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martedì 3 febbraio 2015

Ancora problemi con la giustizia per Warren Sapp

Tanto grande su un campo da football, quanto incapace di far parlare di sè in termini positivi fuori dal rettangolo di gioco. Warren Sapp, pietra angolare dei Bucs "world champions 2002", nonché dal 2013 membro della Hall of Fame, è di nuovo nei guai con la giustizia.

L'accusa della polizia, che ha condotto l'ex giocatore in carcere prima di rilasciarlo fissando l'udienza per il 23 febbraio, risale alla notte del Super Bowl.

In pratica a Sapp viene contestata l'aggressione a due prostitute con cui stava per così dire "contrattando" le prestazioni in un albergo di Phoenix; urla e grida provenienti dalla stanza di Sapp alle 2:30 del mattino hanno indotto il personale dell'albergo a chiamare la polizia, e da qui l'ex QB Killa è finito direttamente in carcere.

NFL Network, la televisione per cui Sapp lavorava come analista dal 2008 e per la quale aveva seguito il Super Bowl XLIX, ha provveduto immediatamente a licenziarlo.

Già in occasione di un altro Super Bowl, quello del 2010, Warren Sapp era finito nei guai con la legge con l'accusa, poi caduta, di violenze domestiche. E che per l'ex #99 la vita dopo il football sia terribilmente complicata lo dimostra anche la condizione di "bancarotta" che venne dichiarata ai suoi danni nel 2012 a causa dei tanti debiti accumulati.

Tornando ai "fattacci" di domenica notte, Sapp ha ammesso che stava trattando con le due "escort", ma ha negato di avere commesso atti di violenza nei loro confronti.

Davvero un peccato che Sapp, ormai 42enne e dunque - in teoria - uomo "maturo" e non più giovane scavezzacollo, riesca sempre a individuare un modo per ritrovarsi nei guai. Finire in situazioni simili gli riesce bene quasi quanto, nei bei tempi andati, gli riusciva di mettere al tappeto i QB avversari...

domenica 10 novembre 2013

#99: un numero in meno, una leggenda in più

Sapp con il Vince Lombardi Trophy
Domenica senza football per i Bucs, in attesa di scendere in campo nel Monday Night dell'11 novembre per il derby della Florida, che li vedrà opposti ai Miami Dolphins.

Non escluderei che prorio in questa partita possa arrivare la prima W del 2013; i Dolphins non sono proprio uno "squadrone", e poi stanno vivendo un periodo particolarmente "burrascoso" in seguito alle accuse di "bullismo" che hanno portato il caos nello spogliatoio di Miami. i Bucs, da parte loro, è vero che oltre ad essere una squadra modesta ed allenata male stanno perdendo anche i pezzi migliori (il WR Williams e il RB Martin su tutti) però sono reduci da una partita giocata (almeno per i primi due quarti) ad alto livello in quel di Seattle, e dunque contro Miami potrebbe essere davvero l'occasione per cancellare l'odioso "0" dalla casella delle W.

Ma la partita contro i Dolphins, qualunque sarà il risultato del match, offrirà comunque una "parentesi" molto importante, soprattutto per chi segue i Bucs da qualche tempo, ed ha avuto la fortuna di ammirare quel grandissimo Campione che è stato il DT #99 Warren Sapp...

L'indimenticato "QB Killa" verrà infatti celebrato nel corso dell'intervallo del Monday Night; il suo nome verrà inserito nel Ring of Honor dei Tampa Bay Buccaneers, consolidando la tradizione che dal 2009 prevede che in ogni stagione il nome di un grande ex Bucaniere venga apposto direttamente sugli spalti del Raymond James Stadium.
Il Ring of Honor dei Bucs, con i nomi - ad oggi - di Selmon, McKay, Giles e Gruber
Ma quest'anno non ci si limiterà ad inserire un nuovo giocatore nel RoH. L'onore che i Glazer hanno deciso di riservare a Warren Sapp va decisamente oltre, dato che - contestualmente - ci sarà anche il ritiro definitivo della maglia indossata nei suoi nove anni trascorsi a Tampa: il #99 non verrà mai più indossato da nessun altro, e Sapp è solamente il secondo giocatore (l'altro è Lee Roy Selmon, ed il 'suo' #63) a ricevere un simile importante riconoscimento.

Altri numeri (il 40 di Alstott, il 55 di Brooks, il 47 di Lynch e da quest'anno il 20 di Barber) non vengono generalmente assegnati ad altri giocatori, sebbene al momento nessuno di questi sia stato ancora "ufficialmente" ritirato; probabile che nei prossimi anni, mano a mano anche questi altri grandissimi verranno collocati nel RoH, anche ad essi venga riservato il medesimo trattamento (inserimento nel RoH + ritiro maglia).

Del resto, stiamo parlando di quel nucleo di immensi campioni che non solo condussero i Bucs sul tetto del mondo con la vittoria nel Super Bowl n.37, ma che per quasi un decennio contribuirono a mantenere stabilmente i Bucs al vertice dell'NFL, portando in particolare il reparto difensivo di Tampa Bay a un livello di eccellenza praticamente assoluta.

Gisuto dunque il ritiro della maglia di Sapp in occasione del suo ingresso nel Ring of honora, tra l'altro a pochi mesi di distanza dall'inserimento del giocatore nella Hall of Fame di Canton, questo sì il massimo riconoscimento assoluto per un giocatore di football.

Su Warren Sapp "fuori dal campo" e sulle sue vicissitudini che lo hanno portato in pratica alla "bancarotta" (ne parlammo già QUI) non dico altro, limitandomi a dire che il buon Warren e stato, e credo sia tutt'ora, una discreta "testa calda". Ma sul terreno di gioco, il DT #99 è stato semplicemente il numero uno, dominatore assoluto e in grado di fare reparto da solo. Inviterei chi oggi azzarda improbabili paragoni tra Warren Sapp e Gerald McCoy, ad andarsi a rivedere una qualsiasi delle partite giocate dal #99 in maglia Bucs, giusto per capire la differenza che passa tra Campionissimo (il #99) e buon giocatore (Geraldone nostro)....

Tutti in piedi, dunque, in doverosa "standing ovation " per uno dei più grandi giocatori che abbiano mai indossato la nostra maglia, contribuendo in maniera decisiva a trasformare i Tampa Bay Buccaneers da squadra barzelletta a team  dominante...!

domenica 4 agosto 2013

Warren Sapp, un Bucaniere nella HoF!


Warren Sapp "svela" il suo busto insieme alla figlia
Si è svolta nella giornata di ieri la tradizionale cerimonia che prevede, ogni anno, l'inserimento di alcune tra le più grandi leggende del football nella Hall of Fame di Canton (Ohio).

I Tampa Bay Buccaneers non hanno una rappresentanza numerosa, all'interno della HoF. Sino a ieri, c'era solo Lee Roy Selmon a  rappresentare i Bucs, ma adesso al grande #63 si è aggiunta un'altra nostra vecchia conoscenza: Warren Sapp!

Credo che tutti coloro che amano i Bucs sappiano - o dovrebbero sapere! - che cosa ha rappresentato questo giocatore per la nostra squadra. Sapp fu parte integrante di quel nucleo di fuoriclasse (insieme a lui, voglio citare Derrick Brooks, John Lynch, Ronde Barber, Mike Alstott) che consentirono a Tampa Bay di realizzare un "turnaround" che portò in pochi anni i Bucs da squadra barzelletta della Lega (quando Sapp venne draftato, Tampa Bay aveva una striscia aperta di oltre un decennio di stagioni consecutive con più di dieci sconfitte!) a team dominante dell'NFL, facendo dei Bucs una presenza quasi fissa ai playoff... il tutto, culminato con l'indimenticabile notte di San Diego, quel 26 gennaio 2003 in cui Tampa Bay, superando Oakland nel Super Bowl n.37, portò in Florida il primo e sino da ora unico Vince Lombardi Trophy della sua storia.

Non sono mancati i momenti di commozione per Sapp, durante il discorso che ogni membro della Hall of Fame è tenuto a svolgere nel corso della cerimonia. Warren ha ricordato i momenti difficili della sua infanzia, trascorsa in una baracca di Plymouth, sobborgo di Orlando, mantenuto a fatica insieme ai suoi numerosi fratelli e sorelle da una madre single, che l'ex DT #99 ha espressamente ringraziato nel suo discorso, con la voce incrinata dalle lacrime:
“I never played this game to get in the Hall of Fame,” Sapp said. “I played this game to retire my mother because my mother worked to the bone and I wasn’t going to allow her or myself to be in that position again.''

A introdurre Sapp sul palco è stata la figlia 15enne Mercedes, che ha così presentato il suo illustre genitore:
“My dad is way more to me than a dad. He’s a best friend, a motivator, an inspiration.”

Sapp ha poi voluto ringraziare le persone che maggiormente gli hanno consentito, ieri, di entrare tra gli immortali della Hall of Fame. Come ad esempio la famiglia Glazer, i quali appena diventati proprietari dei Bucs scelsero nel loro primo draft Derrick Brooks e Warren Sapp, nonostante i molti dubbi che aleggiassero su quest'ultimo, ritenuto sì un potenziale fuoriclasse ma anche un elemento problematico, essendo risultato - proprio alla vigilia del draft - positivo a test che evidenziavano l'uso di sostanze stupefacenti...

E invece, mai decisione si rivelò più azzeccata. Warren Sapp confermò sul campo di essere  un campione dalla classe infinita e fuori dal terreno di gioco dimostrò di non avere quella "testa calda" che aveva spinto tante squadra a bypassarlo al momento del draft...

Anche per chi non avesse mai avuto la fortuna di vederlo giocare, bastano alcune cifre per capire come questo giocatore abbia rappresentato per una decade il top assoluto, nel ruolo di Defensive Tackle: 
membro della All-Decade team per il periodo dal 1990 al 2000; Defensive Player of the Year nel 1999; vincitore del Super Bowl n.37; sette partecipazioni al Pro Bowl; e poi i  96 e 1/2 sacks registrai in carriera, che lo pongono al secondo posto assoluto tra i defensive tackle.

Tornando al discorso di Sapp, da segnalare anche il ringraziamento a Tony Dungy, il coach che ricoprì un ruolo fondamentale nella trasformazione dei Bucs in team vincente e nel fare di Sapp un fuoriclasse assoluto:
“I played for a lot of coaches in my day,” Sapp said. “When I got to the Tampa Bay Bucs in 1995, it was 11 straight double digit losing seasons. If you don’t know what that means, its 10 losses or more. It was a lot of losing and lot of bad times. But a young man walked in the door and he showed us structure and a path and a vision how to get it done day in and day out.”

Inevitabili poi i rignraziamenti per coach Jon Gruden, l'allenatore strappato a peso d'oro ai Raiders che nella stagione 2002 condusse i Bucs sul tetto del mondo, sconfiggendo in finale proprio Oakland:
“Jon Gruden, they sent two draft picks and $8 million (to the Raiders),” he said. “I had to walk into this man’s office every day and see what this man was, and he was something special. Boy, it was so fun to watch that offense get yelled at like we got yelled at on defense.”

Infine, Sapp ha voluto ricordare le parole della nonna, Rosie Lykes, che lo esortava a non dimenticare mai quali fossero le proprie origini, da cui tutto aveva avuto inizio:
“She said, 'Boy, don’t ever forget where you come from and I stand before you today, one humble, proud country boy from Plymouth, Florida. That’s right. The dirt. That dirt road was something rough, but sure turned it into something special.”

Warren Sapp.... personalmente ho avuto la fortuna di ammirarne le gesta sin dal suo esordio in NFL, ai tempi in cui i Bucs vestivano ancora in white and orange, sebbene all'epoca fosse una vera impresa procurarsi notizie, immagini e filmati relativamente al mondo NFL... dopo la prima stagione da rookie - il coach era Sam Whyche - di assestamento e con parecchi alti e bassi nel rendimento, ricordo che fu il 1996 (la prima stagione di coach Dungy e l'ultima con Bucco Bruce sul casco) l'anno in cui un po' tutti si resero conto che questo giocatore avrebbe scritto pagine molto importanti non sono nella storia dei Bucs ma in quella dell'NFL... e poi, voglio citare l'indimenticabile partita contro i San Francisco 49ers, nell'opener del 1997 (la prima gara con le nuove uniformi) in cui proprio Warren Sapp fu in grado da solo o quasi di demolire (anche fisicamente...) il team all'epoca più forte dell'NFL, i 49ers di Steve Young e Jerry Rice. Per chi avesse bisogno di una rinfrescata alla memoria, ecco il video con una breve sintesi di quello splendido match....buona visione! 

venerdì 7 giugno 2013

Il "Mount Rushmore" dei Tampa Bay Buccaneers

Il Mount Rushomore "originale" e quello "targato" Buccaneers!
Il Mount Rushmore è uno dei "monumenti" più noti degli Stati Uniti. Si tratta di una vera e propria scultura, effettuata direttamente sulle pareti del Mount Rushmore (South Dakota), nel cui marmo sono stati scolpiti i volti dei quattro più importanti presidenti nella Storia degli States: George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln.

Nei giorni scorsi, il sito ProFootballTalk.com ha chiesto ai tifosi di Tampa Bay di individuare chi potessero essere i quattro membri dei Bucs più rappresentativi nell'intera storia della franchigia; in altre parole, se si dovessero scolpire su un ipotetico Mount Rushmore i volti dei quattro Bucanieri più importanti nei quasi quarant'anni di Storia della squadra, chi meriterebbe questo onore?

I voti dei fans hanno premiato quattro difensori, ossia:
- Lee Roy Selmon, DE
- Warren Sapp, DT
- Derrick Brooks, LB
- Ronde Barber, CB

Il più votato dai fans è stato Warren Sapp, fresco di introduzione nella Hall of Fame, seguito da Derrick Brooks (che probabilmente gli andrà a far compagnia a Canton non appena sarà eleggibile per entrare tra gli immortali del football). Terzo si è piazzato Ronde Barber mentre al quarto posto è arrivato un altro grandissimo (e Hall of Famer): Lee Roy Selmon.
 
A mio avviso, su tre di questi quattro nomi non ci può essere alcun dubbio (Sapp, Selmon e Brooks sono i tre giocatori più rappresentativi e importanti nella storia della franchigia, la discussione non inizia nemmeno...), mentre sul quarto nome, pur riconoscendo la grandezza (e la longevità fuori dal comune) di un campione come Ronde Barber, credo che non ci sarebbe stato da scandalizzarsi se il voto dei tifosi avesse premiato qualche altro grande ex Bucaniere...

Ad arrivare quinto è stato John Lynch, mentre sesto si è piazzato il primo rappresentate dell'attacco, il FB Mike Alstott, a conferma di come il gruppo di giocatori che vinse il SB n.37 sia ancora nel cuore dei fans in red and pewter.

Chiaramente si tratta di un "giochino" un po' così, molto fine a se stesso, adatto se non altro per "ingannare" un po' i tempi morti (lunghissimi) dell'offseason. Da segnalare il commento di coach Tony Dungy, che avrebbe incluso proprio Mike Alstott (oltre al trio degli "indiscutibili" Sapp, Brooks e Selmon) tra i "Fantastici Quattro" dei Buccaneers all-time. Invece, Derrick Brooks avrebbe preferito l'inserimento di John Lynch al posto di Barber, fermo restando il trio dei "Fenomeni"composto dal #55, dal #99 e dal #63...

giovedì 2 maggio 2013

Warren Sapp: Ring of Honor e maglia ritirata!

Warren Sapp, l'indimenticabile "QB Killa", ieri e oggi!
La seconda metà del 2013 sarà ricca di importanti riconoscimenti e prestigiosi tributi, per quello che è stato uno dei più grandi giocatori di sempre ad avere indossato l'uniforme dei Tampa Bay Buccaneers: il DT #99 Warren Sapp.

Nel mese di agosto Sapp entrerà nella Hall of Fame di Canton, l'onore massimo a cui possa aspirare un giocatore di football. Ed è stata ufficializzata oggi la notizia che anche i Bucs celebreranno nel corso del 2013 uno dei loro più importanti campioni; sarà proprio "QB Killa", infatti, il prossimo "Grande Bucaniere" a venire introdotto nel "Ring of Honor" di Tampa Bay, e ad avere il suo nome inciso sugli spalti del Raymond James Stadium ad imperitura memoria.

A partire dal 2009, Tampa Bay ha inserito nel proprio "RoH" illustri rappresentanti del passato, come coach John McKay, il DT Lee Roy Selmon, il TE Jimmie Giles e l'OT Paul Gruber. Quest'anno è il turno di Warren Sapp, ed il match in cui il #99 verrà introdotto nel Ring of Honor sarà il derby della Florida tra Buccaneers e Dolphins, un Monday Night che avrà luogo il prossimo 11 novembre.

Ma se era noto da qualche giorno che sarebbe stato Sapp il prescelto ad essere introdotto nel Roh, oggi c'è stata comunque una sorpresa importante: Bryan Glazer ha annunciato che in occasione della cerimonia sarà ritirato per sempre il numero 99: nessun altro giocatore dei Bucs indosserà mai più una jersey con quel numero, e Warren Sapp diventa così il secondo fuoriclasse di Tampa Bay - dopo il leggendario #63 Lee Roy Selmon - ad avere la propria maglia ritirata. 
 
Davvero un giocatore "mitico", Warren Sapp, guascone  e forse un po' sopra le righe fuori dal campo, ma comunque sempre genuino e sanguigno, davvero un personaggio unico. E sul rettangolo di gioco, il #99 è stato forse il più grande di tutti, di quel gruppo di fantastici campioni che condussero Tampa Bay sul tetto del mondo, l'indimenticabile notte del 26 gennaio 2003...

domenica 3 febbraio 2013

Warren Sapp tra gli "immortali" di Canton!

Warren Sapp, il secondo Buccaneer - dopo Selmon - ad entrare nella Hall of Fame!
E così ce l'ha fatta al primo tentativo, il nostro caro vecchio e amato QB Killa, ad entrare tra gli"immortali" del football, le leggende che hanno fatto la storia del nostro sport e che sono - e saranno per sempre -  onorate nella Hall of Fame di Canton...!

Come da tradizione, il wek-end del Super Bowl è anche l'occasione per l'annuncio degli "eletti", di coloro cioè che dopo avere superato varie "scremature" riescono ad entrare nella HoF... 

Questi i componenti della classe 2013, che nel corso di una cerimonia che avrà luogo sabato 3 agosto verranno ufficialmente introdotti nella Hall of Fame:
- Warren Sapp, DT
- Larry Allen, G/T
- Cris Carter, WR
- Curley Culp, DT
- Jonathan Odgen, T
- Dave Robinson, LB
- Bill Parcells, Coach

Un emozionato Warren Sapp, subito dopo l'annuncio ha voluto ricordare e ringraziare i suoi vecchi compagni di squadra... ecco le parole di QB Killa, dal Tampa Tribune:  
"Brooks is next, with John Lynch behind him and Tony Dungy, too,’’ Sapp said. “All of us. I get to talk about my guys now because I passed the test. We turned around that whole organization. It was a lot of work, but I had some good men with me and we believed. Nothing was going to stop us.’’

Sapp ha poi ricevuto i complimenti dallo staff di NFL Network, di cui fa parte insieme ad altri grandi campioni del passato quali Deion Sanders, Michael Irvin, Marshall Faulk... e proprio a Faulk, Sapp ha chiesto: “Where my wings at? Let me fly!”, visto che Faulk gli aveva detto, lui che già ne fa parte dal 2011, che la Hall of Fame altro non è che... "Heaven", appunto!

Che Warren Sapp sarebbe entrato prima o poi nella Hall of Fame era quasi scontato, visto che parliamo di uno dei migliori interpreti di sempre nel ruolo di Defensive Tackle... ma che il #99 ci sia riuscito al primo tentativo, è una ulteriore soddisfazione, e chissà che l'anno prossimo anche Derrick Brooks e Tony Dungy (eleggibili per la HoF a partire dal 2014) non riescano ad entrare nel "club" al primo tentativo...

Ancora congratulazioni dunque a un nuovo "immortale" del football, la "leggenda" che vestiva la maglia numero 99 e che fornì un contributo fondamentale per portare i Tampa Bay Buccaneers sul tetto del mondo; grandissimo Warren, magari una testa un tantino "calda", ma che campione dalla classe infinita...!

domenica 13 gennaio 2013

Warren Sapp ad un passo dall'Hall of Fame

Warren Sapp con il Lombardi Trophy
Prima erano in 127, poi sono stati ridotti a 27 ed ora sono rimasti solamente in 15, i candidati della classe 2013 in corsa per entrare nella Hall of Fame del football, il "tempio" destinato ad accogliere i più grandi interpreti di questo sport, coloro che hanno contribuito con le proprie gesta a scriverne pagine memorabili.

Quattro, dei quindici candidati, sono al primo anno di "eleggibilità" e fra questi vi è anche una nostra vecchia cara conoscenza, il DT #99 Warren Sapp. Non ce l'ha fatta invece a superare l'ultima scrematura John Lynch, altro giocatore che - come Sapp - ha disputato la parte più rilevante della propria carriera indossando l'uniforme dei Bucs, e che dovrà rimandare ai prossimi anni il sogno di entrare nella HoF. 

Sogno che invece potrebbe seriamente concretizzarsi per "QB Killa", che pur essendo solo alla prima nomination, vanta ottime credenziali per diventare di fatto il secondo giocatore dei Bucs dopo Lee Roy Selmon ad ottenere il massimo riconoscimento per un giocatore di football.

Ad inizio febbraio, in concomitanza con il Super Bowl di New Orleans, verranno resi noti i nomi degli "eletti", non meno di 2 e non più di 5, scelti tra i 15 candidati rimasti in corsa. Il numero potrà essere elevato a 7 considerando anche gli ingressi di due giocatori cosiddetti "senior", che hanno cioè chiuso la loro carriera da più di 25 anni. 

Oltre a Selmon, che è come detto l'unico vero rappresentate dei Bucs presente a Canton, nella Hall of Fame ci sono altri due giocatori che hanno disputato una porzione della loro carriera in Florida, ma sia il QB Steve Young che la G Randall McDaniel verranno ricordati per sempre come membri rispettivamente dei 49ers e dei Vikings, avendo trascorso a Tampa solo un breve e poco rilevante periodo.

Diverso sarebbe il discorso per Warrn Sapp, Bucaniere "doc", le cui più significative stagioni nella NFL sono state proprio quelle giocate indossando i colori dei Bucs, ossia le prime nove dal 1995 al 2003, mentre gli ultimi quattro anni trascorsi ad Oakland ben poco hanno aggiunto alla carriera di Sapp, caratterizzata in maniera netta dagli anni di Tampa e dalla vittoria ottenuta nel Super Bowl 37, proprio contro i Raiders.

Situazione diametralmente opposta è invece quella che riguarda un altro dei 15 candidati, il WR Tim Brown, una carriera gloriosa in maglia Raiders ed un ultimo insignificante anno di carriera trascorso con Tampa Bay.

Di seguito, ecco la lista completa dei 15 candidati che si contenderanno l'accesso nella Hall of Fame; con l'asterisco, coloro che sono al primo anni di "eleggibilità", tra cui il "nostro" Sapp. Che altro dire, se non un grosso in bocca al lupo, all'indimenticato QB Killa!

G/T - Larry Allen (Dallas)*
RB - Jerome Bettis (Pittsburgh)
WR - Tim Brown (Oakland)
WR - Cris Carter (Minnesota)
Owner - Edward J. DeBartolo, Jr. (San Francisco)
LB/DE - Kevin Greene (L.A. Rams)
DE/LB - Charles Haley (Dallas)
Owner - Art Modell (Cleveland/Baltimore)
T - Jonathan Ogden (Baltimore)*
Coach - Bill Parcells (N.Y. Giants)
WR - Andre Reed (Buffalo)
DT - Warren Sapp (Tampa Bay)*
G - Will Shields (Kansas City)
DE - Michael Strahan (N.Y. Giants)*
CB/S - Aeneas Williams (Arizona)

* Giocatori al primo anno di eleggibilità

venerdì 14 dicembre 2012

Un libro per Natale? "Sapp Attack"

Un libro per Natale? "Sapp Attack", ovvero
cinquanta sfumature di Red and Pewter...! 
Warren Sapp è stato uno dei più grandi Bucanieri di sempre. Personalmente, lo metterei in un ideale podio insieme a Lee Roy Selmon e a Derrick Brooks,in quanto a classe pura e capacità di fare "reparto da solo", ossia di spostare verso l’alto gli equilibri di un intero reparto con la propria presenza.

Se siete curiosi di conoscere la storia di questo campione, e non sapete quale libro farvi regalare a Natale, vi segnalo la biografia dell’ex DT #99, “Sapp Attack”, disponibile su Amazon a 12,99 dollari, formato kindle compreso. Il libro è uscito ormai da qualche mese ma la sua lettura mi pare perfetta proprio per il mese di gennaio, quando noi tifosi dei Bucs avremo molto tempo libero, soprattutto nei week-end, da dedicare ad altre attività che non al football giocato…

Il libro non  l’ho letto, ma ho trovato molto interessante la recensione apparsa su "bucpower.com”, l’ottimo sito inglese che è una vera e propria bibbia per tutto quel che riguarda i Tampa Bay Buccaneers. 

Warren Sapp ne ha per tutti, a partire da alcuni compagni di squadra non particolarmente amati. Il QB Trent Dilfer, ad esempio, viene definito "an interception waiting to happen", mentre ancora più pesante è l'opinione sul WR Keyshawn Johnson "too stupid and too arrogant to know when he is wrong".

Parole di stima vengono invece spese sia per alcuni allenatori, da Tony Dungy a Jon Gruden passando per Rod Marinelli (ai tempi allenatore della linea difensiva e molto più amato e stimato da Sapp rispetto a Monte Kiffin) che per alcuni ex compagni di squadra, tra cui Derrick Brooks, John Lynch e Brad Culpepper. 

Si viene poi a conoscenza di episodi curiosi, come ad esempio la rissa scoppiata con il DE Chidi Ahanotu, con cui evidentemente non correva buon sangue, anche perché Sapp non perdeva occasione per dire a chiunque che Ahanotu avrebbe dovuto cambiare il nome del suo jazz club da "sacks" a "pressure", dato che appunto era questo  - "pressure" e non "sack" - tutto quello che Ahanotu era in grado di fare, secondo il buon Warren...

Chiudo riportando, in sintesi, il giudizio di "bucpower.com" su questa biografia.

"Love him or hate him, you cannot ignore him and "Sapp Attack" is a continuation of the player and man that Buc fans knew so well for nearly a decade around the Super Bowl victory. 
So do you buy it? Yes of course. It is the best book so far written by a Buccaneer player and tells enough great stories from the best years of the franchise to make it essential reading for any Tampa Bay fan. Just don't expect Warren to offer to sign it should you ever see him with a copy of it in your hand".

sabato 29 settembre 2012

Lynch e Sapp tra i candidati per la HoF

Due immensi campioni: John Lynch e Warren Sapp 
John Lynch e Warren Sapp... nomi che solo a sentirli nominare riportano tutti i tifosi dei Bucs ai tempi d'oro, quando la nostra squadra era un team vincente ed una presenza fissa ai play-off, grazie soprattutto a quella insuperabile difesa costruita, stagione dopo stagione, dall'abile lavoro di Monte Kiffin e Tony Dungy.

Ebbene, risale ai giorni scorsi la notizia che proprio Lynch e Sapp, due di quei "cavalieri che fecero l'impresa", se così vogliamo chiamare quel gruppo di giocatori che nel gennaio del 2003 issò Tampa sul tetto del mondo NFL, sono tra i candidati ad entrare nel prossimo mese di agosto nella Hall of Fame di Canton, là dove sono ricordati in eterno i Grandissimi che hanno scritto la storia del football.

John Lynch e Warren Sapp sono i primi giocatori "eleggibili" per la Hall of Fame di quei Tampa Bay Buccaneers che guidati prima da Tony Dungy e poi da Jon Gruden rimasero stabilmente nell'elite dell'NFL tra la fine degli anni novanta ed i primi del duemila, tempi in cui l'obiettivo stagionale era la doppia cifra nella casella delle W e l'approdo alla postseason, e che culminarono nel trionfo del Super Bowl n.37 disputato a San Diego contro gli Oakland Raiders.

Lynch e Sapp sono stati, molto semplicemente, la miglior Safety ed il più forte Defensive Tackle nella ormai quasi quarantennale storia dei Buccaneers. Si potrebbero scrivere libri su giocatori di questo calibro, impossibile riassumere in poche righe il valore assoluto, la classe cristallina, l'insaziabile fame di vittoria che animò quei Bucs di fine anni '90, di cui il #47 ed il #99 furono tra i più illustri interpreti.

John Lynch era un colpitore davvero incredibile, lui che fuori dal campo era ed è un ragazzo intelligente (Stanford, il suo college) e brillante, sul terreno di gioco si trasformava in un feroce quanto corretto placcatore, che non lasciava scampo agli avversari. Draftato al terzo giro del 1993 da Tampa Bay con la pick n. 82 overall, nove volte convocato al Pro Bowl, Lynch chiuse la carriera a Denver, anche se le stagioni migliori le disputò in Florida, dove trascorse i suoi primi undici anni di football professionistico.

E poi Warren Sapp, il mitico QBKilla, una testa calda, caldissima, ma al tempo stesso un muro insuperabile, in grado di fare reparto da solo. Scelto come 12esimo giocatore assoluto nel draft del 1995 (con i New York Jets che, scegliendo prima dei Bucs, decisero di andare sul TE Kyle Brady....) in breve tempo Sapp diventò un giocatore dominante e devastante, che solo a forza di raddoppi si poteva cercare di limitare. Dopo nove anni a Tampa, come Lynch anche Sapp andò a chiudere la carriera in un team della AFC West; Warren approdò ai Raiders, dove giocò per quattro anni non sempre esaltanti.

Riusciranno Lynch e Sapp ad entrare subito nella Hall of Fame? E' difficile, visto che queste prime nomination comprendono tantissimi giocatori, ben 127, tra cui anche altri ex Bucanieri come i due WR Keenan McCardell e Keyshawn Johnson. Tra novembre e gennaio si procederà ad una "scrematura" dei candidati fino al 2 febbraio, giorno in cui saranno ufficialmente resi noti i nomi di coloro che entreranno a Canton.

Ad ogni modo è solo questione di "quando", non di "se". Ma John Lynch e Warren Sapp, come negli anni prossimi - non appena saranno "eleggibili" - anche Derrick Brooks, Mike Alstott e Ronde Barber (solo per citare i più illustri) sono tutti fuoriclasse targati  "Buccaneers" destinati alla Hall of Fame.

Quella HoF dove, ad oggi, si trova solamente un "Buc", l'immenso Lee Roy Selmon, ma come detto è solo questione di tempo: per il semplice fatto che - così come Lee Roy - anche John, Warren, Derrick, Mike e Ronde erano, sono e saranno per sempre campioni assoluti destinati ad entrare tra gli immortali di Canton.

lunedì 23 aprile 2012

Il draft del 1995, che cambiò la storia dei Bucs

Quanto possa esser importante un draft per costruire un team vincente, lo dimostra quello che accadde nel 1995, proprio ai Tampa Bay Buccaneers. Erano ancora gli anni "arancioni", Tampa Bay era una squadre reduce da stagioni rovinose e perdenti e l’allenatore era Sam Wyche. I bei tempi targati Tony Dungy e Jon Gruden erano ancora lontani, ma proprio nel draft del 1995 vennero messe le basi per costruire quella squadra che, alcuni anni dopo, avrebbe trionfato nel Super Bowl n.37.

Ma torniamo al draft del '95: al primo giro, erano due (la 12 e la 28) le scelte a diposizione dei Bucs. La numero 12 venne acquisita da Philadlephia in seguito ad una trade che vide i Bucs cedere la propria scelta al primo giro (n.7 overall) e quella al terzo in cambio della scelta al primo giro (12 overall) ed al secondo degli Eagles. Dopodiché, le due scelte che i Bucs si ritrovavano così ad avere al secondo giro vennero date a Dallas in cambio della pick del primo giro dei Cowboys, la n.28.

E da tutte queste trade orchestrate dall’allora GM Rich McKay, approdarono a Tampa due giocatori che cambiarono il volto alla franchigia: Warren Sapp e Derrick Brooks.
Draft 1995, a Tampa arrivano due fenomeni: Warren Sapp e Derrick Brooks
E andando a rivedere quel draft, viene da sorridere pensando ad esempio che i New York Jets decisero di bypassare Warren Sapp per scegliere... Brady! Attenzione: non parliamo di Tom Brady, il fenomenale QB dei Patriots, ma di Kyle Brady, onesto Tight End distante anni luce da un talento puro come Warren Sapp. E’ anche vero che il futuro DT #99 aveva una fama di "bad boy" dalle discutibili abitudini fuori dal rettangolo di gioco, ma gli ululati di disapprovazione da parte dei tifosi dei Jets quando venne annunciata la scelta di Kyle Brady anziché di Warren Sapp, risuonano ancora al Madison Square Garden...

Ma se Warren Sapp era un giocatore sul cui talento pochi dubitavano, diverso è il discorso per Derrick Brooks, altro grandissimo giocatore nonché – lui sì – persona dal comportamento sempre cristallino anche fuori dal campo. Molti (presunti) esperti ritenevano Brooks “undersized” per giocare ad altissimo livello come LB nell’NFL, ma quando arrivò il turno di Tampa di chiamare con la pick n.28 del primo giro, per fortuna Rich McKay non si fece impressionare dalla "taglia" di Brooks, che divenne il secondo giocatore scelto dai Bucs in quell'indimenticabile primo giro.

E fu così che, nel draft dell'aprile 1995, vennero messe le solidissime basi di quei Tampa Bay Buccaneers che il 26 gennaio 2003, a San Diego, sarebbero entrati nella Leggenda...

lunedì 9 aprile 2012

Giorni difficili per Warren Sapp

Warren Sapp, il giorno del Super Bowl...
Warren Sapp è stato uno dei più grandi Campioni che abbiano mai indossato l'uniforme dei Tampa Bay Buccaneers. Giocatore dominante, un DT in grado di fare reparto quasi da solo, e tra i protagonisti che quel lontano 26 gennaio 2003 vinsero il Super Bowl nell'indimenticabile notte di San Diego.

Ebbene, quelli odierni sono giorni decisamente difficili, per l'ex #99. Che, in pratica, è finito in "bancarotta", stando a quanto riportato dai giornali nei giorni scorsi, a causa degli ingentissimi debiti che lo hanno travolto, compresi quelli con le quattro madri diverse di altrettanti figli.... da tmz.com:"According to the docs, Sapp owes more than $6.7 million to various creditors … including hundreds of thousands of dollars in child support payments and alimony to at least 4 different baby mamas."

Il patrimonio di Sapp, invece, ammonterebbe ai seguenti beni:
- 240 pairs of Jordan sneakers and sandals
- Large Nude women painting
- Lion skin rug (female - lioness)
- Nike golf clubs
- De Grisogono watch (scratch on crystal, nicks and scratches on band)
- A boxing glove signed by Muhammad Ali


Ma i problemi per Sapp non finiscono qui. Il contratto di analista con NFL Network, in scadenza ad Agosto, pare non sarà rinnovato. Inoltre, Warren ha ammesso di avere "smarrito" (...!) sia il "Super Bowl ring" vinto con Tampa Bay che il "National Championship ring" vinto ai tempi del college con i Miami Hurricanes. Cioè, ma come si fa a "perdere" gli anelli di simili trionfi, come se fossero "cianfrusaglia" senza valore, maddai...!

E poi c'è l'accusa, grave, di avere dichiarato - tra l'altro senza averne le prove - che sarebbe Jeremy Shockey colui che avrebbe dato il via allo scandalo del "Bounty Program" che ha travolto i New Orleans Saints; l'avere rivelato che forse l'ex TE dei Saints sarebbe l' "informatore" (o il "pentito", diremmo noi) che ha rivelato lo scandalo, potrebbe anche configurare la violazione di norme federali a protezione dei "whistleblowers", per dirla all'americana...

Insomma, giorni decisamente grigi per il mitico QB Killa...che tra l'altro adesso non si fa nemmeno più chiamare così: se lo cercate su twitter, "@WarrenSapp" ha infatti preso il posto di "@QBKilla"... mah, la triste parabola di un immenso Campione, tanto grande nel campo da gioco, quanto problematico fuori dal rettangolo verde...