the case may be. Rah has nothing to do with that. He’s not the one on the field. None of the coaches are…We know what Rah’s capable of and we play for him, and we like where he is as a head coach.." 
Dunque, tutta colpa dei giocatori per Hayward: mica ci va Raheem, in campo…

Così, invece, ha parlato il DT Roy Miller:
"All week, we believe and trust in what [Raheem] tells us and it works in practice," said defensive tackle Roy Miller. “We can't be 'practice all-stars.' We’ve got to bring it to the game." Miller also dismissed the idea that any member of the coaching staff is to blame for the team’s struggles. "They (the coaches) study everything about these teams," he said. "They know what it will take to get in position to make a play. If we don’t make it, it's on us." 
Diverso il giocatore, stessa la musica: solo fiducia e stima per il coaching staff anche da parte di Miller….

Per il WR Dezmon Briscoe, i Bucs invee sono - addirittura - una famiglia: "We're a family. We’re all brothers around here so we always try to keep each other up”.

Sinceramente, tutte queste parole sdolcinate da parte dei giocatori nei confronti di Morris mi sarebbero anche venuta a noia. A parole, tutti pazzi per Raheem; ma nei fatti, l’impressione è esattamente di segno opposto. E soprattutto, sorge spontanea una domanda: ma se i giocatori dei Bucs giocassero invece contro il proprio allenatore, il loro rendimento potrebbe veramente essere inferiore a quello (ignobile) mostrato nelle ultime disastrose prestazioni?! Perché se questi “fenomeni” stanno *DAVVERO* giocando per salvare il posto di lavoro del loro Head Coach…beh….aiuto, si salvi chi può!