Nel giorno in cui a One Buc Place iniziano i primi workout dei Tampa Bay Buccaneers edizione 2016 sotto la guida del nuovo Head Coach Dirk Koetter, ci sono da registrare alcuni movimenti a roster, sia in "entrata" che in "uscita".
Cominciamo dalle conferme: indosseranno il Red and Pewter anche nel 2016 sia il DE Jacquies Smith che il WR (ma soprattutto uomo di punta dello special team) Russell Shepard; il destino di questi due giocatori dipendeva praticamente dai Bucs, considerata la loro specifica situazione contrattuale (Restricted free agent Shepard ed Exclusive rights free agent Smith).
Saluta invece Tampa - peraltro lasciando un buon ricordo per quanto fatto vedere nei suoi tre anni in maglia Bucs - il RB Bobby Rainey, che ha firmato nella giornata di ieri un contratto con i New York Giants, dove ritroverà Mike Sullivan, attuale OC dei Giants ed ex OC dei Bucs nel 2013.
Nello scorso campionato Rainey è stato utilizzato più che altro per ritornare punt e kick-off anziché nel suo effettivo ruolo di RB, considerato l'ottimo rendimento del duo Martin/Sims. Resta il fatto che proprio come RB Rainey ha fatto vedere a Tampa le cose migliori, sia nell'ultima stagione con Schiano HC che nel primo anno di Lovie Smith. In bocca al lupo a Bobby per il suo futuro in maglia Giants.
Visualizzazione post con etichetta Bobby Rainey. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bobby Rainey. Mostra tutti i post
lunedì 11 aprile 2016
sabato 25 aprile 2015
Ufficializzata la conferma di Bobby Rainey per il 2015
Il RB Bobby Rainey sarà un giocatore dei Bucs anche per la stagione 2015; la firma del contratto da parte del 27enne prodotto di Western Kentucky era, come detto, pressoché scontata, in quanto - trattandosi di restricted free agent - anche qualora Rainey avesse ricevuto un'offerta da parte di un'altra squadra, Tampa Bay avrebbe comunque potuto trattenerlo semplicemente pareggiando l'offerta.
Rainey ha dunque firmato un annuale da 1,54 milioni di dollari, e farà parte - a meno di "trade" sempre possibili - del nutrito gruppo di portatori di palla dei Bucs insieme a Doug Martin, Charles Sims e Mike James.
Oltre che nel suo ruolo specifico di RB, Rainey nel 2015 potrebbe anche essere impiegato come ritornatore di punt e kick-off, considerati i buoni risultati ottenuti in questo specifico settore ai tempi del college e mancando a Tampa un giocatore specializzato nei ritorni dei calci.
martedì 10 marzo 2015
Tagliato Anthony Collins, confermato Bobby Rainey
Anthony Collins era stato il "colpo grosso" della scorsa free aegncy dei Bucs e avrebbe dovuto rappresentare una garanzia nella posizione più importante della linea offensiva (quella del Left Tackle) per i prossimi anni, dopo avere siglato un contratto quinquennale per complessivi 30 milioni di dollari.
Dopo il pessimo campionato 2014, l'avventura di Collins a Tampa è invece giunta al capolinea con largo anticipo.
Il giocatore è stato tagliato quest'oggi dai Bucs, e considerato che per scelta tecnica Collins non era stato impiegato da Lovie Smith nelle ultime quattro partite della scorsa stagione, il suo taglio era considerato molto probabile; e per una volta, i pronostici sono stati rispettati.
Di tutt'altro tenore le notizie relative al RB Bobby Rainey. Al giocatore è stato dato un "tender" da 1,54 milioni di dollari, il che significa che i Bucs potranno pareggiare eventuali offerte che dovessero arrivare da parte di altre squadre per questo giocatore.
Duqnue, in pratica anche Bobby Rainey è stato confermato, e questa mi sembra un'altra buona notizia (dopo quella ottima del taglio di Collins); alle spalle di Sims e Martin il buon Bobby Rainey rappresenta una garanzia, e la sua permanenza garantisce un'ottima profondità al reparto dei RB.
Dopo il pessimo campionato 2014, l'avventura di Collins a Tampa è invece giunta al capolinea con largo anticipo.
Il giocatore è stato tagliato quest'oggi dai Bucs, e considerato che per scelta tecnica Collins non era stato impiegato da Lovie Smith nelle ultime quattro partite della scorsa stagione, il suo taglio era considerato molto probabile; e per una volta, i pronostici sono stati rispettati.
Di tutt'altro tenore le notizie relative al RB Bobby Rainey. Al giocatore è stato dato un "tender" da 1,54 milioni di dollari, il che significa che i Bucs potranno pareggiare eventuali offerte che dovessero arrivare da parte di altre squadre per questo giocatore.
Duqnue, in pratica anche Bobby Rainey è stato confermato, e questa mi sembra un'altra buona notizia (dopo quella ottima del taglio di Collins); alle spalle di Sims e Martin il buon Bobby Rainey rappresenta una garanzia, e la sua permanenza garantisce un'ottima profondità al reparto dei RB.
giovedì 4 dicembre 2014
Il RB Rainey, infortunato al piede, a rischio per Detroit
Domenica prossima Tampa Bay sarà di scena a Detroit, contro quei Lions che l'anno scorso i Bucs sconfissero a sorpresa proprio al Ford Field, in quella che fu l'unica vittoria ottenuta in trasferta nel 2013 per la squadra allenata da Greg Schiano.
Cosa è cambiato, un anno dopo? Stando alle classifiche divisionali, poco o nulla, con i Detroit Lions che si sono confermati un buon team alla ricerca di un possibile posto nei playoff, e con i Bucs sempre stabilmente abbonati ai bassifondi della NFC Suth.
Tampa Bay dovrebbe presentarsi in Michigan quasi ala completo, con molti degli infortunati che hanno saltato la partita di domenica scorsa pienamente recuperati, mentre chi rischia seriamente di dover rinunciare alla trasferta è il RB Bobby Rainey, infortunatosi ad un piede nel finale del match contro i Bengals.
Tra l'altro, va sottolineato che a causa del KO di Rainey assume un altro significato e sembra decisamente più logica la firma del ritornatore Solomon Patton, acquisito dai Bucs proprio per la più che probabile impossibilità da parte di Rainey di scendere in campo e dunque di ritornare kickoff e punt. A Detroit sarà dunque Patton il KR/PR mentre a cercare di rendere produttivo il gioco sulle corse ci penseranno i soli Martin e Sims, che probabilmente si divideranno equamente le portate, magari sperando di ottenere frutti migliori di quanto accaduto sin qui in materia di running game.
Per quanto riguarda gli altri giocatori che per infortunio hanno saltato il match con Cincinnati, si sono tornati ad allenare regolarmente il LB David, il TE Stocker, la S Wright e il C Dietrich-Smith. Ancora a riposo sono invece rimasti gli altri due TE Myers e Seferian-Jenkins e il DT McDonald, al momento i principali indiziati - insieme a Rainey - a disertare la trasferta di Detroit.
Cosa è cambiato, un anno dopo? Stando alle classifiche divisionali, poco o nulla, con i Detroit Lions che si sono confermati un buon team alla ricerca di un possibile posto nei playoff, e con i Bucs sempre stabilmente abbonati ai bassifondi della NFC Suth.
Tampa Bay dovrebbe presentarsi in Michigan quasi ala completo, con molti degli infortunati che hanno saltato la partita di domenica scorsa pienamente recuperati, mentre chi rischia seriamente di dover rinunciare alla trasferta è il RB Bobby Rainey, infortunatosi ad un piede nel finale del match contro i Bengals.
Tra l'altro, va sottolineato che a causa del KO di Rainey assume un altro significato e sembra decisamente più logica la firma del ritornatore Solomon Patton, acquisito dai Bucs proprio per la più che probabile impossibilità da parte di Rainey di scendere in campo e dunque di ritornare kickoff e punt. A Detroit sarà dunque Patton il KR/PR mentre a cercare di rendere produttivo il gioco sulle corse ci penseranno i soli Martin e Sims, che probabilmente si divideranno equamente le portate, magari sperando di ottenere frutti migliori di quanto accaduto sin qui in materia di running game.
Per quanto riguarda gli altri giocatori che per infortunio hanno saltato il match con Cincinnati, si sono tornati ad allenare regolarmente il LB David, il TE Stocker, la S Wright e il C Dietrich-Smith. Ancora a riposo sono invece rimasti gli altri due TE Myers e Seferian-Jenkins e il DT McDonald, al momento i principali indiziati - insieme a Rainey - a disertare la trasferta di Detroit.
domenica 29 giugno 2014
Running back, in cinque per tre posti
![]() |
| Il RB Doug Martin in versione "throwback" |
Ma c'è un altro reparto, quello dei RB, che potrebbe rivelarsi un'arma molto importante per l'attacco di Tampa Bay. Tra poco meno di un mese, quando inizierà il training camp, saranno ben cinque i RB a contendersi i (presumibilmente) tre posti loro destinati nel roster dei 53 giocatori che andrà ad iniziare la stagione.
Chiaramente nulla vieta che alla fine potranno anche essere più di tre i RB in squadra, sopratutto se uno di questi (Jeff Demps) verrà utilizzato anche come ricevitore e/o ritornatore e non solo come "puro " portatore di palla.
Ma vediamo nel dettaglio chi sono, ad oggi, i 5 RB dei Bucs che si contenderanno un posto a roster.
Doug Martin: ci sono pochi dubbi sul fatto che sarà Doug Martin il RB starter dei Bucs per l'opener del 7 settembre contro Carolina. Guarito al 100% dal brutto infortunio alla spalla che gli aveva fatto terminare in anticipo lo scorso campionato, Doug sarà il principale RB dei Bucs edizione 2014. Ma come ha già avuto occasione di dire in più occasioni l'HC Lovie Smith, non assisteremo più ad un suo "iper-utilizzo", come era invece abitudine ai tempi di Greg Schiano. Martin verrà alternato con un paio di altri RB e queste rotazioni oltre a consentire di avere sempre un RB "fresco" sul terreno di gioco alllngheranno anche la carriera dell'ex Boise State, non più costretto alle - come minimo - 25 portate per match che gli erano abituali con l'ex HC di Rutgers.
Jeff Demps: c'è notevole interesse nel vedere all'opera all'imminente training camp Jeff Demps, velocista di caratura olimpionica che nel 2013 fu possibile ammirare solo in pochissime azioni, prima che un che un infortunio lo obbligasse a chiudere la stagione in largo anticipo. Demps, come detto, potrebbe essere utilizzato anche per ricevere il pallone e per ritornare punt e kickoff, proprio per sfruttare al meglio la sua velocità assolutamente fuori dal comune. E questa sua peculiarità, di essere sì un RB ma con possibilità di utilizzo anche come WR e PR/KR, potrebbe essere una carta in più a suo favore, per consentire all'ex giocatore dei Patriots di trovare un posto nel roster definitivo.
Charles Sims: ci si aspetta molto dal rookie da West Virginia, scelto a sorpresa dai Bucs al terzo giro del recente draft. Se coach Lovie Smith e l'OC Jeff Tedford hanno voluto impiegare una scelta così alta per portare a Tampa questo giocatore, nonostante i "need" più urgenti di altri reparti (OL in primis), evidentemente lo si ritiene un elemento importante in grado di contribuire da subito alle fortune dell'attacco della squadra. Veloce e con due ottime mani per ricevere fuori dal backfield, "sulla carta" Sims sembra essere in grado di costituire un ottimo "duo" con Doug Martin, anche se - discorso che vale per tutti i rookie - bisognerà attendere questo ragazzo alla prova del campo, dove dovrà dimostrare di poter replicare anche tra i PRO le tante ottime prestazioni che ne hanno caratterizzato la carriera al college.
Bobby Rainey: ingaggiato un po' per caso lo scorso anno dopo i tanti infortuni che avevano azzerato il reparto dei RB, Rainey ha disputato un buon campionato, meritandosi la conferma anche per il 2014. Non è però detto che lo vedremo ancora a roster a settembre, perché nel reparto in questione la concorrenza è altissima e difficilmente potrà esserci spazio per tutti quanti...
Mike James: anche Mike James dovrà dimostrare al training camp di essersi non solo perfettamente ristabilito dal grave infortunio alla caviglia che lo scorso anno lo costrinse alla IR, ma anche di meritare un posto nel roster dei 53. Impresa molto difficile, e probabilmente alla fine saranno proprio James e Rainey (e forse Demps) a giocarsi il tutto per tutto per affiancare i due giocatori (Martin e Sims) che al momento dovremmo essere sicuri di trovare in squadra per l'avvio del campionato 2014.
giovedì 6 marzo 2014
Il RB Bobby Rainey firma per un anno
![]() |
| Il RB Bobby Rainey |
Bobby Rainey ha rappresentato una delle poche sorprese positive nel corso della pessima stagione 2013 dei Tampa Bay Buccaneers.
Ingaggiato quasi per disperazione, dopo che uno dopo l'altro tutti i RB presenti a roster erano finiti KO a causa di seri infortuni (Doug Martin, Mike James, Jeff Demps, Michael Smith), Rainey si rivelò in grado di tenere il campo più che dignitosamente, mettendo tra l'altro a segno nel match contro Buffalo un TD da ben 80 yards, record assoluto di franchigia.
Il reparto dei RB sembra dunque al completo, considerando che Doug Martin sarà il titolare e che Lovie Smith potrà contare oltre che su Rainey anche su James e Demps, che prima di infortunarsi avevano mostrato di possedere buoni numeri.
La speranza è che i vari "lungodegenti" abbiano recuperato al 100% dai rispettivi infortuni e soprattutto che coach Smith dimostri di poter gestire la batteria dei RB in maniera più assennata di quanto fatto dal suo predecessore, per il quale l'unico giocatore in grado di portare il pallone nei giochi di corsa era Doug Martin, spremuto per due anni da Schiano come un limone, prima che il piccolo grande Doug finisse - inevitabilmente - in IR...
lunedì 23 dicembre 2013
Ancora un passo indietro per Glennon e Rainey
| Bobby Rainey e Mike Glennon |
Lo scopo era cercare di capire se alcuni degli attuali protagonisti avevano (oppure no) qualità e doti tali da far pensare ad un loro stabile utilizzo in maglia Bucs anche per la stagione 2014.
Gli "osservati speciali", dal mio punto di vista, erano soprattutto due, il QB e il RB: Mike Glennon e Bobby Rainey avevano infatti rappresentato, nel mese di novembre, una piacevole sorpresa in questa orribile stagione 2013, inanellando alcune prestazioni più che buone, decisive per consentire ai Bucs di ottenere qualche bella vittoria confortata (incredibile!) anche da un football giocato a livelli più che accettabili.
Partiamo da Rainey, un RB letteralmente "raccattato" dalla strada e messo in squadra per "disperazione", dopo che prima di lui erano finiti KO tutti i portatori di palla a roster (da Martin a Demps passando per James e Smith). Poco da dire: l'esordio di Rainey è stato più che brillante, con il RB sugli scudi nelle W contro Miami e Atlanta, interprete della classica "favola" a stelle e strisce in cui il protagonista sfrutta l'occasione che gli si presenta passando all'improvviso dalla polvere alla gloria.
Ma le favole, purtroppo, di solito hanno vita breve nel duro mondo del football professionistico...
Nelle ultime partite (se si esclude l'estemporaneo exploit contro Buffalo, con quella fantastica corsa da 80 yards al secondo gioco della partita), Rainey ha giocato proprio male (assistito peraltro pochissimo dalla OL) e contro Carolina, San Francisco e St. Louis la mancanza di un efficace e consistente gioco di corsa ha pesato moltissimo sull'esito finale di questi incontri.
Che fare dunque con Rainey, per il prossimo anno? Credo che questo giocatore possa essere un interessante rincalzo, ma qui di dubbi non ce ne sono: Doug Martin, se utilizzato in maniera "logica" e non come "carne da macello" a cui far portare la palla trenta volte a partita (vero Schiano?) è di un altro pianeta rispetto a Bobby e dovrà essere proprio "the muscle hamster" il giocatore da cui l'attacco dei Bucs deve ripartire nella prossima stagione. Poi, alle spalle del RB #22, si potrà riproporre Rainey, oppure Mike James, o magari il velocissimo Jeff Demps, ma riterrei ovvio e scontato che certe "eresie" che mi è capitato di leggere su forum americani dopo le prime confortanti prestazioni del buon Bobby ("e se scambiassimo Martin per una prima scelta e ci tenessimo Rainey?") non potranno altro che rimanere delle (peraltro poco divertenti) "battute di spirito", definiamole così...
Decisamente più interesse, però, c'era per le prestazioni del quarterback, il rookie Mike Glennon; perché se a livello di RB i Bucs hanno le spalle ben coperte da un fuoriclasse del calibro di Martin, che nel 2014 riprenderà "possesso" del backfield di Tampa Bay, a livello di QB la situazione è decisamente più precaria: una volta "defenestrato" Freeman, e con il solo Orlovski a roster, tutta la responsabilità di muovere l'attacco è piombata sulle (deboli) spalle del rookie da NC State; una delle tante mosse azzardate (e prive di buon senso) da parte di Schiano, e di cui l'HC sarà chiamato a pagare le conseguenze nell'imminente "black monday", presumo e mi auguro...
Glennon, si diceva: inizio titubante, con luci e ombre nelle prime due partite con Arizona e Philadelphia. Poi, dopo altre due prestazioni altalenanti con Atlanta e Carolina, ecco che a novembre li simpatico "pennellone" inizia a giocare ad un altro (e ben più consistente) livello.
Le partite con Seattle (persa di un soffio in OT) e quelle vittoriose contro Miami, Atlanta e Detroit portano la firma di Mike, ma dopo queste quattro belle prestazioni, che gli sono valse il meritato riconoscimento di offensive rookie of the month, di Mike Glennon - nel mese di dicembre - si sono perse le tracce. Male a Carolina, male anche nella W contro Buffalo, impalpabile e timoroso contro San Francisco, e pessima, infine, la prestazione di ieri a St. Louis. Partita, quest'ultima, che si può (impietosamente) riassumere in una giocata: quella in cui Glennon va in scramble per chiudere un terzo e corto ma, impaurito dall'arrivo di un difensore dei Rams, si accartoccia goffamente a mezza yarda dalla chiusura del down, alzando bandiera bianca troppo, troppo in anticipo rispetto ad un possibile contatto con l'avversario...
Questo atteggiamento "timoroso" di Glennon si era già notato contro San Francisco, e ieri è riapparso: il ragazzo non è tranquillo, gioca con il terrore di essere piallato di difensori avversari, e del resto col fisico che si ritrova lo si può anche capire. Ecco, si potrebbe anche dire che forse Glennon non ha scelto il mestiere più adatto, perché chi decide di fare il QB starter in NFL non può giocare con addosso la paura, ma deve avere la faccia dura e cattiva, sempre, anche perché gli avversari certe cose le avvertono subito e con giocatori mingherlini e soprattutto timorosi come il Glennon delle ultime due partite, le difese ci vanno a nozze.....
Poi, si potrebbe (anzi, si dovrebbe) aprire un lungo capitolo sulle prestazioni gravemente insufficienti della linea offensiva, il cui scarso rendimento ha influenzato in negativo - e non poteva essere altrimenti - anche quelle di RB e QB. Ma il fatto che Penn e soci stiano giocando male non giustifica, per tornare a quanto si diceva prima, il fatto che Glennon si inginocchi prima di fare tutto il possibile per prendere il primo down, cosa questa che mi pare una "spia" circa il fatto che al giocatore difettino un po' cuore e attributi, requisiti senza i quali di strada tra i professionisti se ne fa poca, anche qualora si possieda una spirale di passaggio perfetta e un colpo d'occhio fenomenale (tutte qualità che peraltro non mi pare appartengano al QB dei Bucs).
E dunque? Dunque niente, "sparare" sentenze non mi è mai piaciuto, mi limito però a notare come i due "osservati speciali" escano male da queste partite di fine stagione, che così insignificanti non credo siano, per cercare di capire quali saranno i Bucs del prossimo futuro... inutile dire, poi, che in altri contesti e con altri CS questi due ragazzi potrebbero sicuramente fare meglio e mostrare quelle qualità che, negli attuali Buccaneers, forse neanche veterani scafatissimi potrebbero esibire, figuriamoci due rookie o quasi alle prime esperienze tra i PRO...
Ad ogni modo, per il bene della squadra, l'auspicio è quello di rivedere il Martin ammirato nel 2012 come RB e un altro QB al posto di Mike a guidare i Bucs edizione 2014; se poteva avere un senso dare al Glennon visto a novembre un'altra possibilità, mi chiedo come si potrebbe riproporlo nel 2014, dopo questa serie di imbarazzanti prestazioni in cui l'attacco da lui guidato ha prodotto il nulla assoluto o quasi....
Infine, per quel che riguarda la sideline, la speranza è che i Glazer non facciano prevalere questioni economiche (i tre anni di contratto ancora in essere che legano l'attuale HC ai Bucs) a ragioni tecniche sin troppo evidenti, premesso che basterebbero un minimo di logica e un po' di buon senso per capire che i giorni di Schiano a Tampa non potranno che terminare lunedì 30 dicembre, all'indomani di quella che sarà la sconfitta numero 21 nelle 32 partite disputate sotto la guida dell'ex HC di Rutgers...
martedì 26 novembre 2013
Sbancare Charlotte: missione impossibile?
Credo che il match che attende i Bucs
domenica prossima, la quasi proibitiva trasferta in quel di Charlotte
contro quella che è forse la squadra al momento più in forma dell'intera NFL, offra
parecchi motivi di interesse, sebbene da un punto di vista
strettamente legato alla "classifica" il match in questione sia
importante soprattutto per Carolina, ancora in piena corsa per la postseason.
Per Tampa Bay (come è stato evidente ormai sin da
inizio ottobre...) l'appuntamento con i playoff è rimandato al
futuro (si spera prossimo), ma le cinque rimanenti partite di questa
stagione 2013 meritano comunque a mio avviso di essere seguite con
estrema attenzione, e non solo perché dopo questi cinque match ci
attendono i lunghissimi (e noiosissimi) mesi di offseason.
In primo luogo, sarà interessante
vedere se questi "rabberciati" Bucs, che ormai inseriscono in IR
un giocatore importante dopo ogni partita, saranno in grado di tenere
il campo alla pari con i lanciatissimi Panthers, pur schierando
tantissimi rookie (da Glennon a Wright, al quasi rookie Rainey) e
ancor più rincalzi e seconde linee (a maggior ragione se anche Revis
sarà costretto a dare forfait).
Le tre vittorie arrivate nelle ultime
settimane sono state ottenute – sostengono in molti – o contro
team alle prese con gravi problemi interni (Miami), o letteralmente
allo sbando (Atlanta) o che hanno affrontato sottogamba il match con
i Bucs sicuri di far valere, in un modo o nell'altro, il proprio
maggior tasso tecnico (Detroit). Adesso, e su questo sono d'accordo
un po' tutti quanti, arriva il match "impossibile": i Panthers
non solo sono – come detto – un team in forma smagliante, ma di
sicuro non sottovaluteranno i Bucs, tradizionali rivali di division
tra i quali non si fanno mai "sconti".
Innanzi tutto, sarà da seguire, in un
simile contesto, il giocatore dei Bucs su cui vertono le maggiori
attenzioni, e cioè il QB rookie Mike Glennon. Spulciando i vari blog
e forum che, in particolare oltreoceano, seguono i Bucs da vicino se
ne leggono davvero di tutti i colori a proposito di questo giocatore.
C'è chi ha già bocciato Glennon, ad
esempio, per i finali di partita disputati "in calando"; il che
mi sembra a dir poco ingeneroso visto che parliamo di un rookie che,
è vero, ha giocato male i minuti finali delle sue primissime
partite, quelle in cui era stato gettato nella mischia dopo tutto il
caos generato dalla "Freeman saga" ed in cui sarebbe stato
impossibile combinare qualcosa di meglio di quanto fatto dal rookie
da NC State. Ma come ho già avuto modo di scrivere in altre occasioni, abbiamo aspettato (invano) quasi cinque anni Josh Freeman e, in passato, sei anni Vinny Testaverde (con il medesimo esito): possibile che non si possa aspettare almeno la conclusione del suo campionato da rookie per dare un giudizio sereno e senza pregiudizi a proposito del QB #8?
Così come è poco saggio, al contrario, illudersi di avere già trovato il nuovo franchise QB: sia chiaro,
sono il primo a sostenere che si debba dare fiducia a Glenonn e le
ultime prestazioni sono senz'altro incoraggianti, così come mi fa
piacere che il ragazzo sia stato il primo QB ad avere messo a segno
un TD pass nelle sue prime otto partite tra i PRO. Ma da qui a
considerarlo il titolare indiscusso per i prossimi dieci ani mi pare
un po' avventato, aspettiamo almeno le prossime cinque partite e
vediamo se il ragazzo mostrerà ulteriori progressi prima di ritenere
di avere pescato il "jolly" all'ultimo draft, dove nessuno tra
gli addetti ai lavori (ma proprio nessuno, Schiano a parte) aveva previsto un futuro
da sicuro protagonista per questo "lungagnone"... chissà che almeno questa non l'abbia azzeccata, l'ex HC di Rutgers...
Poi, c'è la questione Bobby Rainey:
capisco che in tempi come questi sia di moda "tranciare" giudizi
assoluti dopo nemmeno un paio di partite, però anche in questo caso
direi di aspettare ancora un po' prima di ritenere che il "vero" Rainey sia il giocatore "spaziale" ammirato contro Atlanta o
quello "impalpabile" che contro i Lions non è riuscito mai a
realizzare un guadagno consistente.
Glennon e Rainey saranno dunque due
sorvegliati speciali nel match di Carolina, soprattutto in
prospettiva futura per cercare di capire cioè se questi due
giocatori possano dare un contributo importante anche in ottica 2014,
quando i Bucs – si spera – lotteranno finalmente per i playoff e
non per evitare l'ultimo posto nella division...
In prospettiva più immediata, ritengo
invece che per sbancare Carolina dovrà essere la difesa a compiere
l'impresa. Per vincere, bisognerà limitare Cam Newton e dunque
D-line e defensive back saranno chiamati a replicare (soprattutto i
DB) l'eccellente prestazione di domenica scorsa. Piccola postilla:
non credo sia un caso che gli intercetti di Stafford siano arrivati
per lo più in quei rari casi in cui McCoy e soci hanno costretto il
QB di Detroit a liberarsi del pallone con una certa fretta. Sarà la
scoperta dell'acqua calda, ma riuscire a limitare il QB avversario
mettendolo sotto pressione e obbligandolo a lanciare senza troppi
secondi a disposizione fa tutta la differenza, quasi sempre, tra una
W e una L...
Per chiudere, vista la "simpatia" (ehm...) che sprigiona Cam Newton, credo che anche i "gufi" più
accaniti tra i tifosi dei Bucs, quelli che pur di non vedere più
Schiano sulla nostra sideline e per scegliere con la first pick overall al prossimo draft avrebbero preferito chiudere la
stagione con un record di 0-16, domenica prossima non sarebbero poi
così dispiaciuti se a Tampa Bay riuscisse la "mission impossible" di
espugnare Charlotte, considerata appunto la "simpatia" (ehm...) del QB di Carolina, in grado di raggiungere livelli quasi ineguagliabili...! ;-)
domenica 24 novembre 2013
La bella favola di Bobby Rainey
![]() |
| Il RB Bobby Rainey |
Originario di Griffin (Georgia, a pochi minuti di macchina proprio da Atlanta), Rainey frequentò il college a Western Kentucky, e non erano pochi i dubbi circa questo giocatore ritenuto un po' troppo "sotto taglia" per poter combinare qualcosa di importante correndo con un pallone da football in mano...
Dal Tampa Bay Times, ecco le parole di Stu Holt, il coach dei running back ai tempi in cui Rainey frequentò Western Kentuky:
"I'd never seen a high school back break tackles like he did," said Stu Holt, his former running backs coach at Western Kentucky "Everybody knew he was getting the ball, and they couldn't stop him."
Nonostante le importanti cifre fatte registrare al college soprattutto negli ultimi due anni (1.649 e 15 TD nel 2010 seguiti da 1.695 yards e 13 TD nel 2011), Rainey non attirò l'attenzione di nessun team NFL, e risultò "undrafted" prima di essere firmato dai Baltimore Ravens. La sua stagione da rookie terminò in Injured Reserve, mentre i suoi compagni vincevano, un po' a sorpresa, il Super Bowl.
Rilasciato dai Ravens al termine dello scorso training camp, Rainey firmò con i Cleveland Browns che lo rilasciarono dopo la week n.7. Il resto, è storia dei nostri giorni, con i Bucs che pensarono proprio a questo giocatore per rimpolpare il reparto dei RB, dopo gli infortuni di Martin e Demps; poi, anche l'altro RB "superstite" Mike James sarebbe finito di lì a poco in IR, consegnando a Rainey la "grande occasione", sfruttata sin qui nel migliore dei modi visto che il prodotto di Western Kentucky è stato l'uomo decisivo per le prime due vittorie dei Bucs in questa a dir poco problematica stagione 2013, con le sue trascinanti prestazioni contro Miami e Atlanta.
In un certo senso la parte difficile viene adesso, visto che Rainey non potrà più contare sull'effetto sorpresa e tutte le difese NFL lo attenderanno al varco, consapevoli che questo ragazzo può diventare un'arma letale, considerata la sua abilità nel rompere i placcaggi e nel guadagnare yards su yards anche dopo il primo colpo subìto.
E l'anno prossimo cosa succederà?
Intanto, c'è da dire che i Bucs non rischiano di perdere Rainey, visto che Tampa Bay detiene su di lui i "diritti esclusivi" per il 2014; ciò significa che al termine del campionato Rainey sarà "obbligato" a firmare per Tampa Bay, a meno che non voglia stare fermo un anno (avendo solo due anni di esperienza in NFL, Rainey non potrà infatti negoziare con altre squadre, alla fine di questa stagione).
Poi, naturalmente, bisognerà valutare le condizioni dei RB infortunati che rientreranno dai rispettivi problemi fisici. Ecco, credo che potendo contare, all'avvio del prossimo trainng camp, su una batteria di RB composta da Doug Martin, Bobby Rainey, Mike James e Jeff Demps, almeno di una cosa possiamo essere abbastanza sicuri: non ci sarà bisogno di utilizzare alcuna scelta del prossimo draft per questo reparto, forse l'unico in cui rischia di esserci addirittura troppa profondità sempre ammesso che tutti quanti i RB siano "abili e arruolabili", e cioè recuperati al 100% dai rispettivi - non lievissimi - infortuni che ne hanno chiuso in anticipo l'attuale stagione.
domenica 17 novembre 2013
I Bucs ci hanno preso gusto, asfaltata Atlanta
![]() |
| Bobby Rainey: è nata una stella? |
Dopo un primo quarto per così dire "di studio", è iniziato il dominio da parte di Glennon e soci. E qui bisogna dire la verità: per quanto giocassimo contro un avversario assai modesto (lo stesso avversario che comunque nella partita di "andata" ce le aveva suonate), i Bucs non solo hanno vinto, ma hanno anche messo a segno una lunga serie di ottime giocate, alcune delle quali davvero brillanti.
Un intercetto riportato in endzone da Mason Foster e un altro "pick" da parte di Goldson, un onside kick giocato a a sorpresa e ricoperto dallo special team di Dave Wannstedt, ancora lo ST sugli scudi con un punt bloccato, 3 sack per Gerald McCoy, e poi una prestazione perfetta da parte di tre giocatori dell'attacco, il QB, il RB e il WR; e qualche parola bisogna proprio spenderla, per questi tre protagonisti.
Mike Glennon: il rendimento del "pennellone" è in crescita, e al di là delle ottime cifre di stasera (20/23 per 231 yards, 2 TD e 0 int) mi pare che Mike stia giocando con sempre più sicurezza, e sia sulla strada giusta per diventare qualcosa di più di un semplice "mestierante". Non ho idea se possa essere lui il QB del futuro, sette partite sono troppo poche per un giudizio definitivo, però visto che in passato a Tampa abbiamo aspettato (inutilmente) sei anni Vinny Testaverde e più recentemente (ma con esito analogo) quasi cinque anni Josh Freeman, direi che possiamo concedere fiducia al rookie da NC State perlomeno sino al termine della stagione, per valutarlo con un minimo di criterio dopo le prossime sei partite. Finora, mi pare si possa dire senza esagerare che Glennon meriti una sufficienza molto ampia, tra l'altro ha anche stabilito il record di TD pass per un QB rookie in casa Bucs, e soprattutto mi piace il modo in cui si sta tenendo lontano da forzature e, di conseguenza, da sanguinosi intercetti.
Vincent Jackson: welcome back, Vincent! Credo che un po' tutti ci fossimo chiesti dove fosse finito Jackson, che nelle ultime tre partite aveva latitato e non poco. Ebbene, stasera il WR #83 ha giocato una partita praticamente perfetta, con ricezioni (da circo) a una mano e big plays in serie. Dieci palloni ricevuti per complessive 165 yards e 1 TD. In pratica, contro Atlanta ha fatto reparto da solo, un po' quello che gli si chiedeva dopo la perdita di Mike Williams, considerato il modesto valore degli altri WR a roster. E domenica prossima, a Detroit, sfida nella sfida: Vincent Jackson vs Calvin Johnson...
Bobby Rainey: qui sono davvero senza parole... Rainey è un giocatore rimasto undrafted nel 2012, e poi tagliato prima da Baltimore e poi da Cleveland, infine messo sotto contratto dai Bucs per disperazione, dopo gli infortuni in serie di tutti i RB; e che cosa ti combina, il buon Bobby? Dopo un'ottimo match d'esordio contro Miami, ecco che stasera Rainey gioca come neanche il Doug Martin dei giorni migliori: 30 portate per 163 yards, 2 TD più 2 ricezioni per altre 4 yards e 1 TD. E dire che la partita era iniziata con Brian Leonard RB starter, prontamente panchinato dopo le prime superbe portate da parte di Rainey. Ecco, l'unica critica che stasera si può muovere al CS è di avere un po' esagerato con le portate del #43 : soprattutto nella parte finale del match, si sarebbe potuto utilizzare maggiormente Leonard oppure l'ultimo arrivato Hill, anziché far recitare a Bobby Rainey il ruolo di "cavallo da tiro"...
Nella parte finale dell'incontro, Atlanta ha messo sul tabellone alcuni punti inutili, che sono serviti solo a rendere meno pesante la sconfitta. Da segnalare comunque un brutto errore del rookie Banks, che si è preso in faccia un TD da 80 yards da parte del WR Douglas, e un paio di corse amplissime "regalate" da una difesa dei Bucs ormai in spogliatoio al RB dei Falcons Smith, che ha chiuso la gara con cifre assurde: 88 yards con solo due tentativi!
E adesso? Io direi che la cosa migliore da fare è quella di godersi questa vittoria netta e rotonda, ottenuta peraltro contro una rivale "classica" come Atlanta, nonché di gustarsi il bel "2 su 2" messo a segno in questa settimana con le "W" ottenute in rapida successione contro Dolphins e Falcons. E invece leggo di tifosi "terrorizzati" dall'idea che queste vittorie possano in qualche modo servire a Schiano per guadagnarsi una riconferma sulla sideline dei Bucs anche per la prossima stagione... mah, non credo proprio che andrà a finire così, nè che basti terminare una stagione con un record di 3-13 o simile per ottenere la riconferma come HC. Quella contro i Falcons era un match alla nostra portata, e come da pronostico l'abbiamo vinto, così come i Bucs sono favoriti per il prossimo incontro casalingo contro Buffalo. Ma non vedo come questa squadra possa, ad esempio, espugnare campi ostici come Detroit, Charlotte o New Orleans, o superare al RJS i fortissimi 49ers.
Ma al di là di "W" e "L" Schiano, come ho scritto altrove, ha fatto "terra bruciata" intorno a sé con troppi comportamenti sbagliati (l'immonda giocata che il buon Greg continua a riproporre con ottusa ostinazione, e cioè l'assalto al QB avversario che si inginocchia nei finali di partita, sarà forse l'unica cosa per cui Schiano verrà ricordato in futuro... e ho detto tutto!), attirandosi l'ostilità sia dei tifosi (presso i quali ormai è considerato, esagerando anche un po', il "male assoluto") che dei giocatori (lunedì scorso nemmeno la doccia col gatorade gli hanno fatto, dopo la prima vittoria dell'anno arrivata al termine di una serie infinita di sconfitte ;-) ...), e confermarlo sarebbe il modo migliore per diminuire drasticamente il numero (già scarso) di abbonamenti e biglietti venduti e per disincentivare l'arrivo di free agent importanti a Tampa (immagino la fila, di giocatori desiderosi di farsi allenare da coach Schiano...).
L'unico dubbio che ho, circa un eventuale "non esonero" di Schiano, è che alla fine possano avere un certo peso i nove milioni di dollari che comunque i Glazer dovrebbero pagare all'ex HC di Rutgers, sotto contratto con i Bucs fino al 2016 compreso; ad ogni modo, direi che non serve a nulla fasciarsi la testa anche adesso, quando abbiamo iniziato a giocare in maniera decente e a vincere qualche partita. Ci siamo fatti il sangue amaro a forza di sconfitte dall'opener dell'8 settembre fino all'altro giorno, e mi pare un peccato non godersi nemmeno le rare vittorie di quella che - su questo credo siamo d'accordo tutti quanti - rimane comunque una stagione deludente e al termine della quale ci si augura che molte cose cambino, a cominciare dall'HC, dalle parti di One Buc Place.
Ecco, se poi, invece, da qui alla fine i Bucs le vincessero "davvero" tutte quante, terminando la stagione con un record di 8-8, beh, allora anzichè licenziarlo glielo prolunghiamo il contratto, a quel fenomeno di Greg Schiano (qui sono in modalità "scherzosa", si capisce vero....?!).
Iscriviti a:
Post (Atom)








